Nascita di un donatore

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È da qualche mese, ormai, che mi sono proiettato nell’universo del sangue e del plasma.

È un mondo affascinante, di cui fino a poco tempo fa non sapevo molto. Sto imparando tantissime cose, le più interessanti le condivido su buonsangue.net e presto diventeranno un libro. Perché esistono settori, zone della realtà che siamo abituati a ritenere scontati, li consideriamo parte del pacchetto dei servizi “garantiti” in una società moderna. Per esempio, diamo per scontato il settore sanitario, il fatto che in caso di bisogno riceveremo delle cure appropriate, e che, se un giorno dovesse servirci, troveremo in ospedale il sangue per una trasfusione.

Ma la verità è che tutto questo non è affatto scontato.

Dietro alla sacca di sangue che un giorno potrebbe servire a noi o a un nostro affetto, c’è un lavoro capillare che deve tenere conto di mille problematiche legate alla logistica, alla sicurezza, all’organizzazione di un sistema che non può permettersi di sbagliare. Dietro quella sacca ci sono migliaia di volontari che con grande efficienza e abnegazione coordinano e facilitano il gesto di circa un milione e ottocentomila donatori volontari in tutta Italia, lo zoccolo duro, quelli che da diversi anni a questa parte consentono al nostro Paese di guadagnarsi l’ambita e necessaria autosufficienza ematica. Perché se oggi, nel mondo industrializzato, è possibile produrre praticamente ogni cosa in modo artificiale, il sangue non lo si potrà mai ottenere se non dalle donazioni volontarie.

Scoprendo tutto questo, è stata una conseguenza naturale per me decidere di diventare donatore abituale. Detesto gli aghi, è un’idiosincrasia che mi porto avanti dall’infanzia, ma è giusto affrontarla se ciò può dare un piccolo contributo alla collettività.

Tuttavia il senso di diventare donatore è anche egoistico.

Il piacere emotivo di fare qualcosa di utile interviene anche sull’autostima, è una bella sensazione sul piano psicologico. Adottare la strategia del dono in una realtà che tende a privilegiare come spirito del tempo l’utilitarismo, la prevaricazione e la legge del più forte, è corroborante. Fa sentire attivi, presenti a se stessi, fedeli a se stessi.

E non è tutto. Donando due volte all’anno è possibile tenere sempre sotto controllo il proprio stato di salute, e dunque alzare il livello di prevenzione per eventualità poco piacevoli.

Oggi, prima di iniziare, le sensazioni sono queste. Molte altre, ne sono certo, saranno da raccontare quando l’esperienza di donare il sangue entrerà nel vivo. Le condivideremo su buonsangue.net.

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