Patient Blood Management (PBM) al centro del dibattito all’Istituto Superiore di Sanità

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Ancora una giornata importante per il sistema sangue. Ancora una giornata di dialogo.

Il convegno di oggi all’Istituto Superiore di Sanità a Roma, è incentrato su due temi chiave nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse, ovvero il Patient Blood Management.

Su cosa sia il Patient Blood management, è possibile leggere qualcosa in più qui:

http://www.buonsangue.net/politiche/il-patient-blood-management-cose-e-cosha-cambiato/

Come ci si poteva attendere, è stata una mattinata di interventi molto attesi. E pur con qualche cambio di programma per problemi logistici, i quattro interventi previsti sono stati approfonditi e seguiti con partecipazione, generando interventi e dibattito.

Più nel dettaglio:

Il professor Iain MacDougall, nefrologo al King’s college Hospital di Londra, si è occupato di ferro, e della sua somministrazione per via endovenosa. Quanto ferro si può dare prima che un paziente possa sviluppare un sovraccarico, o accumuli, con potenziale negativo? Cosa avviene sul piano della nefrologia (disciplina che studia la malattia dei reni)? Cosa avviene in caso di infezioni in corso? Purtroppo ci sono studi ancora contrastanti, un misto tra fatti e folklore. Tuttavia per MacDougall il ferro è una risorsa fantastica in moltissimi campi di cura e le evidenze portano a considerare dei benefici che dovranno essere supportati dai molti studi ancora in corso, da qui al 2018.

 

Manuel Munoz, professore di medicina trasfusionale all’università di Malaga, ha parlato di anemia in gravidanza, un problema che riguarda il 20% delle donne nei paesi sviluppati e il 56% delle donne in via di sviluppo. La prevenzione si pratica offrendo una supplemento alla donna, con benefici anche per il nascituro, e sottoponendosi a un emocromo completo nelle prime settimane. Necessario inoltre, rinforzare lo studio dell’anemia post-parto grave, che è sempre più diffusa e che comporta problemi importanti come riduzione delle capacità cognitive, peggioramento della qualità della vita e depressione.

 

La professoressa Haleema Shakur, professore associato della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha parlato degli effetti dell’acido tranexamico in caso di emorragie post parto e del suo studio denominato Woman, nei paesi in via di sviluppo, uno studio nato da un bisogno clinico registrato sul campo e di grande portata, con più di 20 mila pazienti coinvolti.

Dall’America, il professor Aryeh Shander, professore di anestesiologia alla Surgery Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York, ha parlato del futuro del PBM in ostetricia e ginecologia, con le strategie e le raccomandazioni per il PBM. Tutto ruota attorno alla medicina trasfusionale, con l’idea di un’applicazione tempestiva delle modalità di cura in modo che attraverso il lavoro di squadra (l’essenza del PMB) si possano ridurre le perdite ematiche e con esse le necessità trasfusionali.

Nel pomeriggio, invece, lo sguardo degli esperti sarà rivolto alle tematiche della trasfusione. Gestione delle carenze di ferro nelle anemie, le terapie anticoagulanti, il dibattito tra approccio restrittivo o liberale alla trasfusione di sangue, e infine, prima della chiusura dei lavori affidata al direttore del CNS (Centro Nazionale Sangue) Giancarlo Liumbruno, un’analisi economica del PBM.

Il Convegno di oggi, che si può seguire nei sui passaggi principali sui canali sociali di www.buonsangue.net, ovvero https://www.facebook.com/buonsangue1/ e https://twitter.com/BuonSangue1, è l’ennesima tappa di un percorso promosso dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Sangue già dal 2012, che mira a una nuova visione culturale nell’approccio medico incentrata a migliorare sempre più il benessere del paziente (approccio paziente-centrico) e a ottimizzare le risorse di sistema.

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