La performance di Anggun al Wbdd 2021: minuti di grande emozione (Il video)

Anggun e il mondo dei donatori. Presentata da Tiberio Timperi – che ne ha ricordato il grande impegno umanitario che sa andare anche ben oltre la musica con il ruolo di ambasciatrice della Fao e delle Nazioni Unite – l’artista che possiamo considerare il vero testimonial musicale di questo world blood Donor Day 2021, ha regalato a tutti i donatori del mondo, davvero dei momenti di musica estremamente emozionanti.

Come si può vedere in questo video di circa una ventina di minuti, Anggun si è dedicata a intonare tre pezzi simbolo, due provenienti dal suo album più famoso Snow on The Sahara (che da anche il titolo al singolo di grande successo), e l’altro in italiano, Amore immaginato, che aveva cantato anni fa con Piero Pelù.

Ecco la playlist con il minutaggio dei pezzi:

– A Rose In The Wind 2:20 – Snow On The Sahara 8:50 – Amore Immaginato 13:50

Se nei giorni scorsi avevamo parlato di un altro cantante vicinissimo alle questioni del sangue e dei donatori, con l’appello al dono e il saluto di Tiziano Ferro, avisino da 20 anni ormai, con Anggun dalle parole si è passati alla performance.

Musica che sa travolgere e toccare le corde delle emozioni quella di Anggun, in un’ideale abbraccio comunitario che comprende tutti i donatori di sangue dei cinque continenti, al punto che alla fine del concerto è stata premiata come ambasciatrice ufficiale della Gionata mondiale dei donatori.

I testimonial che i giovani vogliono: Tiziano Ferro e il suo appello al dono per il Wbdd 2021

Ci sono legami emotivi forti tra certi gesti e chi li compie: donare il sangue è uno dei gesti che ogni donatore compie con estrema consapevolezza in modo da provare sensazioni profonde. Gesti che hanno dentro qualcosa di poetico.

Tiziano Ferro, uno dei cantanti più amati del nostro paese, è un donatore avisino ormai da tantissimi anni (qui le immagini della serata Avis nel tour 2019) e non perde occasione, ogni qualvolta vi sia una possibilità, di trasmettere le sue sensazioni più belle ai fans e a tutti i donatori, che siano associati Avis o no.

Ecco, di seguito, il video che ha pubblicato su YouTube per il World Blood Donor Day 2021, una sorpresa bellissima che siamo felici di diffondere:

“Avis c’è sempre e non manca mai – ha detto il cantante – io sono un gran sostenitore di Avis da quasi 20 anni e mandiamo questo messaggio di ringraziamento per quello che fate in giro per il mondo.

Far parlare i personaggi che i giovani amano per trasferire l’idea che il dono del sangue sia un momento decisivo per la propria crescita personale, per la gioia che si prova aiutando gli altri o per la protezione del proprio benessere psicofisico, è sicuramente una potenzialità da perseguire.

Da Tiziano Ferro ci aspettiamo invece una nuova canzone che racconti il dono e tutti i suoi risvolti emotivi.

Casa Surace, il video sul dono del sangue per Croce Rossa è da non perdere

Un gruppo web di successo, che rende temi apparentemente non di consumo spensierato come il dono del sangue, buono per momenti di divertimento. Il modo migliore di raggiungere i tantissimi giovani che passano il loro tempo libero sul web.

Casa Surace, gruppo comico nato in rete che oggi su YouTube ha superato il milione di iscritti, ha collaborato con Croce rossa italiana per mostrare con ironia e simpatica come il dono del sangue, gesto apparentemente piccolo, può invece essere importante per i tantissimi pazienti che hanno bisogno di trasfusioni.

Ecco di seguito, 3 minuti da non perdere.

In mezzo a infinite narrazioni un po’ gonfiate, quella dei donatori di sangue non è mai troppo prodiga di complimenti. E invece i donatori volontari sono il vero serbatoio di solidarietà che tiene in piedi la comunità.

Buon divertimento!

900 chilometri a piedi per sensibilizzare sul dono del sangue, l’impresa di Maurizio Grandi

Ci sono imprese che meritano di essere raccontate, perché nascono con l’idea precisa di mettere in gioco sé stessi per fare il bene comune: come nel caso di Maurizio Grandi, una vita a lavorare in banca e oggi in pensione.

Fermarsi? Giammai, se si può sensibilizzare il Paese sull’importanza – e la bellezza – di donare sangue, il gesto per eccellenza che serve a salvare vite, a creare un fil rouge invisibile ma indissolubile tra pazienti e donatori, e a contribuire all’obiettivo strategico nazionale dell’autosufficienza ematica.

Grandi, da ormai trent’anni socio di Avis Carugate, è un donatore associato con l’amore per le camminate, e allora ecco l’idea travolgente: andare a piedi da Trieste ad Aosta, e tracciare un diario di bordo a mezzo Facebook per trasmettere le proprie sensazioni, e le proprie avventure sul cammino della solidarietà ai tanti donatori che vorranno accompagnarlo.

Maurizio Grandi durante una camminata

Noi di Buonsangue saremo lieti di aggiornarvi sulla sua impresa e sulle tappe che compirà. L’impresa di Maurizio non è la prima che unisce una camminata e donazione di sangue come simbolica unione del passaggio da vena a vena.

Già nel 2016, Marco Cileo, allora ventisettenne, aveva attraversato l’Italia a piedi da Trieste a Marsala, un’avventura che ha poi raccontato a Buonsangue in una bella intervista.

Le imprese di questo tipo, che possano mostrare con quanta passione e spirito d’iniziativa i donatori si applicano per trasmettere un messaggio che merita di essere condiviso, sono dei piccoli libri gioiello da raccontare, per ampliare sempre di più il grande serbatoio di amore per la comunità di cui si nutre il mondo del volontariato.

Vaccinati e dono del sangue, tutte le indicazioni del Cns da conoscere

Una nota del Centro nazionale sangue definisce e chiarifica tutte le indicazioni necessarie da tenere a mente per i donatori vaccinati.

L’incedere della campagna vaccinale, con numeri sempre più importanti che coinvolgono moltissimi donatori di sangue, rende infatti necessario sancire bene ogni passaggio in base alle regole della medicina trasfusionale contenute nella “Guide to the preparation, use and quality assurance of blood components” e secondo i precetti dell’European Centre for Disease Prevention and Control.

Ecco, direttamente dal sito del Cns, i passaggi del documento pubblicato lo scorso 21 dicembre con tutto ciò che bisogna sapere, con in più, in basso gli ultimi aggiornamenti

  • i soggetti vaccinati con virus attenuati (ad es. vaccini che utilizzano la tecnologia del vettore virale o virus vivi attenuati) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4
    settimane da ciascun episodio vaccinale;
  • i soggetti asintomatici vaccinati con virus inattivati, vaccini che non contengono agenti vivi o vaccini ricombinanti (ad es. vaccini a base di mRNA o sub-unità proteiche) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 48 ore da ciascun episodio vaccinale. Quale misura precauzionale, i soggetti che abbiano sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.
    Nelle situazioni nelle quali al donatore sia stato somministrato un vaccino anti-SARS-CoV-2 di cui manchino o non si riescano a reperire sufficienti informazioni, i soggetti possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4 settimane da ciascun episodio vaccinale.
  • Si ribadisce, inoltre, che i donatori lungamente positivi al test per la ricerca del genoma virale su tampone naso-faringeo, possono essere riammessi alla donazione solo a fronte dell’esito negativo del predetto test;
  • qualora le regioni non abbiamo identificato appositi percorsi per garantire la negatività del test in parola, sarà cura del servizio trasfusionale prescriverne l’effettuazione ai fini della riammissione del donatore.
  • I Responsabili delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando i
    Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni e Province autonome di rispettiva competenza e le Banche di sangue
    cordonale, ove presenti.

Gli aggiornamenti, naturalmente, riguardano il vaccino Johnson & Johnson:

Update – VaccinoCOVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) e donazione
Nell’ambito della campagna vaccinale che interesserà la gran parte della popolazione, è disponibile il Vaccino COVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) che si basa su un vettore adenovirale umano, caratterizzato da un deficit di replicazione; non riproducendosi esso non causa ulteriori infezioni e agisce invece come un vettore per trasferire la proteina Spike del SARS-CoV-2.

Pertanto, per il Vaccino COVID-19 JANSSEN (Johnson & Johnson) valgono le stesse indicazioni sull’eleggibilità dei donatori sottoposti al vaccino anti-Covid-19 previste per gli altri vaccini attualmente disponibili e adottati per il piano vaccinale italiano (COVID-19 MODERNA, COVID-19 PFIZER-BIONTECH, VAXZEVRIA (ex COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA) contenute nella nota del Centro Nazionale Sangue.

Divulgazione sul dono, “Il mio medico” su Tv2000 spiega le categorie non idonee a donare

Da diversi anni sosteniamo la necessità forte, assoluta, di portare il dono e la cultura della donazione del sangue sui media a grande diffusione e in particolare in televisione.

La televisione è ancora oggi il vero volano della popolarità di un tema, di un comportamento condiviso, e se i valori del dono del sangue venissero convogliati con continuità nelle principali trasmissioni del prime time, sicuramente assisteremmo a un aumento delle donazioni.

Va molto bene, comunque, anche quando lo spazio televisivo pro dono è utilizzato in modo divulgativo, per offrire al pubblico informazioni importanti che chi si è già affacciato al mondo della donazione conosce bene ma che possono essere ancora oscure per tutti coloro i quali non si sono mai avvicinati all’idea di donare o un’associazione di volontari.

Molto interessante, in tal senso, il servizio andato in onda su Tv Sat2000, durante la trasmissione, molto seguita, “Il mio medico”, condotta dalla giornalista Monica Di Loreto.

Ecco il video del momento dedicato al sangue, con il medico di famiglia Roberta Rettagliati che ha spiegato molto bene quali categorie di persone non possono accedere al dono:

Informazioni, come si accennava in alto, che non tutti i cittadini conoscono bene, ma che possono aiutare a indirizzare gli individui e a motivarli a controllare le proprie condizioni di salute prime di donare.

In figura 1, ecco la slide riassuntiva delle categorie che non potrebbero donare sangue:

Fig.1 Le categorie che non possono donare sangue

Un vademecum perfetto per spiegare a tutti che donare sangue è anche un modo perfetto per conoscere al meglio le proprie condizioni di salute.

Ora, ci aspettiamo anche nuove puntate che sappiano raccontare chi dona, il fil rouge che esiste tra paziente e donatore, l’importanza del dono del sangue e del plasma per intere comunità di pazienti, e il benessere personale che si prova dopo aver compiuto un gesto in grado di salvare una vita.

In Campania il M5S chiede la vaccinazione immediata dei donatori

Nelle scorse settimane abbiano seguito, su Buonsangue e su Donatorih24, la questione riguardante il vaccino ai donatori di sangue, che dopo un anno e più di pandemia con la conseguente necessità di ripartenza e riorganizzazione del sistema trasfusionale italiano, doveva essere a nostro avviso una misura di buonsenso e cautela da attivare in modo univoco su tutto il territorio nazionale.

Non è andata esattamente così, e per la comunità dei donatori di sangue, ci sono state delle altalene: all’inizio, i donatori furono legittimati al vaccino come categoria da proteggere da una lettera firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, erano stati inclusi nella campagna nella fase I e II.

Come abbiamo già visto su DonatoriH24, l’indicazione cdi Rezza è stata rispettata solo in alcune regioni, mentre nella maggior parte dei casi non è applicata, generando informazioni discordanti e molti fraintendimenti.

Di recente, invece, lunedì 10 maggio una nuova circolare ha dato alle Regioni la possibilità di gestire il problema in autonomia.

Così, naturalmente è molto difficile ipotizzare l’univocità delle scelte su territori diversi, e per esempio, nelle ultimissime ore, in Campania è arrivato un appello del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, che ha chiesto l’inserimento dei donatori tra le categorie da immunizzare.

L’emergenza pandemica ha comportato una diminuzione sensibile delle donazioni di sangue – ha detto Cammarano – che rischiano di calare ulteriormente, come puntualmente accade, con la stagione estiva. Donare sangue se da un lato salvaguarda migliaia di pazienti che ogni giorno hanno assoluta necessità di trasfusioni, dall’altro consente a chi dona un monitoraggio costante del proprio stato di salute, prevenendo in molti casi l’insorgere di patologie. Ed è per questo che, sulla scorta delle prescrizioni che il Ministero della Salute ha inviato a tutti gli assessorati regionali alla sanità, alle strutture trasfusionali e alle associazioni di categoria, è doveroso, terminata la somministrazione per le categorie prioritarie, procedere anche in Campania a immunizzare con assoluta priorità tutti i donatori di sangue. Ne va della salute e della vita di tantissime persone”.

In Campania, per altro, da diversi mesi manca il monitoraggio dei dati della raccolta di globuli rossi, come abbiamo visto qualche giorno fa attraverso i dati pubblicati dal Centro nazionale sangue.

Vaccinare i donatori e rendere noti i dati di raccolta del 2021: ecco sue assolute priorità del sistema trasfusionale campano in vista dell’estate.

Scopriamo le malattie rare del sangue in un video di “Medicina e informazione”

Leucemie, ormai identificabili facilmente grazie ad esami specifici, alterazioni del midollo osseo, chiamate e neoplasie mieloproliferative croniche, malattie rare e più difficili da scovare, con enormi rischi per i pazienti, e soprattutto Policitemia vera, trombocitemia essenziale, mielofibrosi: tumori rari del sangue che attaccano le cellule staminali ematopoietiche, da cui derivano tutte le cellule del sangue.

Nel video che segue, assolutamente da non perdere, Medicina e informazione, fa il punto della situazione sulle malattie rare che colpiscono il sangue, su cosa serve sapere e su come affrontarle:

A che punto è la ricerca? Quali prospettive si aprono per i pazienti?

Le domande possibile sono tante, e le risposte devono essere chiare.

Ospiti, per rispondere, il Prof. Francesco Passamonti, Ordinario di Ematologia all’Università dell’Insubria di Varese e Direttore Ematologia ASST Sette Laghi di Varese, che rispondono a tutti i punti salienti.

Il sapere è potere, mai come in casi come questi, ed è davvero importante che i nuovo mezzi tecnologici in grado di arrivare a tutti facilmente e con pochi clic, offrano possibilità di informazione immediata.

Di seguito i link utili di Medicina e Informazione:

http://www.medicinaeinformazione.com/

(2) Medicina e Informazione | Facebook

https://twitter.com/EInformazione

Donatori di sangue e famiglie dell’oncoematologia pediatrica: la sinergia è compiuta

Il mondo del volontariato che regge la raccolta sangue e offre un aiuto importante al sistema sanitario nazionale diventa più forte quando riesce a lavorare sinergicamente. Ecco perché va valutata molto positivamente la sinergia, appena nata, tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

A dare la notizia è stato un comunicato congiunto che riportiamo qui nei suoi passaggi salienti:

Roma, 18 maggio 2021 – Il mondo del dono del sangue in Italia si arricchisce di una nuova collaborazione. Il 14 maggio 2021 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra FIDAS Nazionale (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni
Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica).

Le due Federazioni si stringono in un sodalizio volto alla promozione del dono del sangue e degli emocomponenti quale terapia indispensabile per i pazienti dell’Oncoematologia Pediatrica: sono circa 1.400 i bambini e 800 gli adolescenti che ogni anno, in Italia, ricevono una diagnosi di leucemia o tumore. Per molti di questi giovani sono necessarie trasfusioni di piastrine (per far fronte alle possibili emorragie) e di globuli rossi (per contrastare le gravi anemie).

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, commenta così il sodalizio: «Come Federazione di associazioni di donatori dobbiamo ricordare sempre la motivazione del nostro impegno: i pazienti che necessitano di terapia trasfusionale, tra i quali troviamo anche molti giovani pazienti.

Con il protocollo sottoscritto oggi tra FIDAS e FIAGOP intendiamo impegnarci nel far conoscere l’importanza del dono gratuito, anonimo e responsabile del dono per le famiglie dei piccoli e giovani pazienti che stanno affrontando la diagnosi di leucemia o tumore».

Angelo Ricci, Presidente FIAGOP, ha commentato il momento della firma dichiarando: «Chiunque abbia attraversato l’esperienza della malattia oncologica, ancor più se ematoncologica, del proprio figlio conosce l’importanza di avere sempre disponibile sangue o suoi derivati come veri e propri salvavita. Per questo motivo è importante far sì che cresca la cultura della donazione, ed è per questo obiettivo che oggi Fiagop e FIDAS hanno sottoscritto il loro protocollo di intesa».

Ciò che emerge con forza, allora, è il fil rouge tra donatore e paziente, che pur nell’anonimato del dono sono legati da un filo d’acciaio, indissolubile che offre enorme benessere sia ai donatori che ai riceventi.

In vista del World blood donor day 2021, ci sembrano i passi più belli da fare: quelli che si compiono insieme.

Perché donare sangue, l’intervista di Gabriele Corsi su Corriere.it

Un personaggio molto amato dai giovani, cordiale, divertente e carismatico: Gabriele Corsi, showman e conduttore della fortunatissima trasmissione “Deal whit it“, in onda tutte su Nove, è anche donatore di sangue.

Per il Corriere.it. ha rilasciato una video intervista in cui racconta i motivi che l’hanno spinto a iniziare il percorso nel dono del sangue, e come sempre accade laddove entrano in ballo le storie personali, e le esperienze di vita, il valore di gesti semplici come il dono acquisiscono una dimensione di bellezza unica.

Corsi infatti ha spiegato che la sua scelta di donare sangue è legata alla necessità di aiutare una sua amica malata di leucemia e che dunque aveva bisogno di donazioni costanti. Una scelta che fa sentire bene sé stessi e gli altri da cui non si torna più indietro una volta che si prova la sensazione unica di essere importante per la vita di un’altra persona.

Nel nostro tempo, il racconto delle proprie esperienza da parte dei testimonial o personaggi noti, è sicuramente un grand viatico per diffondere la cultura del dono tra i giovani e nella comunità.

Speriamo dunque che tanti altri volti noti possano diventare donatori e raccontare al pubblico anche questa aderenza a valori etici così ricchi di energia positiva.