World Blood Donor Day 2017: il sistema trasfusionale a raccolta a Roma, i momenti chiave

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14 giugno 2017, in tutto il mondo si celebra il World Blood Donor Day, la giornata mondiale dei donatori. In Italia l’evento centrale è a Roma: all’auditorium del ministero della Salute, tutti gli attori del sistema trasfusionale italiano si sono ritrovati per confrontarsi sul futuro di una macchina oliata e poderosa, che funziona bene e che, come abbiamo spesso scritto su Buonsangue, si appresta a vivere un futuro complesso e ricco di sfide, alla luce dei molti cambiamenti della società contemporanea (invecchiamento della popolazione), e della sempre crescente richiesta di emoderivati a livello globale.

L’importante, va sottolineato, è che giornate come queste, ovunque si celebrino, non si limitino a essere passerelle istituzionali, ma siano realmente fondative per la costruzione di politiche concrete, fattive, che coinvolgano tutte le parti interessate a collaborare verso obiettivi condivisi, che sono, va ribadito, autosufficienza ematica nazionale e raggiungimento dei massimi standard in fatto di sicurezza e qualità in tutti i passaggi della filiera, dalla raccolta di ciascuna unità di sangue alla produzione dei farmaci.

In questa chiave, le sensazioni odierne sono state positive: due i principali focus operativi: 1) il rapporto tra associazioni di volontariato e scuola, per diffondere la cultura del dono tra i giovani in età scolastica, in modo da assicurare il ricambio generazionale e preparare donatori a un percorso di consapevolezza e di continuità nella donazione gratuita, anonima, volontaria e organizzata; e 2) la congiuntura tra donazione e sport, in quanto universi propedeutici in fatto di stili di vita all’insegna di salute e longevità, con la possibilità di stringere un sempre più intenso sodalizio tra i valori del dono i e campioni più amati dai giovani, i migliori e più efficaci testimonial per invogliare le nuove generazioni a condividere il vissuto emozionale della donazione.

Molta attesa in sala, dunque, per l’intervento del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, non sempre lineare nel suo rapporto con gli attori del sistema trasfusionale, collaborativa per la maggior parte del tempo salvo poi lanciarsi in uscite discutibili (ma qui ci sarebbe rivedere lo staff spesso inadeguato anche sulle campagne pubblicitarie) come quella di aprile https://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/ quando con una sola frase la Lorenzin ha rischiato seriamente di cancellare 14 anni di assoluta sicurezza delle trasfusioni. Incidenti di percorso. La ministra ovviamente non ci è più tornata sopra e non ha intenzione di farlo. Dopotutto nella giornata mondiale del donatore la Lorenzin è la padrona di casa, e quella tempesta è ormai alle spalle: “L’Italia è un paese di straordinaria generosità, che ha un patrimonio etico che va salvaguardato. Abbiamo mandato 800 mila kg di plasma alla lavorazione, sono moltissimi. Dobbiamo salvaguardare le peculiarità italiana: a volte ci vengono proposti modelli esteri che vogliono remunerare la donazione e ci fanno perdere di vista il fatto che il nostro corpo non è un bene generico ma il bene. In quest’ottica i donatori sono importantissimi perché sono i depositari di tale cultura. L’invecchiamento della popolazione comporta aumenti della necessità di sangue, mentre d’altra parte i donatori storici invecchiano e non possono più donare. Ma c’è una buona notizia. Anche se diminuisce il numero dei donatori non diminuisce il sangue, perché i donatori periodici donano di più. Bisogna però puntare sui giovani, per costruire un modello culturale basato sugli stili di vita e su un principio di regole di convivenza. Cos’è il vaccino se non uno strumento di convivenza pubblica nel nome della salute pubblica? Esistono però delle criticità, e riguardano le differenze che possono esistere a livello organizzativo e burocratico nei rapporti tra le regioni. Le differenze non aiutano il sistema che deve essere più omogeneo. Com’è possibile che si possa arrivare a buttare del sangue perché è scaduto? Bisogna lavorare su questo e avere maggiore attenzione per continuare a garantire le 8000 trasfusioni al giorno di sangue gratuito che vengono effettuate nel nostro paese. Il mio impegno nei prossimi mesi sarà quello di aiutare il sistema a migliorare sotto questo aspetto. Lo dobbiamo al milione e 700 mila donatori che ogni anno in Italia consentono al sistema di funzionare”.

Migliorie organizzative dunque, e abbattimento della burocrazia come esigenze immediate per un miglioramento sistematico. Un assist immediatamente raccolto da Giancarlo Maria Liumbruno (Presidente del Centro Nazionale Sangue), che in linea con la Lorenzin ha ribadito luci e ombre del sistema sangue dal suo punto di vista: “In Italia la medicina trasfusionale fa parte dei livelli essenziali di assistenza, e ciò è molto importante, così com’è molto importante ricordare che l’Italia è un paese autosufficiente che ha raggiunto ottimi livelli di appropriatezza e grandi risultati in termini di sicurezza del sistema, grazie a una rete capillare, istituzionale e associativa, che gestisce il sistema da vena a vena, cosa che in altri paesi non è garantita. Abbiamo quasi 1 milione e 700 mila donatori periodici con oltre 3 milioni di donazioni, di cui 459 mila in aferesi, per quasi 3 milioni di emocomponenti trasfusi all’anno, ovvero oltre 8200 al giorno. Numeri importanti. Dal 2012 abbiamo in atto il Patient blood management che accresce l’appropriatezza nell’uso della risorsa e nel trattamento dei pazienti, secondo la logica dell’only one, ovvero la monitorizzazione di ogni singola trasfusione. In Italia oggi servono soprattutto donazioni di plasma, e serve crescente collaborazione tra il livello politico e quello tecnico per evitare gli sprechi. Le donazioni devono essere pianificate e organizzate, perché ciò consente di superare le crisi e l’emotività. Una bella novità in tal senso sarà il servizio PlasmaItalia on-line, che sarà attivato prestissimo e in cui spiegheremo tutto ciò che riguarda la donazione del plasma. Altra iniziativa sarà GeoBlood, un servizio che servirà al cittadino per sapere sempre dove poter donare nel luogo più vicino a lui. Sul piano della sicurezza ancora c’è cattiva informazione, ma oggi i rischi di una trasfusione sono prossimi allo 0, e questo è stato possibile soprattutto grazie alla riduzione del periodo finestra (il periodo in cui il sangue può essere infetto senza che siano rintracciati i virus, n.d.r.). Sono ottimi risultati che andranno confermati”.

Assenti, un po’ a sorpresa, gli ospiti Vito de Filippo, sottosegretario di stato del MIUR, che da lontano ha ribadito la sua disponibilità a collaborare per portare la cultura del dono nelle scuole, e Giovanni Malagò, presidente del CONI: eppure, largo e importante è stato lo spazio dedicato allo sport, con le testimonianze di Beatrice Becattini, campionessa italiana di Ju-Jitsu brasiliano, molto legata alla sua attività di volontariato per motivi biografici (ha contributo con la terapia trasfusionale ad aiutare suo nonno malato) e arricchita dalla cultura del dono anche nel proprio percorso agonistico di successo: “Lo sportivo trova subito il senso della donazione perché è abituato a mettersi a disposizione per gli altri – ha detto – per i compagni di squadra, e perché sanno che bisogna assumersi delle responsabilità”.

Anche Jacopo Massari, campione nazionale della pallavolo, ha ribadito l’importanza della sinergia tra valori del dono e quelli dello sport: “Avevo molti problemi da ragazzo, che lo sport ha contributo a risolvere. Su questo aspetto bisogna investire, perché c’è bisogno di donare sangue senza tornaconto ma solo per amor proprio. Lo sport insegna a fare sacrifici e credo che dobbiamo insistere sull’unione tra sport, scuola e associazioni di volontariato, per far comprendere a tutti che fare del bene senza aspettarsi niente in cambio è la strada giusta”.

Nella seconda parte della mattinata spazio ai rappresentati delle associazioni, riuniti sotto l’egida della CIVIS Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue). Introdotto da Sergio Ballestracci (Presidente Fratres nazionale) che ha ringraziato simbolicamente la figura del donatore anonimo, Vincenzo Saturni (Presidente Avis Nazionale) ha spostato l’attenzione sulla relazione tra sangue e mondo del lavoro, e poi sulla questione degli sprechi e su alcuni aspetti sistematici: “I giovani spesso vogliono donare, ma esistono alcuni fattori come la precarietà che rendono difficoltosa la continuità del dono. Dobbiamo lavorare allora per fare in modo che sia facilitata la donazione. Fondamentale poi evitare gli sprechi di plasma. Infine due parole sul piano nazionale vaccini, in cui i donatori son stati trattati in modo anomalo finendo tra le categorie a rischio, e sulla legge di riordino del terzo settore, nel quale, l’ho detto in ogni sede e lo ripeto oggi, non ci dovrà essere l’apertura al profit per ciò che riguarda l’impresa sociale”.

Nella staffetta, spazio poi alle parole del vice-presidente della Croce Rossa Gabriele Bellocchi: “Sta cambiando la società e sta cambiando il lavoro, ma è anche vero che a fronte di questo noi dobbiamo reinventarci e riformulare le strategie di coinvolgimento. I giovani sono velocissimi, noi siamo in grado di andare alla loro velocità e di rispondere alle loro esigenze? Lavorare sulla cultura del dono è la chiave: la stiamo perdendo, io sono un insegnante e penso al bullismo, che si verifica perché manca la percezione dell’altro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Fidas nazionale Aldo Ozino Caligaris: “Solo condividendo la cultura del dono noi possiamo dare un messaggio forte sui valori peculiari del sistema italiano. Dobbiamo parlare la lingua del donatore e mettere in sintonia tutte le parti in causa, con messaggi di comunicazione nuovi che ci consentano di guardare il passato, per vivere con responsabilità il presente e pensare il futuro. C’è un grande fermento nella riforma del terzo settore che viene visto come una risorsa per il paese perché produce posti di lavoro. Noi vogliamo restare protagonisti e fare da guida, grazie alla collaborazione tra associazioni, professionisti e istituzioni per un altissimo standard in ciascuna trasfusione. Oggi è una giornata da vivere nell’ambito della sinergia, senza divisione e senza bandiera. Colgo allora l’occasione per ringraziare Vincenzo Saturni che tra soli 3 giorni conclude il suo mandato a presidente Avis, e che in questo tempo ci ha insegnato molto sul piano dello spirito e della capacità di diffondere tutto ciò che è dono, volontariato e organizzazione associata”.

Nel finale spazio alle testimonianze di chi ha beneficiato del dono del sangue, per una carrellata piuttosto emozionante che ha dato vita a momenti di commozione tangibile tra tutti i presenti, a testimonianza di una verità difficilmente contestabile: pulsa un enorme sostrato emotivo dietro il gesto del dono, dal valore impagabile. È emerso vivido il legame invisibile tra donatori e pazienti, che grazie al dono, ai volontari, ai trapianti e alla medicina trasfusionale hanno potuto curarsi da malattie come la talassemia.

Per tutti i presenti, un’occasione buona per toccare con mano quanto la capacità di mettersi a disposizione per gli altri e di praticare generosità vada oltre qualsiasi retorica per diffondere nella società benefici concreti in grado di cambiare le vite di molti. Un vissuto da tenere bene a mente a tutti i livelli della filiera sangue, dai centri decisionali fino alle strutture di raccolta, passando per chi fa informazione.

Il World Blood Donor Day 2017: principi fondamentali ed eventi nel mondo

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È in corso una vera e propria mobilitazione internazionale per il World Blood Donor Day 2017. Il passaggio di consegne tra l’Olanda, paese “ambasciatore” nel 2016, e il Vietnam, che ospiterà l’evento principale con tutti i paesi che fanno parte della WHO (World Health Organization), si terrà ad Hanoi il 14 giugno, dopo che, a partire dal 2004 in Sudafrica il testimone per il ruolo di anfitrione è passato anno dopo anno da Africa, Asia, America, Europa ed Oceania: https://es.wikipedia.org/wiki/D%C3%ADa_Mundial_del_Donante_de_Sangre.

Lo scopo del World Blood Donor Day è quello di trasmettere in tutto il pianeta l’idea che la gestione di un bene decisivo come il sangue deve essere organizzata secondo valori condivisi e sinergie internazionali, con la massima collaborazione possibile per ottenere risultati sempre migliori in fatto di sicurezza e senso di responsabilità nelle modalità di raccolta.

I miglioramenti possibili in questo senso sono notevoli: da una ricerca della WHO eseguita nel 2013 scopriamo infatti che di 112 milioni e mezzo di donazioni annue nel mondo, circa la metà avvengono nei paesi ad alto reddito, quelli in cui vive il 19% della popolazione mondiale. Scopriamo inoltre che solo in 51 dei 180 paesi dichiaranti si producono medicinali derivati dal plasma (PDMP) attraverso il frazionamento del plasma raccolto internamente, mentre 96 paesi hanno riferito che tutti i PDMP sono importati, 17 paesi hanno dichiarato che non sono stati utilizzati PDMP nel periodo di riferimento, e 16 paesi non hanno risposto alla domanda. Un quadro certamente migliorabile. Infine, altro dato che la WHO ritiene di dover migliorare nei prossimi anni, riguarda la gratuità della raccolta, giacché solo in 57 paesi la raccolta di sangue avviene per il 100% attraverso donatori volontari e non retribuiti.

I valori fondativi alla base di questo giorno sono quelli che emergono spesso su Buonsangue, come si può leggere sul sito della stessa WHO http://www.who.int/campaigns/world-blood-donor-day/2017/event/en/: massima considerazione dell’asset strategico dell’autosufficienza ematica, cultura del dono come valore comunitario, gestione organizzata delle emergenze e visione nel lungo periodo nel prevedere le trasformazioni sociali (Fig.1)

WHO Giornata Mondiale Blood Donor 14 giugno 2017
Fig.1

Per raggiungere tali finalità, come abbiamo visto nei giorni scorsi percorrendo tutta l’Italia https://www.buonsangue.net/eventi/14-giugno-2017-sara-world-blood-donor-day/, sono moltissime le celebrazioni in ogni angolo del mondo.

Iniziamo dall’Europa: in Belgio, proprio per festeggiare la ricorrenza, dal 6 al 17 giugno moltissime strutture trasfusionali in tutto il paese potranno contare su un’apertura continuativa dalle 10 alle 17 http://www.dondesang.be/fr/news/ouverture-exceptionnelle-le-samedi-17-juin-de-10h00-17h00.

In Francia, annunciata una grande campagna mediatica a cura dell’EFS (Etablissment Francais du Sang), che riguarderà tutti i principali media e marchi nazionali: si tratta dell’operazione intitolata #MissingType attraverso cui brand, istituzioni e aziende più importanti dovranno ritirare dal proprio marchio le lettere A, B e O, simboleggiando così l’esistenza di un gruppo sanguigno mancante https://dondesang.efs.sante.fr/certaines-lettres-ont-plus-de-pouvoir-faites-les-disparaitre e mostrando così come il sangue sia indispensabile per la vita umana come le lettere lo sono per le parole.

In Germania, attraverso un comunicato stampa, le più alte istituzioni nazionali a partire dal ministero della Salute, invitano la popolazione tedesca a donare il sangue con generosità, anche in virtù dei risultati dell’ultimo studio sui numeri della donazione in tutto territorio nazionale che ha mostrato, tra gli altri, un dato eccezionalmente negativo: soltanto il 35% di giovani tra i 18 e i 25 anni è andato a donare almeno una volta http://www.bzga.de/presse/pressemitteilungen/?nummer=1066.

In Ungheria, nel weekend appena trascorso, eventi e pacchetti ricchi di vantaggi in fatto di controlli medici per i donatori studiati nelle maggiori città come Budapest, Debrecen e Gyor: http://www.ovsz.hu/ver/induljon-nyar-vital-veradassal.

Moltissime le iniziative in Spagna, tra cui raccolte speciali per i giovani a Madrid http://ecodiario.eleconomista.es/sociedad/noticias/8422115/06/17/El-centro-de-trasfusiones-llama-a-los-jovenes-a-donar-sangre-y-salvar-3-vidas-ante-el-dia-mundial-del-donante-de-sangre.html, e una settimana intensissima di feste ed eventi pro-donazione alle isole Baleari, a Ibiza, Mallorca e Minorca:  http://www.donasang.org/es_noticies/226/intensa-semana-de-donacion-de-sangre-en-ibiza.

Grande la risposta in tutti gli Stati Uniti: in Texas http://www.kxxv.com/story/35620726/geap-of-waco-to-celebrate-world-blood-donor-day-with-blood-drive raccolte di sangue, eventi, concerti e attività informative e formative; in Michigan collaborazione tra Michigan Blood e Nexcare Bendages per raccolte speciali nei centri trasfusionali locali http://fox17online.com/2017/06/08/june-14th-is-world-blood-donor-day-heres-where-you-can-donate/, e anche in Ohio, a Dayton, la comunità di donatori locali parteciperà alle celebrazioni mondiali con donazioni speciali e promozione della cultura del dono http://www.whio.com/news/local/cbc-celebrates-world-blood-donor-day-next-week/rWp2z5suK2DL3NhGtnepnJ/.

Raccolte speciali di sangue a Springfield (Massachusetts): http://www.masslive.com/living/index.ssf/2017/06/medical_notes_june_5_2017.html.

Il South African National Blood Service http://www.sanbs.org.za/, sulla pagina Facebook dell’istituto, https://www.facebook.com/SANBS/ è invece già attivo, e chiede a tutti i donatori del mese di giugno di inviare le proprie foto e raccontare le proprie storie, nello spirito della condivisione delle esperienze.

In Pakistan la situazione del dono del sangue è tutt’altro che rosea: il sistema è legato per il 90% al dono occasionale dei familiari di chi ha bisogno, e la cultura del dono fatica a diventare un valore condiviso, così come accade nella maggior parte dei paesi a basso reddito. Il senso di una celebrazione mondiale voluta da un’organizzazione autorevole come la World Health Organization è proprio linfa verso una maggiore mobilitazione in paesi dal quadro sociale ancora più sfilacciato che in occidente: così, a Islamabad l’apertura di un centro trasfusionale di grandi dimensioni dovrebbe coincidere proprio con il 14 giugno:  https://www.pakistantoday.com.pk/2017/06/10/only-10-pakistani-donate-blood-voluntarily/.

In Thailandia, impegno per la Croce Rossa Internazionale con eventi, conferenze e donazioni in tutti maggiori centri trasfusionali del paese e t-shirt commemorative in regalo per i primi 100 donatori in ogni città http://lampang.prdnorth.in.th/ct/news/viewnews.php?ID=170609130754.

A Singapore, la Croce Rossa locale premierà alcuni donatori e contestualmente chiede un maggior numero di donazioni nei giorni che precedono e seguiranno la giornata mondiale: https://www.redcross.sg/give-blood/world-blood-donor-day-2017.html.

Passiamo al Sud America. In Bolivia, http://embajadamundialdeactivistasporlapaz.com/es/prensa/videos/dia-mundial-del-donante-de-sangre-2017, gli attivisti di La Paz hanno realizzato uno spot video che riprende i temi centrale della campagna  mediatica ufficiale della World Health Organization , ovvero la necessità di sangue che esplode in occasione degli incidenti imprevisti quando invece sarebbe decisivo donare ogni giorno. Il giornale El Dia, sottolinea invece, promuovendo i valori fondativi della giornata mondiale del donatore, come nel continente solo Brasile, Colombia e Argentina possono vantare una vera e propria cultura del volontariato: http://eldia.com.do/la-donacion-de-sangre-es-un-acto-de-generosidad/.

Concludiamo con Cuba, dove per il 14 giugno, tra gli eventi, sono previste numerose azioni di reclutamento di donatori di nuova generazione, specie nella provincia di Camaguey che da sempre si distingue per l’alto numero di donazioni: http://www.cadenagramonte.cu/english/show/articles/26395:activities-in-camaguey-for-world-blood-donor-day.

 

 

 

 

 

Il 14 giugno 2017 sarà il World Blood Donor Day: ecco tutti gli eventi in Italia

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Un grande evento a Roma il 14 giugno, organizzato dal ministero della Salute e arricchito dalla presenza di tutte le associazioni di volontariato che formano il sistema sangue: l’incontro “Il Sistema sangue nazionale: un’eccellenza italiana” sarà il momento clou in Italia per festeggiare il World Blood Donor Day 2017 https://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/.

All’Auditorium del ministero, in viale Ribotta 5, è previsto anche l’intervento d’apertura del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che avrà modo, così, di superare definitivamente l’incidente dello scorso 11 aprile, quando con una sola frase infelice rischiò di cancellare gli ultimi 14 anni di donazioni volontarie trascorsi in Italia senza infezioni contratte per via trasfusionale: https://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/.

Il programma giornaliero proseguirà con grande ricchezza di temi con l’intervento di Giancarlo Maria Liumbruno, presidente del Centro nazionale sangue, che spiegherà quali sono le peculiarità del sistema sangue italiano, quali le eccellenze e verosimilmente quali dovranno e potranno essere gli obiettivi di sistema nel prossimo quinquennio, anche alla luce del calo dei donatori di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: https://www.buonsangue.net/dono/calo-delle-donazioni/.

Spazio poi alle commistioni con due universi vicini per natura all’universo sangue, giovani e sport: alle 11 è previsto l’intervento del sottosegretario di stato del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Vito De Filippo che parlerà di come portare la cultura del dono nella scuola e nell’università, per avvicinare le nuove generazioni ai centri trasfusionali e innescare il necessario ricambio; mentre a seguire ci sarà il presidente del Coni, Giovanni Malagò, per discutere di sport e donazione, giacché proprio i campioni dello sport nazionale, a partire dagli olimpionici fino al celebratissimo mondo del calcio, appaiono tra i testimonial più efficaci per diffondere il più possibile l’idea che il dono del sangue, perché il sangue è un bene che può servire a tutti in qualsiasi momento, importante come cibo, acqua e ossigeno.

Il finale di giornata sarà invece dedicato alle esperienze sul campo, prima con le parole di ciascun presidente associativo nazionale di Avis, Fidas e Fratres, poi con testimonianze dirette di donatori e pazienti.

E nel resto d’Italia? Il World Blood Donor Day non si celebrerà soltanto a Roma in modo istituzionale, e anzi, moltissime iniziative sono previste in tutta Italia, da nord a sud.

Ecco le principali: la Brianza sarà disseminata di gazebi e punti informazione utili per aumentare il livello di consapevolezza del pubblico sulla donazione del sangue https://www.mbnews.it/2017/06/giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue-dona-ora-e-dona-spesso-avis-coinvolgera-di-piu-giovani-monza-brianza-informazioni-nova-milanese-brugherio/; sempre in Lombardia, a Caronno, in provincia di Varese, spazio a una fiaccolata celebrativa http://www.varesenews.it/2017/06/accendi-la-fiamma-della-solidarieta/627752/, mentre a Magenta (Milano) e Costa Masnaga sarà la musica https://www.ticinonotizie.it/56662-2/ a nobilitare gli intenti celebrativi delle Avis locali http://www.lecconotizie.com/notizie-brevi/rock-n-blood-il-18-giugno-levento-dellavis-a-costa-masnaga-387580/.

In Piemonte, a Busca, in provincia di Cuneo, tutto anticipato a domenica 11 giugno, con iniziative per coinvolgere i giovani: http://www.targatocn.it/2017/05/31/leggi-notizia/argomenti/saluzzese/articolo/a-busca-la-festa-provinciale-del-donatore-di-sangue.html;

Passiamo all’Emilia Romagna: a Ferrara, il dono del sangue diventa il tema della serata del 14 giugno durante il Centro Street festival, nota rassegna cittadina dedicata all’arte e alla fotografia http://lanuovaferrara.gelocal.it/tempo-libero/arte-e-fotografia/evento/cento_street_festival_2017-165881.html, mentre a Piacenza grande concerto Gospel organizzato da Avis http://www.ilpiacenza.it/eventi/concerto-placentia-gospel-choir-avis-piazza-cavalli-16-giugno-2017.html.

In Puglia, a Lucera, triangolare calcistico per aggiudicarsi l’Avis Cup: http://www.foggiatoday.it/eventi/avis-cup-triangolare-calcio-lucera-giornata-mondiale-donatore-sangue.html, mentre a Foggia concerto della Musicomio Band a tema donazione, intitolato “Lasciatemi donare”, vero momento clou della festa del donatore che andrà in scena per l’intera giornata con altre attrazioni tra cui la clownterapia http://www.teleradioerre.it/foggia/106503/Lasciatemi-donare-Musicomio-band-testimonial-per-Avis-Foggia.

 Il World Blood Donor Day 2017 non sarà soltanto feste, promozione e concerti ma anche raccolte speciali: a Roma, sinergia inedita tra il quotidiano Il Messaggero e le forze di Polizia, con un’autoemoteca che sosterà dalle 8 alle 11 del mattino davanti la sede del giornale in via del Tritone, allo scopo di attutire la carenza sangue che attanaglia il Lazio e non solo nelle ultime settimane:  http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/emergenza_sangue_il_14_giugno_donazioni_messaggero_volontari_polizia-2488098.html; autoemoteca attiva per una raccolta speciale anche ad Andria (Bari) https://www.andriaviva.it/notizie/14-giugno-avis-giornata-mondiale-del-donatore/, con sconti speciali per chi donerà in molti esercizi commerciali cittadini. A Imperia, in Liguria, apertura speciale per tutto il giorno del centro trasfusionale locale http://www.imperiapost.it/254852/imperia-mercoledi-14-giugno-la-giornata-internazionale-della-donazione-di-sangue-la-fidas-in-festa-il-programma. Infine, la Toscana: a Nottola e Campostaggia, in provincia di Siena, aperture speciali per i centri trasfusionali locali http://www.sienafree.it/salute-e-benessere/257-salute/90619-nottola-e-campostaggia-in-prima-linea-per-le-donazioni-di-sangue: anche in Toscana, infatti, così come si può monitorare costantemente sul sito del Meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, non è ancora rientrata del tutto l’emergenza per il gruppo 0+ e 0-, così come per A+ B+ e AB-.

 

 

Calo delle donazioni ed equilibrio del sistema trasfusionale: gli scenari possibili mentre si avvicina il World Blood Donor Day

Sacca-Sangue

L’appello forte proveniente da Bologna sul calo dei donatori in città, pubblicato sul sito di Repubblica locale http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/03/news/bologna_donazioni_di_sangue_diminuite_del_20_-167106745/, spinge ad alcune valutazioni necessarie sugli scenari futuri della donazione in tutto il Paese.

Il calo bolognese (-20% in 5 anni), non è infatti l’unico caso segnalato nell’ultimo mese. Il 7 maggio 2017 una certa preoccupazione si era diffusa a Milano http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_08/avis-allarme-sangue-calo-donatori-si-muove-policlinico-1b0f5a74-33ae-11e7-8367-3ab733a34736.shtml, il 9 maggio all’Aquila https://www.ilcapoluogo.it/2017/05/09/manca-il-sangue-appello-ai-donatori/ e a Terni http://tuttoggi.info/terni-appello-ospedale-avis-manca-sangue-zero-positivo/393918/, il 20 maggio a Lucca http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2017/05/20/news/dona-il-sangue-vinci-gli-stones-1.15365198, tanto che addirittura è nato un contest con in palio, per alcuni fortunati donatori, dei biglietti per il concerto dei Rolling Stones. Infine, il 26 maggio, del tema del calo delle donazioni se n’era parlato in Liguria, dove in occasione dell’accordo di convenzione tra Regione e associazioni di donatori http://www.regione.liguria.it/regione-liguria/ente/giunta/item/15826-accordo-avis-fidas.html, è stato già messo in conto la solita diminuzione del 10% medio che coincide con l’arrivo dell’estate.

Del resto, tale tendenza negativa in termini quantitativi è confermata in toto dall’Istituto Superiore di Sanità, che qualche giorno fa ha reso noto il bilancio numerico del sistema trasfusionale per il 2016.

Sono stati un milione e 688mila donatori complessivi, 40 mila unità rispetto al 2015, dato più basso dal 2011. In calo, sebbene in percentuale molto minore, anche le donazioni di plasma, con circa il 5% in meno, anche se in questo caso il calo numerico non coincide con una minore massa raccolta: nel 2016 la quantità di plasma inviata alle industrie di lavorazione per il frazionamento è anzi addirittura aumentata, giacché è cresciuto il volume raccolto per ogni singola donazione. Le cause dei numeri in peggioramento sono ben note: scarso ricambio generazionale, invecchiamento medio della popolazione, e difficoltà crescenti sul piano pratico nel far coincidere gli orari lavoratovi con quelli dei centri trasfusionali.

Reagire con forza a questo calo, cercando di risollevare i numeri già nel 2017 sarà un obiettivo doveroso per tutte le istituzioni del sangue: ma è bene sottolineare che almeno nel presente l’autosufficienza ematica non è a rischio.

Un certo ottimismo, infatti, è espresso dal direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, che, come si legge nel comunicato stampa diramato dall’Istituto Superiore di Sanità http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1775&tipo=1 ha dichiarato: “Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. La Sardegna ad esempio ha un’ottima raccolta, ma non è autosufficiente perché ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la Regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed è necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo è importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettività dei servizi trasfusionali”.

E in effetti, nonostante il calo delle donazioni, si è potuto registrare un numero crescente di pazienti che hanno beneficiato di trasfusioni, il 3,7% in più con circa 660mila nel 2016. Il merito, come abbiamo più volte sottolineato, è delle pratiche di Patient Blood Management, che se ben utilizzate possono e potranno aiutare a ottimizzare le risorse in modo che con lo stesso numero di donazioni sia possibile far fronte a tutte le necessità di sistema.

Intanto però, il lavoro quotidiano per reclutare donatori più giovani deve continuare. Il 14 giugno sarà il World Blood Donor Day (qui la campagna 2017 https://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/), e il sistema trasfusionale italiano al completo, con le principali associazioni e il ministro della Salute si riunirà a Roma, in un convegno che vedrà coinvolti anche il ministero dell’Istruzione e il CONI.  Parlare, confrontarsi, pianificare il futuro, celebrare una giornata importante per tutti i volontari, e unire sempre di più mondi assolutamente propedeutici come scuola pubblica, sport e volontariato, saranno i punti all’ordine del giorno.

Buonsangue ci sarà. Per raccontare contenuti, programmi e scenari in divenire sull’universo sangue che riguardano la nostra comunità.

Il 14 giugno Giornata Mondiale del donatore. Alla scoperta di una campagna mediatica che fa discutere

Si avvicina il World Blood Donor Day 2017, che cadrà il 14 giugno. Su Buonsangue, nei prossimi giorni, proveremo a raccontarvi le iniziative speciali che saranno organizzate in Italia e all’estero in occasione di una ricorrenza importantissima per tutto il mondo dei donatori e non solo.

Sul sito della World Health Organization http://www.who.int/campaigns/world-blood-donor-day/2017/en/ è già stata lanciata la campagna mediatica per l’anno in corso, eccola qui:

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La campagna WBDD 2017

Quattro immagini: nell’ordine, con un protagonista raffigurante l’area asiatica, poi quella africana, quella euroamericana e infine quella mediterranea. Tutti tengono in mano una goccia di sangue. Alle loro spalle, quattro sfondi diversi che rappresentano scenari disastrati e d’emergenza: il salvataggio di un bambino, una presunta esplosione con una ragazza ferita, un’evacuazione in città e un disastro ferroviario. In alto, prima bianco poi rosso sangue il claim, che dice: “Non aspettare fino a che i disastri colpiscono. Cosa puoi fare? Dona sangue. Dona ora. Dona spesso”.

 Sorprende un po’, in controtendenza con la campagna molto rassicurante dello scorso anno, la scelta dell’Organizzazione mondiale della Sanità di affidarsi a ciò che nel gergo pubblicitario si chiama shockvertising https://it.wikipedia.org/wiki/Shockvertising, ovvero un messaggio basato su immagini forti che puntano a suscitare nel pubblico emozioni pregnanti come ansia e paura, molle che poi dovrebbero ispirare e motivare l’azione riparatoria.

Una scelta che pagherà? Difficile dirlo.  È probabile che chi ha pensato la campagna abbia voluto sensibilizzare il pubblico servendosi di un sentimento condiviso che nasce dall’attualità, vista la ricorrenza e la rapidità con ormai gli episodi tragici entrano ed escono dalle nostre vite. Eppure, sebbene il claim sia secco e diretto e riesca a convogliare un messaggio necessario per la cultura del dono, proprio nell’interazione tra testo e immagini si trova il punto debole di questa campagna. Nell’immediatezza può sviare. Guardando le immagini con la velocità di fruizione a cui siamo abituati, senza la riflessione comparata tra testo e immagine, il messaggio che rischia di arrivare è proprio quello contrario: ovvero di essere pronti a donare quando l’emergenza lo richiede.

È ormai noto, inoltre, che la comunicazione odierna più efficace, soprattutto sui social media, e quella che offre la possibilità agli utenti di condividere messaggi positivi, e che in larga parte si serve dell’ironia. Una considerazione condivisa, come abbiamo testimoniato in occasione dell’assemblea generale Avis a Milano, anche da un grande esperto di pubblicità sociale come Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso https://www.buonsangue.net/eventi/assemblea-generale-avis-milano-presidente/. Nel suo intervento nella giornata d’apertura, Contri, proprio parlando di campagne delicate come quelle sui temi “pesanti” come dono del sangue o violenza delle donne, ha sottolineato con forza l’importanza di riuscire a innescare il meccanismo della viralità, l’unico che risulta davvero efficace.

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La campagna WBDD 2016

copriremo nei prossimi giorni se le associazioni di donatori italiane e straniere sceglieranno di assecondare la campana della WHO o se prepareranno iniziative mediatiche proprie; ma intanto è bene ricordare che il messaggio profondo di ogni campagna sul dono, qualunque essa sia, è sempre lo stesso: il sangue serve sempre, e un gesto semplice come il dono può essere d’importanza enorme per ciascuno di noi.