Dal Ministero della salute e dal Cns, tutte le chiarificazioni sul Green pass per donatori e trasfusioni

La questione Green Pass rischia sempre di suscitare dubbi e creari scenari poco chiari per gli utenti. Per evitare qualsiasi confusione tra i donatori e conseguenti ripercussioni sulla già delicata situazione della raccolta, il Cns e il Ministero della salute, sollecitati dalle stesse associazioni, hanno rilasciato delle note di chiarimento.

Ecco dunque le istruzioni ufficiali che confermano, con l’entrata in vigore oggi della nuove regole, che i donatori non avranno bisogno di Green Pass per compiere il loro meraviglioso gesto:

  • L’accesso dei donatori alle sedi di raccolta sangue ed emocomponenti, sia ubicate presso le strutture ospedaliere sia presso le Unità di Raccolta Associative, continua a non rientrare tra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 (“Green Pass”) e le relative procedure per la donazione rimangono pertanto invariate (accesso contingentato, triage telefonico, questionario, colloquio con il medico, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, misurazione della temperatura e distanziamento sociale).
  • l’obbligo di esibire la Certificazione verde Covid-19 (“Green Pass”) è “esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono la propria attività lavorativa, formtiva o di volontariato in luoghi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni”.

Pertanto, dalla data odierna, dovrà essere munito di tale Certificazione:

– il personale sanitario, amministrativo e volontario incaricato per accoglienza, chiamata e promozione nelle strutture ospedaliere e nelle Unità di Raccolta Associative

– chi partecipa ad attività associative come riunioni interne, corsi di formazione, conferenze, convegni ed eventi aperti al pubblico.

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