Sicurezza trasfusionale in Europa, la direttiva aggiornata: importante il contributo italiano grazie al Centro nazionale sangue

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Una direttiva utile ad aggiornare i criteri di sicurezza trasfusionale in tutta Europa e a creare nei paesi membri la massima conformità nei processi che riguardano l’utilizzo degli emocomponenti: il documento pubblicato ieri dall’Edqm, il direttorato per la qualità dei farmaci del Consiglio d’Europa, è un ulteriore passo avanti verso trasfusioni sempre più sicure nel vecchio continente, un tema che riguarda ogni anno ben 15 milioni di donatori che contribuiscono a curare 3 milioni e mezzo di pazienti con 25 milioni di unità dii sangue raccolte.

L’aggiornamento delle normative è stato ottimizzato anche grazie al supporto del Centro nazionale sangue italiano, che come sanno bene i lettori di Donatorih24 è l’istituzione che garantisce il sistema italiano e la sua assoluta peculiarità riconosciuta in tutta Europa per osmosi tra sicurezza e valore etico, con i risultati in termini di Patient Blood Management, di donazione gratuita, anonima, volontaria associata e organizzata, e di sistema del conto terzi nella plasmalavorazione, secondo cui la materia biologica donata dai donatori associati resta per tutta la filiera di proprietà pubblica, viene consegnata all’industria di frazionamento e ritorna al sistema sanitario nazionale sottoforma di farmaci contrassegnati dal pittogramma etico.

Giancarlo Liumbruno, intervistato sul tema, ha ribadito l’impegno del Cns nel determinare la versione finale del documento, l’ennesimo riconoscimento per l’Italia. Già due anni fa, per esempio, proprio Giancarlo Liumbruno in rappresentanza del Sistema sanitario nazionale fu premiato a Francoforte nell’ambito del Global Symposium Patient Blood Management, evento a cui avevano partecipato esperti internazionali di settore determinati a indicare l’Italia come paese guida con questa motivazione: “L’Italia è capofila in Europa nella gestione della risorsa sangue del paziente prima, durante e dopo gli interventi chirurgici maggiori, il cosiddetto ‘Patient Blood Management’ che può salvare migliaia di vite”.

Il ruolo chiave del nostro paese nel determinare i meccanismi funzionamento delle politiche trasfusionali globali, del resto è stato confermato anche dalla scelta di affidare all’Italia l’organizzazione della Giornata mondiale del donatore di sangue nel 2020, nella data ufficiale del 14 giugno, evento saltato nelle sue celebrazioni ufficiali “in carne e ossa” a causa del Coronavirus ma confermato nel nostro paese anche nel 2021.

Ancora un anno intero, dunque, da vivere con l’Italia al centro delle vicende trasfusionali globali, promuovendo l’assoluta importanza pubblica delle questioni legate al sangue, e con all’orizzonte un lungo lavoro di sensibilizzazione sul pubblico, sui media e sugli addetti ai lavori, in vista delle future celebrazioni ufficiali

Ecco il link dove consultare la guida completa in inglese.

 

 

 

Le norme per affrontare la stagione influenzale 2020-21: il vaccino gratuito ai donatori e la corsa sul tempo

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Mai come quest’anno è importante programmare e prepararsi per tempo alla stagione influenzale, ed è per questo che il Centro nazionale sangue, come organo incaricato dal ministero della Salute, ha già diramato tramite un circolare, le norme per affrontare l’influenza nei mesi che mancano del 2020 e nel 2021, in modo da prevenire e sapere come affrontare la possibile sovrapposizione tra le influenze stagionali, talvolta pericolose, e il Covid-19.

L’approccio del ministero della Salute è chiaro, viene sin da subito sottolineata e ribadita “l’importanza della vaccinazione, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili con il Covid-19. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso”.

In quest’ottica, preme ricordare che da qualche stagione i donatori di sangue possono contare sul vaccino gratuito, un’opportunità ribadita anche per la prossima stagione e oltremodo importante, perché riguarda circa 2 milioni di donatori considerati a tutti gli effetti dal Servizio sanitario nazionale dei volontari di importanza strategica nazionale in vista dell’autosufficienza ematica che vanno messi in condizione nel migliore dei modi di dare il loro apporto al sistema trasfusionale.

Inutile sottolineare come questa possibilità sia un grande beneficio anche per i pazienti, che si vedono protetto nelle loro esigenze quotidiane: ai donatori non resta dunque che organizzarsi, e in base a ciò che dice la circolare “raccordarsi con le componenti regionali del volontariato al fine di raccogliere informazioni sul numero di donatori e sul grado della loro copertura vaccinale”.

Importanti, nel testo diramato, anche alcune norme amministrative, utili a far sì che non vi siano ostacoli al risultato che si vuole raggiungere, ovvero limitare al minimo i rischi di una sovrapposizione tra Covid-19 e altri tipi di influenza. In tal senso, la disposizione è di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale già a partire dall’inizio di ottobre, e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Inoltre, andranno predisposte al più presto le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali “basandole su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”.

La sfida della salute verso i mesi autunnali non è ancora iniziata, ma è meglio prepararsi sin da subito nel migliore dei modi.

Dalla Toscana un grande gesto di solidarietà verso l’Albania: donate 5,5 milioni di unità di Fattore VIII per la cura dell’emofilia

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La solidarietà del sistema sangue italiano nei confronti dell’estero per l’invio di farmaci plasmaderivati è un’abitudine consolidata. E nelle ultime ore, ecco una nuova notizia importante in tal senso: la Regione Toscana, tramite l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer, ha predisposto una donazione di ben 5,5 milioni di unità di Fattore VIII della coagulazione in favore dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta di Tirana in Albania, per la cura dei pazienti emofilici. Il fattore VIII, lo ricordiamo, è farmaco derivato dal plasma, plasma in questo caso raccolto dai donatori italiani.

Il primo commento all’iniziativa è arrivato dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, che ha richiamato in causa il recente aiuto da parte dell’Albania sull’emergenza Coronavirus: “Al gesto dell’Albania che ha inviato medici e infermieri per aiutare l’Italia nel momento più difficile – ha detto la Saccardi – noi rispondiamo con questa donazione, perché anche noi non abbandoniamo mai chi è in difficoltà. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al Meyer, che ha fatto da tramite con l’ospedale albanese, e ai tanti generosi donatori, cui va il nostro ringraziamento. La solidarietà tra i popoli, soprattutto nel momento del bisogno, è più di un impegno etico e sociale. E’ un legame che unisce e che spinge a rendersi utili con quello che si ha”.

Anche Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue Toscana, ha commentato con soddisfazione: “In Toscana – Ha detto – è presente una comunità albanese molto numerosa, e da molti anni intratteniamo stretti rapporti, molti albanesi sono donatori periodici, con il coordinamento del Centro Nazionale Sangue tramite l’accordo in essere tra Governo albanese e Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, che assicura tutte le dovute garanzie. La Regione Toscana dal 2018 ha potuto inviare in Albania ogni anno 2 milioni di Unità di Fattore VIII per garantire la cura ai pazienti Emofilici. Quest’anno il Governo albanese ha richiesto la disponibilità della Regione Toscana ad aumentare a 5,5 milioni la quantità da donare. La Regione Toscana ha accolto questa richiesta e invierà in due tranche la quantità indicata. Questo ci è sembrato da sempre un modo per ringraziare i tanti donatori albanesi presenti nelle nostre comunità, farli sentire utili anche per i loro connazionali rimasti in Patria e, in questo momento specifico, ringraziare per il prezioso aiuto che l’Albania ha generosamente dato all’Italia in piena emergenza Coronavirus. E’ doveroso un ringraziamento al Centro di Salute Globale della Regione Toscana e un ringraziamento particolare alla ditta Kedrion che gratuitamente assicura il trasporto del materiale in Albania, spesa che sarebbe altrimenti a carico di quel paese.
I nostri donatori possono essere sicuri che niente viene sprecato di quanto da loro donato e che i valori etici di solidarietà e cooperazione alla base del loro gesto sono valorizzati”.

La dottoressa Carli spiega dunque la funzione di Kedrion Biopharma, azienda italiana produttrice di farmaci plasma-derivati, che ha contribuito curando gli aspetti logistici e sostenendo i costi di spedizione. Il perché lo ha spiegato Danilo Medica, Italy Country Manager di Kedrion: “Questa iniziativa è un esempio di come si possa collaborare per dare un supporto concreto a chi ha più bisogno di cure, soprattutto in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Per noi essere a fianco della Toscana e poter aiutare l’Albania e così contribuire a servire le comunità di pazienti in quel Paese è una grande opportunità”.

Si fortifica dunque la collaborazione tra l’Italia e l’Albania dopo l’arrivo, nei giorni scorsi, di trenta medici e infermieri albanesi per combattere il Coronavirus, un aspetto che, in merito all’invio dei medicinali, ha voluto sottolineare con orgoglio anche Gianpiero Briola, presidente di Avis nazionale e coordinatore Civis: “L’invio delle unità di Fattore VIII in Albania per curare i pazienti emofilici è la dimostrazione di come, nonostante le difficoltà generate in tutto il mondo dalla diffusione del Coronavirus, la solidarietà e la sensibilità dei donatori italiani non si interrompa – ha detto Briola –  la donazione del plasma, e quanto fatto dalla Toscana lo conferma, è un gesto prezioso soprattutto in un periodo storico così delicato. La vicinanza tra i nostri popoli, dopo l’arrivo in Italia dei medici e degli infermieri albanesi per supportare il nostro personale sanitario nell’assistenza ai pazienti contagiati dal Covid, è oggi ancora più stretta”.

Già negli anni passati vi abbiamo raccontato spesso il ruolo chiave che un sistema come il nostro – fondato su valori etici consolidati e sul dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato – svolge nella comunità internazionale, specie verso i paesi meno fortunati. Nell’ambito dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013 per la promozione e l’attuazione di accordi di collaborazione per l’esportazione di prodotti plasma-derivati a fini umanitari, l’Italia ha inviato oltre 40 milioni di unità di fattori della coagulazione a paesi come Afghanistan, Albania, Armenia, India, Serbia, Vietnam ed El Salvador. Davvero un contributo importante.

 

Coronavirus, ecco le nuove misure per i donatori contenute nella circolare del 9 marzo: collaborazione e impegno per garantire le donazioni in tutta sicurezza

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In queste ore di transizione altro non si può fare che seguire i continui aggiornamenti che arrivano dalle autorità centrali. E se sul piano dei comportamenti da seguire come comunità nella vita civica bisogna attenersi alle indicazioni del governo e restare in casa, per quanto riguarda il dono e le operazioni necessarie affinché il sistema trasfusionale nazionale possa garantire le scorta di sangue e di emoderivati a chi ne ha bisogno è importantissimo seguire le indicazioni provenienti dal Centro nazionale sangue (in collaborazione con il Ministero della Salute), e dalle associazioni di donatori.

Per quel che riguarda le misure ufficiali che è necessario tenere in considerazione per i donatori, dopo l’aggiornamento dei giorni passati, ecco le ultimissime misure, necessarie affinché le operazioni di dono, che ribadiamo, sono necessarie e da portare avanti con la solita perseveranza e con la giusta attenzione per le esigenze di tutti, si svolgano come sempre in totale sicurezza e serenità. Ecco dunque i principali passaggi del comunicato ufficiale del 9 marzo 2020:

Le nuove disposizioni, che hanno una natura solo precauzionale, non essendoci casi documentati di trasmissione trasfusionale del virus, tengono anche conto dei provvedimenti, presi a livello nazionale, finalizzati all’individuazione dei soggetti a rischio e che applicano ai medesimi urgenti misure di contenimento.

Non si fermano le attività di raccolta in tutto il territorio nazionale e si ritengono consentiti gli spostamenti del personale addetto alla raccolta e dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative, dal momento che la donazione del sangue è da considerarsi inclusa tra le “situazioni di necessità” di cui al DPCM del 08.03.2020, come da nota della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Tenuto conto che le attività sanitarie di donazione e raccolta del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza (art. 5, legge 219/2005) che garantiscono la continuità del supporto trasfusionale a oltre 1.800 pazienti al giorno sul territorio nazionale, con la circolare del 09 marzo 2020, si raccomanda quanto segue:

– rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nella Repubblica Popolare Cinese;

– rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi con anamnesi positiva per contatti con soggetti con documentata infezione da SARS-CoV-2;

– rafforzare le misure di sorveglianza chiedendo al potenziale donatore, al momento della presentazione per la donazione, se abbia già ottemperato all’eventuale obbligo della misura di isolamento fiduciario domiciliare, ove prevista;

applicare il criterio di sospensione temporanea di 14 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese;

applicare il criterio di sospensione temporanea di 14 giorni dopo la possibile esposizione al rischio di contagio per contatto con soggetti con infezione documentata da SARS-CoV-2;

– applicare il criterio di sospensione temporanea di almeno 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi o dall’interruzione dell’eventuale terapia per i donatori con anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2 (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARSCoV-2);

– sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da SARS-CoV-2 oppure in caso di diagnosi d’infezione da SARS-CoV2 nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information);

invitare il personale operante presso i Servizi trasfusionali e le Unità di raccolta ad attenersi scrupolosamente a comportamenti finalizzati a prevenire la diffusione delle infezioni respiratorie, ivi compresa l’infezione da SARS-CoV-2.

Al fine di evitare l’aggregazione dei donatori nei locali di attesa e, di conseguenza, consentire il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale (almeno 1 metro), si raccomanda di:

ricorrere preferenzialmente alla chiamata-convocazione programmata dei donatori al fine di regolare il numero degli accessi; ai fini della prevenzione del fattore di rischio rappresentato dal contatto stretto con soggetto affetto da COVID-19;

– adottare misure di triage preliminare del donatore in occasione del contatto telefonico come da indicazioni di cui all’algoritmo condiviso con il CIVIS;

In nero, abbiamo sottolineato quelli che secondo noi sono i passaggi più importanti. Per quanto riguarda l’ultimo punto, ovvero l’algoritmo condiviso tra Cns e Civis, eccolo in figura 1.

Algoritmo chiamata donatori emergenza COVID-19_0_0 pdf

Fig. 1

Donare, lo ripetiamo ancora, è sempre importantissimo. Prenotatevi per farlo in assoluta assenza di rischio.

Le parole di Liumbruno sul 2020 del sistema sangue, in vista del prossimo WBDD: ecco gli obiettivi principali del sistema italiano

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Qualche giorno fa, il 14 gennaio, è stata pubblicata su Quotidiano Sanità un’intervista a Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, occorrenza di certo opportuna specie in vista del World Blood Donor Day del 2020, che come da tempo sappiamo sarà organizzato dall’Italia. Oltretutto siamo a inizio anno, per cui le parole di Liumbruno assumono un significato importante anche per il loro valore programmatico. In cosa sarà impegnata la principale istituzione nazionale nel settore trasfusionale? Quali obiettivi sono considerati fondamentali? Come ci si muoverà nel 2020?

È molto interessante analizzare, tema per tema, le risposte di Liumbruno e provare a capire insieme a lui che tipo di 2020 dobbiamo aspettarci.

Il grande obiettivo dichiarato del 2020 sarà, secondo Liumbruno, il solito: “Arrivare all’autosufficienza di plasma per conquistare l’indipendenza dal mercato internazionale dominato dagli Usa che gestiscono il 71 per cento delle donazioni di plasma mondiali”. È un tema che ci sta molto a cuore, anche perché conosciamo bene le contraddizioni del sistema di raccolta americano, in buona parte a pagamento e basato sull’utilizzo scriteriato e intensivo dei donatori, come ha sottolineato anche il New York Times in una inchiesta approfondita.

Una percentuale di raccolta così ampia in un solo paese è sicuramente insostenibile, perché in caso di necessità speciali o semplicemente di politiche protezioniste da parte degli Usa si genererebbe una domanda difficilissima da colmare nel resto del mondo. Uno scenario spaventevole, peggiorato, secondo il pensiero di Liumbruno, dal problema da non sottovalutare che “il mercato internazionale può avere temporanee carenze di alcuni prodotti (come peraltro già avvenuto in passato) o anche andamenti discontinui. Inoltre vende solo se gli conviene. Tradotto, solo chi arriva prima e offre il miglior prezzo potrà assicurarsi il proprio fabbisogno di medicinali plasmaderivati, gli altri rimarranno tagliati fuori”.

L’Europa infatti produce solo il 10% del plasma mondiale, un dato troppo basso che si può e si deve migliorare attraverso sensibilizzazione e lavoro sui donatori; evitando, appunto quello sfruttamento intensivo del dono che in Italia è stato assolutamente (e giustamente) bandito, perché, ha spiegato Liumbruno, “Il Civis (che rappresenta il milione e settecentomila donatori italiani) e il Cns hanno manifestato la loro contrarietà ad aumentare il numero minimo di donazioni di plasma raccomandate (in Europa) da 33 (attuali) a 60. Questa posizione è stata anche sostenuta dalla Fiods, che rappresenta 18 milioni di donatori di 81 Paesi”.

Di conseguenza, un secondo obiettivo importante che emerge dalla parole del direttore del Cns, è quello di continuare nell’opera di conservazione e valorizzazione delle peculiarità del sistema italiano, basato come sappiamo sul dono volontario, anonimo, gratuito, associato e organizzato. Un sistema che è stato in grado negli ultimi anni di raggiungere l’autosufficienza al 100% dei globuli rossi e che punta “a produrre 860 mila chili di plasma da consegnare nel 2021 alle industrie convenzionate con le Regioni per la produzione di medicinali plasmaderivati”.

Ci riusciremo? Probabilmente sì, visto che il trend di crescita del Piano nazionale plasma 2016-20 è stato finora rispettato. In vista del prossimo 14 giugno e del grande appuntamento internazionale che l’Italia avrà l’onore di organizzare, dobbiamo aspettarci comunque tantissimo impegno sulla promozione del dono periodico e sul ricambio generazionale, in modo da incrementare ancora di i 1700 pazienti al giorno trasfusi che Liumbruno ha citato come fiore all’occhiello del sistema italiano. I pazienti, appunto: ecco infine il tema su cui secondo noi bisogna insistere anche più di quanto ha fatto trasparire il presidente del Cns. È importantissimo secondo noi, per la salute pubblica e l’efficacia delle strategie comunicative, il coinvolgimento delle associazioni e delle testimonianze dei pazienti che beneficiano di emocomponenti e trasfusioni, ricevendo il dono della salute e talvolta della vita. Esplicitando sempre di più il forte legame che esiste tra il gesto semplice della donazione e i suoi effetti salvifici sui coloro i quali usufruiscono di quel gesto, si riesce a creare empatia, oltre a consapevolezza e benessere interiore per il donatore. Tutti stimoli decisivi per convincere il pubblico intraprendere questo cammino così ricco di soddisfazioni.

 

 

Le vacanze non hanno fermato informazione e campagne a favore del dono: ecco come hanno agito durante le feste istituzioni e associazioni sui loro canali media

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Inizia il 2020 è l’imperativo è vietato demordere. Il sistema sangue ha bisogno di uno stato informativo permanente che sappia riportare con tempestività gli eventi clou, mostrare le campagne e le iniziative delle associazioni, e che sia capace di fotografare e rappresentare il lavoro e i ruoli di tutti gli stakeholder, ovvero le tre gambe del sistema.

È un fatto positivo, in tal senso, constatare che anche nelle vacanze, e ben prima della ripresa standard dei normali ritmi di lavoro, il sistema sangue e i suoi presidi – in grado di emanare di continuo radiazioni – non si sono fermati: a partire dal Centro nazionale sangue fino alle associazioni di donatori o pazienti.

Ma entriamo nel merito.

Il Centro nazionale sangue ha diffuso articoli interessanti di riviste molto note come Vogue, abili a presentare la donazione di sangue come un’attività di natale molto speciale:

https://www.vogue.it/news/article/natale-2019-donare-sangue-midollo-latte?fbclid=IwAR2xPnwfqIMDqR_EUeRGyd1hB4FZBVOmi8Mn4n01kLxr-LJzP6ZzeIM-KWA

Inoltre ha ribadito in un bel post fotografico come donare il sangue sia un proposito chiave per il 2020, riportando gli utenti al sito http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/homeCns.jsp e offrendo loro tutte le informazioni utili per diventare donatori.

In Avis Nazionale, la donazione nelle vacanze si è arricchita di un nuovo concetto apparentemente lontano dal dono ma del tutto in linea con i valori tipici di chi intende promulgare stili di vita sani e legati al benessere. La pulizia dei fiumi, il movimento fisico, la prevenzione, sono stati alcuni dei temi propedeutici da promulgare assieme al dono del sangue in vista del World Blood Donor Day del 2020 che sarà organizzato dall’Italia: un vero e proprio fil rouge che senza dubbio vedrà Avis protagonista e che è stato chiamato in causa negli apparati grafici.

AVIS Nazionale - Associazione Volontari Italiani Sangue OdV - Home

Fig. 1

Interessante anche il lavoro di Fidas, che ha puntato sulla visibilità al lavoro annuale svolto dall’associazione, con un bel video riassuntivo di #FidaSessanta, il tour in 25 città italiane per diffondere la donazione di sangue andato in scena nel 2019:

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

Un tour ricco di immagini suggestive e momenti di serenità e allegria con tanta energia in circolo:

Tra le associazioni di pazienti, costante il lavoro di Amami (Associazione dei malati di anemia mediterranea) che abbiamo intervistato lo scorso 25 settembre:

https://www.buonsangue.net/interviste/sistema-trasfusionale-dal-punto-vista-dei-pazienti-intervista-ad-andrea-tetto-presidente-amami-lassociazione-malati-anemia-mediterranea-italiana/

Molti i post sul dono e sull’importanza che ogni goccia di sangue donata ha per i pazienti, un approccio che naturalmente non possiamo fare altro che condividere con forza.

AMAMI Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana - Home

Fig. 2

Infine, una bella campagna appena uscita e legata al mondo Avis, molto divertente da guardare: viene da Avis Gangi, bellissimo paese in provincia di Palermo, e si tratta di uno spot video che parte da una bottega di barbiere… e arriva a ribadire quanto sia bello e opportuno donare il sangue volontariamente. Un modo di parlare del dono che punta su una bella dose d’ironia.

Ecco qui il video, da guardare e condividere il più possibile.

Un anno di sistema sangue attraverso Buonsangue: i momenti topici a ritroso da dicembre a luglio. La seconda puntata

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Dopo la prima puntata dello scorso venerdì, ecco i momenti cruciali del sistema sangue nel 2019 relativi ai primi sei mesi dell’anno. Il picco della raccolta plasma, gli incontri tra addetti ai lavori, le campagne informative e i grandi temi etici dibattuti in tutto il mondo sui grandi media istituzionali. Un riassunto ricco e scandito mese per mese per rivivere insieme un anno decisivo.

Giugno – Gennaio 2019

Giugno 2019

La giornata del dono in Toscana. I lavori in corso di una regione che guarda al futuro:

La giornata regionale della donazione in Toscana, tra bilanci e sguardo al domani

Maggio 2019

La raccolta plasma di aprile 2019, un mese di grande crescita:

Raccolta plasma di aprile: è un mese positivo con una tendenza da mantenere nei prossimi mesi

Aprile 2019

Il video tutorial del Centro Nazionale sangue con la strada migliore verso la sicurezza trasfusionale:

Dal Centro nazionale sangue un video con le tappe principali per il massimo della sicurezza trasfusionale

Marzo 2019

Il vaccino gratuito per i donatori, il bilancio della prima stagione di una grande innovazione:

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

Febbraio 2019

Il dibattito mondiale sulla raccolta plasma a pagamento, un’inchiesta del New York Times:

Sul New York Times la questione della raccolta plasma a pagamento torna al centro del dibattito in Usa. Ma riguarda tutti noi

Gennaio 2019

La lista degli obiettivi trasfusionali del 2019, il vademecum di un anno di lavori in corso:

Sistema sangue, programmato il 2019 tra attività trasfusionali e scambi tra regioni. Pubblicati dal Cns i documenti partoriti nella plenaria dello scorso 30 novembre

La raccolta plasma di novembre fa registrare un calo sullo stesso periodo del 2018, ora la folata finale nell’ultimo mese dell’anno

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Dopo l’ottima performance del mese di ottobre, nel quale si era registrato un aumento del 4,9% di raccolta plasma sullo stesso periodo del 2018, un trend in continuità con i buoni risultati di settembre, il mese di novembre si contraddistingue invece in negativo, con un calo del 4,2% rispetto a novembre 2018. Non bisogna trarre conclusioni troppo negative, perché come vedremo il quantitativo totale raccolto nel 2019 è comunque superiore a quello del 2018 e dovrebbe consentire il rispetto degli obiettivi fissati nel Piano nazionale plasma 2016-20, ma quello che è certo è che ogni situazione in calo deve essere vagliata e monitorata per evitare che si ripeta.

Per esempio, entrando nel merito dei risultati regione per regione (fig.1), al di là del + 193,4% del Molise che naturalmente è una regione molto piccola, buone le notizie che arrivano da regioni altamente popolate come il Piemonte (+7,3%) e da regioni notoriamente in difficoltà con la raccolta come Lazio (+7,15), Campania (+5,4%) e Sardegna (+1,5%). Bene anche il Friuli Venezia Giulia con un + 5,9%.

Un po’ più preoccupante il dato che arriva invece dalla Lombarda, con un -15,9% rispetto a novembre 2018, e cali significativi anche in Liguria (-13,3%), Marche (-13,3%), Veneto (-6,6%) ed Emilia Romagna (-8,3%), tutte regioni popolose con una buona tradizione nella raccolta.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

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Se invece guardiamo il dato complessivo delle raccolte annuali nei primi 11 mesi dell’anno, in figura 2 tabella 3, il 2019 vede una crescita rispetto il 2018 di circa 10 mila chilogrammi, con risultati positivi in Puglia, in Calabria, in Sicilia in Campania e in Emilia Romagna. A rincorrere un pareggio nella raccolta a dicembre troveremo invece la Lombardia che è indietro di circa 2 mila chilogrammi rispetto allo scorso anno, e il Veneto, più o meno con lo stesso gap.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

A breve dunque, tra circa un mese, avremo il dato definitivo del 2019 per capire se i dettami del Piano nazionale plasma 2016-20 saranno rispettati, in vista dell’ultima annata che precederà un nuovo piano nazionale. Intanto, non resta che continuare con le campagne informative e la cultura del dono in modo da coinvolgere sempre più persone in un universo “giallo” che può cambiare la vita e le condizioni di moltissimi pazienti.

Tra fine dicembre e fine gennaio il picco influenzale nel nostro paese, ma i donatori di sangue sono al sicuro grazie al vaccino gratuito per chi dona

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Il momento del picco influenzale per la stagione invernale 2019 – 20 si avvicina. I giornali principali già informano sul grande numero degli italiani che si prevede saranno colpiti, che oggi si aggira sul milione ed è destinato a crescere nelle prossime settimane, fino al picco massimo atteso per fine gennaio.

Per definire alcune regole utili al fine di accrescere la prevenzione, il ministero della Salute ha lanciato sul suo portale un video e una sezione aggiornata, con le domande più frequenti sull’influenza. Quali sono le tre principali raccomandazioni per proteggere se stessi e gli altri dall’influenza e dalle sue conseguenze? Fare il vaccino, non prendere antibiotici e lavare bene le mani.

Chi legge Buonsangue sa bene come negli anni passati il picco influenzale creasse non pochi problemi alla raccolta sangue durante l’inverno, generando spesso lunghi intermezzi di carenze generalizzate in molte regioni. Poi, dallo scorso anno, grazie al lavoro congiunto delle associazioni di donatori, del Centro nazionale sangue e del Ministero della Salute, è arrivato una grande innovazione, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue.

Un scelta matura, utilissima e di grande importanza, come dimostra il bilancio della prima annata in cui il vaccino gratuito per donatori ha funzionato, e che su Buonsangue pubblicammo lo scorso 29 marzo, riprendendo le valutazioni del direttore del Cns Giancarlo Liumbruno. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, infatti, nel 2018 il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nel primo anno con la nuova regola non si è mai scesi sotto le cinquemila unità.

Quest’anno, gli effetti positivi del 2018 dovrebbero dunque ripetersi, grazie alla doppia “influenza” positiva (mai come in questo caso è opportuno il gioco di significati) che il vaccino gratuito ha sul sistema dei donatori.

Da un lato serve a salvaguardare i quasi 2 milioni di donatori periodici proteggendoli dai malanni di stagione, dall’altro il surplus di motivazioni spinge a diventare donatore per chi non lo è già, con un piccolo dono che fa subito bene due volte, e poi moltiplica i suoi effetti all’infinito.

“PLASMARE”, il corso sulla filiera del plasma per i dirigenti Fidas. Un’occasione perfetta per accrescere la consapevolezza su un settore strategico

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Formare sul ciclo del plasma e la plasmaferesi, al fine di migliorare sempre di più la raccolta e alimentare il metodo del conto-lavoro, peculiarità italiana nella produzione dei farmaci salva vita: venerdì 6 e sabato 7 dicembre la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) ha organizzato, in collaborazione con Farmindustria, il corso di formazione “PLASMARE” rivolto ai Presidenti regionali e ai componenti del Consiglio direttivo nazionale e del Coordinamento Giovani FIDAS.

Ma perché questo corso di formazione per dirigenti Fidas su tutti i dettagli della filiera del plasma è stato importante e porterà sicuramente arricchimento nel settore e poi al pubblico?

Ce lo spiega il comunicato Fidas.

“Il programma del corso presenta temi relativi alle tecniche di lavorazione del plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si affronteranno tematiche relative agli aspetti normativi ed etici con la presentazione di alcune buone pratiche presenti in Italia. A completamento del corso non mancherà un confronto con il sistema europeo ed Internazionale. Grazie alla partecipazione di Alessandro Segato, Presidente di AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) saranno presentate ai partecipanti testimonianze dei riceventi. Il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue, illustrerà il tema dell’autosufficienza in plasma e medicinali plasmaderivati”.

Un programma ricco dunque, che nel dettaglio è riportato in figura 1 e 2.

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Fig. 1

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Fig. 2

Moltissimi i relatori autorevoli, da Giancarlo Liumbruno direttore del Cns a Simona Carli, responsabile del Centro regionale sangue Toscana, da Stefania vaglio del Centro regionale sangue del Lazio ad Aldo Ozino Caligaris presidente Fidas, che ha raccontato così l’iniziativa. “PLASMARE è il primo corso per Responsabili associativi sulla materia del plasma e della produzione dei medicinali plasmaderivati realizzato con un approfondimento della materia specifica. Attraverso il corso si intendono approfondire gli aspetti normativi e qualitativi relativi all’utilizzo del plasma proveniente da donazioni volontarie e non remunerate volto alla produzione di medicinali plasmaderivati. Il corso intende inoltre approfondire gli aspetti qualitativi relativi al conseguimento dell’autosufficienza per questi farmaci salvavita ottenibili soltanto dal frazionamento industriale e dalla lavorazione del plasma”.

Come sa chi segue Buonsangue e i suoi report mensili sulla raccolta plasma, secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Sangue, nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2019 si è registrato un incremento delle donazioni rispetto a quanto registrato nello stesso periodo nell’anno precedente (715.401 donazioni nel 2019 rispetto alle 698.236 donazioni raccolte nel 2018), ed è proprio per questo che non bisogna mollare la presa. Vuol dire che fare cultura della donazione di plasma serve e per avvicinarsi un’autosufficienza che ancora non è stata raggiunta.