Carenze significative in Toscana, a rischio gli interventi programmati. Il calo di donazioni dell’estate si fa sentire

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La seconda settimana di settembre porta con sé un effetto negativo per la raccolta sangue in Toscana. Dopo le notizie positive dei giorni scorsi infatti, con il comunicato stampa del Centro nazionale sangue sul calo di carenze estive nelle ultime due stagioni – comunicato da noi commentato – nelle ultime ore le notizie che provengono dalla prima regione italiana ad aver istituito anni fa il Meteo del sangue non sono ottimali.

Il Corriere Fiorentino, con un articolo a firma di Giulio Gori, racconta infatti che a Firenze, all’ospedale di Torregalli, «Si segnala una situazione di gravissima carenza di emazie di tutti i gruppi. Si segnala inoltre che la carenza è generalizzata a livello nazionale in particolare per i gruppi 0 positivo e negativo, pertanto vi preghiamo di programmare attentamente le attività elettive con i colleghi anestesisti e chirurghi al fine di garantire l’assistenza in urgenza emergenza e per le prestazioni salvavita».

Una situazione difficile dunque, che vede il suo baricentro in Toscana ma coinvolge tutta Italia per i gruppi 0 positivo e negativo.

Ecco l’ultimo bollettino on-line sul sito del Meteo del sangue, in figura 1.

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Come si vede, tranne i gruppi AB positivo e negativo, tutti gli altri gruppi necessitano di donazioni urgenti, e siamo certi che la risposta dei donatori sarà celere e funzionale.

La diffusione a mezzo stampa, c’è già stata: L’eco della Lunigiana ha segnalo aperture speciali dei centri trasfusionali a Pontremoli, Fivizzano e Massa; la testata on-line 055firenze.it riporta invece gli appelli al dono di Simona Carli, direttore del Centro regionale sangue, e di Stefania Saccardi assessore al diritto alla salute, così come fa Quotidiano Sanità, che sottolinea con forza il rischio che possano essere rimandati, a causa delle carenze, alcuni interventi chirurgici programmati.

Anche La Nazione, riprendendo le parole della Saccardi, chiama in causa la generosità dei Toscani e li spinge al dono, così come il sito di Controradio.it.

Noi di Buonsangue non mancheremo di seguire la situazione e di fornire aggiornamenti.

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo servizio per i donatori toscani, si arricchisce il Fascicolo sanitario elettronico (FSE)

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Una bella novità diventa operativa per i donatori toscani, e riguarda l’ampiezza informativa del loro Fascicolo sanitario elettronico: è pronto l’ultimissimo aggiornamento, che aggiungerà al fascicolo una nuova cartella. Quale? Quella che conterrà i referti del laboratorio trasfusionale, ovvero tutti i risultati, in dettaglio, delle analisi svolte da ciascuno nel proprio percorso trasfusionale.

Già lo scorso 15 giugno a Livorno, in occasione della Giornata regionale del donatore, avevamo annunciato le molte iniziative in programmazione per la nuova stagione in una delle regioni guida sul piano del costante rinnovamento del proprio sistema trasfusionale, un rinnovamento cui si aggiunge anche questa opportunità.

Il servizio tuttavia non è ancora disponibile in tutta la regione: si tratta di un work in progress, e attualmente sarà attivo a Firenze, Careggi, Viareggio, Meyer, Grosseto Pistoia, Empoli, Massa e Pisa, in attesa di diventare effettivo, nei prossimi mesi, in tutta la regione.

Significativa la soddisfazione delle due principali personalità del sistema trasfusionale toscano, ovvero l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e la responsabile del Centro Regionale Sangue Simona Carli, che insieme hanno individuato i motivi per i quali questo nuovo servizio porterà beneficio alla comunità dei donatori.

“La donazione del plasma e del sangue, oltre che un importantissimo gesto di solidarietà e di altruismo, è anche un momento importante di medicina preventiva – ha detto la Carli, aggiungendo che “gli esami di idoneità alla donazione sono una importantissima occasione di controllo e di verifica del proprio stato di salute. Proprio per questo diventa ancora più importante uno strumento come il FSE, che permette di ricevere sullo smartphone o su qualunque computer i risultati degli esami e di archiviarli con modalità che li rendono sempre consultabili in qualsiasi momento e per qualsiasi esigenza. E’ per questo che non esito a dire che l’archiviazione degli esami dei donatori sul FSE è veramente un bel servizio per i donatori”.

Dello stesso avviso la Saccardi, che al pari della responsabile del CRS vede il fascicolo elettronico come un “premio” e una dimostrazione di attenzione per i donatori, che non devono essere visti soltanto come rubinetti da spremere. Inoltre per lei il nuovo FSE è da considerarsi come uno strumento promozionale da non sottovalutare.  “Il servizio, oltre ad essere un giusto riconoscimento per i donatori e una notevole semplificazione del percorso – ha dichiarato l’assessore – è sicuramente un importante strumento di comunicazione e di promozione della donazione del plasma e del sangue”.

Ben venga il nuovo FSE dunque. Senza dubbio è molto positivo quando i donatori possono contare su nuovi strumenti che possano tutelarli, e aumentare i livelli di sicurezza e qualità del servizio trasfusionale.

Ancora meglio però, ci sentiamo di aggiungere, sarebbe se di questi strumenti potessero avvantaggiarsi tutti i cittadini italiani e non solo quelli di una singola regione.

Ecco, secondo noi, uno dei temi più importanti sul piano delle future politiche sanitarie, che si tratti di sistema trasfusionale o altri settori: la tutela e il raggiungimento del massimo grado possibile di conformità dei servizi e delle opportunità da nord a sud del paese, affinché i livelli di qualità e sicurezza per la cura dei pazienti siano ovunque dello stesso livello per tutti.

 

 

Il primo rapporto West Nile Virus per il 2019: in Italia le prime province colpite sono Padova e Reggio Emilia

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Non li volevamo affatto, ma ecco che anche nel 2019 si registrano i primissimi casi di contagio di West Nile Virus in Italia, e le prime province colpite sono, come spesso accade, due province del nord, Reggio Emilia e Padova. Lo scorso anno, di questi tempi, i casi erano stati molti ed erano arrivate moltissime circolari, così come avevamo scritto lo scorso 30 luglio.

La situazione attuale è riassunta in figura 1, nell’infografica del Centro nazionale sangue:

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Come si può vedere, è già attiva la sospensione temporanea del dono per i fatidici 28 giorni per tutti i donatori di sangue ed emocomponenti che abbiano soggiornato nelle province italiane succitate, misure che si estendono anche agli Stati Uniti e al Canada (misure costanti), e ad alcune zone dell’Europa: per ora, in particolare, la sospensione dal dono riguarderà chi è stato in viaggio nei distretti periferici di Pieria e Xanthi e nelle zone di Karditsa, Trikala, Larissa, Kavala e Taso in Grecia, e nel distretto di Galati in Romania.

Le misure valgono sempre, tranne nei luoghi in cui, come per esempio in Toscana grazie al Centro di Qualificazione biologica di Pisa, è possibile fare il test.

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Ricordiamo che Il virus del Nilo Occidentale (conosciuto con la denominazione inglese di West Nile Virus) è un arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è asintomatica in circa l’80% dei casi, mentre nel restante 20% i sintomi somigliano a quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Statisticamente quindi, soprattutto gli anziani sono soggetti leggermente più a rischio e solo nello 0,1% di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici), l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica grave, come meningite o meningo-encefalite.

Tuttavia, proprio per evitare una diffusione eccessiva, ecco le misure di controllo che possono comunque complicare la raccolta sangue e di conseguenza la strada vero l’autosufficienza. Ecco perché vige sempre la regola, di questi tempi, del prima donare e poi partire. Una scelta di campo, importante e decisiva che coincide con un gesto semplice, una piccola premura che tuttavia è in grado di salvare vite e agevolare le cure dei pazienti che ne avranno bisogno. Il bisogno di sangue, infatti, non va mai in vacanza.

La giornata regionale della donazione in Toscana, tra bilanci e sguardo al domani

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Uno scenario inedito quanto potente dal punto di vista simbolico ha ospitato sabato 15 giugno la giornata regionale della donazione di sangue organizzata dalla Regione Toscana. L’accademia navale di Livorno è stata infatti il grande porto in cui, per un giorno, le livree bianche e blu marine dei tantissimi cadetti e graduati si sono fuse ai colori dei rappresentanti delle associazioni di donatori di sangue Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, più Anpals, ADMO e Adisco. Ma soprattutto, l’accademia è stata il punto di partenza di quella nave transatlantico che per tutta la giornata ha incarnato la metafora del sistema trasfusionale, in rotta nel grande mare del mondo contemporaneo verso un futuro da costruire.

L’evento toscano arriva subito a ruota del World Blood Donor Day 2019 di cui abbiamo diffusamente parlato nei giorni scorsi, e per quest’anno, per la prima volta, il Centro regionale sangue presieduto dalla dottoressa Simona Carli ha puntato sulla partecipazione di tutti le delegazioni dell’accordo interregionale Pla.net, che, come i lettori di Buonsangue sanno bene, è la formula attraverso cui in Italia si gestisce il conto-lavorazione del plasma.

Di Pla.net, oltre alla Toscana, fanno parte anche Lazio, Marche, Molise e Campania, e l’obiettivo del consorzio sarà quello, nei prossimi anni, di gestire tutte le attività congiunte nella maniera più unitaria, centralizzata e condivisa possibile.

Gli interventi in successione dei direttori di ciascun Centro regionale sangue consorziato ne sono stati la prova, ma la giornata livornese ha offerto diversi momenti interessanti e, in successione, gli interventi di personalità di rilievo, tra cui l’amministratore delegato di Takeda manufacturing Italia (ovvero la ditta di plasmalavorazione che si è da poco aggiudicata il bando regionale per la produzione di plasmaderivati), di Marcello Lippi, mister campione del mondo con l’Italia ai mondiali di calcio del 2006, e di Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria della regione Toscana.

Ma quali temi sono emersi nella lunga e ricca mattinata livornese?

Il lungo percorso del consorzio Pla.net

Dopo i saluti istituzionali è stata proprio il direttore del CRS Toscana Simona Carli a far entrare nel vivo il dibattito, in quanto, a detta di tutti, è lei la vera anima del sistema toscano nonché il principale comandante e la “creatrice” di quella “nave” simbolica che punta a navigare in acque sicure negli anni che verranno. La Carli si è soffermata con entusiasmo e dovizia di particolari nel racconto del lungo percorso che ha portato alla formazione del consorzio Pla.net e alla conclusione della gara per la plasmaderivazione: un processo controverso che, com’è accaduto spesso negli ultimi anni, è passato per il ginepraio dei ricorsi nelle aule dei tribunali. “Voglio parlare della storia del plasma – ha detto la Carli – partita quando avevamo un unico referente industriale (l’azienda italiana Kedrion n.d.r.) che negli anni passati è stato davvero importante per affermare il conto-lavorazione del plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati, un metodo peculiare italiano che garantisce che la materia biologica resti pubblica, e aiuta a raggiungere l’autosufficienza ematica nazionale, una necessità strategica, difficile e dinamica. Negli anni passati l’industria unica è stata una partner sotto tutti i punti di vista: ha aiutato lo sviluppo, ha garantito identità e unitarietà d’intenti, oltre a una visione nazionale. Le cose cambiano e naturalmente un operatore unico può essere meno stimolato all’innovazione rispetto a un regime di concorrenza. Nel 98 è arrivato l’accordo interregionale plasma che è stato importante, ha arricchito il paniere prodotti, il confronto tra gli attori di sistema e ha permesso la programmazione. Contemporaneamente è cresciuto il Cns, si sono costituiti i CRS, ed è cresciuta la collaborazione e la raccolta del plasma nel paese, anche se nell’ultimo anno la raccolta è diminuita nelle regioni più grandi, e questa è sicuramente una criticità”.

Dall’interlocutore unico sul conto-lavoro alla concorrenza

E poi? Cos’è cambiato? Cos’ha modificato lo stato di cose che ha sì favorito l’innovazione e il confronto attraverso la concorrenza pur generando non poca confusione sul piano amministrativo e giudiziario?

“Poi è arrivata la concorrenza per decisione ministeriale – ha spiegato la Carli –   con lo stesso ministero che ha stabilito i criteri attraverso i quali le aziende potevano partecipare ai bandi di gara. Lì è iniziata una navigazione in mare mosso, perché serviva creare i raggruppamenti regionali ed è stato un momento difficile, pieno di narcisismi e litigi. Il primo consorzio a formarsi è stato Naip, apripista con scelte nette (90% prezzo, 10% qualità), una gara che oggi non sarebbe possibile per i nuovi criteri ministeriali che valorizzano gli aspetti qualitativi. La Toscana inizialmente era nel Naip, poi è stata nel Ripp (capofila Emilia Romagna), infine da un’intuizione mia e della Saccardi si è messa in proprio. Il primo agosto del 2016 si è costituito il consorzio Pla.net sulla base della condivisione dei principi etici, ovvero il plasma di proprietà pubblica, il dono dei volontari valorizzato al meglio evitando qualsiasi spreco, e l’estrazione, dalla materia biologica, di tutti i prodotti possibili, la valorizzazione del pittogramma etico, la promozione del dono non remunerato e il coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali. Il mare unisce i paesi che separa. Intanto abbiamo parlato con gli amministrativi per organizzare le gare, e mentre ci preparavamo avvenivano molti cambiamenti, gare trasporti, direttive europee, tutte cose impegnative. Noi invece per la gara abbiamo creato un collegio tecnico con i donatori (che altrove della gara hanno letto sul giornale) e in poco tempo abbiamo creato il capitolato, ispirato al 70% di qualità del servizio (non del prodotto ma del servizio). Dopo l’aggiudicazione alla Baxter (oggi Takeda n.d.r.) si sono scatenati i ricorsi, ma noi abbiamo deciso di andare avanti e stiamo creando il Plasma master file. Le risorse economiche che risparmieremo dovranno essere reinvestire nel miglioramento del sistema, che significa dotazione adeguata di personale formato e dedicato, percorsi di formazione manageriale, campagne promozionali coordinate, strutture a misura di donatore come orari e accoglienza. Occorre ottimizzare il sistema per dimostrare che il sistema pubblico può essere migliore del privato. Il sistema trasfusionale è la cartina tornasole del sistema sanitario, e se è gestito bene rende più di quello che costa”.

I vincitori del bando Pla.net

A presentare l’azienda che ha vinto il bando e che di recente ha firmato la convenzione (potendo dunque iniziare la raccolta e la produzione) è intervenuto Massimiliano Barberis, l’amministratore delegato di Takeda manufacturing Italia, che in modo un po’ vago ha raccontato il processo di acquisizione di Baxter, vera aggiudicataria della gara, da parte della multinazionale giapponese, un’azienda con circa 236 anni di storia alle spalle. I rischi intrinseci legati all’ingresso delle dinamiche di mercato delle multinazionali nel sistema sangue sono stati ben spiegati in questo articolo molto approfondito del sito Donatori H24 che risale allo scorso dicembre, in cui emerge come i processi di costruzione e riorganizzazione di colossi farmaceutici multinazionali possano in assoluto complicare la tracciatura dei movimenti del plasma raccolto. Barberis si è invece soffermato su altri aspetti, come il racconto dei numeri dell’azienda, che consta di 13mila dipendenti, 20 prodotti plasmaderivati nel portafoglio, 2 stabilimenti in Italia e più di 100 centri raccolta, e vari investimenti programmati. Takeda ha investito in Italia circa 150 milioni in 8 anni, come dimostrano i volumi produttivi e il portafoglio prodotti che è stato offerto al Pla.net, che è molto molto ampio, e che si accrescerà ancora con gli ulteriori 50 milioni di investimenti previsti dall’azienda nipponica nei prossimi anni.

La collaborazione del consorzio oltre il plasma

Ma quali sono gli obiettivi di collaborazione del consorzio Pla.net, oltre ai processi inerenti alla plasmalavorazione? A spiegarlo sono intervenute Stefania Vaglio, direttrice del Centro regionale sangue del Lazio, e Giovanna Salvoni, parigrado proveniente dalle Marche. Che futuro aspetta le regioni consorziate? Si va verso una collaborazione più ampia su varie, questioni come la qualificazione del sangue, come le maxi-emergenze che non sono soltanto casi tragici come i terremoti ma anche casi epidemiologici, come è accaduto qualche tempo fa con le difficoltà particolari causate da Chikungunya e west Nile, casi per i quali lo “stare insieme” ha consentito di movimentare un maggior numero di farmaci da magazzini comuni. Anche la ricerca beneficerà della collaborazione, e con l’università politecnica delle Marche sono in programmi progetti che possano migliorare l’intero sistema sanitario condiviso sul piano gestionale, su quello dei costi, sulle strategie per ottenere l’incremento dei donatori, e infine sull’efficienza delle attività associativa sul piano operativo e organizzativo.

L’importanza dei donatori

Lo ha spiegato Marcello Lippi, attraverso un video registrato: in qualsiasi attività di squadra la cooperazione è la cosa più importante e l’io non esiste. Concetti poi ribaditi da Luciano Franchi di Avis Toscana e Valerio Salamida di Frates Campania, e soprattutto da Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria della regione Toscana, che in un intervento appassionato ha sottolineato i meriti enormi di chi compie concretamente il gesto del dono. “Sono orgogliosa del lavoro che la nostra marina fa nei mari andando a salvare la vita delle persone – ha esordito la Saccardi – e come donatrice partecipo volentieri a giornate come quella di oggi perché la donazione ha un valore enorme per la nostra società. È una risorsa affidata solo alla generosità delle persone che fanno un gesto anonimo, gratuito e volontario, perché non si dona per qualcuno che nome e cognome ma per chi ne ha bisogno. Il sangue è dello stesso colore per tutti, a prescindere da genere, razza o passaporto. Leggevo sul Corriere della Sera che Salvini vuole introdurre dei crediti formativi per donatori di sangue. Io lo apprezzo perché è donatore, ma provare ad agganciare la donazione a una qualsiasi forma di remunerazione, fossero anche i crediti, significa evocare un principio pericolosissimo. Non solo perché poi per ottenere un beneficio si potrebbe mentire sulle proprie condizioni di salute, ma proprio per il valore di fondo che si toglie a un gesto solidale che si fonda sull’altro e non su se stessi. Non si può predicare la paura e l’odio e ridurre le risorse del servizio civile e poi pensare che la comunità si dedichi alla solidarietà. Bisogna ragionare nel modo opposto: per portare i giovani a donare bisogna educare ai valori dell’altruismo in un sistema che deve migliorare e organizzarsi, e che senza il lavoro capillare delle associazioni non potrebbe ottenere risultati. I donatori hanno diritto di trovare la migliore accoglienza possibile e il meglio in termine di competenze e capacità”.

La storia vera

Chiusura al paziente Alessandro Segato, che a 40 anni ha scoperto di avere una malattia del sistema immunitario, dovendo assumere per tutta la vita immunoglobuline. E niente meglio della sua presenza e del suo racconto ci sembra in grado di spiegare l’importanza del dono e dell’affermazione dei valori etici nel sistema trasfusionale, sopra ogni ragione politica o commerciale. “Ci si sente in mezzo alle onde alte – ha detto – ma io mi sono impegnato da quel momento a entrare in associazione per fare in modo che altri pazienti non si sentissero soli. Ho capito che il sangue era l’elemento fondamentale per produrre immunoglobuline. Molti pazienti pensano che il prodotto finito sia come l’aspirina e non sanno qual è la filiera produttiva che dal dono consente di arrivare al farmaco salvavita. Ci sono circa 300 tipi di malattie del sistema immunitario e poter dire che c’è qualcosa che permette una vita normale e ti accompagna dipende solo dal gesto grande dei donatori. Un gesto etico importante grazie al quale oggi posso essere qui a ringraziare tutti voi”.

 

Il 15 giugno a Livorno la Giornata regionale della donazione, con le maggiori autorità della Regione Toscana pronte a discutere e programmare il futuro del dono

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Anche per quest’anno la Regione Toscana si muove con grande impegno nella settimana che in tutto il mondo, in coincidenza con il World Blood Donor Day (il 14 giugno), è la più importante dell’anno per il dono, per i suoi valori fondativi, e per tutti i milioni di persone che rendono possibile, nel nostro paese, l’esistenza di un sistema sangue efficiente e sempre pronto a migliorarsi nel futuro.

Il 15 giugno infatti, in un luogo istituzionale di assoluto rilievo e apparentemente lontano dal mondo della donazione come l’Accademia Navale di Livorno, si celebrerà la Giornata regionale della donazione, un giorno speciale in cui si parlerà molto di futuro, degli scogli da affrontare, e delle rotte da seguire.

Già lo scorso anno noi di Buonsangue avevamo già potuto seguire i lavori in occasione dell’incontro organizzato il 18 giugno 2018 a Firenze, meeting che servì a tracciare un bilancio del lavoro svolto in Toscana nell’intera annata e a fissare gli obiettivi per il 2019, che avranno ancora come tema principale la gara sulla plasmaderivazione. Quest’anno, infatti, la Giornata regionale della donazione è organizzata in Toscana assieme alle Regioni che fanno parte dell’Accordo Planet (Lazio, Marche e Campania), e a esprimersi ci saranno molti ospiti importanti.

Dal momento in cui si leverà l’ancora, dunque, avremo la possibilità di sentire gli interventi di Simona Carli, Direttore del Centro regionale sangue Toscana, di Gianfranco Massaro, Presidente Fiods, di Stefania Vaglio e Giovanna Salvoni, rispettivamente direttrici del Centro regionale sangue Lazio e del Centro regionale sangue Marche, fino al mister campione del Mondo Marcello Lippi e all’Assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi.

La sinergia con l’Accademia Navale di Livorno dunque non è soltanto basata sul fattore ospitalità, perché tutto il programma e la scaletta degli interventi, come possiamo osservare in figura 1 nella locandina di presentazione, segue perfettamente i movimenti della nave militare in navigazione in mare aperto, dal momento di levare l’ancora in poi. Ed è chiara la metafora con il ruolo delle tre gambe che sostengono il sistema sangue, impegnate da anni in una navigazione equipaggiata, addestrata, forte, ma inevitabilmente esposta a dei pericoli de mare aperto, del futuro, pericoli che bisognerà affrontare durante il lungo tragitto, prima di arrivare a destinazione.

Per il sistema sangue ancora un giorno da vivere e raccontare, di cui forniremo un report il più possibile approfondito e dettagliato.

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Pronta reazione in Toscana a seguito alle leggere carenze diffuse sul territorio: sono tantissime le iniziative in favore del dono

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Nell’intervento di venerdì 11 gennaio abbiamo segnalato, dati alla mano, delle carenze sangue diffuse in varie regioni, tra cui Toscana, Friuli Venezia Giulia e Campania. Nulla di preoccupante, classiche situazioni di inizio inverno che il sistema sangue può assorbire senza troppi traumi, grazie all’efficiente meccanismo di compensazione regionale gestito dal Centro nazionale sangue attraverso il Sistra.

È bello tuttavia constatare come, specialmente in Toscana, siano state fortissime le risposte di donatori e istituzioni per prevenire eventuali carenze più gravi. Come abbiamo potuto leggere su La Nazione, l’assessore al volontariato di Fucecchio in provincia di Firenze Antonella Gorgerino, ha annunciato che presto scriverà il suo abituale appello a tutti i diciottenni di città, per spingerli a prendere coscienza di quanto sia importante dedicarsi al volontariato e in particolar modo alla donazione di sangue.

L’idea della lettera diretta ai diciottenni per motivarli non è nuova in regione: già lo scorso 19 dicembre, quindi a fine del 2018, aveva dimostrato grande tempismo rispetto alle carenze dicembrine l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, autrice di una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000 proprio allo scopo di invogliarli a donare il sangue.

E se all’epoca l’iniziativa della Saccardi ci era sembrata un po’ velleitaria, su Fucecchio l’impatto potrebbe essere ben più positivo: nel 2018, infatti, in paese si sono registrate ben 4.136 donazioni, davvero moltissime per un comune che supera di poco i ventimila abitanti e che vanta una media di donazioni per abitante tra le più alte del territorio.

Dati confortanti, In Toscana, arrivano anche da uno dei principali centri trasfusionali in Val d’Elsa, quello di Campostaggia: secondo i dati pubblicati dall’ospedale e riportati su Canale 3 Tv, nel 2018 sono aumentate bel del 26% le donazioni di plasmaferesi, del 13,4% quelle di globuli rossi e del 20% quelle di piastrine. Ma il dato che sicuramente va sottolineato con più orgoglio è quello che riguarda l’appropriatezza: è calata del 21,3% la quota di utilizzo di sangue interna all’ospedale, e questo può significare soltanto che le metodologie del Patient Blood Management sono state applicate piuttosto bene, con grande beneficio di tutti.

Fervida dunque l’attività in regione, attività che di spalma su più fronti, compresa la ricerca tecnologica. Ci sono all’orizzonte invenzioni, infatti, in grado dii portare piccole rivoluzioni grazie a cui, un domani, potrà ottenere benefici tutto il sistema sangue: tra le notizie importanti del week-end va dunque assolutamente annoverato infatti il volo inaugurale di AbZero, il drone in grado di trasportare  sangue inventato da due giovani ricercatori di Pisa di cui vi avevamo già parlato lo scorso 3 settembre, uno strumento  che si spera possa superare tutti i collaudi ed entrare presto in servizio ufficialmente.

Il volo inaugurale del drone AbZero è andato in scena, simbolicamente, a Vinci, paese natio del grande Leonardo Da Vinci. A inizio dell’anno in cui verrà celebrato il cinquecentesimo anniversario della sua morte, il suo genio non poteva essere ricordato in modo migliore.

 

Qualche allarme nelle ultime ore in Toscana: carenza sangue per i gruppi 0 e A negativo. I donatori si mobilitano e dalla politica una lettera ai neo diciottenni

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Si registra qualche allarme nelle ultime ore in Toscana a causa delle carenze di sangue, in particolar modo per i gruppi 0 e A negativo. Se andiamo a controllare le informazioni provenienti dal sito utilissimo del Meteo del sangue – aggiornate tuttavia a qualche giorno fa, ovvero mercoledì 12 dicembre alle ore 20.29 – ci accorgiamo che le indicazioni sono esattamente le succitate (figura 1): emergenza per entrambi i poli del gruppo 0, fragilità e dunque situazione da migliorare per il gruppo A+, e infine urgenza per il gruppo A-, una carenza da risolvere al più presto. Tutto sotto controllo per tutti gli altri gruppi e addirittura un’eccedenza per il gruppo AB+.

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Fig. 1

Pronta la reazione degli attori di sistema in regione, con media, istituzioni e associazioni di donatori già mobilitati. Il magazine www.quinewselba.it ha subito comunicato la situazione in seguito alle parole del dottor Piero Palla, responsabile dell’Area Medicina trasfusionale per l’Azienda Usl Toscana nord ovest, che ha poi precisato come, aldilà delle emergenze momentanee, sia sempre molto importante pensare al dono come una necessità quotidiana, un gesto a cui non si deve ricorrere solo in situazioni limite e che deve entrare a far parte delle abitudini di vita di ciascun cittadino.

Anche il sito www.voceapuana.com ha ripreso le dichiarazioni di Palla, divulgando la notizia nella zona di Massa-Carrara; sempre sulla carenza c’è stata ampia copertura nel pisano grazie a www.pisatoday.it, sito che si dedica alle notizie territoriali di Pisa e provincia, e sul sito www.noitv.it che ha confermato come l’appello del dottor Palla sia stato rilanciato in queste ore dall’unità operativa complessa di immunologia e Medicina Trasfusionale dei Centri Trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana.

Intanto, per una volta con il giusto (casuale?) tempismo, le istituzioni politiche si dimostrano “sul pezzo”. Grazie al sito della Gazzetta di Lucca apprendiamo infatti che l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, ha scritto una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000, ovvero a tutti coloro i quali hanno compiuto o compiranno 18 anni quest’anno, per invogliarli a donare il sangue.

Ecco l’incipit della lettera, che sarà recapitata prima di Natale a più di trentamila ragazzi in tutta la Toscana:

“Ciao! Entro quest’anno sei diventato o diventerai maggiorenne. A diciotto anni si possono fare tante nuove cose, anche aiutare gli altri con un gesto semplice come donare il sangue. Ci avevi mai pensato? Donare il sangue è un gesto di grande civiltà, un atto prezioso, non solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo compie”

Servirà? Difficile dirlo. Di certo però, aldilà della trovata natalizia, che ha comunque il sapore del tentativo estemporaneo, è e sarà molto importante, a livello nazionale, riuscire a portare con continuità e programmazione nelle scuole il valore del dono, raccontando il grande appagamento personale che da esso deriva, proprio come stabilito qualche giorno fa alla Camera dei deputati nell’incontro tra associazioni da noi documentato, allo scopo celebrare i quarant’anni della legge sul Sistema sanitario nazionale e firmare l’ampio protocollo d’intesa tra volontariato e MIUR.

 

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

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Sean Breithaupt, Drop In The Ocean

Le difficoltà non mancano, ma quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. E i donatori, lo sappiamo bene, sono duri dal cuore d’oro. C’è molto fluido vitale da raccogliere alle porte del mese più complicato dell’anno, agosto, e alla luce delle carenze registrate in Toscana, come da noi puntualmente documentato nei giorni scorsi.

Intanto però, dalla conferenza Stato-Regioni arriva il Programma nazionale sangue 2018, disponibile come documento integrale a questo link attivato dal prezioso Quotidiano Sanità. Entrando nel merito, il programma si pone 8 macro obiettivi, 4 riguardanti il tema della quantità, ovvero dell’aumento della raccolta sangue nel nome dell’autosufficienza, e 4 incentrati sul tema della qualità del servizio, in linea con le certezze tecniche e filosofiche acquisite nel tempo.

Quali sono questi obiettivi? Eccoli.

Gli obiettivi quantitativi dell’anno in corso si identificano con: 1) il conferimento alle industrie di frazionamento delle quantità di plasma stabilite nel PNP (Piano nazionale plasma) 2016-2020, che per il 2018 corrispondono a 847.927 Kg di plasma. Come abbiamo visto nel post del 25 luglio, la raccolta gennaio-giugno 2018 è inferiore a quella dello stesso periodo 2017, e dunque ci sarà molto da lavorare; 2) la riduzione degli sprechi, fino all’azzeramento del numero di unità di plasma eliminate per iperdatazione, e la drastica riduzione di quelle quelle eliminate per motivi tecnici fino a restare sotto la quota del 4%; 3) il rafforzamento la raccolta attraverso l’aferesi raggiungendo l’obiettivo di almeno 250 procedure all’anno per singolo separatore cellulare, e con numero medio minimo di 400 procedure per Regione; 4) il miglioramento dell’appropriatezza, rafforzando su scala nazionale un utilizzo razionale del plasma e dei medicinali plasmaderivati.

Gli obiettivi qualitativi saranno invece: 1) favorire dei modelli organizzativi che possano garantire una buona concentrazione delle attività trasfusionali, specie per ciò che riguarda il plasma in aferesi; 2) facilitare l’accesso alla donazione attraverso esempi di sinergia gestionale con le associazioni di donatori di sangue, come nel caso del Centro trasfusionale di Brescia a noi spiegato dal neo presidente Avis Gianpietro Briola; 3) insistere sulla validità della donazione in aferesi attraverso il lavoro informativo delle associazioni di donatori; e infine 4) insistere con progetti  specifici a 360 gradi in collaborazione con le associazioni al fine di abituare  i nuovi donatori alla plasmaferesi.

Intanto però il sangue serve subito e regione per regione si lavora sulle raccolte speciali. Salvini ha dato il buon esempio (almeno sul dono) qualche giorno fa e speriamo che molti altri donatori periodici o alla prima esperienza vadano a compiere il gesto necessario.

In Sicilia si dona oggi 27 luglio a Campobello di Licata in provincia di Agrigento, sotto lo slogan: ‘Donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se”, mentre, come ci dice StrettoWeb, a Messina si muove il prefetto locale per sensibilizzare città e forze armate locali. Mobilitazione anche a Palermo, dove la questura promuove la donazione assieme all’associazione Thalassa, impegnata nella raccolta tramite autoemoteca.

In Puglia, a San Giovanni Rotondo (Foggia) si dona oggi 27 luglio per tutto il pomeriggio, e la stessa identica idea è nata a Brindisi, dove grazie a Avis e Fratres a lavoro in sinergia si potrà donare direttamente al lido oggi venerdì 27 luglio, guadagnandosi un ingresso gratuito per la festa serale.

In Abruzzo, forte appello dell’Avis Pescara, sempre in prima linea. Servono donatori e serve che siano periodici. Per iscriversi, aperture speciali alla sede dell’Avis Comunale Pescara in corso Vittorio Emanuele II, 10, nei seguenti giorni e orari: lunedì e martedì dalle ore 7:30 alle 15; mercoledì e venerdì dalle 7:30 alle 12 e dalle 16 alle 19:30; il sabato dalle 7:30 alle 12, e ogni ultima domenica del mese apertura straordinaria dalle 9 alle 12.

In Umbria, a Terni, si sono mobilitati gli ingegneri: come ci spiega Ansa, infatti, mercoledì 25 luglio l’ordine degli ingegneri locale ha fatto un appello (seguito dal gesto vero e proprio di molti associati) per far fronte alle carenze estive.

Anche nel Lazio si registrano alcune carenze: a Sora, in provincia di Frosinone, si rinnova un appello già diffuso nei giorni scorsi per invitare i cittadini al dono prima di partire per le vacanze. Zero negativo e positivo, A negativo e positivo, i gruppi per i quali c’è maggior urgenza, ma mancano anche B negativo e vanno aiutati tutti gli altri.

Situazione in Toscana: abbiamo già dato prova degli appelli giunti da Lucca e Firenze, e abbiamo testimoniato l’evoluzione della raccolta attraverso le stime del Meteo del sangue. Le ultime notizie, come si vede in figura 1, tardano ad arrivare: speriamo in una nuova rilevazione nelle giornata di oggi anche perché le notizie disponibili, le stesse già pubblicate da noi mercoledì scorso, raccontano di una situazione complicata.

https web2 e toscana it crs meteo (3)

Fig.1

Buone notizie arrivano dall’Emilia Romagna: ben 9 mila donatori nel piacentino partecipano ogni anno alla raccolta in provincia di Piacenza, ben coordinata dal lavoro sinergico di istituzioni e associazioni. L’esigenza forte, dicono i dirigenti associativi e sanitari, è tuttavia quella di reclutare un numero sempre crescenti di giovani under 35.

Anche in Piemonte donano le forze armate, una risorsa sempre importante: ad Alessandria, infatti, tocca ai Carabinieri del Comando Provinciale raggiungere l’Unità Mobile della Croce Rossa di Cassine per una raccolta anti carenze estive.

In Friuli Venezia Giulia, il quadro lo offre il portale donatori di Udine. Come si vede in figura 2, situazione sotto controllo per quasi tutti i gruppi esclusi B+ e B-, per i quali si devono fronteggiare carenze gravi. Buona invece i riscontri per quel che riguarda la raccolta del plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 27 luglio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3

 

 

 

Giorni caldi per la raccolta. Dal Cns i dati di giugno sul plasma e l’evoluzione della carenza in Toscana

SaccheSangue

Sangue e plasma. Rosso e giallo. I donatori sanno bene che specie d’estate sono questi i colori della solidarietà e dei gesti che possono salvare tante vite. E se il periodo estivo non è certamente il più facile per la raccolta, diventa oltremodo importante che il quadro generale delle scorte nel Paese, e lo stato dei lavori sul piano del raggiungimento dell’autosufficienza, siano comunicati ai cittadini con estrema prontezza e puntualità. Sia che si tratti di eventuali carenze, come quella che ha colpito la Toscana negli ultimi giorni, sia per ciò che riguarda i flussi mensili del plasma da utilizzare nelle strutture ospedaliere e inviare alle aziende per la trasformazione in farmaci salvavita.

Cominciamo dal plasma. Sul sito del Centro nazionale sangue sono da poco a disposizione i dati sulla raccolta plasma di giugno. Li avevamo chiesti a inizio luglio, quando con un po’ di ritardo rispetto ai mesi precedenti erano stati diffusi quelli di maggio. Per fortuna non c’è stato troppo da attendere, ma sviscerandoli purtroppo si nota che la raccolta al sesto mese dell’anno non è in crescita, sia nella rilevazione comparata giugno 2017 vs giugno 2018, sia sul piano della raccolta generale gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Come si può vedere in figura 1, infatti, nel giugno 2017 era stato raccolto il 5,7% in più di plasma sul territorio nazionale. Sempre nell’ambito della comparazione sul mese di giugno, le regioni che si sono comportate meglio sono la Provincia Autonoma di Bolzano (+ 17,6%), le Marche (+7,6%) e la Puglia (+4,15), mentre è notevole l’apporto del Ministero della Difesa, cioè delle forze dell’ordine, con un rilevante +23%. In negativo si fanno invece notare il Molise (-36,4%), la Campania (-19,6%), e il Lazio (-12,9%), ma in generale sono molte le regioni in calo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (4)

Fig.1.

Passando al dato aggregato, invece, in figura 2 (Tab.3) con misurazione in chilogrammi, possiamo analizzare e confrontare la raccolta nel periodo che va da gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018. Emerge subito che sul piano della raccolta generale nell’anno in corso sono stati raccolti 4.633 kg in meno (416.546 kg contro 421.179). Entrando nel merito delle singole regioni invece, si riscontrano crescite rilevanti in Puglia, Marche, Lazio e Sicilia, e cali recuperabili in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Sempre in figura 2, ma tabella 2, è invece riportato il dato già commentato in alto giugno vs giugno (fig.1) ma con i valori espressi in chilogrammi. Interessante il dato complessivo Italia con il suddetto calo del -5,7% che corrisponde a un passaggio da 67.897 kg raccolti nel 2017 a 64.053 nel 2018. Ben 3884 kg in meno dei 4.633 persi in tutto il 2018, arrivano dunque dal primo mese “estivo”. In ogni caso però si dovrà assolutamente migliorare nella seconda metà dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (3)

Fig.2

E in Toscana?

Dopo i giorni di carenza sangue da noi segnalati nel post di lunedì 23 luglio, con tanto di informativa su tutte le attività di contorno per chiamare i donatori a raccolta, ecco gli aggiornamenti. In figura 3, vediamo che rispetto alla situazione da noi delineata venerdì scorso, con emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, le scorte attuali sono leggermente migliorate. Naturalmente non basta ancora, perché si registrano emergenze per i gruppo 0- e B+, e necessità urgenti per A- e B-. Continua la mobilitazione dunque, e speriamo che la situazione possa risolversi presto, attraverso la chiamata diretta dei donatori che proseguirà in questi giorni, o con le raccolte speciali che potranno essere organizzate nel prossimo fine settimana.

https web2 e toscana it crs meteo (3)

Fig.3

Focus Toscana. Una carenza che deve essere fermata e l’attività di istituzioni e associazioni nell’ultima settimana

L-allarme-di-Avis-c-e-carenza-di-sangue-5989682940ebe1

Come abbiamo raccontato nella rassegna settimanale di Buonsangue di venerdì 20 luglio, una delle situazioni estive più delicate sul piano della raccolta sangue riguarda attualmente la Toscana. Confrontando la rilevazione di giovedì 19 luglio alle 13.18 in figura 1, e l’ultima a nostra disposizione che risale a venerdì 20 alle 12.29 in figura 2, si può notare come la situazione nell’arco di circa 24 ore non si sia assolutamente modificata: emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, per i quali vi sono a disposizione addirittura delle eccedenze, e sotto controllo per il gruppo AB- per il quale la raccolta procede stabile a livelli da semaforo verde.

https web2 e toscana it crs meteo (1)

Fig.1

https web2 e toscana it crs meteo (2)

Fig.2

Già oggi in giornata tuttavia la situazione potrebbe cambiare, grazie alle molte iniziative pro dono del week-end: non si può dire infatti che nei giorni scorsi non vi sia stata una mobilitazione generale per gestire la carenza nel mondo più efficace possibile.

Già il 16 luglio, infatti, come abbiamo potuto leggere su molti media regionali come Firenze Today, GoNews, il sito del Met che gestisce le new dell’area metropolitana fiorentina, e Nove da Firenze, è andato a donare il presidente del Consiglio regionale  Eugenio Giani, da sempre donatore di sangue iscritto all’Avis di Firenze, il quale ha ribadito con decisione quale dev’essere la strategia migliore di ciascun donatore e ogni cittadino alla vigilia della partenza grossa di agosto: la soluzione di Giani? Siamo sempre lì, bisogna prenotare la donazione prima di andare in ferie. Certo, la notizia arrivata quasi in contemporanea dell’impossibilità di procede con i prelievi mercoledì 18 a causa del concorso pubblico regionale Estar non ha aiutato, ma intanto nel week end e nei prossimi giorni tante attività in tutta la regione attività per sensibilizzare e aiutare la raccolta.

A Manciano, in provincia di Grosseto, è andato in scena nel week-end Cartoon Village, dove saranno premiati alcuni cortometraggi animati preparati dagli studenti basati sulla rappresentazione del messaggio del dono.

A Rosignano Solvay, invece, giornata importante di solidarietà, cultura del dono e condivisione grazie al settimo Trofeo di vela Michela Righi, previsto martedì 24 luglio al Circolo Canottieri Solvay. La regata è un appuntamento ormai tradizionale voluto dalla sezione vela del Circolo Canottieri Solvay in collaborazione con Avis Toscana e Avis comunale Rosignano Marittimo.

Festa del donatore nel week-end appena trascorso e in quello che verrà (28-29 luglio) a Montopoli Val d’Arno in provincia di Pisa, sempre con Avis, con sagre, spettacoli, tornei e premiazioni, per coltivare quel tipo di aggregazione che permette poi di aumentare il numero di nuovi donatori soprattutto tra i giovani.

In provincia di Arezzo si è mossa invece la Fratres, con una giornata intera dedicata ai donatori la Festa del Donatore a Badia Tedalda e Sestino.

Vedremo, con il nuovo aggiornamento sul sito del Meteo del sangue atteso nelle prossime ore se tutte queste attività avranno contribuito a migliorare la situazione della raccolta: ma intanto l’ultimo appello in ordine cronologico è arrivato dall’Asl di Lucca.

Rosaria Bonini, la direttrice dell’unità operativa complessa di immunoematologia e medicina trasfusionale di Lucca (che interessa i centri trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo), si è espressa sul Tirreno, chiedendo a tutti i cittadini di recarsi al centro trasfusionale per compiere il proprio dovere e assicurare alle strutture ospedaliere l’efficacia terapeutica strettamente legata alle trasfusioni.

Due, a nostro parere, i passaggi più rilevanti delle sue dichiarazioni. In primo luogo la Bonini ha ricordato l’importanza dell’autosufficienza «È necessario non abbassare mai la guardia per poter garantire durante tutto l’anno l’autosufficienza in questo delicato settore. È fondamentale compiere questo gesto anche nel periodo estivo perché la necessità di sangue non va mai in ferie»; in seconda battuta la direttrice ha citato la motivazione centrale che pone il gesto del dono come azione di massima importanza: la creazione dei farmaci salvavita: «La donazione è un atto gratuito che rende disponibili due importantissimi farmaci: le emazie e il plasma, che sono salvavita e, come noto, non si possono produrre in laboratorio».