Vaccini per donatori, l’ultima circolare consegna il mandato alle Regioni

Saranno le Regioni e le Province autonome a gestire i vaccini anti Covid-19 a favore dei donatori di sangue ed emocomponenti. A ribadirlo, arriva una circolare firmata dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e pubblicata oggi, lunedì 10 maggio.

Ma cosa dice la circolare? Spiega che con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili, ormai in arrivo in quantità importanti,  sarà possibile completare la fase di vaccinazione delle categorie a rischio.

Da quel momento “i singoli territori potranno definire le modalità per sottoporre a vaccinazione i donatori di sangue che, compiendo regolarmente il loro gesto solidaristico, assicurano la costante disponibilità di sangue, in particolare nel prossimo periodo estivo in cui in genere si registra un calo delle donazioni, per lo svolgimento delle attività trasfusionali, obiettivo essenziale del SSN”.

Nessun giro di parole dunque.

La responsabilità di vaccinare i donatori, dopo le lettere senza riposta inviate dal Civis, e dopo la confusione delle scorse settimane durante le quali aveva un po’ regnato l’anarchia, è chiaramente attribuita ai territori.

La speranza è che ciò non provochi discrepanze o inefficienza in grado di complicare la raccolta sangue nel paese.

Il commento di Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, un chiaro assist volto ad aiutare i territori a organizzarsi per offrire il miglio servizio possibile.

“La decisione del Ministero – ha detto Briola – arriva in un momento in cui tutelare la salute dei donatori è l’obiettivo imprescindibile per garantire il fabbisogno quotidiano di sangue ed emocomponenti. Regioni e Province Autonome sono chiamate a un lavoro di coordinamento e organizzazione per il quale, lo diciamo fin da questo momento, le nostre sedi locali sono pronte a fornire il proprio contributo logistico, affinché la campagna proceda il più rapidamente possibile. La battaglia contro il Covid-19 possiamo vincerla solo se tutti gli attori del sistema sanitario e del volontariato saranno dalla stessa parte. E AVIS c’è”.