Carenza sangue a Roma, continuano a mancare scorte

Qualche giorno fa, su Donatorih24, abbiamo intervistato Donatella Selis, presidente di Avis Lazio da poco eletta.

Si è trattato di un intervista ricca, con uno sguardo rivolto al futuro e capire perchè una grande città come Roma, che potrebbe essere un grande serbatoio di dontori, la carenza sangue è invece una realtà costante, fin troppo costante.

“In una grande città,  vedo un solo vantaggio per la raccolta di sangue: quello di avere una vasta platea di possibili donatori; avverso, vedo le troppe criticità da risolvere, principalmente l’invecchiamento dei donatori e  la difficoltà di sensibilizzare e trovare nuovi donatori; orari di apertura dei punti di raccolta troppo rigidi, nella maggioranza dei luoghi si può donare sole nelle prime ore della giornata; carenza di medici ed infermieri; scarsità  di punti fissi di raccolta; complessità ad entrare nei grandi gruppi aziendali; costi e difficoltà a programmare campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio”, ha detto la Selis, con parole chiare che indicano una ricetta a una criticità esasperata dalla pandemia.

In questo servizio di Canale 10, ecco le ultime novità dagli ospedali romani, e una testimonianza di personale impegnato nella raccolta sangue che offre una lettura della situzione.

Come diceva il grande reporter Ryszard Kapuściński, ogni realtà è il frutto delle testimonianze degli altri.

Bisogna dunque sentire il territorio per risolverne i problemi.

Differenziare il dono, e aiutare il sistema donando sangue e plasma

Lo abbiamo sottolineato spesso: per aiutare davvero il sistema trasfusionale italiano in un momento difficile in cui l’efficienza ospedaliera esce dall’emergenza Covid-19 e si torna all’attività normale, e per sopperire alle carenze sangue che d’estate colpiscono ogni anno vari territori del Paese, serve donare sia sangue che plasma.

Non è un caso allora che la campagna mediatica di Avis per il 2021 sia incentrata proprio su questa necessità, e spinga – in 30 secondo di immagini evocative e piene di dolcezza, ironia, intelligenza e allegria- tutti i donatori a donare doppio o a scegliere la forma di donazione più consona alle proprie caratteristiche.

La Banca del sangue raro, è stata decisiva anche in piena pandemia riuscendo a far fronte a una maggiore richiesta, e un altro servizio importante che svolge è la raccolta di sangue in grado di incrementare il numero di donatori anche non caucasici, al fine di creare una banca nazionale in grado di competere con l’Europa, come è necessario che avvenga in una società multietnica, visto le conclamate differenze che esistono tra i gruppi sanguigni di persone provenienti da zone diverse del pianeta.

La banca del sangue raro di Milano non è l’unica: anche al sud, a Ragusa, in Sicilia, c’è la Banca Regionale di Gruppi Rari dell’UOC SIMT – Servizi Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, dove sono arrivati a tipizzare più di ventimila donatori.

Lavorando in stretta sinergia, queste realtà riescono davvero a dare un apporto importante ai pazienti bisognosi, rendendo il sistema sempre più efficiente e in grado di contrastare anche le emergenze più stringenti.

#EmatosRedSummer alla sua nuova edizione. E il web si tinge di rosso

Un’iniziativa social che è perfetta per l’estate: #EmatosRedSummer è la campagna che chiede a ogni donatore di sangue di immortalare un momento della sua estate connotata dal colore rosso simbolo del dono, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma: la sua immagine farà poi il classico “surf” tra i social associativi.

Naturalmente, più saranno i momenti in rosso, grazie alla bellezza di scattare foto e condividerle on-line, più il messaggio di quanto è importante donare sangue anche d’estate si diffonderà.

Ci auguriamo dunque che la campagna, giunta alla sua seconda edizione dopo un bel successo lo scorso anno, sia utile per implementare la raccolta sangue in un momento difficile come quello estivo, che come sappiamo è endemicamente difficile.

Ecco le parole di Samantha Profili, Presidente EMATOS FIDAS, che ha spiegato così questa bella idea: «L’#EmatosRedSummer nasce nell’estate 2020, dopo mesi difficili e pesanti per tutti, per parlare di donazione in estate non evocando la carenza che spesso caratterizza i messaggi delle Associazioni ma la vitalità che accomuna entrambi i temi. La campagna si svolge poi sui social con una dinamica che non esclude nessuno, anzi i non donatori possono partecipare ed entrare in contatto con il nostro mondo. Lo riproponiamo perché l’interazione è stata positiva, ha coinvolto anche donatori e federate FIDAS in Italia e ci piace mettere in circolo il rosso che è in noi».

Ora non resta che scattare e partecipare.

“Perché donare il sangue?” Il video firmato Croce Rossa del Municipio 5 a Roma ci spiega i motivi di un gesto unico

Roma è una piazza molto difficile per la raccolta sangue: l’ampiezza della città e la difficoltà di movimento che funge da fattore demotivante, la vita caotica stressante e frenetica della metropoli che rende complicato trovare il tempo di una donazione nell’agenda sempre fitta, l’alta densità di popolazione e di necessità ospedaliere che rendono complicata una produzione in linea con le esigenze.

Eppure, sul territorio, operano forze come quelle associative che cercano di ovviare alle necessità di un territorio che anche prima della pandemia ha sempre dovuto affrontare periodi di carenza, e che conoscono perfettamente l’importanza del dono. Tra queste, la Croce Rossa è sicuramente importante nel lavoro di affiancamento ad Avis, Fidas e Fratres, e proprio in questi giorni la Croce Rossa del Municipio 5 di Roma (che comprende le zone Q. VII Prenestino-Labicano (parte), Q. VIII Tuscolano (parte), Q. XXII Collatino, Q. XIX Prenestino-Centocelle, Q. XXIII Alessandrino e Q. XXIV Don Bosco) ha pubblicato un video che spiega tutto l’universo emotivo di un gesto che tutti noi dovremmo imparare a compiere.

Il video è molto breve, dura circa un minuto, e lo proponiamo qui basso:

L’importanza del sangue nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nella curva di malattie gravi e nelle anemie: come i lettori di Buonsangue sanno molto bene il sangue è una sostanza vitale nel suo senso letterale, e per questo un gesto semplice come il dono dovrebbe diventare a tutti gli effetti parte del nostro bagaglio di abitudini regolari da praticare nei previsti intervalli di tempo.

A tal proposito, per tutti i donatori della capitale, è giusto ricordare l’iniziativa del 16 aprile, che consentirà di donare in Piazza del Popolo grazie a Croce Rossa Italiana, all’ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, all’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria e all’associazione Eureca.

Per organizzare la propria donazione a Roma in qualsiasi periodo dell’anno, ecco invece la pagina della Regione Lazio, che elenca tutti i luoghi in cui la donazione è possibile, con orari e indirizzi.

Donare il sangue – Salute Lazio

In Valle d’Aosta arrivano gli ambasciatori del dono Fidas: chi sono e cosa fanno

Le associazioni possono dare il via e dettare la linea, possono lavorare sul territorio e organizzare eventi, gestire le donazioni e fare proselitismo, ma non bisogna dimenticare l’importanza dei singoli e del potere che hanno di diffondere i valori del dono in famiglia, tra le cerchie di amici, tra i colleghi.

Per unire al meglio queste due istanze, Fidas Valle d’Aosta ha ideato il primo gruppo di “Ambasciatori del sangue 2021”, cittadini che hanno accettato di impegnarsi per diffondere i valori e le ragioni più importanti che spingono a donare sangue negli ambiti della loro vita e carriera.

Ecco il comunicato stampa di Fidas Valle d’Aosta che spiega l’iniziativa. Noi speriamo che un progetto simile – da sicuro impatto culturale nel medio e lungo periodo – possa prendere piedi in tanti altri posti nel Paese.

“Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta con orgoglio presentano il primo gruppo di “Ambasciatori Fidas del dono del sangue 2021 “.
I primi sono (da sinistra a destra nella foto in alto): Noemi Junod, Francesco Fida, Piermario Rudda, Gianluca Masullo, Cristina Droz, Stefania Mus, Antonio Foti e Tiziano Schiavinato.

Ad ognuno di loro FIDAS Valle d’Aosta esprime gratitudine e augura buon impegno a favore della promozione e diffusione della cultura del dono del sangue.
Chi sono ? Donne e Uomini residenti in Valle d’Aosta, mamme, papà, volontari di associazioni, studenti, sportivi, docenti, pazienti, trapiantati, che hanno accolto la proposta FIDAS e manifestato la loro disponibilità nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue nei propri ambiti professionale nelle loro cerchie di amicizie e di influenza, diventando Ambasciatori del gesto del DONO del sangue FIDAS.
Cosa significa essere Ambasciatore del dono di sangue FIDAS ? Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa rappresentare un gesto civico di solidarietà, comunicare attraverso la propria testimonianza l’importanza del gesto del dono del sangue, diffondere un impegno civico importante, partecipare alla costruzione di nuove e rinnovate alleanze con appartenenti e o aderenti a categorie
professionali o associazioni, stringere relazioni e costruire ponti con ambiti e strati sociali diversi affinché diventi virale e contagioso il dono del sangue.

Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa esercitare una capacità sociale inclusiva, di libertà, di far lievitare la coesione sociale, di abbattere differenze di ogni genere e di mettere al centro il paziente, al quale offrire speranza di vita.
Un compito delicato e importante attraverso il quale vogliamo veicolare il grandissimo valore di un gesto anonimo, gratuito, periodico e responsabile quale appunto quello del dono del sangue.

Donare il sangue è un dovere civico al cospetto del quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Tutti possono donare il sangue: è necessario aver compiuto il 18 anno di età, di non aver superato il 60° anno di età, di avere un peso pari o superiore a 50 kg., di godere di un buon stato di salute e di osservare uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita.

Infine, ma non per ultimo, diventare Ambasciatore del dono del sangue FIDAS offre ai cittadini valdostani la grande occasione di conoscere e partecipare alla vita associativa, offrendo a tutti la possibilità di conoscere e confrontarsi con le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Offre la possibilità di essere protagonista attivo della grande rete trasfusionale, avendo come importante punto di riferimento il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Un ruolo esaltante che confidiamo possa essere motivo di impegno attivo per tantissimi giovani, risorse importantissime per un necessario e auspicabile ricambio generazionale. Fidas Valle d’Aosta ripone nel lancio di questa iniziativa grande entusiasmo e confida in una ventata di nuove assunzioni di responsabilità, capace di rappresentare il gesto del dono del sangue di tutti quei tantissimi cittadini residenti in Valle d’Aosta che ancora non sono donatori di sangue.

Era intenzione FIDAS, proporre questa proposta dal vivo con una bellissima serata musicale durante la quale presentare i volti e le emozioni dei nostri Ambasciatori del dono del sangue. Purtroppo l’emergenza pandemica legata al COVID19 e le conseguenti restrizioni hanno dirottato la presentazione degli Ambasciatori in una modalità virtuale. Invitiamo tutti a prendere visione dei link per conoscere i nostri Ambasciatori del dono FIDAS consultando il nostro sito internet www.fidasvda.it oppure seguendoci su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, You Tube”.

Per ulteriori info chiama 3488418095 oppure scrivi a fidasvda@gmail.com

Io dono, e ho (almeno) 10 motivi per farlo

Io dono è ho almeno 10 motivi per farlo. E voi? I motivi per donare sangue sono praticamente infiniti, ma un bell’esercizio, non di stile ma equiparabile a una vera e propria call to action, è scegliere quali sono i dieci principali motivi per farlo e per convincere tutti, amici e conoscenti, a farlo a loro volta.

A ordinarli, non per importanza, ma semplicemente per giocare a creare un elenco, ci ha pensato Avis Perugia, con un video molto breve – parliamo di circa 1 minuto – ma al tempo stesso estremamente efficace e veritiero, dal titolo “10 motivi per DONARE!”, un modo di comunicare che, si spera, possa avvicinare i giovani e convincerli a entrare nella comunità dei donatori.

Eccoli qui di seguito, come se fossero i 10 comandamenti del donatore:

  1. Io dono qualcosa di unico
  2. Io dono perché ho scelto di rendere un servizio
  3. Io dono e convinco gli amici a fare lo stesso
  4. Io dono e scopro il mio livello di salute
  5. Io dono e qualcuno lo farà per me
  6. Io dono e salvo vite umane
  7. Io dono e mi sento meglio
  8. Io dono perché posso e ho scelto sani stili di vita
  9. Io dono e conosco il mio gruppo sanguigno
  10. Io dono perché ho a cuore la prevenzione

Come decalogo non è niente male, ma si potrebbero aggiungere davvero tantissime altre ragioni. Ma soprattutto ce n’è una che le raccoglie tutte: se posso fare del bene, perché no?

La tecnologia e il sangue, ecco le ultime frontiere per prelievi e monitoraggio

Negli ultimi giorni sono uscite varie notizie interessanti sul tema della tecnologia e del supporto che nuove invenzioni, o nuovi approcci alle questioni relative al prelievo del sangue o al mantenimento della salute degli individui, potranno offrire nel medio e lungo periodo.

Le possibilità in effetti sono tante: cominciamo dalla paura dell’ago, uno dei motivi più classici e statisticamente rilevanti tra quelli che frenano le persone a iniziare un percorso da donatore: una possibile soluzione a questa criticità arriva dalla Tongji University di Shanghai, in Cina, istituto in cui un’equipe di ricercatori ha sviluppato una macchina da tavolo che, grazie a dispositivi incentrati su sensori a infrarossi e ultrasuoni, è in grado di individuare le vene dei pazienti, azzerando il rischio di punture in punti non ottimali. Ma non è tutto, il robot cerca vene potrà stabilire, grazie agli algoritmi, anche l’esatta profondità di penetrazione e il giusto angolo, per una donazione ancora più sicura.

Anche per chi non deve donare, ma ha bisogno di un test sierologico simile a quelli che si effettuano per conoscere la positività al Covid-19, arriva una soluzione ottimale, che riesce a evitare il prelievo: si tratta di un cerotto a microaghi che servirà a prelevare la giusta quantità di sangue necessaria per ottenere i risultati richiesti: semplice monitoraggio, diagnosi su infarto o malattie autoimmuni o ricerca di anticorpi.

Infine, una soluzione tecnologica molto più vicina alle abitudini di consumo, che riguarda gli smartwatch: Apple e Samsung stanno per mettere in commercio un’app in grado di misurare i livelli di glucosio nel sangue, per un corretto ed efficace monitoraggio del diabete.

Le indiscrezioni parlano di uno strumento in grado di portare a misurazioni abbastanza efficaci e attendibili: se fosse così, sicuramente sarebbe un colpo molto importante per guadagnare fette di mercato in un settore commerciale ormai ricco e ampio, in cui i benefit sul piano dell’healthcare possono fare la differenza.

Un anno di sistema sangue attraverso Buonsangue: i momenti topici a ritroso da dicembre a luglio. La prima puntata

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Per il sistema trasfusionale italiano il 2019 è stato un anno molto importante. È stato grande il lavoro di ciascuno degli stakeholder per ottenere un consolidamento generale sul piano degli obiettivi principali, come qualità dei servizi e sicurezza delle trasfusioni, crescita sul piano della raccolta degli emocomponenti, e miglioramento nell’applicazione del Patient blood management e di conseguenza delle politiche di appropriatezza. Tutti obiettivi che, lo ricordiamo con insistenza, servono essenzialmente a migliorare la condizione dei pazienti, i veri e propri destinatari di tutto il lavoro del sistema sanitario di una nazione. Migliorare è sempre possibile, e ci sono aspetti come trasmissione della cultura del dono alle nuove generazioni, fattori organizzativi de centri trasfusionali e ulteriore rafforzamento delle sinergie che possono essere migliorati. Ma intanto è giusto registrare una buona capacità del settore a perseguire politiche comune su valori condivisa che non è scontata, e che dovrà portare l’Italia a ben figurare in vista del grande evento del 2020. Il World Blood Donor Day che sarà organizzato proprio nel nostro paese.

Ecco, allora, in due “puntate” – per buon auspicio e come diario/promemoria – una lista di momenti salienti scelti in questo 2019 del sistema sangue, un’annata da rivivere attraverso i pezzi del blog.

Per ogni mese, un fatto importante, un momento emozionante, una campagna mediatica, o semplicemente una storia. Per comprendere in queste feste di Natale la complessità, la bellezza e le criticità di un universo strategico e fondamentale per ciascuna comunità e per il suo benessere.

In attesa di un 2020 altrettanto intenso.

Dicembre – Luglio 2019

Dicembre 2019

Parlando di sicurezza e qualità del sistema cosa dicono i numeri? Ecco lo studio del Centro nazionale sangue:

Sicurezza e qualità del sistema trasfusionale, come si costruiscono? E i numeri cosa dicono?

Novembre 2019

Un grande testimonial per un grande gesto:

Avis e Tiziano Ferro insieme per promuovere il messaggio del dono: una collaborazione che parte da lontano e continuerà con il nuovo tour

Ottobre 2019

Un convegno importantissimo, con tutti gli stati generali del sistema. Obiettivo: salvaguardare la donazione gratuita:

Convegno Fiods all’hotel Ergife di Roma, l’obiettivo principale è soprattutto uno: salvaguardare la donazione gratuita e volontaria

Settembre 2019

 Preoccupazioni del Centro nazionale sangue sulla carenza d medici trasfusionali: le soluzioni:

La carenza di medici trasfusionali sottolineata dal Cns è una minaccia per i pazienti, e va prontamente affrontata

Agosto 2019

L’ex ministro della salute Grillo interviene sul tema autosufficienza:

 

Le parole del ministro Grillo sul sistema sangue: l’autosufficienza come obiettivo primario

Luglio 2019

I giovani come serbatoio del futuro. Una grande inchiesta del Corriere della Sera su giovani e dono:

Un modo profondo e costruttivo di parlare di sangue: l’inchiesta su Sette del Corriere della sera sui giovani e il dono