Piano strategico nazionale del sangue per le maxi emergenze

Amatrice, 24 agosto 2016 (AP Photo/Gregorio Borgia)

Prevedere le catastrofi naturali non è possibile, ma avere dei protocolli di massima che garantiscano risposte immediate è fondamentale perché l’efficienza nell’organizzazione dei soccorsi sia la migliore possibile.

Ecco perché, subito dopo il terremoto che ha colpito duramente l’Italia centrale il CNS (Centro Nazionale Sangue) ha subito attivato nelle zone colpite il “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi emergenze”.

Un comunicato del CNS (http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-013) spiega tutto nei dettagli: scorte di sangue nelle zone più bisognose, un coordinamento costante delle attività trasfusionali e procedure straordinarie per l’accoglienza ai donatori.

La situazione è gestita con costanti aggiornamenti.

Una raccomandazione: Il CNS e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS, Fratres, invitano i donatori su tutto il territorio nazionale a programmare la propria donazione contattando l’associazione e/o il servizio trasfusionale di riferimento, in modo da prevenire sia eccedenze sia carenze di emocomponenti.

Proprio perché gli eventi straordinari possono avere grande peso e incidono molto sul sistema trasfusionale italiano, è importantissimo che il Centro Nazionale Sangue e le sedi regionali di coordinamento lavorino insieme nella massima armonia e con regole certe, nella massima collaborazione con gli utenti.

In tal senso, il decreto del 13 febbraio 2001, stabilisce quattro gradi di emergenza, da livello 0 – routine fino a livello 3 – maxi emergenza, il livello in cui entra in azione il piano strategico nazionale.

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