Anche quest’anno è gratuito il vaccino antinfluenzale per donatori

Il vaccino sotto i riflettori è certamente un altro, e anche l’influenza stagionale, quella che eravamo a combattere ogni anno prima del Covid-19 e che faceva comunque migliaia di vittime tra la popolazione più anziana, sembrerebbe, stando ai media, non essere più degna di menzione.

Eppure non è così… è solo un fatto di riflettori puntati, e allora è molto importante sapere che anche quest’anno per tutti i donatori di sangue e plasma sarà possibile vaccinarsi gratuitamente contro l’influenza.

Il Ministero della Salute ha ribadito l’importanza di vaccinarsi specie tra le categorie più fragili, per evitare che l’attenzione interamente rivolta alla pandemia possa generare qualche trappola, dal momento che, dice la nota ufficiale, “non è esclusa una co-circolazione di virus influenzale e SARS-CoV-2, soprattutto nelle persone ad alto rischio di tutte le età”.

Pazienti fragili e non solo: “la vaccinazione antinfluenzale – consiglia il Ministero – è comunque raccomandata anche ai bambini non a rischio nella fascia di età 6 mesi – 6 anni e fortemente raccomandata alle persone nella fascia di età 60-64 anni. Quest’anno è possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, antinfluenzale e anti-SARS-Cov-2, nella medesima seduta vaccinale”. 

Come vaccianrsi? Molto semplice: si può procedere con il proprio medico di base, recandosi in ambulatori vaccinali o in ospedale e, laddove è previsto, attraverso il proprio medico del lavoro.

La vaccinazione, lo ricordiamo, serve anche a evitare la perdita concentrata di donatori in uno stesso periodo per motivi di salute. Un altro motivo importante per farla.

Green Pass dal 15 ottobre, per andare a donare sangue non è necessario

Dopo gli scontri dell’ultimo fine settimana, i media mainstream sono concentrati sul dibatitto tra faveroli e contrari al Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, misura che sarà attiva a partire dal 15 ottobre.

A stabilirlo interviene il decreto legge N. 127/2021, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021.

L’obbligo, va riordato, riguarda i soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato in luoghi lavorativi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni.
Ciò significa che a prescindere dal ruolo ogni lavoratore, o stagista, o consulente, o anche il volontario, deve essere munito di Green Pass per accedere alla propria attività lavorativa.

Ecco le regole in dettaglio: il lavoratore, lo stagista, il libero professionista e il volontario, è tenuto a possedere e a esibire, dietro richiesta,
• Green Pass (certificazione verde)
• Tampone antigenico negativo: validità 48 ore
• Tampone molecolare negativo: validità 72 ore.

Bisogna ribadire invece che il Green Pass non è necessario per chi si reca a donare sangue:
Secondo la precisazione del Centro Nazionale Sangue (CNS), infatti, “L’accesso dei donatori alle sedi di raccolta di sangue ed emocomponenti ubicate presso le strutture ospedalierecome pure a tutte le unità di raccolta associative, non rientra fra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2 del Decreto Legge del 22 aprile 2021, n. 52. Pertanto, si precisa che l’accesso del donatore alle sedi di raccolta, nel rispetto delle misure di prevenzione generale a garanzia della sicurezza della donazione, non è subordinato al possesso della certificazione verde COVID-19 (“green pass”)”.

Anche Avis dunque conferma, dunque il solito regolamento. L’accesso alle strutture avisine “anche dopo il 15 ottobre rimarrà regolato dalle procedure già in essere: prenotazione telefonica e triage in loco con misurazione della temperatura corporea.”

Una buona pratica per non mettere a rischio la raccolta generando equivoci.

Per donare non serve Green Pass, le associazioni lo ribadiscono ai donatori

Da quando il Green Pass, il certificato di vaccinazione che garantisce una maggiore libertà di movimento ed evita il tampone per alcune attività come gli spostamenti internazionali, ha suscitato qualche interrogativo per i donatori di sangue desiderosi di fare il proprio gesto solidale prima di partire per le ferie.

E allora? Serve o non serve il Green Pass per accedere alle strutture trasfusionali?

La soluzione la danno le associazioni, e in particolare Avis ha rilasciato una comunicazione ufficiale firmata dal Presidente nazionale Gianpietro Briola:

“Alla cortese attenzione dei Presidenti delle sedi

Avis Regionali,

Provinciali,

Comunali ed equiparate

Carissimi Presidenti,

in questi ultimi giorni sono giunte ad AVIS Nazionale diverse richieste di chiarimento circa l’obbligatorietà del green pass per accedere alle unità di raccolta fisse o mobili ed effettuare la propria donazione di sangue o emocomponenti.

Desideriamo precisare che nel decreto legge n.105/21 varato dal Governo la scorsa settimana non è contenuto alcun riferimento alla donazione di sangue e, pertanto, l’accesso alle strutture continua a essere regolato dalle procedure già in essere: triage telefonico, prenotazione e misurazione della temperatura corporea.

Vi invitiamo a diffondere questa informazione tra i Vostri donatori e Vi ringraziamo fin da ora per la collaborazione.

Cordiali saluti,

Gianpietro Briola – Presidente AVIS Nazionale”

Nessuna novità, quindi rispetto a quanto alle settimane precedenti. Non resta che recarsi ai centri e donare prima di partire, in modo da aiutare il sistema a evitare le pericolose carenze che, come ogni estate, rischiano di gravare sugli ospedali e costringere le strutture a rimandare le operazioni chirurgiche.

Vaccinati e dono del sangue, tutte le indicazioni del Cns da conoscere

Una nota del Centro nazionale sangue definisce e chiarifica tutte le indicazioni necessarie da tenere a mente per i donatori vaccinati.

L’incedere della campagna vaccinale, con numeri sempre più importanti che coinvolgono moltissimi donatori di sangue, rende infatti necessario sancire bene ogni passaggio in base alle regole della medicina trasfusionale contenute nella “Guide to the preparation, use and quality assurance of blood components” e secondo i precetti dell’European Centre for Disease Prevention and Control.

Ecco, direttamente dal sito del Cns, i passaggi del documento pubblicato lo scorso 21 dicembre con tutto ciò che bisogna sapere, con in più, in basso gli ultimi aggiornamenti

  • i soggetti vaccinati con virus attenuati (ad es. vaccini che utilizzano la tecnologia del vettore virale o virus vivi attenuati) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4
    settimane da ciascun episodio vaccinale;
  • i soggetti asintomatici vaccinati con virus inattivati, vaccini che non contengono agenti vivi o vaccini ricombinanti (ad es. vaccini a base di mRNA o sub-unità proteiche) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 48 ore da ciascun episodio vaccinale. Quale misura precauzionale, i soggetti che abbiano sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.
    Nelle situazioni nelle quali al donatore sia stato somministrato un vaccino anti-SARS-CoV-2 di cui manchino o non si riescano a reperire sufficienti informazioni, i soggetti possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4 settimane da ciascun episodio vaccinale.
  • Si ribadisce, inoltre, che i donatori lungamente positivi al test per la ricerca del genoma virale su tampone naso-faringeo, possono essere riammessi alla donazione solo a fronte dell’esito negativo del predetto test;
  • qualora le regioni non abbiamo identificato appositi percorsi per garantire la negatività del test in parola, sarà cura del servizio trasfusionale prescriverne l’effettuazione ai fini della riammissione del donatore.
  • I Responsabili delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando i
    Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni e Province autonome di rispettiva competenza e le Banche di sangue
    cordonale, ove presenti.

Gli aggiornamenti, naturalmente, riguardano il vaccino Johnson & Johnson:

Update – VaccinoCOVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) e donazione
Nell’ambito della campagna vaccinale che interesserà la gran parte della popolazione, è disponibile il Vaccino COVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) che si basa su un vettore adenovirale umano, caratterizzato da un deficit di replicazione; non riproducendosi esso non causa ulteriori infezioni e agisce invece come un vettore per trasferire la proteina Spike del SARS-CoV-2.

Pertanto, per il Vaccino COVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) valgono le stesse indicazioni sull’eleggibilità dei donatori sottoposti al vaccino anti-Covid-19 previste per gli altri vaccini attualmente disponibili e adottati per il piano vaccinale italiano (COVID-19 MODERNA, COVID-19 PFIZER-BIONTECH, VAXZEVRIA (ex COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA) contenute nella nota del Centro Nazionale Sangue.

HHT Onlus chiarisce sul proprio sito l’accesso ai vaccini per i pazienti fragili: priorità a chi ne ha veramente bisogno

Nel caos informativo sui vaccini che, in questa fase, contraddistingue la situazione nel nostro paese, molti pazienti appartenenti alle cosiddette “categorie fragili” – ovvero coloro per i quali per quadro clinico o malattie pregresse è connaturato un rischio di letalità maggiore per Covid-19 – hanno vissuto dubbi e ore di indecisione.

La vaghezza del messaggio mainstream (che riguarda molte questioni inerenti la pandemia) ha spinto l’associazione HHT Onlus, unione di medici, pazienti, famigliari, amici e sostenitori in lotta contro una malattia rara come la Teleangectasia Emorragica Ereditaria, ha chiedere chiarimenti alla Regione Lazio, per informare i propri affiliati e chiunque ne avesse bisogno.

Leggi l’intervista alla presidente di HHT Onlus Maria Aguglia su Donatorih24

Ecco la risposta della Regione Lazio:

  • I soggetti “fragili” sono stati precisamente definiti ed inseriti in specifiche categorie dal Ministero della Salute. L’elenco delle fragilità è riportato nell’ultima Informativa Vaccini Anti-Covid 19 e HHT. Non tutti i pazienti HHT sono considerati a priori “fragili”.  Solo se sussiste una o più delle criticità elencate potrete essere considerati tra i fragili per questa fase vaccinale. È importante lasciare priorità a chi ne ha veramente bisogno.
  • In generale è possibile prenotarsi attraverso il portale regionale in base alle esenzioni inserite, ma per i pazienti HHT (come per molti altri) questo non è possibile perché, per questo tipo di patologia, l’esenzione di per sé non definisce lo stato di fragilità.  E’ necessaria una valutazione del Medico di Medicina Generale che conosce il vostro quadro clinico.
  • Se il vostro Medico di Medicina Generale vi riconosce la fragilità provvederà direttamente ad inserirvi nell’Anagrafe Vaccinale Regionale e a somministrarvi il Vaccino mRNA.
  • Qualora il vostro Medico di Medicina Generale non possa somministrarvi il vaccino, ha comunque l’obbligo di segnalarvi ad un collega del proprio studio che somministra il vaccino mRNA o ad un Medico di Medicina Generale di un altro studio che possa effettuare il vaccino.

Leggi le Faq di HHT Onlus a proposito della campagna vaccinale

È molto importante condividere le informazioni corrette su questioni così delicate. A ognuno il propri compito.

Il video informativo del Centro nazionale sangue sul dono dei vaccinati

Chi è già stato vaccinato ed è donatore di sangue – o semplicemente vuole iniziare a esserlo – può compiere il suo gesto in tutta tranquillità?

In questi tempi del tutto nuovi è assolutamente normale contrarre dubbi come questo, e allora il Centro nazionale sangue ha recentemente creato un breve video informativo che punta a informare i donatori e spiegare loro come comportarsi.

In 30 secondi, ecco allora tutto ciò che è necessario sapere: i vaccinati possono donare ma devono aspettare una finestra temporale che varia in base al tipo di vaccino che si è ricevuto.

Se il vaccino in questione ha i virus inattivati, non contiene agenti vivi ed è ricombinante come quelli attualmente in distribuzione in Italia sono sufficienti 2 giorni di attesa. In caso di qualche sintomo post vaccino (un’occorrenza possibile) bisognerà invece attendere una settimana. Infine, in caso di vaccini con virus attenuati (ancora non distribuiti nel nostro paese) il tempo di attesa per donare cresce a 4 settimane.

Saperne di più sull’argomento è quanto mai importante, soprattutto alla luce della recente notizia divulgata dal ministero della salute, secondo cui i donatori di sangue potranno essere sottoposti a vaccinazione subito dopo le categorie protette indicate per la prima fase.

Le norme per affrontare la stagione influenzale 2020-21: il vaccino gratuito ai donatori e la corsa sul tempo

Vaccino-provetta-1080x675

Mai come quest’anno è importante programmare e prepararsi per tempo alla stagione influenzale, ed è per questo che il Centro nazionale sangue, come organo incaricato dal ministero della Salute, ha già diramato tramite un circolare, le norme per affrontare l’influenza nei mesi che mancano del 2020 e nel 2021, in modo da prevenire e sapere come affrontare la possibile sovrapposizione tra le influenze stagionali, talvolta pericolose, e il Covid-19.

L’approccio del ministero della Salute è chiaro, viene sin da subito sottolineata e ribadita “l’importanza della vaccinazione, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili con il Covid-19. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso”.

In quest’ottica, preme ricordare che da qualche stagione i donatori di sangue possono contare sul vaccino gratuito, un’opportunità ribadita anche per la prossima stagione e oltremodo importante, perché riguarda circa 2 milioni di donatori considerati a tutti gli effetti dal Servizio sanitario nazionale dei volontari di importanza strategica nazionale in vista dell’autosufficienza ematica che vanno messi in condizione nel migliore dei modi di dare il loro apporto al sistema trasfusionale.

Inutile sottolineare come questa possibilità sia un grande beneficio anche per i pazienti, che si vedono protetto nelle loro esigenze quotidiane: ai donatori non resta dunque che organizzarsi, e in base a ciò che dice la circolare “raccordarsi con le componenti regionali del volontariato al fine di raccogliere informazioni sul numero di donatori e sul grado della loro copertura vaccinale”.

Importanti, nel testo diramato, anche alcune norme amministrative, utili a far sì che non vi siano ostacoli al risultato che si vuole raggiungere, ovvero limitare al minimo i rischi di una sovrapposizione tra Covid-19 e altri tipi di influenza. In tal senso, la disposizione è di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale già a partire dall’inizio di ottobre, e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Inoltre, andranno predisposte al più presto le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali “basandole su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”.

La sfida della salute verso i mesi autunnali non è ancora iniziata, ma è meglio prepararsi sin da subito nel migliore dei modi.

Tra fine dicembre e fine gennaio il picco influenzale nel nostro paese, ma i donatori di sangue sono al sicuro grazie al vaccino gratuito per chi dona

very-vivid-colours-fragment-vaccine-medicine-81360

Il momento del picco influenzale per la stagione invernale 2019 – 20 si avvicina. I giornali principali già informano sul grande numero degli italiani che si prevede saranno colpiti, che oggi si aggira sul milione ed è destinato a crescere nelle prossime settimane, fino al picco massimo atteso per fine gennaio.

Per definire alcune regole utili al fine di accrescere la prevenzione, il ministero della Salute ha lanciato sul suo portale un video e una sezione aggiornata, con le domande più frequenti sull’influenza. Quali sono le tre principali raccomandazioni per proteggere se stessi e gli altri dall’influenza e dalle sue conseguenze? Fare il vaccino, non prendere antibiotici e lavare bene le mani.

Chi legge Buonsangue sa bene come negli anni passati il picco influenzale creasse non pochi problemi alla raccolta sangue durante l’inverno, generando spesso lunghi intermezzi di carenze generalizzate in molte regioni. Poi, dallo scorso anno, grazie al lavoro congiunto delle associazioni di donatori, del Centro nazionale sangue e del Ministero della Salute, è arrivato una grande innovazione, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue.

Un scelta matura, utilissima e di grande importanza, come dimostra il bilancio della prima annata in cui il vaccino gratuito per donatori ha funzionato, e che su Buonsangue pubblicammo lo scorso 29 marzo, riprendendo le valutazioni del direttore del Cns Giancarlo Liumbruno. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, infatti, nel 2018 il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nel primo anno con la nuova regola non si è mai scesi sotto le cinquemila unità.

Quest’anno, gli effetti positivi del 2018 dovrebbero dunque ripetersi, grazie alla doppia “influenza” positiva (mai come in questo caso è opportuno il gioco di significati) che il vaccino gratuito ha sul sistema dei donatori.

Da un lato serve a salvaguardare i quasi 2 milioni di donatori periodici proteggendoli dai malanni di stagione, dall’altro il surplus di motivazioni spinge a diventare donatore per chi non lo è già, con un piccolo dono che fa subito bene due volte, e poi moltiplica i suoi effetti all’infinito.

Anche nel 2019 torna il vaccino gratuito per donatori: perché la scelta della continuità è importantissima

Free picture (Vaccine) from https://torange.biz/vaccine-18876

I donatori di sangue, per il secondo anno consecutivo, avranno la possibilità di ricevere il vaccino influenzale gratuito. Nella scorsa stagione, questa iniziativa è stata tra le notizie principali per l’universo sangue, e l’appena avvenuta conferma per questo 2019 ha un’importanza enorme sia sul piano pratico che su quello simbolico. Tale continuità, tale scelta strategica e politica, fungerà ancora una volta da valore aggiunto per gli obiettivi e le esigenze del sistema.

La notizia ha avuto sin da subito un forte riscontro sulle agenzie di stampa e sui media principali, transitando sulle edizioni di telegiornali importanti e seguiti come quello di Sky Tg24, ed è passata al grande pubblico come assieme alle notizie principali delle scalette, ovvero la guerra turco-siriana e a Donald Trump. È un risultato importante, perché il provvedimento riguarderà circa 2 milioni di donatori eletti, e premiati, come i veri artefici dell’autosufficienza ematica raggiunta nel 2017.

Riconoscere questa centralità dei donatori, e favorirli con una misura che aiuta i donatori stessi a essere ancora più efficienti e poter seguire la loro vocazione senza imprevisti è sicuramente doveroso sul piano simbolico e mediatico quindi, ma lo è anche in concreto, perché i numeri della scorsa stagione hanno confermato risultati molto positivi. Su Buonsangue, il 19 marzo del 2019 abbiamo pubblicato i dati ufficiali, che erano stati incoraggianti.

Se nel 2017, infatti, quando il provvedimento non era attivo le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto alle mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella primissima stagione di vaccino influenzale gratuito non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Una soglia di garanzia molto alta.

E chi si avvantaggia di una gestione delle scorte più serena, di una “banca” del sangue che non deve gestire un limitato numero di eccedenze e criticità improvvise? Naturalmente i pazienti, veri beneficiari finali della nuova politica, che lontani dalle polemiche ideologiche e ragioni di campanile possono essere più tranquilli, perché interventi chirurgici gravi, urgenti, con necessità di scorte continue saranno rimandati solo in casi abbastanza rari, e le terapie salvavita necessarie a molte tipologie di malati non subiranno rallentamenti.

L’influenza è già un realtà piuttosto concreta in questo inizio di autunno e come avviene ogni anno ci si aspettano milioni di contagi. Ecco perché non bisogna aspettare troppo, ed ecco perché serve donare il sangue nei prossimi trenta giorni: vaccinarsi tra il 15 ottobre e il 15 novembre, consentirà secondo i medici di arrivare a primavera senza malanni e senza perdere sedute al centro trasfusionale.

L’iniziativa del vaccino gratuito, come sappiamo bene, è fortemente voluta dal Cns e coadiuvata da Civis, il Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue, e merita la massima diffusione possibile su tutti i canali mediatici, da quelli più classici, come i giornali e la televisione, fino ai social network. Mai come in questo caso l’unione fa la forza e condividere sulle proprie bacheche è un’azione semplice ma di grande efficacia, per invogliare tanti cittadini a diventare donatori periodici.

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

ampoules-2045833_960_720

Quali sono i risultati della più grande innovazione del 2018-2019 nel sistema trasfusionale italiano, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue?

Con l’arrivo della primavera è sicuramente tempo di bilanci, ma prima di scoprire cosa è successo è bene ricordare che la campagna sulla gratuità dell’antinfluenzale – che sempre fa tanto discutere nel dibattito pubblico in modo piuttosto futile e (purtroppo) troppo spesso senza l’ombra delle necessarie competenze – era partita lo scorso 15 ottobre 2018, come da noi puntualmente documentato.

Il tweet del Centro nazionale sangue era stato esplicativo: la campagna nasceva dalla volontà di premiare i donatori che già nel 2017 avevano contribuito alla conquista dell’agognata autosufficienza ematica e, contestualmente, si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo più strettamente medico: evitare che i picchi influenzali della stagione fredda, com’era avvenuto nel 2017, mettessero a rischio la raccolta sangue.

I primissimi bilanci, sono arrivati proprio ieri giovedì 28 marzo, a firma del Presidente del CN, Giancarlo Maria Liumbruno e del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, che sulla vetrina web di Quotidiano Sanità, hanno riportato alcuni dati ed espresso le loro valutazioni.

Com’è dunque il bilancio? Senz’altro positivo. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella stagione in corso non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Un risultato egregio, che ha consentito ai quasi 2 milioni di donatori periodici italiani di essere più efficienti del solito.

E non basta: noi di Buonsangue ci sentiamo di sottolineare un altro aspetto di notevole importanza, strettamente legato a questa iniziativa.

Le tantissime campagne mediatiche che hanno parlato della vaccinazione gratuita per donatori, regione per regione, hanno senza dubbio contribuito a riportare la pratica del dono del sangue associato nel dibattito pubblico, allargando il bacino d’utenza del dono, insistendo sulla sensibilizzazione, e specificando i vantaggi concreti per tutti coloro che decidono di donare il sangue. Vantaggi che, lo diciamo spesso, vanno oltre il semplice atto di altruismo, e investono ragioni di benessere individuale sia sul piano psicologico che su quello prettamente fisico.

Ben venga, allora, la conferma del vaccino gratuito per donatori anche per la prossima stagione. Come hanno specificato i dirigenti più alti del sistema trasfusionale italiano e delle associazioni di donatori, questo percorso deve assolutamente continuare.