“Le donne che fecero l’impresa”, arriva il Forum Donne 2022 di Avis Toscana

Sabato 12 marzo tutti a Pistoia, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, per il Forum Donne 2022 di Avis Toscana dedicato a “Le donne che fecero l’impresa“, una narrazione “appassionata e documentata di tre personaggi femminili che hanno cambiato la storia: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore e Florence Nightingale, la prima infermiera moderna”.

Tre storie di donne uniche e straordinarie che saranno raccontate dall’attrice Silvia Frasson.

Ecco come presenta l’evento Avis Toscana, con tutti i dettagli su come partecipare:

“Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Florence Nightingale, Franca Viola. Tre storie di donne che per la prima volta realizzarono qualcosa mai fatto prima. Agirono, per prime.  Per la prima volta nella storia. Aprirono strade sconosciute, scardinarono mura, lottarono per nuove, diverse, possibilità. Chi ha seguito il cuore, chi la sua vocazione di vita, chi la necessità di emanciparsi da usi e costumi che sentiva stretti e poco meritevoli. Storie (e donne) di coraggio. E il coraggio se lo racconti lo chiami a presentarsi ancora”. 

“Frasson alternerà performance teatrali che accompagneranno nel viaggio di rifilessione e confronto, con le storie di ieri che si intrecceranno a quelle di oggi. Fra le protagoniste e i protagonisti ci saranno Alessandra Belardini, Dirigente della Polizia Postale del Compartimento Toscana, Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze, Agnese Pini, Direttrice del quotidiano La Nazione e lo scrittore Marco Vichi. Sul palco gli interventi anche dell’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, della vice sindaca Anna Maria Celesti, del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, della presidente di Avis Regionale Toscana Claudia Firenze, della presidente nazionale di CSVnet Chiara Tommasini e della portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi. A condurre il giornalista e comunicatore sociale Giulio Sensi e la consigliera di Avis Regionale Toscana con delega alle pari opportunità Barbara Boccardi“. 

“Al termine della mattinata sarà offerto un rinfresco all’interno della vicina Galleria Vittorio Emanuele in via degli Orafi 54. E’ disponibile anche un servizio gratuito, su prenotazione, di intrattenimento/babysitting per i bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. L’ingresso è libero e aperto anche ai non associati, previa prenotazione obbligatoria effettuabile qui o attraverso l’apposito link presente all’interno del programma consultabile qui“. 

Un parterre importante dunque, con il pieno coinvolgimento di Avis regionale Toscana e Avis nazionale, per raccontare tre personalità speciali legate indissolubilmente all’amore per la vita, per il superamento degli ostacoli e per il miglioramento del bene comune.

Tutti valori perfettamente in linea con il dono del sangue.

Operato il bambino per cui i genitori chiedevano sangue no vax

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La vicenda era balzata agli onori della cronaca qualche settimana fa, e sia su Buonsangue sia su Donatorih24 ne avevamo parlato diffusamente.

Una coppia di genitori ha chiesto sacche di sangue provenienti da donatori no vax per eseguire un’operazione urgente al cuore per il loro figlioletto, minacciando di non concedere il permesso su sacche di donatori vaccinati.

Sul tema si era espresso il presidente di Avis Briola ricordando che tutto il sangue italiano è sicuro:

E anche Claudia Firenze, presidente di Avis Toscana, aveva scritto una lettera per ribadire il principio:

Oggi la vicenda è arrivata al suo epilogo. Dopo il pronunciamento dell’autorità giudiziaria, che in virtù dell’urgenza dell’operazione aveva decretato l’ok all’operazione accogliendo il ricorso del Policlinico Sant’Orsola, l’intervento è stato fissato ed eseguito.

Dopo questo episodio risulta sempre prioritaria la lotta alle fake news, che specie in campo sanitario possono davvero generare rischi per la salute di moltissimi pazienti.

Carenze sangue, donazioni e fake news: l’intervento di Briola a “Siamo noi” su Tv2000

Un spazio ampio, sul network televisivo che riesce a raggiungere sempre un gran numero di spettatori: è di qualche giorno fa l’intervento di Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, durante la trasmissione “Siamo noi” che va in diretta su Tv2000.

Il presidente della più grande associazione di donatori, a partire dal minuto 11.00 del video si è soffermato sui temi del momento, sottolineando i motivi che hanno generato il momento di difficoltà del sistema.

Per Briola, i motivi sono contingenti, e riguardano la combinazione tra il solito caso endemico che si verifica durante le vacane natalizie e la situazione dei contagi “che corrono a velocità supersonica”.

Naturalmente chi rischia maggiormente sono i pazienti, come ha sottolineato invece Michele Vacca, Direttore di Medicina trasfusionale e terapia cellulare del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

Effetto particolarmente deleterio, inoltre, è arrivato dalle molte fake news sull’argomento che hanno girato indisturbate sui social. Nelle ultime ore la situazione è in miglioramento, ma l’esigenza del sistema resta quello di raccogliere sangue: bisogna dunque andare a donare.

Prima donare, poi partire: l’appello di Avis per le vacanze è molto chiaro

“C’è bisogno di sangue. C’è bisogno di te. Vieni a donare”.

L’appello di Avis nazionale a tutti gli associati e a tutti i cittadini è molto chiaro, netto, senza mezzi termini e mezze misure. I dati di giugno sono stati negativi, sia per ciò che riguarda la raccolta plasma che la raccolta sangue, e dunque è arrivato il momento di fare ricorso al senso di solidarietà e di responsabilità dei cittadini donatori.

È stato molto diretto anche il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, che ha posto l’accento sul calo endemico che arriva in occasione delle vacanze estive. Ecco perché bisogna donare assolutamente prima di partire. “Serve uno sforzo per assicurare terapie salvavita ai pazienti acuti e cronici – ha detto Briola – Prima di partire per le vacanze, prenotiamo la nostra donazione”.

Del resto l’emergenza è dettata dalle associazioni di pazienti talassemici, che si sono fatte sentire per segnalare che la carenza sangue riguarda tutte le regioni.

Il bisogno di sangue non va in vacanza, e quindi noi di Buonsangue non possiamo che unirci all’appello generale di Avis e di tutte le associazioni di donatori che sul territorio, nel week-end organizzeranno donazioni speciali.

Per capire dove e come donare, di può andare sia sul sito del Centro nazionale sangue, Geo Localizzazione (sanita.it), e vedere qual è il centro trasfusionale disponibile più vicino, oppure ricercare su Facebook “donazione di sangue” nella sezione eventi e trovare i prossimi appuntamenti speciali.

 

Esecutivo Nazionale Avis, ecco tutti i nomi che affiancheranno Briola

Una squadra collaudata, pronta ad affrontare le sfide difficili a cui sicuramente costringerà il futuro, con un mix di energia giovane ed esperienza assolutamente ben armonizzato.

Ecco tutti i nomi della squadra che aiuterà Gianpietro Briola, riconfermato Presidente di Avis nazionale con delega alla comunicazione e ai rapporti istituzionali, per governare l’associazione nei prossimi anni.

Dopo Briola, in alto a sinistra, tutti i nomi in ordine di apparizione
  • Fausto Aguzzoni, Vicepresidente Vicario con delega al Terzo Settore e al Servizio Civile​​​​​​​​​​​;
  • Maurizio Bonotto, Vicepresidente con delega alla riforma dello Statuto​​​​​​​;
  • Rocco Monetta, Segretario​​​​​​​;
  • Domenico Nisticò, Tesoriere con delega ai progetti scuola;​​​​​​​
  • Giorgio Dulio, con deleghe alla fiscalità e tributi, bilanci e costituzione della rete associativa​​​​​;
  • Alice Simonetti, con delega alle Politiche internazionali​​​​​​​;
  • Paolo Ghezzi, con delega alla formazione e ai progetti innovativi, protezione civile, giovani​​​​​;
  • Francesco Bassini, con delega ai progetti di informatizzazione e infrastrutture

Un augurio di buon lavoro da parte di Buonsangue allo staff, per affrontare questioni chiave come ricambio generazionale, autosufficienza soprattutto per ciò che riguarda i plasmaderivati, efficacia nelle campagne di raccolta e maggiore elasticità dei centri trasfusionali nell’accogliere i donatori.

La pandemia dura da un anno, ecco il messaggio del presidente Avis Briola a tutti i donatori

Nessuno, a marzo del 2020, all’inizio del lockdown, aveva immaginato una pandemia così lunga e dolorosa, spossante, arcigna da sconfiggere, anche a causa di decisioni dall’alto discutibili, caccia alla streghe e cattiva gestione politica, mediatica e amministrativa.

Nel quadro difficile, tuttavia, ci sono anche note positive, una tra tutte la grande reazione dei donatori di sangue al diffondersi del virus.

Il supporto dei donatori al sistema trasfusionale nazionale, uno degli asset strategici per un paese come l’Italia in una situazione di emergenza, ha tenuto bene, e dopo qualche settimana di défaillance iniziale, il numero delle sacche raccolte dalla associazioni di sangue è tornato a crescere.

Per tracciare una linea in corrispondenza con la data in cui iniziò il primo lockdown, il 9 marzo scorso, e fare un bilancio dell’anno associativo nell’anno del Covid-19, Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, ha voluto mandare un messaggio video a tutti i donatori italiani, per testimoniare loro l’importanza assoluta del loro apporto e della loro funzione.

Il videomessaggio integrale si può vedere integralmente qui di seguito, ma il senso delle parole di Briola è quello di ringraziare i donatori per il lavoro svolto e sensibilizzarli per le sfide che ci aspettano nel futuro.

Il sistema sangue italiano sta fronteggiando un calo di emocomponenti, di globuli rossi e soprattutto di plasma, una risorsa strategica per la collettività non meno di quanto lo siano il cibo, l’acqua, l’energia, l’ossigeno.

Donare sangue e plasma è importante come non mai, in vista di quell’autosufficienza che – in caso di pandemia perdurante – mettere il paese al riparo dal rischio di non avere la materia prima per produrre i farmaci salvavita a tutti i bisognosi o di doverli reperire sul mercato, a prezzi incontrollabili dai sistemi sanitari nazionali.

Eventualità queste ultime, che si possono evitare con un semplice gesto di amore e solidarietà.

Arriva il nuovo sito di Avis nazionale, a misura di donatore

Un’interfaccia nuova e funzionale, che punta ad accogliere i donatori e gli associati e a proiettarli nel modo più rapido ed efficace nel mondo di Avis: la nuova piattaforma web della più grande associazione di donatori italiani ci convince, con i suoi colori familiari, l’iconografia giovane e dinamica e l’essenzialità di funzioni intuitive e utili.

Ben in vista, in alto e in rosso, la possibilità di cercare rapidamente la sede più vicina all’utente in navigazione, e l’alto livello di interattività dovuto alla finestra a scomparsa per chi vuole fare domande.

Scendendo, poi, spazio alle informazioni preliminari per il dono, con un’infografica molto semplice in tre punti e un video informativo che si avvia direttamente cliccando sul play (fig.1).

Fig.1

Scorrendo ancora in basso si accede facilmente alle news, mentre attraverso il menù in alto, infine, è possibile accedere a tutte le altre aree specifiche del sito (fig.2), dalla voce vita associativa, alle informazioni più tecniche su come entrare in Avis.

Fig.2

Ecco come ha descritto il nuovo concept web la responsabile dei progetti comunicativi, Claudia Firenze: “La scelta di aver rinnovato il sito internet rappresenta la naturale continuazione di un grande lavoro che, da tempo, stiamo conducendo per garantire un livello di comunicazione sempre più efficace e diretto verso i nostri donatori e non solo. Il design e le funzionalità rendono il portale della nostra associazione ancor più fruibile soprattutto dai dispositivi mobili, attraverso i quali ormai si registra la percentuale maggiore di traffico nella rete. Un servizio in più che testimonia la nostra volontà e il nostro impegno nell’essere al passo con i tempi e con le nuove tecnologie di comunicazione”.

Il nuovo sito, arriva poi in un momento molto importante, alla vigilia dell’85esima Assemblea Generale in programma sabato 31 ottobre a Milano, nella sede di AVIS Nazionale. Il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, ha spiegato le nuove modalità in cui avverrà l’evento in una situazione delicata come la congiuntura d’emergenza Covid in cui ci troviamo: “A differenza degli anni passati, l’evento è stato completamente rimodulato alla luce delle nuove restrizioni per contenere i contagi da Covid-19 – ha detto – e per questo motivo non si svolgerà in presenza, ma interamente online, con delegati e sedi locali collegate da remoto. Si tratta di una modalità insolita per l’Assemblea generale, che rappresenta il momento più importante dell’anno per tutta AVIS. Un momento reso ancor più importante proprio dal nuovo periodo di emergenza che stiamo vivendo in questa fase. Stiamo lavorando per assicurare che i lavori dell’Assemblea, seppur non in presenza, si svolgano nel pieno rispetto dei principi di democrazia e sicurezza per tutti i delegati. Una conferma della volontà di AVIS di sfruttare al meglio le potenzialità che l’universo digitale mette a disposizione per migliorare la qualità e l’efficienza del nostro servizio”.

Un livestreaming in diretta in grado di dare risposte sul futuro

Oggi mercoledì 23 settembre, sui canali social, Youtube e sul portale www.donatorih24.it, andrà in onda una conferenza in livestreaming di grande importanza, su un tema che qualche mese era stato assolutamente centrale nell’agenda setting dei media nazionali, e che oggi, dopo un’estate in cui i media mainstream si sono contraddistinti per la qualità della disinformazione sul Covid-19, è  invece scivolato nelle retrovie: la terapia al plasma iperimmune e la sua utilità in caso di una – speriamo remota – recrudescenza invernale dell’epidemia.

L’andamento dei fatti lo ricordiamo un po’ tutti, l’assenza di una cura efficace dopo le prime settimane di assoluta disorganizzazione del sistema sanitario, le scelte paradossali, i pochissimi posti disponibili in terapia intensiva dopo anni e anni di tagli scriteriati al sistema sanitario nazionale, e poi l’iniziativa, negli ospedali di Pavia e Mantova, di provare a utilizzare il plasma iperimmune raccolto grazie alle donazioni dei pazienti guariti nei casi di pazienti in terapia intensiva, con buoni risultati.

Da lì, l’interesse nazionale, e internazionale, i protocolli, altre polemiche che si potevano evitare, e la nascita del progetto Tsunami che aveva, avrebbe, il compito di sviluppare lo studio sul plasma iperimmune su scala nazionale operando studi randomizzati e verifiche per un utilizzo del plasma su una campionatura di pazienti più ampia e in vista della creazione di farmaci efficaci da affiancare agli studi sui vaccini.

Diversi mesi dopo qual è la situazione? È difficile dirlo, la cura al plasma ha bisogno di pazienti guariti con una quantità di anticorpi importante, di una rapidità che mal si concilia con le lentezze pachidermiche della burocrazia. Inoltre il tempo stringe e i mesi più freddi si avvicinano, e non sono pochi i dubbi e i rischi legati ad altre chiusure o misure speciali se il virus dovesse ricominciare a rafforzarsi. Da non sottovalutare, in tal senso, è il tema della raccolta sangue e plasma nel paese in vista dell’autosufficienza: nei mesi del lockdown ovviamente ci sono stati dei problemi, e la raccolta è rimasta indietro, pur con un ottimo recupero successivo grazie alla perizia dei donatori. Non è bastato per evitare una carenza post-estate, ma la situazione poteva essere senza dubbio più difficile.

Cosa succederà dunque nei mesi futuri? A dircelo, il livestreaming di Donatorih24, con la partecipazione del dottor Cesare Perotti, direttore del servizio trasfusionale di Pavia, tra i precursori della terapia con il plasma dei convalescenti, con Vincenzo De Angelis, direttore del Centro nazionale sangue, Pierluigi Berti, presidente della Simti (società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia) e Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis e coordinatore Civis.

Per collegarsi è sufficiente entrare su donatorih24.it, o collegarsi sul canale Facebook di Donatorih24, o sul canale Youtube.

La parola a chi agisce sul campo dunque, per un’informazione diretta, efficace e trasparente.

Plasma iperimmune, il comunicato di Avis: l’associazione ribadisce il suo totale sostegno alla ricerca scientifica

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Come abbiamo potuto osservare attraverso i frequenti aggiornamenti su Donatorih24.it, sono state davvero costanti le polemiche degli ultimi giorni sul tema della terapia anti Coronavirus basata sul plasma iperimmune. In particolare, il professor de De Donno, primario di pneumologia del Carlo Poma di Mantova, ha più volte chiamato in causa quella che a suo dire è stata una posizione troppo cauta da parte di Avis nazionale sul supporto alla cura portata avanti dal suo protocollo. A tal proposito, il presidente di Avis nazionale e coordinatore Civis Briola, ha scritto una lettera rivolgendosi a De Donno per chiedere maggiore rispetto dei ruoli e toni più pacati e votati alla sostanza, per il bene dei malati. Alle lettera, è seguito anche un comunicato da parte di Avis Nazionale, volto a ribadire il sostegno dell’associazione per la ricerca scientifica.

Ecco, di seguito, il testo integrale:

PLASMA IPERIMMUNE: «AVIS RIBADISCE IL SUO SOSTEGNO ALLA RICERCA SCIENTIFICA»

«Da sempre AVIS è al fianco della ricerca scientifica e ora più che mai intende farlo per il bene di tutti». Con queste parole il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, chiarisce la posizione dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue nei confronti dell’approccio terapeutico che prevede la somministrazione di plasma iperimmune ai pazienti gravi affetti da Covid-19.

«AVIS non ha mai messo in discussione la validità di questa sperimentazione e, insieme al mondo scientifico e al Centro Nazionale Sangue, sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione e si sta adoperando per studiare queste opportunità.

Quella in corso è una terapia emergenziale già nota per altre malattie. Si tratta di una sperimentazione che sta dando risultati confortanti e che, speriamo, potrà aiutarci ad avviare la produzione su larga scala di immunoglobuline per la cura del Coronavirus.
Occorre tempo e soprattutto occorre incrementare il numero di pazienti su cui si sta testando il plasma iperimmune.

L’evoluzione delle conoscenze – prosegue Briola, che è anche Direttore responsabile del Pronto Soccorso di Manerbio (BS) – ci ha spesso indotto a modificare i nostri paradigmi ed è fondamentale ricordare che scienza e ricerca richiedono impegno, lavoro, cautela, modelli e la possibilità di processi riproducibili per divenire gold standard e riconosciute indicazioni terapeutiche, sempre e comunque possibili di revisione.

Nello specifico, la terapia con plasma iperimmune è una pratica nota da oltre cent’anni usata recentemente anche per altre infezioni emergenti. Ha un suo valore nelle situazioni di emergenza come quella attuale, in mancanza di altre strategie o in attesa di studi ed evoluzioni della ricerca. Pertanto, non ci siamo mai opposti, né abbiamo avanzato critiche all’utilizzo di tale metodica “sperimentale” per il trattamento di pazienti con gravi sintomi provocati dal Coronavirus, ma si tratta di una soluzione temporanea e non definitiva.

La sfida – ribadisce Briola – sarà quella di individuare una terapia fruibile da tutti, su larga scala, anche da quei pazienti trapiantati o affetti da immunodeficienze primitive o acquisite. Ecco perché l’obiettivo finale di questa fase sarà l’individuazione, nel plasma dei soggetti convalescenti, delle immunoglobuline o delle proteine infiammatorie in grado di aggredire e sconfiggere il virus. Tali immunoglobuline dovranno poi essere somministrabili, in forma farmaceutica e standardizzabile, così come già avviene per esempio per la cura del tetano.

La generosità e disponibilità dei nostri associati è massima e il tema della donazione di plasma e la produzione di plasmaderivati continua a rimanere strategico per il Sistema Sanitario e il Sistema Italia verso quella che da tanto tempo auspichiamo e riteniamo raggiungibile: l’autosufficienza. Con una produzione etica, in conto lavorazione a proprietà pubblica che possa estrarre dal plasma dei donatori tutte le proteine e le sostanze farmacologicamente utili ai pazienti. In questa fase, dove ci è stato richiesto abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per la raccolta del plasma dai pazienti convalescenti e dai donatori e, dove possibile, abbiamo sollecitato i donatori guariti a proporsi.

Due fatti rilevanti sull’attualità del Coronavirus: il ministero autorizza l’utilizzo del plasma dei pazienti già guariti, e le valutazioni di Gianpietro Briola sull’epidemia in un video verità su Youtube

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Il protocollo di studio degli ospedali lombardi capeggiati dall’Ospedale San Matteo di Pavia, ha dato i suoi frutti. Su DonatoriH24 leggiamo infatti che il Ministero della Salute ha dato la sua primissima autorizzazione all’utilizzo del plasma anti-covid19 ottenuto dai pazienti guariti, e dunque, presumibilmente, più carico di anticorpi.

L’autorizzazione è arrivata attraverso una circolare emessa venerdì 27 marzo dal titolo “Raccomandazioni per la gestione dei pazienti immunodepressi residenti nel nostro Paese in corso di emergenza da COVID-19”. Le raccomandazioni sono necessarie in quanto ancora non esiste una letteratura scientifica di lunga data su questa pratica, ma la circolare leggibile nella sua interezza a questo cliccando su questo link dice che:

“Nei pazienti con deficit dell’immunità umorale che sviluppino un quadro di Covid-19, si può prendere in considerazione la possibilità di procedere all’infusione di plasma di soggetti convalescenti che abbiano superato l’infezione da Covid-19. Il soggetto donatore dovrà compiutamente rispondere ai requisiti previsti dalla normativa vigente per la donazione di emocomponenti”.

Ci auguriamo con forza che il plasma dei pazienti già guariti risulti efficace, anche perché dalla testimonianza web, su Youtube, di Gianpietro Briola (da noi intervistato qualche giorno fa), in dialogo con Alessandro Lucchini sul canale “Palestra della scrittura”, in Lombardia la situazione degli ultimi giorni, sebbene in lieve miglioramento, è stata davvero difficile.

Consigliamo a tutti di vedere questo video, nel quale Briola, che non è soltanto Presidente di Avis Nazionale ma anche primario Pronto Soccorso ASST del Garda, racconta i momenti difficili vissuti in reparto, e fa il punto, con competenza e lucidità, sul presente e il futuro della pandemia da Coronavirus e della situazione sanitaria nazionale.