Sono partiti i lavori di ristrutturazione al “Tempio internazionale del donatore”, nei pressi di Valdobbiadene. Un luogo al tempo stesso simbolico e concreto

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Lo avevamo annunciato lo scorso 3 luglio su Donatorih24.it, ma da qualche giorno la ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore tra le valli vicine a Valdobbiadene in provincia di Treviso è divenuta realtà.

Non si tratta soltanto di ragioni simboliche: il Tempio del donatore nel 2017 era stato dichiarato inagibile a causa di ingenti danni dovuti all’usura e all’esposizione intemperie, ma grazie all’impegno di associazioni di volontari come AVIS, FIDAS, FRATRES e AIDO la situazione è cambiata. Ha preso vita l’Associazione ODV Tempio Internazionale del Donatore, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo unico che al tempo stesso possa rappresentare i valori del dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato ed essere usato come “quartier generale” per convegni, incontri, feste e tanto altro.

Intanto sono iniziati i lavori dii ristrutturazione, e Gino Foffano, presidente dell’associazione ha commentato così: “è un’emozione grande per tutti perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi tramite Iban, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi. Grazie a quanti, ad oggi, hanno reso possibile questo primo passo, speriamo di farne tanti altri e di riaprire quanto prima il simbolo per eccellenza del dono”.

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I lavori in corso

Ma non è tutto: a oggi il Tempio internazionale del donatore è il luogo più votato in Veneto (è possibile votare a questo link) nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano), mentre campeggia al 53esimo posto della classifica generale con 1447 voti. Non resta che votare in massa per scalare altre posizioni, e festeggiare con la specialità del posto: il prosecco.

Su Avis Sos e sul sito di Avis nazionale, si parla di “Dello stesso sangue” la narrativa che racconta il dono del sangue ai ragazzi

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Sul sito di Avis nazionale, è stata pubblicata parte di un’intervista che ho fatto con Alissa Peron, redattrice della rivista Avis Sos (dove si può leggere la versione completa), a proposito del libro per ragazzi “Dello stesso sangue. Storie di dono d’amore e di vite che cambiano, pubblicato con uno degli editori del panorama nazionale più attivo nell’ambito delle pubblicazioni per ragazzi e per le scuole, Raffaello Libri.

Nell’intervista, che si può leggere in alcuni dei suoi passaggi a questo link, ho potuto raccontare ciò che ho imparato in questi anni trascorsi a raccontare e analizzare  il sistema sangue e il mondo dei donatori: non c’è comunità che può vivere ed esistere senza forme anonime, volontarie, gratuite, disinteressate di solidarietà reciproca, e il dono del sangue è un esempio straordinario di questa necessità che si compie e si realizza. Non ci sono tantissime cose di cui andare fieri di questo paese, il sistema trasfusionale basto sul dono etico è senza dubbio un’eccellenza da conservare e proteggere.

Avis è solo una delle associazioni italiane che rendono possibile il dono etico, associato e organizzato, un lavoro che consente al paese di aver ottenuto l’autosufficienza sul sangue intero e di crescere anno dopo anno verso l’autosufficienza per quel che riguarda il plasma, oggi al centro del dibattito come materia utile a curare il Coronavirus. Ma l’impegno di Fratres e Fidas è altrettanto prezioso.

Le storie di dono che ho provato a raccontare ai ragazzi che leggeranno il libro parlano del dono del sangue come un gesto libero e consapevole, non come un dovere. Perché chi raggiunge il dono del sangue, lo prova, lo interiorizza e ne diventa consapevole, trova grande beneficio dall’arricchimento certo che ne consegue. Un arricchimento fisico e mentale, che s’innesta nella certezza che qualcun altro, in qualsiasi luogo o momento, troverà beneficio vitale da quel gesto così semplice. Un paziente occasionale, cronico, qualcuno che deve operarsi o ha bisogno di plasmaderivati. Non è importanza. Il filo rosso che unisce donatore e paziente ricevente non si vede, ma esiste e lega più delle catene.

 

 

Il dono del sangue dei cittadini migranti è sempre una buona notizia: i numeri positivi a Fucecchio, in Toscana, grazie al lavoro di Fratres

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In Toscana, da una cittadina in provincia di Firenze, Fucecchio, poco più di ventimila abitanti, arriva un bel segnale di integrazione che ci sembra giusto segnalare come caso virtuoso. E non si tratta soltanto delle più di mille donazioni ottenute in un anno dal gruppo Fratres cittadino, un numero comunque importante, ma soprattutto il numero dei nuovi donatori periodici che sono entranti nel gruppo nel 2019, ben 57, di cui addirittura 10 sono immigrati da altri paesi.

È proprio quest’ultimo l’aspetto che ci preme sottolineare: in un sistema trasfusionale nazionale che possa e debba pensare a garantire qualità e sicurezza nei servizi che offre, è bene che un numero rilevante di cittadini stranieri corrisponda a una quota altrettanto rilevante di donatori stranieri.

Tempo fa, nel 2017, avevamo pubblicato lo studio di Simone Benedetto, un giovane donatore laureato in medicina, studio incentrato sull’indagine degli scenari del dono che riguardano i cittadini migranti. Il suo scopo era stato partire da basi mediche, analizzando le caratteristiche dei gruppi sanguigni dei cittadini stranieri, al fine di comprendere in che modo il fenomeno dei flussi migratori possono incidere nei meccanismi trasfusionali.

Quello che emerso dallo studio in questione, è che un equilibrio tra gruppi sanguigni in misura alla loro diffusione è auspicabile, per via delle particolarità di nome “missing minorities” citate in un articolo scientifico del 2014, combinazioni genetiche particolari che secondo lo studio di Benedetto  fanno sì che alcuni soggetti “pur risultando di un determinato gruppo sanguigno, possiedono caratteristiche tali da non poter essere trasfusi da una normale sacca dello stesso gruppo, in quanto la loro particolare composizione genetica genera problemi di compatibilità. (…) missing minorities, che, essendo dei casi estremamente rari, saranno ancora più difficili da reperire in una popolazione circoscritta e con un minor tasso di donazione come è quella degli immigrati. Anche per questo motivo la sensibilizzazione degli stranieri al dono aiuterebbe a trovare più soggetti appartenenti a missing minorities in modo da poter soddisfare il diritto alla salute di chi purtroppo non può ricevere le normali sacche di sangue”.

Coinvolgere i donatori stranieri, insomma, è importante oggi come lo era allora, per motivi strettamente clinici e per motivi culturali. Immaginiamo pochissime altre attività profondamente inclusive come il dono de sangue, che avviene nel nome di una condivisione assolutamente libera, disinteressata e volontaria, emancipandosi da qualsiasi motivazione che non sia strettamente il bene della comunità in cui si vive.

Tre grandi associazioni, un intento comune: creare gruppi dirigenti del futuro formati e consapevoli delle grandi sfide del nostro tempo

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Il mondo delle associazioni di sangue è nel pieno di una “tempesta” formativa che dimostra quanto sia grande, e costante, l’impegno del mondo trasfusionale volontario e organizzato al fine di assicurare la raccolta di sangue e plasma, e di conseguenza l’autosufficienza ematica che come sappiamo è un obiettivo strategico nazionale. Nelle ultime settimane o in quelle che verranno, infatti, tutte le tre principali associazioni italiane, ovvero Avis, Fidas e Fratres, hanno spinto l’acceleratore nell’attività di formazione dei giovani per avere, nei prossimi anni, un corpo dirigente motivato, consapevole dei grandi cambiamenti della società contemporanea che ormai si trasforma in un contino divenire, e capace di utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici e aziendali a disposizione.

Ma procediamo per criteri di calendario.

In Sicilia, per due giorni a partire dallo scorso sabato 26 ottobre a Letojanni in provincia di Messina, e domenica 27 Ottobre a Taormina, è andato in scena il VI Meeting Nazionale Fratres, dal titolo #SocialMenteAttivi (Fig.1). Più di cento giovani volontari Fratres provenienti da tutta l’Italia hanno partecipato alle due giornate dedicate a formazione e sensibilizzazione sulla cultura del dono del sangue ed emocomponenti, due sessioni programmatiche in cui si è parlato di social network, di come si possono sfruttare per veicolare bene il messaggio del dono alle nuove generazioni e di quale pericoli nasconda il loro uso scriteriato.

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Fig. 1

Del Fidas Lab (fig.2), abbiamo già accennato nella lunga e politematica intervista alla nuova responsabile della comunicazione Fidas Chiara Ferrarelli. Come da programma il primo modulo è andato in scena nel ponte lungo tra il primo e il tre novembre, con un programma articolato in alcune sessioni plenarie che si sono concentrate sul tema dei corretti stili di vita: Simone Benedetto, medico esperto in scienze dell’alimentazione, e Davide Cordoni, docente di enogastronomia, hanno approfondito la tematica presentando i benefici e le regole da seguire per stare bene (e donare meglio) grazie una sana alimentazione.

Un tema su cui già il presidente associativo nazionale Aldo Ozino Caligaris si era espresso al convegno internazionale Fiods di Roma dello scorso 25 ottobre, perché decisivo ai fini di una raccolta sangue costante e votata ai valori di qualità e sicurezza. Ecco cosa ha detto Caligaris davanti ai 150 giovani responsabili associativi Fidas provenienti da tutta Italia. “È importante parlare di promozione del dono e di fidelizzazione dei donatori, ma tutto questo non serve a nulla se non abbiamo delle persone in salute. I corretti stili di vita sono il punto di partenza per un avvicinamento alla donazione: il donatore deve essere in buono stato di salute per poter garantire una terapia trasfusionale buona e sicura per i riceventi”.

Tra le sorprese dedicate ai partecipanti del corso, anche alcune lettere scritte da diversi pazienti che hanno ricevuto trasfusioni di sangue, a dimostrazione che ormai la centralità del paziente anche in fase di formazione o di comunicazione dei valori del dono si è affermata come istanza condivisa e tenuta in gran conto. Un’iniziativa su cui torneremo più in dettagli alla fine del secondo modulo Fidas, previsto per il week-end tra 22 e 24 novembre.

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Fig. 2

Infine, venendo ad Avis, il prossimo sabato, 9 novembre 2019, una delle sezioni più attive e impegnate della Lombardia, Avis Cernusco diretta dal consigliere nazionale Carlo Assi, organizza la quarta edizione del PerCorso Pietro Varasi, un corso di formazione dedicato allo storico dirigente AVIS scomparso nel 2017. Anche in questo caso, saranno moltissimi i temi di stretta attualità da affrontare e sviscerare nel corso delle due sessioni previste, tra cui la questione della privacy, la comunicazione intergenerazionale, le sfide del clima, le fake news e molti altri. Per Avis, dunque, un programma formativo molto ricco anche a livello locale (fig.3), che si va ad aggiungere alle attività nazionali, ovvero il corso di alta formazione in collaborazione con la Fondazione Campus che abbiamo presentato su Buonsangue lo scorso 11 ottobre.

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Fig. 3

 

 

 

 

 

Carenze generalizzate e appello del Centro nazionale sangue e delle associazioni: anche l’estate 2019 ha i suoi momenti difficili

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Ci apprestiamo a entrare nel mese delle ferie per eccellenza, agosto, e fino a questo momento per quel che riguarda la raccolta sangue nell’estate 2019 non si erano registrate problematiche di particolare gravità.

Ma anche quando sembra tutto sotto controllo, è tuttavia vietato abbassare la tensione e l’impegno quotidiano sul campo, come i donatori associati in Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa sanno molto bene, perché l’emergenza può arrivare in ogni momento.

Così è accaduto: nelle ultime ore, richieste e appelli ai donatori per aumentare le scorte e far fronte alle necessità del territorio non sono mancate, al punto che anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, si è espresso per sottolineare le necessita del sistema. “In questi ultimi giorni – ha spiegato Liumbruno – anche regioni che solitamente raccolgono più sangue di quello che consumano hanno invece qualche problema a garantire la compensazione. A rischio ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10 per cento delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue”.

In più, come segnalato anche su Libero “Il sistema informativo SISTRA, dove le regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili, ha segnalato richieste per 235 sacche, a fronte di una disponibilità per la compensazione interregionale di appena 60”, una situazione difficile confermata da molti altri quotidiani locali, che specie al sud Italia hanno raccontato le particolare difficoltà e la situazione in ciascun territorio.

Così, a Vasto, in Abruzzo, l’appello principale è arrivato dalla Croce Rossa locale, che ha chiamato al dono la popolazione.

Identica situazione in Calabria, nel cosentino, dove è stata la Fidas locale a lanciare l’allarme, spiegando che le maggiori necessità di sangue sono derivate anche dalla forte affluenza di turisti sulle coste calabresi.

In Puglia, a Bari, sempre la Fidas si è mossa con una raccolta speciale nel quartiere Libertà del capoluogo pugliese via autoemoteca.

In Campania, in provincia di Caserta, è Avis a mobilitare la popolazione per compensare le necessità degli ospedali di zona, e una carenza altrettanto grave ha colto anche la Sicilia, tanto che l’Avis di Trapani è immediatamente scesa in campo con una bella iniziativa estiva, il Blood Tour Summer Edition 2019, un giro dell’isola alla ricerca di giovani donatori.

Non meno colpite le regioni del Centro- Italia: a Pesaro, se i donatori ci sono, finiscono per mancare gli addetti al personale dei centri trasfusionali, un accadimento che non dovrebbe mai succedere, mentre in Toscana l’appello allargato alla raccolta di sangue e plasma arriva dall’Avis di Cecina, che sottolinea sul Tirreno l’assenza di scorte e la necessità di partecipazione collettiva per fronteggiare le carenze.

Nessuna pausa dunque: in realtà, come i lettori di Buonsangue sanno bene non vi è periodo dell’anno migliore dell’estate per moltiplicare gli sforzi sul piano informativo e su piano delle campagne di comunicazione, ribadendo con forza il solito comandamento: prima donare, poi partire, e diciamolo ad altra voce.

Carenza sangue in Puglia, ecco la risposa di istituzioni e associazioni

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Sono diversi giorni che in Puglia si susseguono segnalazioni e appelli per portare la cittadinanza nei centri trasfusionali, a seguito di una carenza sangue che si protrae da metà giugno in molti siti regionali.

Alla cosiddetta call to action hanno partecipato moltissimi media locali, sempre attivi nel raccontare le iniziative che nascono quotidianamente sul territorio, sia che si muovano le associazioni sia le istituzioni. Nelle ultimissime ore, è degno di nota, per esempio, l’impegno del sindaco di Bari Antonio Decaro, che in collaborazione con l’associazione “Ciao Vinny” si è diretto per la propria donazione alla Banca del Sangue del Policlinico di Bari. Secche e da protocollo le sue dichiarazioni in proposito, ferme sui concetti correttissimi del “Donare fa bene. Fa bene agli altri e fa bene a chi dona” e del dono come “gesto semplice che può salvare una vita umana. Bastano pochi minuti.  Donare il sangue è un grande gesto di civiltà che rende più forte e sicura la nostra comunità”.

Capillari e ben organizzati nella regione più lunga d’Italia anche i giovani della Fratres, che da Foggia a Lecce hanno invaso le affollatissime spiagge pugliesi per reclutare donatori e fare proselitismo, al grido simbolico di “prima donare, poi il mare”. Una gioiosa e colorata invasione che si spera abbia conquistato e mobilitato il maggior numero possibile di persone.

Sul piano più specificatamente mediatico ha agito invece Avis Puglia, che ha da pochissimo realizzato e divulgato una campagna spot dal titolo “La Puglia che scorre”, incentrata sulla necessità di rispondere come donatori gratuiti, volontari, anonimi, organizzati e periodici alle chiamate dirette dell’associazione, che specie d’estate, causa carenza intrinseca e crescita del numero d’incidenti stradali a causa del traffico verso le località di villeggiatura, possono essere copiose.

Ecco dunque lo spot, ambientato in alcuni dei luoghi più belli e rappresentativi di Puglia come Bari, Lecce, Trani, Locorotondo e Alberobello, tra mare e monumenti, al fine di creare quel senso di identità e di solidarietà nel territorio che sempre può rappresentare un valore aggiunto in caso di situazioni d’emergenza.

Prima donare poi partire: questo è come sempre il “diktat” per i donatori da giugno a settembre, per una raccolta che non deve mai abbassare la guardia.

A San Giovanni Rotondo, in Puglia, manca poco all’assemblea nazionale Fratres

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Sarà un week-end importantissimo per le associazioni di donatori di sangue quello che inizierà il prossimo venerdì, il 17 maggio, e proseguirà fino a domenica 19. Dell’assemblea generale e di nazionale Avis abbiamo già detto molto lo scorso 25 aprile, anticipandone temi e contenuti principali, ma in contemporanea, in Puglia, e precisamente a San Giovanni Rotondo, andrà in scena anche la 49esima assemblea nazionale dei gruppi donatori di sangue Fratres.

Il convegno si terrà al Centro di Spiritualità Padre Pio, e la scelta di una sede così pregna di significati simbolici non è certamente casuale per quella che, tra le associazioni di donatori italiane, ha sicuramente l’ispirazione e la vocazione più cattolica e più legata al credo religioso.

Nello scenario garganico saranno rappresentati quindi gli oltre “600 Gruppi Donatori di Sangue FRATRES operanti nel territorio nazionale, i dirigenti nazionali e territoriali del movimento e le Autorità civili, militari e religiose nonché quelle del settore socio-sanitario e del Volontariato Associazionistico in genere”.

Il focus, neanche a dirlo, sarà incentrato sulla necessità della raccolta, che scaturisce dai dati numerici osservati sotto la lente della statistica, giacché, come risulta dal comunicato stampa di presentazione,  emerge che “la necessità di trasfusioni è pari in Italia, ogni giorno, a quasi 8.200 unità di sangue per circa 1.800 persone, e non deriva solo da incidenti o situazioni di emergenza – come ancora purtroppo una grande parte della popolazione percepisce – bensì anche dalle emoglobinopatie che costringono a trasfusioni periodiche nonché ovviamente dagli interventi chirurgici programmati”.

Serve dunque portare più donatori ai centri trasfusionali, e serve non di meno investire tempo e risorse sull’informazione più giusta e accurata sul tema della donazione, che non deve essere scambiata per un semplice gesto di solidarietà occasionale in seguito a delle emergenze o a delle catastrofi, ma deve essere riconosciuta sempre di più come un comportamento di educazione civico assolutamente normale, parte integrante del nostro bagaglio culturale da cittadini.

Interessante, in quest’ottica, il parallelo con l’assemblea generale di Avis, che a corredo dei tre giorni di incontri ufficiali ha organizzato un modulo di formazione per giornalisti sugli stessi argomenti, in programma al mattino di venerdì 17 maggio.

Ecco, infine, in figura 1, il programma dei tre giorni targati Fratres, così commentati dal presidente nazionale dell’associazione, Sergio Ballestracci “L’Assemblea Nazionale Fratres torna a San Giovanni Rotondo dopo 15 anni, e, nonostante il rischio che alcune nostre realtà, più geograficamente lontane, potessero incontrare difficoltà alla partecipazione, quest’anno abbiamo aumentato notevolmente il numero di presenze di rappresentanti di Gruppi Fratres già in fase di iscrizione, raggiungendo un numero record di prenotazioni. Sicuramente questo dimostra un gran senso di responsabilità associativa, in funzione degli importanti argomenti in discussione, che consentirà una più partecipata concertazione e condivisione delle linee programmatiche dirigenziali che saranno ordinariamente proposte, dibattute ed approvate, risultando al contempo sia prezioso, per avere una platea molto rappresentativa del movimento per il dibattito interattivo associativo-istituzionale “Problematiche e strategie di raccolta sangue” del venerdì, che determinante, per consentire alla seduta straordinaria di sabato pomeriggio di poter democraticamente “Costruire Insieme il Futuro della Fratres”, pronunciandosi sulla riforma statutaria nazionale, regionale e territoriale, frutto di un lungo percorso di coinvolgimento associativo che si è anche, in itinere, combinato con le necessità di adeguamento al Codice del Terzo Settore e che completa quanto già introdotto tempestivamente per gli statuti dei singoli Gruppi – motivo che ha determinato il titolo di questa Assemblea”.

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A tutti gli associati Fratres, e a tutti i donatori pugliesi, non resta che far tappa a San Giovanni Rotondo e partecipare al dibattito.

La sinergia tra le associazioni funziona sempre: la campagna congiunta di Avis e Fratres a Sesto Fiorentino

Sinergia è una parola importante nel mondo del volontariato, e quando si tratta di unire gli sforzi le associazioni di donatori di sangue non si tirano mai indietro. Il Civis lo dimostra a pieno: Civis è infatti l’acronimo del Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue, organo che ha il compito di riunire le più importanti associazioni italiane che si occupano di donazione, per sviluppare progetti comuni sulla promozione, sulla diffusione de valori del dono e sulla sensibilizzazione a proposito dell’importanza della raccolta sangue.

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Fig. 1

Fanno parte di Civis Avis, Fidas, Fratres e Croce rossa italiana, ma nel progetto specifico che ci apprestiamo a raccontare, la sinergia è stata pensata e realizzata da Avis e Fratres, e in particolare dalle rispettive sedi associative di Sesto Fiorentino, comune compreso nell’area della città metropolitana di Firenze.

In cosa consiste? Semplice: in una campagna di comunicazione comune diretta ai cittadino di Sesto, che è gestita in totale accordo tra due delle principali associazioni di donatori, a partire dal claim fino alla diffusione di tutta la parte informativa. Il concetto è chiaro: il “Sei quello che dai: dona sangue!” che è evocato nel messaggio, è un perfetto ribaltamento del modello comportamentale che nel nostro tempo viene troppo spesso presentata come vincente, e che tende a valorizzare apparenze, ruoli e valore materiale in luogo di valori etici e azioni.

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Fig. 2

A Sesto, dunque, non importa sotto quale bandiera si doni, l’importante è donare.

I cittadini hanno ricevuto in strada il volantino e la speranza è che possano registrarsi e prenotare una donazione nei prossimi giorni.

Chiunque vorrà, potrà poi chiedere maggiori informazioni sulle pagine Facebook delle due sedi associative, quella di Avis:

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Fig.3

E quella di Fratres:

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Fig. 4

Insieme, per il dono del sangue. Una strada che speriamo possa essere replicata tante altre volte.

 

 

 

 

Ampia attenzione sul plasma, ma utile vagliare anche il sangue intero: la situazione “carenze” a fine febbraio

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In un periodo caratterizzato dalla grande attenzione che istituzioni e associazioni hanno dedicato alla raccolta plasma, è bene non distogliere lo sguardo dalla raccolta del sangue intero. Anzi: è davvero molto utile una ricognizione regione per regione e il punto sulla situazione.

Ma prima una premessa: un evento di cronaca edificante, accaduto qualche giorno fa a Carbonia, in Sardegna con l’ultima donazione di Enrico Forteloni, donatore sardo nato nel 1949 e dunque costretto a smettere per sopraggiunti limiti d’età, spinge immediatamente a riflettere sugli scenari dei prossimi 10 anni: dal Facebook del Centro nazionale sangue arriva un dato significativo, poiché saranno ben 212 mila i donatori periodici che in questa fascia temporale non potranno più donare per anzianità. La domanda allora nasce spontanea: sarà possibile ovviare a questa emorragia con un numero di sostituti giovani altrettanto rilevante? La risposta è sì, a patto di lavorare bene sulla comunicazione, in “trincea” durante il lavoro sul campo, con gli adeguati strumenti economici, culturali e formativi.

Intanto però, bisogna pensare anche al presente, e rafforzare le scorte e l’impegno collettivo di istituzioni, associazioni, professionisti e media, per sensibilizzare sempre di più la comunità e rendere il dono del sangue un’attività del tutto naturale dopo i 18 anni, un po’ come prendere la patente.

In Toscana, come vediamo in figura 1, vi è addirittura un’eccedenza nel gruppo A+, mentre qualche fragilità si registra nel gruppo B- e 0+. L’unica emergenza riguarda il gruppo 0-, ma la situazione appare sotto controllo.

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Fig. 1

In Emilia Romagna, proprio come nelle settimane di fine gennaio e inizio febbraio, situazione piuttosto diseguale.

A Rimini, in figura 2, apprendiamo come la situazione sia ottimale per la maggior parte dei gruppi, mentre difficoltà emergono per il gruppo B+, che fa registrare una carenza grave, e per il gruppo b-, per il quale la carenza è lieve.

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Fig. 2

A Reggio Emilia situazione più difficile, con carenze gravi per il gruppo A- e lievi per i gruppi 0+, A+ e B+, come vediamo in figura 3.

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Fig. 3

Infine a Ferrara, in figura 4, dove già nelle scorse settimane la raccolta sangue doveva essere migliorata, non ci sono crescite significative: carenze lievi, forti o gravi praticamente in tutti i gruppi.

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Fig.4

Interessante anche la situazione segnalata dal meteo del sangue di Avis Biella, dove il bisogno riguarda il gruppo 0 in entrambi i poli e il polo negativo del gruppo B.

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Fig. 5

Sempre al nord, in Friuli Venezia Giulia, dal portale dei donatori Fidas emerge una situazione leggermente migliorabile ma sotto controllo, con un’unica carenza grave rintracciabile in entrambi i poli del gruppo 0.

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Ora una ricognizione al sud, dove purtroppo non ha ancora attecchito uno strumento come il Meteo del Sangue, mezzo di grande efficacia per garantire un’informazione immediata ed efficace sulle scorte di sangue (e talvolta di plasma) gruppo per gruppo, nei vari territori nazionali: carenze per alcuni gruppi si registrano a Molfetta in provincia di Bari, dal cui centro regionale sangue arrivano segnalazioni di carenze di sangue, in particolare per i gruppi ZERO POSITIVO, A POSITIVO e ZERO NEGATIVO.

Situazione delicata anche a Messina, dove dall’ospedale Papardo si registra un appello alla comunità da pare di Roberta Fedele, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale: appello rivolto a tutti i cittadini messinesi per far fronte alle carenze ricorrenti per tutto l’anno in questi territori e in questo periodo dell’anno particolarmente accentuate.

Infine, allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 21 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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La situazione sangue nel paese. Tra carenze sotto controllo, qualche emergenza e molte donazioni speciali

 

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Donare periodicamente, donare con costanza, in ogni periodo dell’anno. Anche e soprattutto quando non ci sono appelli o emergenze. Chi legge Buonsangue sa bene che la raccolta sangue non deve mai rallentare, specie in un periodo in cui vanno registrate carenze significative in molte regioni italiane. Nell’ultimo nostro report, a fine gennaio, abbiamo registrato come freddo pungente e virus diffusi avevano creato non pochi problemi in Toscana, in alcune zone dell’Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia e in molte zone del centro-sud. Oggi, dopo un paio di settimane, la situazione generale sembra essere migliorata, ma in alcune zone, e per alcuni gruppi sanguigni, un incremento di donazioni nel fine settimana potrà essere sicuramente essere moto utile.

In Toscana, per esempio, il Meteo del sangue testimonia come i maggiori problemi riguardino il gruppo 0, per il cui polo negativo vi è addirittura una grave urgenza, mentre fragilità riguardano i gruppi A- e B-. Stabili, invece, tutti gli altri.

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Fig.1

Come spesso accade, è invece piuttosto diseguale la situazione in Emilia Romagna.

A Reggio Emilia solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, tutti gli altri positivi (0+, A+, B+) fanno registrare invece lievi carenze, mentre il gruppo A- si trova in carenza grave.

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Fig. 2

E se a Ferrara le carenze generalizzate si protraggono ormai da settimane, con una situazione piuttosto grave per i gruppi 0+, B+ e B- (motivo per il quale ci sembra più che giusto sottolineare che bisogna donare anche quando i valori sono tutti al 100%)…

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Fig. 3

… a Rimini il miglioramento è netto, a conferma delle notizie delle ultime settimane pubblicate su moltissimi magazine locali che hanno decretato l’autosufficienza della Romagna. Situazione più che ottimale in tutti i gruppi, e addirittura eccedenze per i gruppi A-, AB+ e AB-. Complimenti ai donatori romagnoli.

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Fig.4

In Friuli Venezia Giulia la situazione non è così vantaggiosa. Discreta la raccolta plasma (e questa è una buona notizia), e nessuna carenza gravissima. Raccolta da migliorare, tuttavia, soprattutto per i gruppi 0+, 0- e B-.

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Fig. 5

Restando a nord, un altro meteo del sangue sempre molto puntuale negli aggiornamenti è quello di Biella, in Piemonte, che ci illustra una situazione da migliorare soprattutto per quel che riguarda il gruppo B- e i gruppi 0+ e 0-, colpiti da una fragilità diffusa.

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Fig. 6

E più a sud? Purtroppo dalla Toscana in giù non è possibile contare sugli aggiornamenti in tempo reale consentiti dal servizio Meteo del sangue, un servizio che sarebbe opportuno attivare in ogni regione o provincia.

Nelle Marche la mobilitazione arriva con il classico connubio dono e sport. A Senigallia, in provincia di Ancona, una delegazione di giocatori e dirigenti della storica società calcistica Vigor, si è presentata a donare al Centro trasfusionale come esempio alla cittadinanza.

In Campania la carenza delle ultime settimane persiste, e dunque si dona a Salerno, in cooperazione con l’Ail (Associazione italiana leucemie), e ad Amalfi, grazie a una raccolta speciale organizzata da Avis per sabato 9 febbraio.

In Puglia, a movimentarsi è la Fratres di Molfetta, che approfitterà dell’inaugurazione della nuova sede per ribadire alla comunità l’importanza del dono.

In Sicilia, tutto pronto per l’undicesima festa del donatore a Partanna, in provincia di Trapani, con sensibilizzazione, premiazioni e coinvolgimento di giovani donatori, in un grande evento previsto per domenica 17 febbraio, mentre a Siracusa la situazione di emergenza si è fatta negli ultimi giorni più seria, al punto che il direttore di Medicina trasfusionale dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, Dottor Dario Genovese, si è espresso attraverso un comunicato per chiedere a tutti i cittadini di dedicarsi al gesto dono.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 8 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 7