A Natale il dono più bello è il dono del sangue, ecco le sfide del sistema nel 2022

Natale è un periodo di feste e doni, ma anche di bilanci.

Il sistema sangue si appresta ad approdare nel 2022 e le sfide che dovrà affrontare, dopo due anni di pandemia, sono sicuramente molto complesse.

Ecco, punto per punto, i 5 obiettivi principali che il sistema dovrà perseguire nel 2022

  • In primo luogo la raccolta sangue: dovrà tornare ai livelli pre-pandemici. La generosità dei donatori è stata straordinaria, ma il sistema dovrà metterli nelle condizioni di donare più facilmente e con minor dispendio di tempo.
  • Il personale sanitario: come detto da tutti gli addetti ai lavori, nel 2022 bisognerà investire affinché cresca il numero di operatori in grado di fare le trasfusioni. Briola, preidente di Avis nazionale, ha suggerito l’utilizzo di medici di base, ma nell’arco di qualche anno il sistema dovrà dotarsi di un maggior numero di specialisti.
  • La promozione della donazione in aferesi. Come recita la campagna di Natale di Avis Toscana, sarà importante diffondere la cultura della donazione differenziata. Non solo sangue intero, ma anche e sopratutto plasma in aferesi, sfatando la convizione che si tratti di una donazione di serie B.
  • Campagne di sensibilizzazione ben congegnate: il DDL concorrenza appena approvato consente di stanziare nuove risorse economiche per la comunicazione. Servirà allora puntare su campagne in grado di raggiungere più persone possibili.
  • Il ricambio generazionale: riportare i giovani nei centri trasfusionali è una priorità strategica. Il ricambio generazionale garantisce lunga vita al sistema e in tal senso, il lavoro nelle associazioni delle scuole può dare ottimi frutti.

Intanto, senza aspettare il 2022, per tutti noi donatori potenziali ci sono ancora giorni e giorni per donare prima del 31 dicembre.

Il dono è un cerchio magico: quando le vie della solidarietà sono infinite

dono

Ci sono storie di solidarietà e dono che ci fanno lacrimare gli occhi, e che riescono a bucare una macchina dell’informazione troppo spesso orientata a valorizzare il male, il negativo, il torbido e ciò che riesce a creare polemiche.

Invece la realtà, che non è così scadente, offre spesso spunti sorprendenti nel senso opposto: è il caso di una storia che i lettori di Buonsangue e Donatorih24 è meglio che non si perdano. Pochi giorni fa, i giornali hanno pubblicato la storia di Francesco Di Somma, vigile del fuoco del comando provinciale di Caserta che lo scorso 5 aprile, giorno di Pasquetta, in una semplice giornata di servizio come un altra riuscì a salvare una ragazza di soli 20 enno che era incidentalmente caduta in un pozzo artesiano a Casaluce, proprio in provincia di Caserta.

Il caso poi ha voluto che Di Somma, dopo delle analisi, abbia scoperto di essere affetto da una patologia rara legata al sangue, e in particolare l’emoglubinuria parassostica notturna. Una patologia che lo costringe a trasfusioni settimanali, almeno fino a quando dovrà sottoposrsi a una delicata operazione di trapianto del midollo osseo.

E sapete chi è andata a donare sangue per aiutarlo? Sì, proprio, lei, Carla, la ragazza salvata da Francesco a Pasquetta. Carla ha risposto all’appello dei familiari di Francesco e andrà a donare sangue per l’uomo che l’ha salvata.

Questo caso, un po’ magico ed edificante, è uno dei rari casi in cui il paziente bisognoso di sangue potrà conoscere il nome di uno dei suoi benefattori. Ma in realtà, ciò che impariamo è che la solidarietà e l’amore per il prossimo sono energie sempre in circolo e che i casi della vita possono sempre ribaltare i ruoli.

Proprio per questo è importante che il dono sia anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato. Bisogna anticipare i giochi del destino e permettere a tutti i pazienti di avere sempre sangue a disposizione.

Cosa avviene prima di una donazione di sangue? Ce lo spiega un video di Avis Cesena

Nei giorni scorsi abbiamo mostrato un un video di Fratres Toscana che mostra qual è il viaggio del sangue una volta donato.

Un tema molto interessante, perché permette ai donatori di comprendere a fondo che fine fa il sangue che donano, e quanto sia importante, per i pazienti, che ci siano sempre scorte disponibili per qualsiasi esigenza.

Ma non va dimenticato che è molto importante, in un sistema trasfusionale come il nostro associato e organizzato dalle associazione di donatori come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, anche tutto il lavoro che precede una donazione di sangue.

Come ci si prenota? In base a quali input le associazioni chiamano i donatori? Il lavoro associativo permette di ridurre al massimo gli sprechi, perché il sangue non deve essere mai troppo poco ma nemmeno troppo: infatti scade e avere troppe scorse significherebbe rischiare di vanificare il dono di qualche donatore.

In questo video di Avis Cesena, è spiegato al meglio tutto il lavoro organizzativo che precede una donazione:

Perché è importante vedere questo video?Ecco cosa ci dicono gli autori:

“Cosa succede prima della donazione di sangue? Ogni donazione di sangue è il risultato di una serie di azioni che coinvolgono tante persone. Le chiamate di Avis Cesena ai donatori sono il risultato delle richieste che arrivano direttamente dall’ospedale. Questa coordinazione fra Avis e il sistema sanitario locale sono estremamente efficienti e attente a quello che succede nel territorio. Dopo di che c’è tutto un team di adetti e dipendenti di Avis e volontari donatori di tempo che seguono ogni singolo donatore dal momento delle telefonate fino a quando finisce la sua colazione post donazione di sangue o plasma”.

Per i donatori, crediamo noi, è molto importante conoscere le procedure che vanno oltre il tempo in cui sono seduti con l’ago in vena. Solo capendo al meglio tutta la filiera è possibile mostrare quanto amore, quanta passione e quanta attenzione ai mille dettagli utili a sicurezza e rispetto della materia biologica, sia alla base del volontariato del sangue nel notro paese.

Carenza sangue a Roma, continuano a mancare scorte

Qualche giorno fa, su Donatorih24, abbiamo intervistato Donatella Selis, presidente di Avis Lazio da poco eletta.

Si è trattato di un intervista ricca, con uno sguardo rivolto al futuro e capire perchè una grande città come Roma, che potrebbe essere un grande serbatoio di dontori, la carenza sangue è invece una realtà costante, fin troppo costante.

“In una grande città,  vedo un solo vantaggio per la raccolta di sangue: quello di avere una vasta platea di possibili donatori; avverso, vedo le troppe criticità da risolvere, principalmente l’invecchiamento dei donatori e  la difficoltà di sensibilizzare e trovare nuovi donatori; orari di apertura dei punti di raccolta troppo rigidi, nella maggioranza dei luoghi si può donare sole nelle prime ore della giornata; carenza di medici ed infermieri; scarsità  di punti fissi di raccolta; complessità ad entrare nei grandi gruppi aziendali; costi e difficoltà a programmare campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio”, ha detto la Selis, con parole chiare che indicano una ricetta a una criticità esasperata dalla pandemia.

In questo servizio di Canale 10, ecco le ultime novità dagli ospedali romani, e una testimonianza di personale impegnato nella raccolta sangue che offre una lettura della situzione.

Come diceva il grande reporter Ryszard Kapuściński, ogni realtà è il frutto delle testimonianze degli altri.

Bisogna dunque sentire il territorio per risolverne i problemi.

Differenziare il dono, e aiutare il sistema donando sangue e plasma

Lo abbiamo sottolineato spesso: per aiutare davvero il sistema trasfusionale italiano in un momento difficile in cui l’efficienza ospedaliera esce dall’emergenza Covid-19 e si torna all’attività normale, e per sopperire alle carenze sangue che d’estate colpiscono ogni anno vari territori del Paese, serve donare sia sangue che plasma.

Non è un caso allora che la campagna mediatica di Avis per il 2021 sia incentrata proprio su questa necessità, e spinga – in 30 secondo di immagini evocative e piene di dolcezza, ironia, intelligenza e allegria- tutti i donatori a donare doppio o a scegliere la forma di donazione più consona alle proprie caratteristiche.

La Banca del sangue raro, è stata decisiva anche in piena pandemia riuscendo a far fronte a una maggiore richiesta, e un altro servizio importante che svolge è la raccolta di sangue in grado di incrementare il numero di donatori anche non caucasici, al fine di creare una banca nazionale in grado di competere con l’Europa, come è necessario che avvenga in una società multietnica, visto le conclamate differenze che esistono tra i gruppi sanguigni di persone provenienti da zone diverse del pianeta.

La banca del sangue raro di Milano non è l’unica: anche al sud, a Ragusa, in Sicilia, c’è la Banca Regionale di Gruppi Rari dell’UOC SIMT – Servizi Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, dove sono arrivati a tipizzare più di ventimila donatori.

Lavorando in stretta sinergia, queste realtà riescono davvero a dare un apporto importante ai pazienti bisognosi, rendendo il sistema sempre più efficiente e in grado di contrastare anche le emergenze più stringenti.

#EmatosRedSummer alla sua nuova edizione. E il web si tinge di rosso

Un’iniziativa social che è perfetta per l’estate: #EmatosRedSummer è la campagna che chiede a ogni donatore di sangue di immortalare un momento della sua estate connotata dal colore rosso simbolo del dono, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma: la sua immagine farà poi il classico “surf” tra i social associativi.

Naturalmente, più saranno i momenti in rosso, grazie alla bellezza di scattare foto e condividerle on-line, più il messaggio di quanto è importante donare sangue anche d’estate si diffonderà.

Ci auguriamo dunque che la campagna, giunta alla sua seconda edizione dopo un bel successo lo scorso anno, sia utile per implementare la raccolta sangue in un momento difficile come quello estivo, che come sappiamo è endemicamente difficile.

Ecco le parole di Samantha Profili, Presidente EMATOS FIDAS, che ha spiegato così questa bella idea: «L’#EmatosRedSummer nasce nell’estate 2020, dopo mesi difficili e pesanti per tutti, per parlare di donazione in estate non evocando la carenza che spesso caratterizza i messaggi delle Associazioni ma la vitalità che accomuna entrambi i temi. La campagna si svolge poi sui social con una dinamica che non esclude nessuno, anzi i non donatori possono partecipare ed entrare in contatto con il nostro mondo. Lo riproponiamo perché l’interazione è stata positiva, ha coinvolto anche donatori e federate FIDAS in Italia e ci piace mettere in circolo il rosso che è in noi».

Ora non resta che scattare e partecipare.

“Perché donare il sangue?” Il video firmato Croce Rossa del Municipio 5 a Roma ci spiega i motivi di un gesto unico

Roma è una piazza molto difficile per la raccolta sangue: l’ampiezza della città e la difficoltà di movimento che funge da fattore demotivante, la vita caotica stressante e frenetica della metropoli che rende complicato trovare il tempo di una donazione nell’agenda sempre fitta, l’alta densità di popolazione e di necessità ospedaliere che rendono complicata una produzione in linea con le esigenze.

Eppure, sul territorio, operano forze come quelle associative che cercano di ovviare alle necessità di un territorio che anche prima della pandemia ha sempre dovuto affrontare periodi di carenza, e che conoscono perfettamente l’importanza del dono. Tra queste, la Croce Rossa è sicuramente importante nel lavoro di affiancamento ad Avis, Fidas e Fratres, e proprio in questi giorni la Croce Rossa del Municipio 5 di Roma (che comprende le zone Q. VII Prenestino-Labicano (parte), Q. VIII Tuscolano (parte), Q. XXII Collatino, Q. XIX Prenestino-Centocelle, Q. XXIII Alessandrino e Q. XXIV Don Bosco) ha pubblicato un video che spiega tutto l’universo emotivo di un gesto che tutti noi dovremmo imparare a compiere.

Il video è molto breve, dura circa un minuto, e lo proponiamo qui basso:

L’importanza del sangue nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nella curva di malattie gravi e nelle anemie: come i lettori di Buonsangue sanno molto bene il sangue è una sostanza vitale nel suo senso letterale, e per questo un gesto semplice come il dono dovrebbe diventare a tutti gli effetti parte del nostro bagaglio di abitudini regolari da praticare nei previsti intervalli di tempo.

A tal proposito, per tutti i donatori della capitale, è giusto ricordare l’iniziativa del 16 aprile, che consentirà di donare in Piazza del Popolo grazie a Croce Rossa Italiana, all’ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, all’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria e all’associazione Eureca.

Per organizzare la propria donazione a Roma in qualsiasi periodo dell’anno, ecco invece la pagina della Regione Lazio, che elenca tutti i luoghi in cui la donazione è possibile, con orari e indirizzi.

Donare il sangue – Salute Lazio

In Valle d’Aosta arrivano gli ambasciatori del dono Fidas: chi sono e cosa fanno

Le associazioni possono dare il via e dettare la linea, possono lavorare sul territorio e organizzare eventi, gestire le donazioni e fare proselitismo, ma non bisogna dimenticare l’importanza dei singoli e del potere che hanno di diffondere i valori del dono in famiglia, tra le cerchie di amici, tra i colleghi.

Per unire al meglio queste due istanze, Fidas Valle d’Aosta ha ideato il primo gruppo di “Ambasciatori del sangue 2021”, cittadini che hanno accettato di impegnarsi per diffondere i valori e le ragioni più importanti che spingono a donare sangue negli ambiti della loro vita e carriera.

Ecco il comunicato stampa di Fidas Valle d’Aosta che spiega l’iniziativa. Noi speriamo che un progetto simile – da sicuro impatto culturale nel medio e lungo periodo – possa prendere piedi in tanti altri posti nel Paese.

“Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta con orgoglio presentano il primo gruppo di “Ambasciatori Fidas del dono del sangue 2021 “.
I primi sono (da sinistra a destra nella foto in alto): Noemi Junod, Francesco Fida, Piermario Rudda, Gianluca Masullo, Cristina Droz, Stefania Mus, Antonio Foti e Tiziano Schiavinato.

Ad ognuno di loro FIDAS Valle d’Aosta esprime gratitudine e augura buon impegno a favore della promozione e diffusione della cultura del dono del sangue.
Chi sono ? Donne e Uomini residenti in Valle d’Aosta, mamme, papà, volontari di associazioni, studenti, sportivi, docenti, pazienti, trapiantati, che hanno accolto la proposta FIDAS e manifestato la loro disponibilità nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue nei propri ambiti professionale nelle loro cerchie di amicizie e di influenza, diventando Ambasciatori del gesto del DONO del sangue FIDAS.
Cosa significa essere Ambasciatore del dono di sangue FIDAS ? Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa rappresentare un gesto civico di solidarietà, comunicare attraverso la propria testimonianza l’importanza del gesto del dono del sangue, diffondere un impegno civico importante, partecipare alla costruzione di nuove e rinnovate alleanze con appartenenti e o aderenti a categorie
professionali o associazioni, stringere relazioni e costruire ponti con ambiti e strati sociali diversi affinché diventi virale e contagioso il dono del sangue.

Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa esercitare una capacità sociale inclusiva, di libertà, di far lievitare la coesione sociale, di abbattere differenze di ogni genere e di mettere al centro il paziente, al quale offrire speranza di vita.
Un compito delicato e importante attraverso il quale vogliamo veicolare il grandissimo valore di un gesto anonimo, gratuito, periodico e responsabile quale appunto quello del dono del sangue.

Donare il sangue è un dovere civico al cospetto del quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Tutti possono donare il sangue: è necessario aver compiuto il 18 anno di età, di non aver superato il 60° anno di età, di avere un peso pari o superiore a 50 kg., di godere di un buon stato di salute e di osservare uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita.

Infine, ma non per ultimo, diventare Ambasciatore del dono del sangue FIDAS offre ai cittadini valdostani la grande occasione di conoscere e partecipare alla vita associativa, offrendo a tutti la possibilità di conoscere e confrontarsi con le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Offre la possibilità di essere protagonista attivo della grande rete trasfusionale, avendo come importante punto di riferimento il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Un ruolo esaltante che confidiamo possa essere motivo di impegno attivo per tantissimi giovani, risorse importantissime per un necessario e auspicabile ricambio generazionale. Fidas Valle d’Aosta ripone nel lancio di questa iniziativa grande entusiasmo e confida in una ventata di nuove assunzioni di responsabilità, capace di rappresentare il gesto del dono del sangue di tutti quei tantissimi cittadini residenti in Valle d’Aosta che ancora non sono donatori di sangue.

Era intenzione FIDAS, proporre questa proposta dal vivo con una bellissima serata musicale durante la quale presentare i volti e le emozioni dei nostri Ambasciatori del dono del sangue. Purtroppo l’emergenza pandemica legata al COVID19 e le conseguenti restrizioni hanno dirottato la presentazione degli Ambasciatori in una modalità virtuale. Invitiamo tutti a prendere visione dei link per conoscere i nostri Ambasciatori del dono FIDAS consultando il nostro sito internet www.fidasvda.it oppure seguendoci su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, You Tube”.

Per ulteriori info chiama 3488418095 oppure scrivi a fidasvda@gmail.com