La donazione di sangue secondo una giovane Youtuber: un ottimo modo per far arrivare il giusto messaggio ai giovanissimi

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Il passaggio di testimone tra generazioni, la necessità di convogliare il messaggio sui mille benefici individuali che il dono del sangue comporta (bonus che si vanno ad aggiungere all’utilità che questo gesto così semplice ha per il prossimo), sono tra i temi più discussi nelle associazioni di sangue.

Un dato comunicato qualche tempo fa dal Centro Nazionale sangue, quantificava in ben 212 mila i donatori che nei prossimi 10 anni non potranno più donare per il raggiungimento del limite d’età, e questo ci fa capire bene quanto sia necessario saper parlare con i giovani, avvicinarli alla donazione, spiegar loro che è un processo molto semplice in grado di restituire soddisfazioni non da poco su piano dell’appagamento individuale, della coscienza di sé e del senso di comunità.

Sappiamo bene, in questo senso, quanto le associazioni di donatori lavorino a contatto con le scuole per far sì che, al compimento del diciottesimo anno di età, siano già tantissimi i giovani pronti a recarsi ai centri trasfusionali, ma i canali per diffondere la cultura del dono su larga scala sono moltissimi, e spesso i più moderni, se usati nel modo giusto, possono essere i più validi.

Ecco perché siamo davvero lieti di segnalare il lavoro sul dono fatto dalla Youtuber Serena Anzaldi, giovanissima, seguita da quasi 100mila coetanei sulla sua pagina Youtube, da più di 25 mila followers su Instagram con il nome, molto giocoso, di Stay Serena.

In una serie di video che sta portando avanti da tempo, intitolata “Le 100 cose da fare prima di morire”, Serena ha inserito con ironia, buona capacità di intrattenimento e una parte informativa ben fusa agli altri contenuti, la “storia” della sua primissima donazione di sangue, a partire dalla registrazione come donatrice passando per il test preliminare e dalla donazione vera e propria, con il finale del video dedicato proprio a elencare tutte le sensazioni e i benefici che si possono ottenere con una semplice e rapida donazione. Ecco il risultato, che in pochissimo tempo, dal 5 aprile, ha già raggiunto migliaia di ragazzi:

La compilazione del test, la riflessione sul proprio stile di vita e sulla propria vita sessuale, il prelievo del campioncino, la possibile paura degli aghi che potrebbe arrivare al momento di iniziare la donazione, la gentilezza estrema e l’attenzione ricevuta al centro trasfusionale, la consapevolezza sul proprio gruppo sanguigno, il momento in cui ci si può rifocillare, e infine tutte le sensazioni positive del post-dono, con annessa la soddisfazione di ricevere le analisi gratuitamente a casa: Serena non ha tralasciato nulla nel suo racconto sulla prima donazione, e ha trovato un modo originale, intelligente e costruttivo di trasmettere un valore ai suoi coetanei.

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