Ad Aosta, dal 23 al 25 settembre 2021, il 59esimo Congresso nazionale Fidas

Si terrà in una cornice di grande impatto il Congresso nazionale di Fidas numero 59, previsto dal 23 al 25 settembre 2021.

Per presentare il congresso, e i suoi testimonial legati al mondo dello sport e allo storico legame tra Fidas e la filosofia degli stili di vita incentrati sul benessere, si è tenuta una conferenza stampa lo scorso sabato 17 luglio, proprio presso l’Hostellerié du Cheval Blanc in via Clavalité 20 di Aosta.

Ecco il comunicato stampa emesso per presentare l’evento:

I lavori sono stati moderati da Roberta Carla Balbis membro del Direttivo regionale FIDAS Valle d’Aosta, sono intervenuti Gloriana Pellissier e Noemi Junod, campionesse dello sci valdostano quali testimonials del 59° Congresso Nazionale Fidas di settembre, Giovanni Musso presidente
nazionale dei Donatori di sangue della FIDAS Nazionale e Rosario Mele presidente dei Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta.

All’iniziativa hanno partecipato Alberto Bertin Presidente del Consiglio regionale, Jean Pierre Guichardaz Assessore regionale ai beni culturali, turismo sport e commercio, Gianni Nuti sindaco di Aosta, Nicolò Dragotto Vice Questore di Aosta, Pierluigi Berti Direttore del Servizio di
Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL Valle d’Aosta, Patrizia Baldessin Tesoriera nazionale dei donatori di sangue della FIDAS, Pierfrancesco Cogliandro Segretario organizzativo di Fidas Nazionale, Alessandro Biadene Vice Presidente Fidas Nord Ovest, il Direttivo regionale dei Donatori di sangue FIDAS Valle d’Aosta e Giorgia Prete coordinatrice regionale Giovani FIDAS della Valle d’Aosta“La famiglia dei Donatori di sangue valdostani della FIDAS manifesta grande soddisfazione ed è fiera di aver raccolto la gratuita disponibilità di due donne, Gloriana Pellissier e Noemi Junod a cui affidare il grande compito di testimonials dell’evento Congressuale.

“Una scelta non casuale”, afferma Rosario Mele presidente dei Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta, “alle quali attribuiamo un rilevante ruolo e un compito fondamentale di due donne che insieme rappresentano le tantissime risorse della Valle d’Aosta. Attraverso la loro sensibilità, i loro occhi, i loro sorrisi e le loro vittorie nello sport descriveremo la Valle d’Aosta, fatta di persone, esempi di dedizione, di sacrificio, di impegno familiare e di tanta solidarietà. Le loro gesta di donne, di mamma e di figlia ci raccontano la vita, i loro legami forti, ci parlano dei vincoli saldi con il territorio, con una regione ricca di bellezze naturalistiche, storiche e paesaggistiche, ci rivelano l’importanza di adottare stili di vita responsabili e idonei per raggiungere nello sport e nella vita tanti traguardi.
Il loro coinvolgimento racchiude molteplici fattori, umani, professionali, volontaristici e sportivi. Entrambe ben rappresentano i principi e i valori morali comuni di altruismo e di solidarietà che caratterizzano le realtà di montagna e favoriscono la promozione della donazione di sangue ed
emoderivati fra le nuove generazioni attraverso lo sport”.

Per ulteriori informazioni sul congresso e per informarsi su come partecipare, ecco i riferimenti: Donatori sangue FIDAS Valle d’Aosta 3488418095 www.fidasvda.it

I testimonial che i giovani vogliono: Tiziano Ferro e il suo appello al dono per il Wbdd 2021

Ci sono legami emotivi forti tra certi gesti e chi li compie: donare il sangue è uno dei gesti che ogni donatore compie con estrema consapevolezza in modo da provare sensazioni profonde. Gesti che hanno dentro qualcosa di poetico.

Tiziano Ferro, uno dei cantanti più amati del nostro paese, è un donatore avisino ormai da tantissimi anni (qui le immagini della serata Avis nel tour 2019) e non perde occasione, ogni qualvolta vi sia una possibilità, di trasmettere le sue sensazioni più belle ai fans e a tutti i donatori, che siano associati Avis o no.

Ecco, di seguito, il video che ha pubblicato su YouTube per il World Blood Donor Day 2021, una sorpresa bellissima che siamo felici di diffondere:

“Avis c’è sempre e non manca mai – ha detto il cantante – io sono un gran sostenitore di Avis da quasi 20 anni e mandiamo questo messaggio di ringraziamento per quello che fate in giro per il mondo.

Far parlare i personaggi che i giovani amano per trasferire l’idea che il dono del sangue sia un momento decisivo per la propria crescita personale, per la gioia che si prova aiutando gli altri o per la protezione del proprio benessere psicofisico, è sicuramente una potenzialità da perseguire.

Da Tiziano Ferro ci aspettiamo invece una nuova canzone che racconti il dono e tutti i suoi risvolti emotivi.

900 chilometri a piedi per sensibilizzare sul dono del sangue, l’impresa di Maurizio Grandi

Ci sono imprese che meritano di essere raccontate, perché nascono con l’idea precisa di mettere in gioco sé stessi per fare il bene comune: come nel caso di Maurizio Grandi, una vita a lavorare in banca e oggi in pensione.

Fermarsi? Giammai, se si può sensibilizzare il Paese sull’importanza – e la bellezza – di donare sangue, il gesto per eccellenza che serve a salvare vite, a creare un fil rouge invisibile ma indissolubile tra pazienti e donatori, e a contribuire all’obiettivo strategico nazionale dell’autosufficienza ematica.

Grandi, da ormai trent’anni socio di Avis Carugate, è un donatore associato con l’amore per le camminate, e allora ecco l’idea travolgente: andare a piedi da Trieste ad Aosta, e tracciare un diario di bordo a mezzo Facebook per trasmettere le proprie sensazioni, e le proprie avventure sul cammino della solidarietà ai tanti donatori che vorranno accompagnarlo.

Maurizio Grandi durante una camminata

Noi di Buonsangue saremo lieti di aggiornarvi sulla sua impresa e sulle tappe che compirà. L’impresa di Maurizio non è la prima che unisce una camminata e donazione di sangue come simbolica unione del passaggio da vena a vena.

Già nel 2016, Marco Cileo, allora ventisettenne, aveva attraversato l’Italia a piedi da Trieste a Marsala, un’avventura che ha poi raccontato a Buonsangue in una bella intervista.

Le imprese di questo tipo, che possano mostrare con quanta passione e spirito d’iniziativa i donatori si applicano per trasmettere un messaggio che merita di essere condiviso, sono dei piccoli libri gioiello da raccontare, per ampliare sempre di più il grande serbatoio di amore per la comunità di cui si nutre il mondo del volontariato.

Scopriamo le malattie rare del sangue in un video di “Medicina e informazione”

Leucemie, ormai identificabili facilmente grazie ad esami specifici, alterazioni del midollo osseo, chiamate e neoplasie mieloproliferative croniche, malattie rare e più difficili da scovare, con enormi rischi per i pazienti, e soprattutto Policitemia vera, trombocitemia essenziale, mielofibrosi: tumori rari del sangue che attaccano le cellule staminali ematopoietiche, da cui derivano tutte le cellule del sangue.

Nel video che segue, assolutamente da non perdere, Medicina e informazione, fa il punto della situazione sulle malattie rare che colpiscono il sangue, su cosa serve sapere e su come affrontarle:

A che punto è la ricerca? Quali prospettive si aprono per i pazienti?

Le domande possibile sono tante, e le risposte devono essere chiare.

Ospiti, per rispondere, il Prof. Francesco Passamonti, Ordinario di Ematologia all’Università dell’Insubria di Varese e Direttore Ematologia ASST Sette Laghi di Varese, che rispondono a tutti i punti salienti.

Il sapere è potere, mai come in casi come questi, ed è davvero importante che i nuovo mezzi tecnologici in grado di arrivare a tutti facilmente e con pochi clic, offrano possibilità di informazione immediata.

Di seguito i link utili di Medicina e Informazione:

http://www.medicinaeinformazione.com/

(2) Medicina e Informazione | Facebook

https://twitter.com/EInformazione

Vaccini per donatori, l’ultima circolare consegna il mandato alle Regioni

Saranno le Regioni e le Province autonome a gestire i vaccini anti Covid-19 a favore dei donatori di sangue ed emocomponenti. A ribadirlo, arriva una circolare firmata dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e pubblicata oggi, lunedì 10 maggio.

Ma cosa dice la circolare? Spiega che con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili, ormai in arrivo in quantità importanti,  sarà possibile completare la fase di vaccinazione delle categorie a rischio.

Da quel momento “i singoli territori potranno definire le modalità per sottoporre a vaccinazione i donatori di sangue che, compiendo regolarmente il loro gesto solidaristico, assicurano la costante disponibilità di sangue, in particolare nel prossimo periodo estivo in cui in genere si registra un calo delle donazioni, per lo svolgimento delle attività trasfusionali, obiettivo essenziale del SSN”.

Nessun giro di parole dunque.

La responsabilità di vaccinare i donatori, dopo le lettere senza riposta inviate dal Civis, e dopo la confusione delle scorse settimane durante le quali aveva un po’ regnato l’anarchia, è chiaramente attribuita ai territori.

La speranza è che ciò non provochi discrepanze o inefficienza in grado di complicare la raccolta sangue nel paese.

Il commento di Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, un chiaro assist volto ad aiutare i territori a organizzarsi per offrire il miglio servizio possibile.

“La decisione del Ministero – ha detto Briola – arriva in un momento in cui tutelare la salute dei donatori è l’obiettivo imprescindibile per garantire il fabbisogno quotidiano di sangue ed emocomponenti. Regioni e Province Autonome sono chiamate a un lavoro di coordinamento e organizzazione per il quale, lo diciamo fin da questo momento, le nostre sedi locali sono pronte a fornire il proprio contributo logistico, affinché la campagna proceda il più rapidamente possibile. La battaglia contro il Covid-19 possiamo vincerla solo se tutti gli attori del sistema sanitario e del volontariato saranno dalla stessa parte. E AVIS c’è”.

Il corso di formazione a distanza sul management dei donatori di sangue

Accrescere la sicurezza dei donatori attraverso la formazione è una delle esigenze più importanti di un sistema sanitario che funzioni: a tal scopo, il Centro nazionale sangue, ha da poco organizzato un corso di Formazione a Distanza (FAD) che ha come obiettivo quello di “aggiornare il personale operante nella rete trasfusionale sulle migliori modalità operative e sugli strumenti tecnologici utili per affrontare gli outbreak epidemici, rimodulando le attività di raccolta di sangue ed emocomponenti”

Ecco il comunicato ufficiale del Cns che spiega tutti i dettagli del corso: obiettivi, termini di iscrizione, categorie interessate:

“Sarà disponibile dal prossimo 30 aprile fino il FAD intitolato “Management dei donatori di sangue: programmazione e buone pratiche al tempo della pandemia COVID – 19 (COronaVirus Disease-19)” organizzato dal Centro Nazionale Sangue e dal Servizio Formazione dell’Istituto Superiore di Sanità. Il corso della durata di 16 ore sarà disponibile fino al 30 luglio 2021.

Descrizione
L’autosufficienza di sangue, emocomponenti (globuli rossi, piastrine e plasma) e prodotti derivati dal plasma, assicurata da donatori volontari, periodici, responsabili e non remunerati, rappresenta un obiettivo strategico per il Paese in quanto garantisce la copertura dei fabbisogni trasfusionali dei pazienti. Ai fini della programmazione e del monitoraggio dell’autosufficienza, vengono definiti gli elementi essenziali prioritari per
l’autosufficienza nazionale e regionale del sangue. I rilevanti mutamenti di scenario che si sono verificati con la pandemia da Sars-Cov-2 hanno reso necessaria una diversa programmazione della raccolta del sangue e degli emocomponenti. Le modalità di raccolta del sangue hanno infatti subito decisive modifiche a livello organizzativo che hanno costretto a rivalutare tutta la pianificazione, sia alla luce delle restrizioni introdotte dai DPCM che delle circolari emanate dal Centro nazionale sangue al fine di garantire la sicurezza di donatori, pazienti e operatori.


Scopo e obiettivi generali
Al termine del Corso il partecipante sarà in grado di:

  1. Identificare gli strumenti di programmazione e monitoraggio della raccolta di sangue in tempo di
    Covid-19
  2. Individuare le principali modalità di gestione del donatore di sangue da adottare durante una pandemia

Obiettivo formativo ECM
Tematiche speciali del SSN e/o SSR a carattere urgente e/o straordinario individuate dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua e dalle Regioni/Province autonome per far fronte a specifiche
emergenze sanitarie con acquisizione di nozioni di processo.

Metodologia didattica e modalità di erogazione
Il metodo didattico sarà ispirato ai principali modelli della formazione andragogica (Problem Based Learning). Erogazione tramite piattaforma www. eduiss.it

Destinatari e numero massimo di partecipanti
Il corso è riservato agli operatori sanitari dei Servizi Trasfusionali e delle associazioni/federazioni dei donatori di sangue, al personale amministrativo operante nei Servizi Trasfusionali e nelle Strutture Regionali di Coordinamento, ai volontari delle associazioni/federazioni dei donatori di sangue, agli addetti alla comunicazione/ufficio stampa delle SRC, delle Regioni/Province Autonome e delle associazioni di donatori
di sangue regionali e locali. Saranno ammessi un massimo di 600 partecipanti, di cui 300 partecipanti per i Servizi Trasfusionali e le Strutture Regionali di Coordinamento e 300 partecipanti per le associazioni di
volontariato, selezionati seguendo l’ordine cronologico di ricevimento della domanda di partecipazione da inviare all’indirizzo segreteriagenerale.cns@iss.it. Si intendono ammessi a partecipare solo coloro che ne riceveranno comunicazione a mezzo email.

Accreditamento ECM previsto per le seguenti figure professionali (tutte le discipline): Medico chirurgo, Infermiere, Biologo, Tecnico sanitario di laboratorio biomedico, Assistente sanitario.

Modalità di iscrizione
I partecipanti selezionati riceveranno una email con le istruzioni per iscriversi. Per ogni informazione attinente al corso contattare: segreteriagenerale.cns@iss.it”

L’occasione per professionisti e volontari è di quelle da non perdere, per accrescere i propri livelli di esperienza e le proprie competenze in materia trasfusionale, e per rendere il sistema sangue sempre più efficiente e sicuro.

Io dono, e ho (almeno) 10 motivi per farlo

Io dono è ho almeno 10 motivi per farlo. E voi? I motivi per donare sangue sono praticamente infiniti, ma un bell’esercizio, non di stile ma equiparabile a una vera e propria call to action, è scegliere quali sono i dieci principali motivi per farlo e per convincere tutti, amici e conoscenti, a farlo a loro volta.

A ordinarli, non per importanza, ma semplicemente per giocare a creare un elenco, ci ha pensato Avis Perugia, con un video molto breve – parliamo di circa 1 minuto – ma al tempo stesso estremamente efficace e veritiero, dal titolo “10 motivi per DONARE!”, un modo di comunicare che, si spera, possa avvicinare i giovani e convincerli a entrare nella comunità dei donatori.

Eccoli qui di seguito, come se fossero i 10 comandamenti del donatore:

  1. Io dono qualcosa di unico
  2. Io dono perché ho scelto di rendere un servizio
  3. Io dono e convinco gli amici a fare lo stesso
  4. Io dono e scopro il mio livello di salute
  5. Io dono e qualcuno lo farà per me
  6. Io dono e salvo vite umane
  7. Io dono e mi sento meglio
  8. Io dono perché posso e ho scelto sani stili di vita
  9. Io dono e conosco il mio gruppo sanguigno
  10. Io dono perché ho a cuore la prevenzione

Come decalogo non è niente male, ma si potrebbero aggiungere davvero tantissime altre ragioni. Ma soprattutto ce n’è una che le raccoglie tutte: se posso fare del bene, perché no?

La campagna Fidas per la raccolta del plasma iperimmune

Una marcia in più, quella che serve per compiere un gesto di solidarietà importante e donare plasma iperimmune, sia al fine di utilizzarlo clinicamente per i casi in cui il corpo medico di ciascun ospedale sul territorio riterrà opportuno farlo, sia per consentire la ricerca e la sperimentazione in atto attraverso il progetto Tsunami, che in Italia ha il compito di cercare e tracciare evidenze scientifiche sulla cura al plasma per contrastare il Covid-19.

Anche la Fidas, per numeri la seconda associazione di donatori più grande del Paese, propone sulla propria homepage una campagna per il dono del plasma da pazienti guariti.

Per chi volesse rispondere all’appello, sempre Fidas propone poi un vademecum con tutte le informazioni necessarie per i novelli donatori, una vera e propria lista di Faq che spiega ogni passaggio della filiera: dalle motivazioni, cioè a cosa serve il plasma iperimmune e perché è giusto donarlo, alle questioni relative alla sicurezza o a agli aspetti pratici del dono, con una lista completa di tutti i luoghi in cui è possibile donare.

Bisogna sempre ricordare che a oggi la terapia al plasma non è considerata una vera e propria cura standardizzata per il Covid-19, ma è una terapia compassionevole, il cui utilizzo è riservato alla decisione dei clinici che si occupano dei casi reali. Ma la donazione del plasma, culturalmente, deve essere diffusa come un gesto importante per tanti altri motivi: basti penare alle migliaia di pazienti che ogni giorno possono contare sui farmaci plasmaderivati salvavita senza i cui effetti non potrebbero sopravvivere.

“Riso fa buon sangue”, la manifestazione che unisce dono e sorriso

Riso fa buon sangue è un progetto di spettacolo legato al mondo del cabaret grazie a cui, da 10 anni, molti dei comici più noti e amati dal pubblico italiano promuovono la donazione del sangue attraverso il loro talento performativo in collaborazione con le tantissime sedi Avis italiane presenti sul territorio nazionale.

In questi anni, così, alcuni dei  migliori comici di trasmissioni popolarissime come Colorado Cafè, Zelig, Made in Sud, Comedy Central hanno girato le piazze e spinto gli spettatori a donare attraverso l’arma del divertimento.

Nel 2020, il 6 settembre, “Riso fa buon sangue” si sdoppia: a Malo (in provincia di Vicenza), come si legge sul sito di Avis Nazionale, andrà in scena una serata con ingresso libero al “Mercato del Pascoletto” di via Molinetto. Dalle 21:00, è previsto uno show in cui saranno ospiti i comici Marco e Francesco, Leo Mas, Vivian Grillo, Davide Stefanato e Paolo Favaro.

Sempre il 6 settembre, “Riso fa buon sangue” sarà anche a Macerata per celebrare il 70° anniversario della fondazione dell’Avis Comunale. Allo spettacolo partciperanno i comici Paolo Franceschini, Max Cavallari, Francesco Damiano e i Jashgawronsky Brothers.

In basso, ecco il video della tappa di Oderzo dello scorso 25 luglio, mentre a questo link è possibile vedere il canale YouTube della manifestazione, che riunisce moltissimi video dedicati.

Una manifestazione dallo spirito estivo che trova un percorso originale per convogliare i valori del dono. 

Briola, Liumbruno, Gringeri, Franchini. Giovedì 16 aprile alle 19 in diretta su DonatoriH24 gli esperti raccontano la terapia da plasma iperimmune

Invito-DEF

Una tavola rotonda tra alcune delle principali personalità del sistema trasfusionale e i medici precursori della terapia legata all’uso di plasma iperimmune. E’ questo l’evento che andrà in onda in diretta streaming domani sera giovedì 16 aprile alle ore 19 su Donatorih24.it. Un evento da non perdere perché consentirà al pubblico di sapere direttamente dai “protagonisti” qual è lo stato dei lavori, quali potenzialità ha realmente questa terapia e in che modo potrà incidere sulla salute dei pazienti, prima investendo gli ospedalizzati e poi ampliandosi strutturalmente ad altre categorie fino a diventare, si spera, prevenzione.  Ecco il comunicato stampa che descrive l’evento in tutti i suoi dettagli. Non resta che collegarsi e partecipare.

Quante e quali possibilità ha l’utilizzo del plasma dei convalescenti nella lotta al Covid-19? Può, questa terapia, essere davvero efficace nell’arginare l’epidemia? Quali prospettive reali apre e quali speranze può dare? Può funzionare anche nella prevenzione? Quali elementi di rischio – se ce ne sono – può comportare per chi riceve la donazione? E infine, quale potrà essere lo sviluppo delle immunoglobuline come terapia farmacologica?

Questi sono solo alcuni dei temi che si affronteranno e approfondiranno in diretta streaming giovedì 16 aprile, con inizio alle ore 19,00, all’indirizzo web www.donatorih24.it, grazie a un confronto fra quattro dei massimi esperti italiani aperto e pensato per informare il pubblico su uno dei temi più caldi del momento.

L’iniziativa organizzata da DonatoriH24 si intitola “Il dono dei guariti contro la pandemia. Plasma e anticorpi nella sfida al Coronavirus”.

La tavola rotonda si svolgerà a distanza – come le regole del momento impongono – e vedrà la partecipazione di Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue; Massimo Franchini, direttore del Servizio trasfusionale dell’ospedale Carlo Poma di Mantova; Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis; Alessandro Gringeri, Chief Medical e R&D Officer di Kedrion Biopharma azienda biofarmaceutica italiana specializzata nella produzione e distribuzione in tutto il mondo di terapie plasma-derivate, che ha contribuito all’iniziativa con un contributo incondizionato.

Chiunque vorrà seguire il dibattito potrà farlo andando sul sito donatoriH24.it e cliccando sul collegamento alla diretta in videostreaming. Parallelamente sarà possibile rivolgere domande al moderatore che le girerà agli esperti.

I contenuti saranno arricchiti da un intervento del professor Steven Spitalnik, della Columbia University di New York, cha ha appena attivato il protocollo per la donazione e l’impiego del plasma convalescente ed è fortemente impegnato nella ricerca di test e procedimenti che possano ottimizzare e rendere universale questo approccio.

Il tema al centro del dibattito è attualissimo: l’utilizzo del plasma dei convalescenti da Covid-19 in Italia è stato autorizzato nei giorni scorsi dal ministero della Salute con una circolare che prescrive una serie di indicazioni (raccomandazioni) molto precise. Pochi giorni prima una simile autorizzazione era stata data negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration. Ma i primi a sperimentare questa terapia contro il Covid-19 sono stati i cinesi, sulla scorta dell’esperienza maturata in passato in alcune aree del mondo contro le epidemie Sars ed Ebola.

Il Carlo Poma di Mantova è stato, con il San Matteo di Pavia, tra i primi centri ospedalieri autorizzati a portare avanti questa sperimentazione. A tale proposito sono già cominciate le ricerche tra i pazienti guariti da covid-19 per la raccolta del plasma da utilizzare per i pazienti attualmente in cura.

L’obiettivo dell’iniziativa in streaming sostenuta da Kedrion Biopharma è quella di spiegare come la donazione di plasma sia fondamentale nella lotta a molte patologie e contro le epidemie, inclusa quest’ultima i cui effetti stiamo vedendo quotidianamente in tutto il mondo. Il plasma e i suoi derivati costituiscono oggi una delle armi più efficaci per affrontare malattie rare che riguardano comunità trasversali di pazienti, ma spesso di questo non vi è sufficiente consapevolezza. Fino a quando, come sta avvenendo oggi, non accade qualcosa di epocale, che ci costringe tutti a un salto di comprensione.

Il pubblico a cui l’iniziativa si rivolge è costituito principalmente da operatori del servizio trasfusionale e dai donatori. In seconda istanza il pubblico nella sua accezione più ampia, visto che siamo tutti coinvolti da questa emergenza.

Appuntamento a giovedì 16 aprile, con inizio alle ore 19, su DonatoriH24.it