Avis Academy 2.0 volge al termine, l’importanza della formazione con le parole di Oscar Bianchi

Una nuova stagione di formazione avisina va verso la sua conclusione, dopo molti incontri importanti. AVIS Academy 2.0, il progetto di alta formazione promosso da Avis Regionale Lombardia in collaborazione con la Fondazione Cariplo, chiuderà con l’appuntamento intitolato “I numeri che fanno volare e sognare: uno sguardo verso il futuro”, a cui è possibile iscriversi cliccando su questo link, è in programma sabato 10 aprile dalle 9:30 alle 12:00. Ospiti, Maura Gancitano di Tlon e la psicopedagogista Mariella Bombardieri.

Per sapere di più di questa stagione formativa abbiamo intervistato Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia.

Presidente Bianchi, qual è l’obiettivo di un’iniziativa come Avis Academy 2.0 e in che cosa era incentrato il processo formativo?

Avis Academy 2.0 è nata come Scuola di alta formazione, con il proposito di favorire il ricambio generazionale della classe dirigente associativa attraverso un percorso di  formazione teso a formare  un nucleo di giovani competenti e motivati ad  assumere il governo dell’associazione. A questo scopo è stato ideato un percorso di formazione in Laboratorio, rivolto a 25 giovani provenienti da tutta la regione. 

In parallelo si è svolto un  percorso di coaching per i dirigenti, organizzato in Seminari, finalizzato a promuovere una diversa cultura organizzativa e individuare strumenti e modalità di innovazione della governance.

C’è soddisfazione per la partecipazione dei giovani? Qual è la ricaduta sociale di  un progetto come il vostro?

Ai partecipanti al percorso in Laboratorio  è stata data l’opportunità di ottenere la certificazione delle competenze acquisite grazie alle attività di volontariato. Si tratta di una certificazione di grande valore e di riconoscimento di quanto anche l’attività di volontariato contribuisce alla crescita personale, con evidenti riflessi anche sul profilo professionale.

In questa certificazione vediamo proprio la più forte ricaduta sociale: il percorso ha consentito di contribuire alla formazione di un gruppo di giovani volontari, motivati e formati, pronti ad assumersi l’onere di condurre l’Associazione a tutto vantaggio della società.

A questo si aggiunge per loro la consapevolezza di aver maturato nuove competenze utili anche ad essere evidenziate in un Cv, con un ritorno importante sul mondo del lavoro.

La pandemia ha complicato le modalità di incontro di persona, che per il volontariato sono importanti. Com’è cambiata la formazione associativa in questi mesi difficili?

Il percorso avrebbe dovuto partire a marzo 2020 in forma residenziale, con un fitto calendario di incontri mensili; con il primo lockdown ci siamo dovuti inventare come tutti una nuova modalità di erogare formazione. Proprio con il contributo dei giovani protagonisti del percorso la formazione associativa di Avis Lombardia  è diventata subito smart.

L’utilizzo delle piattaforme di web-conference ha agevolato la partecipazione dei più giovani ed è riuscita ad essere più inclusiva, ha agevolato le persone che hanno poco tempo o hanno difficoltà con gli spostamenti.

Nonostante la distanza si è lavorato in gruppo e si è riusciti a costruire rapporti di amicizia e collaborazione, dando vita ad un gruppo di giovani volontari regionali. Speriamo solo di poter organizzare al più presto un momento di incontro “fisico” per rinsaldare il legame che si è formato in questi intensi mesi di lavoro insieme.

I giovani dirigenti di Avis devono essere pronti alle sfide future. Secondo lei come cambierà nel futuro la figura del dirigente associativo?

La pandemia ci ha mostrato con quanta velocità possono cambiare le cose e come è necessario essere capaci di rispondere con efficacia a nuove sfide e nuove modalità di azione sul territorio: nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuovi punti di vista e bisogni.

Il “nuovo” dirigente associativo deve saper leggere la realtà, comprendere le dinamiche sociali, utilizzare i nuovi strumenti e il digitale, sfruttandone la massimo le grandi opportunità, affinché la nostra Associazione possa proseguire  il suo cammino, rispondendo in modo nuovo ai bisogni, garantendo sempre il suo contributo  a favore delle nostre comunità.

L’11 aprile è la “Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti”, ecco come diventare donatore

Il dono non è soltanto dono del sangue. Donare è un gesto di solidarietà magnifica che, come sanno bene i lettori di Buonsangue e di Donatorih24, è essenzialmente una rigenerazione che investe un destinatario ideale, la comunità tutta, e naturalmente il donatore stesso.

Tra pochi giorni, l’11 aprile, arriverà la “Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti”, e il Centro nazionale trapianti ha creato un video brevissimo per ribadire un unico ma fondamentale concetto. La donazione di organi e tessuti, può consentire la vita a migliaia di persone che hanno bisogno e sono in attesa di un’operazione chirurgica.

Il pensiero che il nostro corpo, anche dopo un decesso, venga intaccato, non è sempre facile da accettare, sia per motivi emotivi che spirituali, ma nessun gesto più che il donare una parte di noi che meccanicamente può favorire la riuscita di un altra vita ha un valore non dissimile dalla celebrazione totale della vita, che si perpetua oltre noi, come quella delle generazioni più giovani.

Esprimere il proprio consenso da donatore è facile: basta seguire il vademecum sul sito Diventa donatore – Scegli di donare, e scegliere la situazione a noi più congeniale.

“DONARE È UNA SCELTA NATURALE” come dice la campagna, e sul sito vi è anche la possibilità di scaricare direttamente il tesserino, compilarlo in ogni sua parte e portarlo con noi nel portafogli.

CNT-tessera-donazione (sceglididonare.it)

Un modo bellissimo di stare nella collettività in un momento difficile come questo è donare, che si tratti di sangue, organi, midollo osseo, plasma, cellule staminali ematopoietiche, cordone ombelicale.

La prima donazione di un neo maggiorenne

Ci sono molti modi di raccontare la propria prima donazione, ma quando si tratta di giovani l’utilizzo di strumenti contemporanei, di facile accesso e di immediata e semplice fruizione come i video, è un fattore importantissimo per la diffusione dei messaggi.

Così, gironzolando per la rete, come già capitato altre volte, ci è piaciuto moltissimo il video-racconto della prima donazione subito dopo aver raggiunto la maggior età, creato dal giovanissimo youtuber Gabriele Rinaldis, di Genova, che ha saputo rendere al meglio la propria esperienza di neo donatore toccando moltissimi dei punti salienti su cosa significa donare, e soprattutto, esprimendo con molta delicatezza le emozioni e i sentimenti che si possono provare in ogni momento di un gesto di generosità che inizia quando si prenota il dono e finisce (per poi ricominciare) quando si ricevono a casa le analisi del sangue.

Ecco il video completo:

La prenotazione, la fase preparatoria per conoscere se si è idonei oppure no, la tensione dell’ago che precede il momento della donazione vera e propria, la colazione rigenerante, le premure ricevute dal personale volontario, e infine le riflessioni su quanto un gesto semplice come donare finisca per risultare letteralmente vitale per i pazienti che ne beneficiano.

Un video da consigliare specialmente ai più giovani che vogliono iniziare un percorso da donatori e scoprire, attraverso il racconto di un loro coetaneo, cosa significa entrare in un percorso di vita che può essere solo nobilitante.

Il corso di formazione a distanza sul management dei donatori di sangue

Accrescere la sicurezza dei donatori attraverso la formazione è una delle esigenze più importanti di un sistema sanitario che funzioni: a tal scopo, il Centro nazionale sangue, ha da poco organizzato un corso di Formazione a Distanza (FAD) che ha come obiettivo quello di “aggiornare il personale operante nella rete trasfusionale sulle migliori modalità operative e sugli strumenti tecnologici utili per affrontare gli outbreak epidemici, rimodulando le attività di raccolta di sangue ed emocomponenti”

Ecco il comunicato ufficiale del Cns che spiega tutti i dettagli del corso: obiettivi, termini di iscrizione, categorie interessate:

“Sarà disponibile dal prossimo 30 aprile fino il FAD intitolato “Management dei donatori di sangue: programmazione e buone pratiche al tempo della pandemia COVID – 19 (COronaVirus Disease-19)” organizzato dal Centro Nazionale Sangue e dal Servizio Formazione dell’Istituto Superiore di Sanità. Il corso della durata di 16 ore sarà disponibile fino al 30 luglio 2021.

Descrizione
L’autosufficienza di sangue, emocomponenti (globuli rossi, piastrine e plasma) e prodotti derivati dal plasma, assicurata da donatori volontari, periodici, responsabili e non remunerati, rappresenta un obiettivo strategico per il Paese in quanto garantisce la copertura dei fabbisogni trasfusionali dei pazienti. Ai fini della programmazione e del monitoraggio dell’autosufficienza, vengono definiti gli elementi essenziali prioritari per
l’autosufficienza nazionale e regionale del sangue. I rilevanti mutamenti di scenario che si sono verificati con la pandemia da Sars-Cov-2 hanno reso necessaria una diversa programmazione della raccolta del sangue e degli emocomponenti. Le modalità di raccolta del sangue hanno infatti subito decisive modifiche a livello organizzativo che hanno costretto a rivalutare tutta la pianificazione, sia alla luce delle restrizioni introdotte dai DPCM che delle circolari emanate dal Centro nazionale sangue al fine di garantire la sicurezza di donatori, pazienti e operatori.


Scopo e obiettivi generali
Al termine del Corso il partecipante sarà in grado di:

  1. Identificare gli strumenti di programmazione e monitoraggio della raccolta di sangue in tempo di
    Covid-19
  2. Individuare le principali modalità di gestione del donatore di sangue da adottare durante una pandemia

Obiettivo formativo ECM
Tematiche speciali del SSN e/o SSR a carattere urgente e/o straordinario individuate dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua e dalle Regioni/Province autonome per far fronte a specifiche
emergenze sanitarie con acquisizione di nozioni di processo.

Metodologia didattica e modalità di erogazione
Il metodo didattico sarà ispirato ai principali modelli della formazione andragogica (Problem Based Learning). Erogazione tramite piattaforma www. eduiss.it

Destinatari e numero massimo di partecipanti
Il corso è riservato agli operatori sanitari dei Servizi Trasfusionali e delle associazioni/federazioni dei donatori di sangue, al personale amministrativo operante nei Servizi Trasfusionali e nelle Strutture Regionali di Coordinamento, ai volontari delle associazioni/federazioni dei donatori di sangue, agli addetti alla comunicazione/ufficio stampa delle SRC, delle Regioni/Province Autonome e delle associazioni di donatori
di sangue regionali e locali. Saranno ammessi un massimo di 600 partecipanti, di cui 300 partecipanti per i Servizi Trasfusionali e le Strutture Regionali di Coordinamento e 300 partecipanti per le associazioni di
volontariato, selezionati seguendo l’ordine cronologico di ricevimento della domanda di partecipazione da inviare all’indirizzo segreteriagenerale.cns@iss.it. Si intendono ammessi a partecipare solo coloro che ne riceveranno comunicazione a mezzo email.

Accreditamento ECM previsto per le seguenti figure professionali (tutte le discipline): Medico chirurgo, Infermiere, Biologo, Tecnico sanitario di laboratorio biomedico, Assistente sanitario.

Modalità di iscrizione
I partecipanti selezionati riceveranno una email con le istruzioni per iscriversi. Per ogni informazione attinente al corso contattare: segreteriagenerale.cns@iss.it”

L’occasione per professionisti e volontari è di quelle da non perdere, per accrescere i propri livelli di esperienza e le proprie competenze in materia trasfusionale, e per rendere il sistema sangue sempre più efficiente e sicuro.

Cos’è il sangue? Il video originale del Cns che lo spiega

Cos’è il sangue? Noi parliamo spesso di sangue, di plasma, di donazione, di autosufficienza e di sistema trasfusionale, ma non dobbiamo scordarci quanto è importante conoscere nel profondo il sangue, e tutte le sue funzioni.

In questo video del Centro nazionale sangue, che risale a qualche anno fa ma è estremamente preciso ed esaustivo, tutto quello che c’è da sapere sulla grande autostrada del nostro organismo.

Cos’è, come si forma, cosa contiene, in che modo funziona il sistema immunitario, cosa bisogna sapere sui gruppi sanguigni.

Un sapere che forse non ha l’immediatezza dei video che si producono ai nostri giorni, ma che riesce a essere al tempo stesso informativo e offrire una vera e propria panoramica completa sulla materia biologica più importante del nostro organismo.

Il mercato del plasma in Usa: tutto quello che c’è da sapere in una video – inchiesta di Business Insider

Business Insider, media internazionale dotato di un canale YouTube con 4,3 milioni di iscritti, affronta il problema del plasma a pagamento negli Stati Uniti d’America in un servizio di circa 9 minuti ben documentato e in grado di toccare tutte le implicazioni sul mercato del plasma in Usa da noi spesso affrontate in questi anni.

L’approccio è il più possibile equidistante, non c’è una tesi che l’inchiesta vuole imporre come positiva. La raccolta plasma a pagamento è ben inquadrata nel suo contesto e sviluppata nelle sue conseguenze, qualunque esse siano.

Ecco il servizio completo, da vedere assolutamente:

Ecco secondo noi gli argomenti più importanti che vengono affrontati nel servizio, e che i lettori di Buonsangue e Donatorih24 conoscono bene:

  1. Crescita esponenziale del giro d’affari sul plasma fino al 2027
  2. Legame tra situazione d’indigenza e dono del plasma
  3. Concentrazione dei centri di raccolta americani nelle zone più povere e depresse
  4. Normalizzazione della vendita del proprio plasma come fonte di reddito per le famiglie: 104 donazioni l’anno, per 50 dollari fanno 5.200 dollari l’anno di guadagno netto.
  5. Centralità del mercato Usa nello scacchiere mondiale, grazie alla raccolta a pagamento
  6. Rischio di peggioramento della qualità del plasma su un numero ampio di donazioni (plasma diventa sempre meno proteico)
  7. Rischio di assenza o di costi elevatissimi di farmaci plasmaderivati per i pazienti mondiali causa calo di raccolta causa Covid-19

Un dibattito da portare avanti a livello internazionale sarebbe molto importante, anche perché, proprio nelle ultimissime ore, su Donatorih24 abbiamo sottolineato quanto il plasma iperimmune possa risultare importante anche sul piando delle immunoglobuline specifiche contro il Covid-19.

L’Italia, come sappiamo, a oggi è sufficiente sui plasmaderivati al 70%, ed è di gran lunga il migliore dei paesi europei in cui il dono è gratuito, associato, anonimo e volontario. Un bel risultato che si può migliorare, al patto di un impegno sempre crescente da parte di tutti gli attori in campo.

In Valle d’Aosta arrivano gli ambasciatori del dono Fidas: chi sono e cosa fanno

Le associazioni possono dare il via e dettare la linea, possono lavorare sul territorio e organizzare eventi, gestire le donazioni e fare proselitismo, ma non bisogna dimenticare l’importanza dei singoli e del potere che hanno di diffondere i valori del dono in famiglia, tra le cerchie di amici, tra i colleghi.

Per unire al meglio queste due istanze, Fidas Valle d’Aosta ha ideato il primo gruppo di “Ambasciatori del sangue 2021”, cittadini che hanno accettato di impegnarsi per diffondere i valori e le ragioni più importanti che spingono a donare sangue negli ambiti della loro vita e carriera.

Ecco il comunicato stampa di Fidas Valle d’Aosta che spiega l’iniziativa. Noi speriamo che un progetto simile – da sicuro impatto culturale nel medio e lungo periodo – possa prendere piedi in tanti altri posti nel Paese.

“Donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta con orgoglio presentano il primo gruppo di “Ambasciatori Fidas del dono del sangue 2021 “.
I primi sono (da sinistra a destra nella foto in alto): Noemi Junod, Francesco Fida, Piermario Rudda, Gianluca Masullo, Cristina Droz, Stefania Mus, Antonio Foti e Tiziano Schiavinato.

Ad ognuno di loro FIDAS Valle d’Aosta esprime gratitudine e augura buon impegno a favore della promozione e diffusione della cultura del dono del sangue.
Chi sono ? Donne e Uomini residenti in Valle d’Aosta, mamme, papà, volontari di associazioni, studenti, sportivi, docenti, pazienti, trapiantati, che hanno accolto la proposta FIDAS e manifestato la loro disponibilità nel promuovere e diffondere la cultura del dono del sangue nei propri ambiti professionale nelle loro cerchie di amicizie e di influenza, diventando Ambasciatori del gesto del DONO del sangue FIDAS.
Cosa significa essere Ambasciatore del dono di sangue FIDAS ? Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa rappresentare un gesto civico di solidarietà, comunicare attraverso la propria testimonianza l’importanza del gesto del dono del sangue, diffondere un impegno civico importante, partecipare alla costruzione di nuove e rinnovate alleanze con appartenenti e o aderenti a categorie
professionali o associazioni, stringere relazioni e costruire ponti con ambiti e strati sociali diversi affinché diventi virale e contagioso il dono del sangue.

Essere Ambasciatore del Dono del sangue FIDAS significa esercitare una capacità sociale inclusiva, di libertà, di far lievitare la coesione sociale, di abbattere differenze di ogni genere e di mettere al centro il paziente, al quale offrire speranza di vita.
Un compito delicato e importante attraverso il quale vogliamo veicolare il grandissimo valore di un gesto anonimo, gratuito, periodico e responsabile quale appunto quello del dono del sangue.

Donare il sangue è un dovere civico al cospetto del quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Tutti possono donare il sangue: è necessario aver compiuto il 18 anno di età, di non aver superato il 60° anno di età, di avere un peso pari o superiore a 50 kg., di godere di un buon stato di salute e di osservare uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita.

Infine, ma non per ultimo, diventare Ambasciatore del dono del sangue FIDAS offre ai cittadini valdostani la grande occasione di conoscere e partecipare alla vita associativa, offrendo a tutti la possibilità di conoscere e confrontarsi con le Istituzioni locali, regionali e nazionali. Offre la possibilità di essere protagonista attivo della grande rete trasfusionale, avendo come importante punto di riferimento il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Un ruolo esaltante che confidiamo possa essere motivo di impegno attivo per tantissimi giovani, risorse importantissime per un necessario e auspicabile ricambio generazionale. Fidas Valle d’Aosta ripone nel lancio di questa iniziativa grande entusiasmo e confida in una ventata di nuove assunzioni di responsabilità, capace di rappresentare il gesto del dono del sangue di tutti quei tantissimi cittadini residenti in Valle d’Aosta che ancora non sono donatori di sangue.

Era intenzione FIDAS, proporre questa proposta dal vivo con una bellissima serata musicale durante la quale presentare i volti e le emozioni dei nostri Ambasciatori del dono del sangue. Purtroppo l’emergenza pandemica legata al COVID19 e le conseguenti restrizioni hanno dirottato la presentazione degli Ambasciatori in una modalità virtuale. Invitiamo tutti a prendere visione dei link per conoscere i nostri Ambasciatori del dono FIDAS consultando il nostro sito internet www.fidasvda.it oppure seguendoci su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, You Tube”.

Per ulteriori info chiama 3488418095 oppure scrivi a fidasvda@gmail.com

La pandemia dura da un anno, ecco il messaggio del presidente Avis Briola a tutti i donatori

Nessuno, a marzo del 2020, all’inizio del lockdown, aveva immaginato una pandemia così lunga e dolorosa, spossante, arcigna da sconfiggere, anche a causa di decisioni dall’alto discutibili, caccia alla streghe e cattiva gestione politica, mediatica e amministrativa.

Nel quadro difficile, tuttavia, ci sono anche note positive, una tra tutte la grande reazione dei donatori di sangue al diffondersi del virus.

Il supporto dei donatori al sistema trasfusionale nazionale, uno degli asset strategici per un paese come l’Italia in una situazione di emergenza, ha tenuto bene, e dopo qualche settimana di défaillance iniziale, il numero delle sacche raccolte dalla associazioni di sangue è tornato a crescere.

Per tracciare una linea in corrispondenza con la data in cui iniziò il primo lockdown, il 9 marzo scorso, e fare un bilancio dell’anno associativo nell’anno del Covid-19, Gianpietro Briola, presidente di Avis nazionale, ha voluto mandare un messaggio video a tutti i donatori italiani, per testimoniare loro l’importanza assoluta del loro apporto e della loro funzione.

Il videomessaggio integrale si può vedere integralmente qui di seguito, ma il senso delle parole di Briola è quello di ringraziare i donatori per il lavoro svolto e sensibilizzarli per le sfide che ci aspettano nel futuro.

Il sistema sangue italiano sta fronteggiando un calo di emocomponenti, di globuli rossi e soprattutto di plasma, una risorsa strategica per la collettività non meno di quanto lo siano il cibo, l’acqua, l’energia, l’ossigeno.

Donare sangue e plasma è importante come non mai, in vista di quell’autosufficienza che – in caso di pandemia perdurante – mettere il paese al riparo dal rischio di non avere la materia prima per produrre i farmaci salvavita a tutti i bisognosi o di doverli reperire sul mercato, a prezzi incontrollabili dai sistemi sanitari nazionali.

Eventualità queste ultime, che si possono evitare con un semplice gesto di amore e solidarietà.

Il sabato tematico di HHT, un webinar per i genitori che hanno figli affetti dalla patologia

Di cosa parliamo quando parliamo di HHT?

Si tratta dell’acronimo inglese di Teleangiectasia Emorragica Ereditaria, una malattia rara che colpisce i vasi sanguigni dell’organismo, e che proprio per la sua rarità a volte è orfana di una diagnosi certa e immediata, con tanti rischi di complicanze per i pazienti, soprattutto nei bambini in età pediatrica.

Proprio per sensibilizzare e informare sul tema i genitori che hanno un figlio affetto da questa tipologia, o anche chi non ne è affetto e vuole saperne di più, HHT ha organizzato un webinar sabato 13 marzo, con un ottimo grado di partecipazione.

Protagonista dell’incontro è stata la dottoressa Elisa De Sando, pediatra del percorso pediatrico HHT di Pavia, assieme alla collega Elina Matti, otorino del San Matteo di Pavia introdotte da Claudia Crocione, paziente e Communication manager di HHT.

Tante le informazioni a disposizioni degli utenti, tra cui il modo giusto per interrompere le perdite di sangue dal naso, ma tra i temi trattati spicca l’importanza dello screening: l’esame diagnostico è assolutamente da svolgere in caso di presenza di fattori ereditari. Fare lo screening significa analizzare gli organi che possono essere colpiti dalla malformazione venosa, ovvero polmoni, encefalo, midollo spinale, fegato e intestino.

Nei bambini le malformazioni venose più frequenti sono quelle polmonari, che possono portare a complicanze neurologiche, che tuttavia spesso sono silenti in giovane età e poi possono subire complicanze anche drammatiche.

Fare lo screening dunque permette di trattare i pazienti affetti e ottenere ottimi risultati. Il percorso pediatrico HHT di Pavia consente moltissime soluzioni di screening per prevenire al meglio lo sviluppo della malattia.

Per chi volesse conoscere meglio il mondo di HHT Onlus, ecco i riferimenti:

Il Canale YouTube

Il sito Web

L’approfondimento su HHT Onlus di Donatorih24

HHT Onlus chiarisce sul proprio sito l’accesso ai vaccini per i pazienti fragili: priorità a chi ne ha veramente bisogno

Nel caos informativo sui vaccini che, in questa fase, contraddistingue la situazione nel nostro paese, molti pazienti appartenenti alle cosiddette “categorie fragili” – ovvero coloro per i quali per quadro clinico o malattie pregresse è connaturato un rischio di letalità maggiore per Covid-19 – hanno vissuto dubbi e ore di indecisione.

La vaghezza del messaggio mainstream (che riguarda molte questioni inerenti la pandemia) ha spinto l’associazione HHT Onlus, unione di medici, pazienti, famigliari, amici e sostenitori in lotta contro una malattia rara come la Teleangectasia Emorragica Ereditaria, ha chiedere chiarimenti alla Regione Lazio, per informare i propri affiliati e chiunque ne avesse bisogno.

Leggi l’intervista alla presidente di HHT Onlus Maria Aguglia su Donatorih24

Ecco la risposta della Regione Lazio:

  • I soggetti “fragili” sono stati precisamente definiti ed inseriti in specifiche categorie dal Ministero della Salute. L’elenco delle fragilità è riportato nell’ultima Informativa Vaccini Anti-Covid 19 e HHT. Non tutti i pazienti HHT sono considerati a priori “fragili”.  Solo se sussiste una o più delle criticità elencate potrete essere considerati tra i fragili per questa fase vaccinale. È importante lasciare priorità a chi ne ha veramente bisogno.
  • In generale è possibile prenotarsi attraverso il portale regionale in base alle esenzioni inserite, ma per i pazienti HHT (come per molti altri) questo non è possibile perché, per questo tipo di patologia, l’esenzione di per sé non definisce lo stato di fragilità.  E’ necessaria una valutazione del Medico di Medicina Generale che conosce il vostro quadro clinico.
  • Se il vostro Medico di Medicina Generale vi riconosce la fragilità provvederà direttamente ad inserirvi nell’Anagrafe Vaccinale Regionale e a somministrarvi il Vaccino mRNA.
  • Qualora il vostro Medico di Medicina Generale non possa somministrarvi il vaccino, ha comunque l’obbligo di segnalarvi ad un collega del proprio studio che somministra il vaccino mRNA o ad un Medico di Medicina Generale di un altro studio che possa effettuare il vaccino.

Leggi le Faq di HHT Onlus a proposito della campagna vaccinale

È molto importante condividere le informazioni corrette su questioni così delicate. A ognuno il propri compito.