Differenziare il dono, e aiutare il sistema donando sangue e plasma

Lo abbiamo sottolineato spesso: per aiutare davvero il sistema trasfusionale italiano in un momento difficile in cui l’efficienza ospedaliera esce dall’emergenza Covid-19 e si torna all’attività normale, e per sopperire alle carenze sangue che d’estate colpiscono ogni anno vari territori del Paese, serve donare sia sangue che plasma.

Non è un caso allora che la campagna mediatica di Avis per il 2021 sia incentrata proprio su questa necessità, e spinga – in 30 secondo di immagini evocative e piene di dolcezza, ironia, intelligenza e allegria- tutti i donatori a donare doppio o a scegliere la forma di donazione più consona alle proprie caratteristiche.

La Banca del sangue raro, è stata decisiva anche in piena pandemia riuscendo a far fronte a una maggiore richiesta, e un altro servizio importante che svolge è la raccolta di sangue in grado di incrementare il numero di donatori anche non caucasici, al fine di creare una banca nazionale in grado di competere con l’Europa, come è necessario che avvenga in una società multietnica, visto le conclamate differenze che esistono tra i gruppi sanguigni di persone provenienti da zone diverse del pianeta.

La banca del sangue raro di Milano non è l’unica: anche al sud, a Ragusa, in Sicilia, c’è la Banca Regionale di Gruppi Rari dell’UOC SIMT – Servizi Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, dove sono arrivati a tipizzare più di ventimila donatori.

Lavorando in stretta sinergia, queste realtà riescono davvero a dare un apporto importante ai pazienti bisognosi, rendendo il sistema sempre più efficiente e in grado di contrastare anche le emergenze più stringenti.

#EmatosRedSummer alla sua nuova edizione. E il web si tinge di rosso

Un’iniziativa social che è perfetta per l’estate: #EmatosRedSummer è la campagna che chiede a ogni donatore di sangue di immortalare un momento della sua estate connotata dal colore rosso simbolo del dono, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma: la sua immagine farà poi il classico “surf” tra i social associativi.

Naturalmente, più saranno i momenti in rosso, grazie alla bellezza di scattare foto e condividerle on-line, più il messaggio di quanto è importante donare sangue anche d’estate si diffonderà.

Ci auguriamo dunque che la campagna, giunta alla sua seconda edizione dopo un bel successo lo scorso anno, sia utile per implementare la raccolta sangue in un momento difficile come quello estivo, che come sappiamo è endemicamente difficile.

Ecco le parole di Samantha Profili, Presidente EMATOS FIDAS, che ha spiegato così questa bella idea: «L’#EmatosRedSummer nasce nell’estate 2020, dopo mesi difficili e pesanti per tutti, per parlare di donazione in estate non evocando la carenza che spesso caratterizza i messaggi delle Associazioni ma la vitalità che accomuna entrambi i temi. La campagna si svolge poi sui social con una dinamica che non esclude nessuno, anzi i non donatori possono partecipare ed entrare in contatto con il nostro mondo. Lo riproponiamo perché l’interazione è stata positiva, ha coinvolto anche donatori e federate FIDAS in Italia e ci piace mettere in circolo il rosso che è in noi».

Ora non resta che scattare e partecipare.

I testimonial che i giovani vogliono: Tiziano Ferro e il suo appello al dono per il Wbdd 2021

Ci sono legami emotivi forti tra certi gesti e chi li compie: donare il sangue è uno dei gesti che ogni donatore compie con estrema consapevolezza in modo da provare sensazioni profonde. Gesti che hanno dentro qualcosa di poetico.

Tiziano Ferro, uno dei cantanti più amati del nostro paese, è un donatore avisino ormai da tantissimi anni (qui le immagini della serata Avis nel tour 2019) e non perde occasione, ogni qualvolta vi sia una possibilità, di trasmettere le sue sensazioni più belle ai fans e a tutti i donatori, che siano associati Avis o no.

Ecco, di seguito, il video che ha pubblicato su YouTube per il World Blood Donor Day 2021, una sorpresa bellissima che siamo felici di diffondere:

“Avis c’è sempre e non manca mai – ha detto il cantante – io sono un gran sostenitore di Avis da quasi 20 anni e mandiamo questo messaggio di ringraziamento per quello che fate in giro per il mondo.

Far parlare i personaggi che i giovani amano per trasferire l’idea che il dono del sangue sia un momento decisivo per la propria crescita personale, per la gioia che si prova aiutando gli altri o per la protezione del proprio benessere psicofisico, è sicuramente una potenzialità da perseguire.

Da Tiziano Ferro ci aspettiamo invece una nuova canzone che racconti il dono e tutti i suoi risvolti emotivi.

Divulgazione sul dono, “Il mio medico” su Tv2000 spiega le categorie non idonee a donare

Da diversi anni sosteniamo la necessità forte, assoluta, di portare il dono e la cultura della donazione del sangue sui media a grande diffusione e in particolare in televisione.

La televisione è ancora oggi il vero volano della popolarità di un tema, di un comportamento condiviso, e se i valori del dono del sangue venissero convogliati con continuità nelle principali trasmissioni del prime time, sicuramente assisteremmo a un aumento delle donazioni.

Va molto bene, comunque, anche quando lo spazio televisivo pro dono è utilizzato in modo divulgativo, per offrire al pubblico informazioni importanti che chi si è già affacciato al mondo della donazione conosce bene ma che possono essere ancora oscure per tutti coloro i quali non si sono mai avvicinati all’idea di donare o un’associazione di volontari.

Molto interessante, in tal senso, il servizio andato in onda su Tv Sat2000, durante la trasmissione, molto seguita, “Il mio medico”, condotta dalla giornalista Monica Di Loreto.

Ecco il video del momento dedicato al sangue, con il medico di famiglia Roberta Rettagliati che ha spiegato molto bene quali categorie di persone non possono accedere al dono:

Informazioni, come si accennava in alto, che non tutti i cittadini conoscono bene, ma che possono aiutare a indirizzare gli individui e a motivarli a controllare le proprie condizioni di salute prime di donare.

In figura 1, ecco la slide riassuntiva delle categorie che non potrebbero donare sangue:

Fig.1 Le categorie che non possono donare sangue

Un vademecum perfetto per spiegare a tutti che donare sangue è anche un modo perfetto per conoscere al meglio le proprie condizioni di salute.

Ora, ci aspettiamo anche nuove puntate che sappiano raccontare chi dona, il fil rouge che esiste tra paziente e donatore, l’importanza del dono del sangue e del plasma per intere comunità di pazienti, e il benessere personale che si prova dopo aver compiuto un gesto in grado di salvare una vita.

Donatori di sangue e famiglie dell’oncoematologia pediatrica: la sinergia è compiuta

Il mondo del volontariato che regge la raccolta sangue e offre un aiuto importante al sistema sanitario nazionale diventa più forte quando riesce a lavorare sinergicamente. Ecco perché va valutata molto positivamente la sinergia, appena nata, tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

A dare la notizia è stato un comunicato congiunto che riportiamo qui nei suoi passaggi salienti:

Roma, 18 maggio 2021 – Il mondo del dono del sangue in Italia si arricchisce di una nuova collaborazione. Il 14 maggio 2021 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni
Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

Le due Federazioni si stringono in un sodalizio volto alla promozione del dono del sangue e degli emocomponenti quale terapia indispensabile per i pazienti dell’Oncoematologia Pediatrica: sono circa 1.400 i bambini e 800 gli adolescenti che ogni anno, in Italia, ricevono una diagnosi di leucemia o tumore. Per molti di questi giovani sono necessarie trasfusioni di piastrine (per far fronte alle possibili emorragie) e di globuli rossi (per contrastare le gravi anemie).

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, commenta così il sodalizio: «Come Federazione di associazioni di donatori dobbiamo ricordare sempre la motivazione del nostro impegno: i pazienti che necessitano di terapia trasfusionale, tra i quali troviamo anche molti giovani pazienti.

Con il protocollo sottoscritto oggi tra FIDAS e FIAGOP intendiamo impegnarci nel far conoscere l’importanza del dono gratuito, anonimo e responsabile del dono per le famiglie dei piccoli e giovani pazienti che stanno affrontando la diagnosi di leucemia o tumore».

Angelo Ricci, Presidente FIAGOP, ha commentato il momento della firma dichiarando: «Chiunque abbia attraversato l’esperienza della malattia oncologica, ancor più se ematoncologica, del proprio figlio conosce l’importanza di avere sempre disponibile sangue o suoi derivati come veri e propri salvavita. Per questo motivo è importante far sì che cresca la cultura della donazione, ed è per questo obiettivo che oggi Fiagop e FIDAS hanno sottoscritto il loro protocollo di intesa».

Ciò che emerge con forza, allora, è il fil rouge tra donatore e paziente, che pur nell’anonimato del dono sono legati da un filo d’acciaio, indissolubile che offre enorme benessere sia ai donatori che ai riceventi.

In vista del World blood donor day 2021, ci sembrano i passi più belli da fare: quelli che si compiono insieme.

Giovani e associazioni, il connubio forte che ci dice che “Donare fa battere il cuore”

Giovani e associazioni, una sinergia potente. Insieme, è possibile raggiungere qualsiasi risultato. Insieme, si possono portare i valori del dono nel mondo dei ragazzi e convincerli – fin dai tempi dell’adolescenza, che donare sangue (e non solo) è un gesto solidale che rende estremamente felice soprattutto chi lo compie.

Ma parlare il linguaggio dei giovani, interessarli, attirare la loro attenzione non è semplice, ed è meglio quando il dialogo con i giovani è portato avanti dai giovani stessi, come stanno facendo per esempio alcuni youtuber.

Ecco perché, il laboratorio grafico dell’Istituto Casali di Piacenza ha realizzato un video dal titolo “Donare fa battere il cuore” in collaborazione con Aido (Associazione italiana per la donazione di organi), Avis (Associazione volontari italiani del sangue) e Admo (Associazione donatori di midollo osseo): per raccontare il dono e il suo immenso potere di solidarietà, socializzazione e inclusione direttamente ai propri coetanei.

Ecco il video completo:

Chi lo vedrà, scoprirà le riflessioni dei giovani che già sono entrati a far parte del mondo dei volontari donatori in attesa della maggiore età per donare, o quelle di chi già i diciotto anni li ha compiuti e può portare una testimonianza compiuta.

E infine un girotondo di parole e colore per mostrare che insieme, ogni obiettivo è reggiungibile.

“Perché donare il sangue?” Il video firmato Croce Rossa del Municipio 5 a Roma ci spiega i motivi di un gesto unico

Roma è una piazza molto difficile per la raccolta sangue: l’ampiezza della città e la difficoltà di movimento che funge da fattore demotivante, la vita caotica stressante e frenetica della metropoli che rende complicato trovare il tempo di una donazione nell’agenda sempre fitta, l’alta densità di popolazione e di necessità ospedaliere che rendono complicata una produzione in linea con le esigenze.

Eppure, sul territorio, operano forze come quelle associative che cercano di ovviare alle necessità di un territorio che anche prima della pandemia ha sempre dovuto affrontare periodi di carenza, e che conoscono perfettamente l’importanza del dono. Tra queste, la Croce Rossa è sicuramente importante nel lavoro di affiancamento ad Avis, Fidas e Fratres, e proprio in questi giorni la Croce Rossa del Municipio 5 di Roma (che comprende le zone Q. VII Prenestino-Labicano (parte), Q. VIII Tuscolano (parte), Q. XXII Collatino, Q. XIX Prenestino-Centocelle, Q. XXIII Alessandrino e Q. XXIV Don Bosco) ha pubblicato un video che spiega tutto l’universo emotivo di un gesto che tutti noi dovremmo imparare a compiere.

Il video è molto breve, dura circa un minuto, e lo proponiamo qui basso:

L’importanza del sangue nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nella curva di malattie gravi e nelle anemie: come i lettori di Buonsangue sanno molto bene il sangue è una sostanza vitale nel suo senso letterale, e per questo un gesto semplice come il dono dovrebbe diventare a tutti gli effetti parte del nostro bagaglio di abitudini regolari da praticare nei previsti intervalli di tempo.

A tal proposito, per tutti i donatori della capitale, è giusto ricordare l’iniziativa del 16 aprile, che consentirà di donare in Piazza del Popolo grazie a Croce Rossa Italiana, all’ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, all’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria e all’associazione Eureca.

Per organizzare la propria donazione a Roma in qualsiasi periodo dell’anno, ecco invece la pagina della Regione Lazio, che elenca tutti i luoghi in cui la donazione è possibile, con orari e indirizzi.

Donare il sangue – Salute Lazio

Avis Academy 2.0 volge al termine, l’importanza della formazione con le parole di Oscar Bianchi

Una nuova stagione di formazione avisina va verso la sua conclusione, dopo molti incontri importanti. AVIS Academy 2.0, il progetto di alta formazione promosso da Avis Regionale Lombardia in collaborazione con la Fondazione Cariplo, chiuderà con l’appuntamento intitolato “I numeri che fanno volare e sognare: uno sguardo verso il futuro”, a cui è possibile iscriversi cliccando su questo link, è in programma sabato 10 aprile dalle 9:30 alle 12:00. Ospiti, Maura Gancitano di Tlon e la psicopedagogista Mariella Bombardieri.

Per sapere di più di questa stagione formativa abbiamo intervistato Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia.

Presidente Bianchi, qual è l’obiettivo di un’iniziativa come Avis Academy 2.0 e in che cosa era incentrato il processo formativo?

Avis Academy 2.0 è nata come Scuola di alta formazione, con il proposito di favorire il ricambio generazionale della classe dirigente associativa attraverso un percorso di  formazione teso a formare  un nucleo di giovani competenti e motivati ad  assumere il governo dell’associazione. A questo scopo è stato ideato un percorso di formazione in Laboratorio, rivolto a 25 giovani provenienti da tutta la regione. 

In parallelo si è svolto un  percorso di coaching per i dirigenti, organizzato in Seminari, finalizzato a promuovere una diversa cultura organizzativa e individuare strumenti e modalità di innovazione della governance.

C’è soddisfazione per la partecipazione dei giovani? Qual è la ricaduta sociale di  un progetto come il vostro?

Ai partecipanti al percorso in Laboratorio  è stata data l’opportunità di ottenere la certificazione delle competenze acquisite grazie alle attività di volontariato. Si tratta di una certificazione di grande valore e di riconoscimento di quanto anche l’attività di volontariato contribuisce alla crescita personale, con evidenti riflessi anche sul profilo professionale.

In questa certificazione vediamo proprio la più forte ricaduta sociale: il percorso ha consentito di contribuire alla formazione di un gruppo di giovani volontari, motivati e formati, pronti ad assumersi l’onere di condurre l’Associazione a tutto vantaggio della società.

A questo si aggiunge per loro la consapevolezza di aver maturato nuove competenze utili anche ad essere evidenziate in un Cv, con un ritorno importante sul mondo del lavoro.

La pandemia ha complicato le modalità di incontro di persona, che per il volontariato sono importanti. Com’è cambiata la formazione associativa in questi mesi difficili?

Il percorso avrebbe dovuto partire a marzo 2020 in forma residenziale, con un fitto calendario di incontri mensili; con il primo lockdown ci siamo dovuti inventare come tutti una nuova modalità di erogare formazione. Proprio con il contributo dei giovani protagonisti del percorso la formazione associativa di Avis Lombardia  è diventata subito smart.

L’utilizzo delle piattaforme di web-conference ha agevolato la partecipazione dei più giovani ed è riuscita ad essere più inclusiva, ha agevolato le persone che hanno poco tempo o hanno difficoltà con gli spostamenti.

Nonostante la distanza si è lavorato in gruppo e si è riusciti a costruire rapporti di amicizia e collaborazione, dando vita ad un gruppo di giovani volontari regionali. Speriamo solo di poter organizzare al più presto un momento di incontro “fisico” per rinsaldare il legame che si è formato in questi intensi mesi di lavoro insieme.

I giovani dirigenti di Avis devono essere pronti alle sfide future. Secondo lei come cambierà nel futuro la figura del dirigente associativo?

La pandemia ci ha mostrato con quanta velocità possono cambiare le cose e come è necessario essere capaci di rispondere con efficacia a nuove sfide e nuove modalità di azione sul territorio: nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuovi punti di vista e bisogni.

Il “nuovo” dirigente associativo deve saper leggere la realtà, comprendere le dinamiche sociali, utilizzare i nuovi strumenti e il digitale, sfruttandone la massimo le grandi opportunità, affinché la nostra Associazione possa proseguire  il suo cammino, rispondendo in modo nuovo ai bisogni, garantendo sempre il suo contributo  a favore delle nostre comunità.

L’11 aprile è la “Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti”, ecco come diventare donatore

Il dono non è soltanto dono del sangue. Donare è un gesto di solidarietà magnifica che, come sanno bene i lettori di Buonsangue e di Donatorih24, è essenzialmente una rigenerazione che investe un destinatario ideale, la comunità tutta, e naturalmente il donatore stesso.

Tra pochi giorni, l’11 aprile, arriverà la “Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti”, e il Centro nazionale trapianti ha creato un video brevissimo per ribadire un unico ma fondamentale concetto. La donazione di organi e tessuti, può consentire la vita a migliaia di persone che hanno bisogno e sono in attesa di un’operazione chirurgica.

Il pensiero che il nostro corpo, anche dopo un decesso, venga intaccato, non è sempre facile da accettare, sia per motivi emotivi che spirituali, ma nessun gesto più che il donare una parte di noi che meccanicamente può favorire la riuscita di un altra vita ha un valore non dissimile dalla celebrazione totale della vita, che si perpetua oltre noi, come quella delle generazioni più giovani.

Esprimere il proprio consenso da donatore è facile: basta seguire il vademecum sul sito Diventa donatore – Scegli di donare, e scegliere la situazione a noi più congeniale.

“DONARE È UNA SCELTA NATURALE” come dice la campagna, e sul sito vi è anche la possibilità di scaricare direttamente il tesserino, compilarlo in ogni sua parte e portarlo con noi nel portafogli.

CNT-tessera-donazione (sceglididonare.it)

Un modo bellissimo di stare nella collettività in un momento difficile come questo è donare, che si tratti di sangue, organi, midollo osseo, plasma, cellule staminali ematopoietiche, cordone ombelicale.