Riso fa buon sangue, ogni venerdì una finestra radiofonica da non perdere

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Riso fa buon sangue, l’appuntamento da mettere in agenda.

Ogni venerdì, alle 17.55, su RadioRcs, va in onda l’unico talk show italiano dedicato all’universo della donazione di sangue.

Riso fa buon sangue è arrivato alla stagione numero 4 e all’episodio numero 130, un lavoro capillare e settimanale che si basa su musica, interviste, ospiti, notizie, sensibilizzazione e tanto altro.

Oggi andrà in scena il finale di stagione ma poiché la trasmissione è davvero ben fatta e interessante, a questo link si possono recuperare i podcast delle puntate precedenti:

Riso fa buon sangue ha “fatto servizio” anche durante l’ultima edizione dell’Assemblea generale Avis, svoltasi nei giorni scorsi a Perugia, portando le interviste a innumerevoli protagonisti del mondo avisino:

https://www.youtube.com/c/RisoFaBuonSangue

Chi dunque volesse ascoltare le dichiarazione dei protagonisti può farlo qui.

In attesa di una nuova stagione che sappia divertire e informare sul mondo del sangue.

Il premio Tesi HHT Onlus 2022, a sostegno delle nuove generazioni

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Un premio per i giovani.

Sostenere le nuove generazioni e la grande qualità che i giovani possono portare nella ricerca e nello studio, è un dovere sociale, e grandi meriti vanno dunque all’associazione HHT Onlus, l’associazione che si occupa di tutelare i pazienti nati con la Teleangectasia Emorragica Ereditaria, una malattia rara che ha bisogno di molta attenzione.

HHT Onlus premierà, con quattro premi dal valore di € 1.500 euro ciascuno, le tesi di maggior valore in un ampio ventaglio di discipline, un ventaglio che comprende Medicina e Chirurgia, Biologia, Scienze Chimiche, Biotecnologie Mediche, Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche Ingegneria Biomedica, e Psicologia.

Ecco le parole della presidente di HHT Onlus Maria Aguglia a commento delle motivazioni che sostengono questo premio importante: 

“Quando ho cominciato ad occuparmi di HHT, come medico e come paziente, si sapeva ben poco della malattia, anzi anche il suo nome, in Europa, era diverso, essendo nota come Sindrome di Rendu Osler Weber. Oggi, dopo più di 20 anni, le cose sono notevolmente cambiate e la comunità scientifica internazionale ha creato una Rete di integrazione e scambi tra tutti i clinici che, in ogni continente, si occupano della malattia, permettendo grandi passi avanti nella sua conoscenza.

Sono state definite delle Linee guida internazionali che garantiscono uniformità di approccio al paziente, sia nella diagnosi che nelle terapie. La condivisione di dati ha permesso di ottenere quei numeri necessari a portare avanti studi significativi per una patologia rara, come questa.

E’ in questo scenario che la HHT Onlus ha ritenuto opportuno e, anzi necessario, investire nei giovani per stimolare il loro interesse e favorire la realizzazione di nuovi interessanti studi sui diversi aspetti che una malattia sistemica manifesta.

Per questo motivo abbiamo voluto istituire un premio per le tesi sulla HHT. Siamo molto fiduciosi nelle nuove generazioni, per la serietà, la professionalità e l’entusiasmo che dimostrano nell’approccio alla malattia e ci auguriamo che questo possa diventare un appuntamento annuale.”

Per finire qualche notizia organizzativa.

Il Premio è aperto a tutti gli studenti di queste discipline frequentanti Atenei Italiani e le domande possono essere inoltrate per tesi discusse dal 1 Giugno 2020 al 10 Luglio 2022 seguendo tutte le indicazioni nel Bando.

Scadenza per inoltrare le domande: 15 Luglio 2022.

L’8 maggio arriva la giornata mondiale della talassemia

L’8 maggio il nostro pensiero andrà ai pazienti talassemici.

La talassemia o anemia mediterranea, assieme a Drepanocitosi e Talasso-drepanocitosi è una patologia che rientra nel gruppo delle emoglobinopatie, ovvero forme gravi di anemia ereditaria che dipendono da alterazioni genetiche dell’emoglobina.

In Italia ci sono circa 7 mila pazienti e 3 milioni di portatori sani, e le regioni più colpite sono quelle del sud, come Sicilia, Puglia e Sardegna, con dei picchi anche in Veneto e intorno al delta padano.

La forma più diffusa e la talassemia beta, che si trasmette per via ereditaria, e la vita dei talassemici è esposta alla necessità di continue trasfusioni.

“Ad oggi – leggiamo sul sito di United Onlus le terapie che consentono la vera e propria sussistenza, per un Talassemico sono le trasfusioni di sangue, in media 2/3 unità di sangue ogni 15/20 giorni, che garantiscono il reintegro dei globuli rossi che non svolgono la loro regolare funzione, mentre per un Drepanocitico consistono prevalentemente in terapie farmacologiche antinfiammatori oltre a periodiche trasfusioni di globuli rossi.
Con il progresso della ricerca scientifica sono stati immessi nel mercato nuovi farmaci che possono agevolare il trattamento di queste patologie”.

L’8 maggio, per l’appunto, si celebra ogni anno la giornata mondiale della talassemia, occasione per sensibilizzare il pubblico e capire quanto sono importanti, per i talassemici, la donazione di sangue e la ricerca scientifica.

Su quest’ultimo tema, il 7 maggio a Palermo, è previsto un convegno dal titolo “HIGHLIGHTS IN INNOVATIVE TREATMENTS FOR HAEMOGLOBINOPATHY: WHICH ACCESSIBILITY AND SUSTAINABILITY IN EUROPE?” che farà il punto sulla situazione attuale.

Ecco il link con tutti i dettagli:

Scarica la brochure

Verso la Giornata mondiale dell’emofilia, un recap: chi colpisce la malattia e che cure richiede

L’emofilia è una malattia rara e complicata da gestire, è di origine genetica e provoca delle anomalie nei processi di coagulazione del sangue. Se una persona ne è affetta, le ferite con fuoriuscita dai vasi sanguigni sono molto gravi: il sangue non tende a coagulare e a formare un “tappo” che ferma e impedisce l’emorragia come avviene per le persone sane, grazie al lavoro delle proteine del plasma.

No, negli emofilici, alcune di queste proteine prodotte nel fegato, principalmente il fattore VIII ed il fattore IX, sono assenti o non sono efficaci, sottoponendo gli emofilici a emorragie esterne ed interne di diversa entità, a seconda del tipo di emofilia da cui si è affetti (A o B) e dal livello percentuale di attività del fattore coagulante, che determina la gravità della malattia stessa.

Tra qualche giorno, e precisamente il prossimo 17 aprile, si celebrerà la Diciottesima Giornata mondiale dell’emofilia, per ricordare a tutti che in Italia ci sono circa 5 mila pazienti emofilici e più di 30 mila in tutta Europa.

Si crea così l’occasione utile per dare risalto alla malattia, per mettere i problemi degli emofilici al centro del dibattito e mostrare i rischi che corrono se manca il plasma, e dunque, per ricordare a tutti quanto è importante la donazione: i malati di emofilia infatti, per curarsi, hanno bisogno della cosiddetta terapia sostitutiva, che consiste nella somministrazione del fattore della coagulazione mancante.

Ci sono due tipologie dell’emofilia: la “A” è quella più frequente e consiste nella carenza del fattore VIII: se ne registra un caso ogni 10mila uomini. L’emofilia “B” è generata dalla mancanza del fattore IX e si verifica in un caso ogni 30mila. L’emofilia diventa grave, quando la percentuale del fattore coagulante è inferiore all’1% del valore normale; diventa moderata quando è compresa tra 1 e 5%; e infine è lieve quando è tra 5 e 40%.

Una patologia che ha davvero bisogno di tutti i donatori.

Fidas Pugliese, scadono il 7 marzo le iscrizioni al concorso “A Scuola di Dono”

L’importanza della formazione scolastica è un fatto acclarato per tutte le associazioni che donano in Italia, e Fidas, come abbiamo spesso ricordato, lavora sulle nuove generazioni con dovizia di particolari e grande impegno.

Fidas Pugliese, ha ricordato allora il concorso “A Scuola di dono”, che permette progetti creativi sul dono del sangue realizzati direttamente dagli studenti delle scuole primarie e secondarie.

Ecco il comunicato stampa che presenta al meglio gli step da seguire per poter partecipare.

“Scadono il prossimo 7 marzo le iscrizioni alla terza edizione di “A Scuola di Dono”, il concorso promosso da Fidas, rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria e finalizzato alla promozione della cultura del dono del sangue e degli emocomponenti presso le generazioni più giovani.

Il concorso si articola in tre sezioni: Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado, Scuola Secondaria di II grado. Gli studenti avranno a disposizione una traccia a partire dalla quale potranno realizzare un elaborato scritto o una produzione artistica che metta in luce alcuni aspetti fondamentali del volontariato del dono.

È possibile candidare al concorso i lavori di un singolo studente, di un gruppo di studenti o della classe. Tuttavia è anche possibile candidare un solo prodotto tra queste opzioni.

Il bando prevede due fasi: un premio provinciale e uno nazionale. Per partecipare alla fase provinciale del concorso è necessario iscriversi al concorso e inviare i lavori prodotti entro lunedì 7 marzo 2022 a Fidas Pugliese Donatori Sangue Odv o all’associazione Fidas di riferimento sul proprio territorio. Ciascuna associazione costituirà una commissione incaricata di individuare per ogni ciclo di studi (Primaria, Secondaria di I grado, Secondaria di II grado) il lavoro ritenuto meritevole. I lavori prescelti dalla commissione e la relativa motivazione saranno premiati secondo le modalità stabilite dalle associazioni presenti sul territorio.

Seguirà poi una fase nazionale: un’apposita giuria selezionerà tra i vincitori dei premi provinciali i tre lavori più significativi (uno per ogni grado di istruzione) che saranno premiati nel corso del 60esimo Congresso nazionale FIDAS a Catania il 22 aprile 2022.

I vincitori nazionali delle tre sezioni riceveranno un buono di euro 500,00 ciascuno per l’acquisto di materiale didattico”.

Avis e Anci insieme in Toscana per il progetto “Botteghe della salute”

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Il nuovo anno è appena iniziato e già Avis Toscana e Anci (Associazione nazionale comuni italiani) hanno messo a punto un progetto molto interessante per un 2022 che si preannuncia pieno di iniziative.

“Botteghe della salute” – così si chiama il progetto – consentirà a tutti i cittadini, e non solo ai donatori, di “usufruire gratuitamente di una serie di servizi di sanità digitale: dalla prenotazione del vaccino o del tampone anti-Covid all’attivazione della tessera sanitaria, passando per l’accesso al fascicolo sanitario e la possibilità di creare le credenziali Spid”.

Sull’iniziativa, ecco le parole della presidente di Avis Regionale, Claudia Firenze: “Avis non poteva che allearsi con un progetto che vuole dare un contributo all’affermazione del diritto alla salute sul nostro territorio tramite la diffusione dei servizi di sanità digitale. Voglio ringraziare Anci Toscana per l’attenzione e la fiducia, il nostro radicamento, grazie alla presenza di 185 sedi e l’esperienza di gestione con i mezzi digitali del flusso di donatori, sono due valori che mettiamo con piacere a disposizione di Anci e degli obiettivi delle Botteghe della Salute. L’emergenza sanitaria che viviamo ormai da quasi due anni ha posto duramente al centro la necessità di costruire percorsi di prossimità per la cura della salute di tutti i cittadini e la digitalizzazione può favorire l’accesso e la semplificazione della gestione dei servizi. L’impegno dei volontari Avis e dei giovani in servizio civile andrà proprio in questa direzione”. 

E in effetti, sono ben 21 le sedi Avis della Toscana che erogheranno i servizi di sanità digitale, e 39 i ragazzi e le ragazze del servizio civile già formati per garantire la riuscita del progetto.

Un bellissimo modo per aiutare i cittadini in un momento di vita pubblica che sta tornando estremamente difficile.

Per Fratres nazionale il rinnovo degli organi sociali e un fitto programma autunnale

Si tratta di un momento importante per il 2021 di Fratres nazionale, tra il rinnovo dell’organigramma sociale e i tanti eventi e le attività promozionali legate alla donazione di sangue che andranno avanti da questo autunno fino a fine anno.

Sono tante le novità relative alle nuove cariche sociali, con la crescita della femminile: “ben cinque donne e la maggior rappresentanza delle Regioni nel Consiglio Nazionale, con ben 5 di esse che contano almeno un
rappresentante locale sulle 14 in cui attualmente opera la Fratres. Spazio inoltre ai giovani: si è abbassata l’età media con ben 8 componenti sotto i 50 anni di cui 2 sotto i 40″.

LEGGI IL COMUNICATO COMPLETO

Il nuovo Consiglio Nazionale è dunque formato: dal Presidente Vincenzo Manzo, dal Vicepresidente Luciano Verdiani, dal Segretario Francesco Chiti, dall’Amministratore Michele Liguori e dai Consiglieri Santo Maurizio Ardito, Giacomo Bruno, Pamela Bufano, Giuseppe Di Pietro, Vincenza Lupo, Luigi Mangione, Giuseppe Musto, Giuseppe Natali, Lucio Passio, Roberto Santini e Leonardo Zacheo.

Va avanti, inoltre, il progetto “LeNote del Dono”, ideato nel 50° anniversario della sua fondazione e co-promosso da AIDO Nazionale OdV (Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule) e Donatorinati – Polizia di Stato OdV.

“LeNote del Dono”, che abbiamno seguito nei suoi sviluppi precedenti, si avvale delll’hashtag #lenotedeldono e punta a “coinvolgere tutte le Istituzioni e le Associazioni del mondo del dono e dei trapianti raggruppate nell’hashtag #doniperlavita. L’obiettivo è la promozione, a sigle e istituzioni riunite, della cultura della donazione attraverso la musica come gesto di solidarietà e generosità, coinvolgendo cantanti, influencer ed i loro follower. Fulcro del progetto sono la convergenza di interessi riguardanti la salvaguardia del Benessere e della Salute delle persone e l’empatia della musica come veicolo di importanti messaggi sociali”.

Quello di Fratres, dunque è un patrimonio molto importante per la raccolta sangue in Italia, con una grande e decisiva attività sul campo che permette di sensibilizzare moltissime persone sul tema delicato del dono del sangue e della sua importanza.

Arriva Beluga, il drone che porta sangue, plasma e farmaci nelle aree difficili

Si chiama Beluga, e sarà presentato allo stand dell’Università Niccolò Cusano alla prossima Maker Faire in programma a Roma dall’8 al 10 ottobre in zona Gazometro.

Di cosa si tratta? Di un drone intelligente ma sopratutto utile, un progetto di ricerca portato a compimento dall’azienda Eurolink Systems.

Beluga avrà un compito molto speciale: consegnare sacche di sangue, di plasma o anche farmaci plasmaderivati io di altra natura in tempi rapidi e brevi nelle aree difficili da raggiungere, oppure in caso di assoluta urgenza.

Beluga punta offrire un servizio di massima affidabilità, forze che si vanno ad aggiungere a un altro progetto di simile natura, che su Buonsangue abbiamo presentato già molto tempo fa: quello di Ab Zero, azienda italiana che ha investito in un drone molto performativo, con un trasporto a breve raggio (fino a 40 km di distanza) possibile 7 giorni su 7 per 24 ore su 24.

I droni ABzero vantano inoltre una capacità di carico, il cosiddetto payload, piuttosto rilevante, visto che potranno trasportare fino a 10 chilogrammi di materia (10 o più sacche di sangue o emoderivati) più medicine o attrezzature varie, con il massimo della sicurezza gestibile da remoto.

Ecco il servizio su beluga di Qutodiano Nazionale:

Saprà il nuovo modello essere uno strumento altrettanto valido? Dalle prime immagini sembrerebbe di sì.

Il tempio del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (TV) sarà inaugurato sabato 18 settembre

Un posto magico, che sappia rappresentare e ospitare i donatori di sangue di tutte le associazioni che in Italia contribuiscono alla raccolta, Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, assieme ad Aido.

La ristrutturazione del tempio l’avevamo già annunciata lo scorso 28 luglio, e oggi è terminata, e l’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 18 settembre a partire dalle 15.

“Il sangue si dona, non si versa” è il messaggio che il Tempio del donatore internazionale, che sorge a Pianezze di Valdobbiadene in provincia di Treviso, vuole trasmettere ai suoi visitatori, e il luogo in cui sorge, alle pendici del Monte Cesen che fu scenario della Grande Guerra, è dunque perfettamente evocativo.

La storia del tempio la racconta il comunicato Avis, che offre anche informazioni aggiuntive sull’evento di Sabato

Dopo la chiusura per inagibilità nel 2017, il Tempio è stato ristrutturato grazie a una raccolta fondi che ha coinvolto le associazioni Avis, Fidas, Fratres e Aido e nel 2020 è stato, inoltre, inserito dal FAI tra “I luoghi del cuore” da salvare.

Oltre ai saluti istituzionali e alla cerimonia del taglio del nastro è previsto un momento di riflessione sull’etica del dono dal titolo “La nuova luce del dono“, moderato da Adriano Bordignon, presidente Forum delle Associazioni familiari del Veneto.

Parteciperanno all’incontro il Prof. Don Carlo Broccardo, presbitero della diocesi di Padova, nonché vicepresidente della Facoltà teologica del Triveneto e docente di Sacra Scrittura, e la Prof.ssa Chiara Cremonesi, docente di Storia delle religioni e Teorie e metodi dell’indagine storico-religiosa presso l’Università di Padova. A seguire verrà celebrata la Santa Messa.

A questo link è possibile scaricare l’invito, mentra a questo link è possibile scaricare il programma completo dell’evento”.

Il premio giornalistico Sturvi, l’eccellenza nel raccontare l’universo sangue

Quando si parla di cercare le eccellenze nel modo di raccontare l’universo sangue sui media, non si può non chiamare in causa il Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” , che è arrivato alla sua undicesima edizione.

Negli ultimi mesi il mondo del sangue, anche grazie alla pandemia, ha avuto una certa ribalta mediatica, basti pensare al caso del plasma iperimmune che è diventato un tema mainstream grazie anche alle Iene.

In questo scenario, avere un premio importante che possa stabilire un canone di qualità informativa è sicuramente un fatto positivo, e infatti Buonsangue segue da tempo, anche come giurato, le vicende di ogni edizione.

Il mondo dell’informazione nel corso del tempo ha mostrato un crescente interesse verso questo Premio intitolato alla memoria di Isabella Sturvi, a lungo responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, recita il comunicato stampa che annuncia le regole di questa nuova edizione, le date di scadenza e le categorie:

I giornalisti che intenderanno partecipare al Premio dovranno far pervenire i propri lavori entro il 24 luglio 2021.

Anche quest’anno il premio è articolato nelle sezioni: “nazionale”, “locale” ed “emergente” (quest’ultima riservata a giovani giornalisti che alla data della pubblicazione del bando non abbiano compiuto il 35mo anno d’età).

Potranno concorrere quanti avranno realizzato articoli o inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, agenzie di stampa o internet, servizi o inchieste audio o video trasmessi da radio e tv. Il Consiglio Direttivo Nazionale FIDAS si riserva di attribuire un premio speciale, riservato al giornalista che, non risultando vincitore nelle tre sezioni, abbia realizzato un prodotto valido e significativo, rispondente agli obiettivi del premio.

La necessità di fissare i paletti di un’informazione di qualità è anche il focus scelto da Giovanni Musso, presidente nazionale Fidas, per raccontare il premio: “Mai come quest’anno, a causa della pandemia, i media hanno acceso i riflettori sul mondo della donazione del plasma, oltre che sulla donazione di sangueIl Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” da anni ormai opera per segnalare all’attenzione pubblica quei giornalisti e quelle trasmissioni che promuovono una corretta informazione in tema di dono. Auspichiamo che in tanti colgano l’occasione per candidarsi a questa edizione del Premio

A questo link, il BANDO di partecipazione.