Da Fratres Toscana l’appello al dono dell’attore Lino Guanciale

Fratres

In un momento così complicato per il sistema trasfusionale italiano, anche gli appelli dei testimonial possono essere importanti.

Assieme a Fratres Toscana, l’attore Lino Guanciale ha girato un video per spingere i donatori al centro trasfusionale. “Grazie a Lino Guanciale per il prezioso contributo e per averci supportato in questo progetto teso a far conoscere e comprendere la necessità delle donazioni di sangue e di plasma, fonti preziose la cui disponibilità dipende esclusivamente dalle donazioni spontanee dei cittadini” recita il comunicato dell’associazione, che continua con le dichiarazioni di sottolineato Antonella Bertelli consulente sanitario Fratres Toscana.
“E’ utile ed importante donare plasma quanto donare sangue e con questa campagna di comunicazione vogliamo fornire informazioni essenziali sulla possibilità di diventare donatori. Sapere quanto sangue serve quotidianamente al servizio sanitario, il suo utilizzo, e che è indispensabile per gravi patologie e malattie rare. Informare e condividere la cultura del dono come impegno pubblico e sociale è appunto la nostra missione”.

Della campagna di Fratres Toscana fanno parte anche altri materiali, come un vero e proprio cortometraggio, dal titolo “Se doni sei grande”, che racconta una storia di altruismo e solidarietà, ambientata nel contesto scolastico e legata alla donazione, e che si può vedere in seguito.

La Toscana è una delle regioni più colpite dal calo di donazioni a cusa dell’aumento dei contagi da Omicron.

La speranza di tutti è che la risposta dei donatori non tardi ad arrivare.

Carenze a causa di Omicron, il comunicato del Centro nazionale sangue

carenze

Carenze sangue in molte zonde d’Italia. Da diversi giorni, come abbiamo documentato sia su Buonsangue che su Donatorih24, l’aumento dei contagi dovuti alla variante Omicron sta rendendo la vita difficile al sistema trasfusionale.

Il Centro nazionale sangue, allora, ha diffuso un comunicato che spiega la situazione nel dettaglio, precisando il numero di sacche mancanti, quali sono le regioni più colpite, e spiegando che se a gennaio una “crisi” delle scorte si è sempre verificata, quella del 2022 è sicuramente iù difficile da fronteggiare.

Ecco la fotografia del momento corredata dalle parole di Vincenzo De Angelis, direttore del Cns, e Gianpietro Briola, nelle vesti di coordinatore Civis.

“In questi giorni si stanno registrando carenze di sangue in diverse regioni d’Italia, dovute alla nuova ondata di contagi Covid-19 da ascrivere alla diffusione della variante Omicron. Sono già cinque le Strutture Regionali di Coordinamento che hanno fatto appello al sistema di compensazione interregionale, Toscana, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Lazio, ma segnali di preoccupazione arrivano anche dal resto del territorio nazionale. Sono al momento 1.240 le sacche di sangue richieste tramite la bacheca di SISTRA, il Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali, ma è probabile che i numeri possano peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane causando il rinvio di interventi di chirurgia elettiva in vari ospedali d’Italia per preservare le scorte di emocomponenti.

La situazione è in via di costante monitoraggio da parte del Centro Nazionale Sangue, delle SRC e del Civis, il coordinamento delle principali associazioni di donatori di sangue in Italia (AVIS, Croce Rossa, FIDAS e FRATRES) e l’appello è, per chiunque sia in buona salute, di contattare il proprio centro di raccolta più vicino per prenotare una donazione.

Non è una cosa insolita che nei primi mesi dell’anno, in coincidenza del picco di diffusione dell’influenza, si registrino carenze di sangue. Ma in queste prime settimane la situazione è aggravata ancor più dalla nuova ondata pandemica che costringe donatori e in alcuni casi anche il personale addetto alla raccolta a sottostare a periodi di quarantena, o per aver contratto il virus o per aver avuto dei contatti con persone positive. 

“La nuova ondata pandemica sta vivendo in questi giorni il suo picco e bisogna stare in guardia – commenta il direttore del Centro Nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis – Ricordiamo però che, già dal primo lockdown, sono attive una serie di procedure che hanno lo scopo di garantire la sicurezza di tutti gli attori coinvolti, donatori di sangue in primis, ma anche il personale medico e infermieristico che lavora nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta associative. Donare il sangue è sicuro ed in questi giorni è più utile che mai”.

“Essere donatori significa farsi portavoce di uno stile di vita sano e corretto – commenta Gianpietro Briola, coordinatore pro-tempore del CIVIS, Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue e Presidente di AVIS Nazionale – Perciò è più che mai importante proteggersi e rispettare le semplici norme di igiene e distanziamento che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. Il bisogno di emocomponenti non cessa mai e per questo invitiamo i nostri donatori a compiere il proprio gesto con sollecitudine e chiunque non lo avesse ancora fatto a diventare donatore di sangue o plasma. Agire, come già siamo organizzati, attraverso la programmazione e la prenotazione della donazione significa garantire la continuità delle attività sanitarie e permettere accessi contingentati nelle unità di raccolta per la sicurezza di tutti”.

Carenze sangue, l’appello al dono di Avis Toscana: “Chi sta bene, doni”.

Della situazione in corso nel Sistema Sanitario Italiano abbiamo parlato nei giorni scorsi su Donatorih24, mostrando come in molte regioni italiane ci sia sofferenza per quel che riguarda le scorte di sangue a causa della crescita dei contagi: la Toscana è tra le regioni più colpite, con moltissime prenotazione al dono cancellate.

Arriva allora l’appello delle associazioni di donatori, con l’intervento di Claudia Firenze, presidente di Avis Regionale Toscana, che si è rivolta ai corregionali per spronarli al dono.

“Serve uno sforzo mirato – ha detto – per far fronte all’inevitabile calo delle donazioni di questi giorni. Per questo invitiamo chi sta bene a chiamare l’Avis del proprio territorio e andare a donare sangue e plasma, anticipando se possibile la prenotazione. Così potremo garantire il più possibile la somministrazione di trasfusioni o di farmaci emoderivati ai pazienti che ne dipendono”.

“Apprezziamo – ha poi aggiunto- la disposizione dell’assessorato alla salute della Regione alle Asl di fare un’attenta programmazione delle attività per contenere le carenze. Come abbiamo sottolineato molte volte, solo unendo gli sforzi e valorizzando al meglio la generosità dei donatori è possibile garantire sostenibilità al sistema trasfusionale”.

Sinergia tra donatori e istituzioni dunque: come sempre l’efficienza del sistema sangue è legata alla collaborazione massima delle gambe che lo sostengono.

Per quanto ci riguarda, estendiamo l’appello al dono toscano a tutte le regioni Italiane. Chi è sano, doni, è molto importante.

“Donare è partecipare”, la campagna pro dono di Avis Provinciale Modena

donare

Donare è partecipare.

Ancora Avis e ancora sport: dopo la campagna dono di Avis Altopiano di Asiago, anche Avis Provinciale di Modena mette sotto il riflettore il legame naturale tra sport e dono per sensibilizzare sulla donazione di sangue.

Quella dei donatori è una squadra vincente, e gli sportivi sono i donatori perfetti, con il loro stile di vita incentrato sul benessere e sulla performance sportiva e la loro condivisione di valori certificati di altruismo, prestazione al massimo, e spirito di squadra.

Lo spot Avis è molto bello, affianca i praticanti di tantissimi sport diversi e il claim è davvero molto azzeccato: “Donare è partecipare, unisciti alla squadra.

E se pensiamo al momento che vive la raccolta nel paese con l’aumento di contagi dovuto alla variante Omicron e all’appello del presidente di Avis Briola, uno spot come questo non può che fare molto bene.

Sport e dono, il connubio vincente: la campagna di sensibilizzazione di Avis Altopiano di Asiago

Sport e dono del sangue sono poli compatibili, anzi destinati a matrimoni perfetti.

Chi fa sport a livello agonistico, in generale, è infatti molto attento al mantenimento di uno stile di vita sano e al proprio benessere, offrendo una materia biologica di alta qualità.

Chi dona, possiede nel proprio animo quell’attitudine alle necessità altrui che è tipica della cultura sportiva, che si tratti di rispettare gli avversari o i propri compagni di squadra.

Insomma, le campagne di sensibilizzazione che si fondano su questo connubio sono sempre ben orchestrate, e l’ultima è quella di Avis Altopiano di Asiago, che per il 2022 ha scelto di diffondere la cultura del dono partendo da 5 testimonial illustri.

Chi sono? Eccoli:

Asja Zenere classe ‘96, è sciatrice alpina italiana. Originaria di Enego, è specialista in discesa libera, supergigante e slalom gigante. Conta due ori nel 2015 e due argenti nel 2014 nei Campionati italiani juniores, un secondo posto, un terzo posto e un miglior piazzamento in classifica generale (30esima nel 2020) in Coppa Europa. 

Federico Benetti, nato nel giugno del 1986 ad Asiago, è stato capitano dell’Asiago Hockey 1935. Alle sue spalle un esordio in Serie A con la maglia dell’HC Asiago nella stagione 2004-2005, dove poi torna dal 2006-2007 per conquistare due scudetti consecutivi. Esordisce anche con la Nazionale italiana prendendo parte ai mondiali di categoria Under-18 nel 2004. Nei due anni successivi partecipa ai Mondiali Under-20. 

Andrea Pasqualon, classe 1988 e cresciuto a Enego, è un ciclista su strada, con doti di velocista, che oggi gareggia per la squadra maschile belga Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux. Nella sua carriera figurano anche il Giro d’Italia 2021 e la partecipazione al Tour de France nel 2017, 2018 e 2019. 

Il 35enne Sergio Rigoni è un ex fondista di Asiago. Ha preso parte all’edizione 2006 dei campionati mondiali juniores di sci nordico a Kranj, in Slovenia. Gareggia prevalentemente in Alpen Cup: ha esordito il 13 febbraio 2009 in Coppa del Mondo a Valdidentro, ha partecipato ai mondiali di sci nordico 2017 in Finlandia e ai XXIII Giochi olimpici invernali di Pyeongchang2018.

Roberta Rodeghiero, classe ’90, è una pattinatrice artistica su ghiaccio, nata a Schio. Nel 2005 guadagna la Merano Cup. Partecipa ai campionati mondiali del 2011, 2015, 2016 e 2019 e prende parte ai campionati europei 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017. Tre volte vice campionessa italiana e un terzo posto al Grand Prix senior in Francia, a Bordeaux, nel 2015.

Ma com’è nata l’idea di puntare sugli sportivi? Lo ha spiegato il vice presidente dell’Avis locale, Giorgio Tagliaro, che ha parlato di tradizione e territorio «L’idea è nata perché volevamo trovare un modo per valorizzare le radici del nostro territorio. Siamo tutti abitanti dell’Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni e quindi fieri testimoni di una storia identitaria di origine cimbra. Da qui il desiderio di coinvolgere sportivi delle nostre zone riconosciuti a livello nazionale e internazionale».

Avis e Anci insieme in Toscana per il progetto “Botteghe della salute”

Avis

Il nuovo anno è appena iniziato e già Avis Toscana e Anci (Associazione nazionale comuni italiani) hanno messo a punto un progetto molto interessante per un 2022 che si preannuncia pieno di iniziative.

“Botteghe della salute” – così si chiama il progetto – consentirà a tutti i cittadini, e non solo ai donatori, di “usufruire gratuitamente di una serie di servizi di sanità digitale: dalla prenotazione del vaccino o del tampone anti-Covid all’attivazione della tessera sanitaria, passando per l’accesso al fascicolo sanitario e la possibilità di creare le credenziali Spid”.

Sull’iniziativa, ecco le parole della presidente di Avis Regionale, Claudia Firenze: “Avis non poteva che allearsi con un progetto che vuole dare un contributo all’affermazione del diritto alla salute sul nostro territorio tramite la diffusione dei servizi di sanità digitale. Voglio ringraziare Anci Toscana per l’attenzione e la fiducia, il nostro radicamento, grazie alla presenza di 185 sedi e l’esperienza di gestione con i mezzi digitali del flusso di donatori, sono due valori che mettiamo con piacere a disposizione di Anci e degli obiettivi delle Botteghe della Salute. L’emergenza sanitaria che viviamo ormai da quasi due anni ha posto duramente al centro la necessità di costruire percorsi di prossimità per la cura della salute di tutti i cittadini e la digitalizzazione può favorire l’accesso e la semplificazione della gestione dei servizi. L’impegno dei volontari Avis e dei giovani in servizio civile andrà proprio in questa direzione”. 

E in effetti, sono ben 21 le sedi Avis della Toscana che erogheranno i servizi di sanità digitale, e 39 i ragazzi e le ragazze del servizio civile già formati per garantire la riuscita del progetto.

Un bellissimo modo per aiutare i cittadini in un momento di vita pubblica che sta tornando estremamente difficile.

Buon 2022 a tutti i donatori, i già periodici e i potenziali

Su Donatorih24 li abbiamo definiti i SalvaVita, perché di questo si tratta: i due milioni di donatori italiani che ogni anno grazie al loro contributo e al loro dono etico, anonimo, volontario, gratuito, asssociato e organizzato, salvano la vita a migliaia di pazienti assicurando loro quella linfa vitale necessaria che è il sangue.

Che il 2022 possa accrescere la forza e la grandezza di questo “esercito” sempre in prima fila per offrire un punto cardinale del diritto alla salute a tutti i cittadini italiani.

Tanti auguri per un gran bel 2022 a tutti i donatori, a quelli che lo sono già e a quelli che lo diventeranno, e naturalmente, al sistema sangue italiano.

La Fidas pugliese e la sua lettera aperta per il 2022

Fidas

Il periodo tra Natale e capodanno è sempre buono per i bilanci e i propositi, e così, il presidente della Fidas Pugliese Donatori di Sangue – Odv, Corrado Camporeale, ha scritto e inviato alle istituzioni, ai centri trasfusionali, ai rappresentanti delle sezioni territoriali e alle autorità scolastiche una lettera di sensibilizzazione sul tema dall donazione del sangue.

“Viviamo un periodo di transizione che, però, deve portarci non ad una fase di stasi, ma ad una nuova mobilitazione nel solco della prudenza e dell’impegno costante – ha detto Camporeale – e il crescente fabbisogno di sangue, il contributo al servizio sanitario nazionale, l’attenzione per il dono inteso come gesto volontario sono tematiche a cui prestiamo sempre massima attenzione. L’emergenza legata alla diffusione del contagio da Covid, in questo contesto, ci ha portato ad adottare nuove misure e ci ha portato ad attivare nuovi canali di promozione. Lo abbiamo fatto con la consapevolezza che da, una parte, il nostro contributo di donatori non può rallentare e, dall’altra, l’attenzione alle misure di prevenzione non può essere meno importante”.

Utile, la lettera, lo è stata anche per tracciare un primo bilancio dell’attività 2021.

“Durante questi mesi abbiamo imparato che l’essenziale conta più di ogni altra cosa, che la vicinanza al prossimo in difficoltà è più importante di tutto, che il dono migliore è quello che non possiamo spedire, quello della solidarietà” ha scritto Camporeale – e risultati raggiunti in questo anno ci danno la misura di quanto insieme, istituzioni, rappresentanti delle strutture sanitarie, dirigenti delle sezioni locali e volontari delle associazioni territoriali, abbiano saputo interpretare il momento, individuare nuove forme di sensibilizzazione, raggiungere un pubblico sempre più giovane anche grazie alle attività di confronto e dialogo con i ragazzi nelle scuole. Cito questi tre aspetti non a caso: capacità di interpretare il presente, desiderio di sensibilizzazione continua e sguardo al futuro siano le tre linee guida in grado di illuminare il nostro 2022”.

A Natale il dono più bello è il dono del sangue, ecco le sfide del sistema nel 2022

Natale è un periodo di feste e doni, ma anche di bilanci.

Il sistema sangue si appresta ad approdare nel 2022 e le sfide che dovrà affrontare, dopo due anni di pandemia, sono sicuramente molto complesse.

Ecco, punto per punto, i 5 obiettivi principali che il sistema dovrà perseguire nel 2022

  • In primo luogo la raccolta sangue: dovrà tornare ai livelli pre-pandemici. La generosità dei donatori è stata straordinaria, ma il sistema dovrà metterli nelle condizioni di donare più facilmente e con minor dispendio di tempo.
  • Il personale sanitario: come detto da tutti gli addetti ai lavori, nel 2022 bisognerà investire affinché cresca il numero di operatori in grado di fare le trasfusioni. Briola, preidente di Avis nazionale, ha suggerito l’utilizzo di medici di base, ma nell’arco di qualche anno il sistema dovrà dotarsi di un maggior numero di specialisti.
  • La promozione della donazione in aferesi. Come recita la campagna di Natale di Avis Toscana, sarà importante diffondere la cultura della donazione differenziata. Non solo sangue intero, ma anche e sopratutto plasma in aferesi, sfatando la convizione che si tratti di una donazione di serie B.
  • Campagne di sensibilizzazione ben congegnate: il DDL concorrenza appena approvato consente di stanziare nuove risorse economiche per la comunicazione. Servirà allora puntare su campagne in grado di raggiungere più persone possibili.
  • Il ricambio generazionale: riportare i giovani nei centri trasfusionali è una priorità strategica. Il ricambio generazionale garantisce lunga vita al sistema e in tal senso, il lavoro nelle associazioni delle scuole può dare ottimi frutti.

Intanto, senza aspettare il 2022, per tutti noi donatori potenziali ci sono ancora giorni e giorni per donare prima del 31 dicembre.

Il dono è un cerchio magico: quando le vie della solidarietà sono infinite

dono

Ci sono storie di solidarietà e dono che ci fanno lacrimare gli occhi, e che riescono a bucare una macchina dell’informazione troppo spesso orientata a valorizzare il male, il negativo, il torbido e ciò che riesce a creare polemiche.

Invece la realtà, che non è così scadente, offre spesso spunti sorprendenti nel senso opposto: è il caso di una storia che i lettori di Buonsangue e Donatorih24 è meglio che non si perdano. Pochi giorni fa, i giornali hanno pubblicato la storia di Francesco Di Somma, vigile del fuoco del comando provinciale di Caserta che lo scorso 5 aprile, giorno di Pasquetta, in una semplice giornata di servizio come un altra riuscì a salvare una ragazza di soli 20 enno che era incidentalmente caduta in un pozzo artesiano a Casaluce, proprio in provincia di Caserta.

Il caso poi ha voluto che Di Somma, dopo delle analisi, abbia scoperto di essere affetto da una patologia rara legata al sangue, e in particolare l’emoglubinuria parassostica notturna. Una patologia che lo costringe a trasfusioni settimanali, almeno fino a quando dovrà sottoposrsi a una delicata operazione di trapianto del midollo osseo.

E sapete chi è andata a donare sangue per aiutarlo? Sì, proprio, lei, Carla, la ragazza salvata da Francesco a Pasquetta. Carla ha risposto all’appello dei familiari di Francesco e andrà a donare sangue per l’uomo che l’ha salvata.

Questo caso, un po’ magico ed edificante, è uno dei rari casi in cui il paziente bisognoso di sangue potrà conoscere il nome di uno dei suoi benefattori. Ma in realtà, ciò che impariamo è che la solidarietà e l’amore per il prossimo sono energie sempre in circolo e che i casi della vita possono sempre ribaltare i ruoli.

Proprio per questo è importante che il dono sia anonimo, gratuito, volontario, associato e organizzato. Bisogna anticipare i giochi del destino e permettere a tutti i pazienti di avere sempre sangue a disposizione.