La sicurezza è un valore per tutti, anche per chi dona

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Spesso su Buonsangue.net abbiamo sottolineato e messo in risalto l’importanza del fattore sicurezza nel sistema trasfusionale, pensando soprattutto alla sicurezza del ricevente.

Ecco perché ci siamo soffermati sul racconto meticoloso di quanto sia fondamentale una donazione consapevole e verificata, concepita come un atto responsabile a monte, e quindi legata a stili di vita compatibili con i rigidi criteri convenzionati che rendono possibile l’uso efficiente del sangue donato. In seconda battuta, inoltre, ci siamo soffermati sull’importanza della sicurezza nelle filiere produttive di farmaci emoderivati e plasmaderivati, e sulla necessità di rispettare al mille per mille le norme nazionali ed europee che dispongono che il materiale biologico raccolto sia lavorato in sedi produttive collocate all’interno dei confini dei paesi UE.

 Tutto sacrosanto.
Tuttavia esiste un terzo livello di sicurezza che non va sottovalutato, ovvero la sicurezza dei donatori.
Non è raro imbattersi in pregiudizi infondati sulla materia, e non sono pochi i male informati che pensano esistano rischi di salute e sicurezza anche per chi dona.
 In realtà, i numeri rassicurano al di là di ogni dubbio: oggi in Italia le donazioni sono sicure al 99, 9 per cento periodico sia per il ricevente che per il donatore, così come più volte hanno ribadito i massimi dirigenti di settore come Vincenzo Saturni, Presidente Avis Nazionale (http://www.avis.it/notizie/24/111062/sangue-sicuro-in-italia-e-una-certezza). Risultati virtuosi ottenuti grazie ai protocolli, alla serietà professionale degli addetti e all’impegno delle associazioni nella prevenzione di stili di vita incompatibili.
 In altre parole, nessun alibi. Il bisogno di sangue non va in vacanza e donare è un atto appagante, civico, di splendida solidarietà umana. Che si può compiere sempre più in assoluta sicurezza.

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