900 chilometri a piedi per sensibilizzare sul dono del sangue, l’impresa di Maurizio Grandi

Ci sono imprese che meritano di essere raccontate, perché nascono con l’idea precisa di mettere in gioco sé stessi per fare il bene comune: come nel caso di Maurizio Grandi, una vita a lavorare in banca e oggi in pensione.

Fermarsi? Giammai, se si può sensibilizzare il Paese sull’importanza – e la bellezza – di donare sangue, il gesto per eccellenza che serve a salvare vite, a creare un fil rouge invisibile ma indissolubile tra pazienti e donatori, e a contribuire all’obiettivo strategico nazionale dell’autosufficienza ematica.

Grandi, da ormai trent’anni socio di Avis Carugate, è un donatore associato con l’amore per le camminate, e allora ecco l’idea travolgente: andare a piedi da Trieste ad Aosta, e tracciare un diario di bordo a mezzo Facebook per trasmettere le proprie sensazioni, e le proprie avventure sul cammino della solidarietà ai tanti donatori che vorranno accompagnarlo.

Maurizio Grandi durante una camminata

Noi di Buonsangue saremo lieti di aggiornarvi sulla sua impresa e sulle tappe che compirà. L’impresa di Maurizio non è la prima che unisce una camminata e donazione di sangue come simbolica unione del passaggio da vena a vena.

Già nel 2016, Marco Cileo, allora ventisettenne, aveva attraversato l’Italia a piedi da Trieste a Marsala, un’avventura che ha poi raccontato a Buonsangue in una bella intervista.

Le imprese di questo tipo, che possano mostrare con quanta passione e spirito d’iniziativa i donatori si applicano per trasmettere un messaggio che merita di essere condiviso, sono dei piccoli libri gioiello da raccontare, per ampliare sempre di più il grande serbatoio di amore per la comunità di cui si nutre il mondo del volontariato.

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