Luci e ombre del sistema sangue nelle parole di Giancarlo Liumbruno, presidente del Centro Nazionale Sangue

 

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“La donazione in Italia è gratuita, anonima, volontaria, consapevole e soprattutto organizzata. Ed è proprio grazie all’organizzazione che è possibile tramutare il valore di un dono altruistico in strumenti per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel campo trasfusionale”.

Ha esordito così Giancarlo Liumbruno, il presidente del Centro nazionale Sangue, nel suo intervento al World Blood Donor Day a Roma, lo scorso 14 giugno, durante il quale ha messo al centro del dibattito le molte luci ed alcune ombre del sistema trasfusionale italiano a partire dall’analisi di alcuni dati del 2016.

Ecco i dati più significativi:

  1. I numeri generali del dono in Italia

I donatori totali, per la maggior parte periodici (81,2%) sono stati 1.688.000, per un numero di donazioni totali molto alto, ovvero 3. 036.634. Questo significa che in media ciascun donatore ha donato quasi 2 volte l’anno. Tali numeri hanno consentito di dare sangue a quasi 660 mila (659.486) pazienti trasfusi (+3,7% rispetto al 2015), pari a 10,9 persone ogni mille abitanti.

In quanto a divisione tra maschi e femmine i numeri indaco un rapporto 70% a 30% (Fig.1)

5- Infografiche donazione-02
Fig.1

In quanto alla discriminante dell’età, i dati del CNS invece parlano chiaro (Fig.2):

Grafico_1_donatori
Fig.2

Crescita e valori molto alti nel quinquennio 2011-2016 per la fasce 46-55 e 56-65, mentre numeri in peggioramento (e qui le maggiori ombre) per le fasce più giovani, quelle che comprendono i donatori dai 45 ai 18 anni: una chiara indicazione che è necessario lavorare con i giovani sin dall’età della scuola dell’obbligo e che bisogna cercare di facilitare in tutti i modi l’accesso alla donazione per tutti coloro i quali si trovano nel pieno dell’età lavorativa.

In quanto alla situazione regione per regione, medie molto alte in quanto a numero di donatori totali ogni 1000 abitanti in Friuli Venezia Giulia (40,2%), per la provincia autonoma di Trento (34,1%) e Sardegna (33,6), mentre ai punti più bassi della classifica troviamo il Lazio penultimo (24,2%) e Calabria (19,9). (Fig.3)

Grafico_2_donatori
Fig.3

Per ciò che riguarda la percentuale di sangue raccolto sulla quantità totale, il maggior contribuente è invece il Piemonte (32%), seguito da Veneto (16%), Friuli-Venezia Giulia (13%), Lombardia (12%) e Provincia autonoma (PA) di Trento (8%). (Fig.4)

5- Infografiche donazione-01
Fig.4
  1. Il Plasma

Necessario e importante, secondo Liumbruno, aumentare la raccolta del plasma, in aferesi e non solo. Dal 2013 al 2015 la raccolta del plasma in Italia è andata in peggioramento, dopo un lungo periodo di tasso di crescita superiore al 3% su base annua. Nel 2016 sono stati consegnati all’industria 812.000 kg di plasma di cui il 24% in aferesi, ma secondo Liumbruno, in vista del 2020 bisognerà arrivare a 860.000 Kg (Fig.5) di cui il 30% in aferesi. Come abbiamo visto su Buonsangue, http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/, in base ai principi generali del Piano Nazionale Plasma 2020, a tutte le regioni verranno chiesti dei miglioramenti.

4- Infografiche_raccolta_sangue_e_plasma-04
Fig.5

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