Le “supermamme” di Verona incitano a donare sangue con Fidas

Unire al dilettevole…l’utile.

Tra qualche giorno, domenica 9 maggio, si festeggerà la Festa della mamma, e le mamme speciali di Fidas Verona, le supermamme, hanno avuto una bellissima idea: al grido di “Mamme, fatevi un bel regalo: donate il sangue!” lanciano il loro utilissimo appello a tutte le madri veronesi, invitandole a compiere il gesto più bello è solidale che si possa compiere.

A spiegare l’iniziativa, interviene Chiara Donadelli, presidente provinciale di Fidas Verona, madre di due figlie: “Le mamme – ha detto -sono abituate a donare ogni giorno: tempo, energie, creatività; perché non il sangue? Specialmente in questi lunghi mesi di pandemia, per le mamme non è stato semplice conciliare lavoro, famiglia e impegni; però, come sempre, ci sono riuscite: ecco perché chiediamo loro di riflettere su questa possibilità e di avvicinarsi al percorso della donazione”.    

Donando sangue, le mamme per Fidas Verona diventano “Supermom” (supermamma). E il perché ce lo spiega la stessa Donadelli: “Non ci vogliono dei superpoteri per diventare donatrici, basta godere di buona salute. Al contempo, con questa parola vogliamo ringraziare tutte le mamme che già oggi donano e contribuiscono a garantire il fabbisogno di sacche necessario agli ospedali”.

Ma come faranno le supermamme a coinvolgere il più alto numero di mamme possibili? Lo spiega il comunicato di Fidas Verona:

Vista l’impossibilità di fare promozione in presenza, la campagna di sensibilizzazione viaggerà col passaparola virtuale: dai gruppi Whatsapp alle pagine Facebook delle 79 sezioni di Fidas Verona sparse tra città e provincia.  

Bello, per esempio, l’appello di Elisa Tosi (nella foto in alto con la sua famiglia) 39enne di Colognola ai Colli, vicepresidente della sezione locale di Fidas Verona e coordinatrice dell’ufficio chiamate per la zona Verona Est. Se ho trovato io il tempo di andare a donare, con un lavoro a tempo pieno nell’officina di famiglia e tre figli da crescere, può farcela chiunque altra!», dice con entusiasmo. Mamma di Matteo (10 anni), Francesco (quasi 9) e Nicola (3 e mezzo), Elisa racconta di non aver smesso di donare nemmeno con la pandemia. «Mai come in questo periodo storico dovremmo aver compreso che la salute è un bene prezioso – sottolinea. Io ho iniziato tardi, solo cinque anni fa, dopo che mio papà Mario, donatore di sangue per 40 anni, è stato operato per un tumore: essere diventata donatrice per me è un orgoglio, oltre che un bel ricordo che mi lega a lui, ora che non c’è più»”.

Tutte le “Supermamme” che volessero saperne di più possono consultare il sito www.fidasverona.it o contattare la sezione Fidas Verona più vicina. Per donare bisogna pesare almeno 50 kg e avere tra i 18 e i 65 anni. Per prenotare la prima visita basta telefonare al numero verde gratuito 800.310.611 (da fisso), allo 0442.622867 (per chiamate da cellulare), al 339.3607451 (cellulare per telefonate/sms) o inviare una mail a prenota.trasfusionale@aulss9.veneto.it.

Rosso Sorriso, ecco la versione 3.0 che trasmette i valori del dono

Rosso Sorriso è un progetto fantastico che seguiamo già dal 2017, quando in un conferenza al MIUR (erano tempi in cui le attività potevano ancora svolgersi in presenza), fu presentata la versione 2.0, in collaborazione con RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo.

La collaborazione tra Avis e Rai Yo Yo portò a ideare “La meraviglia del donare” un dvd molto ricco con una canzone fu distribuito nelle rete di distribuzione avisina, composta da 1 milione e 300 mila donatori e con 3.400 strutture associative in tutta Italia.

Rosso Sorriso 3.0: anche oggi, nella sua nuova versione è un veicolo di solidarietà che permette ai valori del dono di entrare nelle scuole e nelle famiglie.

Rosso Sorriso 3.0 è possibile grazie protocollo d’intesa tra AVIS e Ministero dell’istruzione, e alla sinergia tra Avis Provinciale Bergamo, Avis Regionale Lombardia e AVIS Nazionale

I protagonisti non sono cambiati: sempre Oreste Campagna e i bambini.

Ma ciò che si rinnova è il contenuto, e in che modo lo ha spiegato lo stesso conduttore e ideatore del progetto Rosso Sorriso 3.0: “Dopo i primi due capitoli  nei quali il dono è stato raccontato attraverso il linguaggio evocativo delle favole e delle illustrazioni – racconta Campagna –  abbiamo sentito l’esigenza di entrare nelle case delle famiglie italiane per comprendere meglio come il messaggio di AVIS ispiri la loro quotidianità”.

La forma scelta per ottenere questo obiettivo è il documentario, e nel video in basso è possibile già vedere qualche immagine in anteprima.

Una forma moderna ed esaustiva che è in grado di unire, nella fruizione, adulti e ragazzi, e che metterà insieme esperienze raccolte in ogni parte d’Italia, dalla Lombardia con Cernusco sul Naviglio (Milano), Bergamo e e Varese, all’Emilia Romagna con Piacenza , dalla Sardegna con Bitti e Fonni in provincia di Nuoro, alla Calabria e alle Marche.

Ecco le parole di Gianpietro Briola, presidente Avis, sull’impatto atteso del progetto: “Rosso Sorriso è un’iniziativa che ci sta particolarmente a cuore. La scuola e le nuove generazioni sono alla base del nostro impegno quotidiano. Veicolare l’importanza del volontariato è l’unica strada per preparare e formare coloro che saranno gli adulti di domani. Anche in un periodo così complicato come quello che stiamo vivendo, i bambini, con la loro fantasia e spontaneità, racchiudono i sentimenti che, da oltre novant’anni, sono il fondamento di questa associazione: gioia ed entusiasmo verso il futuro e verso il prossimo. Grazie a Oreste Castagna, alle Avis locali che hanno aderito e a tutte le famiglie che ci stanno accompagnando lungo questo straordinario percorso“.

Il dono come filosofia per il futuro: per la Giornata mondiale della Terra ecco i valori di Avis

Il dono come filosofia di vita per il futuro da apprendere attraverso l’istituzione scolastica, che come da tradizione nel nostro paese deve riprendersi, e svolgere al meglio, il ruolo di baricentro educativo per i giovani.

In occasione della Giornata mondiale della Terra, celebrata lo scorso 22 aprile, Avis ha organizzato un webinar ad alto contenuto d’interesse per giovani, volontari e qualsiasi altri tipo di pubblico che ha a cuore il futuro del nostro pianeta.

Per chi non lo avesse visto, ecco il video completo dell’incontro:

Così come il sangue è una materia biologica non riproducibile in laboratorio, sono tantissime le ricchezze del nostro pianeta che possono e devono essere preservate. E la filosofia di vita ispirata dal dono non può chge essere il miglior viatico per la longevità, in salute, di un ecosistema così meraviglioso e complesso.

A parlare di tutto ciò, sono intervenuti consigliere da coordinartore il consigliere nazionale di Avis Carlo Assi, e per i consueti saluti di rito il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola e la vice presidente e responsabile dell’Area Scuola, Laura Pizzetti.

Poi gli ospiti veri e propri: Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società Metereologica Italiana e giornalista scientifico, Piero Cattaneo, Docente di metodologia della progettazione educativa e consulente associativo, Liliana Dozza, docente di Pedagogia alla facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, e Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e autrice del blog “EcoCentrica”.

A loro il compito di approfondire i temi e spiegare bene alle nuove generazioni cos’è il futuro, cosa dobbiamo aspettarci da esso, cosa dobbiamo (e possiamo) fare contribuire a miglioralo.

Giovani e associazioni, il connubio forte che ci dice che “Donare fa battere il cuore”

Giovani e associazioni, una sinergia potente. Insieme, è possibile raggiungere qualsiasi risultato. Insieme, si possono portare i valori del dono nel mondo dei ragazzi e convincerli – fin dai tempi dell’adolescenza, che donare sangue (e non solo) è un gesto solidale che rende estremamente felice soprattutto chi lo compie.

Ma parlare il linguaggio dei giovani, interessarli, attirare la loro attenzione non è semplice, ed è meglio quando il dialogo con i giovani è portato avanti dai giovani stessi, come stanno facendo per esempio alcuni youtuber.

Ecco perché, il laboratorio grafico dell’Istituto Casali di Piacenza ha realizzato un video dal titolo “Donare fa battere il cuore” in collaborazione con Aido (Associazione italiana per la donazione di organi), Avis (Associazione volontari italiani del sangue) e Admo (Associazione donatori di midollo osseo): per raccontare il dono e il suo immenso potere di solidarietà, socializzazione e inclusione direttamente ai propri coetanei.

Ecco il video completo:

Chi lo vedrà, scoprirà le riflessioni dei giovani che già sono entrati a far parte del mondo dei volontari donatori in attesa della maggiore età per donare, o quelle di chi già i diciotto anni li ha compiuti e può portare una testimonianza compiuta.

E infine un girotondo di parole e colore per mostrare che insieme, ogni obiettivo è reggiungibile.

“Perché donare il sangue?” Il video firmato Croce Rossa del Municipio 5 a Roma ci spiega i motivi di un gesto unico

Roma è una piazza molto difficile per la raccolta sangue: l’ampiezza della città e la difficoltà di movimento che funge da fattore demotivante, la vita caotica stressante e frenetica della metropoli che rende complicato trovare il tempo di una donazione nell’agenda sempre fitta, l’alta densità di popolazione e di necessità ospedaliere che rendono complicata una produzione in linea con le esigenze.

Eppure, sul territorio, operano forze come quelle associative che cercano di ovviare alle necessità di un territorio che anche prima della pandemia ha sempre dovuto affrontare periodi di carenza, e che conoscono perfettamente l’importanza del dono. Tra queste, la Croce Rossa è sicuramente importante nel lavoro di affiancamento ad Avis, Fidas e Fratres, e proprio in questi giorni la Croce Rossa del Municipio 5 di Roma (che comprende le zone Q. VII Prenestino-Labicano (parte), Q. VIII Tuscolano (parte), Q. XXII Collatino, Q. XIX Prenestino-Centocelle, Q. XXIII Alessandrino e Q. XXIV Don Bosco) ha pubblicato un video che spiega tutto l’universo emotivo di un gesto che tutti noi dovremmo imparare a compiere.

Il video è molto breve, dura circa un minuto, e lo proponiamo qui basso:

L’importanza del sangue nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nella curva di malattie gravi e nelle anemie: come i lettori di Buonsangue sanno molto bene il sangue è una sostanza vitale nel suo senso letterale, e per questo un gesto semplice come il dono dovrebbe diventare a tutti gli effetti parte del nostro bagaglio di abitudini regolari da praticare nei previsti intervalli di tempo.

A tal proposito, per tutti i donatori della capitale, è giusto ricordare l’iniziativa del 16 aprile, che consentirà di donare in Piazza del Popolo grazie a Croce Rossa Italiana, all’ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, all’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria e all’associazione Eureca.

Per organizzare la propria donazione a Roma in qualsiasi periodo dell’anno, ecco invece la pagina della Regione Lazio, che elenca tutti i luoghi in cui la donazione è possibile, con orari e indirizzi.

Donare il sangue – Salute Lazio

Il “Sistema di produzione dei medicinali plasmaderivati” nel webinar di Cns e Iss

Pochi giorni fa il ministero della Sanità ha specificato che l’autosufficienza ematica è una priorità strategica nazionale di sistema, spingendo dunque alla raccolta plasma attraverso il dono in un momento di emergenza in cui ogni Paese previdente deve riuscire a emanciparsi dai possibili capricci di un mercato globale in larga parte dipendente dagli Stati Uniti d’America.

Per aumentare la consapevolezza degli addetti ai lavori sulla filiera italiana di produzione dei plasmaderivati, il Centro nazionale sangue e L’Istituto superiore di Sanità hanno organizzato un webinar da titolo Il “Sistema di produzione dei medicinali plasmaderivati”, allo scopo di spiegare quali sono i passaggi necessari per arrivare dal plasma donato al farmaco in un sistema, come quello italiano, che si fonda sul principio del “conto terzi”, ovvero un plasma ottenuto direttamente dai donatori di sangue secondo un criterio di gratuità, anonimato e organizzazione associativa, e che rimane pubblico per tutta la durata della filiera.

Le aziende farmaceutiche produttrici, infatti, sono pagate secondo le cifre stabilite dai pubblici bandi peril servizio di frazionamento e produzione di farmaci, che poi restituiscono alle Regioni alimentando il sistema pubblico che tutto il mondo ci invidia.

Il webinar si terrà il prossimo 23 aprile a partire dalle 9.45. Dal sito del Cns ecco ulteriori dettagli su destinatori del webinar e modalità d’iscrizione:

Destinatari dell’evento e numero massimo di partecipanti
L’evento si rivolge al personale di enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca interessato alle attività trasfusionali, in particolare alla raccolta, alla produzione e alla distribuzione di medicinali plasmaderivati. Saranno ammessi un massimo di 290 partecipanti.

Modalità di iscrizione
Per iscriversi, compilare ed inviare, entro martedì 20 aprile, il modulo disponibile al seguente link. La partecipazione all’evento è gratuita.

Chiunque sia compreso nelle categorie indicate farebbe bene a iscriversi, per conoscere a pieno un settore che nei prossimi anni acquisirà sempre maggiore importanza sul piano delle strategie sanitarie globali del nostro Paese.

Ecco qui il programma completo

Avis Academy 2.0 volge al termine, l’importanza della formazione con le parole di Oscar Bianchi

Una nuova stagione di formazione avisina va verso la sua conclusione, dopo molti incontri importanti. AVIS Academy 2.0, il progetto di alta formazione promosso da Avis Regionale Lombardia in collaborazione con la Fondazione Cariplo, chiuderà con l’appuntamento intitolato “I numeri che fanno volare e sognare: uno sguardo verso il futuro”, a cui è possibile iscriversi cliccando su questo link, è in programma sabato 10 aprile dalle 9:30 alle 12:00. Ospiti, Maura Gancitano di Tlon e la psicopedagogista Mariella Bombardieri.

Per sapere di più di questa stagione formativa abbiamo intervistato Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia.

Presidente Bianchi, qual è l’obiettivo di un’iniziativa come Avis Academy 2.0 e in che cosa era incentrato il processo formativo?

Avis Academy 2.0 è nata come Scuola di alta formazione, con il proposito di favorire il ricambio generazionale della classe dirigente associativa attraverso un percorso di  formazione teso a formare  un nucleo di giovani competenti e motivati ad  assumere il governo dell’associazione. A questo scopo è stato ideato un percorso di formazione in Laboratorio, rivolto a 25 giovani provenienti da tutta la regione. 

In parallelo si è svolto un  percorso di coaching per i dirigenti, organizzato in Seminari, finalizzato a promuovere una diversa cultura organizzativa e individuare strumenti e modalità di innovazione della governance.

C’è soddisfazione per la partecipazione dei giovani? Qual è la ricaduta sociale di  un progetto come il vostro?

Ai partecipanti al percorso in Laboratorio  è stata data l’opportunità di ottenere la certificazione delle competenze acquisite grazie alle attività di volontariato. Si tratta di una certificazione di grande valore e di riconoscimento di quanto anche l’attività di volontariato contribuisce alla crescita personale, con evidenti riflessi anche sul profilo professionale.

In questa certificazione vediamo proprio la più forte ricaduta sociale: il percorso ha consentito di contribuire alla formazione di un gruppo di giovani volontari, motivati e formati, pronti ad assumersi l’onere di condurre l’Associazione a tutto vantaggio della società.

A questo si aggiunge per loro la consapevolezza di aver maturato nuove competenze utili anche ad essere evidenziate in un Cv, con un ritorno importante sul mondo del lavoro.

La pandemia ha complicato le modalità di incontro di persona, che per il volontariato sono importanti. Com’è cambiata la formazione associativa in questi mesi difficili?

Il percorso avrebbe dovuto partire a marzo 2020 in forma residenziale, con un fitto calendario di incontri mensili; con il primo lockdown ci siamo dovuti inventare come tutti una nuova modalità di erogare formazione. Proprio con il contributo dei giovani protagonisti del percorso la formazione associativa di Avis Lombardia  è diventata subito smart.

L’utilizzo delle piattaforme di web-conference ha agevolato la partecipazione dei più giovani ed è riuscita ad essere più inclusiva, ha agevolato le persone che hanno poco tempo o hanno difficoltà con gli spostamenti.

Nonostante la distanza si è lavorato in gruppo e si è riusciti a costruire rapporti di amicizia e collaborazione, dando vita ad un gruppo di giovani volontari regionali. Speriamo solo di poter organizzare al più presto un momento di incontro “fisico” per rinsaldare il legame che si è formato in questi intensi mesi di lavoro insieme.

I giovani dirigenti di Avis devono essere pronti alle sfide future. Secondo lei come cambierà nel futuro la figura del dirigente associativo?

La pandemia ci ha mostrato con quanta velocità possono cambiare le cose e come è necessario essere capaci di rispondere con efficacia a nuove sfide e nuove modalità di azione sul territorio: nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuovi punti di vista e bisogni.

Il “nuovo” dirigente associativo deve saper leggere la realtà, comprendere le dinamiche sociali, utilizzare i nuovi strumenti e il digitale, sfruttandone la massimo le grandi opportunità, affinché la nostra Associazione possa proseguire  il suo cammino, rispondendo in modo nuovo ai bisogni, garantendo sempre il suo contributo  a favore delle nostre comunità.

La prima donazione di un neo maggiorenne

Ci sono molti modi di raccontare la propria prima donazione, ma quando si tratta di giovani l’utilizzo di strumenti contemporanei, di facile accesso e di immediata e semplice fruizione come i video, è un fattore importantissimo per la diffusione dei messaggi.

Così, gironzolando per la rete, come già capitato altre volte, ci è piaciuto moltissimo il video-racconto della prima donazione subito dopo aver raggiunto la maggior età, creato dal giovanissimo youtuber Gabriele Rinaldis, di Genova, che ha saputo rendere al meglio la propria esperienza di neo donatore toccando moltissimi dei punti salienti su cosa significa donare, e soprattutto, esprimendo con molta delicatezza le emozioni e i sentimenti che si possono provare in ogni momento di un gesto di generosità che inizia quando si prenota il dono e finisce (per poi ricominciare) quando si ricevono a casa le analisi del sangue.

Ecco il video completo:

La prenotazione, la fase preparatoria per conoscere se si è idonei oppure no, la tensione dell’ago che precede il momento della donazione vera e propria, la colazione rigenerante, le premure ricevute dal personale volontario, e infine le riflessioni su quanto un gesto semplice come donare finisca per risultare letteralmente vitale per i pazienti che ne beneficiano.

Un video da consigliare specialmente ai più giovani che vogliono iniziare un percorso da donatori e scoprire, attraverso il racconto di un loro coetaneo, cosa significa entrare in un percorso di vita che può essere solo nobilitante.

Il mercato del plasma in Usa: tutto quello che c’è da sapere in una video – inchiesta di Business Insider

Business Insider, media internazionale dotato di un canale YouTube con 4,3 milioni di iscritti, affronta il problema del plasma a pagamento negli Stati Uniti d’America in un servizio di circa 9 minuti ben documentato e in grado di toccare tutte le implicazioni sul mercato del plasma in Usa da noi spesso affrontate in questi anni.

L’approccio è il più possibile equidistante, non c’è una tesi che l’inchiesta vuole imporre come positiva. La raccolta plasma a pagamento è ben inquadrata nel suo contesto e sviluppata nelle sue conseguenze, qualunque esse siano.

Ecco il servizio completo, da vedere assolutamente:

Ecco secondo noi gli argomenti più importanti che vengono affrontati nel servizio, e che i lettori di Buonsangue e Donatorih24 conoscono bene:

  1. Crescita esponenziale del giro d’affari sul plasma fino al 2027
  2. Legame tra situazione d’indigenza e dono del plasma
  3. Concentrazione dei centri di raccolta americani nelle zone più povere e depresse
  4. Normalizzazione della vendita del proprio plasma come fonte di reddito per le famiglie: 104 donazioni l’anno, per 50 dollari fanno 5.200 dollari l’anno di guadagno netto.
  5. Centralità del mercato Usa nello scacchiere mondiale, grazie alla raccolta a pagamento
  6. Rischio di peggioramento della qualità del plasma su un numero ampio di donazioni (plasma diventa sempre meno proteico)
  7. Rischio di assenza o di costi elevatissimi di farmaci plasmaderivati per i pazienti mondiali causa calo di raccolta causa Covid-19

Un dibattito da portare avanti a livello internazionale sarebbe molto importante, anche perché, proprio nelle ultimissime ore, su Donatorih24 abbiamo sottolineato quanto il plasma iperimmune possa risultare importante anche sul piando delle immunoglobuline specifiche contro il Covid-19.

L’Italia, come sappiamo, a oggi è sufficiente sui plasmaderivati al 70%, ed è di gran lunga il migliore dei paesi europei in cui il dono è gratuito, associato, anonimo e volontario. Un bel risultato che si può migliorare, al patto di un impegno sempre crescente da parte di tutti gli attori in campo.

In Valle d’Aosta arrivano gli ambasciatori del dono Fidas: chi sono e cosa fanno

Le associazioni possono dare il via e dettare la linea, possono lavorare sul territorio e organizzare eventi, gestire le donazioni e fare proselitismo, ma non bisogna dimenticare l’importanza dei singoli e del potere che hanno di diffondere i valori del dono in famiglia, tra le cerchie di amici, tra i colleghi.

Per unire al meglio queste due istanze, Fidas Valle d’Aosta ha ideato il primo gruppo di “Ambasciatori del sangue 2021”, cittadini che hanno accettato di impegnarsi per diffondere i valori e le ragioni più importanti che spingono a donare sangue negli ambiti della loro vita e carriera.

Ecco il comunicato stampa di Fidas Valle d’Aosta che spiega l’iniziativa. Noi speriamo che un progetto simile – da sicuro impatto culturale nel medio e lungo periodo – possa prendere piedi in tanti altri posti nel Paese.

“Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta con orgoglio presentano il primo gruppo di “Ambasciatori Fidas del dono del sangue 2021 “.
I primi sono (da sinistra a destra nella foto in alto): Noemi Junod, Francesco Fida, Piermario Rudda, Gianluca Masullo, Cristina Droz, Stefania Mus, Antonio Foti e Tiziano Schiavinato.

Ad ognuno di loro FIDAS Valle d’Aosta esprime gratitudine e augura buon impegno a favore della promozione e diffusione della cultura del dono del sangue.
Chi sono ? Donne e Uomini residenti in Valle d’Aosta, mamme, papà, volontari di associazioni, studenti, sportivi, docenti, pazienti, trapiantati, che hanno accolto la proposta FIDAS e manifestato la loro disponibilità nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue nei propri ambiti professionale nelle loro cerchie di amicizie e di influenza, diventando Ambasciatori del gesto del DONO del sangue FIDAS.
Cosa significa essere Ambasciatore del dono di sangue FIDAS ? Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa rappresentare un gesto civico di solidarietà, comunicare attraverso la propria testimonianza l’importanza del gesto del dono del sangue, diffondere un impegno civico importante, partecipare alla costruzione di nuove e rinnovate alleanze con appartenenti e o aderenti a categorie
professionali o associazioni, stringere relazioni e costruire ponti con ambiti e strati sociali diversi affinché diventi virale e contagioso il dono del sangue.

Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa esercitare una capacità sociale inclusiva, di libertà, di far lievitare la coesione sociale, di abbattere differenze di ogni genere e di mettere al centro il paziente, al quale offrire speranza di vita.
Un compito delicato e importante attraverso il quale vogliamo veicolare il grandissimo valore di un gesto anonimo, gratuito, periodico e responsabile quale appunto quello del dono del sangue.

Donare il sangue è un dovere civico al cospetto del quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Tutti possono donare il sangue: è necessario aver compiuto il 18 anno di età, di non aver superato il 60° anno di età, di avere un peso pari o superiore a 50 kg., di godere di un buon stato di salute e di osservare uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita.

Infine, ma non per ultimo, diventare Ambasciatore del dono del sangue FIDAS offre ai cittadini valdostani la grande occasione di conoscere e partecipare alla vita associativa, offrendo a tutti la possibilità di conoscere e confrontarsi con le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Offre la possibilità di essere protagonista attivo della grande rete trasfusionale, avendo come importante punto di riferimento il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Un ruolo esaltante che confidiamo possa essere motivo di impegno attivo per tantissimi giovani, risorse importantissime per un necessario e auspicabile ricambio generazionale. Fidas Valle d’Aosta ripone nel lancio di questa iniziativa grande entusiasmo e confida in una ventata di nuove assunzioni di responsabilità, capace di rappresentare il gesto del dono del sangue di tutti quei tantissimi cittadini residenti in Valle d’Aosta che ancora non sono donatori di sangue.

Era intenzione FIDAS, proporre questa proposta dal vivo con una bellissima serata musicale durante la quale presentare i volti e le emozioni dei nostri Ambasciatori del dono del sangue. Purtroppo l’emergenza pandemica legata al COVID19 e le conseguenti restrizioni hanno dirottato la presentazione degli Ambasciatori in una modalità virtuale. Invitiamo tutti a prendere visione dei link per conoscere i nostri Ambasciatori del dono FIDAS consultando il nostro sito internet www.fidasvda.it oppure seguendoci su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, You Tube”.

Per ulteriori info chiama 3488418095 oppure scrivi a fidasvda@gmail.com