Italia e Afghanistan insieme sui plasmaderivati: la storia di Taimoor anche in sottotitoli dari

I lettori di Buonsangue e di Donatorih24 conoscono già la storia di Taimoor, bambino afghano malato di emofilia che deve la sua salute alla collaborazione tra Italia e Afghanistan, e al progetto di invio di plasmaderivati come il fattore VIII e il fattore IX, nei paesi che non possono contare su un sistema sanitario efficiente come quelli occidentali per affrontare la cura di una malattia così difficile.

La storia di Taimoor, che nasce da un gesto personale e che abbiamo raccontato in dettaglio affinché arrivi a più persone possibili, è sicuramente meravigliosa e deve essere d’esempio, ma affinché la sua portata sia la più ampia possibile è molto importante che sia letta anche nel paese in cui è avvenuta, affinché, oltre a commuovere e a trasmettere i valori del dono e della solidarietà, possa generare qualcosa di concreto sul piano delle migliorie da apportare al servizio sanitario.

Così, grazie alla dottoressa Patrizia De Mas, vera artefice di questa bella avventura, oggi è disponibile il video della storia di Taimoor e della collaborazione tra Italia e Afghanistan nella lotta all’emofilia anche con i sottotitoli in lingua dari, la lingua del posto.

Il fil rouge che ha unito i due paesi e le persone che sanno fare la differenza è dunque simboleggiato anche dalla questione linguistica, che apparentemente può sembrare uno scoglio.

Sono tanti, va ricordato, i progetti internazionali che associazioni e istituzioni italiane portano avanti del mondo per trasmettere l’efficienza e la preparazione che il sistema sangue italiano ha raggiunto, o per donare plasmaderivati a chi ne ha bisogno: a dimostrazione che generosità e aiuto reciproco sono valori che non temono confini o barriere.

Buonsangue ospite di “Riso fa buon sangue”, l’intervista radiofonica

Due modi diversi di raccontare il mondo dei donatori, e per questo ancora più compatibili. Negli ultimi giorni sia su Buonsangue che su Donatorih24 abbiamo raccontato l’esperienza dello show dedicato ai valori del dono più divertente che c’è. Una storia che parte dai tour itineranti nelle piazze italiane e che, causa Covid-19, oggi espone il suo messaggio attraverso la radio:  ogni setttimana, al venerdì, su radio Rcs, alle 17.50, ci sono due ore di risate e divertimento allo scopo di promuovere la donazione e nella puntata di venerdì 15 gennaio è arrivato il turno dell’intervista a Buonsangue.

Com’è nata questa esperienza, a cosa serve, cosa ha portato dal 2016, ovvero da quando è iniziata e i programmi per il futuro. Poco meno di 10 minuti che siamo stati felicissimi di dedicare ai lettori e a tutti i donatori.

Ecco qui il video-podcast su YouTube:

Servizio civile in Avis, in un video le emozioni di chi lo fa

Un video che bypassa ogni filtro e consente di raccontare l’esperienza del servizio civile svolto in Avis direttamente dalla voce di due giovanissime ragazze che lo svolgono: non c’è niente di meglio della testimonianza diretta, crediamo, per far capire al pubblico qual è lo stato emotivo e la valutazione in corso d’opera di chi approda al mondo associativo nel suo percorso di formazione.

Ecco, in poco più di due minuti, tutte le emozioni e le sensazioni che può suscitare un’esperienza del genere.

Svolgere il servizio civile in Avis consente di unire la possibilità di mettere alla prova le proprie propensioni professionali e il proprio talento in un contesto di volontariato al massimo livello, lavorando in gruppo e per il bene della comunità. Non e poco, e nel video curato da Gianluca D’Abramo, Giulia e Miriana raccontano la loro esperienza presso Avis comunale Reggio Emilia ODV. 

Le loro parole valgono più di mille spot. 

 

 

Le terza lettera delle associazioni di donatori di sangue al ministro Speranza

Il primo tentativo, inascoltato, risale allo scorso 30 novembre. Il secondo tentativo le associazioni di donatori di sangue riunite in Civis lo hanno fatto, invece, poco prima di Natale: il 22 dicembre, insieme, avevano provato a scrivere una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per convocare un incontro speciale e discutere a 360° gradi delle maggiori urgenze riguardanti raccolta e autosufficienza ematica.

Evidentemente però ancora una volta non è arrivata l’attesa risposta, perché proprio qualche giorno fa, è stata inviata una terza lettera , che ribadisce con forza la necessità di un confronto programmatico su questioni di importanza fondamentale per il Paese come “l’accesso alla vaccinazione contro il Covid-19 per i donatori di sangue quali categoria prioritaria al fine di evitare il rischio di possibili carenze di sangue ed emocomponenti; la definizione di strategie di contenimento di possibili carenze nella raccolta di immunoglobuline; la pianificazione di una campagna volta alla promozione del dono del plasma, al fine di raggiungere l’ambizioso obiettivo dell’autosufficienza dell’Italia nella produzione di medicinali plasmaderivati, fondamentale in questo periodo in cui si registrano carenze di raccolta nel plasma anche all’estero“.

Le parole di Musso

Che il ministro Speranza ignori l’appello di circa 2 milioni di donatori che con il loro gesto contribuiscono al bene collettivo è inaccettabile, non si può e non si deve attendere per affrontare i problemi legati al sistema sangue. Il perché, lo spiega Giovanni Musso, Coordinatore pro tempore del CIVIS e Presidente Nazionale FIDAS: “Le Associazioni e Federazioni del dono chiedono al Governo di ricordarsi il fondamentale ruolo ricoperto dai donatori volto a garantire al Servizio Sanitario Nazionale di poter operare al meglio e al contempo assicurare ai pazienti la tranquillità di poter accedere alle proprie cure. La raccolta di sangue e plasma sono strategici per il Paese, sia per l’uso trasfusionale che per la produzione di medicinali plasmaderivati dai quali dipende lo stato di salute di molti pazienti. Nell’ultimo anno le associazioni del dono hanno fatto l’impossibile per poter fronteggiare l’epidemia senza far venire meno le donazioni necessarie, ora chiediamo al Governo di ricordarsi di noi perché, come lo stesso Ministro della Salute aveva indicato un anno fa, donare il sangue vuol dire prendersi cura e salvare la vita a qualcuno, un gesto che i donatori, in Italia, compiono in maniera gratuita, volontaria e responsabile. È importante tutelare i donatori per tutelare anche tutti quei pazienti che necessitano di terapie trasfusionali e medicinali plasmaderivati“.

In una situazione delicata come quelle che oggi vive il paese, trascurare istanze così importanti può portare a conseguenze molto gravi. Ci auguriamo dunque, che non sia necessario, per i donatori, ricorrere a un quarto tentativo.

Il divertimento di Riso fa buon sangue è anche in radio

“Riso fa buon sangue” è uno spettacolo itinerante assolutamente unico, il frutto di un’idea di Enrico Cibotto che ha saputo unire la voglia di ridere e divertirsi con alcuni tra i comici più noti d’Italia e amati dal grande pubblico e la necessità di trasferire agli spettatori l’universo valoriale della donazione di sangue, un gesto che – come i lettori di Buonsangue – sanno molto bene, è molto di più che un semplice gesto, perché convoglia valori importantissimi come solidarietà, attenzione per i pazienti e senso di comunità.

“Riso fa buon sangue” è soprattutto uno spettacolo itinerante, che negli anno ha girato le piazze dei comuni italiani per conquistare il pubblico con le esibizioni live, ma da quando il Covid-19 ha reso impossibile i riti di condivisione di piazza, lo spettacolo è passato in versione radio: ogni setttimana, al venerdì, su radio Rcs, alle 17.50, ci sono due ore di risate e divertimento allo scopo di promuovere la donazione. Davvero un’occasione da non perdere, per stare in compagnia di voci divertenti e sensibili e accompagnare così l’arrivo del fine settimana.

Ecco il link dove si possono recuperare tutti i podcast delle puntate precedenti e ridere con grandi ospiti avendo sempre in mente il piacere intenso di donare.

Il 2021 di Avis parte con la formazione a distanza

Con 1 milione e 300mila iscritti in tutta Italia e 3.400 sezioni in tutte le regioni, Avis è una grande famiglia che, tuttavia, necessita anche di unità d’intenti e coordinazione.

Per questo, condividere l’identità del gruppo, gli obiettivi, i valori condivisi e le attività da portare avanti insieme e massimamente importante: a tale scopo, AVIS Nazionale ha sviluppato una piattaforma di formazione a distanza aperta a tutti i suoi soci, in modo che in qualsiasi attività avisini non venga mai a mancare il sentimento di una mission comune.

Per iscriversi è sufficiente compilare il modulo che si trova a questo link:

https://avis.ct2.education/app/form_iscrizioni/

Ecco, direttamente dal sito di Avis, tutte le informazioni aggiuntive in proposito di questa preziosa possibilità.

Sviluppato sulla base delle Linee Guida presentate durante l’Assemblea Generale del 2017, il programma delle lezioni prevede cinque aree tematiche: conoscere AVIScompetenze trasversalipromozionechiamata-convocazione e accoglienza dei donatori. A completare l’offerta formativa, un team di tutor esperti che supporterà i processi di apprendimento e le eventuali esigenze dei partecipanti. Accendendo alla sezione dedicata sul nostro sito, è possibile conoscere meglio le finalità e la struttura di questa iniziativa, che intende fornire utili informazionimetodologie e strumenti ai dirigenti associativi e ai volontari, così da rafforzare e qualificare le attività strategiche e specifiche dell’Associazione.

Una volta effettuata la registrazione, verrà fornito un nome utente e una password con cui si potrà accedere alla piattaforma FAD Linee guida che resterà attiva per tutto il 2021. Al termine di ciascun percorso di lezioni si potrà anche scaricare un attestato di formazione che ne certificherà l’avvenuto completamento e apprendimento.

Le “Linee Guida” in FAD vogliono essere il regalo di AVIS per il nuovo anno, un dono pratico ed utile per ogni volontario, per chi si sta avvicinando alla nostra Associazione, così da rendersi e sentirsi utile e per chi già fa parte di questa splendida famiglia.

Per partecipare o chiedere ulteriori informazioni è possibile scrivere a: lineeguida_formazione@avis.it.

Anche nel 2021 Avis è la scelta migliore per il servizio civile universale

Il connubio tra Avis e formazione giovanile ha mille facce e mille sfaccettature, tra cui quella, sorridente e fiera del Servizio Civile universale. Anche quest’anno l’associazione di donatori più grande del Paese partecipa al bando nazionale per assegnare i 444 posti a disposizione per altrettanti giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni.

C’è anche una novità: nel 2021, per la prima volta, in sinergia con i progetti di AVIS ci sarà anche ADMO, l’Associazione Donatori Midollo Osseo.

Ecco, direttamente dalla newsletter di Avis, le informazioni utili per tutti i giovani che vorranno partecipare e inserirsi nella società civile non solo imparando attività lavorative sul campo che poi saranno utili per il loro futuro e le loro carriere, ma anche facendo del bene.

Tra le attività proposte, la promozione della donazione e della solidarietà, l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione, il supporto alla programmazione della raccolta attraverso il contatto diretto con i donatori e molto altro ancora.

I progetti, illustrati a questo link, saranno svolti nel pieno rispetto delle attuali norme anti-Covid a tutela della salute dei partecipanti.

A supporto di questo bando è stata da poco lanciata una nuova campagna, dal titolo “Fai centro con AVIS”, che attraverso una serie di manifesti e uno spot video, punta a sottolineare le grandi opportunità formative e di crescita personale offerte da questo percorso lungo un anno.

«Da sempre le nuove generazioni sono tra i principali destinatari delle nostre attività», spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola. «Scegliere il Servizio Civile Universale in AVIS significa farsi diretti testimoni di quei valori di solidarietà e cittadinanza attiva che ci contraddistinguono e che costituiscono la base della convivenza e del supporto reciproco. Nei mesi scorsi AVIS ha voluto ribadire al Governo, assieme ad altre associazioni, l’importanza di sostenere finanziariamente il Servizio Civile Universale e siamo lieti che il nostro appello sia stato accolto».

Soddisfatto anche Michael Tizza, Vice Presidente vicario di AVIS Nazionale e responsabile del Servizio Civile Universale: «siamo molto orgogliosi di aver messo a disposizione oltre 400 posti per quei giovani che avranno voglia di fornire il proprio contributo nelle comunità di cui sono parte. Quello che sta per concludersi è stato un anno molto difficile, durante il quale i nostri volontari hanno dato un apporto davvero insostituibile, garantendo il proseguimento delle nostre normali attività che – in un periodo così delicato – assumono un significato sociale e sanitario ancora più profondo».

COME FARE PER CANDIDARSI

La domanda andrà presentata online, collegandosi a questo link, entro e non oltre le ore 14 dell’8 febbraio 2021. Non si possono inoltrare richieste di adesione a più progetti, quindi occorre scegliere quello che più rispecchia i propri interessi.

Le selezioni avverranno secondo i criteri accreditati dal Dipartimento disponibili a questo link.

Il dono “natalizio” di Avis Cernusco e di altre 15 Avis della Martesana

Che il periodo natalizio ispiri solidarietà e donazioni speciali che vanno anche oltre il quotidiano apporto che in tutto il paese Avis garantisce al paese nell’ambito della raccolta sangue, è un fatto conclamato; ma poi bisogna passare dai propositi ai fatti, e Avis Cernusco, insieme ad altre 15 Avis della Martesana, hanno agito con grande efficacia in una zona, come la Lombardia, in cui la pandemia rende difficile la vita alla comunità ormai da molti mesi.

Ben 192 saturimetri a dito e ben 10 palmari sono stati donari all’Asst Melegnano e della Martesana, utilissimi per aiutare i pazienti convalescenti da Covid-19.

Ecco le parole di Carlo Assi, presidente di Avis Cernusco e consigliere di Avis Nazionale, che come vediamo in foto ha presieduto il momento della consegna: “Ancora una volta, come a marzo e aprile, la sanità, le persone che lavorano in essa a vario titolo, sono tornate in una situazione di pressione, come fossero in una prima linea. Noi abbiamo continuato, come Avis, ad agire nelle retrovie, facendo il nostro nella chiamata ai donatori di sangue e nella ricerca di nuovi Avisini. In questo caso l’ASST ci ha chiesto uno sforzo in più e le 16 Avis della Martesana che hanno risposto lo hanno fatto attingendo alle proprie risorse per uno scopo condiviso. Questi saturimetri digitali e palmari sono un segno concreto di come ci si possa muovere con efficacia ed efficienza anche nel Terzo Settore”.

ecco la lista completa delle AVIS Comunali che hanno contribuito alla bella iniziativa: Bellinzago, Bussero, Cambiago, Carugate, Cassano d’Adda, Cernusco sul Naviglio, Cerro al Lambro, Gorgonzola, Inzago, Locate di Triulzi, Pantigliate, Pioltello, San Donato, San Giuliano, Vaprio d’Adda e Vizzolo Predabissi.

Un bellissimo modo per chiudere questo 2020 e iniziare il 2021 con lo spirito giusto per affrontare le criticità del mondo trasfusionale.

Raccontare ai giovani la donazione: lo youtuber Vito Bellavita

Portare i più giovani a conoscere la donazione, affinché vedano come avviene, come si svolge, quanto è sicura e appagante, è un’operazione di assoluta importanza che per essere ancora più efficace deve passare da chi il linguaggio dei giovani riesce a interpretarlo e a metterlo in scena con efficacia.

In tal senso, va segnalato il recente contributo di Vito Bellavita, youtuber e autore di video musicali dotato di un canale YuoTube forte di 557 mila iscritti, di una pagina Facebook che arriva a quasi 20 mila contatti, e di un profilo Instagram seguito da 25 mila persone.

Bellavita, donatore, è tornato con la videocamera al centro trasfusionale per mostrare ai suoi follower cosa significa donare in tempi di Covid-19. Più facile? Più complicato? Il suo video ha già avuto 127 mila visualizzazioni: è andato tutto bene e ha ricevuto anche un regalo.

Insomma, tanti di questi youtuber: non solo contenuti ludici, ma anche resoconti di vita reale e di azioni solidali che servono per aiutare gli altri.

Premio Sturvi per i migliori articoli sul sangue, ecco i vincitori 2020

Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini, vincitrici sezione nazionale con Donatella Barbetta

Ieri, lunedì 14 dicembre, sono stati annunciati i vincitori della X edizione del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, di cui Buonsangue ha l’onore di far parte della giuria. Premiare i giornalisti che hanno un ruolo importante nella diffusione dei valori del dono e dell’informazione sul sistema trasfusionale fatta nel odo giusto, con qualità e il massimo dell’oggettività, è un percorso culturale di cui è un onore far parte.

Ecco il comunicato che svela i vincitori:

“L’annuncio è avvenuto in diretta streaming dai canali ufficiali della FIDAS Nazionale.
Ancora una volta le storie dei pazienti che hanno toccato da vicino l’importanza del dono sono le protagoniste del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. Storie che permettono di comprendere quanto un gesto normale, di responsabilità civica, possa essere fondamentale nella vita dei pazienti.
Non solo donazione di sangue, però: in questa X edizione del Premio si registra infatti un’apertura anche ad altre forme del dono. Le vincitrici della sezione nazionale del Premio ci introducono, oltre alla donazione del sangue, anche all’importanza del dono del midollo osseo e del latte materno. Sono Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini con l’articolo “Natale 2019: fra i regali anche le donazioni di sangue” pubblicato su Vogue Italia. La giuria presieduta dalla dott.ssa Donatella Barbetta ha sottolineato come l’articolo “presenti un’idea originale, un filo rosso che unisce mondi diversi della generosità. Un’esposizione chiara e accattivante, con tanti riferimenti, e la presenza dell’incentivo al fare di più”.
Antonella Formisani ha conquistato il premio per la categoria locale con l’articolo “I genitori raccontano tre storie di bambini malati: <>” pubblicato da Il Centro. Un articolo in cui sono protagoniste le storie di tre famiglie, mamma, papà e bimbi. Storie di bambini che hanno ricevuto trasfusioni.
Infine si è aggiudicato il premio della categoria emergente, rivolta ai giornalisti, praticanti e pubblicisti under 35, Marco Marini. “Superdonatore: esempio per i giovani” pubblicato su Il Giornale di Vicenza. Marini ha raccontato nel suo articolo la storia di un donatore che dopo l’incontro con una paziente che lo ringrazia per la sua generosità, si impegna a non fermarsi ma a continuare a donare. Ad oggi il superdonatore ha superato la bellezza delle 200 donazioni.
Il Premio, per la FIDAS, rappresenta uno strumento per celebrare l’impegno dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Il Presidente Nazionale, Giovanni Musso, ha dichiarato: «Il Premio Giornalistico celebra quella stampa che in maniera completa e corretta divulga il messaggio della donazione del sangue e dell’importanza del Sistema Trasfusionale e delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue».
Hanno preso parte all’evento anche la dr.ssa Maria Rita Tamburrini, Direttore Ufficio VII del Ministero della Salute – Trapianti, sangue ed emocomponenti, che ha ricordato la dr.ssa Isabella Sturvi alla quale è dedicato il Premio e Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS che ha fortemente voluto il Premio. Il dr Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, è intervenuto sottolineando l’importanza di una corretta informazione. Il dott. Cristiano Lena, Direttore del trimestrale “Noi in FIDAS” ha ricordato il professor Cravero, ex Presidente Nazionale FIDAS e storico membro della Giuria del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, scomparso lo scorso ottobre”.