Un test del sangue in grado di individuare i tumori: dagli USA una speranza che se rispettata dovrà diventare un incentivo al dono

polymer01

Un test del sangue in grado di individuare 10 differenti tumori. Verità concreta? O soprattutto ottimismo e speranza?

In campo medico, quando si parla di ricerca, cautela e ottimismo devono andare di pari passo, specie quando l’oggetto di studio è la lotta ai tumori.

Ma la notizia che è arrivata nelle ultime ore dagli Stati Uniti d’America, oltre a rappresentare un enorme passo avanti verso la lotta al grande killer dell’era moderna, potrebbe avere dei risvolti molto interessanti anche per il dono e la raccolta sangue.

Perché e come? Ricapitoliamo.

Nelle ultime ore molte testate nazionali come Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Repubblica e persino Libero hanno riportato i risultati di una ricerca statunitense presentata nei giorni scorsi a Chicago durante la conferenza annuale dell’American Society of Clinical Oncologists. I risultati del test sono stati generalmente commentati con grande ottimismo, e presentati come una possibile svolta rivoluzionaria della storia della medicina. I ricercatori del Taussig Cancer Center della Stanford University in California, avrebbero infatti messo a punto un test del sangue, una semplice biopsia liquida, che rintracciando infinitesimali frammenti di Dna rilasciati nel sangue dalle cellule cancerose, dovrebbe poter essere in grado di poter individuare, e prevenire fino a 10 tipi di cancro ben prima che il tumore si manifesti e diventi letale.

La scoperta è stata già definita il Santo Graal della lotta contro il cancro, giacché vanta già ora un livello di attendibilità molto alto che si assesta ben al 90% dei casi analizzati. Inoltre, il campione numerico dello studio americano è stato piuttosto rilevante: ben 1.600 persone di cui 749 perfettamente sane e 878 da poco risultate positive alla diagnostica tumorale. Tante e varie le rilevazioni offerte dal test, in grado di riconoscere i carcinomi delle ovaie e del pancreas, del fegato, della cistifellea, del cancro intestinale e al polmone, del cancro a testa, collo, prostata, stomaco e utero, per finire con linfomi e mielomi.

Inutile dire che per avere risultati ancora più affidabili sarà necessario sperimentare ancora, anche se è stato reso noto che il National Health Service (Nhs), il servizio sanitario inglese, si è già predisposto per adottarlo e ottenere tutti i vantaggi del caso, sebbene non sia possibile, a oggi, ipotizzare quanto potrebbe costare fare il test se non a livello di stime (la forbice dei costi stimati per ogni singolo test dovrebbe aggirarsi tra i 500 e i 1000 euro).

E in Italia? Sebbene l’attenzione per la cura dei tumori (i cui casi diagnosticati ogni anno superano ormai i 350mila) sia sempre molto alta anche a livello mediatico come dimostra la recente partita del cuore giocata a Genoa con in palio proprio l’aiuto per la ricerca (eccezionale la risposta del pubblico), i margini per fare di più ci sono sempre.

E così ci sentiamo di dire che avere la possibilità, tra molti anni, di inserire un test di biopsia liquida che possa individuare la predisposizione ai tumori come benefit gratuito per tutti i donatori di sangue, sarebbe un incentivo di straordinario impatto.

Possibile? Non Possibile? Sostenibile?

Lo scopriremo più avanti nel futuro prossimo, ma ciò che è assolutamente innegabile è che se una scoperta di questo tipo dovesse rispettare le sue promesse potenziali, i suoi benefici dovrebbero riguardare l’intera comunità.

Donando il sangue ci si può innamorare. E soprattutto si risolvono le carenze, come quella attualmente in corso in Toscana

blood-donation-ftr

Donare, bisogna sempre donare. Donare fa anche innamorare. Non ci credete? Eppure tra le tantissime donazioni speciali e tra le numerose notizie a tema sangue interessanti di questa settimana, spicca proprio quella di un amore nato grazie al dono. Dove? È successo in Lombardia, a Sesto San Giovanni (Milano) tra due giovanissimi donatori, Milena Nardo e Giacomo Piermattei, rispettivamente 20 e 23 anni. Lamartesana.it ha raccontato per intero la loro storia, che è nata all’ospedale di San Giovanni mentre erano in fila per donare. E se il quotidiano on-line già paventa un lungo futuro insieme tra loro, ciò che appare meno privato e più interessante per il pubblico è sottolineare come la vita associativa, da donatori, possa essere appagante anche sul piano della costruzione dei rapporti umani. Non solo amore, ma anche amicizia, interlocutori e collaborazione.

Ovviamente, non tutto è rose e fiori. A Rieti, per esempio, una raccolta sangue programmata con donatori periodici avvisati su chiamata, non è poi stata effettuata per mancanza di personale. Ce lo dice Il Messaggero, e si tratta di uno di quei casi in cui il danno è doppio, perché oltre alla mancata raccolta, si creano situazioni di scoraggiamento tra i donatori che hanno risposto all’appello.

In Campania, a Napoli, si cerca invece di favorire la donazione di sangue facilitando la logistica dei donatori diretti all’ospedale Cardarelli: dal Mattino apprendiamo infatti che tutti i donatori di sangue potranno raggiungere la struttura ospedaliera in Taxi, con una corsa gratuita.

E le carenze della scorsa settimana in Toscana che evoluzione hanno avuto? Sul sito del Meteo del Sangue vediamo che la carenza purtroppo non si placa. Eccedenza solo per il gruppo AB+ (Fig.1), mentre crisi generalizzata per tutti gli altri gruppi sanguigni ed emergenza per lo 0- di cui c’è bisogno immediato. L’appello è dunque, per tutti i donatori Toscani, di sfruttare le molte raccolte speciali del week-end per riportare la situazione su livelli accettabili.

https web2 e toscana it crs meteo (1)

Fig.1

Decisamente migliore la situazione in Friuli, come si può vedere sul Portale Donatori, un servizio che dimostra come l’informatizzazione delle scorte sangue per cogliere sempre le necessità in tempo reale è un servizio di cui si dovrebbero dotare al più presto tutte le regioni. Intanto, in figura 2, vediamo come esistano due carenze gravi per i gruppi B- e AB-, mentre situazione sotto controllo per i restanti e per il plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

A proposito di donazioni speciali, da segnalare in Liguria quella di domenica 15 aprile a Diano Marina in provincia di Imperia, segnalata su Imperia News e che coinvolge l’Avis locale depositaria di ottime aspettative di raccolta.

Più a est, donazione speciale per il giorno domenica 15 anche a Casale sul Sile, in Veneto provincia di Treviso, dove andrà in scena La giornata della donazione di sangue sempre organizzata da Avis, mentre scendendo fino a Sora, in provincia di Frosinone (Lazio) donazione speciale e importantissima all’Ospedale oncologico Sorano, a partire dalla mattinata di domenica, come testimonia Sora24.

La Fratres toscana organizza a Fucecchio (Firenze) La scampagnata del donatore, domenica 15 aprile 2018 dalle ore 15.00 presso il “Casotto del Sordo” Massarella, mentre in Lombardia, a Peschiera Borromeo, è la Fidas a essere protagonista con una raccolta speciale che dura ben tre giorni.

DaZvC-rV4AEqnX7

Sport, giovani e Associazioni insieme invece a Cernusco sul Naviglio, dove l’attivissima sezione Avis locale organizza una manifestazione sportiva dedicata a un rappresentante associativo storico avisino dal grande curriculum nazionale scomparso un anno fa, Pietro Varasi. A lui è dedicato il primo torneo di Hockey Promo per ragazzi di otto, dieci e dodici anni.

DakdgMFWsAAVrBm

Come di consueto infine, ricordiamo che sono tantissime le donazioni del week-end in tutta Italia grazie alle associazioni Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, e per scoprire dove sono quelle più vicine affidarsi a Facebook per reperire tutte le informazioni disponibili sulle donazioni, è un’idea più che fruttifera.

Il social network per eccellenza, al di là delle funzioni d’intrattenimento, è sempre troppo poco usato e dunque sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale.

È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 13 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3

Attesa in Italia un’ondata di freddo, ma il cuore caldo dei donatori è pronto a sfidare le basse temperature

Incentivizing-blood-donation

Le previsioni del tempo per il fine settimana parlano chiaro, o forse sarebbe meglio dire che parlano grigio: maltempo previsto in molte zone d’Italia e neve anche a basse quote dall’Emilia Romagna alla Sicilia, a causa di una perentoria, persino arrogante, perturbazione che arriva dalla Siberia.

Ma il meteo che a noi interessa ancora di più è quello del sangue: in Toscana, il meteo del sangue più efficiente che c’è (e che speriamo sempre possa essere replicato in tutte le regioni) offre per i prossimi giorni stime confortanti: solo il gruppo 0 – mostra qualche fragilità, mentre addirittura eccedenze per B + e B – e AB +

https web2 e toscana it crs meteo

Per il meteo del sangue dei donatori di Udine, le esigenze maggiori riguardano invece il gruppo B – e AB –, mentre piuttosto confortante è la situazione degli altri gruppi e anche del plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Nonostante la situazione buona del meteo, l’Avis di Massa Carrara, sprona i propri associati e la comunità tutta ad andare a donare senza sosta, come leggiamo su Il Tirreno, assieme a tutte le informazioni necessarie sui bisogni annui della zona e sui luoghi dove è possibile donare sangue e plasma.

In Abruzzo, siamo lieti di citare il caso dell’Avis di Collecorvino in provincia di Pescara, sezione che dal 2016 è cresciuta del 2% in fatto di soci, e ben del 12% in fatto di donazioni annue, non poco per una sezione molto piccola.

A Gela, in Sicilia, provincia di Caltanissetta a favorire la donazione di sangue ci pensa il consiglio comunale, come si può leggere sul network locale accentonews.it.

In Emilia Romagna, a Parma, da dove solo pochi mesi fa abbiamo raccontato un convegno importante sulle emergenze, e dove è stato da poco varato un piano sangue per il triennio 2017-2019 tarato sulla parola chiave “appropriatezza”, la politica locale approva i principi generali del programma, come racconta Parmadaily.it. 

In Lombardia, a Legnano, arriva si sviluppa il tema del Patient Blood Management, che come i lettori di Buonsangue sanno molto bene, è l’insieme di pratiche che consentono di fare un uso corretto e razionale della risorsa sangue.

In Umbria, la SIR Volley, squadra di pallavolo amatissima dai tifosi locali, partecipa alla cultura del dono, come scopriamo da un tweet sul profilo ufficiale della società:

Molte, poi, le donazioni speciali in giro per la penisola: a Imperia, in Liguria, Avis fissa sabato 24 febbraio la giornata della donazione del sangue, e tanti altri appuntamenti si registrano a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), in tutta la provincia di Foggia con un bel programma di orari e luoghi, a Catanzaro, al Cus di Catania con la Croce Rossa, ad Avellino e ad Alghero con autoemoteca.

Ma poiché gli appuntamenti sono davvero tantissimi consigliamo di orientarsi attraverso i social come Facebook e Twitter per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end. Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni vicino a noi, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 23 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come vediamo in basso. Tutti a donare dunque, senza alcun timore del freddo che verrà.

raccolta sangue Ricerca di Facebook

Dal Centro nazionale sangue, infine, arriva un video dimostrativo sulla corretta pratica della terapia trasfusionale, una guida rapida e veloce per migliorare il proprio livello informativo.

Risposta immediata alle carenze: subito appelli e raccolte speciali in Puglia e in molte regioni italiane. Vi diciamo dove donare.

donare-de-sange

Pochissime ore fa, il 10 gennaio, abbiamo raccontato delle carenze di sangue in alcune regioni italiane densamente popolate come Puglia, Liguria e Calabria, e della situazione al San Raffaele a Milano. Le risposte di associazioni e istituzioni non si sono fatte attendere.

In Puglia, per esempio, è stato stilato un calendario di raccolte speciali in tutta la regione per il week-end del 13-14 gennaio, pubblicato su molti network locali pugliesi. Noi ve lo proponiamo in figura 1 per una facilissima consultazione, in modo che chiunque possa raggiungere il centro trasfusionale più vicino.

Raccolta Sangue Gennaio 2018
Fig.1

C’è l’imbarazzo della scelta, e a dare l’esempio a tutti i concittadini, campagna elettorale o no, ci ha pensato il presidente regionale Michele Emiliano, come ha testimoniato con tanto di foto FoggiaToday, sottolineando anche la risposta immediata e numericamente poderosa dei pugliesi alle notizie della penuria.

Anche in Liguria, vista l’emergenza dovuta ai picchi influenzali, arriva un appello dalla politica: è del consigliere regionale del PD Pippo Rossetti, che incita i propri concittadini al dono, dopo che già lo avevano fatto nei giorni scorsi Avis e Fidas locali.

Buone notizie invece dalla Valdichiana: da La Nazione di Arezzo sappiamo infatti che il bilancio territoriale sulla raccolta del 2017 è molto buono con un aumento di circa 300 unità rispetto al 2016. Ne beneficia la raccolta sangue in Toscana, che secondo il Meteo del sangue è comunque in riserva per alcuni gruppi. Come vediamo in figura 2 infatti, mancano soprattutto i gruppi B-, 0+ e 0- e A- mentre è buona la situazione per l’AB.

meteo 12 genn
Fig.2

Notizie sparse: in Campania ci saranno donazioni e raccolte speciali nei prossimi giorni, per esempio a Maiori (Salerno), il 20 gennaio prossimo, e così in Sardegna, a Luras in provincia di Olbia, grazie ad Avis. News positive anche dal Lazio, giacché apprendiamo da NewTuscia.it che l’Avis provinciale di Viterbo ha donato un’autoemoteca alla Asl del capoluogo.

Da non dimenticare infine, la solita regola. Utilizziamo Facebook a scopo informativo, per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end, e quella più vicino a noi.

Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa. È invece possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime raccolte e donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 13 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma fino a fine mese. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si vede in figura 3.

sangue Ricerca di Facebook
Fig.3

 

Carenze di sangue nel Lazio: l’inchiesta (urlata) del quotidiano Il Tempo che arriva fuori tempo

collage-foto-giornali-1129design

Come affrontano i media generalisti, ovvero i giornali e le televisioni, le notizie intorno all’universo sangue?

In generale, le strade più battute sono due:

1) Le uniche notizie che vengono prese in considerazione sono le carenze, quasi sempre riportate con tono giudicante, come se la raccolta del sangue fosse automatica e non il frutto di un lavoro complesso di più soggetti che riesce meglio in un clima culturale di condivisione e consapevolezza.

2) Si cavalca l’emotività del momento in caso di emergenze come incidenti o terremoti, senza fare cultura del dono o della raccolta periodica e associata, provando a spiegare che il bisogno di sangue è una necessità effettiva e perpetua della comunità, creando dunque accorate mobilitazioni istantanee che rischiano di creare più problemi gestionali che benefici.

A volte, poi il sangue diventa strumento di campagne urlate e tardive, come quella pubblicata qualche giorno fa sul Tempo, storico quotidiano romano che in passato ha annoverato tra le sue firme, tra gli altri, intellettuali di spessore come Alberto Moravia, Mario Praz, Alberto Savinio e Curzio Malaparte, per poi entrare a far parte – attraverso vari passaggi – dell’ampio spettro di attività editoriali della famiglia Angelucci.

Eccone alcuni estratti dal cartaceo, in figura 1-2, ed ecco il link per leggere l’inchiesta on-line.

il tempo 1
Fig.1

 

il tempo2
Fig. 2

Cosa si nota in questo approccio?

1) In primo luogo, una scarsa familiarità con la materia. Plasma e sangue sono spesso confusi e scambiati come sinonimi, mentre sul piano della raccolta come sappiamo bene, sono due materie biologiche ben distinte che hanno utilizzi sanitari diversi e forniscono, se frazionati, farmaci utili a curare patologie differenti.

2) In secondo luogo, le tempistiche totalmente tardive: su Buonsangue abbiamo parlato delle carenze del Lazio già il 16 febbraio 2017, undici mesi fa, pubblicando le tabelle tratte dalla Gazzetta Ufficiale su produzione e consumo di globuli rossi nelle annate 2015-2016 e su plasma inviato all’industria dal 2010-2011 fino al 2015-2016.

Il problema della carenza nel Lazio è cronico, e andrebbe affrontato con un approccio costruttivo da parte di tutti. Nell’inchiesta del Tempo, la parte “costruens” ovvero quella in cui si delineano possibili soluzioni sembra del tutto dimenticata. Si fa riferimento solo, e in modo piuttosto vago, a una migliore “comunicazione”, che di certo può essere un fattore importante, ma di certo non l’unico.

Anche sul piano delle cause, la chiave di lettura del tempo si limita alla cattiva gestione, che oltre a essere discutibile (noi stessi abbiamo spesso documentato gli ottimi risultati del meccanismo nazionale nella gestione del caso Chikungunya), è di certo insufficiente.

In quest’ottica, noi ribadiamo quanto già segnalato un anno fa.

L’impatto di una città complessa come Roma potrebbe essere uno dei fattori, con la necessità di stanziare per le maxi-emergenze quantità di materia biologica superiore. Altra causa possibile, le innegabili difficoltà logistiche e organizzative per i donatori romani, che rendono più macchinosa la donazione programmata. Tuttavia non basta. Su Buonsangue cercheremo di approfondire, ma di certo il Lazio è una di quelle regioni in cui sarà necessario lavorare duro a tutti i livelli, sia sul piano della comunicazione e della sensibilizzazione alla cultura del dono (compito delle istituzioni e delle associazioni volontarie), sia sul piano dell’organizzazione interna e della qualità del servizio.

Da allora la situazione non è molto cambiata, e proprio sul piano della diffusione della cultura del dono non sembra affatto che i media generalisti abbiano compiuto dei passi in avanti.

Nei prossimi giorni proveremo a portare qualche testimonianza diretta di addetti ai lavori rispetto alla situazione in Lazio, ma intanto aspettiamo con ansia, da parte di tutti i quotidiani nazionali, delle pagine informative su cos’è il dono di sangue e plasma e sul perché è importante donare periodicamente. Contributi che sarebbero realmente utili, specie se proposti in tempi lontani dall’agenda dettata dall’attualità e dai toni urlati delle inchieste tardive.

La traversata della solidarietà di Fidas e tutte le carenze (con le raccolte speciali) dell’Italia che dona

20399287_10211924446620151_318989334_o

Appuntamento clou del week-end per l’Italia che dona è senza ombra di dubbio la Traversata della Solidarietà organizzata storicamente da FIDAS, ormai giunta all’undicesima edizione e quest’anno in programma sabato 29 e domenica 30 luglio con finale a Cannitello, frazione di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria.

La traversata a nuoto dello stretto di Messina, fortifica il legame ideale già forte tra donazione di sangue e stili di vita sani legati allo sport proprio della filosofia di FIDAS, e serve a promuovere la cultura del dono in un momento particolare per il sistema sangue, caratterizzato da carenze e siccità in molte regioni e soprattutto al sud. Sensibilizzare e trascinare nuovi donatori, soprattutto d’estate, è di certo il compito più importante da portare a termine per le associazioni.

E ora la nostra solita ricognizione, regione per regione, da sud a nord e da est a ovest del Paese, per capire quali sono le urgenze di sangue più impellenti e le raccolte speciali dove poter recarsi a donare.

A Palermo, prende il via il 27 luglio l’accordo tra Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Avis, per una collaborazione utile a incentivare la cultura del dono e far fronte alle emergenze del periodo estivo e porre sempre di più i giovani al centro di progetti per il futuro http://www.palermotoday.it/cronaca/emergenza-sangue-accordo-avis-anci-sicilia.html.

A Cosenza, in Calabria appello dell’Avis locale che ricorda a tutti che purtroppo le malattie non vanno in ferie, e che la sede operativa per iscriversi e donare è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 12 e soprattutto quest’ultima domenica del mese, il 30 luglio https://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/168119-carenza-di-sangue-lavis-di-cosenza-lancia-lappello-i-malati-non-vanno-in-vacanza.

Sempre in Calabria, l’Avis di Mileto e la Fondazione Natuzza organizzano una raccolta speciale a Paravati, frazione di Mileto in provincia di Vibo Valentia http://www.zoom24.it/2017/07/27/avis-fondazione-natuzza-54039/.

Raccolta speciale in programma domenica 30 luglio a Ceglie Messapica, in Puglia, provincia di Brindisi http://www.valleditrianotizie.it/it/notizie/ceglie-messapica/2017/07/27/ceglie-messapica-giornata-del-donatore/, mentre a Caserta, in Campania,  la ricerca è specifica: serve urgentemente sangue del gruppo 0+, come possiamo leggere su https://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2017/07/27/caserta-si-cercano-urgentemente-donatori-di-sangue-salviamo-una-vita.html.

A Paganica, in Abruzzo, provincia dell’Aquila, va in scena la tradizionale festa del donatore dell’ultimo week-end di luglio https://www.ilcapoluogo.it/2017/07/27/paganica-torna-la-festa-del-donatore/.

Bella iniziativa a Rieti http://www.frontierarieti.com/wordpress/musica-ospedale-concerto-sacco-ovidi-ciotti, dove Avis ha organizzato per sabato 29 luglio, dalle ore 20 alle ore 24, al Centro Trasfusionale dell’Ospedale provinciale San Camillo de’ Lellis, La Notte Rossa, un concerto di musica classica con donazione speciale annessa.

In Toscana appelli congiunti dalle Avis provinciali http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/ospedali-toscani-scarseggiano-le-scorte-di-sangue-appello-ai-donatori a sottolineare la carenza di sangue negli ospedali Toscani, carenza come sempre rappresentata in dettaglio dall’operato prezioso del Meteo del Sangue. Ecco l’aggiornamento più recente https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, di giovedì 27 luglio alle 14.08. Come possiamo vedere in figura 1, urgenza per il gruppo 0+, emergenze per A+, A-, B+, 0-, e situazione positiva per AB+ e AB-.

https web2.e.toscana.it crs meteo 27lu

Ad Adria, in provincia di Rovigo, FIDAS organizza il 28 luglio “La notte dell’associazionismo e del volontariato http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/Adria/il-quarto-venerdi-d-estate-di-adria-e-per-associazioni-e-volontari con concerti e riconoscimenti per i donatori.

Preoccupazione lecita invece in Brianza dove, oltre alle strutturali carenze legate ai mesi estivi, a complicare la raccolta si aggiunge una decisione dell’ASST (Azienda socio sanitaria territoriale) di Vimercate di tagliare da tre a due le giornate settimanali dedicate alla donazione http://www.monzatoday.it/cronaca/donazioni-sangue-brianza.html. Ovviamente la situazione è figlia di tagli finanziari http://quibrianza.it/cronaca/carate-brianza/tagli-della-asst-piu-difficile-donare-il-sangue.html ma chi ci va di mezzo è la raccolta.

Infine, buona notizia in Ticino. A Legnano, provincia di Milano, il nutrito gruppo dell’Avis locale che conta più di 15 mila iscritti stringe un accordo di collaborazione di un anno con la gioielleria Sironi, allo scopo di promuovere la cultura del dono e la “casa del donatore”, con un omaggio alla fine dei 12 mesi https://www.ticinonotizie.it/avis-legnano-e-gioielleria-sironi-un-anno-insieme-per-promuovere-la-cultura-del-dono/.

Il bisogno di sangue non va in vacanza: raccolte speciali, carenze e notizie dall’Italia che dona

donate-blood

Il bisogno di sangue non va in vacanza, dunque… prima donate, poi partite. Noi di Buonsangue non ci stancheremo mai di ripetere questo consiglio e di sensibilizzare su questo tema, e per questo ecco tutte le informazioni per il fine settimana da nord a sud, e da est a ovest, su carenze, raccolte di sangue e possibilità per aiutare con un piccolo contributo il sistema trasfusionale italiano a essere sempre più efficiente e affidabile.

Sono tantissime le raccolte speciali di sangue organizzate dalle associazioni nei prossimi giorni, proprio per prevenire e fronteggiare il calo strutturale di donazioni che è tipico del periodo estivo.

Mercoledì 5 Luglio c’è stato l’anniversario di Fratres Nazionale, 67 anni di donazioni dal 1950. Così si moltiplicano le iniziative sul territorio delle sedi locali: sul nuovo sito rimodernato da poco http://www.fratres.it/ è possibile controllare sempre il calendario eventi, e scoprire, per esempio di due belle iniziative in Puglia: l’8 Luglio, ad Aradeo, in provincia di Lecce, donazione speciale in autoemoteca per prevenire ogni bisogno, mentre ad Andria (Bari) http://www.andrialive.it/news/attualita/509663/giornata-pugliese-del-donatore-di-sangue-al-palasport-il-12-luglio-tra-le-proteste, come racconta Andria Live, andrà in scena la “Giornata pugliese del donatore”, per non dimenticare il terribile scontro tra i treni dello scorso anno che costò la vita a 23 persone. Non sarà l’unica manifestazione in Puglia: anche a Taranto https://www.ciaksocial.com/taranto-celebra-la-prima-giornata-pugliese-del-donatore-di-sangue-con-una-raccolta-straordinaria/, come in altre città in tutta la Puglia, la ricorrenza istituita dal Dipartimento della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti della Regione Puglia sarà occasione per raccolte speciali e reclutamento di donatori (si spera) periodici.

In Campania, sempre la Fratres è attiva a Dugenta (Benevento) con una raccolta speciale prevista per il 9 luglio http://www.ilquaderno.it/gruppo-fratres-a-dugenta-riparte-donanzione-sangue-121278.html: Il Quaderno, quotidiano locale, c’informa che si tratta di un risultato fortemente voluto per far fronte al bisogno dall’associazione locale, dopo mesi in cui una raccolta organizzata era mancata.  A Suggi (Salerno) si registra invece una carenza a cui rispondere presto. Ecco l’appello http://www.salernotoday.it/cronaca/ruggi-appello-ail-donazione-sangue-salerno-5-luglio-2017.html dell’AIL (Associazione Italiana contro la Leucemia) per spingere i cittadini a donare.

Carenze di sangue significative si registrano in Sicilia, a Palermo, dove Repubblica avvisa che potrebbero diventare a rischio alcune terapie salvavita, ma la situazione non è rosea nemmeno a Messina e Catania http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/07/05/news/emergenza_sangue_in_sicilia_-170042187/; stesso quadro della situazione anche a Reggio Calabria http://www.strettoweb.com/2017/07/e-emergenza-sangue-agli-ospedali-riuniti-di-reggio-calabria-appello-ai-donatori/575730/.

Tali carenze, così come quella in Sardegna, sono ovviamente monitorate dal Centro Nazionale Sangue, che il 3 luglio ha lanciato un appello http://www.centronazionalesangue.it/notizie/marche-raccolta-per-talassemici-sicilia-e-sardegna già raccolto dalla Regione Marche, secondo la logica della compensazione nazionale.

Proprio nelle Marche, a San Benedetto del Tronto, concerto in ricordo dei Queen organizzato dall’Avis locale per promuovere donazioni speciali il 12 e il 26 luglio e far fronte al bisogno https://www.lanuovariviera.it/category/eventi/la-musica-dei-queen-in-piazza-giorgini-per-la-festa-dellavis/.

In Toscana https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ situazione in miglioramento rispetto alle ultime settimane: urgenza per il B+, emergenza per lo 0-, e situazione sotto controllo per gli altri gruppi.

meteo 7 luglio

Per contribuire a ripianare la situazione, raccolta speciale Fratres in Garfagnana e nella Mediavalle del Serchio (Lucca) http://www.luccaindiretta.it/mediavalle-e-garfagnana/item/97597-alla-misericordia-di-borgo-donatori-di-sangue-in-festa.html.

A Cuneo, invece, https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/associazione-sos-solidarieta-organizzata-del-sangue_8377.html numeri rilevanti per l’associazione S.O.S (Solidarietà organizzata sangue) che è attiva da 26 anni sul territorio con più di 400 donatori iscritti.

Ricordiamo, infine, che con la nuova riforma del terzo settore è confermata la possibilità per ciascun cittadino di devolvere il proprio 5×1000 alle associazioni di donatori per aiutare il sistema trasfusionale in modo più rapido, diretto e trasparente.

Ecco come saperne di più: per Avis https://www.avis.it/2016/05/24/dona-il-tuo-5×1000-ad-avis-nazionale/, per Fidas direttamente in homepage http://fidas.it/, per Fratres http://www.fratres.it/link-utili/5xmille#.WV4Dd4jyi00 e per la Croce Rossa Italiana https://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/30902.

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il codice Fiscale della Fidas Genova (80043430109) per la stessa iniziativa.

 

Alberto Argentoni, nuovo presidente di Avis Nazionale: “Che cosa faremo per migliorare la raccolta”.

256A

Un lungo percorso associativo che lo ha visto impegnato in tutte le dimensioni, dalla provinciale alla nazionale, e un impegno costante nella vita pubblica. Alberto Argentoni ha 58 anni, in passato è stato anche il sindaco di Eraclea (Venezia) ed è medico di medicina generale: è lui l’uomo scelto dal consiglio nazionale di Avis per traghettare l’associazione di donatori più grande d’Italia, che quest’anno festeggia i suoi 90 anni, verso il centenario. Per Avis tratta di una scelta in continuità con il lavoro svolto dal presidente uscente Vincenzo Saturni, giacché Argentoni nel vecchio esecutivo era stato vice presidente dal 2013. Saranno molte le sfide da affrontare nel prossimo mandato, e noi di Buonsangue abbiamo chiesto ad Argentoni il suo pensiero su temi chiave per il sistema sangue, come autosufficienza ematica, frazionamento del plasma e rapporti tra associazioni e istituzioni. Ecco che cosa ci ha detto.

Dottor Argentoni, per cominciare congratulazioni e un sincero “In bocca al lupo” per la sua nuova carica. Ho potuto seguire molto da vicino le attività di Avis negli ultimi mesi della gestione del dottor Saturni, e ho constatato quanto sia bella e difficile la missione di un’associazione di volontari così vasta. Lei viene da un lungo e proficuo percorso in Avis: mi può descrivere cosa significa per lei farne parte, e oggi, dirigerla?

Sono in Avis da moltissimo tempo grazie all’influenza di mio padre, con un legame molto forte, e dopo aver occupato tutti i ruoli, dalla presidenza provinciale a Venezia (dal 1999 al 2004 n.d.r.) a quella regionale in Veneto (dal 2005 al 2013 n.d.r.) passando per i quattro anni da vice presidente (dal 2013 al 2017 n.d.r.), ora sono arrivato al ruolo di presidente nazionale. Ci troviamo a lavorare con una realtà grandissima, basti pensare che circa il 70% della raccolta associata in Italia passa per Avis. Dopo così tanta esperienza e dopo essere passato per tutti i livelli delle sedi decisionali, diciamo che conosco i meccanismi, e speriamo di poter lavorare al meglio in vista dei principali obiettivi programmatici.

Entriamo nel vivo dei temi programmatici: l’autosufficienza ematica è un asset strategico importante per qualsiasi Paese. In Italia va mantenuta sul piano degli emoderivati e migliorata sul piano della raccolta del plasma: come si ottengono questi obiettivi?

Ci dobbiamo lavorare tutti i giorni. L’autosufficienza dei globuli rossi non va mai data per acquisita e va ottenuta attraverso molta attenzione per ciò che riguarda governabilità e programmazione, ma la situazione è sotto controllo e abbiamo la capacità di governarla anche nel futuro. Per quello che riguarda il plasma ci troviamo di fronte a un asset importantissimo e bisogna lavorare in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Plasma 2020 (http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/). Ad alcune regioni, sul piano della raccolta del plasma saranno chiesti dei miglioramenti cospicui e sforzi notevoli per raggiungere aumenti piuttosto ambiziosi (anche del 40% n.d.r.). In questo senso, per la raccolta, un’associazione come Avis deve dare molto, e lo sforzo comune dovrà essere quello di oliare alcuni meccanismi e di lavorare molto anche sul piano della promozione della cultura del dono.

Avis ha molto a cuore l’obiettivo di aiutare i donatori che lavorano, soprattutto giovani, a trovare spazi per il dono che non si sovrappongano con gli orari lavorativi. Quanto è importante migliorare l’organizzazione del sistema sotto tale aspetto?

 In quest’ottica ci sono alcuni aspetti da chiarire. Abbiamo purtroppo dei vincoli organizzativi per l’accesso ai centri di raccolta che impegnano il personale sanitario. Ci sono problemi di accessibilità ai centri per questioni di laboratorio e per la copertura dell’assistenza sanitaria alle trasfusioni. Anche il trasporto degli emoderivati è un fattore di organizzazione che presenta alcuni problemi logistici. Poi c’è anche un problema culturale che in una certa misura, facendo autocritica, è una nostra responsabilità: c’è una tendenza diffusa nel donare sempre al mattino, e quindi – nonostante le aperture pomeridiane nei centri trasfusionali – l’affluenza media è troppo bassa. Così, anche quando s’iniziano esperimenti di questo tipo con aperture allargate, finiscono per durare troppo poco perché non si può garantire una giusta affluenza.

Come si superano questi problemi?

Con un incremento della cultura del dono, dell’informazione, con una migliore organizzazione logistica e con l’applicazione delle regole di Patient Blood Management. All’estero, in alcuni Paesi, si dona dalla mattina alla sera e poi le persone si recano normalmente al lavoro. In Italia c’è invece, per fortuna, un’attenzione massimale alla sicurezza post-trasfusionale, tanto che la legge italiana prevede il riposo dalla giornata lavorativa dopo la donazione, che è un criterio di salvaguardia della salute pubblica come bene comune.

 Passiamo alla situazione dei cittadini migranti. Sono una risorsa importante per il sistema trasfusionale?

Per i cittadini migranti la possibilità di donare è anche un fatto simbolico, una dimostrazione di integrazione per famiglie che hanno scelto l’Italia come secondo paese e che cominciano a mettere al mondo figli italiani. È molto bello anche per noi, come associazione, contribuire al fattore integrazione attraverso la donazione del sangue. Poi naturalmente ci sono i fattori sanitari di cui bisogna tener conto. In primo luogo la capacità dei cittadini stranieri di comprendere ciò che chiediamo nei nostri questionari affinché siano mantenuti sempre altissimi gli standard di sicurezza, per esempio sul piano dell’anamnesi e dei criteri di autoesclusione; è importante anche che sappiano esprimere al meglio gli eventuali disagi e i comportamenti a rischio. Infine ci sono i criteri di idoneità, giacché molti dei cittadini migranti che arrivano vengono da situazioni delicate, e sempre per problemi di sicurezza, passa del tempo prima che possano donare.

Lei è veneto, quindi conoscerà bene la questione che si è sollevata nel sistema sangue italiano rispetto al bando NAIP del raggruppamento guidato dalla Regione Veneto per il frazionamento del plasma in conto-lavoro, con le polemiche legate soprattutto al rapporto abnorme tra prezzo e qualità della gara, addirittura 90% a 10%. Cosa pensa di quel bando così criticato dalla maggior parte dei donatori?

 Il 10% della qualità è relativo, non farei un collegamento così immediato. Sulla strategia che si è scelta nel raggruppamento regionale veneto non sta a me giudicare, ma quello che posso dire è che sono rimasti fuori alcuni prodotti che sicuramente erano importanti nell’ottica dell’autosufficienza regionale, e questo è sicuramente un dispiacere. L’ente pubblico deve garantire a tutti i pazienti i prodotti per le cure, e non è un bene mettere a rischio un’autosufficienza che negli anni era ormai consolidata, anche perché di certo l’autosufficienza potrà avere qualche problema se non ci sarà una totale armonia tra i quattro bandi diversi dei vari raggruppamenti regionali.

Il bando lanciato dal raggruppamento regionale con a capo l’Emilia Romagna ha principi totalmente differenti, più equilibrati, e comprende anche la valutazione del pittogramma. È quella la direzione in cui procedere, secondo lei, anche per i bandi dei raggruppamenti mancanti con a capo Lombardia e Toscana?

 È da vedere che tipo di risultati arriveranno. Delle due gare, una, quella veneta, è acquisita. L’atra è ancora in corso. In Veneto si è scelto di puntare soprattutto su tre prodotti e di privilegiare l’aspetto economico, in Emilia c’è stato più equilibrio nel considerare tutti i fattori. Da un lato sono tranquillo che in nessuna regione mancherà mai nulla ai pazienti, ma quello che bisognerà capire è quali sono i metodi e le strategie migliori per raggiungere determinati obiettivi, cioè valorizzare al meglio la risorsa nazionale.

Nulla di quanto viene donato deve essere sprecato, giusto?

Va capito quanto vale ciascuna strategia andando oltre la questione dei costi, perché la priorità è valorizzare la raccolta della risorsa sangue e la materia biologica donata al 100% e a 360 gradi. Va aggiunto che quello del frazionamento in conto-lavorazione con i nuovi bandi di gara è uno scenario abbastanza all’inizio, e ci vorrà tempo per valutare le scelte diverse.

Mancano ancora i bandi di due raggruppamenti…

Io sono abbastanza contento che i bandi regionali stiano arrivando progressivamente, con gradualità, a distanza di tempo, perché così le regioni che vengono dopo possono coordinarsi con i bandi precedenti per regolarsi sul lavoro fatto da altri.

Per un sistema trasfusionale che funzioni, il rapporto costruttivo tra le “tre gambe” (donatori, istituzioni, professionisti del settore) è importantissimo. Ogni tanto le dichiarazioni del ministro Lorenzin in questo senso lasciano sconcertati (come quando definì i plasmaderivati una fonte di pericolo per i donatori http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/), ma collaborare con settori come l’istruzione e lo sport può essere importante per incrementare la raccolta. Cosa farà Avis in questa direzione?

Abbiamo in atto da tempo dei protocolli con il ministero dell’Istruzione e collaboriamo attivamente con il mono dello sport. È un asset consolidato. Abbiamo avuto collaborazioni proficue con molte federazioni e con la Lega Calcio, e di certo faremo altre iniziative sul piano nazionale e anche su quello locale. Sicuramente sport e dono sono mondi in sinergia che possono contare sulla condivisione di valori comuni come solidarietà, generosità, altruismo e responsabilità nel lavoro di squadra che si ritrovano a pieno nell’atto del dono del sangue. Inoltre lo sport è un veicolo perfetto per la promozione di una cultura sui corretti stili di vita per l’idoneità a donare e per convogliare i giovani.

L’emergenza caldo complica la situazione sangue: carenze e raccolte speciali in molte regioni italiane

6b4413361a78ffb6a26b2f533d768164_XL

L’emergenza caldo che si abbatte sull’Italia sta creando numerosi problemi anche alla raccolta sangue, e non sono pochi gli appelli che si registrano nel paese, da nord a sud, per fortuna compensati da iniziative a favore del dono e raccolte speciali.

Ma entriamo nel dettaglio.

In Veneto, regione del nuovo presidente Avis Alberto Argentoni, http://www.veneziatoday.it/cronaca/avis-carenza-donatori-sangue-venezia.html, è proprio l’Avis di Mestre Marghera a lanciare l’allarme, parlando di un’emergenza sangue che nella terraferma veneziana dura ormai 365 giorni all’anno e di un calo considerevole di donatori specie tra i giovani: “Manca il turnover, i giovani non donano e su una popolazione di oltre 100 mila abitanti nella fascia di età 18-65, meno del 30% è già donatore” spiega la presidente di sezione Lucia Delsole.

A Brescia, In Lombardia, al bisogno di sangue rispondono i carabinieri locali, e in cospicuo numero: saranno addirittura 40 i donatori speciali http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/donatori-sangue-1.3219976 pronti a rispondere alle crescenti esigenze delle strutture sanitarie di zona, mentre a Milano, curiosa iniziativa promozionale per ricordare a tutti che il bisogno di sangue non va in feri con l’estate: a diffondere il messaggio “dona sangue, dona presto, dona spesso” è una vela trainata da una carrozza, come testimonia Il Giorno nell’edizione in dialetto milanese http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/dialetto-milanese-1.3216483.

In Liguria, a Savona, i programmi di sensibilizzazione per educare i giovani alla cultura del dono sin dall’età scolastica sono già attivi http://www.ivg.it/2017/06/donazione-del-sangue-lavis-grazie-per-la-propaganda-svolta-nelle-scuole/ grazie alla sinergia tra l’Avis locale e gli istituti, moltissimi, che hanno aderito al programma pro volontariato.

In Campania, a Napoli, il Mattino segnala un momento di carenza piuttosto invasivo con la necessità, per alcune strutture ospedaliere, di rimandare gli interventi chirurgici meno urgenti http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/emergenza_sangue_in_campania_appello_zero_positivo_e_negativo-2521677.html.

In Toscana, come sempre, è il prezioso servizio offerto dal meteo del sangue a chiarire la situazione: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/

https web2.e.toscana.it crs meteo

La Fratres è particolarmente attiva ad Andria, in Puglia, dove per il 2 luglio è prevista una raccolta speciale che anticiperà la giornata speciale del donatore voluta in Puglia dal governatore Emiliano in memoria della collisione dei treni del 12 luglio scorso http://www.andrialive.it/news/contenuti-suggeriti/488665/richiesta-sangue-lemergenza-non-va-in-vacanza.

Il gemellaggio tra Cosenza e Tirana sarà invece occasione, in Calabria, per una donazione speciale prevista per domenica 25 giugno: su Cosenza Informa http://www.cosenzainforma.it/notizia5671/Donazione-sangue-Gemellaggio-tra-Cosenza-e-Tirana.html# è possibile leggere il programma giornaliero.

In Campania, a Pellezzano, in provincia di Salerno, già programmata un’intera giornata dedicata al dono per il 9 luglio, e a diffondere la notizia con le indicazioni logistiche è il giornale locale Salerno Today http://www.salernotoday.it/cronaca/donazione-sangue-avis-pellezzano-9-luglio-2017.html.

Infine una bella notizia proveniente da Genova: ottimi i dati per la raccolta prevista il 14 giugno per la giornata mondiale del donatore, con ben 432 unità di sangue raccolte in un solo giorno http://www.genova24.it/2017/06/sanita-oltre-432-unita-sangue-raccolte-nella-giornata-mondiale-del-donatore-182196/

 

World Blood Donor Day 2017: il sistema trasfusionale a raccolta a Roma, i momenti chiave

IMG_20170614_111002

14 giugno 2017, in tutto il mondo si celebra il World Blood Donor Day, la giornata mondiale dei donatori. In Italia l’evento centrale è a Roma: all’auditorium del ministero della Salute, tutti gli attori del sistema trasfusionale italiano si sono ritrovati per confrontarsi sul futuro di una macchina oliata e poderosa, che funziona bene e che, come abbiamo spesso scritto su Buonsangue, si appresta a vivere un futuro complesso e ricco di sfide, alla luce dei molti cambiamenti della società contemporanea (invecchiamento della popolazione), e della sempre crescente richiesta di emoderivati a livello globale.

L’importante, va sottolineato, è che giornate come queste, ovunque si celebrino, non si limitino a essere passerelle istituzionali, ma siano realmente fondative per la costruzione di politiche concrete, fattive, che coinvolgano tutte le parti interessate a collaborare verso obiettivi condivisi, che sono, va ribadito, autosufficienza ematica nazionale e raggiungimento dei massimi standard in fatto di sicurezza e qualità in tutti i passaggi della filiera, dalla raccolta di ciascuna unità di sangue alla produzione dei farmaci.

In questa chiave, le sensazioni odierne sono state positive: due i principali focus operativi: 1) il rapporto tra associazioni di volontariato e scuola, per diffondere la cultura del dono tra i giovani in età scolastica, in modo da assicurare il ricambio generazionale e preparare donatori a un percorso di consapevolezza e di continuità nella donazione gratuita, anonima, volontaria e organizzata; e 2) la congiuntura tra donazione e sport, in quanto universi propedeutici in fatto di stili di vita all’insegna di salute e longevità, con la possibilità di stringere un sempre più intenso sodalizio tra i valori del dono i e campioni più amati dai giovani, i migliori e più efficaci testimonial per invogliare le nuove generazioni a condividere il vissuto emozionale della donazione.

Molta attesa in sala, dunque, per l’intervento del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, non sempre lineare nel suo rapporto con gli attori del sistema trasfusionale, collaborativa per la maggior parte del tempo salvo poi lanciarsi in uscite discutibili (ma qui ci sarebbe rivedere lo staff spesso inadeguato anche sulle campagne pubblicitarie) come quella di aprile http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/ quando con una sola frase la Lorenzin ha rischiato seriamente di cancellare 14 anni di assoluta sicurezza delle trasfusioni. Incidenti di percorso. La ministra ovviamente non ci è più tornata sopra e non ha intenzione di farlo. Dopotutto nella giornata mondiale del donatore la Lorenzin è la padrona di casa, e quella tempesta è ormai alle spalle: “L’Italia è un paese di straordinaria generosità, che ha un patrimonio etico che va salvaguardato. Abbiamo mandato 800 mila kg di plasma alla lavorazione, sono moltissimi. Dobbiamo salvaguardare le peculiarità italiana: a volte ci vengono proposti modelli esteri che vogliono remunerare la donazione e ci fanno perdere di vista il fatto che il nostro corpo non è un bene generico ma il bene. In quest’ottica i donatori sono importantissimi perché sono i depositari di tale cultura. L’invecchiamento della popolazione comporta aumenti della necessità di sangue, mentre d’altra parte i donatori storici invecchiano e non possono più donare. Ma c’è una buona notizia. Anche se diminuisce il numero dei donatori non diminuisce il sangue, perché i donatori periodici donano di più. Bisogna però puntare sui giovani, per costruire un modello culturale basato sugli stili di vita e su un principio di regole di convivenza. Cos’è il vaccino se non uno strumento di convivenza pubblica nel nome della salute pubblica? Esistono però delle criticità, e riguardano le differenze che possono esistere a livello organizzativo e burocratico nei rapporti tra le regioni. Le differenze non aiutano il sistema che deve essere più omogeneo. Com’è possibile che si possa arrivare a buttare del sangue perché è scaduto? Bisogna lavorare su questo e avere maggiore attenzione per continuare a garantire le 8000 trasfusioni al giorno di sangue gratuito che vengono effettuate nel nostro paese. Il mio impegno nei prossimi mesi sarà quello di aiutare il sistema a migliorare sotto questo aspetto. Lo dobbiamo al milione e 700 mila donatori che ogni anno in Italia consentono al sistema di funzionare”.

Migliorie organizzative dunque, e abbattimento della burocrazia come esigenze immediate per un miglioramento sistematico. Un assist immediatamente raccolto da Giancarlo Maria Liumbruno (Presidente del Centro Nazionale Sangue), che in linea con la Lorenzin ha ribadito luci e ombre del sistema sangue dal suo punto di vista: “In Italia la medicina trasfusionale fa parte dei livelli essenziali di assistenza, e ciò è molto importante, così com’è molto importante ricordare che l’Italia è un paese autosufficiente che ha raggiunto ottimi livelli di appropriatezza e grandi risultati in termini di sicurezza del sistema, grazie a una rete capillare, istituzionale e associativa, che gestisce il sistema da vena a vena, cosa che in altri paesi non è garantita. Abbiamo quasi 1 milione e 700 mila donatori periodici con oltre 3 milioni di donazioni, di cui 459 mila in aferesi, per quasi 3 milioni di emocomponenti trasfusi all’anno, ovvero oltre 8200 al giorno. Numeri importanti. Dal 2012 abbiamo in atto il Patient blood management che accresce l’appropriatezza nell’uso della risorsa e nel trattamento dei pazienti, secondo la logica dell’only one, ovvero la monitorizzazione di ogni singola trasfusione. In Italia oggi servono soprattutto donazioni di plasma, e serve crescente collaborazione tra il livello politico e quello tecnico per evitare gli sprechi. Le donazioni devono essere pianificate e organizzate, perché ciò consente di superare le crisi e l’emotività. Una bella novità in tal senso sarà il servizio PlasmaItalia on-line, che sarà attivato prestissimo e in cui spiegheremo tutto ciò che riguarda la donazione del plasma. Altra iniziativa sarà GeoBlood, un servizio che servirà al cittadino per sapere sempre dove poter donare nel luogo più vicino a lui. Sul piano della sicurezza ancora c’è cattiva informazione, ma oggi i rischi di una trasfusione sono prossimi allo 0, e questo è stato possibile soprattutto grazie alla riduzione del periodo finestra (il periodo in cui il sangue può essere infetto senza che siano rintracciati i virus, n.d.r.). Sono ottimi risultati che andranno confermati”.

Assenti, un po’ a sorpresa, gli ospiti Vito de Filippo, sottosegretario di stato del MIUR, che da lontano ha ribadito la sua disponibilità a collaborare per portare la cultura del dono nelle scuole, e Giovanni Malagò, presidente del CONI: eppure, largo e importante è stato lo spazio dedicato allo sport, con le testimonianze di Beatrice Becattini, campionessa italiana di Ju-Jitsu brasiliano, molto legata alla sua attività di volontariato per motivi biografici (ha contributo con la terapia trasfusionale ad aiutare suo nonno malato) e arricchita dalla cultura del dono anche nel proprio percorso agonistico di successo: “Lo sportivo trova subito il senso della donazione perché è abituato a mettersi a disposizione per gli altri – ha detto – per i compagni di squadra, e perché sanno che bisogna assumersi delle responsabilità”.

Anche Jacopo Massari, campione nazionale della pallavolo, ha ribadito l’importanza della sinergia tra valori del dono e quelli dello sport: “Avevo molti problemi da ragazzo, che lo sport ha contributo a risolvere. Su questo aspetto bisogna investire, perché c’è bisogno di donare sangue senza tornaconto ma solo per amor proprio. Lo sport insegna a fare sacrifici e credo che dobbiamo insistere sull’unione tra sport, scuola e associazioni di volontariato, per far comprendere a tutti che fare del bene senza aspettarsi niente in cambio è la strada giusta”.

Nella seconda parte della mattinata spazio ai rappresentati delle associazioni, riuniti sotto l’egida della CIVIS Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue). Introdotto da Sergio Ballestracci (Presidente Fratres nazionale) che ha ringraziato simbolicamente la figura del donatore anonimo, Vincenzo Saturni (Presidente Avis Nazionale) ha spostato l’attenzione sulla relazione tra sangue e mondo del lavoro, e poi sulla questione degli sprechi e su alcuni aspetti sistematici: “I giovani spesso vogliono donare, ma esistono alcuni fattori come la precarietà che rendono difficoltosa la continuità del dono. Dobbiamo lavorare allora per fare in modo che sia facilitata la donazione. Fondamentale poi evitare gli sprechi di plasma. Infine due parole sul piano nazionale vaccini, in cui i donatori son stati trattati in modo anomalo finendo tra le categorie a rischio, e sulla legge di riordino del terzo settore, nel quale, l’ho detto in ogni sede e lo ripeto oggi, non ci dovrà essere l’apertura al profit per ciò che riguarda l’impresa sociale”.

Nella staffetta, spazio poi alle parole del vice-presidente della Croce Rossa Gabriele Bellocchi: “Sta cambiando la società e sta cambiando il lavoro, ma è anche vero che a fronte di questo noi dobbiamo reinventarci e riformulare le strategie di coinvolgimento. I giovani sono velocissimi, noi siamo in grado di andare alla loro velocità e di rispondere alle loro esigenze? Lavorare sulla cultura del dono è la chiave: la stiamo perdendo, io sono un insegnante e penso al bullismo, che si verifica perché manca la percezione dell’altro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Fidas nazionale Aldo Ozino Caligaris: “Solo condividendo la cultura del dono noi possiamo dare un messaggio forte sui valori peculiari del sistema italiano. Dobbiamo parlare la lingua del donatore e mettere in sintonia tutte le parti in causa, con messaggi di comunicazione nuovi che ci consentano di guardare il passato, per vivere con responsabilità il presente e pensare il futuro. C’è un grande fermento nella riforma del terzo settore che viene visto come una risorsa per il paese perché produce posti di lavoro. Noi vogliamo restare protagonisti e fare da guida, grazie alla collaborazione tra associazioni, professionisti e istituzioni per un altissimo standard in ciascuna trasfusione. Oggi è una giornata da vivere nell’ambito della sinergia, senza divisione e senza bandiera. Colgo allora l’occasione per ringraziare Vincenzo Saturni che tra soli 3 giorni conclude il suo mandato a presidente Avis, e che in questo tempo ci ha insegnato molto sul piano dello spirito e della capacità di diffondere tutto ciò che è dono, volontariato e organizzazione associata”.

Nel finale spazio alle testimonianze di chi ha beneficiato del dono del sangue, per una carrellata piuttosto emozionante che ha dato vita a momenti di commozione tangibile tra tutti i presenti, a testimonianza di una verità difficilmente contestabile: pulsa un enorme sostrato emotivo dietro il gesto del dono, dal valore impagabile. È emerso vivido il legame invisibile tra donatori e pazienti, che grazie al dono, ai volontari, ai trapianti e alla medicina trasfusionale hanno potuto curarsi da malattie come la talassemia.

Per tutti i presenti, un’occasione buona per toccare con mano quanto la capacità di mettersi a disposizione per gli altri e di praticare generosità vada oltre qualsiasi retorica per diffondere nella società benefici concreti in grado di cambiare le vite di molti. Un vissuto da tenere bene a mente a tutti i livelli della filiera sangue, dai centri decisionali fino alle strutture di raccolta, passando per chi fa informazione.