Fratres Toscana, arriva l’assemblea regionale numero 33

Per tutti i donatori toscani iscritti alla Fratres, c’è nel fine settimana un appuntamento da non perdere, nel quale si potrà discutere del futuro del sistema sangue regionale e del contributo di una delle associazioni più attive sul territorio.

Riorganizzare l’attività capillare di Fratres in Regione Toscana è l’obiettivo principale, per un evento che torna in presenza dopo due anni contraddistinti dalla pandemia, scegliendo l’Hotel Galilei di Pisa come sede operativa.

Ecco il comunicato stampa che spiega tutti i dettagli:

“Dopo due anni in modalità videoconferenza l’Assemblea regionale della Fratres Toscana torna a svolgersi in presenza. Quest’anno è in programma a Pisa, domenica 27 marzo, all’Hotel Galilei dove sono attesi i presidenti dei gruppi Fratres insieme ai territoriali di tutta la Toscana.

La 33^ Assemblea regionale vedrà anche la presenza delle istituzioni locali, dei responsabili dell’Area Vasta del sistema trasfusionale toscano, dell’Azienda sanitaria ospedaliera pisana e delle associazioni di volontariato. Fra gli ospiti che porteranno il loro saluto di benvenuto e un contributo alla giornata di lavori: Virginia Mancini, consigliere comunale del Comune di Pisa; Fabrizio Niglio, direttore di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Area Vasta Nord Ovest; Alessandro Mazzoni, direttore di Medicina Trasfusionale e Biologia dei Trapianti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana; Elisa Ricci, vice presidente vicaria di Cesvot; Luciano Verdiani, vice presidente nazionale Fratres; Paolo Ghezzi, consigliere nazionale Avis; Daniele Vannozzi, consigliere regionale Anpas e Lorenza Campagna, referente regionale Croce Rossa Italiana.

All’ordine del giorno, oltre alla relazione del presidente regionale Claudio Zecchi, ci sarà l’illustrazione ed approvazione del bilancio consuntivo 2021 e preventivo 2022.

«Finalmente, dopo due anni davvero difficili e complicati, torniamo a riunirci in presenza – ha detto il Presidente della Fratres Toscana Claudio Zecchi. L’Assemblea è un momento associativo importante, è l’occasione per fare il punto della situazione, per un confronto sulle attività svolte e quelle che andremo ad organizzare. Non è soltanto l’adempimento degli obblighi statutari ma la possibilità di incontrare tutti gli attori che costituiscono l’organizzazione dell’associazione nella nostra regione, diventando un appuntamento fondamentale di incontro e confronto sulle tematiche che ci coinvolgono. C’è ancora molto lavoro da svolgere e sfide da affrontare ma sono certo che la Fratres rinnoverà la propria determinazione, spinta dai quei principi e quei valori che da sempre ci hanno motivati e contraddistinti.»”

“Le donne che fecero l’impresa”, arriva il Forum Donne 2022 di Avis Toscana

Sabato 12 marzo tutti a Pistoia, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, per il Forum Donne 2022 di Avis Toscana dedicato a “Le donne che fecero l’impresa“, una narrazione “appassionata e documentata di tre personaggi femminili che hanno cambiato la storia: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore e Florence Nightingale, la prima infermiera moderna”.

Tre storie di donne uniche e straordinarie che saranno raccontate dall’attrice Silvia Frasson.

Ecco come presenta l’evento Avis Toscana, con tutti i dettagli su come partecipare:

“Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Florence Nightingale, Franca Viola. Tre storie di donne che per la prima volta realizzarono qualcosa mai fatto prima. Agirono, per prime.  Per la prima volta nella storia. Aprirono strade sconosciute, scardinarono mura, lottarono per nuove, diverse, possibilità. Chi ha seguito il cuore, chi la sua vocazione di vita, chi la necessità di emanciparsi da usi e costumi che sentiva stretti e poco meritevoli. Storie (e donne) di coraggio. E il coraggio se lo racconti lo chiami a presentarsi ancora”. 

“Frasson alternerà performance teatrali che accompagneranno nel viaggio di rifilessione e confronto, con le storie di ieri che si intrecceranno a quelle di oggi. Fra le protagoniste e i protagonisti ci saranno Alessandra Belardini, Dirigente della Polizia Postale del Compartimento Toscana, Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze, Agnese Pini, Direttrice del quotidiano La Nazione e lo scrittore Marco Vichi. Sul palco gli interventi anche dell’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, della vice sindaca Anna Maria Celesti, del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, della presidente di Avis Regionale Toscana Claudia Firenze, della presidente nazionale di CSVnet Chiara Tommasini e della portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi. A condurre il giornalista e comunicatore sociale Giulio Sensi e la consigliera di Avis Regionale Toscana con delega alle pari opportunità Barbara Boccardi“. 

“Al termine della mattinata sarà offerto un rinfresco all’interno della vicina Galleria Vittorio Emanuele in via degli Orafi 54. E’ disponibile anche un servizio gratuito, su prenotazione, di intrattenimento/babysitting per i bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. L’ingresso è libero e aperto anche ai non associati, previa prenotazione obbligatoria effettuabile qui o attraverso l’apposito link presente all’interno del programma consultabile qui“. 

Un parterre importante dunque, con il pieno coinvolgimento di Avis regionale Toscana e Avis nazionale, per raccontare tre personalità speciali legate indissolubilmente all’amore per la vita, per il superamento degli ostacoli e per il miglioramento del bene comune.

Tutti valori perfettamente in linea con il dono del sangue.

La lettera aperta di Claudia Firenze sul caso del bambino da operare con sangue “no Vax”

Ha fatto molto scalpore, nelle ultime ore, il caso del bambino modenese ricoverato all’ospedale di Bologna bisognoso di trasfusioni per sostenere un delicato intervento chirurgico.

I suoi genitori, sorprendentemente, si sono dicchairati contrari all’intervento se non a patto che il loro bambino ricevesse sangue proveniente da persone non vaccinate, aprendo di fatto un caso che sarà risolto da un giudice in seguito al ricorso dell’Ospedale sant’Orsola.

Sul caso è intervenuta, con una lettera aperta, la presidente di Avis regionale Toscana Claudia Firenze, attraverso una lettera aperta che ribadisce l’assurdità di una situazione del genere, e spiega l’efficienza del sistema sangue italiano.

Mi ha profondamente turbata – scrive la Firenze – la vicenda del bambino ricoverato all’ospedale di Bologna che ha bisogno di trasfusioni di sangue per un delicato intervento al cuore: i genitori vogliono la garanzia che il sangue delle trasfusioni provenga da persone non vaccinate. Una vicenda che mi inquieta sotto due aspetti. Il primo, umano, per la pena che si prova nei confronti di un bambino che ha bisogno di un’operazione urgente ed è costretto ad aspettare la decisione di un giudice per la posizione intransigente dei propri genitori. Il secondo motivo riguarda più in generale il sistema della donazione“.

L’Italia – prosegue la lettera della presidente – ha un sistema sicuro, efficiente, di qualità, invidiato dagli altri paesi. Non siamo arrivati a questo risultato per caso, ma con tanto impegno e fatica delle istituzioni e delle associazioni di donatori di sangue. Abbiamo debellato la piaga delle “dazioni” di sangue a pagamento, quella dei veri e propri ricatti ai parenti a cui si chiedeva di dare il sangue per poter poter vedere operato il loro caro. Abbiamo messo da parte pratiche non degne di un paese civile. La donazione anonima e volontaria tutela tutti, tutela il donatore, tutela il malato, tutela il sistema. Per questo è preoccupante che si formino liste di persone non vaccinate disposte a dare il proprio sangue ad altre persone non vaccinate, perché è il sistema stesso che viene a essere compromesso con questa sbagliata visione. Oggi potrebbe essere il vaccino, domani chissà. L’universalità del dono è il valore più grande. Il mantra dei donatori è: “io dono, non so per chi, ma perché”, io dono perché posso farlo e dono per tutti. Non comprendere tutto questo significa tentare di spazzare via anni di lotte e di progressi. E far passare queste idee rappresenterebbe una delle peggiori sconfitte che ci potrebbe portare il Covid”. 

Da Fratres Toscana l’appello al dono dell’attore Lino Guanciale

Fratres

In un momento così complicato per il sistema trasfusionale italiano, anche gli appelli dei testimonial possono essere importanti.

Assieme a Fratres Toscana, l’attore Lino Guanciale ha girato un video per spingere i donatori al centro trasfusionale. “Grazie a Lino Guanciale per il prezioso contributo e per averci supportato in questo progetto teso a far conoscere e comprendere la necessità delle donazioni di sangue e di plasma, fonti preziose la cui disponibilità dipende esclusivamente dalle donazioni spontanee dei cittadini” recita il comunicato dell’associazione, che continua con le dichiarazioni di sottolineato Antonella Bertelli consulente sanitario Fratres Toscana.
“E’ utile ed importante donare plasma quanto donare sangue e con questa campagna di comunicazione vogliamo fornire informazioni essenziali sulla possibilità di diventare donatori. Sapere quanto sangue serve quotidianamente al servizio sanitario, il suo utilizzo, e che è indispensabile per gravi patologie e malattie rare. Informare e condividere la cultura del dono come impegno pubblico e sociale è appunto la nostra missione”.

Della campagna di Fratres Toscana fanno parte anche altri materiali, come un vero e proprio cortometraggio, dal titolo “Se doni sei grande”, che racconta una storia di altruismo e solidarietà, ambientata nel contesto scolastico e legata alla donazione, e che si può vedere in seguito.

La Toscana è una delle regioni più colpite dal calo di donazioni a cusa dell’aumento dei contagi da Omicron.

La speranza di tutti è che la risposta dei donatori non tardi ad arrivare.

Carenze sangue, l’appello al dono di Avis Toscana: “Chi sta bene, doni”.

Della situazione in corso nel Sistema Sanitario Italiano abbiamo parlato nei giorni scorsi su Donatorih24, mostrando come in molte regioni italiane ci sia sofferenza per quel che riguarda le scorte di sangue a causa della crescita dei contagi: la Toscana è tra le regioni più colpite, con moltissime prenotazione al dono cancellate.

Arriva allora l’appello delle associazioni di donatori, con l’intervento di Claudia Firenze, presidente di Avis Regionale Toscana, che si è rivolta ai corregionali per spronarli al dono.

“Serve uno sforzo mirato – ha detto – per far fronte all’inevitabile calo delle donazioni di questi giorni. Per questo invitiamo chi sta bene a chiamare l’Avis del proprio territorio e andare a donare sangue e plasma, anticipando se possibile la prenotazione. Così potremo garantire il più possibile la somministrazione di trasfusioni o di farmaci emoderivati ai pazienti che ne dipendono”.

“Apprezziamo – ha poi aggiunto- la disposizione dell’assessorato alla salute della Regione alle Asl di fare un’attenta programmazione delle attività per contenere le carenze. Come abbiamo sottolineato molte volte, solo unendo gli sforzi e valorizzando al meglio la generosità dei donatori è possibile garantire sostenibilità al sistema trasfusionale”.

Sinergia tra donatori e istituzioni dunque: come sempre l’efficienza del sistema sangue è legata alla collaborazione massima delle gambe che lo sostengono.

Per quanto ci riguarda, estendiamo l’appello al dono toscano a tutte le regioni Italiane. Chi è sano, doni, è molto importante.

Avis e Anci insieme in Toscana per il progetto “Botteghe della salute”

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Il nuovo anno è appena iniziato e già Avis Toscana e Anci (Associazione nazionale comuni italiani) hanno messo a punto un progetto molto interessante per un 2022 che si preannuncia pieno di iniziative.

“Botteghe della salute” – così si chiama il progetto – consentirà a tutti i cittadini, e non solo ai donatori, di “usufruire gratuitamente di una serie di servizi di sanità digitale: dalla prenotazione del vaccino o del tampone anti-Covid all’attivazione della tessera sanitaria, passando per l’accesso al fascicolo sanitario e la possibilità di creare le credenziali Spid”.

Sull’iniziativa, ecco le parole della presidente di Avis Regionale, Claudia Firenze: “Avis non poteva che allearsi con un progetto che vuole dare un contributo all’affermazione del diritto alla salute sul nostro territorio tramite la diffusione dei servizi di sanità digitale. Voglio ringraziare Anci Toscana per l’attenzione e la fiducia, il nostro radicamento, grazie alla presenza di 185 sedi e l’esperienza di gestione con i mezzi digitali del flusso di donatori, sono due valori che mettiamo con piacere a disposizione di Anci e degli obiettivi delle Botteghe della Salute. L’emergenza sanitaria che viviamo ormai da quasi due anni ha posto duramente al centro la necessità di costruire percorsi di prossimità per la cura della salute di tutti i cittadini e la digitalizzazione può favorire l’accesso e la semplificazione della gestione dei servizi. L’impegno dei volontari Avis e dei giovani in servizio civile andrà proprio in questa direzione”. 

E in effetti, sono ben 21 le sedi Avis della Toscana che erogheranno i servizi di sanità digitale, e 39 i ragazzi e le ragazze del servizio civile già formati per garantire la riuscita del progetto.

Un bellissimo modo per aiutare i cittadini in un momento di vita pubblica che sta tornando estremamente difficile.

Il Dracula Day, la giocosa iniziativa in Toscana per stimolare il dono del sangue

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Sebbene Halloween sia una festa lontana dalle nostre peculiarità culturali, è ormai entrata nel calendario delle famiglie italiane per il suo potere sui più piccoli e la sua valenza commerciale. Dolcetto o scherzetto, un travestimento da vampiro o da strega e il divertimento è fatto.

In Toscana, tuttavia, hanno avuto la bella idea di collegare Halloween al dono del sangue, un modo giocoso ed efficace per stimolare le famiglie a non dimenticarsi di un gesto importante per tutti come il dono del sangue.

Nasce così il Dracula Day, evento organizzato dai centri trasfusionali di Livorno, Pontedera, Cecina, Piombino e Volterra per raccogliere sangue in modo originale e fare sensibilizzazione, un’iniziativa che è in voga ormai da vari anni e porta sempre buoni risultati.

Si donerà, travestiti o no, sabato 30 ottobre a Livorno, Pontedera, Cecina e Piombino, e venerdì 29 a Volterra.

Per spiegare la ratio dell’iniziativa, è intervenuto con cun commento Fabrizio Niglio, Direttore del reparto di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del polo ospedaliero Livorno-Pisa: “Noi che siamo ‘vampiri’ tutto l’anno vogliamo festeggiare ‘mostruosamente’ i nostri donatori ringraziandoli con dolcetti, ma niente scherzetti – ha detto Niglio – la professionalità prima di tutto. In questo periodo difficile chiediamo a tutti la massima partecipazione perché abbiamo veramente bisogno di tutti quelli che hanno il ‘red pass’ nel cuore”.

Tutti a donare dunque, perché il sangue serve tutto l’anno. Del resto, chi va a donare non ha nemmeno bisogno di scegliere di fronte alla fatidica domanda: il dolcetto, un cornetto con succo di frutta, lo rivece sempre a fine dono.

Carenze significative in Toscana, a rischio gli interventi programmati. Il calo di donazioni dell’estate si fa sentire

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La seconda settimana di settembre porta con sé un effetto negativo per la raccolta sangue in Toscana. Dopo le notizie positive dei giorni scorsi infatti, con il comunicato stampa del Centro nazionale sangue sul calo di carenze estive nelle ultime due stagioni – comunicato da noi commentato – nelle ultime ore le notizie che provengono dalla prima regione italiana ad aver istituito anni fa il Meteo del sangue non sono ottimali.

Il Corriere Fiorentino, con un articolo a firma di Giulio Gori, racconta infatti che a Firenze, all’ospedale di Torregalli, «Si segnala una situazione di gravissima carenza di emazie di tutti i gruppi. Si segnala inoltre che la carenza è generalizzata a livello nazionale in particolare per i gruppi 0 positivo e negativo, pertanto vi preghiamo di programmare attentamente le attività elettive con i colleghi anestesisti e chirurghi al fine di garantire l’assistenza in urgenza emergenza e per le prestazioni salvavita».

Una situazione difficile dunque, che vede il suo baricentro in Toscana ma coinvolge tutta Italia per i gruppi 0 positivo e negativo.

Ecco l’ultimo bollettino on-line sul sito del Meteo del sangue, in figura 1.

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Fig. 1

Come si vede, tranne i gruppi AB positivo e negativo, tutti gli altri gruppi necessitano di donazioni urgenti, e siamo certi che la risposta dei donatori sarà celere e funzionale.

La diffusione a mezzo stampa, c’è già stata: L’eco della Lunigiana ha segnalo aperture speciali dei centri trasfusionali a Pontremoli, Fivizzano e Massa; la testata on-line 055firenze.it riporta invece gli appelli al dono di Simona Carli, direttore del Centro regionale sangue, e di Stefania Saccardi assessore al diritto alla salute, così come fa Quotidiano Sanità, che sottolinea con forza il rischio che possano essere rimandati, a causa delle carenze, alcuni interventi chirurgici programmati.

Anche La Nazione, riprendendo le parole della Saccardi, chiama in causa la generosità dei Toscani e li spinge al dono, così come il sito di Controradio.it.

Noi di Buonsangue non mancheremo di seguire la situazione e di fornire aggiornamenti.

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo servizio per i donatori toscani, si arricchisce il Fascicolo sanitario elettronico (FSE)

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Una bella novità diventa operativa per i donatori toscani, e riguarda l’ampiezza informativa del loro Fascicolo sanitario elettronico: è pronto l’ultimissimo aggiornamento, che aggiungerà al fascicolo una nuova cartella. Quale? Quella che conterrà i referti del laboratorio trasfusionale, ovvero tutti i risultati, in dettaglio, delle analisi svolte da ciascuno nel proprio percorso trasfusionale.

Già lo scorso 15 giugno a Livorno, in occasione della Giornata regionale del donatore, avevamo annunciato le molte iniziative in programmazione per la nuova stagione in una delle regioni guida sul piano del costante rinnovamento del proprio sistema trasfusionale, un rinnovamento cui si aggiunge anche questa opportunità.

Il servizio tuttavia non è ancora disponibile in tutta la regione: si tratta di un work in progress, e attualmente sarà attivo a Firenze, Careggi, Viareggio, Meyer, Grosseto Pistoia, Empoli, Massa e Pisa, in attesa di diventare effettivo, nei prossimi mesi, in tutta la regione.

Significativa la soddisfazione delle due principali personalità del sistema trasfusionale toscano, ovvero l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e la responsabile del Centro Regionale Sangue Simona Carli, che insieme hanno individuato i motivi per i quali questo nuovo servizio porterà beneficio alla comunità dei donatori.

“La donazione del plasma e del sangue, oltre che un importantissimo gesto di solidarietà e di altruismo, è anche un momento importante di medicina preventiva – ha detto la Carli, aggiungendo che “gli esami di idoneità alla donazione sono una importantissima occasione di controllo e di verifica del proprio stato di salute. Proprio per questo diventa ancora più importante uno strumento come il FSE, che permette di ricevere sullo smartphone o su qualunque computer i risultati degli esami e di archiviarli con modalità che li rendono sempre consultabili in qualsiasi momento e per qualsiasi esigenza. E’ per questo che non esito a dire che l’archiviazione degli esami dei donatori sul FSE è veramente un bel servizio per i donatori”.

Dello stesso avviso la Saccardi, che al pari della responsabile del CRS vede il fascicolo elettronico come un “premio” e una dimostrazione di attenzione per i donatori, che non devono essere visti soltanto come rubinetti da spremere. Inoltre per lei il nuovo FSE è da considerarsi come uno strumento promozionale da non sottovalutare.  “Il servizio, oltre ad essere un giusto riconoscimento per i donatori e una notevole semplificazione del percorso – ha dichiarato l’assessore – è sicuramente un importante strumento di comunicazione e di promozione della donazione del plasma e del sangue”.

Ben venga il nuovo FSE dunque. Senza dubbio è molto positivo quando i donatori possono contare su nuovi strumenti che possano tutelarli, e aumentare i livelli di sicurezza e qualità del servizio trasfusionale.

Ancora meglio però, ci sentiamo di aggiungere, sarebbe se di questi strumenti potessero avvantaggiarsi tutti i cittadini italiani e non solo quelli di una singola regione.

Ecco, secondo noi, uno dei temi più importanti sul piano delle future politiche sanitarie, che si tratti di sistema trasfusionale o altri settori: la tutela e il raggiungimento del massimo grado possibile di conformità dei servizi e delle opportunità da nord a sud del paese, affinché i livelli di qualità e sicurezza per la cura dei pazienti siano ovunque dello stesso livello per tutti.

 

 

Il primo rapporto West Nile Virus per il 2019: in Italia le prime province colpite sono Padova e Reggio Emilia

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Non li volevamo affatto, ma ecco che anche nel 2019 si registrano i primissimi casi di contagio di West Nile Virus in Italia, e le prime province colpite sono, come spesso accade, due province del nord, Reggio Emilia e Padova. Lo scorso anno, di questi tempi, i casi erano stati molti ed erano arrivate moltissime circolari, così come avevamo scritto lo scorso 30 luglio.

La situazione attuale è riassunta in figura 1, nell’infografica del Centro nazionale sangue:

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Come si può vedere, è già attiva la sospensione temporanea del dono per i fatidici 28 giorni per tutti i donatori di sangue ed emocomponenti che abbiano soggiornato nelle province italiane succitate, misure che si estendono anche agli Stati Uniti e al Canada (misure costanti), e ad alcune zone dell’Europa: per ora, in particolare, la sospensione dal dono riguarderà chi è stato in viaggio nei distretti periferici di Pieria e Xanthi e nelle zone di Karditsa, Trikala, Larissa, Kavala e Taso in Grecia, e nel distretto di Galati in Romania.

Le misure valgono sempre, tranne nei luoghi in cui, come per esempio in Toscana grazie al Centro di Qualificazione biologica di Pisa, è possibile fare il test.

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Ricordiamo che Il virus del Nilo Occidentale (conosciuto con la denominazione inglese di West Nile Virus) è un arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è asintomatica in circa l’80% dei casi, mentre nel restante 20% i sintomi somigliano a quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Statisticamente quindi, soprattutto gli anziani sono soggetti leggermente più a rischio e solo nello 0,1% di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici), l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica grave, come meningite o meningo-encefalite.

Tuttavia, proprio per evitare una diffusione eccessiva, ecco le misure di controllo che possono comunque complicare la raccolta sangue e di conseguenza la strada vero l’autosufficienza. Ecco perché vige sempre la regola, di questi tempi, del prima donare e poi partire. Una scelta di campo, importante e decisiva che coincide con un gesto semplice, una piccola premura che tuttavia è in grado di salvare vite e agevolare le cure dei pazienti che ne avranno bisogno. Il bisogno di sangue, infatti, non va mai in vacanza.