I donatori e la zanzara West Nile

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Anche quest’anno, come accadde nel 2015, in Italia si registrano casi di zanzare positive al West Nile Virus. La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia scoperta per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

Queste le specifiche della malattia: il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, i sintomi leggeri sono: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma, ovviamente in casi molto più che rari.

In chiave donazioni, attualmente, con le misure aggiornate al 19 luglio e comunicate dal Centro Nazionale Sangue, è previsto uno stop alle donazioni di sangue ed emocomponenti di 28 giorni per tutti coloro i quali abbiano soggiornato anche per 1 sola notte nelle province di Bologna, Ravenna, Carbonia-Iglesias, Cagliari e Mantova.

Insomma, non un semplice prurito, ma quasi un mese di stop alle donazioni. Occhi aperti!

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