Carenze sangue, l’appello al dono di Avis Toscana: “Chi sta bene, doni”.

Della situazione in corso nel Sistema Sanitario Italiano abbiamo parlato nei giorni scorsi su Donatorih24, mostrando come in molte regioni italiane ci sia sofferenza per quel che riguarda le scorte di sangue a causa della crescita dei contagi: la Toscana è tra le regioni più colpite, con moltissime prenotazione al dono cancellate.

Arriva allora l’appello delle associazioni di donatori, con l’intervento di Claudia Firenze, presidente di Avis Regionale Toscana, che si è rivolta ai corregionali per spronarli al dono.

“Serve uno sforzo mirato – ha detto – per far fronte all’inevitabile calo delle donazioni di questi giorni. Per questo invitiamo chi sta bene a chiamare l’Avis del proprio territorio e andare a donare sangue e plasma, anticipando se possibile la prenotazione. Così potremo garantire il più possibile la somministrazione di trasfusioni o di farmaci emoderivati ai pazienti che ne dipendono”.

“Apprezziamo – ha poi aggiunto- la disposizione dell’assessorato alla salute della Regione alle Asl di fare un’attenta programmazione delle attività per contenere le carenze. Come abbiamo sottolineato molte volte, solo unendo gli sforzi e valorizzando al meglio la generosità dei donatori è possibile garantire sostenibilità al sistema trasfusionale”.

Sinergia tra donatori e istituzioni dunque: come sempre l’efficienza del sistema sangue è legata alla collaborazione massima delle gambe che lo sostengono.

Per quanto ci riguarda, estendiamo l’appello al dono toscano a tutte le regioni Italiane. Chi è sano, doni, è molto importante.

A Natale il dono più bello è il dono del sangue, ecco le sfide del sistema nel 2022

Natale è un periodo di feste e doni, ma anche di bilanci.

Il sistema sangue si appresta ad approdare nel 2022 e le sfide che dovrà affrontare, dopo due anni di pandemia, sono sicuramente molto complesse.

Ecco, punto per punto, i 5 obiettivi principali che il sistema dovrà perseguire nel 2022

  • In primo luogo la raccolta sangue: dovrà tornare ai livelli pre-pandemici. La generosità dei donatori è stata straordinaria, ma il sistema dovrà metterli nelle condizioni di donare più facilmente e con minor dispendio di tempo.
  • Il personale sanitario: come detto da tutti gli addetti ai lavori, nel 2022 bisognerà investire affinché cresca il numero di operatori in grado di fare le trasfusioni. Briola, preidente di Avis nazionale, ha suggerito l’utilizzo di medici di base, ma nell’arco di qualche anno il sistema dovrà dotarsi di un maggior numero di specialisti.
  • La promozione della donazione in aferesi. Come recita la campagna di Natale di Avis Toscana, sarà importante diffondere la cultura della donazione differenziata. Non solo sangue intero, ma anche e sopratutto plasma in aferesi, sfatando la convizione che si tratti di una donazione di serie B.
  • Campagne di sensibilizzazione ben congegnate: il DDL concorrenza appena approvato consente di stanziare nuove risorse economiche per la comunicazione. Servirà allora puntare su campagne in grado di raggiungere più persone possibili.
  • Il ricambio generazionale: riportare i giovani nei centri trasfusionali è una priorità strategica. Il ricambio generazionale garantisce lunga vita al sistema e in tal senso, il lavoro nelle associazioni delle scuole può dare ottimi frutti.

Intanto, senza aspettare il 2022, per tutti noi donatori potenziali ci sono ancora giorni e giorni per donare prima del 31 dicembre.

Il dono è un cerchio magico: quando le vie della solidarietà sono infinite

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Ci sono storie di solidarietà e dono che ci fanno lacrimare gli occhi, e che riescono a bucare una macchina dell’informazione troppo spesso orientata a valorizzare il male, il negativo, il torbido e ciò che riesce a creare polemiche.

Invece la realtà, che non è così scadente, offre spesso spunti sorprendenti nel senso opposto: è il caso di una storia che i lettori di Buonsangue e Donatorih24 è meglio che non si perdano. Pochi giorni fa, i giornali hanno pubblicato la storia di Francesco Di Somma, vigile del fuoco del comando provinciale di Caserta che lo scorso 5 aprile, giorno di Pasquetta, in una semplice giornata di servizio come un altra riuscì a salvare una ragazza di soli 20 enno che era incidentalmente caduta in un pozzo artesiano a Casaluce, proprio in provincia di Caserta.

Il caso poi ha voluto che Di Somma, dopo delle analisi, abbia scoperto di essere affetto da una patologia rara legata al sangue, e in particolare l’emoglubinuria parassostica notturna. Una patologia che lo costringe a trasfusioni settimanali, almeno fino a quando dovrà sottoposrsi a una delicata operazione di trapianto del midollo osseo.

E sapete chi è andata a donare sangue per aiutarlo? Sì, proprio, lei, Carla, la ragazza salvata da Francesco a Pasquetta. Carla ha risposto all’appello dei familiari di Francesco e andrà a donare sangue per l’uomo che l’ha salvata.

Questo caso, un po’ magico ed edificante, è uno dei rari casi in cui il paziente bisognoso di sangue potrà conoscere il nome di uno dei suoi benefattori. Ma in realtà, ciò che impariamo è che la solidarietà e l’amore per il prossimo sono energie sempre in circolo e che i casi della vita possono sempre ribaltare i ruoli.

Proprio per questo è importante che il dono sia anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato. Bisogna anticipare i giochi del destino e permettere a tutti i pazienti di avere sempre sangue a disposizione.

A Natale? Con Avis Toscana si dona doppio

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A Natale? Meglio donare doppio. Perché donare soltano sangue intero, o soltanto plasma, se c’è la possibilità di fare entrambe le donazioni? Si basa su questa domanda la campagna natalizia in favore del dono concepita da Avis Toscana.

Il topos del dono, che a Natale è sicuramente centrale nelle vite di tutti noi, dunque, moltiplica la sua portata, e il regalo più bello che possiamo fare agli sconosciuti è donare sangue affinché non vengano meno scorte in nessun momento dell’anno.

Del resto, siamo a soltanto a poche settimane da una chiusra dell’anno che, si spera, vedrà raggiunti gli obiettivi nazionali, anche grazie alle tante inziative delle associazioni.

Ecco come Avis Toscana spiega la propria campagna di sensibilizzazione, che si basa su un’idea semplice … funzionale.

Avis Toscana ha lanciato una capillare campagna invernale di sensibilizzazione anche durante le feste natalizie per promuovere la donazione e veicolare così il messaggio del dono e della solidarietà, con l’obiettivo di raggiungere più di due milioni di persone. L’iniziativa si chiama “Dona in doppio, anche durante le feste” ed è stata pensata per promuovere l’alternanza delle donazioni di sangue e plasma, incentivando ancora di più i volontari Avis a donare“. 

“E’ infatti in corso un’azione integrata di interventi e iniziative sia multimediali che più tradizionali: sono state installate affissioni nelle stazioni ferroviarie e nelle autostrade (ad esempio nel sottopasso della stazione di Santa Maria Novella di Firenze e in 14 stazioni di servizio autostradali di tutto il territorio regionale). L’iniziativa prevede anche interventi sui social e video natalizi. Ogni sede locale inoltre, riceverà un kit contenente cartoline di auguri, carta e nastro da regalo personalizzati con i temi della campagna. In totale si tratta di 40.000 cartoline, 500 kg di carta da regalo, 500 bobine di nastri da regalo.

Con questa campagna – afferma la presidente di Avis Regionale Toscana Claudia Firenze – stimiamo di raggiungere più di due milioni di persone con un messaggio caldo e positivo: l’idea che ognuno possa fare la sua parte per garantire le cure di migliaia di pazienti la cui vita è salvata dal sangue e i suoi componenti. L’estate trascorsa non è stata semplice, lo sforzo dei donatori di tutta la Toscana è stato grande perché i fabbisogni erano aumentati e le scorte non bastavano a far fronte a tutte le necessità. Abbiamo chiesto molto ai nostri donatori e la risposta è stata come sempre generosa. Non dobbiamo fermarci perché il sistema sangue non può mai essere dato per scontato. Per questo invitiamo chi può a ‘donare in doppio’, alternando sangue e plasma, e a chi non si è ancora avvicinato alla donazione chiediamo di contattare l’Avis del suo territorio per prenotare la visita di idoneità ed entrare a fare parte della grande famiglia di donatori, anche durante il periodo delle prossime festività”.

“Bimbo dona, papà dona”, il video informativo di Adoces sul dono del sangue cordonale

bimbo

Adoces ha creato un video informativo per spiegare al meglio l’importanza delle cellule staminali presenti nel sangue cordonale.

Donare è molto importante, e il perchè lo abbiamo spiegato qualche tempo fa su Donatorih24.it: la raccolta non procede a buon ritmo dopo la pandemia è ciò mette a rsichio la salute di molti pazienti.

Purtroppo troppo spesso il sangue cordonale viene sprecato e questa non è una cosa positiva.

Sangue cordonale, la raccolta post-pandemia non cresce (donatorih24.it)

Eccolo il video che spiega bene quanyo conta donare sangue cordonale:

Ed ecco, da Youtube, il testo informativo che accompagna la visione:

Donare le cellule staminali emopoietiche (CSE) deve diventare un “Dono di famiglia” fin dalla nascita. Queste donazioni solidali vanno a beneficio di chi attende il trapianto perchè malato di leucemia o di altre gravi patologie del sangue o di alcuni tumori solidi. Le coppie in attesa di un figlio donino il sangue cordonale alle banche pubbliche del SSN, collegate a 270 Punti Nascita dove ostetriche dedicate effettuano la raccolta in completa sicurezza per mamma e bimbo.

Il Sangue cordonale è ricco di CSE che vengono criocongelate per molti anni e rimangono a disposizione dei Centri di Trapianto. Le caratteristiche genetiche vengono inserite nel database del Registro Italiano Donatori IBMDR. Sono l’ultima risorsa quando non si trova un donatore compatibile nè in famiglia nè presso il Registro Italiano Donatori IBMDR. Quindi sono prezione.

Nel 2020, in piena pandemia Covid hanno permesso ben 30 trapianti in pazienti in età pediatrica senza il quale non avrebbero potuto continuare a vivere. Il papà del piccolo donatore (il sangue cordonale è del bimbo che nasce) è prezioso: se non ha compiuto i 36 anni può iscriversi al Registro Donatori IBMDR attraverso la piattaforma https://adocesfed.it.

Sarà richiamato dal Centro Donatori più vicino per perfezionare l’iscrizione con il colloquio con un medico e, dopo un semplice prelievo di sangue o di saliva necessario per la tipizzazione HLA, diventano potenziali donatori. Rimangono iscritti fino ai 55 anni. NATI PER DONARE, CRESCIAMO DONANDO: è rivolta ai donatori di sangue cordonale che, diventati maggiorenni, confermano la scelta fatta dai genitori alla loro nascita di donare il sangue cordonale, con l’iscrizione al Registro Italiano Donatori IBMDR.

Pre-iscrizione piattaforma: https://adocesfed.it“.

Non resta, per tutte le coppie giovani in proconto di avere figli, che sensibilizzars al tema e donare.

Cosa avviene prima di una donazione di sangue? Ce lo spiega un video di Avis Cesena

Nei giorni scorsi abbiamo mostrato un un video di Fratres Toscana che mostra qual è il viaggio del sangue una volta donato.

Un tema molto interessante, perché permette ai donatori di comprendere a fondo che fine fa il sangue che donano, e quanto sia importante, per i pazienti, che ci siano sempre scorte disponibili per qualsiasi esigenza.

Ma non va dimenticato che è molto importante, in un sistema trasfusionale come il nostro associato e organizzato dalle associazione di donatori come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, anche tutto il lavoro che precede una donazione di sangue.

Come ci si prenota? In base a quali input le associazioni chiamano i donatori? Il lavoro associativo permette di ridurre al massimo gli sprechi, perché il sangue non deve essere mai troppo poco ma nemmeno troppo: infatti scade e avere troppe scorse significherebbe rischiare di vanificare il dono di qualche donatore.

In questo video di Avis Cesena, è spiegato al meglio tutto il lavoro organizzativo che precede una donazione:

Perché è importante vedere questo video?Ecco cosa ci dicono gli autori:

“Cosa succede prima della donazione di sangue? Ogni donazione di sangue è il risultato di una serie di azioni che coinvolgono tante persone. Le chiamate di Avis Cesena ai donatori sono il risultato delle richieste che arrivano direttamente dall’ospedale. Questa coordinazione fra Avis e il sistema sanitario locale sono estremamente efficienti e attente a quello che succede nel territorio. Dopo di che c’è tutto un team di adetti e dipendenti di Avis e volontari donatori di tempo che seguono ogni singolo donatore dal momento delle telefonate fino a quando finisce la sua colazione post donazione di sangue o plasma”.

Per i donatori, crediamo noi, è molto importante conoscere le procedure che vanno oltre il tempo in cui sono seduti con l’ago in vena. Solo capendo al meglio tutta la filiera è possibile mostrare quanto amore, quanta passione e quanta attenzione ai mille dettagli utili a sicurezza e rispetto della materia biologica, sia alla base del volontariato del sangue nel notro paese.

Dal Ministero della salute e dal Cns, tutte le chiarificazioni sul Green pass per donatori e trasfusioni

La questione Green Pass rischia sempre di suscitare dubbi e creari scenari poco chiari per gli utenti. Per evitare qualsiasi confusione tra i donatori e conseguenti ripercussioni sulla già delicata situazione della raccolta, il Cns e il Ministero della salute, sollecitati dalle stesse associazioni, hanno rilasciato delle note di chiarimento.

Ecco dunque le istruzioni ufficiali che confermano, con l’entrata in vigore oggi della nuove regole, che i donatori non avranno bisogno di Green Pass per compiere il loro meraviglioso gesto:

  • L’accesso dei donatori alle sedi di raccolta sangue ed emocomponenti, sia ubicate presso le strutture ospedaliere sia presso le Unità di Raccolta Associative, continua a non rientrare tra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 (“Green Pass”) e le relative procedure per la donazione rimangono pertanto invariate (accesso contingentato, triage telefonico, questionario, colloquio con il medico, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, misurazione della temperatura e distanziamento sociale).
  • l’obbligo di esibire la Certificazione verde Covid-19 (“Green Pass”) è “esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono la propria attività lavorativa, formtiva o di volontariato in luoghi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni”.

Pertanto, dalla data odierna, dovrà essere munito di tale Certificazione:

– il personale sanitario, amministrativo e volontario incaricato per accoglienza, chiamata e promozione nelle strutture ospedaliere e nelle Unità di Raccolta Associative

– chi partecipa ad attività associative come riunioni interne, corsi di formazione, conferenze, convegni ed eventi aperti al pubblico.

Differenziare il dono, e aiutare il sistema donando sangue e plasma

Lo abbiamo sottolineato spesso: per aiutare davvero il sistema trasfusionale italiano in un momento difficile in cui l’efficienza ospedaliera esce dall’emergenza Covid-19 e si torna all’attività normale, e per sopperire alle carenze sangue che d’estate colpiscono ogni anno vari territori del Paese, serve donare sia sangue che plasma.

Non è un caso allora che la campagna mediatica di Avis per il 2021 sia incentrata proprio su questa necessità, e spinga – in 30 secondo di immagini evocative e piene di dolcezza, ironia, intelligenza e allegria- tutti i donatori a donare doppio o a scegliere la forma di donazione più consona alle proprie caratteristiche.

La Banca del sangue raro, è stata decisiva anche in piena pandemia riuscendo a far fronte a una maggiore richiesta, e un altro servizio importante che svolge è la raccolta di sangue in grado di incrementare il numero di donatori anche non caucasici, al fine di creare una banca nazionale in grado di competere con l’Europa, come è necessario che avvenga in una società multietnica, visto le conclamate differenze che esistono tra i gruppi sanguigni di persone provenienti da zone diverse del pianeta.

La banca del sangue raro di Milano non è l’unica: anche al sud, a Ragusa, in Sicilia, c’è la Banca Regionale di Gruppi Rari dell’UOC SIMT – Servizi Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, dove sono arrivati a tipizzare più di ventimila donatori.

Lavorando in stretta sinergia, queste realtà riescono davvero a dare un apporto importante ai pazienti bisognosi, rendendo il sistema sempre più efficiente e in grado di contrastare anche le emergenze più stringenti.

#EmatosRedSummer alla sua nuova edizione. E il web si tinge di rosso

Un’iniziativa social che è perfetta per l’estate: #EmatosRedSummer è la campagna che chiede a ogni donatore di sangue di immortalare un momento della sua estate connotata dal colore rosso simbolo del dono, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma: la sua immagine farà poi il classico “surf” tra i social associativi.

Naturalmente, più saranno i momenti in rosso, grazie alla bellezza di scattare foto e condividerle on-line, più il messaggio di quanto è importante donare sangue anche d’estate si diffonderà.

Ci auguriamo dunque che la campagna, giunta alla sua seconda edizione dopo un bel successo lo scorso anno, sia utile per implementare la raccolta sangue in un momento difficile come quello estivo, che come sappiamo è endemicamente difficile.

Ecco le parole di Samantha Profili, Presidente EMATOS FIDAS, che ha spiegato così questa bella idea: «L’#EmatosRedSummer nasce nell’estate 2020, dopo mesi difficili e pesanti per tutti, per parlare di donazione in estate non evocando la carenza che spesso caratterizza i messaggi delle Associazioni ma la vitalità che accomuna entrambi i temi. La campagna si svolge poi sui social con una dinamica che non esclude nessuno, anzi i non donatori possono partecipare ed entrare in contatto con il nostro mondo. Lo riproponiamo perché l’interazione è stata positiva, ha coinvolto anche donatori e federate FIDAS in Italia e ci piace mettere in circolo il rosso che è in noi».

Ora non resta che scattare e partecipare.