#Donatoriperlapace va avanti, e i farmaci partono per l’Ucraina

I volontari italiani del sangue sono sempre impegnati su più fronti, e in un momento difficile per la raccolta sangue – che già richiede molto lavoro – moltiplicano gli sforzi e il loro contributo portando avanti iniziative come #donatoriperlapce, che dall’inizio del conflitto russo-ucraino ha già fatto del bene per molte persone.

Dopo aver offerto ad alcuni pazienti affetti da patologie complicate la possibilità di arrivare in Italia e continuare il percorso di cure, come nel caso di Svitlana e Oleksnadr, per #donatoriperlapace ora è la volta di un invio molto importante.

Ben duemila confezioni di farmaci fondamentali per pazienti cronici sono partiti per l’Ucraina, dopo essere stati acquistati grazie a una raccolta fondi che ha permesso di raccogliere circa 130k euro.

Anticoagulantiantiaggreganti piastrinici e antagonisti dell’aldosterone, un tesoro per pazienti che altrimenti vivrebbero grosse difficoltà.

A commentare questo risultato è intervenuto il presidente di Avis nazionale Gianpietro Briola, che non ha perso l’occasione di augurare un subitaneo cessate il fuoco e il ripristinarsi della normalità e della pace.

“La solidarietà non si dimostra soltanto con la donazione periodica e non remunerata di sangue e plasma – ha detto Briola – ma anche attraverso iniziative umanitarie di questo tipo – quella a cui stiamo assistendo è una tragedia immane di fronte alla quale non potevamo e non possiamo rimanere inermi. L’arrivo delle pazienti qui in Italia e l’invio dei medicinali salvavita in Ucraina non sarebbe stato possibile senza il sostegno straordinario di tante donne e uomini che stanno partecipando alla nostra raccolta fondi. Quando diciamo che la cittadinanza attiva e l’umanità non conoscono confini, intendiamo esattamente questo. Grazie ai nostri partner e a tutte le persone che stanno supportando questo progetto, tanti pazienti avranno la possibilità di curarsi nonostante il conflitto in atto. Nella speranza che tutto questo cessi il prima possibile“.

Per offrire il proprio contributo a #donatoriperlapace, basta effettuare un bonifico bancario sul conto corrente: IBAN IT 49N 02008 01601 000100736058 intestato ad AVIS Nazionale, con la causale “Donatori per la pace“.

Pochi clic, e si potrà aiutare concretamente chi vive questo dramma umanitario chiamato guerra.

#Donatoriperlapace, la storia di Svitlana e Oleksandr

Grazie ad Avis nazionale e al progetto #Donatoriperlapace è possibile conoscere direttamente dai protagonisti una testimonianza importante su cosa significa solidarietà attiva.

Svitlana e Oleksandr hanno aspettato il più possibile prima di lasciare il loro paese a causa dei bombardamenti, ma poi si sono resi conto che farlo era necessario e doveroso. Ecco la loro storia.

La malattia di Svitlana, bisognosa di un trattamento sanitario costante, metteva la vita dei due coniugi a rischio due volte, per la guerra e per la probabile mancanza di cure adeguate.

Nelle parole di Svitlana – che raccontano in breve ma con grande precisione la difficoltà di viaggiare nei corridoi umanitari – tutte le difficoltà di chi vive un dramma profondo, ma al tempo stesso trova la forza di sorridere grazie alla solidarietà del prossimo.

Anche se la storia a volte è crudele.

Un video da vedere e rivedere, per comprendere a fondo quanto un gesto di solidarietà e di altruismo può davvero cambiare la vita a chi ci sta vicino.

Arrivano in Italia le prime famiglie ucraine aiutate da Avis

Nei giorni scorsi avevamo parlato di #donatoriperlapace, l’iniziativa di Avis nazionale che ha aperto un canale di donazioni al fine di aiutare le tantissime persone colpite dalla guerra in Ucraina e costretta ad abbandonare le proprie case e la propria terra.

In pochissimi giorni, grazie a #donatoriperlapace e ai primi fondi raccolti, alcune persone colpite da gravi patologie sono potute arrivare in Italia:

Olha e Svitlana, sono due donne ucraine giunte nei giorni scorsi in Italia – spiega il sito di Avis nazionale – come tante altre persone sono fuggite da un conflitto che, nel loro caso, rischia di essere due volte fatale, in quanto sono pazienti affette da una malattia rara chiamata ipertensione polmonare. Si tratta di una forma che provoca un aumento della pressione del sangue all’interno dei vasi arteriosi del polmone dovuta alla distruzione, all’ispessimento parietale, al restringimento o all’ostruzione dei vasi stessi. Molto comune nei soggetti di sesso femminile, tra le cause che la provocano ci possono essere patologie autoimmuni, anemia emolitica e falciforme, e malattie del fegato”.

Grandi meriti nella gestione di questa rete di solidarietà vanno al Comune di Cernusco sul Naviglio, che organizzerà l’ospitalità dei nuovi arrivati, e alla sinergia con la sede Avis di Cernusco sul Naviglio e con “Sister Dalila”fondazione ucraina nata alla scopo di offrire soccorso ai pazienti di ipertensione polmonare.

Chiare e potenti, a spiegare l’iniziativa, le parole del presidente di Avis nazionale Gianpietro Briola: “Se stiamo riuscendo a fornire un contributo concreto a chi, da un giorno all’altro, si è trovato la guerra dentro casa è solo grazie ai nostri straordinari donatori – ha detto – È proprio il caso di dire che la solidarietà non conosce confini e che le vite umane non si salvano solo donando sangue e plasma, ma anche consentendo a tanti innocenti di mettersi in salvo dalla follia umanaLa raccolta fondi ci sta permettendo di acquistare medicinali, dispositivi sanitari e di gestire il corridoio umanitario. Ma la nostra missione è destinata a continuare, e per questo mi rivolgo a tutte le donne, ai giovani e agli uomini che compongono la straordinaria famiglia di donatori, chiedendo loro di non smettere di aiutarci. Siamo abituati da sempre a vivere scegliendo di compiere quel gesto che consente anche ad altri di vivere. Oggi dobbiamo continuare a farlo anche in questo modo. Grazie a tutti quelli che saranno al nostro fianco”.

Avis e la raccolta fondi in favore dell’Ucraina

La violenza della guerra cieca, insensata, distruttiva e feroce si sta abbattendo sulla popolazione ucraina, e ogni forma di solidarietà, sebbene non risolutiva, può essere utile a ovviare a carenze di vario genere per i civili.

Avis nazionale, per offrire il proprio contributo e chiamare in causa 1 milione e 300mila donatori distribuiti in tutta Italia, ha organizzato una raccolta fondo “che servirà, in questa prima fase, a finanziare l’acquisto di medicinali, dispositivi sanitari e l’attivazione di corridoi umanitari per consentire ad alcuni pazienti ucraini bisognosi di urgenti cure di proseguire le proprie terapie all’estero”. 

Per dare il proprio contributo basta effettuare un bonifico bancario sul conto corrente: IBAN IT 49N 02008 01601 000100736058 intestato ad AVIS Nazionale, con la causale “Donatori per la pace“.

Avis offre ragguagli anche sulla situazione del dono del sangue in Ucraina, dove per ora la risposta della popolazione agli appelli al dono del presidente Zelensky è buona, per cui non sono previste raccolte speciali.

Ciò non toglie, specifica Avis, che bisogna donare per l’autosufficienza nel nostro paese, e per rispondere nelle settimane che verranno a necessità speciali, se la situazione dovesse precipitare.