Il premio giornalistico Sturvi, l’eccellenza nel raccontare l’universo sangue

Quando si parla di cercare le eccellenze nel modo di raccontare l’universo sangue sui media, non si può non chiamare in causa il Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” , che è arrivato alla sua undicesima edizione.

Negli ultimi mesi il mondo del sangue, anche grazie alla pandemia, ha avuto una certa ribalta mediatica, basti pensare al caso del plasma iperimmune che è diventato un tema mainstream grazie anche alle Iene.

In questo scenario, avere un premio importante che possa stabilire un canone di qualità informativa è sicuramente un fatto positivo, e infatti Buonsangue segue da tempo, anche come giurato, le vicende di ogni edizione.

Il mondo dell’informazione nel corso del tempo ha mostrato un crescente interesse verso questo Premio intitolato alla memoria di Isabella Sturvi, a lungo responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, recita il comunicato stampa che annuncia le regole di questa nuova edizione, le date di scadenza e le categorie:

I giornalisti che intenderanno partecipare al Premio dovranno far pervenire i propri lavori entro il 24 luglio 2021.

Anche quest’anno il premio è articolato nelle sezioni: “nazionale”, “locale” ed “emergente” (quest’ultima riservata a giovani giornalisti che alla data della pubblicazione del bando non abbiano compiuto il 35mo anno d’età).

Potranno concorrere quanti avranno realizzato articoli o inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, agenzie di stampa o internet, servizi o inchieste audio o video trasmessi da radio e tv. Il Consiglio Direttivo Nazionale FIDAS si riserva di attribuire un premio speciale, riservato al giornalista che, non risultando vincitore nelle tre sezioni, abbia realizzato un prodotto valido e significativo, rispondente agli obiettivi del premio.

La necessità di fissare i paletti di un’informazione di qualità è anche il focus scelto da Giovanni Musso, presidente nazionale Fidas, per raccontare il premio: “Mai come quest’anno, a causa della pandemia, i media hanno acceso i riflettori sul mondo della donazione del plasma, oltre che sulla donazione di sangueIl Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” da anni ormai opera per segnalare all’attenzione pubblica quei giornalisti e quelle trasmissioni che promuovono una corretta informazione in tema di dono. Auspichiamo che in tanti colgano l’occasione per candidarsi a questa edizione del Premio

A questo link, il BANDO di partecipazione.

#EmatosRedSummer alla sua nuova edizione. E il web si tinge di rosso

Un’iniziativa social che è perfetta per l’estate: #EmatosRedSummer è la campagna che chiede a ogni donatore di sangue di immortalare un momento della sua estate connotata dal colore rosso simbolo del dono, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma: la sua immagine farà poi il classico “surf” tra i social associativi.

Naturalmente, più saranno i momenti in rosso, grazie alla bellezza di scattare foto e condividerle on-line, più il messaggio di quanto è importante donare sangue anche d’estate si diffonderà.

Ci auguriamo dunque che la campagna, giunta alla sua seconda edizione dopo un bel successo lo scorso anno, sia utile per implementare la raccolta sangue in un momento difficile come quello estivo, che come sappiamo è endemicamente difficile.

Ecco le parole di Samantha Profili, Presidente EMATOS FIDAS, che ha spiegato così questa bella idea: «L’#EmatosRedSummer nasce nell’estate 2020, dopo mesi difficili e pesanti per tutti, per parlare di donazione in estate non evocando la carenza che spesso caratterizza i messaggi delle Associazioni ma la vitalità che accomuna entrambi i temi. La campagna si svolge poi sui social con una dinamica che non esclude nessuno, anzi i non donatori possono partecipare ed entrare in contatto con il nostro mondo. Lo riproponiamo perché l’interazione è stata positiva, ha coinvolto anche donatori e federate FIDAS in Italia e ci piace mettere in circolo il rosso che è in noi».

Ora non resta che scattare e partecipare.

Da giorni è online il nuovo sito di Fidas, più chiaro, più ricco, più moderno

Ci voleva un restyling al sito di Fidas, e la nuova versione, online ormai da diversi giorni, ci piace e ci convince molto.

L’impatto visivo è molto chiaro e moderno, con una home scorrevole da destra verso sinistra che consente di alternare varie aperture, ampliando così l’impatto informativo iniziale dei visitatori.

Nel menù della barra superiore ci piace moltissimo il pulsante “Dona ora”, che consente, con un solo click, di aprire una nuova pagina (figura 1) e proporsi come donatore di sangue e trovare la confederata più vicina.

Fig.1

Andando sulle linee orizzontali si accede invece con molta semplicità all’intera struttura del sito, e poi con un altro click alla sezione desiderata. Come si vede in figura 2, le sezioni sono davvero molte e ben organizzate, tra informazioni generali sull’associazione, le info per i donatori, la sezione notizie, le risorse utili a livello legislativo e le classiche Faq.

Fig.2

Molto bene, ancora, la slide informativa che si trova subito dopo le aperture scorrendo verso il basso, una sintesi perfetta delle necessità del sistema tradotta in infografica, con i numeri espressi in modo molto chiaro e in grado di far comprendere subito all’internauta che arriva sul portale perché donare è importantissimo.

Fig. 3

Infine, di rilevante c’è una nutrita sezione notizie, che rimanda ai dati Sistra sulla situazione delle carenze sangue, alle informazioni generale che è bene che tutti i donatori conoscano, prima delle testimonianze di donatori e riceventi che rendono vita vissuta le informazioni trovate in precedenza.

Un portale chiaro e ricco di informazioni è sicuramente uno strumento decisivo per un’associazione moderna, al servizio dei donatori e dalla parte di chi dona. Anche attraverso i giusti strumenti è possibile aumentare la cultura del dono, e di conseguenza, la rilevanza della raccolta in chiave dell’autosufficienza.

Donatori di sangue e famiglie dell’oncoematologia pediatrica: la sinergia è compiuta

Il mondo del volontariato che regge la raccolta sangue e offre un aiuto importante al sistema sanitario nazionale diventa più forte quando riesce a lavorare sinergicamente. Ecco perché va valutata molto positivamente la sinergia, appena nata, tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

A dare la notizia è stato un comunicato congiunto che riportiamo qui nei suoi passaggi salienti:

Roma, 18 maggio 2021 – Il mondo del dono del sangue in Italia si arricchisce di una nuova collaborazione. Il 14 maggio 2021 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni
Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

Le due Federazioni si stringono in un sodalizio volto alla promozione del dono del sangue e degli emocomponenti quale terapia indispensabile per i pazienti dell’Oncoematologia Pediatrica: sono circa 1.400 i bambini e 800 gli adolescenti che ogni anno, in Italia, ricevono una diagnosi di leucemia o tumore. Per molti di questi giovani sono necessarie trasfusioni di piastrine (per far fronte alle possibili emorragie) e di globuli rossi (per contrastare le gravi anemie).

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, commenta così il sodalizio: «Come Federazione di associazioni di donatori dobbiamo ricordare sempre la motivazione del nostro impegno: i pazienti che necessitano di terapia trasfusionale, tra i quali troviamo anche molti giovani pazienti.

Con il protocollo sottoscritto oggi tra FIDAS e FIAGOP intendiamo impegnarci nel far conoscere l’importanza del dono gratuito, anonimo e responsabile del dono per le famiglie dei piccoli e giovani pazienti che stanno affrontando la diagnosi di leucemia o tumore».

Angelo Ricci, Presidente FIAGOP, ha commentato il momento della firma dichiarando: «Chiunque abbia attraversato l’esperienza della malattia oncologica, ancor più se ematoncologica, del proprio figlio conosce l’importanza di avere sempre disponibile sangue o suoi derivati come veri e propri salvavita. Per questo motivo è importante far sì che cresca la cultura della donazione, ed è per questo obiettivo che oggi Fiagop e FIDAS hanno sottoscritto il loro protocollo di intesa».

Ciò che emerge con forza, allora, è il fil rouge tra donatore e paziente, che pur nell’anonimato del dono sono legati da un filo d’acciaio, indissolubile che offre enorme benessere sia ai donatori che ai riceventi.

In vista del World blood donor day 2021, ci sembrano i passi più belli da fare: quelli che si compiono insieme.

Le “supermamme” di Verona incitano a donare sangue con Fidas

Unire al dilettevole…l’utile.

Tra qualche giorno, domenica 9 maggio, si festeggerà la Festa della mamma, e le mamme speciali di Fidas Verona, le supermamme, hanno avuto una bellissima idea: al grido di “Mamme, fatevi un bel regalo: donate il sangue!” lanciano il loro utilissimo appello a tutte le madri veronesi, invitandole a compiere il gesto più bello è solidale che si possa compiere.

A spiegare l’iniziativa, interviene Chiara Donadelli, presidente provinciale di Fidas Verona, madre di due figlie: “Le mamme – ha detto -sono abituate a donare ogni giorno: tempo, energie, creatività; perché non il sangue? Specialmente in questi lunghi mesi di pandemia, per le mamme non è stato semplice conciliare lavoro, famiglia e impegni; però, come sempre, ci sono riuscite: ecco perché chiediamo loro di riflettere su questa possibilità e di avvicinarsi al percorso della donazione”.    

Donando sangue, le mamme per Fidas Verona diventano “Supermom” (supermamma). E il perché ce lo spiega la stessa Donadelli: “Non ci vogliono dei superpoteri per diventare donatrici, basta godere di buona salute. Al contempo, con questa parola vogliamo ringraziare tutte le mamme che già oggi donano e contribuiscono a garantire il fabbisogno di sacche necessario agli ospedali”.

Ma come faranno le supermamme a coinvolgere il più alto numero di mamme possibili? Lo spiega il comunicato di Fidas Verona:

Vista l’impossibilità di fare promozione in presenza, la campagna di sensibilizzazione viaggerà col passaparola virtuale: dai gruppi Whatsapp alle pagine Facebook delle 79 sezioni di Fidas Verona sparse tra città e provincia.  

Bello, per esempio, l’appello di Elisa Tosi (nella foto in alto con la sua famiglia) 39enne di Colognola ai Colli, vicepresidente della sezione locale di Fidas Verona e coordinatrice dell’ufficio chiamate per la zona Verona Est. Se ho trovato io il tempo di andare a donare, con un lavoro a tempo pieno nell’officina di famiglia e tre figli da crescere, può farcela chiunque altra!», dice con entusiasmo. Mamma di Matteo (10 anni), Francesco (quasi 9) e Nicola (3 e mezzo), Elisa racconta di non aver smesso di donare nemmeno con la pandemia. «Mai come in questo periodo storico dovremmo aver compreso che la salute è un bene prezioso – sottolinea. Io ho iniziato tardi, solo cinque anni fa, dopo che mio papà Mario, donatore di sangue per 40 anni, è stato operato per un tumore: essere diventata donatrice per me è un orgoglio, oltre che un bel ricordo che mi lega a lui, ora che non c’è più»”.

Tutte le “Supermamme” che volessero saperne di più possono consultare il sito www.fidasverona.it o contattare la sezione Fidas Verona più vicina. Per donare bisogna pesare almeno 50 kg e avere tra i 18 e i 65 anni. Per prenotare la prima visita basta telefonare al numero verde gratuito 800.310.611 (da fisso), allo 0442.622867 (per chiamate da cellulare), al 339.3607451 (cellulare per telefonate/sms) o inviare una mail a prenota.trasfusionale@aulss9.veneto.it.

In Valle d’Aosta arrivano gli ambasciatori del dono Fidas: chi sono e cosa fanno

Le associazioni possono dare il via e dettare la linea, possono lavorare sul territorio e organizzare eventi, gestire le donazioni e fare proselitismo, ma non bisogna dimenticare l’importanza dei singoli e del potere che hanno di diffondere i valori del dono in famiglia, tra le cerchie di amici, tra i colleghi.

Per unire al meglio queste due istanze, Fidas Valle d’Aosta ha ideato il primo gruppo di “Ambasciatori del sangue 2021”, cittadini che hanno accettato di impegnarsi per diffondere i valori e le ragioni più importanti che spingono a donare sangue negli ambiti della loro vita e carriera.

Ecco il comunicato stampa di Fidas Valle d’Aosta che spiega l’iniziativa. Noi speriamo che un progetto simile – da sicuro impatto culturale nel medio e lungo periodo – possa prendere piedi in tanti altri posti nel Paese.

“Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta con orgoglio presentano il primo gruppo di “Ambasciatori Fidas del dono del sangue 2021 “.
I primi sono (da sinistra a destra nella foto in alto): Noemi Junod, Francesco Fida, Piermario Rudda, Gianluca Masullo, Cristina Droz, Stefania Mus, Antonio Foti e Tiziano Schiavinato.

Ad ognuno di loro FIDAS Valle d’Aosta esprime gratitudine e augura buon impegno a favore della promozione e diffusione della cultura del dono del sangue.
Chi sono ? Donne e Uomini residenti in Valle d’Aosta, mamme, papà, volontari di associazioni, studenti, sportivi, docenti, pazienti, trapiantati, che hanno accolto la proposta FIDAS e manifestato la loro disponibilità nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue nei propri ambiti professionale nelle loro cerchie di amicizie e di influenza, diventando Ambasciatori del gesto del DONO del sangue FIDAS.
Cosa significa essere Ambasciatore del dono di sangue FIDAS ? Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa rappresentare un gesto civico di solidarietà, comunicare attraverso la propria testimonianza l’importanza del gesto del dono del sangue, diffondere un impegno civico importante, partecipare alla costruzione di nuove e rinnovate alleanze con appartenenti e o aderenti a categorie
professionali o associazioni, stringere relazioni e costruire ponti con ambiti e strati sociali diversi affinché diventi virale e contagioso il dono del sangue.

Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa esercitare una capacità sociale inclusiva, di libertà, di far lievitare la coesione sociale, di abbattere differenze di ogni genere e di mettere al centro il paziente, al quale offrire speranza di vita.
Un compito delicato e importante attraverso il quale vogliamo veicolare il grandissimo valore di un gesto anonimo, gratuito, periodico e responsabile quale appunto quello del dono del sangue.

Donare il sangue è un dovere civico al cospetto del quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Tutti possono donare il sangue: è necessario aver compiuto il 18 anno di età, di non aver superato il 60° anno di età, di avere un peso pari o superiore a 50 kg., di godere di un buon stato di salute e di osservare uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita.

Infine, ma non per ultimo, diventare Ambasciatore del dono del sangue FIDAS offre ai cittadini valdostani la grande occasione di conoscere e partecipare alla vita associativa, offrendo a tutti la possibilità di conoscere e confrontarsi con le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Offre la possibilità di essere protagonista attivo della grande rete trasfusionale, avendo come importante punto di riferimento il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Un ruolo esaltante che confidiamo possa essere motivo di impegno attivo per tantissimi giovani, risorse importantissime per un necessario e auspicabile ricambio generazionale. Fidas Valle d’Aosta ripone nel lancio di questa iniziativa grande entusiasmo e confida in una ventata di nuove assunzioni di responsabilità, capace di rappresentare il gesto del dono del sangue di tutti quei tantissimi cittadini residenti in Valle d’Aosta che ancora non sono donatori di sangue.

Era intenzione FIDAS, proporre questa proposta dal vivo con una bellissima serata musicale durante la quale presentare i volti e le emozioni dei nostri Ambasciatori del dono del sangue. Purtroppo l’emergenza pandemica legata al COVID19 e le conseguenti restrizioni hanno dirottato la presentazione degli Ambasciatori in una modalità virtuale. Invitiamo tutti a prendere visione dei link per conoscere i nostri Ambasciatori del dono FIDAS consultando il nostro sito internet www.fidasvda.it oppure seguendoci su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, You Tube”.

Per ulteriori info chiama 3488418095 oppure scrivi a fidasvda@gmail.com

Premio Sturvi per i migliori articoli sul sangue, ecco i vincitori 2020

Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini, vincitrici sezione nazionale con Donatella Barbetta

Ieri, lunedì 14 dicembre, sono stati annunciati i vincitori della X edizione del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, di cui Buonsangue ha l’onore di far parte della giuria. Premiare i giornalisti che hanno un ruolo importante nella diffusione dei valori del dono e dell’informazione sul sistema trasfusionale fatta nel odo giusto, con qualità e il massimo dell’oggettività, è un percorso culturale di cui è un onore far parte.

Ecco il comunicato che svela i vincitori:

“L’annuncio è avvenuto in diretta streaming dai canali ufficiali della FIDAS Nazionale.
Ancora una volta le storie dei pazienti che hanno toccato da vicino l’importanza del dono sono le protagoniste del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. Storie che permettono di comprendere quanto un gesto normale, di responsabilità civica, possa essere fondamentale nella vita dei pazienti.
Non solo donazione di sangue, però: in questa X edizione del Premio si registra infatti un’apertura anche ad altre forme del dono. Le vincitrici della sezione nazionale del Premio ci introducono, oltre alla donazione del sangue, anche all’importanza del dono del midollo osseo e del latte materno. Sono Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini con l’articolo “Natale 2019: fra i regali anche le donazioni di sangue” pubblicato su Vogue Italia. La giuria presieduta dalla dott.ssa Donatella Barbetta ha sottolineato come l’articolo “presenti un’idea originale, un filo rosso che unisce mondi diversi della generosità. Un’esposizione chiara e accattivante, con tanti riferimenti, e la presenza dell’incentivo al fare di più”.
Antonella Formisani ha conquistato il premio per la categoria locale con l’articolo “I genitori raccontano tre storie di bambini malati: <>” pubblicato da Il Centro. Un articolo in cui sono protagoniste le storie di tre famiglie, mamma, papà e bimbi. Storie di bambini che hanno ricevuto trasfusioni.
Infine si è aggiudicato il premio della categoria emergente, rivolta ai giornalisti, praticanti e pubblicisti under 35, Marco Marini. “Superdonatore: esempio per i giovani” pubblicato su Il Giornale di Vicenza. Marini ha raccontato nel suo articolo la storia di un donatore che dopo l’incontro con una paziente che lo ringrazia per la sua generosità, si impegna a non fermarsi ma a continuare a donare. Ad oggi il superdonatore ha superato la bellezza delle 200 donazioni.
Il Premio, per la FIDAS, rappresenta uno strumento per celebrare l’impegno dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Il Presidente Nazionale, Giovanni Musso, ha dichiarato: «Il Premio Giornalistico celebra quella stampa che in maniera completa e corretta divulga il messaggio della donazione del sangue e dell’importanza del Sistema Trasfusionale e delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue».
Hanno preso parte all’evento anche la dr.ssa Maria Rita Tamburrini, Direttore Ufficio VII del Ministero della Salute – Trapianti, sangue ed emocomponenti, che ha ricordato la dr.ssa Isabella Sturvi alla quale è dedicato il Premio e Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS che ha fortemente voluto il Premio. Il dr Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, è intervenuto sottolineando l’importanza di una corretta informazione. Il dott. Cristiano Lena, Direttore del trimestrale “Noi in FIDAS” ha ricordato il professor Cravero, ex Presidente Nazionale FIDAS e storico membro della Giuria del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, scomparso lo scorso ottobre”.

Fidas Verona dona agli studenti 2000 boccette di gel igienizzante per le mani

Un gesto al tempo stesso utile e generoso, quello che dai donatori di sangue di Fidas Verona ha coinvolto le scuole del territorio. Con lo slogan “Una goccia di gel protegge la salute, una sacca di sangue dona la vita” i donatori di sangue delle sezioni di Alcenago, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese-Azzago, Erbezzo, Grezzana, Lugo, Romagnano, Roverè Veronese e Stallavena hanno donato 2000 boccette di gel igienizzante per le mani agli studenti, per prevenire il Covid-19 e al tempo stesso sensibilizzare alla donazione di sangue, a conferma del legame profondo tra Fidas e nuove generazioni.

«Purtroppo in questo difficile momento è quasi impossibile promuovere il dono del sangue – ha detto Claudio Zanini, coordinatore della Zona Nord di Fidas Verona durante la consegna del dono – Così abbiamo deciso di essere vicini a tutti i bambini e ragazzi della Valpantena e della Lessinia con questo gesto, convinti che la promozione all’interno delle scuole sia fondamentale per far crescere nuovi donatori».     

La presidente di Fidas Verona, Chiara Donadelli, ha aggiunto «La pandemia ci ha resi ancora più consapevoli di come le nostre scelte possano influire sulla salute nostra e delle altre persone. Ai ragazzi delle scuole doniamo il gel che speriamo possa aiutarli a proteggersi in questo periodo, augurandoci che un domani scelgano di donare il sangue per aiutare il prossimo, entrando a far parte della grande famiglia di Fidas Verona».

La consegna

La consegna è avvenuta grazie a un’evento nel quale i donatori hanno incontrato una rappresentanza di studenti e insegnanti, Queste le parole del dirigente scolastico dell’IC “Pascoli” Sergio Cavarzere: «Sono donatore di sangue da vent’anni e ogni volta che esco dal Centro trasfusionale sento di aver ricevuto tanto oltre ad aver dato».

Nonostante le restrizioni, la formazione Fidas va avanti: tanti esperti e una plenaria telematica a disposizione dei volontari

La formazione di Fidas dedicata ai volontari e ai responsabili associativi che vorranno “approfondire conoscenze e competenze per una più efficace promozione del dono”, non si ferma a causa del Covid-19, ma anzi va avanti con ancora più energia in versione telematica e plenaria sabato 14 novembre.

Del FIDASLab, (qui l’intervista a Chiara Ferrarelli) abbiamo parlato tanto su Buonsangue, segnalando ogni anno la sostanza di corsi di formazione e i dettagli didattici, e anche nel 2020 l’urgenza di formazione ad alto livello è forte. Ecco perché Fidas si è affidata a esperti dei settori che meritano di essere approfonditi con l’ampia platea di partecipanti, che anzi, cresce proprio grazie alla modalità streaming: in questa prima parte del FIDASLab, infatti, saranno ben 230 i partecipanti.

Molti gli argomenti e le discipline contemplate per la riunione plenaria: Massimiliano Bonifacio, medico ematologo, Consigliere Nazionale FIDAS e membro del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Nazionale Sangue, approfondirà il tema della donazione ai tempi del COVID-19. Il Commissario Capo della Polizia di Stato, Ireneo Turco, illustrerà le specifiche legate all’organizzazione e alla gestione delle manifestazioni pubbliche. Il dottor Tommaso Sardelli, docente di Teoria e tecniche di Fotografia e Comunicazione Visiva presso l’Università Pontificia Salesiana, presenterà le modalità di gestione degli strumenti per riunioni, conferenze e webinar. Infine spazio alla creatività con Marsha De Salvatore, attrice italo-americana e da anni amica di FIDAS, che presenterà la sua testimonianza di paziente affetta da talassemia attraverso lo spettacolo teatrale “DM55: non si può cavare sangue da una rapa”, opportunamente rivisitato e adattato per una migliore fruizione via streaming.

Non è tutto, durante il corso di formazione saranno molte altre le materie da approfondire, tutte conoscenze in grado di calare i volontari nella realtà del lavoro quotidiano: content creation, public speaking, progettazione sociale, ufficio stampa, graphic design, terzo Settore e gestione della privacy, e infine gestione degli strumenti per riunioni, conferenze e webinar.

Ecco le dichiarazioni sul FIDASLab di Mauro Benedetto, Consigliere Nazionale Fidas con delega alla formazione, che ci spiega l’importanza di aiutare i volontari ad aggiornarsi di continuo, per essere pronti a sostenere le sfide della contemporaneità: «Operare nel mondo del volontariato senza una formazione specifica – conferma Benedetto – oggi è praticamente impossibile. Basta pensare alla massa di normative che il legislatore emana periodicamente e per le quali occorre avere una chiara interpretazione, pena portare fuori assetto la propria federata. Vi è poi l’importante settore della comunicazione, arma fondamentale per trasmettere i messaggi sul dono, che va aggiornata e modulata continuamente affinché l’informazione passi sempre forte e chiara. Ritengo inoltre che quanto più i nostri quadri saranno preparati e ‘professionali’ più diventeranno credibili ed ascoltati. Ciò non potrà che portare loro entusiasmo e rendere più leggero il carico del lavori.».

Nazionale di calcio attori ed Ematos: una squadra vincente

Già nel periodo più complicato nel lockdown ne avevamo parlato: la nazionale di calcio attori, in collaborazione con Ematos, una delle 76 confederate Fidas, aveva contribuito alla raccolta sangue con il dono dei suoi protagonisti: Luca Capuano, Andrea Preti, Ferdinando Giordano, Vittorio Hamartz, Ludovico Fremont, Michele Fazzitta e Giuseppe Zeno.

Una bella iniziativa di solidarietà che aveva avuto luogo nella Sala donatori del Fatebenefratelli-Isola Tiberina, identico scenario di questa nuova donazione. Luca Capuano (in foto), Ludovico Fremont e Ferdinando Giordano, attori emergenti e amati dal pubblico, sono tornati a donare il sangue lo scorso 8 ottobre, nella soddisfazione generale dei coinvolti nell’iniziativa.

Il dottor Livio Lozzi per esempio, Manager della Nazionale Calcio Attori 1971, ha sottolineato la continuità storica dell’impegno civile del suo gruppo: “La Nazionale Calcio Attori, nata nel 1971, da allora continua a compiere gesti di solidarietà. In questo periodo non ci è possibile promuovere la solidarietà scendendo in campo a livello calcistico, dunque ci impegniamo nella donazione del sangue, essendo questa una necessità e un’urgenza per il Paese. Attraverso questa collaborazione tra la Nazionale Calcio Attori 1971 e l’Ematos, i nostri associati periodicamente, in base alle loro possibilità, si recano a donare il sangue”.

Anche Luca Capuano ha sottolineato la portata di felicità che viene dal gesto del dono: “Sono felice di poter trovare il tempo, quei 10 minuti, basta così poco, per poter donare. È un’azione che non comporta alcun tipo di sforzo e regala anche un piacere mentale, il sentirsi meglio con se stessi, perché con un piccolo gesto, veramente piccolo, ti senti importante”.

Un concetto ripreso da Ludovico Fremont, che dal suo account instragram, ha fatto una richiesta speciale ai suoi follower: “Mi raccomando ragazzi, non dobbiamo fermare le donazioni, tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo. Andiamo a donare il sangue!”.

Parole di chiusura per Samantha Profili, Presidente dell’EMATOS, che ha ringraziato la Nazionale attori per la sensibilità dimostrata: “Tutti i calciattori si sono dimostrati sensibili al tema, comprendendo e promuovendo a loro volta l’importanza di una donazione programmata e periodica. A dimostrazione che sport, solidarietà e donazione possono coesistere”.