Buonsangue.net nel cuore delle associazioni. Avis per sensibilizzare la cultura del dono

Nel Sistema Sangue Italiano le associazioni di volontariato sono molto importanti, non soltanto per il lavoro quotidiano che svolgono ogni giorno sul territorio, ma anche perché a loro è affidato buona parte del lavoro di sensibilizzazione, per convincere il pubblico, e soprattutto i giovani, a diventare donatori abituali e favorire il ricambio generazionale. A cosa serve? All’autosufficienza ematica che è un asset strategico per ogni paese.

Ecco perché in ogni sede, i più autorevoli dirigenti nazionali non perdono occasione per sottolineare la specialità del sistema italiano, ribadendo che certe conquiste ottenute nel tempo grazie al volontariato organizzato devono continuare a essere promulgate e inseguite senza sosta: l’83% per cento dei donatori abituali per esempio, o la cultura diffusa del dono come un principio etico non remunerabile, anonimo e responsabile, da valorizzare al massimo in tutti i momenti della filiera (ovvero la fase trasfusionale da vena a vena, quella amministrativa e quello industriale, che investe la produzione di farmaci emoderivati e plasmaderivati).

Nel tempo vedremo come tutte le associazioni di volontari lavorano con grande impegno, passione e originalità, ma oggi iniziamo con AVIS, che agisce su tutti gli obiettivi sistematici grazie al lavoro di coordinamento del suo responsabile della comunicazione, Claudia Firenze.

La prima volta è una campagna soave ed emotiva che va in scena dal 2014:

Yalla per Avis è una campagna che mira a sensibilizzare al dono le seconde generazioni di immigrati:

Ma non è ancora tutto: per i donatori e per chi vuole essere informato in tempo reale sono disponibili l’app http://www.avis.it/notizie/24/110786/presentata-in-assemblea-l-app-di-avis-nazionale e la web radio: www.radiosiva.it

Infine chiusura con l’ultimo lavoro di squadra tra Avis e Regione Toscana.

Per vincere bisogna dare il sangue è una campagna molto allegra e accattivante, che chiama in causa molti sportivi di successo, tra cui i calciatori di Empoli e Fiorentina.

Del resto, a pensarci bene, la donazione altro non è che un grande lavoro di squadra di cui è bellissimo far parte.

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