Pronta reazione in Toscana a seguito alle leggere carenze diffuse sul territorio: sono tantissime le iniziative in favore del dono

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Nell’intervento di venerdì 11 gennaio abbiamo segnalato, dati alla mano, delle carenze sangue diffuse in varie regioni, tra cui Toscana, Friuli Venezia Giulia e Campania. Nulla di preoccupante, classiche situazioni di inizio inverno che il sistema sangue può assorbire senza troppi traumi, grazie all’efficiente meccanismo di compensazione regionale gestito dal Centro nazionale sangue attraverso il Sistra.

È bello tuttavia constatare come, specialmente in Toscana, siano state fortissime le risposte di donatori e istituzioni per prevenire eventuali carenze più gravi. Come abbiamo potuto leggere su La Nazione, l’assessore al volontariato di Fucecchio in provincia di Firenze Antonella Gorgerino, ha annunciato che presto scriverà il suo abituale appello a tutti i diciottenni di città, per spingerli a prendere coscienza di quanto sia importante dedicarsi al volontariato e in particolar modo alla donazione di sangue.

L’idea della lettera diretta ai diciottenni per motivarli non è nuova in regione: già lo scorso 19 dicembre, quindi a fine del 2018, aveva dimostrato grande tempismo rispetto alle carenze dicembrine l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, autrice di una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000 proprio allo scopo di invogliarli a donare il sangue.

E se all’epoca l’iniziativa della Saccardi ci era sembrata un po’ velleitaria, su Fucecchio l’impatto potrebbe essere ben più positivo: nel 2018, infatti, in paese si sono registrate ben 4.136 donazioni, davvero moltissime per un comune che supera di poco i ventimila abitanti e che vanta una media di donazioni per abitante tra le più alte del territorio.

Dati confortanti, In Toscana, arrivano anche da uno dei principali centri trasfusionali in Val d’Elsa, quello di Campostaggia: secondo i dati pubblicati dall’ospedale e riportati su Canale 3 Tv, nel 2018 sono aumentate bel del 26% le donazioni di plasmaferesi, del 13,4% quelle di globuli rossi e del 20% quelle di piastrine. Ma il dato che sicuramente va sottolineato con più orgoglio è quello che riguarda l’appropriatezza: è calata del 21,3% la quota di utilizzo di sangue interna all’ospedale, e questo può significare soltanto che le metodologie del Patient Blood Management sono state applicate piuttosto bene, con grande beneficio di tutti.

Fervida dunque l’attività in regione, attività che di spalma su più fronti, compresa la ricerca tecnologica. Ci sono all’orizzonte invenzioni, infatti, in grado dii portare piccole rivoluzioni grazie a cui, un domani, potrà ottenere benefici tutto il sistema sangue: tra le notizie importanti del week-end va dunque assolutamente annoverato infatti il volo inaugurale di AbZero, il drone in grado di trasportare  sangue inventato da due giovani ricercatori di Pisa di cui vi avevamo già parlato lo scorso 3 settembre, uno strumento  che si spera possa superare tutti i collaudi ed entrare presto in servizio ufficialmente.

Il volo inaugurale del drone AbZero è andato in scena, simbolicamente, a Vinci, paese natio del grande Leonardo Da Vinci. A inizio dell’anno in cui verrà celebrato il cinquecentesimo anniversario della sua morte, il suo genio non poteva essere ricordato in modo migliore.

 

Qualche allarme nelle ultime ore in Toscana: carenza sangue per i gruppi 0 e A negativo. I donatori si mobilitano e dalla politica una lettera ai neo diciottenni

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Si registra qualche allarme nelle ultime ore in Toscana a causa delle carenze di sangue, in particolar modo per i gruppi 0 e A negativo. Se andiamo a controllare le informazioni provenienti dal sito utilissimo del Meteo del sangue – aggiornate tuttavia a qualche giorno fa, ovvero mercoledì 12 dicembre alle ore 20.29 – ci accorgiamo che le indicazioni sono esattamente le succitate (figura 1): emergenza per entrambi i poli del gruppo 0, fragilità e dunque situazione da migliorare per il gruppo A+, e infine urgenza per il gruppo A-, una carenza da risolvere al più presto. Tutto sotto controllo per tutti gli altri gruppi e addirittura un’eccedenza per il gruppo AB+.

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Fig. 1

Pronta la reazione degli attori di sistema in regione, con media, istituzioni e associazioni di donatori già mobilitati. Il magazine www.quinewselba.it ha subito comunicato la situazione in seguito alle parole del dottor Piero Palla, responsabile dell’Area Medicina trasfusionale per l’Azienda Usl Toscana nord ovest, che ha poi precisato come, aldilà delle emergenze momentanee, sia sempre molto importante pensare al dono come una necessità quotidiana, un gesto a cui non si deve ricorrere solo in situazioni limite e che deve entrare a far parte delle abitudini di vita di ciascun cittadino.

Anche il sito www.voceapuana.com ha ripreso le dichiarazioni di Palla, divulgando la notizia nella zona di Massa-Carrara; sempre sulla carenza c’è stata ampia copertura nel pisano grazie a www.pisatoday.it, sito che si dedica alle notizie territoriali di Pisa e provincia, e sul sito www.noitv.it che ha confermato come l’appello del dottor Palla sia stato rilanciato in queste ore dall’unità operativa complessa di immunologia e Medicina Trasfusionale dei Centri Trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana.

Intanto, per una volta con il giusto (casuale?) tempismo, le istituzioni politiche si dimostrano “sul pezzo”. Grazie al sito della Gazzetta di Lucca apprendiamo infatti che l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, ha scritto una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000, ovvero a tutti coloro i quali hanno compiuto o compiranno 18 anni quest’anno, per invogliarli a donare il sangue.

Ecco l’incipit della lettera, che sarà recapitata prima di Natale a più di trentamila ragazzi in tutta la Toscana:

“Ciao! Entro quest’anno sei diventato o diventerai maggiorenne. A diciotto anni si possono fare tante nuove cose, anche aiutare gli altri con un gesto semplice come donare il sangue. Ci avevi mai pensato? Donare il sangue è un gesto di grande civiltà, un atto prezioso, non solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo compie”

Servirà? Difficile dirlo. Di certo però, aldilà della trovata natalizia, che ha comunque il sapore del tentativo estemporaneo, è e sarà molto importante, a livello nazionale, riuscire a portare con continuità e programmazione nelle scuole il valore del dono, raccontando il grande appagamento personale che da esso deriva, proprio come stabilito qualche giorno fa alla Camera dei deputati nell’incontro tra associazioni da noi documentato, allo scopo celebrare i quarant’anni della legge sul Sistema sanitario nazionale e firmare l’ampio protocollo d’intesa tra volontariato e MIUR.

 

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

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Sean Breithaupt, Drop In The Ocean

Le difficoltà non mancano, ma quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. E i donatori, lo sappiamo bene, sono duri dal cuore d’oro. C’è molto fluido vitale da raccogliere alle porte del mese più complicato dell’anno, agosto, e alla luce delle carenze registrate in Toscana, come da noi puntualmente documentato nei giorni scorsi.

Intanto però, dalla conferenza Stato-Regioni arriva il Programma nazionale sangue 2018, disponibile come documento integrale a questo link attivato dal prezioso Quotidiano Sanità. Entrando nel merito, il programma si pone 8 macro obiettivi, 4 riguardanti il tema della quantità, ovvero dell’aumento della raccolta sangue nel nome dell’autosufficienza, e 4 incentrati sul tema della qualità del servizio, in linea con le certezze tecniche e filosofiche acquisite nel tempo.

Quali sono questi obiettivi? Eccoli.

Gli obiettivi quantitativi dell’anno in corso si identificano con: 1) il conferimento alle industrie di frazionamento delle quantità di plasma stabilite nel PNP (Piano nazionale plasma) 2016-2020, che per il 2018 corrispondono a 847.927 Kg di plasma. Come abbiamo visto nel post del 25 luglio, la raccolta gennaio-giugno 2018 è inferiore a quella dello stesso periodo 2017, e dunque ci sarà molto da lavorare; 2) la riduzione degli sprechi, fino all’azzeramento del numero di unità di plasma eliminate per iperdatazione, e la drastica riduzione di quelle quelle eliminate per motivi tecnici fino a restare sotto la quota del 4%; 3) il rafforzamento la raccolta attraverso l’aferesi raggiungendo l’obiettivo di almeno 250 procedure all’anno per singolo separatore cellulare, e con numero medio minimo di 400 procedure per Regione; 4) il miglioramento dell’appropriatezza, rafforzando su scala nazionale un utilizzo razionale del plasma e dei medicinali plasmaderivati.

Gli obiettivi qualitativi saranno invece: 1) favorire dei modelli organizzativi che possano garantire una buona concentrazione delle attività trasfusionali, specie per ciò che riguarda il plasma in aferesi; 2) facilitare l’accesso alla donazione attraverso esempi di sinergia gestionale con le associazioni di donatori di sangue, come nel caso del Centro trasfusionale di Brescia a noi spiegato dal neo presidente Avis Gianpietro Briola; 3) insistere sulla validità della donazione in aferesi attraverso il lavoro informativo delle associazioni di donatori; e infine 4) insistere con progetti  specifici a 360 gradi in collaborazione con le associazioni al fine di abituare  i nuovi donatori alla plasmaferesi.

Intanto però il sangue serve subito e regione per regione si lavora sulle raccolte speciali. Salvini ha dato il buon esempio (almeno sul dono) qualche giorno fa e speriamo che molti altri donatori periodici o alla prima esperienza vadano a compiere il gesto necessario.

In Sicilia si dona oggi 27 luglio a Campobello di Licata in provincia di Agrigento, sotto lo slogan: ‘Donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se”, mentre, come ci dice StrettoWeb, a Messina si muove il prefetto locale per sensibilizzare città e forze armate locali. Mobilitazione anche a Palermo, dove la questura promuove la donazione assieme all’associazione Thalassa, impegnata nella raccolta tramite autoemoteca.

In Puglia, a San Giovanni Rotondo (Foggia) si dona oggi 27 luglio per tutto il pomeriggio, e la stessa identica idea è nata a Brindisi, dove grazie a Avis e Fratres a lavoro in sinergia si potrà donare direttamente al lido oggi venerdì 27 luglio, guadagnandosi un ingresso gratuito per la festa serale.

In Abruzzo, forte appello dell’Avis Pescara, sempre in prima linea. Servono donatori e serve che siano periodici. Per iscriversi, aperture speciali alla sede dell’Avis Comunale Pescara in corso Vittorio Emanuele II, 10, nei seguenti giorni e orari: lunedì e martedì dalle ore 7:30 alle 15; mercoledì e venerdì dalle 7:30 alle 12 e dalle 16 alle 19:30; il sabato dalle 7:30 alle 12, e ogni ultima domenica del mese apertura straordinaria dalle 9 alle 12.

In Umbria, a Terni, si sono mobilitati gli ingegneri: come ci spiega Ansa, infatti, mercoledì 25 luglio l’ordine degli ingegneri locale ha fatto un appello (seguito dal gesto vero e proprio di molti associati) per far fronte alle carenze estive.

Anche nel Lazio si registrano alcune carenze: a Sora, in provincia di Frosinone, si rinnova un appello già diffuso nei giorni scorsi per invitare i cittadini al dono prima di partire per le vacanze. Zero negativo e positivo, A negativo e positivo, i gruppi per i quali c’è maggior urgenza, ma mancano anche B negativo e vanno aiutati tutti gli altri.

Situazione in Toscana: abbiamo già dato prova degli appelli giunti da Lucca e Firenze, e abbiamo testimoniato l’evoluzione della raccolta attraverso le stime del Meteo del sangue. Le ultime notizie, come si vede in figura 1, tardano ad arrivare: speriamo in una nuova rilevazione nelle giornata di oggi anche perché le notizie disponibili, le stesse già pubblicate da noi mercoledì scorso, raccontano di una situazione complicata.

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Fig.1

Buone notizie arrivano dall’Emilia Romagna: ben 9 mila donatori nel piacentino partecipano ogni anno alla raccolta in provincia di Piacenza, ben coordinata dal lavoro sinergico di istituzioni e associazioni. L’esigenza forte, dicono i dirigenti associativi e sanitari, è tuttavia quella di reclutare un numero sempre crescenti di giovani under 35.

Anche in Piemonte donano le forze armate, una risorsa sempre importante: ad Alessandria, infatti, tocca ai Carabinieri del Comando Provinciale raggiungere l’Unità Mobile della Croce Rossa di Cassine per una raccolta anti carenze estive.

In Friuli Venezia Giulia, il quadro lo offre il portale donatori di Udine. Come si vede in figura 2, situazione sotto controllo per quasi tutti i gruppi esclusi B+ e B-, per i quali si devono fronteggiare carenze gravi. Buona invece i riscontri per quel che riguarda la raccolta del plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 27 luglio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3

 

 

 

Giorni caldi per la raccolta. Dal Cns i dati di giugno sul plasma e l’evoluzione della carenza in Toscana

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Sangue e plasma. Rosso e giallo. I donatori sanno bene che specie d’estate sono questi i colori della solidarietà e dei gesti che possono salvare tante vite. E se il periodo estivo non è certamente il più facile per la raccolta, diventa oltremodo importante che il quadro generale delle scorte nel Paese, e lo stato dei lavori sul piano del raggiungimento dell’autosufficienza, siano comunicati ai cittadini con estrema prontezza e puntualità. Sia che si tratti di eventuali carenze, come quella che ha colpito la Toscana negli ultimi giorni, sia per ciò che riguarda i flussi mensili del plasma da utilizzare nelle strutture ospedaliere e inviare alle aziende per la trasformazione in farmaci salvavita.

Cominciamo dal plasma. Sul sito del Centro nazionale sangue sono da poco a disposizione i dati sulla raccolta plasma di giugno. Li avevamo chiesti a inizio luglio, quando con un po’ di ritardo rispetto ai mesi precedenti erano stati diffusi quelli di maggio. Per fortuna non c’è stato troppo da attendere, ma sviscerandoli purtroppo si nota che la raccolta al sesto mese dell’anno non è in crescita, sia nella rilevazione comparata giugno 2017 vs giugno 2018, sia sul piano della raccolta generale gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Come si può vedere in figura 1, infatti, nel giugno 2017 era stato raccolto il 5,7% in più di plasma sul territorio nazionale. Sempre nell’ambito della comparazione sul mese di giugno, le regioni che si sono comportate meglio sono la Provincia Autonoma di Bolzano (+ 17,6%), le Marche (+7,6%) e la Puglia (+4,15), mentre è notevole l’apporto del Ministero della Difesa, cioè delle forze dell’ordine, con un rilevante +23%. In negativo si fanno invece notare il Molise (-36,4%), la Campania (-19,6%), e il Lazio (-12,9%), ma in generale sono molte le regioni in calo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (4)

Fig.1.

Passando al dato aggregato, invece, in figura 2 (Tab.3) con misurazione in chilogrammi, possiamo analizzare e confrontare la raccolta nel periodo che va da gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018. Emerge subito che sul piano della raccolta generale nell’anno in corso sono stati raccolti 4.633 kg in meno (416.546 kg contro 421.179). Entrando nel merito delle singole regioni invece, si riscontrano crescite rilevanti in Puglia, Marche, Lazio e Sicilia, e cali recuperabili in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Sempre in figura 2, ma tabella 2, è invece riportato il dato già commentato in alto giugno vs giugno (fig.1) ma con i valori espressi in chilogrammi. Interessante il dato complessivo Italia con il suddetto calo del -5,7% che corrisponde a un passaggio da 67.897 kg raccolti nel 2017 a 64.053 nel 2018. Ben 3884 kg in meno dei 4.633 persi in tutto il 2018, arrivano dunque dal primo mese “estivo”. In ogni caso però si dovrà assolutamente migliorare nella seconda metà dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (3)

Fig.2

E in Toscana?

Dopo i giorni di carenza sangue da noi segnalati nel post di lunedì 23 luglio, con tanto di informativa su tutte le attività di contorno per chiamare i donatori a raccolta, ecco gli aggiornamenti. In figura 3, vediamo che rispetto alla situazione da noi delineata venerdì scorso, con emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, le scorte attuali sono leggermente migliorate. Naturalmente non basta ancora, perché si registrano emergenze per i gruppo 0- e B+, e necessità urgenti per A- e B-. Continua la mobilitazione dunque, e speriamo che la situazione possa risolversi presto, attraverso la chiamata diretta dei donatori che proseguirà in questi giorni, o con le raccolte speciali che potranno essere organizzate nel prossimo fine settimana.

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Fig.3

Focus Toscana. Una carenza che deve essere fermata e l’attività di istituzioni e associazioni nell’ultima settimana

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Come abbiamo raccontato nella rassegna settimanale di Buonsangue di venerdì 20 luglio, una delle situazioni estive più delicate sul piano della raccolta sangue riguarda attualmente la Toscana. Confrontando la rilevazione di giovedì 19 luglio alle 13.18 in figura 1, e l’ultima a nostra disposizione che risale a venerdì 20 alle 12.29 in figura 2, si può notare come la situazione nell’arco di circa 24 ore non si sia assolutamente modificata: emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, per i quali vi sono a disposizione addirittura delle eccedenze, e sotto controllo per il gruppo AB- per il quale la raccolta procede stabile a livelli da semaforo verde.

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Fig.2

Già oggi in giornata tuttavia la situazione potrebbe cambiare, grazie alle molte iniziative pro dono del week-end: non si può dire infatti che nei giorni scorsi non vi sia stata una mobilitazione generale per gestire la carenza nel mondo più efficace possibile.

Già il 16 luglio, infatti, come abbiamo potuto leggere su molti media regionali come Firenze Today, GoNews, il sito del Met che gestisce le new dell’area metropolitana fiorentina, e Nove da Firenze, è andato a donare il presidente del Consiglio regionale  Eugenio Giani, da sempre donatore di sangue iscritto all’Avis di Firenze, il quale ha ribadito con decisione quale dev’essere la strategia migliore di ciascun donatore e ogni cittadino alla vigilia della partenza grossa di agosto: la soluzione di Giani? Siamo sempre lì, bisogna prenotare la donazione prima di andare in ferie. Certo, la notizia arrivata quasi in contemporanea dell’impossibilità di procede con i prelievi mercoledì 18 a causa del concorso pubblico regionale Estar non ha aiutato, ma intanto nel week end e nei prossimi giorni tante attività in tutta la regione attività per sensibilizzare e aiutare la raccolta.

A Manciano, in provincia di Grosseto, è andato in scena nel week-end Cartoon Village, dove saranno premiati alcuni cortometraggi animati preparati dagli studenti basati sulla rappresentazione del messaggio del dono.

A Rosignano Solvay, invece, giornata importante di solidarietà, cultura del dono e condivisione grazie al settimo Trofeo di vela Michela Righi, previsto martedì 24 luglio al Circolo Canottieri Solvay. La regata è un appuntamento ormai tradizionale voluto dalla sezione vela del Circolo Canottieri Solvay in collaborazione con Avis Toscana e Avis comunale Rosignano Marittimo.

Festa del donatore nel week-end appena trascorso e in quello che verrà (28-29 luglio) a Montopoli Val d’Arno in provincia di Pisa, sempre con Avis, con sagre, spettacoli, tornei e premiazioni, per coltivare quel tipo di aggregazione che permette poi di aumentare il numero di nuovi donatori soprattutto tra i giovani.

In provincia di Arezzo si è mossa invece la Fratres, con una giornata intera dedicata ai donatori la Festa del Donatore a Badia Tedalda e Sestino.

Vedremo, con il nuovo aggiornamento sul sito del Meteo del sangue atteso nelle prossime ore se tutte queste attività avranno contribuito a migliorare la situazione della raccolta: ma intanto l’ultimo appello in ordine cronologico è arrivato dall’Asl di Lucca.

Rosaria Bonini, la direttrice dell’unità operativa complessa di immunoematologia e medicina trasfusionale di Lucca (che interessa i centri trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo), si è espressa sul Tirreno, chiedendo a tutti i cittadini di recarsi al centro trasfusionale per compiere il proprio dovere e assicurare alle strutture ospedaliere l’efficacia terapeutica strettamente legata alle trasfusioni.

Due, a nostro parere, i passaggi più rilevanti delle sue dichiarazioni. In primo luogo la Bonini ha ricordato l’importanza dell’autosufficienza «È necessario non abbassare mai la guardia per poter garantire durante tutto l’anno l’autosufficienza in questo delicato settore. È fondamentale compiere questo gesto anche nel periodo estivo perché la necessità di sangue non va mai in ferie»; in seconda battuta la direttrice ha citato la motivazione centrale che pone il gesto del dono come azione di massima importanza: la creazione dei farmaci salvavita: «La donazione è un atto gratuito che rende disponibili due importantissimi farmaci: le emazie e il plasma, che sono salvavita e, come noto, non si possono produrre in laboratorio».

 

 

Adelmo Agnolucci alla guida di Avis Toscana: “Giovani e migranti sono il futuro della donazione”

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Aretino di nascita, e noto sul territorio per il suo impegno nella vita pubblica e nel settore sociale, Adelmo Agnolucci è il nuovo presidente di Avis Toscana, una delle regioni chiave per il sistema trasfusionale, sia come capofila di uno dei raggruppamenti regionali (il Planet, con Lazio, Marche e Campania n.d.r.), sia per una lunga tradizione come centro di diffusione della cultura del dono. Per conoscer più in dettaglio il lavoro di Avis Toscana sul territorio, e in vista delle nuove sfide che la Toscana dovrà affrontare in futuro sul piano dell’autosufficienza locale e di sistema, noi di Buonsangue lo abbiamo intervistato. Ecco cosa ci ha detto.

 Presidente Agnolucci, arriva il mandato da presidente. Da quanti anni porta avanti la sua esperienza associativa, e che sensazioni le offre?

 Vengo da una militanza ormai di lunga data perché sono in Avis da trent’anni. Ho fatto parte del consiglio regionale per molto tempo, poi lo scorso anno, per una ragione statutaria, sono subentrato come presidente da vicepresidente vicario, e infine è arrivata l’elezione di maggio. Arrivo in un momento particolare per la vita associativa, con la riforma del terzo settore che comporterà molti cambiamenti, come il dover rivedere gli statuti, e con le novità in termini di natura giuridica, per esempio l’equiparazione di profit e non profit. In Avis abbiamo eletto il nuovo consiglio nazionale, che il 18 di giugno avrà il suo piccolo conclave da cui scaturirà il nuovo presidente nazionale, con i candidati della Sicilia Domenico Alfonzo, del Piemonte Giorgio Groppo e del Veneto Alberto Argentoni. Forse ci sarà qualche altra novità, come per esempio una possibile candidatura dalla Lombardia che non è stata ancora formalizzata. C’è da capire allora come si compatterà Avis dopo tutte queste novità, perché ora siamo in sospeso. Dal modo in cui saranno impostate le cose sul piano nazionale ci saranno poi ricadute anche sul piano regionale. Noi siamo un’associazione di associazioni e quindi non potremo discostarci da tutti i rapporti di sistema, con Avis Nazionale, con il Centro Nazionale Sangue, con la Conferenza Stato – Regioni e con le nuove convenzioni. Poi è chiaro che ogni regione ha delle caratteristiche più o meno accentuate. In Toscana il cambiamento nella sanità ha interessato anche il mondo trasfusionale. Prima avevamo 12 realtà con cui parlare, considerando anche le ASL provinciali, ora abbiamo 3 macro-aree con un solo responsabile. Siamo quindi in un momento particolare, perché quando si cambia si sa da dove si parte ma non dove si arriva. Speriamo di avere le risposte migliori per arrivare agli obiettivi, ma bisogna stare attenti.

 Parliamo di futuro. Quali sono gli obiettivi di Avis Toscana per i prossimi anni?

 Abbiamo in cantiere molte cose interessanti. Il futuro è un scommessa per tutti e sarà legato alle nuove generazioni e al mondo dei migranti. Su di loro abbiamo fatto degli studi, che ci dicono che gli immigrati sono cresciuti del 22% in pochi anni e sono il 4% sul totale dei nostri donatori. L’obiettivo è di coinvolgere sempre di più sia loro che i giovani, e renderli partecipi della cultura del dono per arrivare all’autosufficienza regionale. Bisognerà tenere conto di un piccolo cambiamento di tendenza: cala la richiesta di sangue intero o di globuli rossi e aumenta quella di plasma, che come si sa bene si può ottenere in aferesi. Questo comporta il bisogno di innovazione nella cultura del dono. I nostri donatori quasi sorridevano vedendo un liquido giallo anziché rosso, come se si trattasse di una donazione di serie b. ma in realtà il plasma è importantissimo e da esso vengono estratti molti medicinali importanti. Poi ci sono tutte le nuove metodologie di Patient Blood Management che permettono di ottimizzare le risorse e mantenere le scorte e anche su questo bisognerà lavorare, pianificando la donazione programmata, su prenotazione. Così si può offrire un servizio migliore a chi ha bisogno e lavorare meglio come sistema, andando a richiedere i gruppi che servono quando servono.

 Per quel che riguarda le iniziative di Avis Toscana per promuovere la cultura del dono, che cosa avete in programma?

 La nostra idea è quella di entrare nei social e di sfruttare quel canale, perché oggi è il modo migliore per arrivare ai giovani. Poi abbiamo il “Cartoon School”, una bellissima iniziativa che consente di andare nelle scuole e preparare dei cartoni animati legati al mondo della donazione. È un lavoro di squadra, guidato da degli esperti. Così i ragazzi possono disegnare, sceneggiare, musicare i cartoni. In questo modo si coinvolgono centinaia di bambini che al tempo stesso sono i protagonisti e fanno da tramite, perché poi i bambini trascinano i genitori. Altro strumento importante è quello del servizio civile: abbiamo dei progetti importanti sul piano nazionale e regionale che permettono di cooptare tanti giovani nelle nostre sedi, e di portare nelle scuole i discorsi sulla donazione del plasma e del sangue. Quando è possibile intervengono anche i dirigenti associativi, e così copriamo il territorio. Abbiamo notato che poi moltissimi di quelli che iniziano con il servizio civile restano nel mondo del volontariato e per noi è una grossissima risorsa. Noi facciamo formazione e li inseriamo in progetti ben definiti. Le ricadute sono tante e toccano decine di migliaia di studenti. Il mondo dei giovani dev’essere sollecitato e informato. Non è vero che i giovano sono sordi ai problemi sociali. Noi chiediamo qualcosa d’importante, basti pensare al discorso dell’ago che a volte spaventa. Una curiosità a tal proposito: nel mondo dei giovani abbiamo ancora più riscontri tra le donne che dagli uomini, forse perché solo loro partoriscono e grazie all’esperienza del parto sono più coraggiose.

 Tra poco ci sarà il bando per il conto-lavoro del plasma anche per il raggruppamento regionale che ha la Toscana come regione guida. All’assemblea generale di Avis a San Donato abbiamo sentito gli avisini veneti lamentare il mancato coinvolgimento di chi ha ideato e portato a compimento il bando di gara poi vinto dalla CSL Behring. In Toscana cosa dobbiamo aspettarci?

 In Toscana abbiamo guardato molto a quello che successo in giro. A volte essere i pionieri non è la cosa migliore. Oggi ci dobbiamo confrontare anche con le regole europee e questo può comportare alcune difficoltà non solo per il plasma ma anche sul piano degli standard informatici. La regione Toscana è la capofila del consorzio regionale che si chiama Planet, e assieme a noi abbiamo Lazio, Marche e Campania. Oggi è stato costituito un collegio di persone chiamate a creare il capitolato e dentro ci sono anche persone delle associazioni. La regione Toscana, grazie al direttore del CRS e all’assessorato, è partita molto bene e forse le esperienze fatte da altri possono aiutare a non cadere in errori, com’è accaduto con la gara del Veneto che aveva 90% di attenzione al prezzo e 10% alla qualità. Speriamo che il lavoro fatto molto attentamente sin dall’inizio, e che ha visto la collaborazione tra istituzione e associazioni, porti i suoi frutti.

 Quanto è importante il Meteo del Sangue per monitorare e gestire le necessità di sacche sul territorio? Quando arriverà nelle altre regioni?

Il Meteo del Sangue per noi è importante. Con il Meteo del Sangue sappiamo esattamente che gruppi servono in ogni momento. Attraverso il sistema possiamo arrivare a una migliore programmazione. È come dire “vediamo che tempo fa prima di uscire, se prendere l’ombrello oppure no”. Ciò vale anche per quanto riguarda gli spostamenti tra strutture trasfusionali, e questa è un’ottima garanzia per tutti. Il metodo è applicabile anche alle altre regioni, ma naturalmente dipende di metodi gestionali di ciascuno. Anche il Centro Nazionale Sangue potrebbe adottarlo, se tutte le regioni lavorassero in un certo modo, anche perché proprio da loro è arrivato uno strumento importante come il protocollo per la gestione delle grandi emergenze. Tutti ricordiamo le file per donare dopo i terremoti, ma bisogna considerare che se si dona in massa in quei momenti, poi, se serve sangue per momenti di scarsità quegli stessi donatori non si possano chiamare per tre mesi. Bisogna sapere che il sangue intero ha una vita e dura 40 giorni, per cui donare solo quando c’è un’emergenza è sbagliato. È importantissimo stare tutti dentro al sistema perché le risposte siano quelle che devono essere. Noi donatori siamo un’unica famiglia, da Bolzano a Canicattì.

 

 

Emergenza sangue in Toscana e nel resto d’Italia: le parole di Carli e Agnolucci

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L’emergenza sangue delle ultime ore, piuttosto generalizzata su tutto il territorio nazionale (http://www.buonsangue.net/politiche/lautosufficienza-in-italia-un-risultato-da-conquistare-anno-dopo-anno-e-le-emergenze-delle-ultime-ore/) ha riguardato anche la Toscana, una regione solitamente tra le più attive e organizzate. La situazione delicata ha spinto il presidente di Avis Nazionale Vincenzo Saturni a emettere un comunicato d’appello per spingere i cittadini al dono, e per ribadire come la collaborazione tra regioni e la programmazione siano le chiavi per superare questi momenti di carenza sangue ciclici e complicati: (http://www.avis.it/notizie/24/111278/carenza-di-sangue-importante-donare-in-modo-periodico-e-programmato).

Per capire cosa sta succedendo e cosa succederà nelle prossime ore, Buonsangue ha chiesto testimonianze dirette alla dottoressa Simona Carli, Responsabile del Centro Regionale Sangue Toscana, e ad Adelmo Agnolucci, Presidente di Avis Toscana.

Ecco le loro parole:

Dottoressa Carli, si sta parlando molto di una carenza di sangue in Toscana, che ha sorpreso in molti. Che cosa sta accadendo?

La carenza non è solo in Toscana ma si verifica a livello nazionale, con una richiesta di circa 2600 unità di sangue in regioni storicamente deboli. L’emergenza è legata all’influenza e al meteo che rende difficili gli spostamenti, e secondo me c’è anche una coda che proviene dai terremoti per qualche mancanza di programmazione. Si è donato troppo quando non serviva e ora è necessario che passino i 90 giorni. L’allarme sta lentamente rientrando, e ieri abbiamo rimandato di pochi giorni circa 10 interventi programmati e garantito 7 trapianti di femore da inizio dell’anno a oggi.

Situazioni del genere mettono a rischio l’Autosufficienza ematica su base annua?

Ci sono momenti particolari con carenze estive e invernali, a cui seguono andamenti più regolari. In questo caso si sono sommate varie cause, come ho detto. Bisogna migliorare l’organizzazione con le associazioni e sfruttare gli strumenti per pianificare che sono due: l’Agenda delle donazioni che abbiamo attivato e che consente di programmare gli appuntamenti nel lungo periodo e il Meteo del sangue, strumento informatico che permette di vedere la situazione dei vari gruppi sanguigni per programmare le chiamate e gestire le emergenze nel modo più equo possibile. L’ottimizzazione su larga di questi due strumenti è la strada da seguire.

Monitoraggio serrato e sempre più collaborazione tra istituzioni e volontari, dunque. Dello stesso avviso è Adelmo Agnolucci che pone l’accento sulla giusta necessità di coinvolgere sempre più giovani nell’avventura della donazione periodica e programmata. Anche nell’immediato.

Presidente Agnolucci, si parla molto dell’emergenza di sangue in Toscana, dal punto di vista delle associazioni cosa sta accadendo sul territorio?

La situazione è in divenire. Nonostante la nostra attenzione costante nell’interpellare i donatori al telefono sono intervenute cause imprevedibili come l’epidemia di influenza, che ci aspettavano tra qualche settimana. È evidente che i donatori sotto cortisone o sotto antibiotici non possono recarsi a donare, ma in questi giorni e nelle ultime ore i vertici istituzionali e quelli associativi si sono confrontati per capire come fronteggiare e risolvere questa emergenza, e anche gli appelli del presidente nazionale Saturni e dell’assessore alla salute Stefania Saccardi stanno sortendo il loro effetto.

Pensando alla situazione più in generale, in chiave di autosufficienza ematica nazionale, le carenze che si registrano in molte regioni d’Italia indicano che potrebbero esistere dei rischi sugli obiettivi dei prossimi mesi?

L’autosufficienza va calcolata in tutto il periodo dell’anno, e siamo abituati ad avere situazioni diseguali, in cui alcuni mesi le cose vanno molto bene e in altre si registrano dei cali. Negli ultimi anni, qui in Toscana siamo sempre stati abituati molto bene, con crescite su base annua di 1 o 2 punti percentuali, ma bisogna reagire subito se si registrano delle diminuzioni. Per questo entrano poi in gioco gli scambi interregionali. Di recente c’è stato anche un bisogno aggiuntivo per i terremoti, e va detto che anche l’aumento della durata media della vita e i tanti miglioramenti che ci sono stati nella qualità delle cure ai pazienti sono concause di ceto positive che possono aumentare non di poco i volumi necessari e il bisogno di sangue. Tempo fa era impensabile operare il femore a persone di 85 anni mentre oggi si fa, e lo stesso discorso vale per l’aumento considerevole dei trapianti. Sono tutte evenienze a cui bisogna rispondere con prontezza. Certo, è molto importante coinvolgere sempre di più i giovani nel processo di donazione, bisogna trovare le parole giuste e far capire che il dono è soprattutto per noi stessi e per i nostri cari. Se in un momento può sembrare che nessuno di nostra conoscenza possa aver bisogno di sangue, non possiamo essere mai certi di quello che sarà il futuro. Ecco perché il vero quesito da porre ai giovai non è “Perché non donare?”