Con Fidas in spiaggia: intervistare i giovani e capire cosa sanno del dono

I giovani, per le associazioni di donatori, rappresentano un target di riferimento importante, perché è a loro che dovrà essere affidato il futuro della raccolta sangue per il raggiungimento del noto obiettivo dell’autosufficienza ematica. Sia quella che riguarda i globuli rossi, che in Italia già c’è ma deve essere confermata ogni anno con fatica, sia quella del plasma, che si assesta sul 70% ed è un asset importantissimo per il futuro, sia per le esigenze dei pazienti italiani, sia per permettere progetti di solidarietà internazionali come quello tra Italia e Afghanistan, di cui, in queste ore, si sta parlando su Donatorih24.it.

In quest’ottica, è molto interessante dedicare qualche minuto alla visione di un video girato in Liguria sulla pagina Youtube di OneMatthewShow, che con ironia e allegria ha intervistato alcuni giovani in spiaggia, cercando di capire cosa sanno di una delle associazioni principali del paese, la Fidas, e del dono del sangue.

Le testimonianze e il canale Youtube di Fidas: informazione e campagne per promuovere i valori del dono

Testimoni del dono è il nome di una bellissima è ricchissima sezione sul sito di Fidas nazionale, nella quale è possibile vedere tantissime testimonianze video di donatori. Il racconto della propria esperienza, e di cosa significa donare per ciascun protagonista di questo magnifico gesto, è sempre il viatico migliore per garantire nuova linfa alla donazione e coinvolgere amici, parenti e spettatori.

Consigliamo vivamente, dunque, di consultare questa sezione e assaporare i mille racconti diversi, le emozioni di ciascun donatore, sia per vivere un momento di comunità e condivisione, se donatori lo si è già, sia per capire cosa significa donare se si aspira a diventarlo.

Segnaliamo, inoltre, il canale Youtube di Fidas nazionale, che offre a cadenza regolare molt contenuti di diversa fattura. Si va di video molto informativi che riguardano servizi sul dono estrapolati dai telegiornali locai, ai video delle campagna per promuovere sensibilizzare sul dono, fino al racconto degli eventi associativi.

Una full immersion nel mondo Fidas per i già associati e per chi invece vuole avvicinarsi all’esperienza associativa in Fidas e coglierne la temperatura.

Sono partiti i lavori di ristrutturazione al “Tempio internazionale del donatore”, nei pressi di Valdobbiadene. Un luogo al tempo stesso simbolico e concreto

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Lo avevamo annunciato lo scorso 3 luglio su Donatorih24.it, ma da qualche giorno la ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore tra le valli vicine a Valdobbiadene in provincia di Treviso è divenuta realtà.

Non si tratta soltanto di ragioni simboliche: il Tempio del donatore nel 2017 era stato dichiarato inagibile a causa di ingenti danni dovuti all’usura e all’esposizione intemperie, ma grazie all’impegno di associazioni di volontari come AVIS, FIDAS, FRATRES e AIDO la situazione è cambiata. Ha preso vita l’Associazione ODV Tempio Internazionale del Donatore, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo unico che al tempo stesso possa rappresentare i valori del dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato ed essere usato come “quartier generale” per convegni, incontri, feste e tanto altro.

Intanto sono iniziati i lavori dii ristrutturazione, e Gino Foffano, presidente dell’associazione ha commentato così: “è un’emozione grande per tutti perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi tramite Iban, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi. Grazie a quanti, ad oggi, hanno reso possibile questo primo passo, speriamo di farne tanti altri e di riaprire quanto prima il simbolo per eccellenza del dono”.

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I lavori in corso

Ma non è tutto: a oggi il Tempio internazionale del donatore è il luogo più votato in Veneto (è possibile votare a questo link) nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano), mentre campeggia al 53esimo posto della classifica generale con 1447 voti. Non resta che votare in massa per scalare altre posizioni, e festeggiare con la specialità del posto: il prosecco.

Con la campagna #EmatosRedSummer, i donatori vivono il gesto più bello sui social

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L’Hashtag è #Ematosredsummer  e l’idea della campagna è molto funzionale all’estate: ogni donatore potrà immortalare un momento della sua vita in rosso, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma, e l’immagine farà il giro dei social associativi. Questo vuol dire che più momenti in rosso ci saranno, grazie a quello che speriamo possa essere un gran bel passaparola all’insegna del colore del nostro sangue, più il messaggio del dono potrà contare anche su questo particolarissimo canale per diffondersi in un momento come quello estivo, che come sappiamo è intrinsecamene debole sul piano della raccolta.

Per partecipare alla campagna basta poco: una fotocamera, una macchia di rosso da immortalare grazie a oggetti, scenari, abiti, qualsiasi, cosa, e una piccola dose di creatività. Il resto lo farà la generosità dei donatori. Ematos Roma, a cui si deve l’idea della campagna, è un’associazione “nata nel 1993 per rispondere all’esigenza di raggruppare diversi gruppi spontanei di donatori che precedentemente facevano capo al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale San Giovanni Calibita dell’Isola Tiberina”, e sul loro sito web è possibile reperire tante informazioni utili per donare, aggiornamenti e news sul mondo del dono e sui temi cari ai donatori.

Per tutti i romani che volessero iniziare un percorso da donatori, un utile punto di riferimento.

Su Avis Sos e sul sito di Avis nazionale, si parla di “Dello stesso sangue” la narrativa che racconta il dono del sangue ai ragazzi

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Sul sito di Avis nazionale, è stata pubblicata parte di un’intervista che ho fatto con Alissa Peron, redattrice della rivista Avis Sos (dove si può leggere la versione completa), a proposito del libro per ragazzi “Dello stesso sangue. Storie di dono d’amore e di vite che cambiano, pubblicato con uno degli editori del panorama nazionale più attivo nell’ambito delle pubblicazioni per ragazzi e per le scuole, Raffaello Libri.

Nell’intervista, che si può leggere in alcuni dei suoi passaggi a questo link, ho potuto raccontare ciò che ho imparato in questi anni trascorsi a raccontare e analizzare  il sistema sangue e il mondo dei donatori: non c’è comunità che può vivere ed esistere senza forme anonime, volontarie, gratuite, disinteressate di solidarietà reciproca, e il dono del sangue è un esempio straordinario di questa necessità che si compie e si realizza. Non ci sono tantissime cose di cui andare fieri di questo paese, il sistema trasfusionale basto sul dono etico è senza dubbio un’eccellenza da conservare e proteggere.

Avis è solo una delle associazioni italiane che rendono possibile il dono etico, associato e organizzato, un lavoro che consente al paese di aver ottenuto l’autosufficienza sul sangue intero e di crescere anno dopo anno verso l’autosufficienza per quel che riguarda il plasma, oggi al centro del dibattito come materia utile a curare il Coronavirus. Ma l’impegno di Fratres e Fidas è altrettanto prezioso.

Le storie di dono che ho provato a raccontare ai ragazzi che leggeranno il libro parlano del dono del sangue come un gesto libero e consapevole, non come un dovere. Perché chi raggiunge il dono del sangue, lo prova, lo interiorizza e ne diventa consapevole, trova grande beneficio dall’arricchimento certo che ne consegue. Un arricchimento fisico e mentale, che s’innesta nella certezza che qualcun altro, in qualsiasi luogo o momento, troverà beneficio vitale da quel gesto così semplice. Un paziente occasionale, cronico, qualcuno che deve operarsi o ha bisogno di plasmaderivati. Non è importanza. Il filo rosso che unisce donatore e paziente ricevente non si vede, ma esiste e lega più delle catene.

 

 

La solidarietà dei donatori non ha confini: non solo dono del sangue ma tante iniziative a supporto del sistema sanitario

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Quanto le associazioni di donatori estendano il loro contributo alla vita di comunità oltre il lavoro di organizzazione e promozione del dono, è cosa nota, ma è sempre bello e proficuo ribadirlo. Su DonatoriH24, abbiamo seguito di recente il lavoro di Avis Mantova nell’ambito del protocollo sul plasma iperimmune sviluppato nel protocollo lombardo con a capo l’ospedale San Matteo di Pavia, ma è molto bello poter entrare nel dettaglio e raccontare, proprio a partire da ciò che ci suggeriscono le stesse associazioni, quello che succede sul territorio nazionale.

Si va da classiche raccolte fondi a donazioni di materiali sanitari, tute o ventilatori polmonari, a raccolte di cibo, iniziative che mostrano la grande predisposizione degli italiani a trasferire il solido piano valoriale che fa parte del background dei donatori in tutti i campi della solidarietà.

Una carrellata di buone notizie in continuità con l’alto gesto del sistema sangue che vi abbiamo di recente raccontato sul blog: il dono plasmaderivato dalla Regione Toscana all’Albania.

Ecco il comunicato di Fidas che ci racconta come si sono mosse le 76 federate per aiutare il sistema sanitario nazionale.

In queste settimane le 76 federate FIDAS si sono impegnate nel fare la propria parte per garantire le terapie trasfusionali ai pazienti che ne necessitano. Nel concreto questo si è tradotto con aperture straordinarie per permettere ai donatori tempistiche più flessibili per donare e poterlo fare in sicurezza, mantenendo le giuste distanze sociali. Molte federate hanno implementato la comunicazione, attivando numeri telefonici appositi per rispondere ai dubbi dei donatori e incrementando la presenza sui social. L’impegno dei volontari è cresciuto per poter dare risposta ai tanti che si sono avvicinati al mondo del dono per la prima volta in questi giorni. Alcune federate si sono spinte anche oltre, attivandosi in ulteriori gesti concreti a sostegno della sanità:

AFDVS-FIDAS Feltre ha organizzato una raccolta fondi in collaborazione con le proprie sezioni al fine di acquistare strumentazioni per la terapia intensiva dell’Ospedale “Santa Maria de Prato” di Feltre. Sono stati raccolti 40.000 euro e si è ora in attesa di poter procedere all’acquisto di ciò che verrà indicato dalla Direzione Generale dell’Ospedale.

L’AFDS di Spilimbergo in collaborazione con il Gruppo Marciatori ANA ha acquistato e consegnato all’Ospedale di Spilimbergo 157 tute monouso. Un numero di tute che dovrebbe esser sufficiente ad assicurare 2 settimane di autonomia per le necessità del centro ospedaliero.

FIDAS Basilicata ha donato due ventilatori polmonari alla sanità lucana. Una scelta compiuta dal direttivo regionale FIDAS per continuare ad essere di ausilio concreto per la sanità regionale.

FIDAS Imperia ha avviato una raccolta fondi volta ad acquistare presidi sanitari a tutela del personale medico dell’ASL locale.

– A Parma FIDAS Schiaffino ha acquistato otto barelle munite di accessori per il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Maggiore (acquisto effettuato in coordinamento con le dottoresse Sandra Rossi, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza e della 1^ Anestesia Rianimazione, e Silvia Orzi, direttore Servizio interaziandale acquisizione beni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Ausl di Parma). Sempre a Parma FIDAS Barilla recapita quotidianamente alla mensa dell’ospedale merendine e biscotti e a cadenza bisettimanale consegna 3.000 bottigliette d’acqua per il personale sanitario.

FIDAS Treviso: il gruppo di Cordignano, avendo rinunciato alla giornata del donatore, ha deciso di devolvere le risorse che avrebbe speso all’ospedale di Vittorio Veneto.

 

Nelle ultime due settimane grande il lavoro delle associazioni di donatori in favore della raccolta. Ecco cos’ha fatto la Fidas, ma ora non bisogna mollare la presa

L’attore e calciatore della Nazionale Calcio Attori Ferdinando Giordano presso l’EMATOS FIDAS

Nei giorni passati vi abbiamo raccontato la campagna Avis #escosoloperdonare, ma l’impegno delle associazioni per mobilitare i donatori e l’intera comunità verso il dono del sangue è stato grande, e anche Fidas ha messo in piedi numerose iniziative che a 360° hanno aiutato la raccolta, così come le necessità di pazienti e ospedali in tempo di Coronavirus.

Che tipo di iniziative? Per esempio, in Piemonte, FIDAS Monregalese (una delle Federate FIDAS Piemontesi), si è mossa a sostegno dell’Ospedale di Mondovì (CN) attraverso la donazione di un macchinario utile alla cura dei pazienti (lo vediamo in figura 1), ovvero l’esecutore dell’ECG endocavitario” (simile a una apparecchiatura per i raggi X) che sarà inserito nel reparto infettivo.  Ecco la sua funzione in dettaglio.

L’Esecutore ha la funzione di permettere la verifica del corretto posizionamento del cateterino utilizzato nei pazienti sia per la somministrazione delle terapie che per l’alimentazione: dunque uno strumento di fondamentale importanza in questo periodo di particolare emergenza.  Ciò permetterà ai pazienti in terapia di poter usufruire di controlli senza essere spostati in altri reparti. E’ previsto che la strumentazione possa essere in funzione già dopo il 25 marzo.  “Il macchinario che abbiamo donato – spiega Mauro Benedetto, Presidente dei donatori di sangue della FIDAS Monregalese – è stato voluto fortemente dai donatori di sangue, persone insostituibili che hanno fatto del ‘dono’ uno stile di vita, una normalità. 

Uniti contro il Coronavirus I donatori di sangue della FIDAS Monregalese regalano un’apparecchiatura di ultima generazione all’Ospedale di Mondov ( (1)

Fig. 1

A Roma, invece, l’associazione confederata Ematos Fidas, ha promosso il dono assieme alla Nazionale Italiana Calcio Attori, che ha dimostrato grande solidarietà. Moltissimi membri della squadra si sono infatti recati al Fatebenefratelli-Isola Tiberina per donare, e sottolineare così l’importanza della raccolta sangue e degli emocomponenti. Tra i nomi che hanno donato, Luca CapuanoAndrea PretiFerdinando GiordanoVittorio HamartzMichele FazzittaGiuseppe Zeno, come possiamo vedere in foto.

L’attore e calciatore della Nazionale Calcio Attori Michele Fazzitta – presso l’EMATOS FIDAS

Michele Fazzita

L’attore e calciatore della Nazionale Calcio Attori Ferdinando Giordano presso l’EMATOS FIDAS

Ferdinando Giordano

L’attore e calciatore della Nazionale Calcio Attori Giuseppe Zeno presso l’EMATOS FIDAS

Giuseppe Zeno

Le tante iniziative delle ultime settimane hanno spinto Gianpietro Briola, coordinatore CIVIS oltre che presidente di Avis nazionale (che di recente abbiamo intervistato su Buonsangue) a scrivere una lettera di ringraziamento a tutti i donatori. Eccola di seguito:

Carissimi, la risposta di tutti voi alla richiesta di sangue costante di queste settimane ha rappresentato una delle notizie più belle che potessimo raccontare. Come sapete l’emergenza che sta colpendo il nostro Paese non può lasciarci indifferenti di fronte alle necessità che tanti pazienti continuano ad avere. Oltre 1800 persone, ogni giorno, hanno bisogno di trasfusioni: circa la metà di loro sono pazienti talassemici, leucemici o con altre forme oncologiche che richiedono scorte ininterrotte per vedersi garantire terapie e speranze di vita. Tutto questo continua a essere possibile grazie a voi e al vostro gesto periodico, anonimo, volontario, gratuito, responsabile e associato. Oltre agli appelli che come Cns e Civis abbiamo lanciato nelle ultime settimane, anche numerosi rappresentanti dello spettacolo e dello sport si sono uniti alla nostra mobilitazione. Un atto di sensibilità che avete colto in massa e che ha visto i donatori di tutte le regioni italiane farsi avanti per il bene degli altri. Grazie alla vostra sensibilità abbiamo dimostrato ancora una volta cosa significa essere volontari e quanto l’impegno di ognuno di noi sia fondamentale per il benessere della collettività. Continuare a donare è fondamentale, ma per farlo è ancor più fondamentale prenotare la donazione, contattando la propria associazione o il proprio centro trasfusionale ed evitare così assembramenti all’interno delle sale e garantire una programmazione continua e costante in linea con le esigenze degli ospedali. La solidità del nostro Sistema sanitario e la salute di tantissime persone dipendono dal singolo gesto di ognuno di noi.

            Grazie per tutto quello che state facendo,    

Gianpietro Briola

Coordinatore Pro Tempore CIVIS

 

Ora, è evidente non bisogna mollare la presa, e continuare a prenotarsi per donare anche nelle prossime ore, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane.

Una brutta notizia scuote il mondo dei donatori: nella notte è scomparso il presidente Fidas Aldo Ozino Caligaris

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Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai dare. Nella notte di ieri è scomparso Aldo Ozino Caligaris, presidente di Fidas e tra i professionisti più autorevoli del sistema trasfusionale italiano. Ecco in basso il post Facebook di Fidas che annuncia l’accaduto.

Su Buonsangue Aldo Ozino Caligaris abbiamo ascoltato spesso, e altrettanto spesso abbiamo dato testimonianza delle sue iniziative, dei suoi alti valori, e lo abbiamo anche intervistato.

Ecco dunque qualche articolo per ripercorrere alcuni momenti della sua preziosissima attività a servizio del bene pubblico.

Ci sembra il modo migliore per salutarlo.

Aldo Ozino Caligaris: “Con la libera concorrenza più confronto Ma il plasma donato va valorizzato al massimo”

Convegno Fiods all’hotel Ergife di Roma, l’obiettivo principale è soprattutto uno: salvaguardare la donazione gratuita e volontaria

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

Continua il progetto “Giovani Fidas: promotori di salute”. La prevenzione contro gli stili di vita non corretti che generano le principali malattie è un’impresa da giovani

Giornata Mondiale contro il cancro - FIDAS Giovani

Che sarebbe stata un’avventura lunga e appassionante ve lo avevamo detto già lo scorso 2 dicembre, raccontandovi il progetto nelle sue premesse: “Giovani Fidas: promotori di salute”, il viaggio che i giovani volontari Fidas tra i 18 e i 28 anni vogliono compiere tra la gente per diffondere la cultura dei corretti stili di vita, arriva in questi giorni alla sua seconda tappa.

La premessa “filosofica” dell’iniziativa è da sottolineare e ribadire: gli studi scientifici dimostrano che nel nostro tempo molte tra le principali problematiche di salute sono la conseguenza di stili di vita non corretti, e che basterebbe poco per migliorarli ottenendo numerosi vantaggi per la salute pubblica.

Informare la popolazione e individuare i principali fattori di rischio. Questi, dunque, gli obiettivi dei giovani volontari Fidas, il cui coordinatore nazionale, Elia Carlos Vazquez, ha collegato in modo chiaro e diretto all’aumento di donatori di sangue direttamente collegato a una società mediamente più sana. “Evitando il diffondersi di malattie – ha detto Vasquez –  non solo migliorerà la salute della popolazione ma si aumenterà anche il numero di soggetti idonei a prestare questo servizio (la donazione n.d.r.) garantendo in futuro un bacino sempre maggiore di donatori di sangue.”

 

Dopo il primo evento, in concomitanza con la Giornata mondiale della lotta contro l’Aids, lo sforzo informativo dei ragazzi sarà rivolto alla lotta contro il cancro, anche in questo caso a partire dall’occasione fornita della giornata mondiale, che cadeva ieri 4 febbraio.

Di quanto sia importante incrementare la lotta al cancro attraverso la prevenzione è perfino superfluo parlarne. Dal comunicato stampa di Fidas a presentazione dell’evento apprendiamo infatti che “I dati dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) indicano per il 2016 (ultimo anno disponibile) 179.502 decessi attribuibili a tumore, tra i circa 600.000 decessi verificatisi in quell’anno. I tumori sono la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Si può affermare che, mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di un tumore. Secondo i dati pubblicati nella terza edizione del “Cancer Atlas”, frutto della collaborazione tra la American Cancer Society (ACS), l’Unione internazionale per il controllo del cancro (UICC) e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), nel 2018, nel mondo, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore, una cifra destinata ad aumentare di circa il 60% entro il 2040 a causa dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione mondiale.”

Numeri eclatanti che fanno preoccupare, e che ci devono spingere a migliorare laddove è possibile incidere con le nostre scelte. Le malattie tumorali contano tra i principali fattori di rischio il consumo di droghe e alcol, l’obesità, l’esposizione al fumo, la dieta adottata e la mancanza di attività fisica, ma anche infezioni e l’esposizione a sostanze cancerogene o radioattive determinate da condizioni chimico-fisico-ambientali. Tutti agenti il cui impatto può essere limitato dai comportamenti individuali in base al grado di consapevolezza, fattore in grado di aumentare ancora i numeri dei pazienti sopravvissuti dopo la diagnosi.

Ma cosa faranno, in concreto i volontari Fidas? Ce lo spiega il comunicato di presentazione.

“Il Coordinamento Giovani FIDAS, che per l’evento ha preparato del materiale informativo da distribuire, ha in calendario diversi appuntamenti dedicati alla prevenzione, tra i principali segnaliamo: Mondovì (CN), il gruppo Giovani della FIDAS Monregalese organizzerà, il 7 febbraio, una conferenza per riflettere sulla diagnosi e la prevenzione. Il gruppo Giovani FIDAS di Pordenone l’8 febbraio organizzerà un banchetto informativo presso il centro commerciale Bennet di Sacile (PN). Gli eventi proseguono fino all’8 marzo, quando il Coordinamento Regionale FIDAS del Piemonte sarà unito contro il cancro partecipando alla corsa non competitiva “Just the Woman I am” che si svolgerà a Torino: una giornata di sport, cultura, divertimento e solidarietà a sostegno della ricerca universitaria sul cancro.

Infine, il futuro. Il lavoro di prevenzione non si ferma a questi eventi ma proseguirà anche nei prossimi mesi, con la Giornata Mondiale dello sport e della salute (6 e 7 aprile), la Giornata Mondiale per la lotta al fumo (31 maggio) e culmineranno nel 14 giugno con la Giornata Mondiale del donatore di sangue che quest’anno si celebrerà in Italia. Un programma fitto e impegnativo che continueremo a seguire.

“PLASMARE”, il corso sulla filiera del plasma per i dirigenti Fidas. Un’occasione perfetta per accrescere la consapevolezza su un settore strategico

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Formare sul ciclo del plasma e la plasmaferesi, al fine di migliorare sempre di più la raccolta e alimentare il metodo del conto-lavoro, peculiarità italiana nella produzione dei farmaci salva vita: venerdì 6 e sabato 7 dicembre la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) ha organizzato, in collaborazione con Farmindustria, il corso di formazione “PLASMARE” rivolto ai Presidenti regionali e ai componenti del Consiglio direttivo nazionale e del Coordinamento Giovani FIDAS.

Ma perché questo corso di formazione per dirigenti Fidas su tutti i dettagli della filiera del plasma è stato importante e porterà sicuramente arricchimento nel settore e poi al pubblico?

Ce lo spiega il comunicato Fidas.

“Il programma del corso presenta temi relativi alle tecniche di lavorazione del plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si affronteranno tematiche relative agli aspetti normativi ed etici con la presentazione di alcune buone pratiche presenti in Italia. A completamento del corso non mancherà un confronto con il sistema europeo ed Internazionale. Grazie alla partecipazione di Alessandro Segato, Presidente di AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) saranno presentate ai partecipanti testimonianze dei riceventi. Il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue, illustrerà il tema dell’autosufficienza in plasma e medicinali plasmaderivati”.

Un programma ricco dunque, che nel dettaglio è riportato in figura 1 e 2.

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Fig. 2

Moltissimi i relatori autorevoli, da Giancarlo Liumbruno direttore del Cns a Simona Carli, responsabile del Centro regionale sangue Toscana, da Stefania vaglio del Centro regionale sangue del Lazio ad Aldo Ozino Caligaris presidente Fidas, che ha raccontato così l’iniziativa. “PLASMARE è il primo corso per Responsabili associativi sulla materia del plasma e della produzione dei medicinali plasmaderivati realizzato con un approfondimento della materia specifica. Attraverso il corso si intendono approfondire gli aspetti normativi e qualitativi relativi all’utilizzo del plasma proveniente da donazioni volontarie e non remunerate volto alla produzione di medicinali plasmaderivati. Il corso intende inoltre approfondire gli aspetti qualitativi relativi al conseguimento dell’autosufficienza per questi farmaci salvavita ottenibili soltanto dal frazionamento industriale e dalla lavorazione del plasma”.

Come sa chi segue Buonsangue e i suoi report mensili sulla raccolta plasma, secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Sangue, nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2019 si è registrato un incremento delle donazioni rispetto a quanto registrato nello stesso periodo nell’anno precedente (715.401 donazioni nel 2019 rispetto alle 698.236 donazioni raccolte nel 2018), ed è proprio per questo che non bisogna mollare la presa. Vuol dire che fare cultura della donazione di plasma serve e per avvicinarsi un’autosufficienza che ancora non è stata raggiunta.