Con Avis Veneto la sensibilizzazione al dono del sangue rispetta l’ambiente

In vista del World Blood Donor Day 2022 sono tante le iniziative pro dono che nasceranno in tutta Italia, ma intanto è un piacere segnalare quella di Avis regionale Veneto in collaborazione con Fondazione Tes e Supermercati Alì, che distribuirà un volantino rispettoso dell’ambiente e di facile lettura nelle casse dei 116 tra supermercati e ipermercati griffati Alì sabato 11 giugno 2022”. 

Portare il dono e la sua cultura in mondi della vita quotidiana come il supermercato è sicuramente una buona idea per intercettare moltissime persone. Specie in Veneto, dove purtroppo alcune questioni ambientali non sono di facile risoluzione, come dimostra la vicenda PFAS.

“L’uomo fa parte di un sistema complesso – scrive Avis Veneto – fatto di risorse e di equilibri che devono essere garantiti e salvaguardati, affinché lo stesso possa avere un futuro prospero. Tutelare l’ambiente è importante perché risorse come aria, acqua, specie vegetali e specie animali non sono inesauribili, anche se spesso, e purtroppo, sono state considerate tali. La protezione dell’ambiente è una questione che riguarda il benessere e lo sviluppo della società, ed è dovere di tutti gli uomini e di tutti i Paesi, senza alcuna esclusione”.

Ecco il comunicato di Avis Veneto, con le dichiarazioni della presidente regionale Pradal e quelle di Marco Canella, direttore finanziario Alì.

“Buona salute e stile di vita sono molto condizionati dall’ambiente in cui viviamo – spiega Vanda Pradal, presidente di Avis regionale Veneto – Spendersi per la sua tutela e salvaguardia diventa anche per noi di Avis, che tuteliamo la salute dei nostri cittadini attraverso la donazione di sangue e la promozione di una vita sana, un obiettivo ormai fondamentale. Vivere in un ambiente sano e rispettoso è di primaria importanza, porre attenzione alla sua salvaguardia con gesti quotidiani significa garantire aria e natura sane alle generazioni presenti e a quelle future, ma anche trasmettere loro una sensibilità verso queste tematiche – continua la Pradal – La missione di Avis è donare e invitare più persone possibili a farlo, ma in un mondo in buona salute”. Motivo per cui Avis ha realizzato questo pieghevole in vista della “Giornata del donatore” che si celebra il 14 giugno in tutto il mondo. “Compagni di avventura, che ringraziamo per sensibilità e disponibilità –conclude Pradal – sono Alì supermercati, da tempo accanto ad Avis Veneto in campagne di sensibilizzazione e la Fondazione Tes, partner di Avis sul fronte della salvaguardia della salute tramite la ricerca sulle cellule staminali e la rigenerazione tissutale”.

Il pieghevole illustra i fattori che mettono a rischio la salute dell’ambiente e la nostra, perché tutelare il pianeta è una faccenda di tutti e le dieci piccole azioni quotidiane che ognuno di noi può compiere per fare la differenza. Oggi, infatti, è necessario imparare a considerare le conseguenze che le nostre azioni possono avere sull’ambiente. Ignoranza o indifferenza, a lungo andare, possono causare danni enormi e irreversibili. Al contrario, una conoscenza approfondita, piccole azioni e attenzioni quotidiane possono aiutare a preservare l’ambiente e la natura circostante, ottenendo così effetti enormemente benefici sulla vita di ognuno, migliorandone la qualità.

Gesti che Alì da tempo promuove. “Nel corso del tempo Alì ha dato vita ad una serie di iniziative che pongono un particolare occhio di riguardo alla tutela dell’ambiente, nella ferma convinzione che essa sia alla base della sicurezza alimentare e della salute delle persone – spiega Marco Canella, direttore finanziario Alì – Risale al 2001 il primo progetto rivolto all’ambiente: ben prima dell’entrata in vigore della legge in materia, nei supermercati Alì si distribuivano borse portaspesa biodegradabili. Nel 2010 si rafforza la volontà di contribuire concretamente alla tutela della salubrità dell’ambiente circostante e prende così forma il progetto di piantumazione delle aree verdi urbane, che ad oggi ha portato Alì, insieme ai suoi clienti, a donare oltre 52.000 alberi e 5 boschi urbani al territorio del Veneto e dell’Emilia Romagna, con il duplice risultato di migliorare la qualità dell’aria e contemporaneamente riqualificare aree verdi del nostro territorio. Un piccolo gesto concreto che parte da grandi obiettivi, a sostegno dell’ecosistema, con l’ingaggio e la sensibilizzazione di tutti perché solo insieme si riesce a migliorare la vita”.

Arriva il progetto Young 2022, per spiegare ai giovanissimi la donazione di sangue

Il “Progetto Young” è un’iniziativa di valore che è nata negli anni passati, allo scopo di sensibilizzare i più giovani sulle norme di sicurezza stradale e primo soccorso.

Il progetto è rivolto alle scuole primarie, e per l’edizione 2022, grazie al supporto della Croce Rossa Italiana sede Nazionale, nell’ambito del programma di sensibilizzazione è entrato anche il tema – importantissimo – della donazione del sangue.

Per riuscirci, è stata creata una bellissima animazione, in grado di tenere incollati al video i più piccoli:

Come i lettori di Buonsangue e Donatorih24 sanno bene, iniziare con l’educazione al dono e con la sensibilizzazione sin dalla tenera età dei ragazzi permette di coinvolgere le loro famiglie e guadagnare, grazie a strumenti come creatività e storie, la loro attenzione e il loro interesse, per ottenere qualcosa che rimane dentro fino alla maggiore età.

Sulla serietà del progetto Young, ecco qualche informazione:

“Il “Progetto Young” è un progetto di respiro nazionale, nato nel 1999 con l’obiettivo lungimirante di trasmettere importanti conoscenze di educazione civica tra le future generazioni di cittadini.

L’iniziativa ha ricevuto negli anni sempre maggiori riconoscimenti divenendo un vero punto di riferimento didattico per moltissime scuole di diverse Regioni d’Italia. Gode del Patrocinio del Comitato Nazionale della Croce Rossa Italiana oltre a quello delle Regioni Lazio, Piemonte, Veneto e di molte altre Istituzioni del territorio nazionale. Un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo piccolo ma significativo progetto”.

L’8 maggio arriva la giornata mondiale della talassemia

L’8 maggio il nostro pensiero andrà ai pazienti talassemici.

La talassemia o anemia mediterranea, assieme a Drepanocitosi e Talasso-drepanocitosi è una patologia che rientra nel gruppo delle emoglobinopatie, ovvero forme gravi di anemia ereditaria che dipendono da alterazioni genetiche dell’emoglobina.

In Italia ci sono circa 7 mila pazienti e 3 milioni di portatori sani, e le regioni più colpite sono quelle del sud, come Sicilia, Puglia e Sardegna, con dei picchi anche in Veneto e intorno al delta padano.

La forma più diffusa e la talassemia beta, che si trasmette per via ereditaria, e la vita dei talassemici è esposta alla necessità di continue trasfusioni.

“Ad oggi – leggiamo sul sito di United Onlus le terapie che consentono la vera e propria sussistenza, per un Talassemico sono le trasfusioni di sangue, in media 2/3 unità di sangue ogni 15/20 giorni, che garantiscono il reintegro dei globuli rossi che non svolgono la loro regolare funzione, mentre per un Drepanocitico consistono prevalentemente in terapie farmacologiche antinfiammatori oltre a periodiche trasfusioni di globuli rossi.
Con il progresso della ricerca scientifica sono stati immessi nel mercato nuovi farmaci che possono agevolare il trattamento di queste patologie”.

L’8 maggio, per l’appunto, si celebra ogni anno la giornata mondiale della talassemia, occasione per sensibilizzare il pubblico e capire quanto sono importanti, per i talassemici, la donazione di sangue e la ricerca scientifica.

Su quest’ultimo tema, il 7 maggio a Palermo, è previsto un convegno dal titolo “HIGHLIGHTS IN INNOVATIVE TREATMENTS FOR HAEMOGLOBINOPATHY: WHICH ACCESSIBILITY AND SUSTAINABILITY IN EUROPE?” che farà il punto sulla situazione attuale.

Ecco il link con tutti i dettagli:

Scarica la brochure

Verso la Giornata mondiale dell’emofilia, un recap: chi colpisce la malattia e che cure richiede

L’emofilia è una malattia rara e complicata da gestire, è di origine genetica e provoca delle anomalie nei processi di coagulazione del sangue. Se una persona ne è affetta, le ferite con fuoriuscita dai vasi sanguigni sono molto gravi: il sangue non tende a coagulare e a formare un “tappo” che ferma e impedisce l’emorragia come avviene per le persone sane, grazie al lavoro delle proteine del plasma.

No, negli emofilici, alcune di queste proteine prodotte nel fegato, principalmente il fattore VIII ed il fattore IX, sono assenti o non sono efficaci, sottoponendo gli emofilici a emorragie esterne ed interne di diversa entità, a seconda del tipo di emofilia da cui si è affetti (A o B) e dal livello percentuale di attività del fattore coagulante, che determina la gravità della malattia stessa.

Tra qualche giorno, e precisamente il prossimo 17 aprile, si celebrerà la Diciottesima Giornata mondiale dell’emofilia, per ricordare a tutti che in Italia ci sono circa 5 mila pazienti emofilici e più di 30 mila in tutta Europa.

Si crea così l’occasione utile per dare risalto alla malattia, per mettere i problemi degli emofilici al centro del dibattito e mostrare i rischi che corrono se manca il plasma, e dunque, per ricordare a tutti quanto è importante la donazione: i malati di emofilia infatti, per curarsi, hanno bisogno della cosiddetta terapia sostitutiva, che consiste nella somministrazione del fattore della coagulazione mancante.

Ci sono due tipologie dell’emofilia: la “A” è quella più frequente e consiste nella carenza del fattore VIII: se ne registra un caso ogni 10mila uomini. L’emofilia “B” è generata dalla mancanza del fattore IX e si verifica in un caso ogni 30mila. L’emofilia diventa grave, quando la percentuale del fattore coagulante è inferiore all’1% del valore normale; diventa moderata quando è compresa tra 1 e 5%; e infine è lieve quando è tra 5 e 40%.

Una patologia che ha davvero bisogno di tutti i donatori.

#Donatoriperlapace, la storia di Svitlana e Oleksandr

Grazie ad Avis nazionale e al progetto #Donatoriperlapace è possibile conoscere direttamente dai protagonisti una testimonianza importante su cosa significa solidarietà attiva.

Svitlana e Oleksandr hanno aspettato il più possibile prima di lasciare il loro paese a causa dei bombardamenti, ma poi si sono resi conto che farlo era necessario e doveroso. Ecco la loro storia.

La malattia di Svitlana, bisognosa di un trattamento sanitario costante, metteva la vita dei due coniugi a rischio due volte, per la guerra e per la probabile mancanza di cure adeguate.

Nelle parole di Svitlana – che raccontano in breve ma con grande precisione la difficoltà di viaggiare nei corridoi umanitari – tutte le difficoltà di chi vive un dramma profondo, ma al tempo stesso trova la forza di sorridere grazie alla solidarietà del prossimo.

Anche se la storia a volte è crudele.

Un video da vedere e rivedere, per comprendere a fondo quanto un gesto di solidarietà e di altruismo può davvero cambiare la vita a chi ci sta vicino.

Plasma e sangue, perché scegliere? La campagna di Avis regionale Marche

Sull’importanza delle campagne di sensibilizzazione sul dono ci esprimiamo spesso, è decisivo in questo tempo riuscire a trovare il messaggio giusto per raggiungere nuovi target e nuove tipologie di donatori, per assicurare quel ricambio generazionale che è conditio sine qua non per il raggiungimento futuro dell’obiettivo autosufficienza per gli emocomponenti.

E se parliamo di messaggio giusto, non possiamo che apprezzare la nuova campagna di Avis Marche, associazione regionale che agisce in un territorio storicamente molto performativo in fatto di raccolta sangue, e che proprio per questo è sempre attivo con nuove idee e nuove iniziative.

plasma

Il focus della campagna marchigiana è molto chiaro: è sbagliato scegliere tra la donazione di sangue intero e plasma, perché le due donazioni non sono incompatibile e una non esclude l’altra.

La cosa migliore, anzi, è alternarle e portarle avanti insieme.

Sangue + plasma dunque. Una somma che può fare la differenza, perché se la donazione di sangue intero è più rapida, quella del plasma non intacca i valori dell’emoglobina e si può fare più di frequente, sia per gli uomini che per le donne.

Arrivano in Italia le prime famiglie ucraine aiutate da Avis

Nei giorni scorsi avevamo parlato di #donatoriperlapace, l’iniziativa di Avis nazionale che ha aperto un canale di donazioni al fine di aiutare le tantissime persone colpite dalla guerra in Ucraina e costretta ad abbandonare le proprie case e la propria terra.

In pochissimi giorni, grazie a #donatoriperlapace e ai primi fondi raccolti, alcune persone colpite da gravi patologie sono potute arrivare in Italia:

Olha e Svitlana, sono due donne ucraine giunte nei giorni scorsi in Italia – spiega il sito di Avis nazionale – come tante altre persone sono fuggite da un conflitto che, nel loro caso, rischia di essere due volte fatale, in quanto sono pazienti affette da una malattia rara chiamata ipertensione polmonare. Si tratta di una forma che provoca un aumento della pressione del sangue all’interno dei vasi arteriosi del polmone dovuta alla distruzione, all’ispessimento parietale, al restringimento o all’ostruzione dei vasi stessi. Molto comune nei soggetti di sesso femminile, tra le cause che la provocano ci possono essere patologie autoimmuni, anemia emolitica e falciforme, e malattie del fegato”.

Grandi meriti nella gestione di questa rete di solidarietà vanno al Comune di Cernusco sul Naviglio, che organizzerà l’ospitalità dei nuovi arrivati, e alla sinergia con la sede Avis di Cernusco sul Naviglio e con “Sister Dalila”fondazione ucraina nata alla scopo di offrire soccorso ai pazienti di ipertensione polmonare.

Chiare e potenti, a spiegare l’iniziativa, le parole del presidente di Avis nazionale Gianpietro Briola: “Se stiamo riuscendo a fornire un contributo concreto a chi, da un giorno all’altro, si è trovato la guerra dentro casa è solo grazie ai nostri straordinari donatori – ha detto – È proprio il caso di dire che la solidarietà non conosce confini e che le vite umane non si salvano solo donando sangue e plasma, ma anche consentendo a tanti innocenti di mettersi in salvo dalla follia umanaLa raccolta fondi ci sta permettendo di acquistare medicinali, dispositivi sanitari e di gestire il corridoio umanitario. Ma la nostra missione è destinata a continuare, e per questo mi rivolgo a tutte le donne, ai giovani e agli uomini che compongono la straordinaria famiglia di donatori, chiedendo loro di non smettere di aiutarci. Siamo abituati da sempre a vivere scegliendo di compiere quel gesto che consente anche ad altri di vivere. Oggi dobbiamo continuare a farlo anche in questo modo. Grazie a tutti quelli che saranno al nostro fianco”.

“Le donne che fecero l’impresa”, arriva il Forum Donne 2022 di Avis Toscana

Sabato 12 marzo tutti a Pistoia, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, per il Forum Donne 2022 di Avis Toscana dedicato a “Le donne che fecero l’impresa“, una narrazione “appassionata e documentata di tre personaggi femminili che hanno cambiato la storia: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore e Florence Nightingale, la prima infermiera moderna”.

Tre storie di donne uniche e straordinarie che saranno raccontate dall’attrice Silvia Frasson.

Ecco come presenta l’evento Avis Toscana, con tutti i dettagli su come partecipare:

“Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Florence Nightingale, Franca Viola. Tre storie di donne che per la prima volta realizzarono qualcosa mai fatto prima. Agirono, per prime.  Per la prima volta nella storia. Aprirono strade sconosciute, scardinarono mura, lottarono per nuove, diverse, possibilità. Chi ha seguito il cuore, chi la sua vocazione di vita, chi la necessità di emanciparsi da usi e costumi che sentiva stretti e poco meritevoli. Storie (e donne) di coraggio. E il coraggio se lo racconti lo chiami a presentarsi ancora”. 

“Frasson alternerà performance teatrali che accompagneranno nel viaggio di rifilessione e confronto, con le storie di ieri che si intrecceranno a quelle di oggi. Fra le protagoniste e i protagonisti ci saranno Alessandra Belardini, Dirigente della Polizia Postale del Compartimento Toscana, Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze, Agnese Pini, Direttrice del quotidiano La Nazione e lo scrittore Marco Vichi. Sul palco gli interventi anche dell’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, della vice sindaca Anna Maria Celesti, del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, della presidente di Avis Regionale Toscana Claudia Firenze, della presidente nazionale di CSVnet Chiara Tommasini e della portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi. A condurre il giornalista e comunicatore sociale Giulio Sensi e la consigliera di Avis Regionale Toscana con delega alle pari opportunità Barbara Boccardi“. 

“Al termine della mattinata sarà offerto un rinfresco all’interno della vicina Galleria Vittorio Emanuele in via degli Orafi 54. E’ disponibile anche un servizio gratuito, su prenotazione, di intrattenimento/babysitting per i bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. L’ingresso è libero e aperto anche ai non associati, previa prenotazione obbligatoria effettuabile qui o attraverso l’apposito link presente all’interno del programma consultabile qui“. 

Un parterre importante dunque, con il pieno coinvolgimento di Avis regionale Toscana e Avis nazionale, per raccontare tre personalità speciali legate indissolubilmente all’amore per la vita, per il superamento degli ostacoli e per il miglioramento del bene comune.

Tutti valori perfettamente in linea con il dono del sangue.

“Io dono, dona anche tu”. La campagna di Avis Rovigo

“Io dono, dona anche tu”.

Il messaggio è chiaro, e lo spot è semplice ed efficace.

Un coro che unisce diverse voci della società civile e spinge a compiere il fatidico gesto, quello che può salvare vite umane e fa stare bene soprattutto se stessi, sia sul piano psicologico, grazie al senso di solidarietà e di bene prodotto, sia sul piano fisico, grazie alle analisi che si ricevono gratuitamente dopo ogni donazione.

Avis Rovigo approfitta dello spot – che coinvolge anche la squadra di rugby gloriosa del Rugby Rovigo – snocciola anche qualche numero del 2021: diecimila donatori e sedicimila donazioni, un supporto notevole che ha garantito tanto benessere a moltissimi pazienti.

La ricerca scientifica sul sangue e le sue svolte recenti

La ricerca scientifica sul sangue ha portato nelle ultime settimane tante buone notizie, che meritano di essere diffuse.

Diciamo spesso che il sangue altro non è che la carta d’identità del nostro organismo, e questa metafora è senz’altro vera. Nel sangue sono contenute così tante informazioni che di certi, su molti campi applicativi, è veramente possibile fare passi da gigante.

Da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Circulation, apprendiamo infatti che alcuni studiosi dell’Università del Connecticut hanno dedicato la loro attenzione ai microfagi, dei particolari globuli bianchi che hanno il potere, si spera, di aiutare l’individuazione di placche pericolose nelle arterie, causa di infarti.

Come ci dice Repubblica, è pronto un test sperimentale.

Sempre delle ultime ore, invece è la notizia, molto importante, che una donna è guarita definitivamente dall’AIDS – Hiv grazie a una nuova terapia sperimentale, che consiste in un trapianto di sangue del cordone ombelicale e di cellule staminali adulte.  La notizia è stata data alla conferenza di Denver, in Colorado, e dopo l’operazione, avvenuta nel 2017, non ci sono stati eventi avversi.

Altro parere autorevole sull’importanza del sangue, arriva invece da  Sergio Amadori, ematologo e presidente di Ail (Associazione italiana leucemie) che sul sito di Avis nazionale spiega perché il ruolo dei donatori di sangue è strategico anche per la ricerca.

“Vedo la donazione come la chiave di volta per i progressi della scienza contro i tumori del sangue – ha spiegato Amadori – Gli emocomponenti non servono soltanto per il paziente anemico, ma fanno parte di specifici programmi di ricerca. Per capirlo basterebbe leggere i protocolli terapeutici attualmente in essere: ciascuno prevede le cosiddette terapie di supporto”.

Andiamo a donare dunque, per il bene dei pazienti e della ricerca scientifica.