La campagna Fidas per la raccolta del plasma iperimmune

Una marcia in più, quella che serve per compiere un gesto di solidarietà importante e donare plasma iperimmune, sia al fine di utilizzarlo clinicamente per i casi in cui il corpo medico di ciascun ospedale sul territorio riterrà opportuno farlo, sia per consentire la ricerca e la sperimentazione in atto attraverso il progetto Tsunami, che in Italia ha il compito di cercare e tracciare evidenze scientifiche sulla cura al plasma per contrastare il Covid-19.

Anche la Fidas, per numeri la seconda associazione di donatori più grande del Paese, propone sulla propria homepage una campagna per il dono del plasma da pazienti guariti.

Per chi volesse rispondere all’appello, sempre Fidas propone poi un vademecum con tutte le informazioni necessarie per i novelli donatori, una vera e propria lista di Faq che spiega ogni passaggio della filiera: dalle motivazioni, cioè a cosa serve il plasma iperimmune e perché è giusto donarlo, alle questioni relative alla sicurezza o a agli aspetti pratici del dono, con una lista completa di tutti i luoghi in cui è possibile donare.

Bisogna sempre ricordare che a oggi la terapia al plasma non è considerata una vera e propria cura standardizzata per il Covid-19, ma è una terapia compassionevole, il cui utilizzo è riservato alla decisione dei clinici che si occupano dei casi reali. Ma la donazione del plasma, culturalmente, deve essere diffusa come un gesto importante per tanti altri motivi: basti penare alle migliaia di pazienti che ogni giorno possono contare sui farmaci plasmaderivati salvavita senza i cui effetti non potrebbero sopravvivere.

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