Uso compassionevole del plasma iperimmune, la circolare del Centro nazionale sangue

Da zero richieste di unità di plasma da convalescente COVID-19 nel periodo luglio-agosto 2020 a circa 85 richieste del periodo settembre/ottobre 2020: la seconda ondata di contagi di Covid-19, che già a settembre su Donatorih24 era stata affrontata con alcuni dei maggiori esperti nazionali, ha riportato in auge l’utilizzo emergenziale del plasma iperimmune, al punto che il Centro nazionale sangue, lo scorso 5 novembre, ha rilasciato una circolare per ribadirne l’utilizzo.

Ma cosa dice la circolare n.222 del Cns in merito alla materia?

In primo luogo ribadisce e chiarisce cosa si debba intendere per uso compassionevole, ovvero “il ricorso ad un farmaco, sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa .

Appare chiaro, da questa definizione, il carattere emergenziale dell’uso compassionevole, principio a partire dal quale il Cns fornisce le linee guida di utilizzo. Il plasma da convalescente per le terapie di cura per il covid-19 non deve essere considerato, per ora, fino all’ottenimento di maggiori evidenze cliniche che arriveranno, verosimilmente, con lo sviluppo dei progetti sperimentali in corso in Italia (Tsunami) e in Europa (Support- E), non alla stregua di un vero e proprio farmaco: l’indicazione, dunque, è di di “favorire l’impiego del plasma convalescente nell’ambito di trial clinici ben
disegnati, riservando l’uso cosiddetto compassionevole a quelle situazioni nelle quali il clinico, che ha in cura il paziente, ravvisi una condizione di necessità ed urgenza, in assenza di alternative terapeutiche di
comprovata efficacia”
. Il Cns, naturalmente, specifica infine che l’acquisizione del consenso informato e documentato del paziente è assolutamente obbligatoria.

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