Premio Sturvi per i migliori articoli sul sangue, ecco i vincitori 2020

Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini, vincitrici sezione nazionale con Donatella Barbetta

Ieri, lunedì 14 dicembre, sono stati annunciati i vincitori della X edizione del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, di cui Buonsangue ha l’onore di far parte della giuria. Premiare i giornalisti che hanno un ruolo importante nella diffusione dei valori del dono e dell’informazione sul sistema trasfusionale fatta nel odo giusto, con qualità e il massimo dell’oggettività, è un percorso culturale di cui è un onore far parte.

Ecco il comunicato che svela i vincitori:

“L’annuncio è avvenuto in diretta streaming dai canali ufficiali della FIDAS Nazionale.
Ancora una volta le storie dei pazienti che hanno toccato da vicino l’importanza del dono sono le protagoniste del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. Storie che permettono di comprendere quanto un gesto normale, di responsabilità civica, possa essere fondamentale nella vita dei pazienti.
Non solo donazione di sangue, però: in questa X edizione del Premio si registra infatti un’apertura anche ad altre forme del dono. Le vincitrici della sezione nazionale del Premio ci introducono, oltre alla donazione del sangue, anche all’importanza del dono del midollo osseo e del latte materno. Sono Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini con l’articolo “Natale 2019: fra i regali anche le donazioni di sangue” pubblicato su Vogue Italia. La giuria presieduta dalla dott.ssa Donatella Barbetta ha sottolineato come l’articolo “presenti un’idea originale, un filo rosso che unisce mondi diversi della generosità. Un’esposizione chiara e accattivante, con tanti riferimenti, e la presenza dell’incentivo al fare di più”.
Antonella Formisani ha conquistato il premio per la categoria locale con l’articolo “I genitori raccontano tre storie di bambini malati: <>” pubblicato da Il Centro. Un articolo in cui sono protagoniste le storie di tre famiglie, mamma, papà e bimbi. Storie di bambini che hanno ricevuto trasfusioni.
Infine si è aggiudicato il premio della categoria emergente, rivolta ai giornalisti, praticanti e pubblicisti under 35, Marco Marini. “Superdonatore: esempio per i giovani” pubblicato su Il Giornale di Vicenza. Marini ha raccontato nel suo articolo la storia di un donatore che dopo l’incontro con una paziente che lo ringrazia per la sua generosità, si impegna a non fermarsi ma a continuare a donare. Ad oggi il superdonatore ha superato la bellezza delle 200 donazioni.
Il Premio, per la FIDAS, rappresenta uno strumento per celebrare l’impegno dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Il Presidente Nazionale, Giovanni Musso, ha dichiarato: «Il Premio Giornalistico celebra quella stampa che in maniera completa e corretta divulga il messaggio della donazione del sangue e dell’importanza del Sistema Trasfusionale e delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue».
Hanno preso parte all’evento anche la dr.ssa Maria Rita Tamburrini, Direttore Ufficio VII del Ministero della Salute – Trapianti, sangue ed emocomponenti, che ha ricordato la dr.ssa Isabella Sturvi alla quale è dedicato il Premio e Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS che ha fortemente voluto il Premio. Il dr Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, è intervenuto sottolineando l’importanza di una corretta informazione. Il dott. Cristiano Lena, Direttore del trimestrale “Noi in FIDAS” ha ricordato il professor Cravero, ex Presidente Nazionale FIDAS e storico membro della Giuria del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, scomparso lo scorso ottobre”.

Fidas Verona dona agli studenti 2000 boccette di gel igienizzante per le mani

Un gesto al tempo stesso utile e generoso, quello che dai donatori di sangue di Fidas Verona ha coinvolto le scuole del territorio. Con lo slogan “Una goccia di gel protegge la salute, una sacca di sangue dona la vita” i donatori di sangue delle sezioni di Alcenago, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese-Azzago, Erbezzo, Grezzana, Lugo, Romagnano, Roverè Veronese e Stallavena hanno donato 2000 boccette di gel igienizzante per le mani agli studenti, per prevenire il Covid-19 e al tempo stesso sensibilizzare alla donazione di sangue, a conferma del legame profondo tra Fidas e nuove generazioni.

«Purtroppo in questo difficile momento è quasi impossibile promuovere il dono del sangue – ha detto Claudio Zanini, coordinatore della Zona Nord di Fidas Verona durante la consegna del dono – Così abbiamo deciso di essere vicini a tutti i bambini e ragazzi della Valpantena e della Lessinia con questo gesto, convinti che la promozione all’interno delle scuole sia fondamentale per far crescere nuovi donatori».     

La presidente di Fidas Verona, Chiara Donadelli, ha aggiunto «La pandemia ci ha resi ancora più consapevoli di come le nostre scelte possano influire sulla salute nostra e delle altre persone. Ai ragazzi delle scuole doniamo il gel che speriamo possa aiutarli a proteggersi in questo periodo, augurandoci che un domani scelgano di donare il sangue per aiutare il prossimo, entrando a far parte della grande famiglia di Fidas Verona».

La consegna

La consegna è avvenuta grazie a un’evento nel quale i donatori hanno incontrato una rappresentanza di studenti e insegnanti, Queste le parole del dirigente scolastico dell’IC “Pascoli” Sergio Cavarzere: «Sono donatore di sangue da vent’anni e ogni volta che esco dal Centro trasfusionale sento di aver ricevuto tanto oltre ad aver dato».

Nonostante le restrizioni, la formazione Fidas va avanti: tanti esperti e una plenaria telematica a disposizione dei volontari

La formazione di Fidas dedicata ai volontari e ai responsabili associativi che vorranno “approfondire conoscenze e competenze per una più efficace promozione del dono”, non si ferma a causa del Covid-19, ma anzi va avanti con ancora più energia in versione telematica e plenaria sabato 14 novembre.

Del FIDASLab, (qui l’intervista a Chiara Ferrarelli) abbiamo parlato tanto su Buonsangue, segnalando ogni anno la sostanza di corsi di formazione e i dettagli didattici, e anche nel 2020 l’urgenza di formazione ad alto livello è forte. Ecco perché Fidas si è affidata a esperti dei settori che meritano di essere approfonditi con l’ampia platea di partecipanti, che anzi, cresce proprio grazie alla modalità streaming: in questa prima parte del FIDASLab, infatti, saranno ben 230 i partecipanti.

Molti gli argomenti e le discipline contemplate per la riunione plenaria: Massimiliano Bonifacio, medico ematologo, Consigliere Nazionale FIDAS e membro del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Nazionale Sangue, approfondirà il tema della donazione ai tempi del COVID-19. Il Commissario Capo della Polizia di Stato, Ireneo Turco, illustrerà le specifiche legate all’organizzazione e alla gestione delle manifestazioni pubbliche. Il dottor Tommaso Sardelli, docente di Teoria e tecniche di Fotografia e Comunicazione Visiva presso l’Università Pontificia Salesiana, presenterà le modalità di gestione degli strumenti per riunioni, conferenze e webinar. Infine spazio alla creatività con Marsha De Salvatore, attrice italo-americana e da anni amica di FIDAS, che presenterà la sua testimonianza di paziente affetta da talassemia attraverso lo spettacolo teatrale “DM55: non si può cavare sangue da una rapa”, opportunamente rivisitato e adattato per una migliore fruizione via streaming.

Non è tutto, durante il corso di formazione saranno molte altre le materie da approfondire, tutte conoscenze in grado di calare i volontari nella realtà del lavoro quotidiano: content creation, public speaking, progettazione sociale, ufficio stampa, graphic design, terzo Settore e gestione della privacy, e infine gestione degli strumenti per riunioni, conferenze e webinar.

Ecco le dichiarazioni sul FIDASLab di Mauro Benedetto, Consigliere Nazionale Fidas con delega alla formazione, che ci spiega l’importanza di aiutare i volontari ad aggiornarsi di continuo, per essere pronti a sostenere le sfide della contemporaneità: «Operare nel mondo del volontariato senza una formazione specifica – conferma Benedetto – oggi è praticamente impossibile. Basta pensare alla massa di normative che il legislatore emana periodicamente e per le quali occorre avere una chiara interpretazione, pena portare fuori assetto la propria federata. Vi è poi l’importante settore della comunicazione, arma fondamentale per trasmettere i messaggi sul dono, che va aggiornata e modulata continuamente affinché l’informazione passi sempre forte e chiara. Ritengo inoltre che quanto più i nostri quadri saranno preparati e ‘professionali’ più diventeranno credibili ed ascoltati. Ciò non potrà che portare loro entusiasmo e rendere più leggero il carico del lavori.».

Nazionale di calcio attori ed Ematos: una squadra vincente

Già nel periodo più complicato nel lockdown ne avevamo parlato: la nazionale di calcio attori, in collaborazione con Ematos, una delle 76 confederate Fidas, aveva contribuito alla raccolta sangue con il dono dei suoi protagonisti: Luca Capuano, Andrea Preti, Ferdinando Giordano, Vittorio Hamartz, Ludovico Fremont, Michele Fazzitta e Giuseppe Zeno.

Una bella iniziativa di solidarietà che aveva avuto luogo nella Sala donatori del Fatebenefratelli-Isola Tiberina, identico scenario di questa nuova donazione. Luca Capuano (in foto), Ludovico Fremont e Ferdinando Giordano, attori emergenti e amati dal pubblico, sono tornati a donare il sangue lo scorso 8 ottobre, nella soddisfazione generale dei coinvolti nell’iniziativa.

Il dottor Livio Lozzi per esempio, Manager della Nazionale Calcio Attori 1971, ha sottolineato la continuità storica dell’impegno civile del suo gruppo: “La Nazionale Calcio Attori, nata nel 1971, da allora continua a compiere gesti di solidarietà. In questo periodo non ci è possibile promuovere la solidarietà scendendo in campo a livello calcistico, dunque ci impegniamo nella donazione del sangue, essendo questa una necessità e un’urgenza per il Paese. Attraverso questa collaborazione tra la Nazionale Calcio Attori 1971 e l’Ematos, i nostri associati periodicamente, in base alle loro possibilità, si recano a donare il sangue”.

Anche Luca Capuano ha sottolineato la portata di felicità che viene dal gesto del dono: “Sono felice di poter trovare il tempo, quei 10 minuti, basta così poco, per poter donare. È un’azione che non comporta alcun tipo di sforzo e regala anche un piacere mentale, il sentirsi meglio con se stessi, perché con un piccolo gesto, veramente piccolo, ti senti importante”.

Un concetto ripreso da Ludovico Fremont, che dal suo account instragram, ha fatto una richiesta speciale ai suoi follower: “Mi raccomando ragazzi, non dobbiamo fermare le donazioni, tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo. Andiamo a donare il sangue!”.

Parole di chiusura per Samantha Profili, Presidente dell’EMATOS, che ha ringraziato la Nazionale attori per la sensibilità dimostrata: “Tutti i calciattori si sono dimostrati sensibili al tema, comprendendo e promuovendo a loro volta l’importanza di una donazione programmata e periodica. A dimostrazione che sport, solidarietà e donazione possono coesistere”.

Con Fidas in spiaggia: intervistare i giovani e capire cosa sanno del dono

I giovani, per le associazioni di donatori, rappresentano un target di riferimento importante, perché è a loro che dovrà essere affidato il futuro della raccolta sangue per il raggiungimento del noto obiettivo dell’autosufficienza ematica. Sia quella che riguarda i globuli rossi, che in Italia già c’è ma deve essere confermata ogni anno con fatica, sia quella del plasma, che si assesta sul 70% ed è un asset importantissimo per il futuro, sia per le esigenze dei pazienti italiani, sia per permettere progetti di solidarietà internazionali come quello tra Italia e Afghanistan, di cui, in queste ore, si sta parlando su Donatorih24.it.

In quest’ottica, è molto interessante dedicare qualche minuto alla visione di un video girato in Liguria sulla pagina Youtube di OneMatthewShow, che con ironia e allegria ha intervistato alcuni giovani in spiaggia, cercando di capire cosa sanno di una delle associazioni principali del paese, la Fidas, e del dono del sangue.

Le testimonianze e il canale Youtube di Fidas: informazione e campagne per promuovere i valori del dono

Testimoni del dono è il nome di una bellissima è ricchissima sezione sul sito di Fidas nazionale, nella quale è possibile vedere tantissime testimonianze video di donatori. Il racconto della propria esperienza, e di cosa significa donare per ciascun protagonista di questo magnifico gesto, è sempre il viatico migliore per garantire nuova linfa alla donazione e coinvolgere amici, parenti e spettatori.

Consigliamo vivamente, dunque, di consultare questa sezione e assaporare i mille racconti diversi, le emozioni di ciascun donatore, sia per vivere un momento di comunità e condivisione, se donatori lo si è già, sia per capire cosa significa donare se si aspira a diventarlo.

Segnaliamo, inoltre, il canale Youtube di Fidas nazionale, che offre a cadenza regolare molt contenuti di diversa fattura. Si va di video molto informativi che riguardano servizi sul dono estrapolati dai telegiornali locai, ai video delle campagna per promuovere sensibilizzare sul dono, fino al racconto degli eventi associativi.

Una full immersion nel mondo Fidas per i già associati e per chi invece vuole avvicinarsi all’esperienza associativa in Fidas e coglierne la temperatura.

Sono partiti i lavori di ristrutturazione al “Tempio internazionale del donatore”, nei pressi di Valdobbiadene. Un luogo al tempo stesso simbolico e concreto

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Lo avevamo annunciato lo scorso 3 luglio su Donatorih24.it, ma da qualche giorno la ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore tra le valli vicine a Valdobbiadene in provincia di Treviso è divenuta realtà.

Non si tratta soltanto di ragioni simboliche: il Tempio del donatore nel 2017 era stato dichiarato inagibile a causa di ingenti danni dovuti all’usura e all’esposizione intemperie, ma grazie all’impegno di associazioni di volontari come AVIS, FIDAS, FRATRES e AIDO la situazione è cambiata. Ha preso vita l’Associazione ODV Tempio Internazionale del Donatore, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo unico che al tempo stesso possa rappresentare i valori del dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato ed essere usato come “quartier generale” per convegni, incontri, feste e tanto altro.

Intanto sono iniziati i lavori dii ristrutturazione, e Gino Foffano, presidente dell’associazione ha commentato così: “è un’emozione grande per tutti perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi tramite Iban, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi. Grazie a quanti, ad oggi, hanno reso possibile questo primo passo, speriamo di farne tanti altri e di riaprire quanto prima il simbolo per eccellenza del dono”.

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I lavori in corso

Ma non è tutto: a oggi il Tempio internazionale del donatore è il luogo più votato in Veneto (è possibile votare a questo link) nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano), mentre campeggia al 53esimo posto della classifica generale con 1447 voti. Non resta che votare in massa per scalare altre posizioni, e festeggiare con la specialità del posto: il prosecco.

Con la campagna #EmatosRedSummer, i donatori vivono il gesto più bello sui social

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L’Hashtag è #Ematosredsummer  e l’idea della campagna è molto funzionale all’estate: ogni donatore potrà immortalare un momento della sua vita in rosso, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma, e l’immagine farà il giro dei social associativi. Questo vuol dire che più momenti in rosso ci saranno, grazie a quello che speriamo possa essere un gran bel passaparola all’insegna del colore del nostro sangue, più il messaggio del dono potrà contare anche su questo particolarissimo canale per diffondersi in un momento come quello estivo, che come sappiamo è intrinsecamene debole sul piano della raccolta.

Per partecipare alla campagna basta poco: una fotocamera, una macchia di rosso da immortalare grazie a oggetti, scenari, abiti, qualsiasi, cosa, e una piccola dose di creatività. Il resto lo farà la generosità dei donatori. Ematos Roma, a cui si deve l’idea della campagna, è un’associazione “nata nel 1993 per rispondere all’esigenza di raggruppare diversi gruppi spontanei di donatori che precedentemente facevano capo al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale San Giovanni Calibita dell’Isola Tiberina”, e sul loro sito web è possibile reperire tante informazioni utili per donare, aggiornamenti e news sul mondo del dono e sui temi cari ai donatori.

Per tutti i romani che volessero iniziare un percorso da donatori, un utile punto di riferimento.

Su Avis Sos e sul sito di Avis nazionale, si parla di “Dello stesso sangue” la narrativa che racconta il dono del sangue ai ragazzi

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Sul sito di Avis nazionale, è stata pubblicata parte di un’intervista che ho fatto con Alissa Peron, redattrice della rivista Avis Sos (dove si può leggere la versione completa), a proposito del libro per ragazzi “Dello stesso sangue. Storie di dono d’amore e di vite che cambiano, pubblicato con uno degli editori del panorama nazionale più attivo nell’ambito delle pubblicazioni per ragazzi e per le scuole, Raffaello Libri.

Nell’intervista, che si può leggere in alcuni dei suoi passaggi a questo link, ho potuto raccontare ciò che ho imparato in questi anni trascorsi a raccontare e analizzare  il sistema sangue e il mondo dei donatori: non c’è comunità che può vivere ed esistere senza forme anonime, volontarie, gratuite, disinteressate di solidarietà reciproca, e il dono del sangue è un esempio straordinario di questa necessità che si compie e si realizza. Non ci sono tantissime cose di cui andare fieri di questo paese, il sistema trasfusionale basto sul dono etico è senza dubbio un’eccellenza da conservare e proteggere.

Avis è solo una delle associazioni italiane che rendono possibile il dono etico, associato e organizzato, un lavoro che consente al paese di aver ottenuto l’autosufficienza sul sangue intero e di crescere anno dopo anno verso l’autosufficienza per quel che riguarda il plasma, oggi al centro del dibattito come materia utile a curare il Coronavirus. Ma l’impegno di Fratres e Fidas è altrettanto prezioso.

Le storie di dono che ho provato a raccontare ai ragazzi che leggeranno il libro parlano del dono del sangue come un gesto libero e consapevole, non come un dovere. Perché chi raggiunge il dono del sangue, lo prova, lo interiorizza e ne diventa consapevole, trova grande beneficio dall’arricchimento certo che ne consegue. Un arricchimento fisico e mentale, che s’innesta nella certezza che qualcun altro, in qualsiasi luogo o momento, troverà beneficio vitale da quel gesto così semplice. Un paziente occasionale, cronico, qualcuno che deve operarsi o ha bisogno di plasmaderivati. Non è importanza. Il filo rosso che unisce donatore e paziente ricevente non si vede, ma esiste e lega più delle catene.

 

 

La solidarietà dei donatori non ha confini: non solo dono del sangue ma tante iniziative a supporto del sistema sanitario

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Quanto le associazioni di donatori estendano il loro contributo alla vita di comunità oltre il lavoro di organizzazione e promozione del dono, è cosa nota, ma è sempre bello e proficuo ribadirlo. Su DonatoriH24, abbiamo seguito di recente il lavoro di Avis Mantova nell’ambito del protocollo sul plasma iperimmune sviluppato nel protocollo lombardo con a capo l’ospedale San Matteo di Pavia, ma è molto bello poter entrare nel dettaglio e raccontare, proprio a partire da ciò che ci suggeriscono le stesse associazioni, quello che succede sul territorio nazionale.

Si va da classiche raccolte fondi a donazioni di materiali sanitari, tute o ventilatori polmonari, a raccolte di cibo, iniziative che mostrano la grande predisposizione degli italiani a trasferire il solido piano valoriale che fa parte del background dei donatori in tutti i campi della solidarietà.

Una carrellata di buone notizie in continuità con l’alto gesto del sistema sangue che vi abbiamo di recente raccontato sul blog: il dono plasmaderivato dalla Regione Toscana all’Albania.

Ecco il comunicato di Fidas che ci racconta come si sono mosse le 76 federate per aiutare il sistema sanitario nazionale.

In queste settimane le 76 federate FIDAS si sono impegnate nel fare la propria parte per garantire le terapie trasfusionali ai pazienti che ne necessitano. Nel concreto questo si è tradotto con aperture straordinarie per permettere ai donatori tempistiche più flessibili per donare e poterlo fare in sicurezza, mantenendo le giuste distanze sociali. Molte federate hanno implementato la comunicazione, attivando numeri telefonici appositi per rispondere ai dubbi dei donatori e incrementando la presenza sui social. L’impegno dei volontari è cresciuto per poter dare risposta ai tanti che si sono avvicinati al mondo del dono per la prima volta in questi giorni. Alcune federate si sono spinte anche oltre, attivandosi in ulteriori gesti concreti a sostegno della sanità:

AFDVS-FIDAS Feltre ha organizzato una raccolta fondi in collaborazione con le proprie sezioni al fine di acquistare strumentazioni per la terapia intensiva dell’Ospedale “Santa Maria de Prato” di Feltre. Sono stati raccolti 40.000 euro e si è ora in attesa di poter procedere all’acquisto di ciò che verrà indicato dalla Direzione Generale dell’Ospedale.

L’AFDS di Spilimbergo in collaborazione con il Gruppo Marciatori ANA ha acquistato e consegnato all’Ospedale di Spilimbergo 157 tute monouso. Un numero di tute che dovrebbe esser sufficiente ad assicurare 2 settimane di autonomia per le necessità del centro ospedaliero.

FIDAS Basilicata ha donato due ventilatori polmonari alla sanità lucana. Una scelta compiuta dal direttivo regionale FIDAS per continuare ad essere di ausilio concreto per la sanità regionale.

FIDAS Imperia ha avviato una raccolta fondi volta ad acquistare presidi sanitari a tutela del personale medico dell’ASL locale.

– A Parma FIDAS Schiaffino ha acquistato otto barelle munite di accessori per il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Maggiore (acquisto effettuato in coordinamento con le dottoresse Sandra Rossi, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza e della 1^ Anestesia Rianimazione, e Silvia Orzi, direttore Servizio interaziandale acquisizione beni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Ausl di Parma). Sempre a Parma FIDAS Barilla recapita quotidianamente alla mensa dell’ospedale merendine e biscotti e a cadenza bisettimanale consegna 3.000 bottigliette d’acqua per il personale sanitario.

FIDAS Treviso: il gruppo di Cordignano, avendo rinunciato alla giornata del donatore, ha deciso di devolvere le risorse che avrebbe speso all’ospedale di Vittorio Veneto.