Rosso Sorriso, ecco la versione 3.0 che trasmette i valori del dono

Rosso Sorriso è un progetto fantastico che seguiamo già dal 2017, quando in un conferenza al MIUR (erano tempi in cui le attività potevano ancora svolgersi in presenza), fu presentata la versione 2.0, in collaborazione con RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo.

La collaborazione tra Avis e Rai Yo Yo portò a ideare “La meraviglia del donare” un dvd molto ricco con una canzone fu distribuito nelle rete di distribuzione avisina, composta da 1 milione e 300 mila donatori e con 3.400 strutture associative in tutta Italia.

Rosso Sorriso 3.0: anche oggi, nella sua nuova versione è un veicolo di solidarietà che permette ai valori del dono di entrare nelle scuole e nelle famiglie.

Rosso Sorriso 3.0 è possibile grazie protocollo d’intesa tra AVIS e Ministero dell’istruzione, e alla sinergia tra Avis Provinciale Bergamo, Avis Regionale Lombardia e AVIS Nazionale

I protagonisti non sono cambiati: sempre Oreste Campagna e i bambini.

Ma ciò che si rinnova è il contenuto, e in che modo lo ha spiegato lo stesso conduttore e ideatore del progetto Rosso Sorriso 3.0: “Dopo i primi due capitoli  nei quali il dono è stato raccontato attraverso il linguaggio evocativo delle favole e delle illustrazioni – racconta Campagna –  abbiamo sentito l’esigenza di entrare nelle case delle famiglie italiane per comprendere meglio come il messaggio di AVIS ispiri la loro quotidianità”.

La forma scelta per ottenere questo obiettivo è il documentario, e nel video in basso è possibile già vedere qualche immagine in anteprima.

Una forma moderna ed esaustiva che è in grado di unire, nella fruizione, adulti e ragazzi, e che metterà insieme esperienze raccolte in ogni parte d’Italia, dalla Lombardia con Cernusco sul Naviglio (Milano), Bergamo e e Varese, all’Emilia Romagna con Piacenza , dalla Sardegna con Bitti e Fonni in provincia di Nuoro, alla Calabria e alle Marche.

Ecco le parole di Gianpietro Briola, presidente Avis, sull’impatto atteso del progetto: “Rosso Sorriso è un’iniziativa che ci sta particolarmente a cuore. La scuola e le nuove generazioni sono alla base del nostro impegno quotidiano. Veicolare l’importanza del volontariato è l’unica strada per preparare e formare coloro che saranno gli adulti di domani. Anche in un periodo così complicato come quello che stiamo vivendo, i bambini, con la loro fantasia e spontaneità, racchiudono i sentimenti che, da oltre novant’anni, sono il fondamento di questa associazione: gioia ed entusiasmo verso il futuro e verso il prossimo. Grazie a Oreste Castagna, alle Avis locali che hanno aderito e a tutte le famiglie che ci stanno accompagnando lungo questo straordinario percorso“.

Il dono come filosofia per il futuro: per la Giornata mondiale della Terra ecco i valori di Avis

Il dono come filosofia di vita per il futuro da apprendere attraverso l’istituzione scolastica, che come da tradizione nel nostro paese deve riprendersi, e svolgere al meglio, il ruolo di baricentro educativo per i giovani.

In occasione della Giornata mondiale della Terra, celebrata lo scorso 22 aprile, Avis ha organizzato un webinar ad alto contenuto d’interesse per giovani, volontari e qualsiasi altri tipo di pubblico che ha a cuore il futuro del nostro pianeta.

Per chi non lo avesse visto, ecco il video completo dell’incontro:

Così come il sangue è una materia biologica non riproducibile in laboratorio, sono tantissime le ricchezze del nostro pianeta che possono e devono essere preservate. E la filosofia di vita ispirata dal dono non può chge essere il miglior viatico per la longevità, in salute, di un ecosistema così meraviglioso e complesso.

A parlare di tutto ciò, sono intervenuti consigliere da coordinartore il consigliere nazionale di Avis Carlo Assi, e per i consueti saluti di rito il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola e la vice presidente e responsabile dell’Area Scuola, Laura Pizzetti.

Poi gli ospiti veri e propri: Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Metereologica Italiana e giornalista scientifico, Piero Cattaneo, Docente di metodologia della progettazione educativa e consulente associativo, Liliana Dozza, docente di Pedagogia alla facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, e Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e autrice del blog “EcoCentrica”.

A loro il compito di approfondire i temi e spiegare bene alle nuove generazioni cos’è il futuro, cosa dobbiamo aspettarci da esso, cosa dobbiamo (e possiamo) fare contribuire a miglioralo.

Giovani e associazioni, il connubio forte che ci dice che “Donare fa battere il cuore”

Giovani e associazioni, una sinergia potente. Insieme, è possibile raggiungere qualsiasi risultato. Insieme, si possono portare i valori del dono nel mondo dei ragazzi e convincerli – fin dai tempi dell’adolescenza, che donare sangue (e non solo) è un gesto solidale che rende estremamente felice soprattutto chi lo compie.

Ma parlare il linguaggio dei giovani, interessarli, attirare la loro attenzione non è semplice, ed è meglio quando il dialogo con i giovani è portato avanti dai giovani stessi, come stanno facendo per esempio alcuni youtuber.

Ecco perché, il laboratorio grafico dell’Istituto Casali di Piacenza ha realizzato un video dal titolo “Donare fa battere il cuore” in collaborazione con Aido (Associazione italiana per la donazione di organi), Avis (Associazione volontari italiani del sangue) e Admo (Associazione donatori di midollo osseo): per raccontare il dono e il suo immenso potere di solidarietà, socializzazione e inclusione direttamente ai propri coetanei.

Ecco il video completo:

Chi lo vedrà, scoprirà le riflessioni dei giovani che già sono entrati a far parte del mondo dei volontari donatori in attesa della maggiore età per donare, o quelle di chi già i diciotto anni li ha compiuti e può portare una testimonianza compiuta.

E infine un girotondo di parole e colore per mostrare che insieme, ogni obiettivo è reggiungibile.

Il “Sistema di produzione dei medicinali plasmaderivati” nel webinar di Cns e Iss

Pochi giorni fa il ministero della Sanità ha specificato che l’autosufficienza ematica è una priorità strategica nazionale di sistema, spingendo dunque alla raccolta plasma attraverso il dono in un momento di emergenza in cui ogni Paese previdente deve riuscire a emanciparsi dai possibili capricci di un mercato globale in larga parte dipendente dagli Stati Uniti d’America.

Per aumentare la consapevolezza degli addetti ai lavori sulla filiera italiana di produzione dei plasmaderivati, il Centro nazionale sangue e L’Istituto superiore di Sanità hanno organizzato un webinar da titolo Il “Sistema di produzione dei medicinali plasmaderivati”, allo scopo di spiegare quali sono i passaggi necessari per arrivare dal plasma donato al farmaco in un sistema, come quello italiano, che si fonda sul principio del “conto terzi”, ovvero un plasma ottenuto direttamente dai donatori di sangue secondo un criterio di gratuità, anonimato e organizzazione associativa, e che rimane pubblico per tutta la durata della filiera.

Le aziende farmaceutiche produttrici, infatti, sono pagate secondo le cifre stabilite dai pubblici bandi peril servizio di frazionamento e produzione di farmaci, che poi restituiscono alle Regioni alimentando il sistema pubblico che tutto il mondo ci invidia.

Il webinar si terrà il prossimo 23 aprile a partire dalle 9.45. Dal sito del Cns ecco ulteriori dettagli su destinatori del webinar e modalità d’iscrizione:

Destinatari dell’evento e numero massimo di partecipanti
L’evento si rivolge al personale di enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca interessato alle attività trasfusionali, in particolare alla raccolta, alla produzione e alla distribuzione di medicinali plasmaderivati. Saranno ammessi un massimo di 290 partecipanti.

Modalità di iscrizione
Per iscriversi, compilare ed inviare, entro martedì 20 aprile, il modulo disponibile al seguente link. La partecipazione all’evento è gratuita.

Chiunque sia compreso nelle categorie indicate farebbe bene a iscriversi, per conoscere a pieno un settore che nei prossimi anni acquisirà sempre maggiore importanza sul piano delle strategie sanitarie globali del nostro Paese.

Ecco qui il programma completo

La prima donazione di un neo maggiorenne

Ci sono molti modi di raccontare la propria prima donazione, ma quando si tratta di giovani l’utilizzo di strumenti contemporanei, di facile accesso e di immediata e semplice fruizione come i video, è un fattore importantissimo per la diffusione dei messaggi.

Così, gironzolando per la rete, come già capitato altre volte, ci è piaciuto moltissimo il video-racconto della prima donazione subito dopo aver raggiunto la maggior età, creato dal giovanissimo youtuber Gabriele Rinaldis, di Genova, che ha saputo rendere al meglio la propria esperienza di neo donatore toccando moltissimi dei punti salienti su cosa significa donare, e soprattutto, esprimendo con molta delicatezza le emozioni e i sentimenti che si possono provare in ogni momento di un gesto di generosità che inizia quando si prenota il dono e finisce (per poi ricominciare) quando si ricevono a casa le analisi del sangue.

Ecco il video completo:

La prenotazione, la fase preparatoria per conoscere se si è idonei oppure no, la tensione dell’ago che precede il momento della donazione vera e propria, la colazione rigenerante, le premure ricevute dal personale volontario, e infine le riflessioni su quanto un gesto semplice come donare finisca per risultare letteralmente vitale per i pazienti che ne beneficiano.

Un video da consigliare specialmente ai più giovani che vogliono iniziare un percorso da donatori e scoprire, attraverso il racconto di un loro coetaneo, cosa significa entrare in un percorso di vita che può essere solo nobilitante.

La pandemia dura da un anno, ecco il messaggio del presidente Avis Briola a tutti i donatori

Nessuno, a marzo del 2020, all’inizio del lockdown, aveva immaginato una pandemia così lunga e dolorosa, spossante, arcigna da sconfiggere, anche a causa di decisioni dall’alto discutibili, caccia alla streghe e cattiva gestione politica, mediatica e amministrativa.

Nel quadro difficile, tuttavia, ci sono anche note positive, una tra tutte la grande reazione dei donatori di sangue al diffondersi del virus.

Il supporto dei donatori al sistema trasfusionale nazionale, uno degli asset strategici per un paese come l’Italia in una situazione di emergenza, ha tenuto bene, e dopo qualche settimana di défaillance iniziale, il numero delle sacche raccolte dalla associazioni di sangue è tornato a crescere.

Per tracciare una linea in corrispondenza con la data in cui iniziò il primo lockdown, il 9 marzo scorso, e fare un bilancio dell’anno associativo nell’anno del Covid-19, Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, ha voluto mandare un messaggio video a tutti i donatori italiani, per testimoniare loro l’importanza assoluta del loro apporto e della loro funzione.

Il videomessaggio integrale si può vedere integralmente qui di seguito, ma il senso delle parole di Briola è quello di ringraziare i donatori per il lavoro svolto e sensibilizzarli per le sfide che ci aspettano nel futuro.

Il sistema sangue italiano sta fronteggiando un calo di emocomponenti, di globuli rossi e soprattutto di plasma, una risorsa strategica per la collettività non meno di quanto lo siano il cibo, l’acqua, l’energia, l’ossigeno.

Donare sangue e plasma è importante come non mai, in vista di quell’autosufficienza che – in caso di pandemia perdurante – mettere il paese al riparo dal rischio di non avere la materia prima per produrre i farmaci salvavita a tutti i bisognosi o di doverli reperire sul mercato, a prezzi incontrollabili dai sistemi sanitari nazionali.

Eventualità queste ultime, che si possono evitare con un semplice gesto di amore e solidarietà.

Io dono, e ho (almeno) 10 motivi per farlo

Io dono è ho almeno 10 motivi per farlo. E voi? I motivi per donare sangue sono praticamente infiniti, ma un bell’esercizio, non di stile ma equiparabile a una vera e propria call to action, è scegliere quali sono i dieci principali motivi per farlo e per convincere tutti, amici e conoscenti, a farlo a loro volta.

A ordinarli, non per importanza, ma semplicemente per giocare a creare un elenco, ci ha pensato Avis Perugia, con un video molto breve – parliamo di circa 1 minuto – ma al tempo stesso estremamente efficace e veritiero, dal titolo “10 motivi per DONARE!”, un modo di comunicare che, si spera, possa avvicinare i giovani e convincerli a entrare nella comunità dei donatori.

Eccoli qui di seguito, come se fossero i 10 comandamenti del donatore:

  1. Io dono qualcosa di unico
  2. Io dono perché ho scelto di rendere un servizio
  3. Io dono e convinco gli amici a fare lo stesso
  4. Io dono e scopro il mio livello di salute
  5. Io dono e qualcuno lo farà per me
  6. Io dono e salvo vite umane
  7. Io dono e mi sento meglio
  8. Io dono perché posso e ho scelto sani stili di vita
  9. Io dono e conosco il mio gruppo sanguigno
  10. Io dono perché ho a cuore la prevenzione

Come decalogo non è niente male, ma si potrebbero aggiungere davvero tantissime altre ragioni. Ma soprattutto ce n’è una che le raccoglie tutte: se posso fare del bene, perché no?

Domenica 28 febbraio, la giornata delle malattie rare: un’occasione per “accendere la luce”

Dal 2008 il 28 febbraio è la giornata delle malattie rare, e così arriva l’occasione per parlare di tanti pazienti che avrebbero bisogno di molta più attenzione da parte dell’opinione pubblica.

Uniamo è l’associazione che in Italia si occupa di sensibilizzare istituzioni, pubblico e professionisti su questo tema, e infatti lo slogan che ha scelto per questa giornata è, non a caso “accendere la luce”.

Secondo i dati ufficiali del Rapporto MonitoRare 2020in Italia sono circa 2 milioni le persone colpite da una di queste forme (di cui una su 5 è un bambino), e questo ci fa capire quanto sia decisivo l’impegno collettivo per contrastarle, anche perché se prendiamo come unità di misura il mondo i malati diventano quasi 300 milioni . “

Poiché tra di esse non sono poche le patologie che riguardano il sangue, Avis nazionale è in stretta collaborazione con Fondazione Telethon e con AIL.

Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, ha spiegato dunque il valore e l’importanza della donazione di sangue anche nella lotta alle malattie rare: “La donazione di emocomponenti è alla base di tanti risultati importanti che la ricerca ha raggiunto nel corso degli anni per curare le malattie rare , molte di origine ematica, come l’emofilia e la beta talassemia.

Avis ha così rilasciato un comunicato, che spiega bene il ruolo dell’associazione in questa battaglia.

“L’apporto di oltre un milione e 200mila donatori riuniti sotto il simbolo della nostra associazione e di tutti coloro che compiono questa scelta volontaria e non remunerata permette non solo a tanti pazienti di beneficiare di trasfusioni salvavita, ma anche di produrre farmaci plasmaderivati per il trattamento di patologie rare come le immunodeficienze primitive o la congiuntivite lignea. Ecco perché, in occasione del 28 febbraio, è importante ribadire quanto sia prezioso il nostro impegno al fianco di chi studia e lavora per fornire nuove possibilità di cura a tanti pazienti, pediatrici e adulti, e garantire a tutti una migliore qualità della vita e possibilità di godere della serenità dei gesti quotidiani”.

A fine 2018, il numero di medicinali “orfani” – in quanto è questo lo status che viene attribuito a quei farmaci per i quali si punta a favorirne lo sviluppo poiché necessari a curare le patologia rare – disponibili in Italia era “di 1091, di cui 135 autorizzati dall’EMA (l’Agenzia europea per i medicinali). Le nuove autorizzazioni da parte di AIFA (l’Agenzia italiana del farmaco) nel corso del 2018 sono state 17, in leggera crescita rispetto al dato medio del triennio 2015-2017 (quando furono 15). In aumento del 43,5% i consumi così come la spesa, che è passata da 1.060 milioni di euro del 2014 a 1.781 del 2018: un dato da cui è conseguita una salita dell’incidenza della spesa per i farmaci orfani sul totale di quella farmaceutica dal 5,3% all’8,1%.

Si può fare decisamente meglio, e domenica 28 febbraio è l’occasione per ricordarlo.

Radio Sivà festeggia 10 anni di trasmissioni, all’insegna della crescita e della solidarietà

Nel 2018 ne avevamo salutato e raccontato il restyling, l’approdo su una pagina tutta nuova e accogliente per tutti coloro i quali desideravano transitare nel mondo di Avis e lasciarsi intrattenere, e ascoltare chi è attento a tutti gli ambiti attraverso i quali una comunità può coltivare il suo benessere, dal dono alla musica, dall’attualità del mondo del volontariato al dibattito culturale.

Oggi invece Radio Sivà, la radio ufficiale di Avis, compie dieci anni ed è una nuova occasione per farla conoscere a chi ancora non si è mai sintonizzato.

La data esatta di nascita è il 19 febbraio 2011, e l’idea si deve alla Consulta nazionale giovani e a Claudia Firenze, arrivata pochi giorni fa alla sua ottantesima donazione di sangue e avisina storica nonostante la giovane età.

L’idea di Radio Sivà, sin dalla sua nascita, è stata quella di dare voce ai donatori di sangue, raccontare il loro mondo, cosa li anima, e i legami che è possibile costruire in associazione, che spesso diventano legami di vita fondati sulle esperienze condivise.

Ma la storia di Radio Sivà, in questi 10 anni, è stata all’insegna della crescita, una crescita costante, che inizia con le trasmissioni 24 ore su 24, continua con l’ampliamento tematico su temi che riguardano l’intero terzo settore del volontariato, temi culturali e scientifici d’attualità, verso un pubblico sempre più ampio e affezionato, e arrivano fino allo sbarco sulle frequenze fm in associazione con 50 radio locali e alla creazione dei podcast, che consentono di ascoltare i contenuti di Radio Sivà sulle principali piattaforme streaming: da Spotify a Deezer, passando per Google Podcast e Apple Podcast.

Un’avventura speciale a cui non si possono che augurare altri 100 anni così.

“La felicità paga”. Avis e un evento lungo tre giorni per raccontare il legame tra sviluppo e volontariato

La felicità paga, sempre.

Offrire una visione complessa del presente e quindi più veritiera delle rappresentazioni schematiche o pubblicitarie cui assistiamo spesso è sempre un bene, specie se le tematiche di riferimento ci riguardano da vicino, come welfare, volontariato, impresa, sviluppo.

Fare del bene non è mai stato un gesto fine a sé stesso, ma il principio, il punto di partenza, di reti virtuose che sprigionano nel mondo energie positive, anche nel campo dell’innovazione e allo scopo di migliorare attivamente la vita per le comunità sul territorio.

Proprio allo scopo di offrire una visione totalizzante e completa del welfare e dei gesti di solidarietà, Avis Veneto ha organizzato, per i prossimi giorni, da giovedì 18 a sabato 20 febbraio, una tre giorni di incontri dal titolo “La felicità paga. Come il benessere genera sviluppo”, un vero e proprio Festival “dedicato al benessere e allo sviluppo economico e sociale, promosso da Avis Veneto con le Avis provinciali di Venezia, Treviso, Padova e Rovigo, nell’ambito del progetto “Wellness Workers Web: la rete del benessere dei lavoratori” (Io Valgo.20)”.

Inseriti in programma, un ciclo di incontri on-line che affronteranno il legame tra volontariato, welfare, benessere e sviluppo d’impresa che saranno trasmessi in diretta streaming nei canali social di Avis regionale Veneto Facebook e YouTube, o attraverso il sito http://lafelicitapaga.iovalgoveneto.it, sito sul quale, peraltro, verrà creato un “contenitore” dove verrà caricato tutto il materiale prodotto durante il Festival, scaricabile in download gratuito.

Ecco le parole di Giorgio Brunello, presidente di Avis regionale Veneto, sul valore di un simile evento: “Ragionare di responsabilità sociale d’impresa, welfare aziendale, benessere dei lavoratori, con il contributo di molti autorevoli relatori, significa accendere un faro sulle buone pratiche che permettono di generare salute nel senso pieno del termine, facendo stare meglio e generando sviluppo per la persona e la comunità. Come associazione siamo impegnati nella promozione della cultura del dono, nel nostro caso specifico del sangue di cui tutti, potenzialmente, potremmo avere bisogno. Una cultura che rende il contesto sociale in cui viviamo migliore, attento al prossimo e solidale: la pandemia ci sta dimostrando che nessuno si salva da solo”.

Ecco invece, da comunicato stampa, la lista di ospiti ed esperti che sarà possibile ascoltare:

“Interverranno:

  • il primo giorno: Lorenzo Liguoro (di Sherpa srl – Spinoff dell’Università degli Studi di Padova), Roberto Crosta (direttore Unioncamere Veneto e presidente della Fondazione Marcianum), Sergio Maset (direttore di Confartigianato Veneto), Federico Camporese (responsabile nazionale “I Bambini delle Fate”), Mariluce Geremia (direttore Risorse umane di Colorificio San Marco Group), Marco Vidal (direttore generale di Mavive e amministratore delegato di Merchant of Venice);
  • Il secondo giorno: Giorgio Santini (presidente dell’Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile), Luigi Lazzaro (presidente di Legambiente Veneto), Davide Scroccaro (responsabile Impatto sociale e ambientale di Perlage Vinbery) e Gabriella Chiellino (presidente di Eambiente Group);
  • Nella terza giornata: Giuseppe Goisis (già professore di Filosofia Politica dell’Università degli Studi Cà Foscari di Venezia), Antonia Ballottin (psicologa del lavoro dello Spisal dell’Ulss Scaligera), Gianfranco Refosco (segretario generale Cisl Veneto), Luigi Rampino (direttore Risorse umane di Unifarco) e Marco Brazzalotto (direttore Marketing di Gasparini spa)“.