Carenza sangue in Campania. Il Centro nazionale sangue coordina e mobilita il sistema

È tutta la settimana, che da una delle regioni italiane storicamente più in difficoltà nell’organizzazione di una raccolta sangue lineare, costante ed efficiente per tutti i 12 mesi dell’anno, la Campania, si susseguono gli appelli al dono, al fine di limitare le carenze endemiche e assicurare anche per i mesi estivi il corretto e normale svolgimento delle attività trasfusionali.

Un appello nei giorni scorsi è arrivato dall’Ospedale Pausillipon di Napoli, dal quale è arrivato addirittura il video appello di una bambina paziente, come si può leggere sul sito www.internapoli.it assieme alle indicazioni pratiche su dove e quando donare, e come ha ribadito il Corriere di Caserta.

Stesse necessità arriva da Acerra, dove in particolare serve sangue del gruppo 0 negativo, segnalazione che è arrivata direttamente dall’Avis di Sarno.

Anche da Salerno è arrivato un appello nelle ultime ore, con una carenza all’ospedale Ruggi che si spera possa essere contrastata nelle prossime ore, così come testimonia il magazine on-line Salerno Sanità.

Un situazione difficile, che come possiamo leggere sul sito di Fidas nazionale, ha spinto “La Struttura Regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Campania ha segnalato al Centro Nazionale Sangue una carenza prevista, per il periodo 15 luglio – 30 settembre, di circa 1.700 unità di emazie, pari a circa 150 unità settimanali con la seguente distribuzione: 82 0+; 5 0-; 41 A+; 7 A-; 14 B+; 1 B-.”

Un numero rilevante, al quale bisognerà saper ovviare. Come? A questo aspetto, come da norma ci ha pensato il Centro Nazionale sangue, che ha subito invitato “le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue ad avviare azioni di supporto straordinario, anche locali, volte ad intensificare la chiamata dei donatori raccomandando, inoltre, alle Strutture Regionali di Coordinamento di inserire le disponibilità nella bacheca in SISTRA al fine di compensare la carenza della Regione Campania”.

Tutti pronti alla mobilitazione dunque, in modo da assicurare le sacche necessarie alla Campania in attesa dell’apporto risolutivo di associazioni e donatori periodici. Che l’estate sia un periodo particolarmente complesso per la raccolta sangue, con i cali intrinseci che siamo abituati a documentare ogni anno, non è una grande novità per i lettori di Buonsangue. Prima donare poi partire è la regola, il motto di questo periodo dell’anno con e ferie che incombono e la voglia di partire verso destinazioni vacanziere dopo una lunga e faticosa stagione lavorativa. Ma basta queste “scuse” a far dimenticare il proprio dovere di cittadini e rimandare l’idea di donare al rientro a settembre? Assolutamente no, e la nostra speranza è che anche in Campania la maggior parte dei cittadini la pensino come noi.

 

A Livorno Avis ha realizzato una campagna estiva in grande stile, tutta da scoprire

Logo Si Avis chi può!

Che in Toscana ci sia una grande mobilitazione collettiva per fronteggiare i mesi estivi lo abbiamo appreso lo scorso 14 giugno, a Livorno, durante la Giornata del donatore organizzata dalla Regione allo scopo di trarre un bilancio dei mesi trascorsi e parlare di quelli che verranno: e proprio da Avis Livorno arriva, a partire dal 14 e in evoluzione nei giorni successivi, una grande campagna estiva ricca di idee spunti e differenti applicazioni che mira a regalare al territorio un’estate tranquilla sotto il punto di vista della raccolta sangue, dal titolo “La felicità è contagiosa! Si Avis Chi può”.

Si parte subito con due video, che è possibile vedere sulla pagina Facebook di Avis Livorno a questi link:

  1. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/1172986156203193/, con a fare da testimonial il celebre bomber Igor Protti, capocannoniere storico del Livorno Calcio. Il messaggio dello spot, molto ben realizzato, è che non tutti gli aghi bucano e fanno male: alcuni, come per esempio quelli che servono per donare il sangue, portano effetti più che positivi.
  2. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/683414152101085/,con testimonial Leonardo Fiaschi giovanissimo imitatore, cabarettista e cantate, che con un taglio diverso, prettamente comico, mette in scena uno sketch in cui proporre l’imitazione dell’ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri che “allena” un giovane donatore avisino.

Non è tutto: la campagna ha anche già prodotto tre manifesti sia per utilizzo social, che per affissione in città. Eccoli qui, possiamo vederli in basso in figura 1, 2 e 3:

Alcuni aghi non bucano

Fig. 1

La felicità è contagiosa 2

Fig. 2

La felicità è contagiosa 1

Fig. 3

A Questi materiali seguiranno altri 3 video, utili, come spiega Avis Livorno “a completare un progetto pensato come una piccola web serie che racconta la storia di un ragazzo che esce di casa per andare a iscriversi all’Avis e diventare così un nuovo donatore, ma non è ancora del tutto convinto. Durante il tragitto da casa alla sede di Avis Livorno incontra una serie di situazioni fortuite che lo aiutano a riflettere e superare positivamente le sue paure e gli ostacoli che frenano molte persone dall’andare a donare, come la paura dell’ago, la mancanza di tempo e la scarsa consapevolezza del problema. Una volta raggiunta la sede Avis, il protagonista della serie ne esce convinto e consapevole, così diventa a sua volta testimonial ed è lui a convincere altre persone che incontra in giro per la città a seguirlo, come un contagio positivo”.

L’evoluzione e i nuovi step della campagna si potranno seguire sui canali social di Avis Livorno: su Facebook e Instagram.  Un grande impegno da parte della sezione cittadina guidata da Matteo Bagnoli che speriamo possa essere imitata in tante altre città italiane riscuotendo il massimo del successo e della visibilità.

La “Mappa del donatore che viaggia”, un vademecum per qualsiasi cittadino in procinto di andare in vacanza

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L’inizio della stagione dei viaggi ormai è alle porte, ed è bene, come ogni anno, chiarire bene quali vincoli ci sono tra le ormai infinite destinazioni che è possibile visitare grazie all’immenso business che è diventato il turismo di massa (tema sul quale segnaliamo un bel saggio di Marco D’Eramo dal titolo “Il selfie del mondo”), e gli stop temporanei al dono causa rischio contrazione di virus, ovvero uno dei molti problemi che generano il calo intrinseco di donatori che il sistema trasfusionale deve fronteggiare a ogni estate.

Il Centro nazionale sangue è già molto attivo, e già più di tre settimane fa, il 31 maggio, ha divulgato il piano completo di prevenzione stabilito dal Ministero della Salute per il 2019 con una circolare da titolo “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019″, documento all’interno del quale sono elencate tutte le regole da seguire affinché l’eventuale diffusione dei virus trasmessi attraverso le punture di zanzare sia adeguatamente segnalata e contrastata.

Il monitoraggio degli istituti preposti sarà costante, e noi su Buonsangue ne daremo traccia di frequente con notizie, bilanci e dati numerici: ma intanto, è bene sapere che la regola da seguire per tutti i donatori periodici cosi come per quelli occasionali che hanno già programmato le vacanze, è sempre la stessa: prima donare, poi partire.

Solo così, infatti, è possibile fare il proprio dovere di donatore in tutta sicurezza e con la certezza di non incorrere negli stop preventivi predisposti a monte, chiariti sul sito del SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) nell’apposita sezione dettagliata: per ogni nazione del mondo, è infatti possibile conoscere il periodo di sospensione da dono (zero, uno, tre o sei mesi), il rischio di leishmaniosi viscerale o cutanea, di malattia del sonno, febbre gialla, lebbra o malattia di Chagas, e infine il rischio malarico e di altre malattie endemiche.

Un quadro perfettamente sintetizzato dalla preziosissima “ Mappa del donatore che viaggia ” pubblicata dal sito di Avis Regionale Veneto, che riproduciamo in figura 1.

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Fig. 1

Quattro i colori impiegati nella mappa per le segnalazioni, facilissime da memorizzare e interpretare.

I territori in verde, tutti i paesi europei, la Russia asiatica e la Groenlandia, non comportano alcuna sospensione automatica dal dono. I paesi in giallo, ovvero l’America del Nord, il Canada, alcuni paesi del Maghreb come Marocco e Libia e alcuni asiatici come la Mongolia e qualche stato dell’ex Unione Sovietica, comportano invece 1 mese di sospensione. Chi visita Algeria, Egitto e il Medio Oriente incorrerà in uno stop di 3 mesi, mentre, purtroppo, sono davvero moltissimi i paesi in mappa che, se visitati, implicano uno stop di 6 mesi: il Messico, l’America Latina, quasi tutto il continente africano, la maggior parte del continente asiatico e l’Oceania.

Raccolta sangue, dopo la carenza in Toscana un’analisi generalizzata all’inizio di maggio. Serve portare i donatori ai centri trasfusionali

DONA-SANGUE

Mercoledì primo maggio abbiamo fatto nostro l’appello di Avis Livorno, a seguito di una carenza sangue registrata sul territorio. Si trattava di una carenza generalizzata su sangue intero e plasma riguardante la Regione Toscana, così come abbiamo prontamente registrato mostrando la situazione dal sito del meteo del sangue in Toscana. È cambiato qualcosa negli ultimi giorni? E qual è la situazione della raccolta nei territori dove il meteo del sangue è un servizio attivo? Andiamo a scoprirlo.

Stabile la situazione in Toscana anche dopo l’aggiornamento di giovedì 2 maggio a metà pomeriggio. Sempre emergenze chiare per entrambi i poli del gruppo A e del gruppo, urgenza per il B- e fragilità per il B+. L’appello è dunque sempre valido e la speranza è che nelle prossime due-tre settimane le previste aperture domenicali possano fare la differenza.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, la situazione è altrettanto difficile. Se tiene il plasma, le cui scorte vanno certamente fortificate dai donatori, difficile è la situazione per i gruppi A-, B+ e B-, e 0-, tutti affetti da carenze gravi.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

In Piemonte la situazione è leggermente migliore, sia a Novara, dove il Meteo del sangue segnala tuttavia fragilità nei gruppi B+, B- e A-. Emergenza più marcata invece per il grippo 0-.

Home Page AVIS Comunale Novara

Fig.3

A Biella, solo un gruppo è in sofferenza: lo 0 negativo, mentre per tutti gli altri il regime è quello della stabilità.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 4

Passiamo all’Emilia Romagna, che sta valutando, proprio come avviene in Toscana, un Meteo del sangue su base regionale. Intanto però, come nelle scorse settimane vediamo la situazione in alcune delle principali province. A Ferrara, come spesso accade, carenza generalizzata. Non vi è gruppo che non soffra, con carenze gravi per il gruppo 0+ e il B+.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 5

Molto diverso il quadro a Rimini e Romagna, dove invece un solo gruppo è in sofferenza, il gruppo A-, mente una lieve carenza si registra per il gruppo 0-. Ovviamente, e bisogna specificarlo, il fatto che gli altri gruppi siano verdi al 100%, non significa che non serva donare. Il 100% indica i livelli di scorte minime per non andare in sofferenza.

meteo sangue iframe AVIS Provinciale Rimini

Fig. 6

Infine Reggio Emilia: solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, carenze lievi e grave in tutti gli altri.

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Fig.7

Infine, non va dimenticato che anche in questo inizio di maggio le donazioni proseguono: e proprio allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end festivo in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 3 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 8.

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Fig. 8

 

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

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Un lungo tour in giro per l’Italia, da Torino fino a Matera, allo scopo di diffondere un messaggio semplice ma sempre estremamente attuale: c’è bisogno di sangue, ce n’è bisogno costantemente nel presente e ce ne sarà bisogno in futuro, con la conseguente necessità di reclutare giovani che comprendano e si affezionino al gesto del dono al punto da diventare donatori periodici per tutta la vita.

Il Fidas Tour, in pieno svolgimento, è solo una delle tantissime iniziative che Fidas ha predisposto per festeggiare i sessant’anni dell’associazione: come abbiamo scritto nell’approfondimento dello scorso 23 marzo, infatti, saranno tantissimi gli eventi e le campagne in programma per tutto il 2019.

Nel video che segue, ecco tutte le tappe previste:

Come si svolge il tour? Il tutto avviene a bordo di un camper, opportunamente “vestito” di un look tutto speciale. Ci sarà il drappo rosso della campagna video “Metti in circolo l’energia” (che si può vedere in basso nel video numero due), ci sarà il filo, sempre rosso, che ricorda l’anniversario e rappresenta l’attività e l’impegno che Fidas svolge nel paese dal 1959 sempre a servizio della raccolta sangue e della sensibilizzazione sociale. E ci sarà un tocco di giallo, che a noi sembra un chiaro riferimento al dono del plasma.

Le tappe del Fidas Tour saranno ben venticinque: tantissime e lungo tutto la penisola, una sorta di Giro d’Italia del sangue che, come già detto, è partito da Torino lunedì 25 marzo e si concluderà a Matera venerdì 26 aprile. Non una scelta casuale quella di Matera: come tutti sappiamo la città dei sassi sarà per tutto il 2019 la capitale europea della cultura: proprio a Matera, e proprio il 26 aprile inoltre, si aprirà il 58° Congresso Nazionale proprio della Fidas.

Tutti pronti, allora, per accogliere questo grande evento itinerante, che si spera possa trasformarsi in una vera e propria festa in ogni tappa, coinvolgendo il maggior numero di giovani. Il dono del sangue e tutta la bellezza che contiene questo semplice quanto necessario, meritano tutta la diffusione possibile.

Situazione PFAS in Veneto, studi dimostrano danni all’apparato riproduttivo in donne e uomini. La Regione ci riprova con la plasmaferesi pulitrice

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In Veneto esiste una vicenda legata all’inquinamento da PFAS che va avanti da ormai due anni. Su Buonsangue ne abbiamo palato spesso, aggiornando i lettori a ogni nuova notizia rilevante, ma prima di dedicarci all’attualità, e approfondire la situazione attuale, è bene ricordare cosa sono gli PFAS, e in che modo complicano e non di poco la vita dei territori che sono colpiti da questa forma di contaminazione.

Secondo ARPAV Veneto (ovvero l’Azienda Regionale per la Prevenzione e Protezione ambientale), gli PFAS sono sostanze chimiche che si possono tranquillamente ritrovare in prodotti di uso comuneutilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

Purtroppo però gli PFAS hanno enormi controindicazioni per ciò che riguarda la questione ambientale, poiché sono a tutti gli effetti “inquinanti persistenti”, sostanze che finiscono per accumularsi nell’ambiente, colpendo soprattutto le falde acquifere e nelle acque destinate anche al consumo, divenendo dunque elementi molto pericolosi per il corretto sviluppo della catena alimentare.

Anni di grande trascuratezza rispetto alla questione ambientale, hanno fatto sì che il Veneto sia una delle terre più colpite dagli PFAS, e in particolar modo le criticità più rilevanti si hanno nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Una situazione molto delicata, perché negli anni è emerso che i soggetti più colpiti dall’effetto potenzialmente cancerogeno degli agenti inquinanti sono soprattutto i ragazzi, mentre i cittadini che complessivamente rischiano di essere colpiti sono più di 800 mila secondo una ricerca di Greenpeace.

In questi giorni sono arrivati i risultati di nuovi studi, che non promettono niente di buono. Gli PFAS, infatti, secondo la ricerca dell’Università di Padova guidata dal professor Carlo Foresta, oltre a inquinare il sangue dei cittadini colpiti, tendono a ostacolare il corretto funzionamento degli ormoni femminili, provocando “alterazioni del ciclo mestruale, endometriosi, e difficoltà dell’endometrio ad accogliere l’embrione”, e in altre parole mettendo a rischio la fertilità.

Sono moltissimi i media che ne hanno parlato della gravità della situazione, a cominciare dal Corriere del Veneto, per proseguire con il Giornale di Vicenza, che ha sottolineato anche la correlazione esistente con l’aumento del rischio aborto e i danni creati all’attività riproduttiva dei maschi. Questioni di grande presa anche per gli organi di stampa d’ispirazione cattolica come La difesa del popolo, giornale della diocesi di Padova.

Come rispondono le istituzioni venete? Come già documentammo il 20 dicembre 2017, il piano d’intervento della giunta regionale è basato sulla plasmaferesi, ovvero sulla “pulizia” del sangue degli individui colpiti, un procedimento che tuttavia non è ancor accreditato dal punto di vista scientifico.

La Regione Veneto tuttavia insiste, e si affida a uno studio del professor Santo Davide Ferrara, medico a capo della Scuola regionale di Sanità pubblica, e autore di studio che dimostra come la plasmaferesi di pulizia non presenti effetti collaterali o controindicazioni rilevanti, riuscendo a eliminare più di un terzo della quantità di PFAS presenti nel sangue. «Abbiamo mandato una relazione al ministero e all’Istituto superiore di Sanità — ha dichiarato il dotto Ferrara — finora nessuna risposta».

Una situazione difficile, delicata, in cui la soluzione trovata dalle autorità locali, al di là della sua reale efficacia, appare tardiva e lontana dalla risoluzione del problema. Un terreno di prova sul quale la giunta Zaia ha il dovere di dare risposte più efficaci rispetto a quelle date finora, per evitare che il danno, come spesso accade, ricada soprattutto sui cittadini.

Ampia attenzione sul plasma, ma utile vagliare anche il sangue intero: la situazione “carenze” a fine febbraio

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In un periodo caratterizzato dalla grande attenzione che istituzioni e associazioni hanno dedicato alla raccolta plasma, è bene non distogliere lo sguardo dalla raccolta del sangue intero. Anzi: è davvero molto utile una ricognizione regione per regione e il punto sulla situazione.

Ma prima una premessa: un evento di cronaca edificante, accaduto qualche giorno fa a Carbonia, in Sardegna con l’ultima donazione di Enrico Forteloni, donatore sardo nato nel 1949 e dunque costretto a smettere per sopraggiunti limiti d’età, spinge immediatamente a riflettere sugli scenari dei prossimi 10 anni: dal Facebook del Centro nazionale sangue arriva un dato significativo, poiché saranno ben 212 mila i donatori periodici che in questa fascia temporale non potranno più donare per anzianità. La domanda allora nasce spontanea: sarà possibile ovviare a questa emorragia con un numero di sostituti giovani altrettanto rilevante? La risposta è sì, a patto di lavorare bene sulla comunicazione, in “trincea” durante il lavoro sul campo, con gli adeguati strumenti economici, culturali e formativi.

Intanto però, bisogna pensare anche al presente, e rafforzare le scorte e l’impegno collettivo di istituzioni, associazioni, professionisti e media, per sensibilizzare sempre di più la comunità e rendere il dono del sangue un’attività del tutto naturale dopo i 18 anni, un po’ come prendere la patente.

In Toscana, come vediamo in figura 1, vi è addirittura un’eccedenza nel gruppo A+, mentre qualche fragilità si registra nel gruppo B- e 0+. L’unica emergenza riguarda il gruppo 0-, ma la situazione appare sotto controllo.

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Fig. 1

In Emilia Romagna, proprio come nelle settimane di fine gennaio e inizio febbraio, situazione piuttosto diseguale.

A Rimini, in figura 2, apprendiamo come la situazione sia ottimale per la maggior parte dei gruppi, mentre difficoltà emergono per il gruppo B+, che fa registrare una carenza grave, e per il gruppo b-, per il quale la carenza è lieve.

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Fig. 2

A Reggio Emilia situazione più difficile, con carenze gravi per il gruppo A- e lievi per i gruppi 0+, A+ e B+, come vediamo in figura 3.

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Fig. 3

Infine a Ferrara, in figura 4, dove già nelle scorse settimane la raccolta sangue doveva essere migliorata, non ci sono crescite significative: carenze lievi, forti o gravi praticamente in tutti i gruppi.

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Fig.4

Interessante anche la situazione segnalata dal meteo del sangue di Avis Biella, dove il bisogno riguarda il gruppo 0 in entrambi i poli e il polo negativo del gruppo B.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue (1)

Fig. 5

Sempre al nord, in Friuli Venezia Giulia, dal portale dei donatori Fidas emerge una situazione leggermente migliorabile ma sotto controllo, con un’unica carenza grave rintracciabile in entrambi i poli del gruppo 0.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)Fig. 6

Ora una ricognizione al sud, dove purtroppo non ha ancora attecchito uno strumento come il Meteo del Sangue, mezzo di grande efficacia per garantire un’informazione immediata ed efficace sulle scorte di sangue (e talvolta di plasma) gruppo per gruppo, nei vari territori nazionali: carenze per alcuni gruppi si registrano a Molfetta in provincia di Bari, dal cui centro regionale sangue arrivano segnalazioni di carenze di sangue, in particolare per i gruppi ZERO POSITIVO, A POSITIVO e ZERO NEGATIVO.

Situazione delicata anche a Messina, dove dall’ospedale Papardo si registra un appello alla comunità da pare di Roberta Fedele, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale: appello rivolto a tutti i cittadini messinesi per far fronte alle carenze ricorrenti per tutto l’anno in questi territori e in questo periodo dell’anno particolarmente accentuate.

Infine, allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 21 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

1 donazione sangue Ricerca di FacebookFig.7

 

Sistema sangue, programmato il 2019 tra attività trasfusionali e scambi tra regioni. Pubblicati dal Cns i documenti partoriti nella plenaria dello scorso 30 novembre

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Nei giorni scorsi, sul sito del Centro Nazionale sangue, sono stati pubblicati i documenti riassuntivi delle attività svolte durante l’ultima riunione semestrale tra i Direttori delle SRC, i Presidenti nazionali e regionali delle Associazioni di donatori, il Cns e il Ministero della Salute.

Suddetta riunione, si è svolta a Roma lo scorso 30 novembre, ed è stata un’occasione perfetta per dedicarsi ad attività molto importanti per la governance, come analisi dei dati, programmazione e condivisione delle visioni sul futuro di ciascuno degli stakeholder del sistema sangue.

Focus, dunque, sul modus operandi della nuova stagione, passando per temi chiave d’interesse generale, come gestione delle attività trasfusionali, allocazione dei finanziamenti, programmazione degli scambi regionali attraverso il sistema di monitoraggio SISTRA, e aggiornamento sui progetti di livello nazionale, quelli già lanciati e quelli da lanciare. Ecco, in dettaglio, i campi d’intervento:

 

  1. Programmazione attività trasfusionali 2019

 

  1. Obiettivi e finanziamenti del sistema trasfusionale per l’anno 2019

 

  1. Sezione SISTRA su separatori cellulari: fase di collaudo inserimento dati

 

  1. Registro nazionale delle Talassemie: stato dell’arte

 

  1. Avvio progetti nazionali

 

I documenti completi sono consultabili a questi link:

Ecco il documento sul dettaglio dei finanziamenti sui progetti nazionali:

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Calteri_Finanziamenti%20sistema%20trasfusionale_0.pdf

Ed ecco, invece, il documento che riassume i dati su produzione, consumo e movimentazione dei globuli rossi nel quinquennio 2013-2018

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Catalano_Dati%20programmazione.pdf

Sono principalmente due, a nostro parere, le slide che meritano di essere analizzate nel dettaglio.

In figura 1, per cominciare, il programma di produzione e consumo dei globuli rossi regione per regione. La previsione complessiva per tutta Italia si tara su un leggero aumento di produzione dello 0,66%, con Veneto, Marche e Molise candidate ad avere le migliori medie produttive per percentuale rispetto alla popolazione, e la Campania candidata ad avere la media più bassa. Sui consumi, invece, le medie più alte ci si aspettano da Sardegna e Molise, per un aumento generale su scala nazionale dell’1,26%.

Monitoraggio produzione e consumo

Fig. 1

In Figura 2, invece, ecco il dato sulle previsioni programmate e non programmate, che riguarda la movimentazione di globuli rossi tra le regioni italiane.

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Fig. 2

Come si può vedere, le regioni che probabilmente dovranno attingere al servizio di interscambio regionale saranno Sardegna, Lazio e Campania, luoghi storicamente contraddistinti da una raccolta inferiore alle necessità.

Su queste regioni, sarà necessario dunque implementare le attività a 360 gradi, dalla comunicazione sul dono al miglioramento organizzativo dei centri trasfusionali.

 

 

Sangue e ricerca scientifica, tantissimi i campi di applicazione ma il ruolo dei donatori non passerà mai di moda

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La ricerca scientifica sul sangue è perseguita nel mondo in modo costante, dai più prestigiosi centri di ricerca. Il sangue, lo sappiamo bene, è il fluido vitale per eccellenza, un liquido all’interno del quale sono trasportate un numero enorme di informazioni sul nostro organismo.

E se già molte volte, in questi anni, abbiamo riportato informazioni sulle ricerche più significative, dal sangue artificiale ai tentativi di curare autismo e problemi cardiaci, o dall’importanza del sangue del cordone ombelicale che contiene le staminali fino ad Ambrosia, l’esperimento piuttosto discusso nato in America per provare a ritardare l’invecchiamento attraverso la trasfusione di plasma giovane, in questa settimana sono arrivati aggiornamenti importanti rispetto a ben tre filoni di ricerca.

In primo luogo, l’Alzheimer: sono molte le testate che hanno ripreso la notizia, da Sky Tg24 al Giornale, e di nuovo c’è che un’equipe internazionale formata da studiosi dell’Università di Washington, del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), dell’Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih), e dell’Università di Tubinga, piccolo centro non troppo lontano da Stoccarda, ha elaborato un metodo in grado di essere usato, nel prossimo futuro, per prevedere con un certo anticipo i danni cerebrali che provoca una tra le più subdole e complicate malattie che possono colpire l’uomo. La chiave innovativa è la mappatura di una proteina, chiamata Nfl, che si riversa nel liquido cerebrospinale, nel midollo e infine nel sangue in caso di danneggiamento delle cellule cerebrali, consentendo delle previsioni attendibili.

La seconda notizia arriva dall’Italia, e in particolare da Robbio in provincia di Pavia. Come possiamo vedere nel video della testata on-line La provincia Pavese infatti, l’Avis di Robbio è la prima sul territorio nazionale a poter usufruire della tecnologia “Vein Viewer”, un ricercatore di vene a infrarossi che consente di individuare la vena al primo colpo e azzerare il rischio di ematomi per i donatori.

Infine, un’importante approfondimento arriva dall’AGI (Agenzia giornalistica italiana), nel pezzo firmato direttamente da Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue. Oggetto dell’analisi, è la produzione dei vasi sanguigni sintetici, giacché come ci avverte la rivista Nature, prestigiosa rivista scientifica, alcuni ricercatori della University of British Columbia soni i primi studiosi a riuscire nell’impresa di produrli. Una scoperta di certo molto importante, che tuttavia, come spiega lo stesso Liumbruno, non deve far pensare immediatamente e nel breve periodo (così come succede per il sangue artificiale) a un utilizzo per l’uomo su larga scala, visti i costi elevatissimi e le enormi quantità che sarebbe necessario produrre.

Il lavoro dei donatori e la loro attitudine al dono sono e saranno ancora per moltissimo tempo, dunque, valori insostituibili: la ricerca su larga scala dovrà sicuramente proseguire e diventare sempre più efficiente, ma la sua importanza potrà concretizzarsi solo attraverso una crescita altrettanto significativa della sensibilizzazione sul valore del dono anonimo, gratuito, etico e organizzato. Questo non bisogna dimenticarlo.

 

La donazione di sangue non è un gesto da imporre. Matteo Salvini, da donatore, segna un autogol con la consolazione (parziale?) di attirare l’attenzione sul tema

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Il vice presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini, quando si esprime, riesce sempre ad attirare l’attenzione su di sé. Questa volta il tema del suo intervento è stato la donazione di sangue. Non è la prima volta: non di rado si è fatto fotografare durante l’atto del dono al Centro Trasfusionale, e abbastanza di recente, lo scorso 13 luglio, ha anche incontrato una delegazione di Avis al Viminale per discutere di raccolta sangue e sensibilizzazione. Ieri però le cose sono andate un po’ meno bene. Abbastanza a sorpresa, e in controtendenza con la sua ben comunicata esperienza da donatore, Salvini ha parlato di “donazione obbligatoria” per i ragazzi maggiorenni nelle scuole, un ossimoro a tutti gli effetti che dimostra nel migliore dei casi l’intento di attirare i media con l’ennesima provocazione, e nel peggiore idee sul dono abbastanza confuse nonostante l’impegno da donatore periodico.

Per essere ancora più specifici, Salvini ha dichiarato alla stampa di comprendere a pieno il controsenso della sua dichiarazione, che poi si è arricchita di tutti i momenti tipici della sua strategia comunicativa. L’uso del linguaggio parlato per esempio “se becchi i ragazzi a 18 anni poi te li tieni fino a 40 anni”, l’aneddoto tagliato con l’accetta dell’educazione un po’ severa e votata al senso del dovere “mio padre, al 18esimo compleanno, non mi regalò il motorino ma mi portò all’Avis. Per la verità allora non capii molto il perché, ma oggi lo ringrazio”, e infine la sicumera autoritaria che fa tanto uomo solo al comando, con il più vago dei “ci sto lavorando”. Poi, a rigor di cronaca, anche delle parole sensate, come quelle sulla spinta a superare la paura dell’ago e quelle sull’autosufficienza e sull’effetto benefico del dono anche sui donatori stessi “donare è una questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli lo compri e in altri paesi non ci sono i controlli rigorosi presenti in Italia. I donatori poi hanno anche uno screening sanitario gratuito e costante. Donare fa bene anche ai donatori”.

Insomma, il solito andamento del suo “sound”, con assoli stridenti a picchi di decibel che attirano l’attenzione e note canoniche che li accompagnano. È un bene o un male comunicare cosi? Su questo ognuno ha la sua opinione, ma entrando nella sostanza della sua proposta, ovvero spingere i ragazzi maggiorenni delle scuole superiori ai prelievi di sangue obbligatori, non si può assolutamente essere d’accordo. Gli uomini di potere a volte possono entrare in uno stato confusionale reiterato, in grado di generare la convinzione che sia sufficiente interpretare un ruolo o indossare una maschera per imporre regole, azioni, comandi. Sembrare un uomo forte, decisionista, carismatico può fare effetto con qualcuno, ma se Salvini è un donatore non può non sapere che il dono del sangue come valore introiettato dalla comunità può vivere e diffondersi solo grazie alla cultura, che è l’esatto contrario dell’imposizione. Nessun ragazzo/a a cui fosse imposto acriticamente di donare il sangue tornerebbe volentieri a farlo.

 

In Italia, da quando grazie all’Avis fondata da dottor Formentano è organizzata, la donazione di sangue è stata sempre volontaria, anonima e gratuita, un gesto importantissimo che al contrario di certa cattiva politica può sopravvivere solo se resta solidale e autentico, e nella storia, gli unici casi di donazione obbligatoria sono quelli legati alla guerra. Persino durante una dittatura spregevole come quella di Ceausescu in Romania il dono del sangue non era obbligatorio: era però presentato come “obbligo morale” nelle scuole, ed era “consigliato” dalla Securitate, la famigerata polizia segreta. Informandosi meno superficialmente, si scopre quindi che da allora il dono del sangue è un gesto particolarmente inviso ai rumeni. Difficile credere dunque che quello di Ceausescu sia l’esempio da seguire.

Le associazioni e il Centro Nazionale sangue peraltro, hanno immediatamente ribadito la loro posizione avversa con un comunicato congiunto, distanziandosi dalle posizioni di Salvini. Ecco cosa hanno detto Avis, Civis e Cns:

“Abbiamo appreso delle dichiarazioni odierne del ministro degli Interni, Matteo Salvini, in tema di donazione di sangue, sensibilizzazione e possibile obbligatorietà per gli studenti maggiorenni. Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il MIUR e alla disponibilità di tantissimi volontari, le Associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle scuole primarie. Un rafforzamento della collaborazione con le Istituzioni e un rilanciato protagonismo delle Istituzioni stesse nel promuovere la donazione di plasma e sangue trova tutto il nostro consenso e appoggio. Lascia invece perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà, anche se probabilmente si è trattato solo di una “provocazione” durante la conferenza stampa, che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica.  Siamo convinti – come abbiamo già fatto e sottolineato la scorsa estate in incontri al Ministero degli interni e al Ministero dell’Istruzione – che si possa e si debba continuare a lavorare insieme sulla promozione di un gesto importantissimo, ma che deve sempre attenere a una motivazione personale di solidarietà”.

Libri per le scuole, racconto delle esperienze del dono ai ragazzi, impegno nella sensibilizzazione e nel far conoscere il dono e i suoi aspetti molteplici, campagne create ad hoc, contenuti per smartphone, dialogo. Sono queste le armi migliori per creare una continuità valoriale in una comunità. La figura del padre severo e autoritario che impone gesti e comportamenti, è per fortuna un topos ormai alle spalle.