Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

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Il giallo come vitalità, il giallo intenso che si fa notare, sempre. Alla saletta Lab della Triennale di Milano, ieri martedì 6 novembre, Avis ha presentato la nuova campagna nazionale per promuovere la donazione di plasma.

Di quanto sia importante accrescere la raccolta di plasma in chiave dell’autosufficienza sui plasmaderivati, ne abbiamo parlato più volte, e di recente in occasione del convegno organizzato dai giovani avisini dell’Emilia Romagna a Piacenza, evento durante il quale – oltre alle stime e agli obiettivi macro-sistemici per i quali si sta combattendo, e che consistono nel restare in linea con i dettami del piano nazionale plasma 2016 -20 – si è specificato molto bene quanto sia importante lavorare sulla comunicazione, al fine di rendere sempre più chiaro e familiare il messaggio per il pubblico, superando allo stesso tempo una lunga serie di tare ed equivoci che ancora oggi tengono lontani i donatori dalla plasmaferesi.

Lo spot

Ecco perché la nuova campagna nazionale della più grande associazione di donatori italiana, che ricordiamo, vanta più di un milione e trecento mila soci, doveva essere particolarmente efficace, innovativa, e coinvolgente. Eccola qui, mentre a questo link è possibile, per chi è interessato, scaricare le campagne in alta risoluzione.


Come si è arrivati a questo concept?

La campagna è nata da un papillon e da un’idea che arriva qualche anno fa dall’Avis delle Marche, i primi che hanno voluto investire sulla promozione del plasma.

A noi di Buonsangue è piaciuta molto.

Molto buoni i contenuti visivi, decisamente incentrati alla sfera emotiva. L’approccio, come si può vedere, è piuttosto innovativo perché non rispetta i canoni classici dello spot sociale, che in una condizione di frastuono e di decodifica immediata dei messaggi innesca il riconoscimento dello spot come una richiesta economica o come un’immissione nel flusso informativo di ciascuno, d’informazioni tristi e disturbanti. È invece chiaramente propenso a coinvolgere lo spettatore in una volano di bellezza, realizzazione personale e positività. Il giallo è danza, è pittura, è pasticceria, e soprattutto si rivolge alla sfera identitaria. Distinguersi, farsi notare, emergere dal grigiore, diventa la cosiddetta call to action, la motivazione ad agire, proprio come il giallo esplode in ogni immagine che passa sullo schermo.

Basterà? No di certo, ed ecco perché la campagna si completa con molti materiali informativi sul dono del plasma e sulle differenze tra i tipi di donazione. Una buona campagna integrata non può che emozionare e informare insieme.

Gli interventi degli ospiti

Inoltre, coordinati da Claudia Firenze dell’ufficio di presidenza nazionale e delegata ai progetti di comunicazione, sono stati molti gli interventi di corredo allo spot, per la maggior parte incentrati sul concetto di sinergia tra i vari attori del sistema sangue, affinché si riesca a lavorare tutti insieme in una direzione comune, ovvero quella indicata da precisi punti cardinali: il plasma etico e il dono del plasma anonimo, gratuito e organizzato come chiave per avvicinarsi all’autosufficienza.

In questo senso si è espresso Pierluigi Berti, presidente SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia): “Vorrei testimoniare che il SIMTI, i professionisti che lavorano nelle strutture trasfusionali, sono consapevoli che il momento è fondamentale per la raccolta plasma, sempre più una risorsa strategica. Il plasma deve diventare per tutti, soprattutto per il pubblico, la risorsa primaria. Ma ci vogliono anche i mezzi, ovvero la partecipazione di tutti gli attori del sistema e una discussione profonda su ciò che serve davvero per riuscire a dare a tutti i pazienti ciò che serve”.

Consapevolezza, quella della necessità sinergica, che fa parte anche del bagaglio del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “Il tema è molto sentito come ci dice la grande partecipazione – ha detto il primo dirigente avisino – e possiamo dire di esser riusciti a raggiungere l’autosufficienza dei globuli rossi. Poiché noi vogliamo che la nostra donazione continui a essere etica, abbiamo deciso di puntare molto sul raggiungimento dell’autosufficienza sul plasma. Abbiamo la percezione che sia necessario fare passi molto veloci, anche alla luce della possibilità che si apra il mercato dei plasmaderivati in Cina e India, con il rischio che il 70% dei plasmaderivati prodotti dagli USA nel mondo si spostino su mercati più ricchi. Noi vogliamo che la donazione resti etica, con i farmaci prodotti da plasma pubblico donato gratuitamente e segnato dal pittogramma etico. La prima strategia da mettere in campo è quella di una maggiore flessibilità del sistema verso le esigenze dei donatori. Dare la possibilità di orari meno rigidi per i donatori può essere un primo passo verso il coinvolgimento dei donatori e verso la fidelizzazione”.

Testimone d’eccezione, con una grande propensione al dono, è stato il pluricampione paraolimpico di sci nautico Daniele Cassioli, avisino da tempo. Secondo Daniele “Avis funziona perché sta in mezzo alle persone e deve passare il messaggio che donare è bello, che è una cosa gioiosa. Deve arrivare il messaggio ai giovani che donare rende le persone migliori. Io dico sempre che le mie retine non funzionano ma il sangue è buono, e anche quando non sono al massimo e qualcosa va storto io dono. Parlando più egoisticamente poi, ricordo che il dono è anche un modo di essere controllati. Molti giovani non usano fare esami del sangue ed è un errore perché è sempre importante conoscere quello che abbiamo dentro. Tutto ciò che non viene donato è perso e le persone se stimolate e informate nel modo giusto sanno ancora essere generose”.

L’indagine Ipsos sulla conoscenza degli italiani sul plasma

Ma la campagna di comunicazione non è stato l’unico motivo d’interesse della serata.

Claudia Firenze ha infatti illustrato al pubblico i risultati del sondaggio Ipsos commissionato da Avis, al fine di conoscere l’effettiva percezione degli italiani sulle donazioni di plasma. Un test che ha dato risultati molto significativi, anche per stabilire le future strategie d’azione e d’intervento.

Grazie alle rilevazioni su un campione di 800 persone rappresentative della popolazione italiana, s’è scoperta subito una prima buona notizia: il 69% degli intervistati collega la parola plasma al sangue, specie tra gli adulti, e solo il 16%, per lo più tra i giovani, la collega invece al televisore, come vediamo in figura 1.

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Fig.1

E sulla donazione di plasma? Come si orientano gli italiani? In figura 2 vediamo come soltanto il 21% degli intervistati si sentono ben informati sulla differenza tra dono del sangue e dono del plasma, un dato che fa ben capire quanto si possa ancora incidere con una buona comunicazione integrata, in grado d’ informare dopo aver conquistato l’emotività e la curiosità dei cittadini.

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Fig.2

 

E se in figura 3 scopriamo che solo il 36% degli italiani è certo di donare plasma in futuro o crede che lo farà, in figura 4 sono espressi i dubbi che serpeggiano tra coloro i quali la donazione di plasma è quasi certamente qualcosa da escludere: problemi di salute e paura sono decisamente i maggiori freni alla partecipazione attiva.

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Fig. 3

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Fig. 4

Il lavoro sul campo

La campagna di Avis  “Distinguiti dona il Plasma” non si ferma naturalmente a Milano: anzi è proprio a partire da oggi che l’attività vera e propria entra nel vivo: tutti i materiali saranno girati alle sedi distribuite capillarmente per l’Italia: gli spot da 15 a 30 secondi, gli spot radio, i manifesti, gli scroll e i materiali per il web dovranno arrivare al grande pubblico, in modo che l’impatto della comunicazione sia il più significativo e virale possibile.

Proprio l’efficacia di questo lavoro quotidiano su tutto il territorio nazionale sarà infatti la molla decisiva per la realizzazione di molti degli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020.

Comunicare il valore del dono: quattro spot per ricordare a tutti che la regola omnia è “Prima donare, poi partire”.

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La strada per portare i giovani nei centri trasfusionali a donare prima delle vacanze, passa anche e soprattutto per le campagne di comunicazione. Molti centri associativi in tutta Italia, sia a livello regionale che più specificatamente locale, hanno provveduto nelle ultime settimane a sfoggiare la propria creatività, provando a costruire messaggi a favore del dono che sappiano sensibilizzare e soprattutto colpire e attirare l’attenzione, per instillare in chi guarda quella scintilla che può scoppiettare sottoforma di curiosità, voglia di fare del bene, generosità o senso di responsabilità.

In questi mesi estivi, di volta in volta andremo alla ricerca dei video più significativi per capire come le associazioni o le istituzioni provano a convogliare il concetto di dono. Lo ribadiamo: a nostro giudizio servirebbe una campagna costante concertata tra media, istituzioni, aziende sanitarie e associazioni, almeno per concordare le linee guida. Ma finché non accadrà, ecco alcune iniziative già concrete e disponibili sul web.

Fidas Piemonte, per esempio, ha costruito uno spot molto allegro e vacanziero, nel quale una classica partenza al mare di amici non può cominciare senza prima una rapida ma fondamentale sosta per donare il sangue. A chiusura il fatidico claim, che conosciamo bene: “Il bisogno di sangue non va in vacanza”.

Sorprendente e inaspettato, in linea con la campagna sui dialetti che ha caratterizzato la comunicazione di Avis nell’ultimo anno, è invece lo spot creato da Avis Angri, in provincia di Salerno. “Non buttare il sangue ma donalo” è il messaggio finale, rappresentato in un modo molto originale e con una bella fotografia.

Meno riuscito, almeno secondo noi, il lavoro del Ministero della salute, in uno spot che gioca su una locuzione tipica del parlato “Donare il sangue. Una botta di vita”, con un tono che tuttavia resta indeciso tra la classica comunicazione informativa istituzionale (che esprime quanto il periodo estivo sia delicato per la raccolta), e un finale ironico, che quasi ha l’effetto di smentire l’approccio serioso della prima parte.

Dal sapore un po’ rustico, ma auto ironico e in definitiva capace di farsi ricordare, è lo spot di Avis Lombardia, nel quale, durante una partita a carte tra amici, nel caldo afoso e infestato dalle zanzare della città, tra le varie soluzioni paventate dai giocatori per trascorrere le ferie, l’asso nella manica è senza dubbio quella del donatore. La mossa giusta, per l’appunto, quella che anche noi di Buonsangue consigliamo a tutti.