Sul mercato libero la sicurezza è un chimera

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Se ne parla sempre troppo poco sui media tradizionali, ma l’autosufficienza ematica è un obiettivo strategico talmente importante che la sua definizione a livello normativo è programmata e pianificata anno dopo anno dalle istituzioni sanitarie, coordinate con le regioni e le associazioni. Poiché oggi gli scenari politici cambiano repentinamente, aumentando il rischio di emergenze fuori controllo, è facile capire perché uno stato deve sempre poter ottemperare a tutte le necessità di sangue e plasma, di emocomponenti e plasmaderivati. In questo senso, l’accordo stato/regioni del 20 ottobre 2015 dice testualmente: “Ai fini del perseguimento dell’autosufficienza nazionale e della valorizzazione del dono del sangue e dei suoi prodotti, quale patrimonio strategico a valenza sovraziendale e sovraregionale, le Regioni e Province autonome acquisiscono in via prioritaria i prodotti medicinali (finiti e semilavorati intermedi) derivati dalla lavorazione del plasma nazionale in base alle convenzioni, ove equivalenti agli analoghi emoderivati commerciali, individuando anche le adeguate forme di dispensazione diretta”. La stringa che cita la “valenza sovraziendale” è un chiaro riferimento alla natura pubblica del sangue, inteso come bene collettivo. Un chiaro segnale di ridimensionamento delle logiche commerciali.

Come mai specificarlo? Perché perdere l’autosufficienza, ed essere costretti a rivolgersi al mercato per acquisire le quantità mancati, significherebbe operare in mercato commerciale paragonabile a qualsiasi altro mercato libero di prodotti, come detersivi, bulloni o qualsiasi cosa vi venga in mente. Ma nel caso del sangue, lo ricordiamo, in quanto a sicurezza non c’è margine d’errore: entrare a comprare emoderivati e plasmaderivati sul mercato libero, laddove transitano farmaci prodotti con plasma raccolto, ad esempio, in nazioni in cui sono legali le donazioni remunerate (statisticamente frequenti in territori e fasce sociali il cui stile di vita non è proprio quello dei donatori abituali italiani), sarebbe un enorme, drammatico, un vero passo indietro.

Autosufficienza e sicurezza sono valori che non hanno prezzo.

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