Italia e Palestina insieme nella lotta contro le malattie ematologiche

Palestina e Italia insieme, questa volta unite nella lotta contro le malattie ematologiche.

Un giorno in cui si firmano accordi di cooperazione internazionale è sempre un bel giorno, e quello che è successo nei giorni scorsi a Ramallah, deve rendere orgoglioso il nostro paese: dal comunicato del Centro nazionale sangue infatti leggiamo che “Nella giornata del 14 giugno, alla presenza del Presidente del Consiglio Draghi e del Primo Ministro palestinese Shtayyeh, è avvenuta la firma di sei accordi di cooperazione allo sviluppo tra Italia e Palestina, riguardanti aree cruciali come l’occupazione, la cultura e la salute, per un impegno economico complessivo di circa 17 milioni di euro.

Tra questi, è stata firmata anche l’intesa tecnica relativa al progetto “Potenziamento dei centri clinici per la diagnosi e cura delle malattie emorragiche congenite e delle emoglobinopatie in Palestina – Haemo_Pal”

Il progetto, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e coordinato dal Centro Nazionale Sangue, nell’ambito delle attività dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Ministero degli Affari Esteri (AICS), di supporto al Ministero della Salute palestinese, è finalizzato al potenziamento dei centri clinici per la diagnosi e la cura delle malattie ematologiche congenite”.

La collaborazione con la Palestina rientra in un progetto ormai avviato e pluriennale della sanità italiana che porta il proprio know-how e le proprie competenze in giro per il mondo, e talvolta anche i propri plasmaderivati, com’è avvenuto negli anni scorsi grazie alle collaborazioni con Afghanistan, Albania, Armenia, El Salvador, Kosovo, Palestina, Serbia e tanti altri luoghi.

Ecco le parole del direttore del CNS Vincenzo De Angelis, a commento dell’operazione: “Il Cns è da sempre impegnato in programmi di cooperazione internazionale e di esportazione di medicinali a fini umanitari e Haemo_Pal è rappresentativo della progettazione promossa finora. La sostenibilità del sistema sanitario è una tematica sempre più centrale che non può essere disgiunta da quella dell’equità delle cure e questo diviene un fattore dirimente soprattutto quando si parla di risorse essenziali, ma limitate, come sono i plasmaderivati, farmaci decisivi e salvavita per molte categorie di malati gravi come gli emofilici. Il nostro impegno è quello di estendere le possibilità di cura anche a quelle realtà, come la Palestina, che necessitano di interventi mirati sia attraverso la formazione dei professionisti interni, sia mediante il reperimento di risorse salvavita, per una progettazione condivisa e collaborativa improntata su principi di efficacia e sostenibilità”.

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