Se il sangue esce dai confini nazionali, che qualità avrà quando rientra?

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Non si tratta di una semplice boccata d’aria.

Secondo la legge 219/2005 che liberalizza il mercato del sangue, perché gli standard di sicurezza minimi vengano rispettati è obbligatorio che possano parteciparvi solo le aziende che hanno sedi produttive in paesi dell’Unione Europea: la CSL Behring ha laboratori in Svizzera (che non è soggetta alla normativa UE) e Marburg in Germania, ma a quanto pare solo il sito svizzero sarebbe autorizzato al frazionamento del sangue italiano.

Se questo fosse vero (cercheremo di approfondire l’argomento) è evidente che la questione della sicurezza ne sarebbe minata. E col sangue non si scherza. Non si tratta di fargli prendere una boccata d’aria, ma di assicurare i cittadini che ogni fase della filiera produttiva atta a restituire prodotti emoderivati, non presenti neppure un accenno d’ombra.

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