L’idoneità è una cosa seria: è una questione di sicurezza

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Una lettera di protesta al Corriere della Sera di qualche giorno fa, ripresa sul blog di Fidas , ci offre lo spunto per una discussione interessante. È la storia di un donatore dal 1979, che dopo un periodo di sospensione di 6 anni dovuto alla contrazione di Epatite B da parte di sua moglie, era stato riconsiderato idoneo soltanto dopo la necessaria vaccinazione. Qualche giorno fa, tuttavia, è stato escluso dalla donazione una seconda volta, poiché convivente con una portatrice sana di epatite. Tale esclusione lo ha fatto arrabbiare, essendogli sembrata immotivata. La spiegazione del mistero arriva da Fidas: tutto normale, c’è un decreto legge che regola il caso specifico, la sospensione è temporanea, tutto scritto nell’allegato 3 del  Decreto Ministeriale del 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Ergo, una considerazione: chi non ha troppa dimestichezza con l’universo sangue potrebbe pensare che donare sia un’azione automatica, determinata dalla semplice buona volontà. Non è proprio così: naturalmente esiste un protocollo molto preciso per diventare donatore, che passa, come primo step, da un test di idoneità. Ma c’è un aspetto ancora più importante da chiarire: donare sangue è una bellissima attività, restituisce un senso profondo di contentezza sebbene avvenga nell’anonimato. Ci si appaga del fatto che il proprio gesto aiuterà qualcun altro, ed è bellissimo. Tuttavia donare non è un diritto. La donazione deve avvenire nel pieno di un collaudato sistema di sicurezza, e il sistema trasfusionale italiano ha dimostrato, almeno negli ultimi due decenni, di aver raggiunto un livello molto alto di efficienza. Esistono settori istituzionali del paese che funzionano bene, specie dove si svolge la battaglia sul campo. Al cittadino compete avere fiducia, spostando la sua attenzione e il suo spirito critico, semmai, su tutte quelle scelte amministrative che per demagogia, per calcolo politico o interesse personale, lo penalizzano nel medio e lungo periodo, anche nell’universo sangue.

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