In Campania il M5S chiede la vaccinazione immediata dei donatori

Nelle scorse settimane abbiano seguito, su Buonsangue e su Donatorih24, la questione riguardante il vaccino ai donatori di sangue, che dopo un anno e più di pandemia con la conseguente necessità di ripartenza e riorganizzazione del sistema trasfusionale italiano, doveva essere a nostro avviso una misura di buonsenso e cautela da attivare in modo univoco su tutto il territorio nazionale.

Non è andata esattamente così, e per la comunità dei donatori di sangue, ci sono state delle altalene: all’inizio, i donatori furono legittimati al vaccino come categoria da proteggere da una lettera firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, erano stati inclusi nella campagna nella fase I e II.

Come abbiamo già visto su DonatoriH24, l’indicazione cdi Rezza è stata rispettata solo in alcune regioni, mentre nella maggior parte dei casi non è applicata, generando informazioni discordanti e molti fraintendimenti.

Di recente, invece, lunedì 10 maggio una nuova circolare ha dato alle Regioni la possibilità di gestire il problema in autonomia.

Così, naturalmente è molto difficile ipotizzare l’univocità delle scelte su territori diversi, e per esempio, nelle ultimissime ore, in Campania è arrivato un appello del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, che ha chiesto l’inserimento dei donatori tra le categorie da immunizzare.

L’emergenza pandemica ha comportato una diminuzione sensibile delle donazioni di sangue – ha detto Cammarano – che rischiano di calare ulteriormente, come puntualmente accade, con la stagione estiva. Donare sangue se da un lato salvaguarda migliaia di pazienti che ogni giorno hanno assoluta necessità di trasfusioni, dall’altro consente a chi dona un monitoraggio costante del proprio stato di salute, prevenendo in molti casi l’insorgere di patologie. Ed è per questo che, sulla scorta delle prescrizioni che il Ministero della Salute ha inviato a tutti gli assessorati regionali alla sanità, alle strutture trasfusionali e alle associazioni di categoria, è doveroso, terminata la somministrazione per le categorie prioritarie, procedere anche in Campania a immunizzare con assoluta priorità tutti i donatori di sangue. Ne va della salute e della vita di tantissime persone”.

In Campania, per altro, da diversi mesi manca il monitoraggio dei dati della raccolta di globuli rossi, come abbiamo visto qualche giorno fa attraverso i dati pubblicati dal Centro nazionale sangue.

Vaccinare i donatori e rendere noti i dati di raccolta del 2021: ecco sue assolute priorità del sistema trasfusionale campano in vista dell’estate.

Vaccini per donatori, l’ultima circolare consegna il mandato alle Regioni

Saranno le Regioni e le Province autonome a gestire i vaccini anti Covid-19 a favore dei donatori di sangue ed emocomponenti. A ribadirlo, arriva una circolare firmata dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e pubblicata oggi, lunedì 10 maggio.

Ma cosa dice la circolare? Spiega che con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili, ormai in arrivo in quantità importanti,  sarà possibile completare la fase di vaccinazione delle categorie a rischio.

Da quel momento “i singoli territori potranno definire le modalità per sottoporre a vaccinazione i donatori di sangue che, compiendo regolarmente il loro gesto solidaristico, assicurano la costante disponibilità di sangue, in particolare nel prossimo periodo estivo in cui in genere si registra un calo delle donazioni, per lo svolgimento delle attività trasfusionali, obiettivo essenziale del SSN”.

Nessun giro di parole dunque.

La responsabilità di vaccinare i donatori, dopo le lettere senza riposta inviate dal Civis, e dopo la confusione delle scorse settimane durante le quali aveva un po’ regnato l’anarchia, è chiaramente attribuita ai territori.

La speranza è che ciò non provochi discrepanze o inefficienza in grado di complicare la raccolta sangue nel paese.

Il commento di Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, un chiaro assist volto ad aiutare i territori a organizzarsi per offrire il miglio servizio possibile.

“La decisione del Ministero – ha detto Briola – arriva in un momento in cui tutelare la salute dei donatori è l’obiettivo imprescindibile per garantire il fabbisogno quotidiano di sangue ed emocomponenti. Regioni e Province Autonome sono chiamate a un lavoro di coordinamento e organizzazione per il quale, lo diciamo fin da questo momento, le nostre sedi locali sono pronte a fornire il proprio contributo logistico, affinché la campagna proceda il più rapidamente possibile. La battaglia contro il Covid-19 possiamo vincerla solo se tutti gli attori del sistema sanitario e del volontariato saranno dalla stessa parte. E AVIS c’è”.

La pandemia dura da un anno, ecco il messaggio del presidente Avis Briola a tutti i donatori

Nessuno, a marzo del 2020, all’inizio del lockdown, aveva immaginato una pandemia così lunga e dolorosa, spossante, arcigna da sconfiggere, anche a causa di decisioni dall’alto discutibili, caccia alla streghe e cattiva gestione politica, mediatica e amministrativa.

Nel quadro difficile, tuttavia, ci sono anche note positive, una tra tutte la grande reazione dei donatori di sangue al diffondersi del virus.

Il supporto dei donatori al sistema trasfusionale nazionale, uno degli asset strategici per un paese come l’Italia in una situazione di emergenza, ha tenuto bene, e dopo qualche settimana di défaillance iniziale, il numero delle sacche raccolte dalla associazioni di sangue è tornato a crescere.

Per tracciare una linea in corrispondenza con la data in cui iniziò il primo lockdown, il 9 marzo scorso, e fare un bilancio dell’anno associativo nell’anno del Covid-19, Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, ha voluto mandare un messaggio video a tutti i donatori italiani, per testimoniare loro l’importanza assoluta del loro apporto e della loro funzione.

Il videomessaggio integrale si può vedere integralmente qui di seguito, ma il senso delle parole di Briola è quello di ringraziare i donatori per il lavoro svolto e sensibilizzarli per le sfide che ci aspettano nel futuro.

Il sistema sangue italiano sta fronteggiando un calo di emocomponenti, di globuli rossi e soprattutto di plasma, una risorsa strategica per la collettività non meno di quanto lo siano il cibo, l’acqua, l’energia, l’ossigeno.

Donare sangue e plasma è importante come non mai, in vista di quell’autosufficienza che – in caso di pandemia perdurante – mettere il paese al riparo dal rischio di non avere la materia prima per produrre i farmaci salvavita a tutti i bisognosi o di doverli reperire sul mercato, a prezzi incontrollabili dai sistemi sanitari nazionali.

Eventualità queste ultime, che si possono evitare con un semplice gesto di amore e solidarietà.