Anche nel 2019 torna il vaccino gratuito per donatori: perché la scelta della continuità è importantissima

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I donatori di sangue, per il secondo anno consecutivo, avranno la possibilità di ricevere il vaccino influenzale gratuito. Nella scorsa stagione, questa iniziativa è stata tra le notizie principali per l’universo sangue, e l’appena avvenuta conferma per questo 2019 ha un’importanza enorme sia sul piano pratico che su quello simbolico. Tale continuità, tale scelta strategica e politica, fungerà ancora una volta da valore aggiunto per gli obiettivi e le esigenze del sistema.

La notizia ha avuto sin da subito un forte riscontro sulle agenzie di stampa e sui media principali, transitando sulle edizioni di telegiornali importanti e seguiti come quello di Sky Tg24, ed è passata al grande pubblico come assieme alle notizie principali delle scalette, ovvero la guerra turco-siriana e a Donald Trump. È un risultato importante, perché il provvedimento riguarderà circa 2 milioni di donatori eletti, e premiati, come i veri artefici dell’autosufficienza ematica raggiunta nel 2017.

Riconoscere questa centralità dei donatori, e favorirli con una misura che aiuta i donatori stessi a essere ancora più efficienti e poter seguire la loro vocazione senza imprevisti è sicuramente doveroso sul piano simbolico e mediatico quindi, ma lo è anche in concreto, perché i numeri della scorsa stagione hanno confermato risultati molto positivi. Su Buonsangue, il 19 marzo del 2019 abbiamo pubblicato i dati ufficiali, che erano stati incoraggianti.

Se nel 2017, infatti, quando il provvedimento non era attivo le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto alle mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella primissima stagione di vaccino influenzale gratuito non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Una soglia di garanzia molto alta.

E chi si avvantaggia di una gestione delle scorte più serena, di una “banca” del sangue che non deve gestire un limitato numero di eccedenze e criticità improvvise? Naturalmente i pazienti, veri beneficiari finali della nuova politica, che lontani dalle polemiche ideologiche e ragioni di campanile possono essere più tranquilli, perché interventi chirurgici gravi, urgenti, con necessità di scorte continue saranno rimandati solo in casi abbastanza rari, e le terapie salvavita necessarie a molte tipologie di malati non subiranno rallentamenti.

L’influenza è già un realtà piuttosto concreta in questo inizio di autunno e come avviene ogni anno ci si aspettano milioni di contagi. Ecco perché non bisogna aspettare troppo, ed ecco perché serve donare il sangue nei prossimi trenta giorni: vaccinarsi tra il 15 ottobre e il 15 novembre, consentirà secondo i medici di arrivare a primavera senza malanni e senza perdere sedute al centro trasfusionale.

L’iniziativa del vaccino gratuito, come sappiamo bene, è fortemente voluta dal Cns e coadiuvata da Civis, il Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue, e merita la massima diffusione possibile su tutti i canali mediatici, da quelli più classici, come i giornali e la televisione, fino ai social network. Mai come in questo caso l’unione fa la forza e condividere sulle proprie bacheche è un’azione semplice ma di grande efficacia, per invogliare tanti cittadini a diventare donatori periodici.

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

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Quali sono i risultati della più grande innovazione del 2018-2019 nel sistema trasfusionale italiano, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue?

Con l’arrivo della primavera è sicuramente tempo di bilanci, ma prima di scoprire cosa è successo è bene ricordare che la campagna sulla gratuità dell’antinfluenzale – che sempre fa tanto discutere nel dibattito pubblico in modo piuttosto futile e (purtroppo) troppo spesso senza l’ombra delle necessarie competenze – era partita lo scorso 15 ottobre 2018, come da noi puntualmente documentato.

Il tweet del Centro nazionale sangue era stato esplicativo: la campagna nasceva dalla volontà di premiare i donatori che già nel 2017 avevano contribuito alla conquista dell’agognata autosufficienza ematica e, contestualmente, si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo più strettamente medico: evitare che i picchi influenzali della stagione fredda, com’era avvenuto nel 2017, mettessero a rischio la raccolta sangue.

I primissimi bilanci, sono arrivati proprio ieri giovedì 28 marzo, a firma del Presidente del CN, Giancarlo Maria Liumbruno e del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, che sulla vetrina web di Quotidiano Sanità, hanno riportato alcuni dati ed espresso le loro valutazioni.

Com’è dunque il bilancio? Senz’altro positivo. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella stagione in corso non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Un risultato egregio, che ha consentito ai quasi 2 milioni di donatori periodici italiani di essere più efficienti del solito.

E non basta: noi di Buonsangue ci sentiamo di sottolineare un altro aspetto di notevole importanza, strettamente legato a questa iniziativa.

Le tantissime campagne mediatiche che hanno parlato della vaccinazione gratuita per donatori, regione per regione, hanno senza dubbio contribuito a riportare la pratica del dono del sangue associato nel dibattito pubblico, allargando il bacino d’utenza del dono, insistendo sulla sensibilizzazione, e specificando i vantaggi concreti per tutti coloro che decidono di donare il sangue. Vantaggi che, lo diciamo spesso, vanno oltre il semplice atto di altruismo, e investono ragioni di benessere individuale sia sul piano psicologico che su quello prettamente fisico.

Ben venga, allora, la conferma del vaccino gratuito per donatori anche per la prossima stagione. Come hanno specificato i dirigenti più alti del sistema trasfusionale italiano e delle associazioni di donatori, questo percorso deve assolutamente continuare.

 

 

 

Il vaccino gratuito per i donatori di sangue è stato attivato in tutte le regioni: ecco come accedervi

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Come procede l’iniziativa più bella dell’anno a favore dei donatori, ovvero il vaccino antinfluenzale gratuito? Sugli organi di stampa locali giorno dopo giorno, e settimana dopo settimana, è sempre molto alto il numero degli articoli e quindi il livello quantitativo generale dell’informazione. Solo nelle ultime ore, per esempio, troviamo il tema trattato ampiamente in Abruzzo, nell’arco alpino tra Veneto e Trenino, in Puglia, e in Lombardia.

È un bene, anche perché l’idea di favorire i donatori sulla possibilità di accedere al vaccino gratuitamente ottiene un doppio scopo: da un lato riduce la possibilità che i donatori periodici siano bloccati dall’influenza in mesi i cui, secondo le esperienze delle ultime annate, i malanni stagionali hanno sempre portato problemi alla raccolta regolare, e dall’altro, senza dubbio, richiama l’attenzione sul dono anche a tutti coloro che ci vanno saltuariamente o intendono andarci per la prima volta.

Dello stesso avviso è il direttore generale del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, che nel comunicato stampa diffuso dall’ente ha messo l’accento proprio sull’intento, in fase decisionale, di limitare le carenze che si verificano di solito in corrispondenza del picco influenzale. “Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – ha sottolineato Liumbruno – Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo insieme al volontariato ci siamo attivati per far inserire i donatori tra le categorie a cui viene offerta la vaccinazione. Ora che il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale auspichiamo un’adesione massiccia da parte dei donatori”.

Il Cns si è poi dedicato a un’indagine conoscitiva per capire dove è possibile accedere all’offerta del vaccino antinfluenzale gratuita per i donatori di sangue, che è stata recepita da tutte le regioni e viene erogata con diverse modalità. Quali?

Ecco i risultati, e a seguire, in figura 1, l’infografica del CNS con le indicazioni necessarie:

La principale modalità di erogazione è risultata il medico di base (scelta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Marche, Sardegna, Sicilia, Calabria, Lazio, Molise, Abruzzo, Toscana, Campania), insieme agli ambulatori vaccinali delle Asl (modalità prevista da Veneto, Val d’Aosta, Basilicata, province di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania). In Val d’Aosta, Emilia Romagna e Liguria è possibile vaccinarsi anche direttamente nei servizi trasfusionali. In tutte le Regioni è necessario presentare un documento che attesti l’iscrizione ad una associazione di donatori o un certificato di avvenuta donazione per accedere al servizio. Dopo la somministrazione del vaccino i donatori dovranno attendere 48 ore prima di poter effettuare una donazione.

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Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

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Fuori dalle polemiche sterili e di fazione che sono proprie del dibattito pubblico nazionale, ci avviciniamo ai mesi invernali, i più delicati per l’influenza. Noi di Buonsangue raccomandiamo di seguire in proposito le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), che nel febbraio 2018 ha raccomandato la nuova composizione vaccinale per la stagione 2018/2019, elencando i virus da inserire:

http://www.who.int/influenza/vaccines/virus/recommendations/en/

Se è vero che nella stragrande maggioranza dei casi curare l’influenza è molto facile, non bisogna comunque sottovalutare il problema, specie quando si è avanti con l’età. Dal Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) arrivano infatti dei dati abbastanza indicativi: secondo le stime, ogni anno, in Europa, si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e il range dei decessi oscilla tra 15.000/70.000 cittadini ogni anno. Il 90% dei decessi, appunto, colpisce soggetti con più di 65 anni d’età, e in particolare quelli con condizioni cliniche croniche di base.

Serve attenzione dunque, e non superficialità.

Per quello che riguarda l’Italia, una relazione molto approfondita e utile a rispondere a qualsiasi domanda dei cittadini interessati risale a maggio scorso, ed è la circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019″, redatto dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, e consultabile interamente a questo link:

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=64381&parte=1%20&serie=null

Proprio oggi, 15 ottobre 2018, prende inoltre il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19, e questa volta c’è una novità importante per tutti i donatori, annunciata da un tweet del Cento Nazionale sangue il 10 ottobre scorso: il vaccino gratuito.

Per la prima volta, dunque, quest’anno la vaccinazione stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente per tutti i donatori di sangue.

Una misura importante, che è da interpretare sia come riconoscimento per tutti i donatori che da anni assicurano l’autosufficienza, sia come una misura di sistema, utile a contenere i momenti di carenza invernale, spesso difficili da prevedere e controllare proprio a causa del diffondersi dei virus influenzali.

I motivi di questa decisione, i suoi effetti, sono stati ben sintetizzati da Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, e Gianpietro Briola, portavoce pro tempore del Civis (Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue), esaustivi nell’elencare tutti i benefici di una decisione attesa e opportuna.

“Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – ha detto Liumbruno – Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Più concentrato sul messaggio e sui benefici per la collettività è invece Briola, secondo cui “Il vaccino offerto ai donatori permette di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall’altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che è essenziale per l’erogazione dei LEA di medicina trasfusionale, come le terapie per i pazienti talassemici”.

Come evitare carenze durante le epidemie influenzali. La proposta del Cns: offrire il vaccino ai donatori

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Il tema del plasma, inteso come raccolta e invio al frazionamento industriale per ottenere poi i farmaci plasmaderivati in grado di curare patologie gravi come l’emofilia, è sicuramente tra i più importanti in assoluto e per Buonsangue è un argomento costantemente in evidenza.

Ecco perché nelle ultime settimane abbiamo chiesto più volte al Centro nazionale sangue di essere puntuale ed efficiente sulla pubblicazioni dei dati di raccolta regione per regione e sui dati di invio alle industrie farmaceutiche, ed ecco perché cerchiamo di informare il più dettagliatamente possibile i nostri lettori su tutte le vicende legate alle gare pubbliche dei vari raggruppamenti regionali.

Oggi 20 gennaio, a Verona, va in scena il convegno dal titolo “IL MODELLO ITALIANO DELLA DONAZIONE DI SANGUE, AUTOSUFFICIENZA ED ETICA SEMINARIO SUL CONTO LAVORAZIONE DEL PLASMA IN ITALIA ALLA LUCE DEI NUOVI ACCORDI INTERREGIONALI PLASMA”, un confronto di assoluta importanza per fare il punto sul modello italiano, un modello seguito e apprezzato in tutto il mondo, e capire a che punto siamo a livello di sistema in termini di raggiungimento dell’autosufficienza nazionale attraverso il rispetto dei principi etici.

Noi di Buonsangue ci siamo, e come sempre vi proporremo nei prossimi giorni un report completo del convegno.

Questo, intanto, il programma della giornata di lavori:

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Intanto il Centro nazionale sangue comunica i numeri relativi alle carenze della scorsa settimana, quella più complicata. Sono mancate circa 1300 sacche, creando problemi a molti ospedali costretti a rimandare gli interventi non urgenti.

Sulla bacheca Sistra – ha scritto il Cns nel suo comunicato di ieri 19 gennaio – su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1197.

“Le carenze all’inizio dell’anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Ma come evolve la situazione?

Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. “Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni – sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. L’entità dell’epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l’unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione”.

Ed ecco, allora, la notizia: offrire il vaccino ai donatori seguendo le politiche già in atto in Emilia Romagna (come in foto d’apertura) potrebbe essere una misura utile a non ritrovarsi di nuovo nell’identica situazione il prossimo anno. Un’idea che ha registrato immediatamente il consenso di Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas e coordinatore Civis:

 “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma Aldo Ozino Caligaris, Coordinatore pro tempore CIVIS – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti operatori del SSN.

Ecco un proposito che ci auguriamo diventi presto realtà.