La tecnologia e il sangue, ecco le ultime frontiere per prelievi e monitoraggio

Negli ultimi giorni sono uscite varie notizie interessanti sul tema della tecnologia e del supporto che nuove invenzioni, o nuovi approcci alle questioni relative al prelievo del sangue o al mantenimento della salute degli individui, potranno offrire nel medio e lungo periodo.

Le possibilità in effetti sono tante: cominciamo dalla paura dell’ago, uno dei motivi più classici e statisticamente rilevanti tra quelli che frenano le persone a iniziare un percorso da donatore: una possibile soluzione a questa criticità arriva dalla Tongji University di Shanghai, in Cina, istituto in cui un’equipe di ricercatori ha sviluppato una macchina da tavolo che, grazie a dispositivi incentrati su sensori a infrarossi e ultrasuoni, è in grado di individuare le vene dei pazienti, azzerando il rischio di punture in punti non ottimali. Ma non è tutto, il robot cerca vene potrà stabilire, grazie agli algoritmi, anche l’esatta profondità di penetrazione e il giusto angolo, per una donazione ancora più sicura.

Anche per chi non deve donare, ma ha bisogno di un test sierologico simile a quelli che si effettuano per conoscere la positività al Covid-19, arriva una soluzione ottimale, che riesce a evitare il prelievo: si tratta di un cerotto a microaghi che servirà a prelevare la giusta quantità di sangue necessaria per ottenere i risultati richiesti: semplice monitoraggio, diagnosi su infarto o malattie autoimmuni o ricerca di anticorpi.

Infine, una soluzione tecnologica molto più vicina alle abitudini di consumo, che riguarda gli smartwatch: Apple e Samsung stanno per mettere in commercio un’app in grado di misurare i livelli di glucosio nel sangue, per un corretto ed efficace monitoraggio del diabete.

Le indiscrezioni parlano di uno strumento in grado di portare a misurazioni abbastanza efficaci e attendibili: se fosse così, sicuramente sarebbe un colpo molto importante per guadagnare fette di mercato in un settore commerciale ormai ricco e ampio, in cui i benefit sul piano dell’healthcare possono fare la differenza.