Programma di autosufficienza 2017: gli obiettivi

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Obiettivi precisi, ambiziosi e fissati in base all’idea di appropriatezza e agli standard di Patient Blood Management. Ecco il quadro che emerge analizzando il Programma di autosufficienza ematica 2017 approvato dal Centro Nazionale Sangue (CNS) in accordo con le Strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

I prodotti driving

Individuati i prodotti driving, cioè quelli considerati più importanti per raggiungere l’autosufficienza nazionale, ovvero 1) globuli rossi (GR), 2) emocomponenti a maggiore utilizzo clinico, 3) plasma destinato al frazionamento industriale. Vediamo quindi quali saranno gli obiettivi di produzione e di controllo della domanda per il 2017.

1) Globuli rossi (GR)

Per i globuli rossi, il programma per il 2017 prevede un incremento della raccolta su scala nazionale del +1,8%, a fronte di una leggera diminuzione del consumo, come si vede in infografica 1:

Produzione e consumo unità di GR in Italia (Rapporto 2016 vs 2017)

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2) Emocomponenti a maggiore utilizzo clinico

Per ciò che riguarda gli emocomponenti a maggior utilizzo clinico, ovvero albumina, antitrombina e immunoglobuline polivalenti, gli obiettivi 2017 sono individuati in base al Programma Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020, secondo criteri di appropriatezza, parametri che indicano gli obiettivi di controllo della domanda su scala nazionale che troviamo nell’infografica 2. Le riduzioni di domanda di albumina e antitrombina coincidono con riduzioni su basi regionali in luoghi come Campania o Sardegna, dove si è registrato finora un utilizzo eccessivo. Piccolo aumento di domanda previsto invece per le immunoglobuline.

Domanda di emocomponenti a maggiore utilizzo clinico identificata come obiettivi per il 2017

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3) Plasma destinato al frazionamento industriale

Infine, ecco il dato sulla quantità totale di plasma fresco destinato al frazionamento industriale nel 2017, che, come vediamo in infografica 3, è leggermente in crescita rispetto al 2016:

Plasma da conferire al frazionamento industriale in kg (rapporto 2016 vs 2017)

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Come riuscirci? Attraverso 6 principi generali di appropriatezza qui sotto elencati:

1) Riduzione sensibile degli sprechi per iperdatazione o per cause tecniche

2) Aumento del numero di procedure via aferesi regione per regione

3) Sviluppo di modelli organizzativi incentrati sulla concentrazione delle attività trasfusionali

4) Accrescimento della collaborazione tra istituzioni e associazioni di donatori

5) Promozione dell’aferesi attraverso le associazioni

6) Creazione di nuovi progetti congiunti tra le tre gambe del sistema trasfusionale volti a spingere nuovi donatori alla plasmaferesi

 

Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto (2)

 

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Se di recente abbiamo analizzato i dati relativi all’invio del plasma all’industria di frazionamento, mettendo a confronto i primi 5 mesi dell’anno in corso  (gennaio – maggio 2017) con il medesimo periodo dell’anno precedente (gennaio – maggio 2016)  https://www.buonsangue.net/sistema-sangue/dati-monitoraggio-sul-plasma-2017-tutti-gli-aggiornamenti/, è tempo di occuparci di altri dati importanti contenuti nel programma nazionale di autosufficienza 2017. Dati che meritano altrettanta attenzione.

Si tratta, per esempio, di alcuni confronti di rilievo tra 2016 e 2015 su tre parametri generali che possono offrire al pubblico di addetti ai lavoratori o interessati il quadro su alcune tendenze della donazione, perché da essi si possano trarre indicazioni utili sulle politiche da adottare in futuro e sulla conseguente programmazione. Entriamo in dettaglio:

1) Numero di donatori complessivo

Confronto secco tra le due ultime annate su un dato meramente quantitativo. Come si può vedere in figura 1 c’è stato un calo del -1,74% nel 2016 mentre restano stabili i dati relativi al genere giacché il 60% di maschi e il 40% di femmine erano anche le percentuali del 2015.

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Fig.1

2) Donazione differita

Sul piano della donazione differita, parametro di cui abbiamo ampiamente parlato in un recente post esplicativo https://www.buonsangue.net/sistema-sangue/la-donazione-differita-pratica-ottimizzare/, i numeri sono incoraggianti: è infatti in incremento del + 5,3%, il numero degli aspiranti donatori sottoposti allo screening iniziale e differimento della prima donazione, così come sono si è registrato un aumento dei nuovi donatori sia alla prima donazione non differita, con un +3,5%, sia differita, con un considerevole 5,2%.

In termini di fidelizzazione dei donatori rispetto alla diversa modalità d’approccio, la donazione differita mostra di agire come incentivo: ben il 35,2% di chi l’ha effettuata si è poi presentato anche a una seconda donazione, contro il 14,6% di chi, al contrario, ha effettuato la prima donazione non differita. Una differenza abbastanza indicativa per la futura programmazione.

3) Pazienti trasfusi

Al piccolo calo di donatori, grazie alle buone pratiche del Patient Blood Management, non è per fortuna seguito alcun calo dei pazienti trasfusi. Anzi, il trend del 2016 è infatti in miglioramento sia rispetto al 2015 che al 2014, come vediamo in figura 2:

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Fig.2

Sul piano della tipologia delle trasfusioni, infine aumento del +3,9% per i pazienti trasfusi con globuli rossi (GR) e del +0,7% per quelli trasfusi con piastrine, mentre dato negativo abbastanza significativo è quello relativo ai pazienti trasfusi col plasma, calati del – 5,9%. 

Il West Nile virus preoccupa al nord: le carenze e le raccolte speciali del week-end

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Come evolve la situazione in Italia, regione per regione, per quel che riguarda la raccolta del sangue?

Ogni settimana su Buonsangue cerchiamo di raccogliere la maggior parte degli appelli al dono, delle notizie sulle carenze e sulle raccolte speciali organizzate da associazioni e strutture trasfusionali.

Ecco allora la situazione delle ultimissime ore in questo week-end.

Qualche preoccupazione extra al nord, tra Veneto ed Emilia Romagna, dovuta al fatto che qualche giorno fa a Novellara, il virus West Nile trasmesso dalla zanzare è stato riscontrato per la prima volta su un animale, per l’esattezza una gazza morta a Novellara, nei pressi di Reggio Emilia http://www.reggionline.com/novellara-primo-caso-west-nile-un-animale-nel-2017-video/, una situazione che ha dato il via a disinfestazione straordinarie http://www.modenatoday.it/cronaca/disinfestazione-west-nile-carpi-luglio-2017.html.

Prontamente, ecco la situazione West Nile fotografata dal Centro Nazionale Sangue: sospensione di 28 giorni per tutti coloro che, anche solo per una notte, abbiano soggiornato nelle province di Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Venezia, Rovigo, Brescia e Cremona.

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In Lombardia, zanzara permettendo, parte invece la campagna #doniamoepartiamo che pone le Avis delle località brianzole in prima fila per far fronte a ogni bisogno, con un calendario idi aperture speciali per raccogliere le sacche necessarie consultabile a questo link:

http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=104453&origine=1&t=Emergenza+sangue+estiva%2C+AVIS+e+la+Brianza+in+prima+fila.

A San Bartolomeo al Mare, in Liguria, provincia di Imperia, week-end danzante per promuovere la donazione organizzata dalla Fidas locale http://www.sanremonews.it/2017/07/21/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/san-bartolomeo-al-mare-donatori-di-sangue-tre-serate-danzanti-in-memoria-di-antonio-bracco.html

In Toscana, un appello al dono arriva da Pisa http://www.pisatoday.it/cronaca/calo-scorte-sangue-ospedale-pisa-appello-donazione-estate-2017.html, mentre secondo il Meteo del sangue tranne i gruppi AB+ e AB-, tutti gli altri necessitano di integrazioni e raccolte:

https web2.e.toscana.it crs meteo (3)

In Lazio l’appello più recente è quello che viene da Latina, dove l’Avis locale ricorda a tutti i cittadini che prima di partire per le vacanze sarebbe opportuno dedicarsi alla donazione visto l’aumento di necessità di sacche dovuto al traffico di turisti verso le località di mare con i relativi possibili incidenti http://www.latinatoday.it/cronaca/donazione-sangue-estate-appello-avis-latina.html.

Il Messaggero invece riporta un caso inatteso a Rieti, dove la ASL locale avrebbe organizzato una raccolta speciale per tutta la giornata di sabato 29 luglio senza tuttavia invitare l’Avis di zona http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_asl_donazione_sangue_avis-2573739.html, probabilmente per qualche disguido organizzativo.

Bella iniziativa in Puglia, a Bari, dove la festa dell’integrazione sarà occasione per una raccolta sangue speciale organizzata dalla Fidas http://www.ilikepuglia.it/notizie/cultura-e-spettacoli/bari/21/07/2017/bari-lunedi-in-programma-la-festa-dellintegrazione-musica-balli-e-canti-in-piazza-risorgimento.html

In Sicilia, raccolte speciali in provincia di Agrigento a Grotte e a Palma di Montichiaro domenica 23 luglio http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-sangue-grotte-palma-di-montechiaro.html dalle 8 alle 12.15, mentre da ricordare il save the date dell’Avis di Villabate, con la raccolta speciale del 29 luglio

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Dati di monitoraggio sul plasma 2017: tutti gli aggiornamenti

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Arrivano aggiornamenti sull’assenza dei dati di monitoraggio plasma di cui, in mattinata, avevamo sottolineato il ritardo su Buonsangue https://www.buonsangue.net/sistema-sangue/le-difficolta-estive-mancano-dati-importanti-plasma/.

Da Avis Nazionale, che ringraziamo per la collaborazione, ci arrivano i dati di monitoraggio sul plasma inviato alla lavorazione industriale relativi al periodo gennaio-maggio 2017.

Li pubblichiamo prontamente (Fig.1).

Sul piano dell’analisi, da sottolineare gli aumenti importanti rispetto allo stesso periodo di riferimento (gennaio-maggio 2016) gli aumenti notevoli di raccolta in Molise (+24%), in Campania (+20,5%) e Puglia (+19,7). Sono le regioni cresciute maggiormente.

Cali sostanziali invece si registrano in Basilicata e Valle d’Aosta, regioni facenti parti del raggruppamento regionale con regione guida il Veneto (NAIP) con cali rispettivi del -21,8% e del -16,7%, mentre in Calabria il alo si assesta al – 11,2%.

Fig.1

In dettaglio (Fig. 2), ecco tutte le variazioni di raccolta per invio al frazionamento industriale regione per regione.

Fig.2

Mancante, stando al grafico, il dato relativo al plasma di categoria C (le categorie si riferiscono agli standard di conservazione) per alcune regioni, e in particolare Province autonome di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria e Marche, Molise e Calabria.

Sul’’elaborazione del dato completo semestrale, invece, riceviamo un gradito aggiornamento dal Centro Nazionale Sangue: i dati più aggiornati del primo semestre del 2016 (gennaio – giugno 2017) sono attualmente in lavorazione, e le regioni avranno tempo fino al 30 luglio per fornirli. Contiamo di averli allora per la prima decade di agosto.

 

 

 

 

Le difficoltà estive incombono sul sistema sangue: eppure mancano dati importanti sul plasma

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Il periodo estivo che incombe, la solita minaccia per la raccolta sangue, i tanti appelli che arrivano dalle istituzioni e dalle associazioni di donatori per invogliare gli italiani a donare, come l’ultimo di Avis nazionale arrivato soltanto qualche giorno fa: https://www.avis.it/2017/07/13/carenza-estiva-sangue-programmate-le-vostre-donazioni/.

Eppure, in un momento così delicato per il sistema trasfusionale italiano, in cui le carenze in molte regioni come Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Abruzzo, Liguria, Campania, Lazio e la stessa Toscana https://www.buonsangue.net/sistema-sangue/raccolta-momento-critico/, a rendere più difficile il quadro generale subentra anche qualche problema sul monitoraggio della raccolta del plasma e sulla pubblicazione delle informazioni.

Se andiamo sul sito del Centro Nazionale Sangue infatti, nella sezione che ospita i dati sul monitoraggio plasma relativi agli invii per la lavorazione farmaceutica, li troveremo fermi al primo trimestre del 2017, ovvero al periodo che copre i mesi di gennaio, febbraio e marzo.  E siamo già al 20 luglio.

Sono già diversi giorni che noi di Buonsangue proviamo a consultare i dati del secondo trimestre, ovvero aprile, maggio e giugno, ma senza successo. Li abbiamo chiesti al Centro Nazionale Sangue più volte senza ricevere risposta, ma anche gli altri operatori del sistema trasfusionale, come associazioni e centri di coordinamento regionale non li posseggono ancora.

Com’è possibile in un momento così delicato sul piano della raccolta e del bisogno di programmazione a medio raggio, l’assenza di dati di certificato interesse pubblico?

Perché se i dati sul bisogno di unità di sangue e di emocomponenti sono monitorati ogni giorno attraverso il sistema SISTRA, o servizi di assoluto valore e affidabilità come il Meteo del Sangue in Toscana https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ consentendo risposte immediate, è altrettanto vero che anche dati più a medio raggio come quelli che riguardano la raccolta del plasma destinato al frazionamento, è di assoluta importanza che siano costantemente aggiornati, giacché dalla regolarità del processo di lavorazione industriale dipende l’approvvigionamento dei medicinali plasmaderivati importantissimi per la salute di molti.

E allora, cosa può essere successo?

Perché il ritardo su questo monitoraggio trimestrale che con agosto alle porte rischia di essere disponibile solo a settembre inoltrato? Il dubbio forte, e legittimo, è che i dati aggregati manchino ancora a causa delle disfunzioni organizzative legate all’entrata in vigore problematica, a maggio, della nuova convenzione NAIP nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto.

Ne avevamo parlato diffusamente qui https://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/, e ancora qui https://www.buonsangue.net/news/conto-lavoro-del-plasma-liguria-lo-stallo-servono-risposte/ e infine qui https://www.buonsangue.net/plasma/paolo-strada-primo-ritiro-csl-behring/ spiegando come alcuni problemi organizzativi legati all’entrata in vigore degli standard GMP*, avessero provocato un certo ritardo nella raccolta in molte delle regioni comprese nel raggruppamento NAIP formato da Veneto  Liguria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Non vorremmo che i ritardi di raccolta e monitoraggio inevitabili in queste regioni impediscano di poter disporre per troppo tempo del monitoraggio del secondo trimestre 2017.

Sarebbe un danno ingente per il sistema trasfusionale e l’intera comunità. Una questione delicata, su cui ci aspettiamo presto dei chiarimenti da parte delle istituzioni responsabili.

*GMP è un acronimo che indica le Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione. Le GMP sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità appropriati.

 

 

Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto

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È di qualche giorno fa la pubblicazione, da parte del Centro Nazionale Sangue, di un documento importante sul sistema trasfusionale italiano, il “Programma Nazionale per l’Autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2017”, approvato il 6 luglio scorso.

Sono molti per noi di Buonsangue gli spunti interessanti che meritano un approfondimento, dall’analisi dei dati di sistema per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti nel 2016, fino allo studio della programmazione per l’anno 2017; sia sui prodotti strategici per l’autosufficienza, sia per quel che riguarda gli obiettivi di sistema per la raccolta del plasma e per la produzione di medicinali plasmaderivati.

Ma procediamo con ordine, punto per punto, ben sapendo che serviranno altre puntate per un’analisi più ampia.

In questa prima puntata inizieremo dall’analisi di una sostenibilità generale di sistema che ha dato i suoi frutti soprattutto nella capacità di sopperire alle carenze strutturali delle regioni che presentano il peggior saldo tra produzione e consumo di globuli rossi: Lazio e Sardegna. Poi, passeremo a monitorare i dati sulla raccolta plasma nell’ultimo triennio 2014-2016 in base all’unità di misura kg inviati alla lavorazione per ogni 1000 abitanti. Infine, analizzeremo i trend dei medicinali plasmaderivati (MDP) per una programmazione del futuro.

Nelle infografiche 1 e 2 si può capire al meglio la situazione di Lazio e Sardegna, confrontando i dati del 2016 e le previsioni programmatiche il per 2017.

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Infografica 1

Nel 2016, nel Lazio, a fronte di una produzione di 188.280 unità di GR (32,0 unità ‰ ogni 1000 abitanti) si è verificato un consumo di 216.420 unità (36,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti), dato critico che dovrà essere migliorato nel 2017, annata in cui le previsioni sono di una produzione uguale a 190.791 unità (32,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti) cioè un +1,33% sul 2016, con un consumo previsto di 212.980 unità (36,2 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ovvero un calo di -1,59% sul 2016. Un miglioramento copioso.

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Infografica 2

In Sardegna, invece, nello stesso periodo di riferimento, emerge che nel 2016 la produzione di GR è stata di 82.287 unità (49,6 unità ‰ ogni 1000 abitanti) a fronte di un consumo di 111.680 unità (67,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti): uno scarto molto netto che potrà essere migliorato nel 2017, anche se non di molto. Le programmazione per la nuova annata infatti contempla una produzione di 82.512 unità (49,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti) con un aumento di +0,27% sul 2016, a fronte di un consumo di 110.280 unità (66,5 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ossia l’equivalente di un calo del – 1,25% sul 2016. Un buon risultato se confrontato con il calo medio nazionale che dovrebbe aggirarsi intorno al – 0,11 %.

Il minor consumo complessivo di GR, è da ascrivere come più volte abbiamo sottolineato, alle politiche di Patient Blood Management via via in implementazione. Ma quali sono le regioni che hanno contributo maggiormente, attraverso il sistema di compensazione regionale, a sopperire alle carenze altrui?

Lo scopriamo nell’infografica 3: maggiori meriti al Piemonte con il 32%, al Veneto con il 16%, a Friuli-Venezia Giulia con il 13% e alla Lombardia con il 12%: sono queste le regioni più performanti e di maggiore appoggio al sistema nel suo complesso.

6- Infografiche_regioni_carenti2016-01
Infografica 3

Infine, molto interessanti, e in linea con le previsioni del Piano Nazionale Plasma 20120, i dati in crescita nella programmazione 2017 anche per quel che riguarda la raccolta plasma. Come si può vedere nell’infografica 4, nell’ultimo triennio è cresciuta progressivamente la quantità di plasma inviato alla lavorazione industriale, con una media di 12,7 kg ogni 1000 abitanti nel 2014, 12,9 kg ogni 1000 abitanti nel 2015: e addirittura 13,3 kg / 1000 abitanti con gli ultimi dati aggiornati a gennaio 2017.

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Infografica 4

Se si considerano i dati a disposizione dal 2001 a oggi, l’incremento medio della quantità di plasma inviato al frazionamento industriale è stato del 3,6%: un dato confortante.

Ciò spinge a chiedersi quali siano stati i medicinali plasma derivati (MPD) più richiesti tra quelli inseriti nella convenzione in uso tra il 2011 e il 2015 con l’azienda di frazionamento, ovvero l’italiana Kedrion, nel periodo che ha preceduto i nuovi bandi per il frazionamento aperti ai nuovi operatori. Questi i responsi:

– Leggero calo della domanda di albumina (da 582 grammi per ogni 1000 abitanti a 545 grammi);

– ascesa forte della domanda di immunoglobuline polivalenti (da 76,2 grammi per ogni 1000 abitanti a 80,8 grammi);

– stabilità per la domanda di antitrombina (da 2,0 unità internazionali pro capite a 1,8 unità)

crescita leggera per la domanda di fattore VIII antiemofilico e andamento costante per il fattore IX antiemofilico;

Dati di cui si dovrà tenere necessariamente conto per l’assegnazione dei bandi di frazionamento mancanti dei raggruppamenti regionali guidati da Emilia, Lombardia e toscana, dopo l’assegnazione del bando NAIP (Regione guida Veneto) all’australiana CSL Behring.

La donazione differita: una modalità da ottimizzare che nasce da qualche spreco di troppo

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La donazione differita è un tipo di donazione in uso da qualche anno in Italia, che prevede, per un potenziale aspirante donatore, una valutazione preliminare di tipo anamnestica, clinica e diagnostica di laboratorio, per stabilirne l’effettiva idoneità alla donazione.

Vi è quindi una leggera differenza con i donatori alla prima donazione non differita, cioè chi vuole donare (o che ha effettuato l’ultima donazione da oltre 24 mesi), e completa direttamente la donazione senza affidarsi a un percorso diagnostico più rigido (da laboratorio appunto), ma soltanto dopo un giudizio di idoneità in linea con le norme vigenti, ovvero dopo il test preliminare e il questionario.

Le differenze d’approccio, dunque, sono essenzialmente legate a fattori diversi, tutti con un certo peso specifico:

1) Questioni di natura culturale: anche il dono, come moltissimi altri aspetti della vita di comunità, è sottoposto a un dibattito ampio circa modalità, regole di sicurezza, principi di organizzazione e ottimizzazione, differenze di approccio filosofico, come più volte abbiamo spiegato su Buonsangue (una dicotomia su tutte è, ad esempio, la questione del dono gratuito o a pagamento).

a) Nel caso della donazione differita, i fautori sostengono che tale modalità contribuisca in modo sostanziale a promuovere cultura del dono e consapevolezza nei nuovi donatori; a creare nel tempo una certa fidelizzazione che contrasta e attenua l’incidenza dei fattori emozionali che portano al dono in caso di tragedie e o catastrofi naturali, rivelandosi molto meno efficaci per sopperire al bisogno periodico di risorse. Inoltre, a favore di questo tipo di donazione, entrano motivazioni legittime sulla crescita culturale del soggetto donante, destinato a conoscere meglio il proprio livello di salute e il paniere di controindicazioni legate ai comportamenti a rischio, e infine, ragioni di natura tecnico-sanitaria, giacché la donazione differita offre l’opportunità di separare i percorsi di popolazioni a prevalenza di sieropositività differente.

b) Ragionevoli tuttavia anche le motivazioni di chi, sul piano culturale, vede nella prima donazione differita anche dei problemi congeniti: problemi da collegare soprattutto al rischio forte di demotivare chi si approccia al dono e si vede proiettato in un iter burocratico più lungo del previsto, finendo per rinunciare a presentarsi una seconda volta per il prelievo. Addirittura, vi sarebbero in ballo anche fattori legati al mero utilitarismo, ovvero la possibilità per il cittadino di fingere interesse per la donazione soltanto allo scopo di fare delle analisi e proteggersi dai propri comportamenti a rischio.

2) Sul piano organizzativo invece, è piuttosto intuitivo comprendere come scelte differenti sul piano di quale tipologia di donazione promuovere, siano legate soprattutto al grado di efficienza ed eccellenza organizzativa effettiva:

a) Regioni già a un livello avanzato sul fronte della chiamata organizzata e altamente performative sul piano della raccolta ottimizzata di emocomponenti, possono senza ombra di dubbio percorrere la strada della donazione differita con una certa serenità.

b) Regioni che hanno percentuali di raccolta minori, maggiori falle sul piano organizzativo e necessità di rispondere a carenze croniche più stringenti.

Insomma: spesso e volentieri, anche in un sistema trasfusionale di alta qualità e giunto a un livello di sicurezza estremamente valido come quello italiano, a favorire certi tipi di scelte o approcci particolari, interviene anche la contingenza. Come per esempio, la volontà di ridurre al minimo qualsiasi possibilità di spreco. Non è un caso, probabilmente, che le prime regioni a sviluppare sul piano culturale un discorso più sistematico sulla donazione differita siano state la Toscana e la Sicilia (quest’ultima, nell’ambito dell’autonomia che il sistema sanitario nazionale concede alle regioni è l’unica che prevede una normativa stringente sulla prima donazione differita): in Toscana, infatti, nel 2013 furono bloccati due lotti di plasma positivo da epatite C http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/08/10/932894-plasma-epatite-regione-farmaci.shtml, un’evenienza rarissima e con nessunissimo pericolo di trasmissione del virus ai malati, perché i lotti furono individuati entro le normali procedure di controllo durante la fase del frazionamento industriale così come riporta Repubblica di Firenze  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/08/12/news/e_stato_prelevato_nel_2011_il_plasma_infetto-64641314/, lotti poi naturalmente smaltiti.

Anche in Sicilia, nel 2011, era accaduta sostanzialmente la stessa cosa con un lotto di plasma smaltito, http://www.canicattiweb.com/2011/08/07/sangue-infetto-negli-emoderivati-la-sicilia-identifica-plasma-sospetto/, circostanze che nell’ottica della valorizzazione massima del dono sono in controcorrente e non dovrebbero mai accadere.

Del resto, l’abbattimento degli sprechi è uno dei punti chiave del Piano Nazionale Plasma 2016-2020, fino a scendere sotto la soglia del 2% complessivo https://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/.

In assoluto, quindi, è positivo che esistano delle diversità di approccio legate ai contesti e alle diverse situazioni da affrontare, ma a patto che esista un progetto a lunga visione di omogeneità sistematica che possa permettere, nel medio/lungo periodo, la garanzia dell’autosufficienza ematica nazionale, così come una crescita sempre maggiore e progressiva sul piano dell’efficienza organizzativa, della sicurezza, e della qualità complessiva dei servizi.

 

 

 

 

 

 

Raccolta: momento critico in molte regioni. Si susseguono gli appelli a donare

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Tante, tantissime notizie da tutta Italia per un week-end che si preannuncia un pizzico più fresco sul piano delle temperature ma molto caldo per ciò che riguarda le esigenze del sistema sangue, le raccolte speciali, gli appelli al dono e le carenze da colmare.

Entriamo subito nel dettaglio.

A Roma, è di mercoledì 11 luglio l’appello della presidentessa locale Debora Diodati http://www.askanews.it/cronaca/2017/07/11/sangue-appello-a-donare-dalla-croce-rossa-di-roma-pn_20170711_00055/, affinché i romani vadano a donare prima di dedicarsi alle vacanze brevi del week-end, per sopperire alla carenza strutturale del periodo estivo. Per tutti i romani interessati a donare con la Croce Rossa, la sala donazione di sangue predisposta è in via Bernardino Ramazzini 15, sulla Portuense.

Via Bernardino Ramazzini 15 Google Maps

Anche Avis nazionale, l’associazione di donatori con il maggior numero di iscritti, chiama all’azione la propria base di donatori con un appello ufficiale, firmato dal Presidente neoeletto Alberto Argentoni, a partire dal calo delle donazioni di sangue ed emocomponenti che si sta registrando in diverse aree del Paese. Un dato definito preoccupante. “Questa situazione – dice nel comunicato il presidente di Avis Nazionale – è già stata evidenziata dal Centro Nazionale Sangue e da diverse Regioni che, anche in collaborazione con il volontariato del sangue, hanno realizzato specifiche campagne estive. Rinnoviamo la richiesta a tutte le nostre sedi a proseguire con efficacia nell’attività di programmazione delle donazioni e al nostro 1.300.000 donatori periodici di mettersi a disposizione delle nostre unità di raccolta o dei centri trasfusionali per compiere un gesto di solidarietà quanto mai importante”.

In Puglia, a Brindisi http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/emergenza-sangue-nuovo-appello-della-asl-andate-a-donare.html è direttamente l’ospedale Perrino a convocare i donatori, predisponendo un orario continuato per donare ogni giorno fino alle 19. A Lecce, per dare il buon esempio alla popolazione locale, sé andato a donare anche il sindaco neoeletto Carlo Salvemini http://www.lecceprima.it/politica/donate-sangue-e-un-momento-critico-salvemini-si-sottopone-al-prelievo.html che ha parlato poi del bisogno di reagire al momento critico, mentre a Andria, in provincia di Bari, le donazioni speciale del 12 e 13 luglio si uniscono ad altre iniziative locali per favorire la cultura del dono, come la mostra Globulandia http://www.andrialive.it/news/attualita/510627/12-e-13-luglio-le-giornate-straordinarie-della-donazione-del-sangue.

In Toscana si muove l’Avis comunale di Montemurlo http://www.gonews.it/2017/07/12/donare-sangue-cena-piazza-montemurlo/, con una grande cena in piazza, mentre il Meteo del Sangue, un servizio di grande utilità da replicare in ogni regione italiana, non perdona: tranne i gruppi AB-, AB+  B+ in cui la situazione è buona, tutti gli altri necessitano di rifornimenti.

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In Sardegna, scopriamo da Ansa http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/07/12/appello-avis-per-donazione-sangue_26db1b88-c8e3-4feb-b5ef-9669a46ec7e5.html, la situazione non è troppo migliore, con l’appello dell’Avis regionale a donare nei centri trasfusionali e nelle autoemoteche, e anche a Narni, in Umbria, si muove l’Avis per diffondere il bisogno di sangue soprattutto per i gruppi A e 0 + e – http://tuttoggi.info/grave-carenza-sangue-narni-appello-avis/405875/.  Sempre in Umbria, a Terni http://www.orvietonews.it/sociale/2017/07/12/emergenza-sangue-nella-provincia-di-terni-avis-a-rischio-l-operativita-degli-ospedali-56038.html, forte carenza che mette a rischio l’operatività degli ospedali.

In Emilia Romagna, dopo la smentita di un caso di positività a Ferrara nei giorni scorsi, si palesa il West Nile Virus, l’altra minaccia estiva al sistema trasfusionale subito scongiurata dal Centro Nazionale Sangue http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2017/07/11/news/virus-del-nilo-a-novellara-controlli-sul-sangue-donato-1.15601974, che tramite un comunicato di lunedì 10 luglio, informa un caso di positività da West Nile Virus in un esemplare di gazza selvatica a Novellara (Reggio Emilia).

In Sicilia, Palermo, l’appello al dono viene dal magazine InSanitas http://www.insanitas.it/carenza-di-sangue-a-villa-sofia-cervello-gucciardi-corre-ai-ripari-chieste-sacche-anche-alle-altre-regioni/, con un rifermento al servizio di compensazione interregionale, mentre a Villabate è già in atto la campagna che porterà alla donazione speciale del 29 luglio, organizzata da Avis.

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Ancora nel Lazio, a Minturno, raccolta speciale prevista per il 15 luglio https://www.google.it/search?q=raccolta+sangue&tbm=nws&source=lnt&tbs=qdr:d&sa=X&ved=0ahUKEwjqlcar9YXVAhUC7xQKHfhgCF8QpwUIHg&biw=1348&bih=602&dpr=1.

In Liguria, per finire, carenza e momento critico in provincia di Imperia con necessità di raccolta sangue per i gruppi A+ e 0+ http://www.sanremonews.it/2017/07/14/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/ce-bisogno-di-sangue-del-gruppo-a-e-0-lappello-dellassociazione-fidas-della-provincia-di-impe.html.

 

I donatori non associati: una categoria poco studiata

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1 milione e 688 mila donatori nel 2016, con oltre 3 milioni di donazioni: i dati della donazione del 2016, come abbiamo già analizzato lo scorso 20 giugno https://www.buonsangue.net/uncategorized/luci-e-ombre-del-sistema-sangue/, hanno luci e qualche ombra, un quadro ben espresso dal direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno.

Ma oltre a luci e ombre c’è anche una piccola zona meno evidente, non troppo considerata, e che invece forse meriterebbe di essere approfondita: si tratta dei donatori non associati, ovvero tutti quei donatori che occasionali ma anche periodici che donano il sangue senza esser iscritti a nessuna delle quattro associazioni principali, Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Noi di Buonsangue proveremo ad approfondire la questione.

A oggi, dalle nostre ricerche, sembra che manchi uno studio scientifico o un dato aggregato che possa risalire al numero esatto (seppur contenuto) di donatori non associati (ma naturalmente potremmo sbagliarci anche perché pur non associandosi è obbligatorio fornire i propri dati personali ai centri trasfusionali), giacché la stragrande maggioranza dei donatori italiani rientra nel grande meccanismo associativo.

La donazione in Italia è volontaria, periodica, responsabile, anonima e non retribuita, e, lo ricordiamo, proprio grazie all’enorme lavoro delle associazioni è anche organizzata. Questa forma di organizzazione è la migliore garanzia per la qualità e la sicurezza delle terapie trasfusionali e consente di rimodernare il sistema nel nome delle regole del Patient Blood management, che prevedono l’ottimizzazione della risorsa sangue e la donazione su chiamata e su prenotazione.

Anche grazie all’esperienza personale del dono https://www.buonsangue.net/uncategorized/la-prima-volta-non-si-scorda-mai-cronaca-di-una-donazione-lesordio/ è stato possibile constatare quanto sia efficiente il percorso di un donatore nel sistema trasfusionale italiano in termini di qualità e sicurezza, sin dal primo step della valutazione d’idoneità e con la tecnica (in alcune ragioni più adottata che in altre) della donazione differita, che avviene con l’accertamento dell’identità del candidato donatore, prosegue con la compilazione di dettagliatissimo questionario e con il colloquio con il medico per valutare che le condizioni di salute generali. Tutte pratiche dirette naturalmente anche a chi decide di restare libero e non iscriversi a nessuna associazione.

A tutti i donatori non associati, consigliamo in ogni caso di associarsi per contribuire a migliorare ancora di più i livelli di efficienza e appropriatezza dell’intero sistema.

Ecco qui il modo più veloce per ottenere informazioni utili e iniziare il rapidissimo processo di iscrizione con la sede associativa più vicina:

Avis: https://www.avis.it/donazione/la-donazione/

Fidas: http://fidas.it/perche-donare-sangue/

Fratres: http://www.fratres.it/approfondimenti/faq#.WV4BFIjyi00

Croce Rossa Italiana: https://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/23732

 

 

Il SISTRA. Cos’è e a cosa serve

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Il SISTRA è il SIstema Informativo per i Servizi TRAsfusionali, ovvero uno strumento strategico sempre più importante per il Sistema Sangue in fatto di gestione e ottimizzazione delle risorse. Ne abbiamo accennato qualche giorno fa, in occasione della consulta Avis che ha avuto come tema centrale le maxi-emergenze, ma è bene specificare che il SISTRA è uno strumento fondamentale soprattutto per la gestione ordinaria.

Come funziona? Con che finalità è stato creato? Quali criticità specifiche deve aiutare a risolvere?

Il SISTRA è stato istituito con il decreto legge del 21 dicembre 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2008. Il Centro Nazionale Sangue ha il compito di gestirlo allo scopo di innalzare al massimo i livelli di qualità e sicurezza e razionalizzare l’utilizzo della risorsa sangue secondo il principio dell’appropriatezza, monitorando costantemente il fabbisogno nazionale e regionale, ai fini di raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza ematica.

Gestire il SISTRA significa raccogliere ed elaborare informazioni a proposito di alcune macro-aree, che il decreto del 2007 individua in:

1) anagrafiche strutture;

2) programmazione e pianificazione del fabbisogno;

3) raccolta e utilizzo del sangue e dei suoi componenti;

4) produzione e utilizzo di farmaci plasmaderivati;

5) emovigilanza;

6) compensazione emocomponenti e plasmaderivati;

7) informazioni concernenti la qualità dei processi e dei prodotti/servizi;

Le funzioni del SISTRA sono molteplici, di natura quantitativa, qualitativa e strategica.

Il monitoraggio costante dei dati è la strada più efficace per rispettare il concetto di appropriatezza.

A partire dai dati, infatti, è possibile gestire al meglio le scorte di sangue e plasma, movimentarle in base alla diverse esigenze regionali e sopperire quindi ai diversi livelli di produzione e utilizzo regione per regione. Una corretta analisi dei dati consente inoltre di programmare la produzione di emoderivati e plasmaderivati e operare un controllo continuo dei livelli di produzione e della domanda dei medicinali. Altrettanto importanti sono i flussi informativi che riguardano le anagrafiche delle migliaia di unità di raccolta e dei centinaia di centri trasfusionali sparsi su tutto il territorio nazionale,  e naturalmente  i flussi riguardanti l’emovigilanza, cioè il controllo di tutti le più gravi criticità avverse al normale svolgimento delle operazioni trasfusionali (sorveglianza epidemiologica dei donatori, reazioni indesiderate gravi dei donatori, effetti indesiderati gravi sui riceventi e errori trasfusionali, incidenti gravi di varia natura).

Infine, come abbiamo accennato nel racconto della consulta AVIS, il SISTRA è il sistema demandato alla gestione delle maxi emergenze.  È già attiva e funzionante la bacheca delle maxi-emergenze, sulla quale ogni Servizio Trasfusionale dovrà indicare costantemente i propri quantitativi disponibili perché il sistema centrale sia sempre pronto a movimentare unità di sangue a seconda degli accadimenti.

A questo scopo hanno accesso al SISTRA sia soggetti pubblici che privati. In dettagli, abbiamo gli organi del Ministero della salute, le regioni, le province autonome e le associazioni di donatori, con funzioni di aggiornamento diretto o semplice consultazione, secondo queste modalità:

Sistra

Per approfondire ulteriormente e conoscere ancora meglio il SISTRA è possibile leggere integralmente il decreto ministeriale del 21 dicembre 2007 a questo indirizzo:

http://www.ipasvi.it/archivio_news/leggi/318/DM211207.pdf