“Il bisogno di sangue non va in vacanza”, la nuova campagna estiva di Avis Lombardia

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La regola storica dei donatori di sangue, scritta sulla roccia, in concomitanza con i mesi estivi, è “prima donare poi partire” perché il bisogno di sangue non va mai in vacanza. Avis Lombardia ha voluto ribadire il concetto anche in questo 2020 con uno spot molto evocativo, che ha come protagonista e testimonial l’attrice giovanissima, e molto amata dai giovani, Denise Tantucci, già tra le protagoniste della serie tv di successo “Braccialetti rossi”. Ecco lo spot in basso.

Le emozioni della prima volta che si dona, il batticuore, la voglia di superare i possibili timori legati a questa meravigliosa esperienza, sono solo alcun dei temi evocati dallo spot, che regala una bella emozione grazie a immagini molto armoniose. Chiaro ed essenziale il messaggio finale. Il bisogno di sangue non va mai in vacanza, quindi ogni donatore che sa di dover partire deve fare soltanto una cosa: andare nel centro trasfusionale più vicino e fare il suo gesto di solidarietà prima di partire.

Sono partiti i lavori di ristrutturazione al “Tempio internazionale del donatore”, nei pressi di Valdobbiadene. Un luogo al tempo stesso simbolico e concreto

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Lo avevamo annunciato lo scorso 3 luglio su Donatorih24.it, ma da qualche giorno la ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore tra le valli vicine a Valdobbiadene in provincia di Treviso è divenuta realtà.

Non si tratta soltanto di ragioni simboliche: il Tempio del donatore nel 2017 era stato dichiarato inagibile a causa di ingenti danni dovuti all’usura e all’esposizione intemperie, ma grazie all’impegno di associazioni di volontari come AVIS, FIDAS, FRATRES e AIDO la situazione è cambiata. Ha preso vita l’Associazione ODV Tempio Internazionale del Donatore, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo unico che al tempo stesso possa rappresentare i valori del dono anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato ed essere usato come “quartier generale” per convegni, incontri, feste e tanto altro.

Intanto sono iniziati i lavori dii ristrutturazione, e Gino Foffano, presidente dell’associazione ha commentato così: “è un’emozione grande per tutti perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi tramite Iban, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi. Grazie a quanti, ad oggi, hanno reso possibile questo primo passo, speriamo di farne tanti altri e di riaprire quanto prima il simbolo per eccellenza del dono”.

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I lavori in corso

Ma non è tutto: a oggi il Tempio internazionale del donatore è il luogo più votato in Veneto (è possibile votare a questo link) nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai (Fondo Ambiente Italiano), mentre campeggia al 53esimo posto della classifica generale con 1447 voti. Non resta che votare in massa per scalare altre posizioni, e festeggiare con la specialità del posto: il prosecco.

Con la campagna #EmatosRedSummer, i donatori vivono il gesto più bello sui social

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L’Hashtag è #Ematosredsummer  e l’idea della campagna è molto funzionale all’estate: ogni donatore potrà immortalare un momento della sua vita in rosso, e taggare la confederata Fidas Ematos di Roma, e l’immagine farà il giro dei social associativi. Questo vuol dire che più momenti in rosso ci saranno, grazie a quello che speriamo possa essere un gran bel passaparola all’insegna del colore del nostro sangue, più il messaggio del dono potrà contare anche su questo particolarissimo canale per diffondersi in un momento come quello estivo, che come sappiamo è intrinsecamene debole sul piano della raccolta.

Per partecipare alla campagna basta poco: una fotocamera, una macchia di rosso da immortalare grazie a oggetti, scenari, abiti, qualsiasi, cosa, e una piccola dose di creatività. Il resto lo farà la generosità dei donatori. Ematos Roma, a cui si deve l’idea della campagna, è un’associazione “nata nel 1993 per rispondere all’esigenza di raggruppare diversi gruppi spontanei di donatori che precedentemente facevano capo al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale San Giovanni Calibita dell’Isola Tiberina”, e sul loro sito web è possibile reperire tante informazioni utili per donare, aggiornamenti e news sul mondo del dono e sui temi cari ai donatori.

Per tutti i romani che volessero iniziare un percorso da donatori, un utile punto di riferimento.

#DonaEMOzioni, dalla Puglia l’appello di Sangiorgi dei Negramaro che vale per tutto il paese: il bisogno di sangue non va in vacanza – IL VIDEO

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Su DonatoriH24 qualche giorno fa abbiamo raccontato la nuova stagione di #DonaEMOzioni, la campagna della Regione Puglia in favore del dono di sangue e plasma. L’idea di fondo della campagna è equiparare il dono a un gesto normale e semplice come divertirsi e a un sentimento quotidiano come emozionarsi.

Per rendere ancora più forte questo messaggio, e ribadire che il bisogno di sangue non va mai in vacanza e che anzi, donare serve specialmente d’estate, è arrivato un video appello di Giuliano Sangiorgi, cantante e frontman dei Negramaro, che partendo dal racconto della realtà oggettivi e delle difficoltà che di solito si registrano in quest periodo dell’anno negli ospedali italiani, ha spiegato bene come il dono serva ad assicurare trapianti, terapie e interventi chirurgici ogni giorno in tutta Italia.

Da sottolineare il finale sulla sicurezza e sull’importanza di diffondere il valore del dono sopratutto tra i giovani: non c’è alcun pericolo a donare nei centri trasfusionali, e possibile farlo in assoluta tranquillità, ricordandosi sempre che donando sangue si salvano vite umane.

La storia del Coronavirus in alcuni dei luoghi più colpiti: Typimedia e una nuova serie di libri che raccontano il periodo più duro

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Dal momento più duro sono passate solo poche settimane, e tante ferite sono ancora aperte. Ma ciò non significa che non sia importante, sin da subito, ricapitolare ciò che nelle settimane del Coronavirus è accaduto in alcuni dei suoi focolai più intensi, attraverso una serie di libri di storia appassionati, eppure lucidi, pubblicati dall’editore Typimedia e dedicati al territori che l’impatto dell’epidemia l’hanno subito sulla propria pelle.

Storie personali che in molti casi riguardano i donatori di sangue e plasma, che come sappiamo sono stati protagonisti nei momenti più delicati, donatori periodici iscritti alle associazioni, oppure donatori occasionali, dediti al gesto per pura solidarietà del momento. A partire dal focolaio forse più tragico, quello di Bergamo e Brescia, a cui sono legate alcune delle immagini più dolorose apparse sui media, come quella del corteo di bare sui camion militari.

Già disponibili in libreria ed edicola, ci sono i volumi La Storia del Coronavirus a Roma, e La Storia del Coronavirus a Salerno, mentre a breve saranno disponibili anche La Storia del Coronavirus a Pavia (dove è nato il protocollo per la cura al plasma iperimmune del dottor De Donno), La Storia del Coronavirus nei Colli Euganei (Vo’, da dove tutto è partito), La Storia del Coronavirus a Lodi (Codogno e il presunto “paziente 1” Mattia Maestri), e La Storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia di cui è già uscita una recensione sul Corriere della Sera disponibile in  basso.

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La recensione del Corriere della Sera

Leggere e rivedere a mente fredda eventi, situazioni, tensioni, uomini. Per rivivere difficoltà, errori, momenti di solidarietà che si sono intrecciati a tutte le piccole e grandi vicende dei protagonisti di un evento che rimarrà nella storia e se possibile, provare a capire come lo abbiamo combattuto e superato.

 

#DONAILTUOPLASMA, la campagna sulla raccolta di plasma iperimmune della Regione Veneto punta sui testimonial

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Jerry Calà, l’ex atleta Sara Simeoni, Red Canzian, il giornalista Giant Antonio Stella, il calciatore Piero Fanna,  il comico Giobbe Covatta, l’ex centrocampista della nazionale Damiano Tommasi. Sono loro i principali “testimonial” che la Regione Veneto ha scelto per sensibilizzare i propri cittadini sul tema fondamentale della donazione di plasma iperimmune alla Banca del Plasma regionale. La campagna, rivolta a coloro i quali sono guariti dal Coronavirus e posseggono ancora preziosi anticorpi, serve a raccogliere quei quantitativi necessari a curare i malati in caso di recrudescenza autunnale, un’eventualità che speriamo non si verifichi.

Intanto però, ecco i video e gli appelli di alcuni dei personaggi che hanno aderito. Per chi volesse vederli tutti per prendere in considerazione il più bel gesto i gesto di altruismo che c’è e che potrebbe aiutare a salvare molte vite, qui il link con tutti i contributi. 

In basso, gli appelli di Gerry Calà:

Di Gian Antonio Stella:

E di Damiano Tommasi:

Sicurezza trasfusionale in Europa, la direttiva aggiornata: importante il contributo italiano grazie al Centro nazionale sangue

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Una direttiva utile ad aggiornare i criteri di sicurezza trasfusionale in tutta Europa e a creare nei paesi membri la massima conformità nei processi che riguardano l’utilizzo degli emocomponenti: il documento pubblicato ieri dall’Edqm, il direttorato per la qualità dei farmaci del Consiglio d’Europa, è un ulteriore passo avanti verso trasfusioni sempre più sicure nel vecchio continente, un tema che riguarda ogni anno ben 15 milioni di donatori che contribuiscono a curare 3 milioni e mezzo di pazienti con 25 milioni di unità dii sangue raccolte.

L’aggiornamento delle normative è stato ottimizzato anche grazie al supporto del Centro nazionale sangue italiano, che come sanno bene i lettori di Donatorih24 è l’istituzione che garantisce il sistema italiano e la sua assoluta peculiarità riconosciuta in tutta Europa per osmosi tra sicurezza e valore etico, con i risultati in termini di Patient Blood Management, di donazione gratuita, anonima, volontaria associata e organizzata, e di sistema del conto terzi nella plasmalavorazione, secondo cui la materia biologica donata dai donatori associati resta per tutta la filiera di proprietà pubblica, viene consegnata all’industria di frazionamento e ritorna al sistema sanitario nazionale sottoforma di farmaci contrassegnati dal pittogramma etico.

Giancarlo Liumbruno, intervistato sul tema, ha ribadito l’impegno del Cns nel determinare la versione finale del documento, l’ennesimo riconoscimento per l’Italia. Già due anni fa, per esempio, proprio Giancarlo Liumbruno in rappresentanza del Sistema sanitario nazionale fu premiato a Francoforte nell’ambito del Global Symposium Patient Blood Management, evento a cui avevano partecipato esperti internazionali di settore determinati a indicare l’Italia come paese guida con questa motivazione: “L’Italia è capofila in Europa nella gestione della risorsa sangue del paziente prima, durante e dopo gli interventi chirurgici maggiori, il cosiddetto ‘Patient Blood Management’ che può salvare migliaia di vite”.

Il ruolo chiave del nostro paese nel determinare i meccanismi funzionamento delle politiche trasfusionali globali, del resto è stato confermato anche dalla scelta di affidare all’Italia l’organizzazione della Giornata mondiale del donatore di sangue nel 2020, nella data ufficiale del 14 giugno, evento saltato nelle sue celebrazioni ufficiali “in carne e ossa” a causa del Coronavirus ma confermato nel nostro paese anche nel 2021.

Ancora un anno intero, dunque, da vivere con l’Italia al centro delle vicende trasfusionali globali, promuovendo l’assoluta importanza pubblica delle questioni legate al sangue, e con all’orizzonte un lungo lavoro di sensibilizzazione sul pubblico, sui media e sugli addetti ai lavori, in vista delle future celebrazioni ufficiali

Ecco il link dove consultare la guida completa in inglese.

 

 

 

Le norme per affrontare la stagione influenzale 2020-21: il vaccino gratuito ai donatori e la corsa sul tempo

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Mai come quest’anno è importante programmare e prepararsi per tempo alla stagione influenzale, ed è per questo che il Centro nazionale sangue, come organo incaricato dal ministero della Salute, ha già diramato tramite un circolare, le norme per affrontare l’influenza nei mesi che mancano del 2020 e nel 2021, in modo da prevenire e sapere come affrontare la possibile sovrapposizione tra le influenze stagionali, talvolta pericolose, e il Covid-19.

L’approccio del ministero della Salute è chiaro, viene sin da subito sottolineata e ribadita “l’importanza della vaccinazione, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili con il Covid-19. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso”.

In quest’ottica, preme ricordare che da qualche stagione i donatori di sangue possono contare sul vaccino gratuito, un’opportunità ribadita anche per la prossima stagione e oltremodo importante, perché riguarda circa 2 milioni di donatori considerati a tutti gli effetti dal Servizio sanitario nazionale dei volontari di importanza strategica nazionale in vista dell’autosufficienza ematica che vanno messi in condizione nel migliore dei modi di dare il loro apporto al sistema trasfusionale.

Inutile sottolineare come questa possibilità sia un grande beneficio anche per i pazienti, che si vedono protetto nelle loro esigenze quotidiane: ai donatori non resta dunque che organizzarsi, e in base a ciò che dice la circolare “raccordarsi con le componenti regionali del volontariato al fine di raccogliere informazioni sul numero di donatori e sul grado della loro copertura vaccinale”.

Importanti, nel testo diramato, anche alcune norme amministrative, utili a far sì che non vi siano ostacoli al risultato che si vuole raggiungere, ovvero limitare al minimo i rischi di una sovrapposizione tra Covid-19 e altri tipi di influenza. In tal senso, la disposizione è di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale già a partire dall’inizio di ottobre, e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Inoltre, andranno predisposte al più presto le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali “basandole su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”.

La sfida della salute verso i mesi autunnali non è ancora iniziata, ma è meglio prepararsi sin da subito nel migliore dei modi.

Papa Francesco celebra i donatori di sangue. Il dono si fa messaggio universale

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Che dopo l’impatto sociale e sanitario del Coronavirus il dono del sangue, e del plasma, siano diventati un argomento molto più mainstream e sedimentato nell’immaginario comune, è un fatto incontestabile e positivo, e la prova arriva da un accadimento di portata internazionale: nell’Angelus di domenica 14 giugno, che come sappiamo è arrivato in coincidenza della Giornata mondiale del donatore di sangue, Papa Francesco ha dedicato parole celebrative al gesto del dono, un gesto “semplice ma importantissimo”.

Su Buonsangue quanto la definizione del Papa sia vera lo raccontiamo da sempre, e non può che far piacere e inorgoglire il fatto che il legame vitale e profondo che esiste tra donatori e pazienti, quel “fil rouge” su cui è incentrata l’attuale campagna Avis di promozione dei valori del dono, possa approfittare di una dilatazione mediatica così fragorosa. L’Angelus del Papa, infatti, è ripreso e commentato dai medi di tutto il mondo e si rivolge a un pubblico enorme di persone che vivono emotivamente e visceralmente le parole della guida spirituale di tutto il  mondo cattolico. Ecco di seguito il breve passaggio che Papa Francesco ha dedicato ai donatori di sangue:

Dopo l’emergenza sanitaria e le necessità dei prossimi mesi in fatto di dono di sangue e plasma, raccolte che saranno decisive per farsi trovare pronti a ciò che potrà accadere durante i prossimi mesi autunnali e invernali, l’augurio è che questo intervento di Papa Francesco possa creare le basi per portare tantissima gente la dono. Banche del plasma iperimmune e medicinali basati su immunoglobuline specifiche sono le risorse, gli arsenali per ora più efficaci per combattere il Covid-19, ma deve essere chiaro a tutti, agli addetti ai lavori e a chi si affaccia a questo mondo solo saltuariamente, che senza i donatori di sangue e l’autosufficienza ematica nazionale da raggiungere attraverso campagne, impegno sul campo e lavoro a tutti i livelli, ogni sforzo per la salute pubblica rischia di essere vano.

Al via lo studio epidemiologico del Centro nazionale sangue sul Covid-19, in collaborazione con le associazioni

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Il Centro nazionale sangue si muove alla ricerca dei criteri migliori per definire criteri e modalità di “reclutamento” dei donatori di plasma iperimmune, in modo da poter rifornire le banche di stoccaggio che stanno nascendo sul territorio, e lo fa attraverso uno studio epidemiologico sull’infezione da Covid-19 nei donatori di sangue.

Ecco, direttamente dalla circolare ufficiale, le finalità del progetto:

Per quanto sopra, il CNS e il CIVIS, in collaborazione con le Unità operative partecipanti e sotto la supervisione del comitato scientifico di progetto, coordineranno un progetto di ricerca, con la duplice finalità:

  1. Valutare la presenza di viremia e la sieroprevalenza da SARS-CoV-2 su campioni biologici, con numerosità significativa e rappresentativa della popolazione di donatori italiani di sangue ed emocomponenti, raccolti in Italia nel periodo di pandemia, e verificare, contestualmente, le performance dei test utilizzati per la ricerca molecolare del virus e per lo screening anticorpale.

 

  1. Creare coorti di donatori, determinate sulla base di criteri e modalità di arruolamento omogenei sul territorio nazionale, in grado di sostenere un programma nazionale collaborativo di raccolta di plasma da aferesi iperimmune per la produzione farmaceutica di immunoglobuline specifiche anti- SARS-CoV-2 o, eventualmente, per l’uso clinico in pazienti affetti da COVID-19, attraverso l’arruolamento di donatori di sangue e emocomponenti con reattività sierologica anti-SARS-CoV- 2 (sulla base degli esiti dello studio di sieroprevalenza). Tali coorti di donatori potranno essere integrate attraverso l’arruolamento di soggetti convalescenti, già reclutati dalle associazioni e federazioni dei donatori di sangue come donatori o aspiranti donatori volontari periodici di sangue e emocomponenti, e di quei donatori che hanno fornito ai Servizi trasfusionali o alle Unità di raccolta associative informazioni post donazione di positività accertata per SARS-Cov-2 e che hanno superato il periodo di sospensione temporanea, previsto dalla misure di prevenzione adottate per la sicurezza trasfusionale.

Gli obiettivi del progetto, in tal senso, volgono dunque alla raccolta di dati significativi sulla presenza di SARS-CoV-2 RNA nel sangue dei donatori di sangue e emocomponenti, in modo da poter operare una valutazione della presenza di una risposta anticorpale in termini quantitativi e qualitativi nella popolazione dei donatori di sangue e emocomponenti anche nei soggetti asintomatici.

Naturalmente il ruolo di associazioni e federazioni di donatori in questo studio sarà fondamentale, perché “i donatori dovranno, in modo consapevole e partecipato, comprendere gli obiettivi sperimentali del progetto e le sue potenziali ricadute, anche di lungo termine, sulla salute pubblica e rilasciare il proprio consenso consapevole e informato al prelievo per le finalità dello studio e alla proporzionale e necessaria raccolta e conservazione di alcuni dati personali”.