La solidarietà dei donatori non ha confini: non solo dono del sangue ma tante iniziative a supporto del sistema sanitario

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Quanto le associazioni di donatori estendano il loro contributo alla vita di comunità oltre il lavoro di organizzazione e promozione del dono, è cosa nota, ma è sempre bello e proficuo ribadirlo. Su DonatoriH24, abbiamo seguito di recente il lavoro di Avis Mantova nell’ambito del protocollo sul plasma iperimmune sviluppato nel protocollo lombardo con a capo l’ospedale San Matteo di Pavia, ma è molto bello poter entrare nel dettaglio e raccontare, proprio a partire da ciò che ci suggeriscono le stesse associazioni, quello che succede sul territorio nazionale.

Si va da classiche raccolte fondi a donazioni di materiali sanitari, tute o ventilatori polmonari, a raccolte di cibo, iniziative che mostrano la grande predisposizione degli italiani a trasferire il solido piano valoriale che fa parte del background dei donatori in tutti i campi della solidarietà.

Una carrellata di buone notizie in continuità con l’alto gesto del sistema sangue che vi abbiamo di recente raccontato sul blog: il dono plasmaderivato dalla Regione Toscana all’Albania.

Ecco il comunicato di Fidas che ci racconta come si sono mosse le 76 federate per aiutare il sistema sanitario nazionale.

In queste settimane le 76 federate FIDAS si sono impegnate nel fare la propria parte per garantire le terapie trasfusionali ai pazienti che ne necessitano. Nel concreto questo si è tradotto con aperture straordinarie per permettere ai donatori tempistiche più flessibili per donare e poterlo fare in sicurezza, mantenendo le giuste distanze sociali. Molte federate hanno implementato la comunicazione, attivando numeri telefonici appositi per rispondere ai dubbi dei donatori e incrementando la presenza sui social. L’impegno dei volontari è cresciuto per poter dare risposta ai tanti che si sono avvicinati al mondo del dono per la prima volta in questi giorni. Alcune federate si sono spinte anche oltre, attivandosi in ulteriori gesti concreti a sostegno della sanità:

AFDVS-FIDAS Feltre ha organizzato una raccolta fondi in collaborazione con le proprie sezioni al fine di acquistare strumentazioni per la terapia intensiva dell’Ospedale “Santa Maria de Prato” di Feltre. Sono stati raccolti 40.000 euro e si è ora in attesa di poter procedere all’acquisto di ciò che verrà indicato dalla Direzione Generale dell’Ospedale.

L’AFDS di Spilimbergo in collaborazione con il Gruppo Marciatori ANA ha acquistato e consegnato all’Ospedale di Spilimbergo 157 tute monouso. Un numero di tute che dovrebbe esser sufficiente ad assicurare 2 settimane di autonomia per le necessità del centro ospedaliero.

FIDAS Basilicata ha donato due ventilatori polmonari alla sanità lucana. Una scelta compiuta dal direttivo regionale FIDAS per continuare ad essere di ausilio concreto per la sanità regionale.

FIDAS Imperia ha avviato una raccolta fondi volta ad acquistare presidi sanitari a tutela del personale medico dell’ASL locale.

– A Parma FIDAS Schiaffino ha acquistato otto barelle munite di accessori per il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Maggiore (acquisto effettuato in coordinamento con le dottoresse Sandra Rossi, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza e della 1^ Anestesia Rianimazione, e Silvia Orzi, direttore Servizio interaziandale acquisizione beni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Ausl di Parma). Sempre a Parma FIDAS Barilla recapita quotidianamente alla mensa dell’ospedale merendine e biscotti e a cadenza bisettimanale consegna 3.000 bottigliette d’acqua per il personale sanitario.

FIDAS Treviso: il gruppo di Cordignano, avendo rinunciato alla giornata del donatore, ha deciso di devolvere le risorse che avrebbe speso all’ospedale di Vittorio Veneto.

 

Da Avis 200mila euro per ricostruire il centro sanitario ad Arquata del Tronto (Ap), paese colpito dal terremoto del 2016

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Il terremoto che colpì l’Italia Centrale nel 2016 è ancora nei ricordi di tutti, e c’è ancora moltissimo da ricostruire. Ed ecco perché è importante raccontare l’importanza di un altro tipo di donazione, questa volta non individuale ma associativa, e non di sangue o plasma ma di denaro, che offre aiuto a uno dei tanti paesi gravemente danneggiati da quell’evento.

Parliamo della donazione che Avis Nazionale ha effettuato ad Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, paese che durante il terremoto dell’agosto 2016 andò in gran parte distrutto. A breve, grazie allo sforzo di Avis che ha raccolto 200mila euro, e all’intervento dell’industria farmaceutica Pfizer che ne investirà 250mila, partirà infatti la ricostruzione del “Nuovo centro socio-sanitario”, un polo ospedaliero che potrà contare sui seguenti reparti:

  •  medicina generale convenzionata
  •  pediatria convenzionata
  •  specialistica ambulatoriale (diabetologia eventuale accesso di cardiologo-ginecologo)
  • servizi di telemedicina (telecardiologia, teledermatologia, telediabetologia)
  •  diagnostica di primo livello (ecografia ambulatoriale e domiciliare)
  • servizi infermieristici ambulatoriali per medicina ipertesi
  • gabinetto odontoiatrico
  • collegamento con operatori dei servizi sociali

Tanti servizi, tutti necessari. Ecco dunque, un ulteriore esempio di come è possibile portare vantaggi concreti alla popolazione, e di quanto siano importanti la perseveranza e la continuità d’azione delle associazioni di volontari organizzate, che spesso e volentieri offrono un supporto al pubblico che supera, e anticipa, quello delle stesse istituzioni, come sottolineano i rappresentati locali delle zone terremotate.

L’esperienza del dono, la cultura del dono che fa rima con solidarietà, può essere declinata in mille modi.

Il sangue, che è decisivo per la vita della comunità giacché la sua raccolta organizzata, associata, volontaria, anonima e gratuita consente di rincorrere e avvicinarsi all’obiettivo dell’autosufficienza ematica, è infatti solo uno dei tanti doni che il singolo individuo, da solo o attraverso un’associazione può offrire, ma non è l’unico.

Tante volte su Buonsangue abbiamo potuto constatare come il concetto di dono non conosca univocità, e che esteso ai gesti, alle parole, alle azioni, ha l’occasione di diventare cultura e incidere in una visione di mondo differente, che forse non è sufficiente a cambiare le mille storture della nostra contemporaneità, ma che di certo contribuisce a mostrare che vivere costruendosi un’alternativa all’individualismo non solo è possibile, ma è soprattutto appagante.

Fare del bene, e offrire opportunità di benessere al prossimo, è un vero toccasana per il benessere interiore, sia che si tratti di dono midollo osseo, come ha testimoniato per noi Matteo Bagnoli presidente di Avis Livorno pochissimi mesi fa, sia che si tratti di aiutare i malati di talassemia, come scoprimmo insieme a Roma durante lo scorso World Blood Donor Day, ascoltando le delicate ma straordinarie testimonianze dei tanti beneficiari della generosità dei donatori conosciuti attraverso Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Dal video de La Stampa, ecco com’era la situazione ad Arquata del Tronto un anno dopo il sisma.

Il progetto Posto 13: a Viareggio il Carnevale è anche una bella occasione di solidarietà

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Al convegno del 2 febbraio a Roma è venuto fuori con forza quanto un’organizzazione collaudata e un dialogo costante tra le parti in causa (Protezione Civile, strutture sanitarie, Centro Nazionale Sangue, strutture trasfusionali, associazioni di donatori e operatori dell’informazione) possa risultare decisiva per limitare i danni di un terremoto o di un attentato terroristico.

Tuttavia, oltre a ricordare l’importanza dei protocolli, delle ricerche, e delle decisioni politiche per rendere pronto e agile l’intero sistema, non bisogna dimenticare di dare spazio e ribalta ad alcune iniziative spontanee che fanno parte della genetica del popolo italiano.

Abbiamo sottolineato come, soltanto nel Lazio, nei tre giorni successivi al terremoto di Amatrice (24 agosto 2016) si raccolsero ben 5888 unità di sangue (addirittura troppe, anche se la Direttrice del Centro Regionale Sangue del Lazio Stefania Vaglio ha assicurato che gli sprechi sono stati irrisori).

L’ultima iniziativa di solidarietà degna di nota, per originalità e spinta empatica, arriva invece da Viareggio, in occasione del Carnevale 2017: POSTO 13 è il progetto ideato e messo in pratica dall’avvocato Valentina Ladogana, e consiste in una sedia vuota sulle tribune del Carnevale in occasione delle sfilate, che potrà essere adottato e occupato simbolicamente da chiunque voglia fare una donazione. Lo scopo è sostenere la Protezione Civile di Viareggio nel progetto di ricostruzione di Torrita, frazione di Amatrice andata distrutta con il terremoto.

Tutti i dettagli per saperne ancora di più sulla bella iniziativa si trovano Su Tg-Regione http://www.tgregione.it/tg-carnevale/al-carnevale-di-viareggio-il-posto-13-in-tribuna-significa-solidarieta-donazioni-per-ricostruire-le-zone-terremotate/, e Versilia-Today http://www.versiliatoday.it/2017/02/05/bambini-amatrice-ospiti-al-carnevale-viareggio/.

E non è tutto: anche Avis Viareggio ha in serbo una bella iniziativa di Carnevale https://www.facebook.com/Avis-Giovani-Toscana-408550852634285/?fref=ts: domenica 12 febbraio, in occasione della sfilata inaugurale, è prevista una raccolta speciale di plasma.

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