La cantante Anggun guest star all’Auditorium di Roma il prossimo 14 giugno per il World Blood Donor Day 2021

Iniziano a trapelare le prime informazioni su cosa accadrà il 14 giugno a Roma, per festeggiare un World Blood Donor Day italiano che doveva andare in scena già nel 2020 e che poi, causa pandemia, è stato confermato a Roma nel 2021.

La notizia è di quelle che fanno davvero piacere: infatti, per l’occasione, all’Auditorium Parco della Musica si esibirà Anggun, cantante nota in tutto il mondo per un grande successo internazionale come “Snow on the Sahara”, pezzo pubblicato nel 1997 e divenuto noto al grande pubblico anche per essere diventato colonna sonora della pubblicità dei popolarissimi orologi Swatch.

A dare l’annuncio su Twitter è stata proprio la stessa cantante indonesiana, in un tweet in cui ha espresso tutta la sua soddisfazione per poter partecipare a un evento così speciale.

Ecco le parole della stessa Anggun: “Sono davvero onorata di esibirmi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 14 giugno per sostenere la “Giornata mondiale del donatore di sangue” che celebra l’importanza della donazione di sangue, che aiuta e salva ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo. Molto presto vi darò altri dettagli!” ha scritto la cantante, un messaggio che non può essere più veritiero.

La speranza, naturalmente, è che per il concerto di Anggun possa esserci un po’ di pubblico in presenza, anche a ranghi ridotti, ma non è semplice. L’attesa per la giornata mondiale del dono e della festa di tutti i donatori tuttavia non può che essere ancora più grande.

Tutte le associazioni italiane hanno ripreso la notizia, che merita assoluto risalto. Tante altre saranno le novità, e su Buonsangue saremo pronti a divulgarle.

“La felicità paga”. Avis e un evento lungo tre giorni per raccontare il legame tra sviluppo e volontariato

La felicità paga, sempre.

Offrire una visione complessa del presente e quindi più veritiera delle rappresentazioni schematiche o pubblicitarie cui assistiamo spesso è sempre un bene, specie se le tematiche di riferimento ci riguardano da vicino, come welfare, volontariato, impresa, sviluppo.

Fare del bene non è mai stato un gesto fine a sé stesso, ma il principio, il punto di partenza, di reti virtuose che sprigionano nel mondo energie positive, anche nel campo dell’innovazione e allo scopo di migliorare attivamente la vita per le comunità sul territorio.

Proprio allo scopo di offrire una visione totalizzante e completa del welfare e dei gesti di solidarietà, Avis Veneto ha organizzato, per i prossimi giorni, da giovedì 18 a sabato 20 febbraio, una tre giorni di incontri dal titolo “La felicità paga. Come il benessere genera sviluppo”, un vero e proprio Festival “dedicato al benessere e allo sviluppo economico e sociale, promosso da Avis Veneto con le Avis provinciali di Venezia, Treviso, Padova e Rovigo, nell’ambito del progetto “Wellness Workers Web: la rete del benessere dei lavoratori” (Io Valgo.20)”.

Inseriti in programma, un ciclo di incontri on-line che affronteranno il legame tra volontariato, welfare, benessere e sviluppo d’impresa che saranno trasmessi in diretta streaming nei canali social di Avis regionale Veneto Facebook e YouTube, o attraverso il sito http://lafelicitapaga.iovalgoveneto.it, sito sul quale, peraltro, verrà creato un “contenitore” dove verrà caricato tutto il materiale prodotto durante il Festival, scaricabile in download gratuito.

Ecco le parole di Giorgio Brunello, presidente di Avis regionale Veneto, sul valore di un simile evento: “Ragionare di responsabilità sociale d’impresa, welfare aziendale, benessere dei lavoratori, con il contributo di molti autorevoli relatori, significa accendere un faro sulle buone pratiche che permettono di generare salute nel senso pieno del termine, facendo stare meglio e generando sviluppo per la persona e la comunità. Come associazione siamo impegnati nella promozione della cultura del dono, nel nostro caso specifico del sangue di cui tutti, potenzialmente, potremmo avere bisogno. Una cultura che rende il contesto sociale in cui viviamo migliore, attento al prossimo e solidale: la pandemia ci sta dimostrando che nessuno si salva da solo”.

Ecco invece, da comunicato stampa, la lista di ospiti ed esperti che sarà possibile ascoltare:

“Interverranno:

  • il primo giorno: Lorenzo Liguoro (di Sherpa srl – Spinoff dell’Università degli Studi di Padova), Roberto Crosta (direttore Unioncamere Veneto e presidente della Fondazione Marcianum), Sergio Maset (direttore di Confartigianato Veneto), Federico Camporese (responsabile nazionale “I Bambini delle Fate”), Mariluce Geremia (direttore Risorse umane di Colorificio San Marco Group), Marco Vidal (direttore generale di Mavive e amministratore delegato di Merchant of Venice);
  • Il secondo giorno: Giorgio Santini (presidente dell’Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile), Luigi Lazzaro (presidente di Legambiente Veneto), Davide Scroccaro (responsabile Impatto sociale e ambientale di Perlage Vinbery) e Gabriella Chiellino (presidente di Eambiente Group);
  • Nella terza giornata: Giuseppe Goisis (già professore di Filosofia Politica dell’Università degli Studi Cà Foscari di Venezia), Antonia Ballottin (psicologa del lavoro dello Spisal dell’Ulss Scaligera), Gianfranco Refosco (segretario generale Cisl Veneto), Luigi Rampino (direttore Risorse umane di Unifarco) e Marco Brazzalotto (direttore Marketing di Gasparini spa)“.

“Human interaction vision”, il progetto per un film interattivo che ha trionfato all’hackathon Avis

Hanno deciso di interpretare in mondo creativo l’acronimo Hiv, che nel suo riferimento all’Aids significa, com’è noto, “Human Immunodeficiency Virus”, e l’hanno trasformato in “Human interaction vision”: con questo progetto, un film interattivo in cui è lo spettatore a muoversi e a orientare le scene rispondendo a delle domande e diventando a tutti gli effetti il protagonista del proprio percorso, il team composto da creativi di Lazio, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, ha vinto “Avis around the clock” il primo hackathon realizzato da Avis e coordinato dalla Consulta giovani dell’associazione.

Nei giorni scorsi su Donatorih24, è stato possibile leggere l’intervista a Melissa Galanti, coordinatrice del progetto, che ha raccontato com’è nata l’idea di un hackaton e qual era la posta in palio, ovvero la possibilità di finianziare e rendere effettivo il progetto vincente.

“Human interaction vision” dunque diverrà realtà, e contribuirà a sensibilizzare il pubblico su un tema assolutamente decisivo per i giovani e che necessita di tutti i contributi e le idee necessarie per una buona prevenzione: quello delle malattie sessualmente trasmissibili, su cui purtroppo i nostri media e i nostri canali educativi non offrono un’informazione particolarmente esaustiva.

Molta soddisfazione, come è emerso dal pezzo pubblicato sul sito di Avis nazionale, c’è stata tra i tantissimi giovani (60) e i 7 team che hanno partecipato all’evento, i cui lavori saranno comunque pubblicati nei prossimi giorni sui canali social dell’associazione.

Avis al Social Innovation Campus: il 3 febbraio un webinar per raccontare i giovani e la donazione

Avis e il domani, Avis e i giovani come risorsa decisiva per il il futuro della raccolta sangue nel nostro Paese. Ma quali sono le strategie per coinvolgerli e metterli al centro di un progetto a lungo termine? Dialogare con le altre forze possibili della società civile sembra il modo migliore.

Creare una rete virtuosa, unire le forze che arrivano dal mondo giovanile e provare a costruire un futuro (ancora) possibile, è proprio l’obiettivo della Fondazione Triulza, che a Milano lavora sui valori di sostenibilità per il mondo di domani.

Il 3 e il 4 febbraio, a tale scopo, andrà in scena in Social Innovation Campus, una due giorni di teleconferenze giunta alla sua seconda edizione e questa volta dedicata al tema del “Social Tech, la reazione per rinascere”, allo scopo di capire come affrontare “il nuovo e difficile scenario economico e sociale tracciato dall’emergenza sanitaria e la necessità di mettere insieme tutte le migliori innovazioni ed energie per reagire: giovani e nuove generazioni di cooperatori, realtà del terzo settore e dell’economia civile, start-up e aziende tecnologiche, università, centri di ricerca, enti locali e imprese profit e sociali”.

La locandina del Social Innovation Campus

In quest’ottica non poteva mancare Avis, sempre attentissima al tema giovani e alla formazione, e l’appuntamento firmato dalla più grande associazione di donatori italiana è previsto per il 3 febbraio dalle 17 alle 17.40 Di seguito il link per registrarsi e partecipare all’incontro:

AVIS, ROBA DA GIOVANI. La resilienza al Coronavirus e il coinvolgimento delle nuove generazioni – Social Innovation Campus 2021 (sicampus.org)

Modera Boris Zuccon, ufficio stampa di Avis nazionale, e con lui un parterre alquanto autorevole:

Gianpietro Briola, Presidente AVIS Nazionale

Melissa Galanti, Coordinatrice Consulta Nazionale AVIS Giovani

Carlo Assi, Consigliere AVIS Nazionale e Presidente Avis Cernusco

Giulio Longari, collaboratore segreteria Avis Cernusco 

Isabella Carioni, donatrice Avis

Giulia Sangalli, giovane volontaria Avis

Un incontro che consigliamo a tutti i dirigenti associativi del terzo settore e a tutti i donatori di sangue.

Le terza lettera delle associazioni di donatori di sangue al ministro Speranza

Il primo tentativo, inascoltato, risale allo scorso 30 novembre. Il secondo tentativo le associazioni di donatori di sangue riunite in Civis lo hanno fatto, invece, poco prima di Natale: il 22 dicembre, insieme, avevano provato a scrivere una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per convocare un incontro speciale e discutere a 360° gradi delle maggiori urgenze riguardanti raccolta e autosufficienza ematica.

Evidentemente però ancora una volta non è arrivata l’attesa risposta, perché proprio qualche giorno fa, è stata inviata una terza lettera , che ribadisce con forza la necessità di un confronto programmatico su questioni di importanza fondamentale per il Paese come “l’accesso alla vaccinazione contro il Covid-19 per i donatori di sangue quali categoria prioritaria al fine di evitare il rischio di possibili carenze di sangue ed emocomponenti; la definizione di strategie di contenimento di possibili carenze nella raccolta di immunoglobuline; la pianificazione di una campagna volta alla promozione del dono del plasma, al fine di raggiungere l’ambizioso obiettivo dell’autosufficienza dell’Italia nella produzione di medicinali plasmaderivati, fondamentale in questo periodo in cui si registrano carenze di raccolta nel plasma anche all’estero“.

Le parole di Musso

Che il ministro Speranza ignori l’appello di circa 2 milioni di donatori che con il loro gesto contribuiscono al bene collettivo è inaccettabile, non si può e non si deve attendere per affrontare i problemi legati al sistema sangue. Il perché, lo spiega Giovanni Musso, Coordinatore pro tempore del CIVIS e Presidente Nazionale FIDAS: “Le Associazioni e Federazioni del dono chiedono al Governo di ricordarsi il fondamentale ruolo ricoperto dai donatori volto a garantire al Servizio Sanitario Nazionale di poter operare al meglio e al contempo assicurare ai pazienti la tranquillità di poter accedere alle proprie cure. La raccolta di sangue e plasma sono strategici per il Paese, sia per l’uso trasfusionale che per la produzione di medicinali plasmaderivati dai quali dipende lo stato di salute di molti pazienti. Nell’ultimo anno le associazioni del dono hanno fatto l’impossibile per poter fronteggiare l’epidemia senza far venire meno le donazioni necessarie, ora chiediamo al Governo di ricordarsi di noi perché, come lo stesso Ministro della Salute aveva indicato un anno fa, donare il sangue vuol dire prendersi cura e salvare la vita a qualcuno, un gesto che i donatori, in Italia, compiono in maniera gratuita, volontaria e responsabile. È importante tutelare i donatori per tutelare anche tutti quei pazienti che necessitano di terapie trasfusionali e medicinali plasmaderivati“.

In una situazione delicata come quelle che oggi vive il paese, trascurare istanze così importanti può portare a conseguenze molto gravi. Ci auguriamo dunque, che non sia necessario, per i donatori, ricorrere a un quarto tentativo.

Anche nel 2021 Avis è la scelta migliore per il servizio civile universale

Il connubio tra Avis e formazione giovanile ha mille facce e mille sfaccettature, tra cui quella, sorridente e fiera del Servizio Civile universale. Anche quest’anno l’associazione di donatori più grande del Paese partecipa al bando nazionale per assegnare i 444 posti a disposizione per altrettanti giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni.

C’è anche una novità: nel 2021, per la prima volta, in sinergia con i progetti di AVIS ci sarà anche ADMO, l’Associazione Donatori Midollo Osseo.

Ecco, direttamente dalla newsletter di Avis, le informazioni utili per tutti i giovani che vorranno partecipare e inserirsi nella società civile non solo imparando attività lavorative sul campo che poi saranno utili per il loro futuro e le loro carriere, ma anche facendo del bene.

Tra le attività proposte, la promozione della donazione e della solidarietà, l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione, il supporto alla programmazione della raccolta attraverso il contatto diretto con i donatori e molto altro ancora.

I progetti, illustrati a questo link, saranno svolti nel pieno rispetto delle attuali norme anti-Covid a tutela della salute dei partecipanti.

A supporto di questo bando è stata da poco lanciata una nuova campagna, dal titolo “Fai centro con AVIS”, che attraverso una serie di manifesti e uno spot video, punta a sottolineare le grandi opportunità formative e di crescita personale offerte da questo percorso lungo un anno.

«Da sempre le nuove generazioni sono tra i principali destinatari delle nostre attività», spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola. «Scegliere il Servizio Civile Universale in AVIS significa farsi diretti testimoni di quei valori di solidarietà e cittadinanza attiva che ci contraddistinguono e che costituiscono la base della convivenza e del supporto reciproco. Nei mesi scorsi AVIS ha voluto ribadire al Governo, assieme ad altre associazioni, l’importanza di sostenere finanziariamente il Servizio Civile Universale e siamo lieti che il nostro appello sia stato accolto».

Soddisfatto anche Michael Tizza, Vice Presidente vicario di AVIS Nazionale e responsabile del Servizio Civile Universale: «siamo molto orgogliosi di aver messo a disposizione oltre 400 posti per quei giovani che avranno voglia di fornire il proprio contributo nelle comunità di cui sono parte. Quello che sta per concludersi è stato un anno molto difficile, durante il quale i nostri volontari hanno dato un apporto davvero insostituibile, garantendo il proseguimento delle nostre normali attività che – in un periodo così delicato – assumono un significato sociale e sanitario ancora più profondo».

COME FARE PER CANDIDARSI

La domanda andrà presentata online, collegandosi a questo link, entro e non oltre le ore 14 dell’8 febbraio 2021. Non si possono inoltrare richieste di adesione a più progetti, quindi occorre scegliere quello che più rispecchia i propri interessi.

Le selezioni avverranno secondo i criteri accreditati dal Dipartimento disponibili a questo link.

Premio Sturvi per i migliori articoli sul sangue, ecco i vincitori 2020

Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini, vincitrici sezione nazionale con Donatella Barbetta

Ieri, lunedì 14 dicembre, sono stati annunciati i vincitori della X edizione del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, di cui Buonsangue ha l’onore di far parte della giuria. Premiare i giornalisti che hanno un ruolo importante nella diffusione dei valori del dono e dell’informazione sul sistema trasfusionale fatta nel odo giusto, con qualità e il massimo dell’oggettività, è un percorso culturale di cui è un onore far parte.

Ecco il comunicato che svela i vincitori:

“L’annuncio è avvenuto in diretta streaming dai canali ufficiali della FIDAS Nazionale.
Ancora una volta le storie dei pazienti che hanno toccato da vicino l’importanza del dono sono le protagoniste del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. Storie che permettono di comprendere quanto un gesto normale, di responsabilità civica, possa essere fondamentale nella vita dei pazienti.
Non solo donazione di sangue, però: in questa X edizione del Premio si registra infatti un’apertura anche ad altre forme del dono. Le vincitrici della sezione nazionale del Premio ci introducono, oltre alla donazione del sangue, anche all’importanza del dono del midollo osseo e del latte materno. Sono Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini con l’articolo “Natale 2019: fra i regali anche le donazioni di sangue” pubblicato su Vogue Italia. La giuria presieduta dalla dott.ssa Donatella Barbetta ha sottolineato come l’articolo “presenti un’idea originale, un filo rosso che unisce mondi diversi della generosità. Un’esposizione chiara e accattivante, con tanti riferimenti, e la presenza dell’incentivo al fare di più”.
Antonella Formisani ha conquistato il premio per la categoria locale con l’articolo “I genitori raccontano tre storie di bambini malati: <>” pubblicato da Il Centro. Un articolo in cui sono protagoniste le storie di tre famiglie, mamma, papà e bimbi. Storie di bambini che hanno ricevuto trasfusioni.
Infine si è aggiudicato il premio della categoria emergente, rivolta ai giornalisti, praticanti e pubblicisti under 35, Marco Marini. “Superdonatore: esempio per i giovani” pubblicato su Il Giornale di Vicenza. Marini ha raccontato nel suo articolo la storia di un donatore che dopo l’incontro con una paziente che lo ringrazia per la sua generosità, si impegna a non fermarsi ma a continuare a donare. Ad oggi il superdonatore ha superato la bellezza delle 200 donazioni.
Il Premio, per la FIDAS, rappresenta uno strumento per celebrare l’impegno dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Il Presidente Nazionale, Giovanni Musso, ha dichiarato: «Il Premio Giornalistico celebra quella stampa che in maniera completa e corretta divulga il messaggio della donazione del sangue e dell’importanza del Sistema Trasfusionale e delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue».
Hanno preso parte all’evento anche la dr.ssa Maria Rita Tamburrini, Direttore Ufficio VII del Ministero della Salute – Trapianti, sangue ed emocomponenti, che ha ricordato la dr.ssa Isabella Sturvi alla quale è dedicato il Premio e Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS che ha fortemente voluto il Premio. Il dr Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, è intervenuto sottolineando l’importanza di una corretta informazione. Il dott. Cristiano Lena, Direttore del trimestrale “Noi in FIDAS” ha ricordato il professor Cravero, ex Presidente Nazionale FIDAS e storico membro della Giuria del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, scomparso lo scorso ottobre”.

Nazionale di calcio attori ed Ematos: una squadra vincente

Già nel periodo più complicato nel lockdown ne avevamo parlato: la nazionale di calcio attori, in collaborazione con Ematos, una delle 76 confederate Fidas, aveva contribuito alla raccolta sangue con il dono dei suoi protagonisti: Luca Capuano, Andrea Preti, Ferdinando Giordano, Vittorio Hamartz, Ludovico Fremont, Michele Fazzitta e Giuseppe Zeno.

Una bella iniziativa di solidarietà che aveva avuto luogo nella Sala donatori del Fatebenefratelli-Isola Tiberina, identico scenario di questa nuova donazione. Luca Capuano (in foto), Ludovico Fremont e Ferdinando Giordano, attori emergenti e amati dal pubblico, sono tornati a donare il sangue lo scorso 8 ottobre, nella soddisfazione generale dei coinvolti nell’iniziativa.

Il dottor Livio Lozzi per esempio, Manager della Nazionale Calcio Attori 1971, ha sottolineato la continuità storica dell’impegno civile del suo gruppo: “La Nazionale Calcio Attori, nata nel 1971, da allora continua a compiere gesti di solidarietà. In questo periodo non ci è possibile promuovere la solidarietà scendendo in campo a livello calcistico, dunque ci impegniamo nella donazione del sangue, essendo questa una necessità e un’urgenza per il Paese. Attraverso questa collaborazione tra la Nazionale Calcio Attori 1971 e l’Ematos, i nostri associati periodicamente, in base alle loro possibilità, si recano a donare il sangue”.

Anche Luca Capuano ha sottolineato la portata di felicità che viene dal gesto del dono: “Sono felice di poter trovare il tempo, quei 10 minuti, basta così poco, per poter donare. È un’azione che non comporta alcun tipo di sforzo e regala anche un piacere mentale, il sentirsi meglio con se stessi, perché con un piccolo gesto, veramente piccolo, ti senti importante”.

Un concetto ripreso da Ludovico Fremont, che dal suo account instragram, ha fatto una richiesta speciale ai suoi follower: “Mi raccomando ragazzi, non dobbiamo fermare le donazioni, tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo. Andiamo a donare il sangue!”.

Parole di chiusura per Samantha Profili, Presidente dell’EMATOS, che ha ringraziato la Nazionale attori per la sensibilità dimostrata: “Tutti i calciattori si sono dimostrati sensibili al tema, comprendendo e promuovendo a loro volta l’importanza di una donazione programmata e periodica. A dimostrazione che sport, solidarietà e donazione possono coesistere”.

Avis e Giro d’Italia, il connubio tra sport e dono è una corsa a tappe

Giro d’Italia 1989

Da pochissimi giorni è iniziata l’edizione 2020 del Giro d’Italia, celebre corsa ciclistica che da generazioni infiamma i cuori e le emozioni di sportivi e appassionati di tutto il mondo. Il Covid-19 anche in questo caso ci ha messo lo zampino, costringendo la grande corsa con in palio la maglia rosa a un ritardo di qualche mese, ma l’importante è che la manifestazione si disputi anche in questa complicata stagione.

Al via, oltre a centinaia di campioni e corridori, anche questa volta ci sarà Avis nazionale, che consolidando come di consueto la secolare capacità di legare i valori di solidarietà e compartecipazione insiti nel dono del sangue ai capisaldi dello sport come gioco di squadra e fratellanza, parteciperà come partner a molte tappe, con bandiere e striscioni dell’associazione pronti a sventolare alla partenza e all’arrivo di varie tappe e con stand di sensibilizzazione e informazione sulla donazione e sulle tante attività di Avis. Reclutare nuovi donatori tra gli sportivi è un vantaggio anche in virtù degli stili di vita sani e positivi in comune tra dono e attività sportiva, un legame naturale che è destinato a diventare sempre più forte.

Il Giro d’Italia percorrerà moltissime regioni italiane, ed ecco, secondo calendario, tappe e luoghi che vedranno impegnati i volontari avisini:

4 ottobre: Avis Comunale di Agrigento con un punto informativo all’arrivo

5 ottobre: Avis Comunale di Enna alla partenza

7 ottobre: Avis Comunale di Mileto (VV) alla partenza

13 ottobre: Avis Comunale di Nereto (TE) all’arrivo

16 ottobre: Avis Comunale di Monselice (PD) all’arrivo

Momenti da non perdere per tutti gli amanti del ciclismo che vorranno mettere la loro generosità a disposizione non solo dei pedali, ma anche dei pazienti.

Un livestreaming in diretta in grado di dare risposte sul futuro

Oggi mercoledì 23 settembre, sui canali social, Youtube e sul portale www.donatorih24.it, andrà in onda una conferenza in livestreaming di grande importanza, su un tema che qualche mese era stato assolutamente centrale nell’agenda setting dei media nazionali, e che oggi, dopo un’estate in cui i media mainstream si sono contraddistinti per la qualità della disinformazione sul Covid-19, è  invece scivolato nelle retrovie: la terapia al plasma iperimmune e la sua utilità in caso di una – speriamo remota – recrudescenza invernale dell’epidemia.

L’andamento dei fatti lo ricordiamo un po’ tutti, l’assenza di una cura efficace dopo le prime settimane di assoluta disorganizzazione del sistema sanitario, le scelte paradossali, i pochissimi posti disponibili in terapia intensiva dopo anni e anni di tagli scriteriati al sistema sanitario nazionale, e poi l’iniziativa, negli ospedali di Pavia e Mantova, di provare a utilizzare il plasma iperimmune raccolto grazie alle donazioni dei pazienti guariti nei casi di pazienti in terapia intensiva, con buoni risultati.

Da lì, l’interesse nazionale, e internazionale, i protocolli, altre polemiche che si potevano evitare, e la nascita del progetto Tsunami che aveva, avrebbe, il compito di sviluppare lo studio sul plasma iperimmune su scala nazionale operando studi randomizzati e verifiche per un utilizzo del plasma su una campionatura di pazienti più ampia e in vista della creazione di farmaci efficaci da affiancare agli studi sui vaccini.

Diversi mesi dopo qual è la situazione? È difficile dirlo, la cura al plasma ha bisogno di pazienti guariti con una quantità di anticorpi importante, di una rapidità che mal si concilia con le lentezze pachidermiche della burocrazia. Inoltre il tempo stringe e i mesi più freddi si avvicinano, e non sono pochi i dubbi e i rischi legati ad altre chiusure o misure speciali se il virus dovesse ricominciare a rafforzarsi. Da non sottovalutare, in tal senso, è il tema della raccolta sangue e plasma nel paese in vista dell’autosufficienza: nei mesi del lockdown ovviamente ci sono stati dei problemi, e la raccolta è rimasta indietro, pur con un ottimo recupero successivo grazie alla perizia dei donatori. Non è bastato per evitare una carenza post-estate, ma la situazione poteva essere senza dubbio più difficile.

Cosa succederà dunque nei mesi futuri? A dircelo, il livestreaming di Donatorih24, con la partecipazione del dottor Cesare Perotti, direttore del servizio trasfusionale di Pavia, tra i precursori della terapia con il plasma dei convalescenti, con Vincenzo De Angelis, direttore del Centro nazionale sangue, Pierluigi Berti, presidente della Simti (società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia) e Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis e coordinatore Civis.

Per collegarsi è sufficiente entrare su donatorih24.it, o collegarsi sul canale Facebook di Donatorih24, o sul canale Youtube.

La parola a chi agisce sul campo dunque, per un’informazione diretta, efficace e trasparente.