Sul plasma iperimmune basiamoci su fatti, mettendo da parte polemiche e personalismi

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Il tema del plasma iperimmune è diventato negli ultimi giorni un fatto mediatico, e probabilmente non poteva che essere così. In piena epidemia, i buoni risultati ottenuti dai medici e ricercatori nelle prime fasi sperimentali hanno lasciato le corsie degli ospedali di Pavia e Mantova per diventare oggetto di dibattito pubblico, di battage mediatico, di polemica sterile e personalistica, così come da cattivissime abitudini ormai generalizzate nei meccanismi dell’infoteinement, che generano confusione, disinformazione, e la solita, ormai insopportabile polarizzazione delle posizioni  – tifoserie irrazionalmente pro o contro qualsiasi cosa – con il terzo polo minoritario, quello complottista, a cercare nemici.

Troppo frastuono: quello che conta è che la terapia abbia del potenziale notevole, e che una squadra formata da medici e ricercatori seri coadiuvati da istituzioni preposte come il Centro nazionale sangue e da aziende da comprovato know-how come Kedrion Biopharma – oltre che sostenuta dalle associazioni di donatori di sangue – stia ottenendo dei risultati molto importanti che saranno presto sintetizzato in un documento ufficiale.

E allora perché le polemiche, i duelli rusticani, i salti in avanti atti a sminuire ciò che è stato fatto? Non sarebbe meglio attendere con cauto ottimismo i risultati più definitivi delle sperimentazioni? Non sarebbe meglio manifestare, pur con le dovute cautele, la contentezza per i molti fatti positivi che vengono comunicati?

Di fatti reali, concreti, realmente accaduti, ne esistono molti: la guarigione dell’oculista mantovano Giuseppe Sciuto, di sessantaquattro anni; la guarigione di Pamela Vincenti, donna incinta anche lei mantovana di ventotto anni; e negli ultimi giorno le dichiarazioni di Perotti che ha sottolineato gli effetti altamente positivi registrati sui pazienti già nelle prime 24-48 ore di applicazione.

Materiali sufficienti per un approccio serio, ottimista e costruttivo. Se i risultati positivi dovessero essere confermati, e se il plasma si confermasse dunque una concreta possibilità di cura sui pazienti ospedalizzati prima, e sulla creazione di farmaci a base di immunoglobuline poi, sarebbe un bene per tutti, un vantaggio per la comunità.

E allora perché scadere nei particolarismi, nel narcisismo mediatico, nella polemica infantile? Perché sminuire il lavoro serio dei propri colleghi sul web o in televisione, da Fazio, come ha fatto Burioni? Perché mostrare una posizione deliberatamente ostile alla terapia da plasma esprimendo molte inesattezze come ha fatto Walter Ricciardi sin dai primi giorni dell’epidemia e in ultima istanza proprio lunedì 4 maggio?

Importa davvero chi sarà il portavoce delle prime notizie liberatorie e positive su una terapia efficace e sicura, come ha lasciato intendere il professor De Donno nella sua risposta a Burioni?

La sospensione, il restare in sospeso, non è una condizione semplice per la psiche umana. Siamo portati a voler anticipare il futuro e a pretendere certezze prima di raccogliere prove. Da parte nostra, ci limitiamo a riportare i fatti con fiducia e restare in attesa dei risultati più avanzati. Felici per chi grazie al plasma iperimmune, ha già superato momenti difficili.

 

L’epidemia non ferma la formazione, nel 2020 in programma la sesta edizione della Scuola di formazione Avis – Fondazione Campus

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L’emergenza pandemica in corso per fortuna non interrompe la programmazione di attività importantissime per tutto il terzo settore come la formazione, e così, in questi giorni, Avis e Fondazione Campus di Lucca hanno potuto annunciare l’arrivo del bando 2020 del corso di formazione sinergico giunto ormai alla sua sesta edizione.

Lo scopo del corso di formazione Avis – Fondazione Campus, è infatti la formazione di una classe dirigente per il terzo settore in grado di farsi trovare pronta all’indagine del contemporaneo e allo studio, intuizione, adattamento agli scenari futuri. Il mondo, nella nostra era estremamente accelerata e soggetta a cambiamenti repentini in virtù di globalizzazione e continuo evoluzione tecnologica, può vivere anche crisi ed emergenze, ed ecco perché una classe dirigente altamente formata non può che essere una risorsa.

Negli anni scorsi, su Buonsangue, abbiamo sempre seguito i lavori da vicino, raccontando le emozioni e le sensazioni dei partecipanti, e i propositi di organizzatori e docenti: ed è bello dunque constatare che anche nel 2020, secondo criteri compatibili con l’evolversi della situazione Coronavirus, una selezione di giovani avrà la possibilità di approfittare di questa grande occasione di crescita, che anche per quest’anno può svolgersi grazie alla collaborazione di Kedrion Biopharma e con il patrocinio del Dipartimento di Scienze giuridiche “Cesare Beccaria” dell’Università degli Studi di Milano. Come nelle altre edizioni l’obiettivo specifico del corso sarà di “accrescere il grado di consapevolezza dei partecipanti rispetto ai temi della gestione manageriale di strutture non profit, delle relazioni pubbliche e istituzionali, delle questioni etiche legate al mondo AVIS e dei modelli di Sistema Sangue in Europa.

Eco dunque, in dettaglio, i moduli dell’edizione 2020:

Etica, politica, mercato

Il modulo si propone di analizzare il rapporto tra etica, politica e mercato, affrontando interrogativi quali: esistono limiti morali al mercato? Come si può dare attuazione a tali vincoli? È possibile, ed è necessaria, una etica pubblica? Quali sono i rapporti con la politica? Come si connettono queste domande all’attività di AVIS e alla donazione del sangue in generale?

Organizzazione e gestione del non profit

Il modulo punta ad approfondire le modalità di una corretta organizzazione e gestione di enti e organizzazioni non-profit. Saranno discusse questioni quali: come realizzare modelli organizzativi efficienti? Come bilanciare esigenze organizzative, strumenti di management, spinta volontaristica e aspirazioni individuali? Quale atteggiamento manageriale, tra i molti possibili, dovrebbe caratterizzare le realtà non-profit in generale e AVIS in particolare?

Relazioni pubbliche e comunicazione nel non profit

Il modulo intende offrire un quadro generale circa i meccanismi comunicativi e il quadro istituzionale in relazione ai quali si inseriscono le attività economiche e di volontariato, con particolare riferimento a quelle di AVIS. Esempi di temi oggetto del modulo sono: quali sono le funzioni delle relazioni pubbliche? Come si realizzano le azioni di lobbying nelle democrazie rappresentative? Come si comunicano le attività svolte dalle associazioni? Quale ruolo politico, economico e sociale per le associazioni dei donatori del sangue?

Per chi avesse voglia di iscriversi e partecipare, ecco il link al sito di Avis in cui trovare il bando completo esauriente in tutte le informazioni necessarie.

https://www.avis.it/wp-content/uploads/2020/04/Bando-Scuola-AVIS-2020.pdf

All’ospedale di Cernusco arrivano i letti per la terapia intensiva grazie ai donatori italiani e stranieri

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Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato della raccolta fondi portata avanti da Avis Cernusco con la collaborazione di Fiods per l’acquisto di due posti letto in terapia intensiva per l’ospedale locale. Ora i letti sono arrivati, e il gesto di solidarietà è compiuto.

La raccolta ha ricevuto donazioni da cittadini, volontari e associazioni, e grazie all’intercessione di Fiods, addirittura da 14 Paesi esteri, le cui associazioni di donatori di sangue hanno voluto dare un segno concreto di solidarietà. Una risposta alla grande solidarietà ricevuta dall’Italia in termini di formazione, materiali e supporto in tutti questi anni. Un’ottima dimostrazione di unità in vista del World Blood Donor Day 2021 che sarà organizzato dall’Italia dopo che l’edizione 2020 è stata rimandata causa Coronavirus.

Qui il video dell’evento:

In basso, ecco le foto:

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Un crowdfunding che da Cernusco sul Naviglio ha fatto il giro del mondo dei donatori, grazie a Fiods

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La solidarietà dei donatori di sangue non conosce confini, e la dimostrazione è quello che è accaduto a Cernusco sul Naviglio. Qualche settimana fa, l’Avis locale aveva infatti dato vita a una raccolta fondi finalizzata a dotare il reparto di rianimazione dell’ospedale Uboldo di due postazioni letto attrezzate per la terapia intensiva, e una risposta concreta, e del presidente Gianfranco Massaro, è arrivata praticamente da ogni parte del mondo. Associazioni di donatori di Argentina, Bolivia, Cile, Dominica, Nicaragua, Peru, Ecuador, Algeria, Marocco, Tunisia, Vietnam, Portogallo, Monaco e India, hanno versato il loro contributo.

Il senso del gesto, e della collaborazione internazionale che avrebbe vissuto quest’anno il suo coronamento al World Blood Donor Day 2020 organizzato dall’Italia purtroppo rimandato di una stagione causa Coronavirus, lo ha spiegato proprio Gianfranco Massaro.

“Per la situazione di emergenza dovuta alla pandemia di COVID-19 per molti aspetti inedita, drammatica, per cui tutto il mondo è isolato è fondamentale sentirci vicini e uniti” – ha detto il presidente FIODS “È nelle situazioni di crisi che emerge la vera natura della nostra società e degli uomini, nel bene come nel male. Così quando il presidente di Avis Cernusco, Carlo Assi, mi ha parlato del progetto dell’aiuto dell’Ospedale di Cernusco in Lombardia, ho pensato di rivolgermi con fiducia ai donatori di sangue di quei Paesi in via di sviluppo, che noi tante volte abbiamo aiutato. Ho prospettato loro di offrire un piccolo aiuto per una grande causa. Quei piccoli gesti di grande umanità hanno suscitato in me profonda commozione. Questa è l’occasione per ricordarci che insieme siamo in grado di superare tutte le difficoltà. Insieme ce la faremo”.

La continuità nello scambio, e la vocazione universale di un valore come il dono è stato il concetto principale espresso da Gianpietro Briola, Presidente nazionale dell’Avis. “La manifestazione di solidarietà ricevuta da così tanti Paesi in via di sviluppo ci riempie di gioia e di grande riconoscenza. Per un’associazione come AVIS, che in passato ha partecipato a numerosi progetti di cooperazione internazionale rivolti proprio alle zone più povere del mondo, è il segno concreto di come la generosità sia un valore universale e senza confini”.

Infine, i ringraziamenti del presidente di Avis Cernusco Carlo Assi, rivolti a tutti i volontari autori del gesto solidale e pregni di soddisfazione per un’iniziativa ben riuscita, giacché i posti letto saranno disponibili a breve. “Dopo la concreta solidarietà dell’associazionismo e della cooperazione cernuschesi e il contributo degli Avisini di Pratola Peligna – ha ribadito Assi – ci colpisce il gesto di solidarietà di quattordici Paesi del mondo, i cui volontari donatori di sangue trovano il modo e la spinta di aiutarci nel momento in cui nessuna nazione è immune da questo contagio. La famiglia mondiale dei donatori di sangue e la Federazione internazionale che la rappresenta hanno dato un segnale forte, che non scorderemo”.

 

Il lavoro decisivo delle associazioni intorno alla terapia basata sul plasma iperimmune: gli attori di sistema lavorano fianco a fianco

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Nell?ambito del dibattito scientifico sulle terapie dal più alto potenziale per il nuovo Coronavirus, nessun altra cura più di quella che punta sul plasma iperimmune da pazienti guariti ha interessato e convogliato su di sé l’impegno di medici, ricercatori, istituzioni, aziende e associazioni.

Donatorih24.it ha fatto da centro unificatore di tutta questa attenzione, organizzando la prima videoconferenza in streaming sulla terapia da plasma iperimmune, riunendo allo stesso tavolo di confronto tutti gli stakeholder interessati.

Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, Massimo Franchini, direttore del Servizio trasfusionale dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis,  Alessandro Gringeri, Chief Medical e R&D Officer di Kedrion Biopharma (azienda biofarmaceutica italiana specializzata nella produzione e distribuzione in tutto il mondo di terapie plasma-derivate, che ha contribuito all’iniziativa con un contributo non condizionante), e infine il professor Steven Spitalnik, della Columbia University di New York si sono confrontati apertamente coordinati da Luigi Carletti (direttore responsabile della testata) in una diretta andata in onda lo scorso 16 aprile e che è possibile rivedere integralmente qui:

Tra le certezze emerse dal confronto, oltre all’ottimismo concreto di avere a disposizione una terapia efficace contro la cura in pochi mesi, è apparso chiaro il ruolo fondamentale dei donatori di sangue, su tutto il territorio ma in particolar modo di quelli che agiscono nelle zone più colpite. Saranno loro, infatti, i primi referenti del protocollo di ricerca, che come sappiamo bene ruota attorno agli ospedali lombardi di Pavia, Mantova e Lodi.

Ecco allora, per un quadro esaustivo di ciò he che sta succedendo e potrà succedere, le interviste pubblicate su Donatorih24.it a Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia;

Oscar Bianchi, Avis Lombardia “Crediamo nel plasma iperimmune”

e a Elisa Turrini, presidente di Avis provinciale Mantova;

Lavorare in sinergia. L’intervista a Elisa Turrini, Avis provinciale Mantova

Alle loro voci il compito di raccontare, direttamente dagli scenari di chi lavora sul campo, la reale temperatura del momento difficile che stiamo vivendo.

 

Briola, Liumbruno, Gringeri, Franchini. Giovedì 16 aprile alle 19 in diretta su DonatoriH24 gli esperti raccontano la terapia da plasma iperimmune

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Una tavola rotonda tra alcune delle principali personalità del sistema trasfusionale e i medici precursori della terapia legata all’uso di plasma iperimmune. E’ questo l’evento che andrà in onda in diretta streaming domani sera giovedì 16 aprile alle ore 19 su Donatorih24.it. Un evento da non perdere perché consentirà al pubblico di sapere direttamente dai “protagonisti” qual è lo stato dei lavori, quali potenzialità ha realmente questa terapia e in che modo potrà incidere sulla salute dei pazienti, prima investendo gli ospedalizzati e poi ampliandosi strutturalmente ad altre categorie fino a diventare, si spera, prevenzione.  Ecco il comunicato stampa che descrive l’evento in tutti i suoi dettagli. Non resta che collegarsi e partecipare.

Quante e quali possibilità ha l’utilizzo del plasma dei convalescenti nella lotta al Covid-19? Può, questa terapia, essere davvero efficace nell’arginare l’epidemia? Quali prospettive reali apre e quali speranze può dare? Può funzionare anche nella prevenzione? Quali elementi di rischio – se ce ne sono – può comportare per chi riceve la donazione? E infine, quale potrà essere lo sviluppo delle immunoglobuline come terapia farmacologica?

Questi sono solo alcuni dei temi che si affronteranno e approfondiranno in diretta streaming giovedì 16 aprile, con inizio alle ore 19,00, all’indirizzo web www.donatorih24.it, grazie a un confronto fra quattro dei massimi esperti italiani aperto e pensato per informare il pubblico su uno dei temi più caldi del momento.

L’iniziativa organizzata da DonatoriH24 si intitola “Il dono dei guariti contro la pandemia. Plasma e anticorpi nella sfida al Coronavirus”.

La tavola rotonda si svolgerà a distanza – come le regole del momento impongono – e vedrà la partecipazione di Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue; Massimo Franchini, direttore del Servizio trasfusionale dell’ospedale Carlo Poma di Mantova; Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis; Alessandro Gringeri, Chief Medical e R&D Officer di Kedrion Biopharma azienda biofarmaceutica italiana specializzata nella produzione e distribuzione in tutto il mondo di terapie plasma-derivate, che ha contribuito all’iniziativa con un contributo incondizionato.

Chiunque vorrà seguire il dibattito potrà farlo andando sul sito donatoriH24.it e cliccando sul collegamento alla diretta in videostreaming. Parallelamente sarà possibile rivolgere domande al moderatore che le girerà agli esperti.

I contenuti saranno arricchiti da un intervento del professor Steven Spitalnik, della Columbia University di New York, cha ha appena attivato il protocollo per la donazione e l’impiego del plasma convalescente ed è fortemente impegnato nella ricerca di test e procedimenti che possano ottimizzare e rendere universale questo approccio.

Il tema al centro del dibattito è attualissimo: l’utilizzo del plasma dei convalescenti da Covid-19 in Italia è stato autorizzato nei giorni scorsi dal ministero della Salute con una circolare che prescrive una serie di indicazioni (raccomandazioni) molto precise. Pochi giorni prima una simile autorizzazione era stata data negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration. Ma i primi a sperimentare questa terapia contro il Covid-19 sono stati i cinesi, sulla scorta dell’esperienza maturata in passato in alcune aree del mondo contro le epidemie Sars ed Ebola.

Il Carlo Poma di Mantova è stato, con il San Matteo di Pavia, tra i primi centri ospedalieri autorizzati a portare avanti questa sperimentazione. A tale proposito sono già cominciate le ricerche tra i pazienti guariti da covid-19 per la raccolta del plasma da utilizzare per i pazienti attualmente in cura.

L’obiettivo dell’iniziativa in streaming sostenuta da Kedrion Biopharma è quella di spiegare come la donazione di plasma sia fondamentale nella lotta a molte patologie e contro le epidemie, inclusa quest’ultima i cui effetti stiamo vedendo quotidianamente in tutto il mondo. Il plasma e i suoi derivati costituiscono oggi una delle armi più efficaci per affrontare malattie rare che riguardano comunità trasversali di pazienti, ma spesso di questo non vi è sufficiente consapevolezza. Fino a quando, come sta avvenendo oggi, non accade qualcosa di epocale, che ci costringe tutti a un salto di comprensione.

Il pubblico a cui l’iniziativa si rivolge è costituito principalmente da operatori del servizio trasfusionale e dai donatori. In seconda istanza il pubblico nella sua accezione più ampia, visto che siamo tutti coinvolti da questa emergenza.

Appuntamento a giovedì 16 aprile, con inizio alle ore 19, su DonatoriH24.it

 

 

 

 

La solidarietà dei donatori non ha confini: non solo dono del sangue ma tante iniziative a supporto del sistema sanitario

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Quanto le associazioni di donatori estendano il loro contributo alla vita di comunità oltre il lavoro di organizzazione e promozione del dono, è cosa nota, ma è sempre bello e proficuo ribadirlo. Su DonatoriH24, abbiamo seguito di recente il lavoro di Avis Mantova nell’ambito del protocollo sul plasma iperimmune sviluppato nel protocollo lombardo con a capo l’ospedale San Matteo di Pavia, ma è molto bello poter entrare nel dettaglio e raccontare, proprio a partire da ciò che ci suggeriscono le stesse associazioni, quello che succede sul territorio nazionale.

Si va da classiche raccolte fondi a donazioni di materiali sanitari, tute o ventilatori polmonari, a raccolte di cibo, iniziative che mostrano la grande predisposizione degli italiani a trasferire il solido piano valoriale che fa parte del background dei donatori in tutti i campi della solidarietà.

Una carrellata di buone notizie in continuità con l’alto gesto del sistema sangue che vi abbiamo di recente raccontato sul blog: il dono plasmaderivato dalla Regione Toscana all’Albania.

Ecco il comunicato di Fidas che ci racconta come si sono mosse le 76 federate per aiutare il sistema sanitario nazionale.

In queste settimane le 76 federate FIDAS si sono impegnate nel fare la propria parte per garantire le terapie trasfusionali ai pazienti che ne necessitano. Nel concreto questo si è tradotto con aperture straordinarie per permettere ai donatori tempistiche più flessibili per donare e poterlo fare in sicurezza, mantenendo le giuste distanze sociali. Molte federate hanno implementato la comunicazione, attivando numeri telefonici appositi per rispondere ai dubbi dei donatori e incrementando la presenza sui social. L’impegno dei volontari è cresciuto per poter dare risposta ai tanti che si sono avvicinati al mondo del dono per la prima volta in questi giorni. Alcune federate si sono spinte anche oltre, attivandosi in ulteriori gesti concreti a sostegno della sanità:

AFDVS-FIDAS Feltre ha organizzato una raccolta fondi in collaborazione con le proprie sezioni al fine di acquistare strumentazioni per la terapia intensiva dell’Ospedale “Santa Maria de Prato” di Feltre. Sono stati raccolti 40.000 euro e si è ora in attesa di poter procedere all’acquisto di ciò che verrà indicato dalla Direzione Generale dell’Ospedale.

L’AFDS di Spilimbergo in collaborazione con il Gruppo Marciatori ANA ha acquistato e consegnato all’Ospedale di Spilimbergo 157 tute monouso. Un numero di tute che dovrebbe esser sufficiente ad assicurare 2 settimane di autonomia per le necessità del centro ospedaliero.

FIDAS Basilicata ha donato due ventilatori polmonari alla sanità lucana. Una scelta compiuta dal direttivo regionale FIDAS per continuare ad essere di ausilio concreto per la sanità regionale.

FIDAS Imperia ha avviato una raccolta fondi volta ad acquistare presidi sanitari a tutela del personale medico dell’ASL locale.

– A Parma FIDAS Schiaffino ha acquistato otto barelle munite di accessori per il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Maggiore (acquisto effettuato in coordinamento con le dottoresse Sandra Rossi, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza e della 1^ Anestesia Rianimazione, e Silvia Orzi, direttore Servizio interaziandale acquisizione beni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Ausl di Parma). Sempre a Parma FIDAS Barilla recapita quotidianamente alla mensa dell’ospedale merendine e biscotti e a cadenza bisettimanale consegna 3.000 bottigliette d’acqua per il personale sanitario.

FIDAS Treviso: il gruppo di Cordignano, avendo rinunciato alla giornata del donatore, ha deciso di devolvere le risorse che avrebbe speso all’ospedale di Vittorio Veneto.

 

DonatoriH24.it e Buonsangue.net uniscono le forze. Da oggi insieme per raccontare il mondo del sangue

Con molta soddisfazione, per me è arrivato il momento di un annuncio. Buonsangue, il cui lavoro va avanti ormai dal 2016 nel tentativo d’informare tutti coloro i quali sono interessanti a capire cosa accade nel sistema sangue italiano, è cresciuto a sul piano della sua rilevanza come agente d’informazione sul campo, al punto tale che è diventato importante, oltre che necessario, acquisire una maggiore struttura. Maggior struttura significa soprattutto poter ingrandire il raggio di gittata del proprio messaggio e della propria idea d’informazione, ed ecco perché ho accettato l’offerta di unire il mio lavoro a quello del sito DonatoriH24.it, in modo da potere lavorare congiuntamente a una testata registrata per puntare a un livello d’informazione sempre più alto. Sarà una bella sfida, difficile ma estremamente appassionante. Pubblico dunque il comunicato già uscito su Donatorih24.it, che contiene una seconda notizia ancora inedita: è nato un libro sul dono del sangue che ho scritto con l’editore Raffaello, uno dei più attivi e noti sul piano nazionale nell’editoria per ragazzi. È quello in foto, intitolato “Dello stesso sangue. Storie di dono, d’amore e di vite che cambiano” in collaborazione con Avis Nazionale, e ha lo scopo di girare per le scuole del Paese per trasmettere tutta la bellezza contenuta nel gesto del dono. La speranza, è che questo viaggio possa iniziare molto presto. Ecco ora il comunicato di DonatoriH24.it.

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DonatoriH24.it e Buonsangue.net uniscono le forze. Il sito si arricchisce così di un’importante finestra sul mondo della donazione del sangue e del plasma: il blog Buonsangue.net, tenuto dallo scrittore Giancarlo Liviano D’Arcangelo, entra infatti a far parte della testata e il suo autore avrà un ruolo di primo piano nella gestione dei contenuti di DonatoriH24, testata giornalistica regolarmente registrata.

In questi quasi quattro anni di vita, Buonsangue è diventato un punto di riferimento di primaria importanza per la comunità dei donatori e per i pazienti collegati al mondo del sangue e del plasma. Con i suo interventi, sempre puntuali, garbati ma incisivi, Giancarlo Liviano D’Arcangelo ha centrato temi di grande attualità, spesso anticipando aspetti e problematiche destinati poi a svilupparsi per il loro impatto in questo mondo.

Recentemente Giancarlo Liviano D’Arcangelo ha anche realizzato un libro di racconti sul dono del sangue edito dall’editore Raffaello con la collaborazione ufficiale di Avis Nazionale, la principale associazione dei donatori italiani. Il libro, intitolato “Dello stesso sangue. Storie di dono, d’amore e di vite che cambiano”, è il frutto di questi quasi quattro anni di lavoro in cui l’autore si è confrontato con donatori, pazienti, esperti, professionisti del settore e istituzioni. Il progetto – concepito per i più giovani nell’idea che proprio in età scolastica si riescono a trasmettere e a far sedimentare valori positivi e senso di solidarietà – sarà portato nelle scuole italiane proprio per sensibilizzare gli studenti sul dono e sulla sua importanza nella vita della comunità grazie al lavoro congiunto di Raffello Edizioni e Avis.

In questa importante unione di Buonsangue con DonatoriH24, va detto che il blog manterrà comunque la sua autonomia e un suo focus sulle questioni che lo hanno reso un punto di riferimento. L’autore però, proprio grazie all’esperienza maturata nel settore, avrà anche un nuovo importante ruolo nella gestione dei contenuti della testata.

 

Dalla Toscana un grande gesto di solidarietà verso l’Albania: donate 5,5 milioni di unità di Fattore VIII per la cura dell’emofilia

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La solidarietà del sistema sangue italiano nei confronti dell’estero per l’invio di farmaci plasmaderivati è un’abitudine consolidata. E nelle ultime ore, ecco una nuova notizia importante in tal senso: la Regione Toscana, tramite l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer, ha predisposto una donazione di ben 5,5 milioni di unità di Fattore VIII della coagulazione in favore dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta di Tirana in Albania, per la cura dei pazienti emofilici. Il fattore VIII, lo ricordiamo, è farmaco derivato dal plasma, plasma in questo caso raccolto dai donatori italiani.

Il primo commento all’iniziativa è arrivato dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, che ha richiamato in causa il recente aiuto da parte dell’Albania sull’emergenza Coronavirus: “Al gesto dell’Albania che ha inviato medici e infermieri per aiutare l’Italia nel momento più difficile – ha detto la Saccardi – noi rispondiamo con questa donazione, perché anche noi non abbandoniamo mai chi è in difficoltà. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al Meyer, che ha fatto da tramite con l’ospedale albanese, e ai tanti generosi donatori, cui va il nostro ringraziamento. La solidarietà tra i popoli, soprattutto nel momento del bisogno, è più di un impegno etico e sociale. E’ un legame che unisce e che spinge a rendersi utili con quello che si ha”.

Anche Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue Toscana, ha commentato con soddisfazione: “In Toscana – Ha detto – è presente una comunità albanese molto numerosa, e da molti anni intratteniamo stretti rapporti, molti albanesi sono donatori periodici, con il coordinamento del Centro Nazionale Sangue tramite l’accordo in essere tra Governo albanese e Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, che assicura tutte le dovute garanzie. La Regione Toscana dal 2018 ha potuto inviare in Albania ogni anno 2 milioni di Unità di Fattore VIII per garantire la cura ai pazienti Emofilici. Quest’anno il Governo albanese ha richiesto la disponibilità della Regione Toscana ad aumentare a 5,5 milioni la quantità da donare. La Regione Toscana ha accolto questa richiesta e invierà in due tranche la quantità indicata. Questo ci è sembrato da sempre un modo per ringraziare i tanti donatori albanesi presenti nelle nostre comunità, farli sentire utili anche per i loro connazionali rimasti in Patria e, in questo momento specifico, ringraziare per il prezioso aiuto che l’Albania ha generosamente dato all’Italia in piena emergenza Coronavirus. E’ doveroso un ringraziamento al Centro di Salute Globale della Regione Toscana e un ringraziamento particolare alla ditta Kedrion che gratuitamente assicura il trasporto del materiale in Albania, spesa che sarebbe altrimenti a carico di quel paese.
I nostri donatori possono essere sicuri che niente viene sprecato di quanto da loro donato e che i valori etici di solidarietà e cooperazione alla base del loro gesto sono valorizzati”.

La dottoressa Carli spiega dunque la funzione di Kedrion Biopharma, azienda italiana produttrice di farmaci plasma-derivati, che ha contribuito curando gli aspetti logistici e sostenendo i costi di spedizione. Il perché lo ha spiegato Danilo Medica, Italy Country Manager di Kedrion: “Questa iniziativa è un esempio di come si possa collaborare per dare un supporto concreto a chi ha più bisogno di cure, soprattutto in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Per noi essere a fianco della Toscana e poter aiutare l’Albania e così contribuire a servire le comunità di pazienti in quel Paese è una grande opportunità”.

Si fortifica dunque la collaborazione tra l’Italia e l’Albania dopo l’arrivo, nei giorni scorsi, di trenta medici e infermieri albanesi per combattere il Coronavirus, un aspetto che, in merito all’invio dei medicinali, ha voluto sottolineare con orgoglio anche Gianpiero Briola, presidente di Avis nazionale e coordinatore Civis: “L’invio delle unità di Fattore VIII in Albania per curare i pazienti emofilici è la dimostrazione di come, nonostante le difficoltà generate in tutto il mondo dalla diffusione del Coronavirus, la solidarietà e la sensibilità dei donatori italiani non si interrompa – ha detto Briola –  la donazione del plasma, e quanto fatto dalla Toscana lo conferma, è un gesto prezioso soprattutto in un periodo storico così delicato. La vicinanza tra i nostri popoli, dopo l’arrivo in Italia dei medici e degli infermieri albanesi per supportare il nostro personale sanitario nell’assistenza ai pazienti contagiati dal Covid, è oggi ancora più stretta”.

Già negli anni passati vi abbiamo raccontato spesso il ruolo chiave che un sistema come il nostro – fondato su valori etici consolidati e sul dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato – svolge nella comunità internazionale, specie verso i paesi meno fortunati. Nell’ambito dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013 per la promozione e l’attuazione di accordi di collaborazione per l’esportazione di prodotti plasma-derivati a fini umanitari, l’Italia ha inviato oltre 40 milioni di unità di fattori della coagulazione a paesi come Afghanistan, Albania, Armenia, India, Serbia, Vietnam ed El Salvador. Davvero un contributo importante.

 

La testimonianza di una primissima volta: Fabio Gallo, allenatore della Ternana, racconta che significato ha avuto per lui donare

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L’esperienza diretta, e il suo racconto, sono sempre i fattori più potenti per trasmettere in modo netto e preciso i confini di un gesto. Il dono del sangue, per chi comincia, ha sempre la capacità di muovere delle corde emotive profonde e di aumentare la consapevolezza di sé stessi; ed ecco perché, anche solo per questo, non è mai un gesto banale, che si può compiere distrattamente. Ed è per questo, di conseguenza, che chi inizia a donare quasi sempre torna a farlo, e finisce per diventare donatore periodico. Insomma, donare significa arricchirsi.

Bello dunque ascoltare la testimonianza diretta, e recentissima, dell’allenatore della Ternana Fabio Gallo, che lunedì 30 marzo è andato a donare il sangue e ha voluto raccontare le proprie sensazioni con un video su Youtube, poi condiviso per tutti anche sul sito di Avis Nazionale.

Ecco cosa ha detto lo sportivo:

La felicità, l’emozione, la curiosità della prima volta di fronte all’urgenza di fare del bene. L’accoglienza del centro trasfusionale, i passaggi sull’idoneità per donare in sicurezza, il senso di benessere generale che si assorbe dall’atto stesso di donare: nelle parole di Gallo tutto ciò che vi abbiamo sempre raccontato sul dono è espresso in modo chiaro e puntuale.

Il dono di Gallo, inoltre, rafforza ulteriormente il legame tra dono del sangue e sport, e di conseguenza tra dono del sangue e corretti stili di vita. Un connubio che come sappiamo è da sempre centrale nell’approccio delle associazioni di donatori nella comunicazione con i potenziali donatori. Anche perché solo i corretti stili di vita portano a un reale benessere per ciascuno di noi nel medio e lungo periodo.