Per l’autosufficienza la raccolta è fondamentale, ma ci sono altri fattori

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Nella relazione redatta dal Presidente Fidas Aldo Ozino Caligaris per il Congresso Nazionale di Grado, gli scorsi 22-23 Aprile, emerge un’importante aspetto affinché sia pienamente compreso il tema dell’autosufficienza ematica e dei fattori necessari a raggiungerla.

In ambio di medicina trasfusionale, la domanda non è dettata esclusivamente dalla necessità di reperire una certa quantità di materiale biologico, perché è altrettanto fondamentale che quel materiale sia lavorato con la qualità necessaria per essere abbinato immunologicamente al suo potenziale destinatario.

I fattori per garantire l’efficacia di qualsiasi terapia trasfusionale sono molti, tra cui disponibilità, sicurezza ed efficacia dei prodotti, ovvero l’unico modo di rispettare il fattore dono che è alla base della raccolta.

Ecco perché bisogna evitare sprechi e fare in modo che mai e poi mai si debba ricorrere al mercato per reperire tutti quei prodotti che sarebbero ottenibili utilizzando in modo esauriente il dono etico dei lavoratori. Prendiamo a tal proposito il già citato caso del nuovo accordo in “conto terzi” firmato da un’aggregazione regionale che ha come capofila il Veneto: siamo certi che il principio del dono etico sia rispettato in un accordo che prevede la resa obbligatoria soltanto di albumina e immunoglobuline (sia pure in buone quantità) e che preveda il ricorso al mercato per reperire diversi prodotti accessori?

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