Dal Ministero della salute e dal Cns, tutte le chiarificazioni sul Green pass per donatori e trasfusioni

La questione Green Pass rischia sempre di suscitare dubbi e creari scenari poco chiari per gli utenti. Per evitare qualsiasi confusione tra i donatori e conseguenti ripercussioni sulla già delicata situazione della raccolta, il Cns e il Ministero della salute, sollecitati dalle stesse associazioni, hanno rilasciato delle note di chiarimento.

Ecco dunque le istruzioni ufficiali che confermano, con l’entrata in vigore oggi della nuove regole, che i donatori non avranno bisogno di Green Pass per compiere il loro meraviglioso gesto:

  • L’accesso dei donatori alle sedi di raccolta sangue ed emocomponenti, sia ubicate presso le strutture ospedaliere sia presso le Unità di Raccolta Associative, continua a non rientrare tra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 (“Green Pass”) e le relative procedure per la donazione rimangono pertanto invariate (accesso contingentato, triage telefonico, questionario, colloquio con il medico, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, misurazione della temperatura e distanziamento sociale).
  • l’obbligo di esibire la Certificazione verde Covid-19 (“Green Pass”) è “esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono la propria attività lavorativa, formtiva o di volontariato in luoghi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni”.

Pertanto, dalla data odierna, dovrà essere munito di tale Certificazione:

– il personale sanitario, amministrativo e volontario incaricato per accoglienza, chiamata e promozione nelle strutture ospedaliere e nelle Unità di Raccolta Associative

– chi partecipa ad attività associative come riunioni interne, corsi di formazione, conferenze, convegni ed eventi aperti al pubblico.

Green Pass dal 15 ottobre, per andare a donare sangue non è necessario

Dopo gli scontri dell’ultimo fine settimana, i media mainstream sono concentrati sul dibatitto tra faveroli e contrari al Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, misura che sarà attiva a partire dal 15 ottobre.

A stabilirlo interviene il decreto legge N. 127/2021, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021.

L’obbligo, va riordato, riguarda i soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato in luoghi lavorativi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni.
Ciò significa che a prescindere dal ruolo ogni lavoratore, o stagista, o consulente, o anche il volontario, deve essere munito di Green Pass per accedere alla propria attività lavorativa.

Ecco le regole in dettaglio: il lavoratore, lo stagista, il libero professionista e il volontario, è tenuto a possedere e a esibire, dietro richiesta,
• Green Pass (certificazione verde)
• Tampone antigenico negativo: validità 48 ore
• Tampone molecolare negativo: validità 72 ore.

Bisogna ribadire invece che il Green Pass non è necessario per chi si reca a donare sangue:
Secondo la precisazione del Centro Nazionale Sangue (CNS), infatti, “L’accesso dei donatori alle sedi di raccolta di sangue ed emocomponenti ubicate presso le strutture ospedalierecome pure a tutte le unità di raccolta associative, non rientra fra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2 del Decreto Legge del 22 aprile 2021, n. 52. Pertanto, si precisa che l’accesso del donatore alle sedi di raccolta, nel rispetto delle misure di prevenzione generale a garanzia della sicurezza della donazione, non è subordinato al possesso della certificazione verde COVID-19 (“green pass”)”.

Anche Avis dunque conferma, dunque il solito regolamento. L’accesso alle strutture avisine “anche dopo il 15 ottobre rimarrà regolato dalle procedure già in essere: prenotazione telefonica e triage in loco con misurazione della temperatura corporea.”

Una buona pratica per non mettere a rischio la raccolta generando equivoci.

Per donare non serve Green Pass, le associazioni lo ribadiscono ai donatori

Da quando il Green Pass, il certificato di vaccinazione che garantisce una maggiore libertà di movimento ed evita il tampone per alcune attività come gli spostamenti internazionali, ha suscitato qualche interrogativo per i donatori di sangue desiderosi di fare il proprio gesto solidale prima di partire per le ferie.

E allora? Serve o non serve il Green Pass per accedere alle strutture trasfusionali?

La soluzione la danno le associazioni, e in particolare Avis ha rilasciato una comunicazione ufficiale firmata dal Presidente nazionale Gianpietro Briola:

“Alla cortese attenzione dei Presidenti delle sedi

Avis Regionali,

Provinciali,

Comunali ed equiparate

Carissimi Presidenti,

in questi ultimi giorni sono giunte ad AVIS Nazionale diverse richieste di chiarimento circa l’obbligatorietà del green pass per accedere alle unità di raccolta fisse o mobili ed effettuare la propria donazione di sangue o emocomponenti.

Desideriamo precisare che nel decreto legge n.105/21 varato dal Governo la scorsa settimana non è contenuto alcun riferimento alla donazione di sangue e, pertanto, l’accesso alle strutture continua a essere regolato dalle procedure già in essere: triage telefonico, prenotazione e misurazione della temperatura corporea.

Vi invitiamo a diffondere questa informazione tra i Vostri donatori e Vi ringraziamo fin da ora per la collaborazione.

Cordiali saluti,

Gianpietro Briola – Presidente AVIS Nazionale”

Nessuna novità, quindi rispetto a quanto alle settimane precedenti. Non resta che recarsi ai centri e donare prima di partire, in modo da aiutare il sistema a evitare le pericolose carenze che, come ogni estate, rischiano di gravare sugli ospedali e costringere le strutture a rimandare le operazioni chirurgiche.