A Perugia la prossima assemblea generale Avis, con in mente il desiderio di valorizzare il sistema italiano e adottarlo nel mondo

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La notizia è arrivata, e ora non resta che attendere. L’assemblea generale Avis, giunta ormai all’edizione numero ottantacinque, si terrà a Perugia, nelle sale del Centro Congressi dell’Hotel Quattro Torri, dal 22 al 24 maggio 2020.

Il titolo? In linea con la giornata mondiale del dono del sangue, che arriverà poche settimane dopo il grande meeting e sarà organizzata dall’Italia: il claim di presentazione dell’iniziativa incarna un concetto chiaro e definito: “Un mondo di donazioni”, un augurio che descrive il peso e l’importanza internazionale di un gesto che non ha limiti al suo valore. È quello che noi di Buonsangue ci auguriamo, anche perché “Un mondo di donazioni” è un frase che sembra avere in sé la forza e l’energia necessaria per motivare e chiamare in causa i quasi due milioni di donatori di sangue periodici e associati che fanno parte di Avis.

Sul meeting di Perugia si è espresso il Presidente nazionale di Avis, Gianpietro Briola, che ha rilasciato una breve dichiarazione in cui si chiede soprattutto quale potrà essere in futuro il ruolo dell’Italia e del modello italiano, nel mondo. Riuscirà l’Italia, con il suo modello etico fondato sul dono anonimo, volontario, gratuito, associato e organizzato, a ergersi come modello guida nel meccanismo dell’approccio alla raccolta e nell’immaginario mondiale sull’importanza vitale del sangue come fonte di vita? «L’assegnazione da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) della prossima giornata mondiale – ha detto Briola – ci riempie certamente d’orgoglio ma ci spinge anche a riflettere sul nostro ruolo a livello nazionale e internazionale. I numerosi eventi in programma quest’anno, compresa la nostra Assemblea, costituiscono l’occasione per confermare che un modello incentrato sulla donazione associata, etica, non remunerata, periodica e responsabile è quello che offre maggiori garanzie – qualitative e quantitative – sia ai donatori sia ai pazienti».

I pazienti quindi rientrano a pieno titolo nel discorso centrale della più grande associazione italiana. È un bene, come spesso abbiamo documentato, perché è la loro salute il migliore stimolo per motivare la comunità a sensibilizzarsi, nonché il decisivo approccio a fortificare, sul piano della comunicazione dei dono e dei suoi valori, il legame esistente tra chi dona il sangue e chi invece, ne ha bisogno per sopravvivere.

Tutti a Perugia a fine maggio dunque, per un’assemblea generale che si preannuncia davvero interessante che più avanti racconteremo nei dettagli.


 

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