Il tempio del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (TV) sarà inaugurato sabato 18 settembre

Un posto magico, che sappia rappresentare e ospitare i donatori di sangue di tutte le associazioni che in Italia contribuiscono alla raccolta, Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, assieme ad Aido.

La ristrutturazione del tempio l’avevamo già annunciata lo scorso 28 luglio, e oggi è terminata, e l’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 18 settembre a partire dalle 15.

“Il sangue si dona, non si versa” è il messaggio che il Tempio del donatore internazionale, che sorge a Pianezze di Valdobbiadene in provincia di Treviso, vuole trasmettere ai suoi visitatori, e il luogo in cui sorge, alle pendici del Monte Cesen che fu scenario della Grande Guerra, è dunque perfettamente evocativo.

La storia del tempio la racconta il comunicato Avis, che offre anche informazioni aggiuntive sull’evento di Sabato

Dopo la chiusura per inagibilità nel 2017, il Tempio è stato ristrutturato grazie a una raccolta fondi che ha coinvolto le associazioni Avis, Fidas, Fratres e Aido e nel 2020 è stato, inoltre, inserito dal FAI tra “I luoghi del cuore” da salvare.

Oltre ai saluti istituzionali e alla cerimonia del taglio del nastro è previsto un momento di riflessione sull’etica del dono dal titolo “La nuova luce del dono“, moderato da Adriano Bordignon, presidente Forum delle Associazioni familiari del Veneto.

Parteciperanno all’incontro il Prof. Don Carlo Broccardo, presbitero della diocesi di Padova, nonché vicepresidente della Facoltà teologica del Triveneto e docente di Sacra Scrittura, e la Prof.ssa Chiara Cremonesi, docente di Storia delle religioni e Teorie e metodi dell’indagine storico-religiosa presso l’Università di Padova. A seguire verrà celebrata la Santa Messa.

A questo link è possibile scaricare l’invito, mentra a questo link è possibile scaricare il programma completo dell’evento”.

Per la campagna “Le note del dono” ecco il video ufficiale della canzone “Come una regina aspetta il suo re”

Nei giorni scorsi avevamo parlato della campagna Fratres “Le note del dono”, iniziativa che raccoglieva gli appelli al dono di artisti della musica.

La campagna è dedicata a una persona speciale, Ines Frassinetti, ragazza che è venuta a mancare a soli 14 anni, dopo una lunga e dificile malattia, non potendo contare su un trapianto di cuore e di polmone perché gli organi non le sono mai arrivati.

La voce che canta è dell’infermiera Francesca Canella, la musica è di Adriano Mastrolorenzo.

Un ricordo che commuove e che arriva al cuore.

“Le note del dono”, una bellissima iniziativa Fratres da conoscere e condividere

“Le note del dono” è una bellissima iniziativa di Fratres nazionale, in collaborazione con  in collaborazione con AIDO NAZIONALE OdV e DONATORINATI – Polizia di Stato OdV, che coinvolge tutte le associazioni e le istituzioni del mondo del dono biologico, dato e ricevuto, raggruppate nell’hashtag #doniperlavita.

Di cosa si tratta? Di una serie di appelli video che provengono dal mondo della musica, mirati a sensibilizzare il pubblico sull’importanza del dono del sangue. tanti i partecipanti: da Elena Ferretti, finalista dell’ultima edizione di The Voice Senior, per poi proseguire con gli Homo Sapiens, i Lithio, l’influencer Giulia Penna, Marco Ligabue (nel video in basso) e tantissimi altri artisti che stanno aderendo con gioia alla campagna registrando degli accorati messaggi video. 

La campagna vanta inoltre una dedica speciale, quella a Ines Frassinetti, ragazza che è venuta a mancare a soli 14 anni, dopo una lunga e dificile malattia, non potendo contare su un trapianto di cuore e di polmonep perché gli organi non le sono mai arrivati.

Ecco, dal comunicato stampa di Fratres, le parole di Vincenzo Manzo, presidente di Fratres, per spiegare il senso profondo di “Le note del dono”, e dei dirigenti di Aido e DonatoriNati:

Il Progetto Le Note del Dono – dichiara il presidente nazionale Fratres – Donatori di Sangue, Vincenzo Manzo – viene lanciato sui social in un momento nel quale la ripresa degli interventi chirurgici, rallentati nei mesi scorsi a causa della pandemia, sta facendo registrare condizioni di grande criticità ematica in tutta Italia, con situazioni, a tratti, drammatiche. Sono 1.800 le persone che, ogni giorno, necessitano di terapie trasfusionali a base di sangue ed emocomponenti donati. Tuttavia ad oggi neanche il 3% degli italiani è donatore periodico di sangue. E’ necessario quindi promuovere, con maggior vigore, la cultura della donazione, della donazione totale – cioè quella di sangue, emocomponenti, organi, tessuti, cellule staminali, cordonali e midollari – quale valore primario della nostra esistenza e stile di vita che salvaguarda la salute ed il benessere, spinto dalla solidarietà umana, dalla coscienza civica e dalla carità».

«Per quanto riguarda i trapianti – aggiunge la presidente di AIDO nazionale, Flavia Petrin – attualmente le persone che attendono un organo sono più di 8.000. Uno al giorno muore in lista d’attesa, per carenza di organi. La disponibilità degli organi per trapianto, infatti, è ancora gravemente insufficiente a far fronte alla richiesta dei pazienti in lista d’attesa. Alla fine del 2020 sono solo 6 milioni e mezzo sono le dichiarazioni di consenso registrate nel Sistema Informativo Trapianti (SIT). Ancora troppo alta la percentuale di persone che non si esprimono e ancora troppo elevato il tasso di opposizione alla donazione».

«Il Progetto – conclude il Presidente Nazionale DonatoriNati Polizia di Stato, Claudio Saltari – è stato presentato a Roma in occasione dell’evento globale della Giornata Mondiale del Donatore, organizzata quest’anno nella capitale il 14 Giugno 2021, in conferenza stampa al Viminale. Ora ci avviamo all’attuazione del progetto nel periodo quanto mai più opportuno, quello estivo. E’ sempre più necessario rinnovare l’azione di sensibilizzazione della popolazione e, in particolare, delle nuove generazioni sia per favorire il ricambio generazionale dei donatori di sangue, sia per sensibilizzare i giovani a un gesto di benessere individuale e collettivo. Abbiamo sposato il progetto “Le Note del Dono“ affinché il tema della donazione di sangue, di organi diventi sempre più una scelta consapevole e di aiuto verso il prossimo. Le  donazioni volontarie rappresentano la materia prima di molte cure, poiché sangue, emocomponenti, cellule staminali, cordonali e midollari e organi non si possono produrre artificialmente ma solo donare. C’è bisogno quindi che ogni persona faccia la sua parte. DonatoriNati dice SI alla Vita, al Prossimo, al Volontariato».

Sono partiti i lavori di ristrutturazione al “Tempio internazionale del donatore”, nei pressi di Valdobbiadene. Un luogo al tempo stesso simbolico e concreto

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Lo avevamo annunciato lo scorso 3 luglio su Donatorih24.it, ma da qualche giorno la ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore tra le valli vicine a Valdobbiadene in provincia di Treviso è divenuta realtà.

Non si tratta soltanto di ragioni simboliche: il Tempio del donatore nel 2017 era stato dichiarato inagibile a causa di ingenti danni dovuti all’usura e all’esposizione intemperie, ma grazie all’impegno di associazioni di volontari come AVIS, FIDAS, FRATRES e AIDO la situazione è cambiata. Ha preso vita l’Associazione ODV Tempio Internazionale del Donatore, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo unico che al tempo stesso possa rappresentare i valori del dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato ed essere usato come “quartier generale” per convegni, incontri, feste e tanto altro.

Intanto sono iniziati i lavori dii ristrutturazione, e Gino Foffano, presidente dell’associazione ha commentato così: “è un’emozione grande per tutti perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi tramite Iban, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi. Grazie a quanti, ad oggi, hanno reso possibile questo primo passo, speriamo di farne tanti altri e di riaprire quanto prima il simbolo per eccellenza del dono”.

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I lavori in corso

Ma non è tutto: a oggi il Tempio internazionale del donatore è il luogo più votato in Veneto (è possibile votare a questo link) nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano), mentre campeggia al 53esimo posto della classifica generale con 1447 voti. Non resta che votare in massa per scalare altre posizioni, e festeggiare con la specialità del posto: il prosecco.

Su Avis Sos e sul sito di Avis nazionale, si parla di “Dello stesso sangue” la narrativa che racconta il dono del sangue ai ragazzi

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Sul sito di Avis nazionale, è stata pubblicata parte di un’intervista che ho fatto con Alissa Peron, redattrice della rivista Avis Sos (dove si può leggere la versione completa), a proposito del libro per ragazzi “Dello stesso sangue. Storie di dono d’amore e di vite che cambiano, pubblicato con uno degli editori del panorama nazionale più attivo nell’ambito delle pubblicazioni per ragazzi e per le scuole, Raffaello Libri.

Nell’intervista, che si può leggere in alcuni dei suoi passaggi a questo link, ho potuto raccontare ciò che ho imparato in questi anni trascorsi a raccontare e analizzare  il sistema sangue e il mondo dei donatori: non c’è comunità che può vivere ed esistere senza forme anonime, volontarie, gratuite, disinteressate di solidarietà reciproca, e il dono del sangue è un esempio straordinario di questa necessità che si compie e si realizza. Non ci sono tantissime cose di cui andare fieri di questo paese, il sistema trasfusionale basto sul dono etico è senza dubbio un’eccellenza da conservare e proteggere.

Avis è solo una delle associazioni italiane che rendono possibile il dono etico, associato e organizzato, un lavoro che consente al paese di aver ottenuto l’autosufficienza sul sangue intero e di crescere anno dopo anno verso l’autosufficienza per quel che riguarda il plasma, oggi al centro del dibattito come materia utile a curare il Coronavirus. Ma l’impegno di Fratres e Fidas è altrettanto prezioso.

Le storie di dono che ho provato a raccontare ai ragazzi che leggeranno il libro parlano del dono del sangue come un gesto libero e consapevole, non come un dovere. Perché chi raggiunge il dono del sangue, lo prova, lo interiorizza e ne diventa consapevole, trova grande beneficio dall’arricchimento certo che ne consegue. Un arricchimento fisico e mentale, che s’innesta nella certezza che qualcun altro, in qualsiasi luogo o momento, troverà beneficio vitale da quel gesto così semplice. Un paziente occasionale, cronico, qualcuno che deve operarsi o ha bisogno di plasmaderivati. Non è importanza. Il filo rosso che unisce donatore e paziente ricevente non si vede, ma esiste e lega più delle catene.

 

 

Il dono del sangue dei cittadini migranti è sempre una buona notizia: i numeri positivi a Fucecchio, in Toscana, grazie al lavoro di Fratres

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In Toscana, da una cittadina in provincia di Firenze, Fucecchio, poco più di ventimila abitanti, arriva un bel segnale di integrazione che ci sembra giusto segnalare come caso virtuoso. E non si tratta soltanto delle più di mille donazioni ottenute in un anno dal gruppo Fratres cittadino, un numero comunque importante, ma soprattutto il numero dei nuovi donatori periodici che sono entranti nel gruppo nel 2019, ben 57, di cui addirittura 10 sono immigrati da altri paesi.

È proprio quest’ultimo l’aspetto che ci preme sottolineare: in un sistema trasfusionale nazionale che possa e debba pensare a garantire qualità e sicurezza nei servizi che offre, è bene che un numero rilevante di cittadini stranieri corrisponda a una quota altrettanto rilevante di donatori stranieri.

Tempo fa, nel 2017, avevamo pubblicato lo studio di Simone Benedetto, un giovane donatore laureato in medicina, studio incentrato sull’indagine degli scenari del dono che riguardano i cittadini migranti. Il suo scopo era stato partire da basi mediche, analizzando le caratteristiche dei gruppi sanguigni dei cittadini stranieri, al fine di comprendere in che modo il fenomeno dei flussi migratori possono incidere nei meccanismi trasfusionali.

Quello che emerso dallo studio in questione, è che un equilibrio tra gruppi sanguigni in misura alla loro diffusione è auspicabile, per via delle particolarità di nome “missing minorities” citate in un articolo scientifico del 2014, combinazioni genetiche particolari che secondo lo studio di Benedetto  fanno sì che alcuni soggetti “pur risultando di un determinato gruppo sanguigno, possiedono caratteristiche tali da non poter essere trasfusi da una normale sacca dello stesso gruppo, in quanto la loro particolare composizione genetica genera problemi di compatibilità. (…) missing minorities, che, essendo dei casi estremamente rari, saranno ancora più difficili da reperire in una popolazione circoscritta e con un minor tasso di donazione come è quella degli immigrati. Anche per questo motivo la sensibilizzazione degli stranieri al dono aiuterebbe a trovare più soggetti appartenenti a missing minorities in modo da poter soddisfare il diritto alla salute di chi purtroppo non può ricevere le normali sacche di sangue”.

Coinvolgere i donatori stranieri, insomma, è importante oggi come lo era allora, per motivi strettamente clinici e per motivi culturali. Immaginiamo pochissime altre attività profondamente inclusive come il dono de sangue, che avviene nel nome di una condivisione assolutamente libera, disinteressata e volontaria, emancipandosi da qualsiasi motivazione che non sia strettamente il bene della comunità in cui si vive.

Tre grandi associazioni, un intento comune: creare gruppi dirigenti del futuro formati e consapevoli delle grandi sfide del nostro tempo

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Il mondo delle associazioni di sangue è nel pieno di una “tempesta” formativa che dimostra quanto sia grande, e costante, l’impegno del mondo trasfusionale volontario e organizzato al fine di assicurare la raccolta di sangue e plasma, e di conseguenza l’autosufficienza ematica che come sappiamo è un obiettivo strategico nazionale. Nelle ultime settimane o in quelle che verranno, infatti, tutte le tre principali associazioni italiane, ovvero Avis, Fidas e Fratres, hanno spinto l’acceleratore nell’attività di formazione dei giovani per avere, nei prossimi anni, un corpo dirigente motivato, consapevole dei grandi cambiamenti della società contemporanea che ormai si trasforma in un contino divenire, e capace di utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici e aziendali a disposizione.

Ma procediamo per criteri di calendario.

In Sicilia, per due giorni a partire dallo scorso sabato 26 ottobre a Letojanni in provincia di Messina, e domenica 27 Ottobre a Taormina, è andato in scena il VI Meeting Nazionale Fratres, dal titolo #SocialMenteAttivi (Fig.1). Più di cento giovani volontari Fratres provenienti da tutta l’Italia hanno partecipato alle due giornate dedicate a formazione e sensibilizzazione sulla cultura del dono del sangue ed emocomponenti, due sessioni programmatiche in cui si è parlato di social network, di come si possono sfruttare per veicolare bene il messaggio del dono alle nuove generazioni e di quale pericoli nasconda il loro uso scriteriato.

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Fig. 1

Del Fidas Lab (fig.2), abbiamo già accennato nella lunga e politematica intervista alla nuova responsabile della comunicazione Fidas Chiara Ferrarelli. Come da programma il primo modulo è andato in scena nel ponte lungo tra il primo e il tre novembre, con un programma articolato in alcune sessioni plenarie che si sono concentrate sul tema dei corretti stili di vita: Simone Benedetto, medico esperto in scienze dell’alimentazione, e Davide Cordoni, docente di enogastronomia, hanno approfondito la tematica presentando i benefici e le regole da seguire per stare bene (e donare meglio) grazie una sana alimentazione.

Un tema su cui già il presidente associativo nazionale Aldo Ozino Caligaris si era espresso al convegno internazionale Fiods di Roma dello scorso 25 ottobre, perché decisivo ai fini di una raccolta sangue costante e votata ai valori di qualità e sicurezza. Ecco cosa ha detto Caligaris davanti ai 150 giovani responsabili associativi Fidas provenienti da tutta Italia. “È importante parlare di promozione del dono e di fidelizzazione dei donatori, ma tutto questo non serve a nulla se non abbiamo delle persone in salute. I corretti stili di vita sono il punto di partenza per un avvicinamento alla donazione: il donatore deve essere in buono stato di salute per poter garantire una terapia trasfusionale buona e sicura per i riceventi”.

Tra le sorprese dedicate ai partecipanti del corso, anche alcune lettere scritte da diversi pazienti che hanno ricevuto trasfusioni di sangue, a dimostrazione che ormai la centralità del paziente anche in fase di formazione o di comunicazione dei valori del dono si è affermata come istanza condivisa e tenuta in gran conto. Un’iniziativa su cui torneremo più in dettagli alla fine del secondo modulo Fidas, previsto per il week-end tra 22 e 24 novembre.

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Fig. 2

Infine, venendo ad Avis, il prossimo sabato, 9 novembre 2019, una delle sezioni più attive e impegnate della Lombardia, Avis Cernusco diretta dal consigliere nazionale Carlo Assi, organizza la quarta edizione del PerCorso Pietro Varasi, un corso di formazione dedicato allo storico dirigente AVIS scomparso nel 2017. Anche in questo caso, saranno moltissimi i temi di stretta attualità da affrontare e sviscerare nel corso delle due sessioni previste, tra cui la questione della privacy, la comunicazione intergenerazionale, le sfide del clima, le fake news e molti altri. Per Avis, dunque, un programma formativo molto ricco anche a livello locale (fig.3), che si va ad aggiungere alle attività nazionali, ovvero il corso di alta formazione in collaborazione con la Fondazione Campus che abbiamo presentato su Buonsangue lo scorso 11 ottobre.

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Fig. 3

 

 

 

 

 

Carenze generalizzate e appello del Centro nazionale sangue e delle associazioni: anche l’estate 2019 ha i suoi momenti difficili

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Ci apprestiamo a entrare nel mese delle ferie per eccellenza, agosto, e fino a questo momento per quel che riguarda la raccolta sangue nell’estate 2019 non si erano registrate problematiche di particolare gravità.

Ma anche quando sembra tutto sotto controllo, è tuttavia vietato abbassare la tensione e l’impegno quotidiano sul campo, come i donatori associati in Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa sanno molto bene, perché l’emergenza può arrivare in ogni momento.

Così è accaduto: nelle ultime ore, richieste e appelli ai donatori per aumentare le scorte e far fronte alle necessità del territorio non sono mancate, al punto che anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, si è espresso per sottolineare le necessita del sistema. “In questi ultimi giorni – ha spiegato Liumbruno – anche regioni che solitamente raccolgono più sangue di quello che consumano hanno invece qualche problema a garantire la compensazione. A rischio ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10 per cento delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue”.

In più, come segnalato anche su Libero “Il sistema informativo SISTRA, dove le regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili, ha segnalato richieste per 235 sacche, a fronte di una disponibilità per la compensazione interregionale di appena 60”, una situazione difficile confermata da molti altri quotidiani locali, che specie al sud Italia hanno raccontato le particolare difficoltà e la situazione in ciascun territorio.

Così, a Vasto, in Abruzzo, l’appello principale è arrivato dalla Croce Rossa locale, che ha chiamato al dono la popolazione.

Identica situazione in Calabria, nel cosentino, dove è stata la Fidas locale a lanciare l’allarme, spiegando che le maggiori necessità di sangue sono derivate anche dalla forte affluenza di turisti sulle coste calabresi.

In Puglia, a Bari, sempre la Fidas si è mossa con una raccolta speciale nel quartiere Libertà del capoluogo pugliese via autoemoteca.

In Campania, in provincia di Caserta, è Avis a mobilitare la popolazione per compensare le necessità degli ospedali di zona, e una carenza altrettanto grave ha colto anche la Sicilia, tanto che l’Avis di Trapani è immediatamente scesa in campo con una bella iniziativa estiva, il Blood Tour Summer Edition 2019, un giro dell’isola alla ricerca di giovani donatori.

Non meno colpite le regioni del Centro- Italia: a Pesaro, se i donatori ci sono, finiscono per mancare gli addetti al personale dei centri trasfusionali, un accadimento che non dovrebbe mai succedere, mentre in Toscana l’appello allargato alla raccolta di sangue e plasma arriva dall’Avis di Cecina, che sottolinea sul Tirreno l’assenza di scorte e la necessità di partecipazione collettiva per fronteggiare le carenze.

Nessuna pausa dunque: in realtà, come i lettori di Buonsangue sanno bene non vi è periodo dell’anno migliore dell’estate per moltiplicare gli sforzi sul piano informativo e su piano delle campagne di comunicazione, ribadendo con forza il solito comandamento: prima donare, poi partire, e diciamolo ad altra voce.

Carenza sangue in Puglia, ecco la risposa di istituzioni e associazioni

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Sono diversi giorni che in Puglia si susseguono segnalazioni e appelli per portare la cittadinanza nei centri trasfusionali, a seguito di una carenza sangue che si protrae da metà giugno in molti siti regionali.

Alla cosiddetta call to action hanno partecipato moltissimi media locali, sempre attivi nel raccontare le iniziative che nascono quotidianamente sul territorio, sia che si muovano le associazioni sia le istituzioni. Nelle ultimissime ore, è degno di nota, per esempio, l’impegno del sindaco di Bari Antonio Decaro, che in collaborazione con l’associazione “Ciao Vinny” si è diretto per la propria donazione alla Banca del Sangue del Policlinico di Bari. Secche e da protocollo le sue dichiarazioni in proposito, ferme sui concetti correttissimi del “Donare fa bene. Fa bene agli altri e fa bene a chi dona” e del dono come “gesto semplice che può salvare una vita umana. Bastano pochi minuti.  Donare il sangue è un grande gesto di civiltà che rende più forte e sicura la nostra comunità”.

Capillari e ben organizzati nella regione più lunga d’Italia anche i giovani della Fratres, che da Foggia a Lecce hanno invaso le affollatissime spiagge pugliesi per reclutare donatori e fare proselitismo, al grido simbolico di “prima donare, poi il mare”. Una gioiosa e colorata invasione che si spera abbia conquistato e mobilitato il maggior numero possibile di persone.

Sul piano più specificatamente mediatico ha agito invece Avis Puglia, che ha da pochissimo realizzato e divulgato una campagna spot dal titolo “La Puglia che scorre”, incentrata sulla necessità di rispondere come donatori gratuiti, volontari, anonimi, organizzati e periodici alle chiamate dirette dell’associazione, che specie d’estate, causa carenza intrinseca e crescita del numero d’incidenti stradali a causa del traffico verso le località di villeggiatura, possono essere copiose.

Ecco dunque lo spot, ambientato in alcuni dei luoghi più belli e rappresentativi di Puglia come Bari, Lecce, Trani, Locorotondo e Alberobello, tra mare e monumenti, al fine di creare quel senso di identità e di solidarietà nel territorio che sempre può rappresentare un valore aggiunto in caso di situazioni d’emergenza.

Prima donare poi partire: questo è come sempre il “diktat” per i donatori da giugno a settembre, per una raccolta che non deve mai abbassare la guardia.

A San Giovanni Rotondo, in Puglia, manca poco all’assemblea nazionale Fratres

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Sarà un week-end importantissimo per le associazioni di donatori di sangue quello che inizierà il prossimo venerdì, il 17 maggio, e proseguirà fino a domenica 19. Dell’assemblea generale e di nazionale Avis abbiamo già detto molto lo scorso 25 aprile, anticipandone temi e contenuti principali, ma in contemporanea, in Puglia, e precisamente a San Giovanni Rotondo, andrà in scena anche la 49esima assemblea nazionale dei gruppi donatori di sangue Fratres.

Il convegno si terrà al Centro di Spiritualità Padre Pio, e la scelta di una sede così pregna di significati simbolici non è certamente casuale per quella che, tra le associazioni di donatori italiane, ha sicuramente l’ispirazione e la vocazione più cattolica e più legata al credo religioso.

Nello scenario garganico saranno rappresentati quindi gli oltre “600 Gruppi Donatori di Sangue FRATRES operanti nel territorio nazionale, i dirigenti nazionali e territoriali del movimento e le Autorità civili, militari e religiose nonché quelle del settore socio-sanitario e del Volontariato Associazionistico in genere”.

Il focus, neanche a dirlo, sarà incentrato sulla necessità della raccolta, che scaturisce dai dati numerici osservati sotto la lente della statistica, giacché, come risulta dal comunicato stampa di presentazione,  emerge che “la necessità di trasfusioni è pari in Italia, ogni giorno, a quasi 8.200 unità di sangue per circa 1.800 persone, e non deriva solo da incidenti o situazioni di emergenza – come ancora purtroppo una grande parte della popolazione percepisce – bensì anche dalle emoglobinopatie che costringono a trasfusioni periodiche nonché ovviamente dagli interventi chirurgici programmati”.

Serve dunque portare più donatori ai centri trasfusionali, e serve non di meno investire tempo e risorse sull’informazione più giusta e accurata sul tema della donazione, che non deve essere scambiata per un semplice gesto di solidarietà occasionale in seguito a delle emergenze o a delle catastrofi, ma deve essere riconosciuta sempre di più come un comportamento di educazione civico assolutamente normale, parte integrante del nostro bagaglio culturale da cittadini.

Interessante, in quest’ottica, il parallelo con l’assemblea generale di Avis, che a corredo dei tre giorni di incontri ufficiali ha organizzato un modulo di formazione per giornalisti sugli stessi argomenti, in programma al mattino di venerdì 17 maggio.

Ecco, infine, in figura 1, il programma dei tre giorni targati Fratres, così commentati dal presidente nazionale dell’associazione, Sergio Ballestracci “L’Assemblea Nazionale Fratres torna a San Giovanni Rotondo dopo 15 anni, e, nonostante il rischio che alcune nostre realtà, più geograficamente lontane, potessero incontrare difficoltà alla partecipazione, quest’anno abbiamo aumentato notevolmente il numero di presenze di rappresentanti di Gruppi Fratres già in fase di iscrizione, raggiungendo un numero record di prenotazioni. Sicuramente questo dimostra un gran senso di responsabilità associativa, in funzione degli importanti argomenti in discussione, che consentirà una più partecipata concertazione e condivisione delle linee programmatiche dirigenziali che saranno ordinariamente proposte, dibattute ed approvate, risultando al contempo sia prezioso, per avere una platea molto rappresentativa del movimento per il dibattito interattivo associativo-istituzionale “Problematiche e strategie di raccolta sangue” del venerdì, che determinante, per consentire alla seduta straordinaria di sabato pomeriggio di poter democraticamente “Costruire Insieme il Futuro della Fratres”, pronunciandosi sulla riforma statutaria nazionale, regionale e territoriale, frutto di un lungo percorso di coinvolgimento associativo che si è anche, in itinere, combinato con le necessità di adeguamento al Codice del Terzo Settore e che completa quanto già introdotto tempestivamente per gli statuti dei singoli Gruppi – motivo che ha determinato il titolo di questa Assemblea”.

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Fig.1

A tutti gli associati Fratres, e a tutti i donatori pugliesi, non resta che far tappa a San Giovanni Rotondo e partecipare al dibattito.