Risposta immediata alle carenze: subito appelli e raccolte speciali in Puglia e in molte regioni italiane. Vi diciamo dove donare.

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Pochissime ore fa, il 10 gennaio, abbiamo raccontato delle carenze di sangue in alcune regioni italiane densamente popolate come Puglia, Liguria e Calabria, e della situazione al San Raffaele a Milano. Le risposte di associazioni e istituzioni non si sono fatte attendere.

In Puglia, per esempio, è stato stilato un calendario di raccolte speciali in tutta la regione per il week-end del 13-14 gennaio, pubblicato su molti network locali pugliesi. Noi ve lo proponiamo in figura 1 per una facilissima consultazione, in modo che chiunque possa raggiungere il centro trasfusionale più vicino.

Raccolta Sangue Gennaio 2018
Fig.1

C’è l’imbarazzo della scelta, e a dare l’esempio a tutti i concittadini, campagna elettorale o no, ci ha pensato il presidente regionale Michele Emiliano, come ha testimoniato con tanto di foto FoggiaToday, sottolineando anche la risposta immediata e numericamente poderosa dei pugliesi alle notizie della penuria.

Anche in Liguria, vista l’emergenza dovuta ai picchi influenzali, arriva un appello dalla politica: è del consigliere regionale del PD Pippo Rossetti, che incita i propri concittadini al dono, dopo che già lo avevano fatto nei giorni scorsi Avis e Fidas locali.

Buone notizie invece dalla Valdichiana: da La Nazione di Arezzo sappiamo infatti che il bilancio territoriale sulla raccolta del 2017 è molto buono con un aumento di circa 300 unità rispetto al 2016. Ne beneficia la raccolta sangue in Toscana, che secondo il Meteo del sangue è comunque in riserva per alcuni gruppi. Come vediamo in figura 2 infatti, mancano soprattutto i gruppi B-, 0+ e 0- e A- mentre è buona la situazione per l’AB.

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Fig.2

Notizie sparse: in Campania ci saranno donazioni e raccolte speciali nei prossimi giorni, per esempio a Maiori (Salerno), il 20 gennaio prossimo, e così in Sardegna, a Luras in provincia di Olbia, grazie ad Avis. News positive anche dal Lazio, giacché apprendiamo da NewTuscia.it che l’Avis provinciale di Viterbo ha donato un’autoemoteca alla Asl del capoluogo.

Da non dimenticare infine, la solita regola. Utilizziamo Facebook a scopo informativo, per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end, e quella più vicino a noi.

Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa. È invece possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime raccolte e donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 13 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma fino a fine mese. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si vede in figura 3.

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Fig.3

 

Carenze di sangue nel Lazio: l’inchiesta (urlata) del quotidiano Il Tempo che arriva fuori tempo

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Come affrontano i media generalisti, ovvero i giornali e le televisioni, le notizie intorno all’universo sangue?

In generale, le strade più battute sono due:

1) Le uniche notizie che vengono prese in considerazione sono le carenze, quasi sempre riportate con tono giudicante, come se la raccolta del sangue fosse automatica e non il frutto di un lavoro complesso di più soggetti che riesce meglio in un clima culturale di condivisione e consapevolezza.

2) Si cavalca l’emotività del momento in caso di emergenze come incidenti o terremoti, senza fare cultura del dono o della raccolta periodica e associata, provando a spiegare che il bisogno di sangue è una necessità effettiva e perpetua della comunità, creando dunque accorate mobilitazioni istantanee che rischiano di creare più problemi gestionali che benefici.

A volte, poi il sangue diventa strumento di campagne urlate e tardive, come quella pubblicata qualche giorno fa sul Tempo, storico quotidiano romano che in passato ha annoverato tra le sue firme, tra gli altri, intellettuali di spessore come Alberto Moravia, Mario Praz, Alberto Savinio e Curzio Malaparte, per poi entrare a far parte – attraverso vari passaggi – dell’ampio spettro di attività editoriali della famiglia Angelucci.

Eccone alcuni estratti dal cartaceo, in figura 1-2, ed ecco il link per leggere l’inchiesta on-line.

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Fig.1

 

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Fig. 2

Cosa si nota in questo approccio?

1) In primo luogo, una scarsa familiarità con la materia. Plasma e sangue sono spesso confusi e scambiati come sinonimi, mentre sul piano della raccolta come sappiamo bene, sono due materie biologiche ben distinte che hanno utilizzi sanitari diversi e forniscono, se frazionati, farmaci utili a curare patologie differenti.

2) In secondo luogo, le tempistiche totalmente tardive: su Buonsangue abbiamo parlato delle carenze del Lazio già il 16 febbraio 2017, undici mesi fa, pubblicando le tabelle tratte dalla Gazzetta Ufficiale su produzione e consumo di globuli rossi nelle annate 2015-2016 e su plasma inviato all’industria dal 2010-2011 fino al 2015-2016.

Il problema della carenza nel Lazio è cronico, e andrebbe affrontato con un approccio costruttivo da parte di tutti. Nell’inchiesta del Tempo, la parte “costruens” ovvero quella in cui si delineano possibili soluzioni sembra del tutto dimenticata. Si fa riferimento solo, e in modo piuttosto vago, a una migliore “comunicazione”, che di certo può essere un fattore importante, ma di certo non l’unico.

Anche sul piano delle cause, la chiave di lettura del tempo si limita alla cattiva gestione, che oltre a essere discutibile (noi stessi abbiamo spesso documentato gli ottimi risultati del meccanismo nazionale nella gestione del caso Chikungunya), è di certo insufficiente.

In quest’ottica, noi ribadiamo quanto già segnalato un anno fa.

L’impatto di una città complessa come Roma potrebbe essere uno dei fattori, con la necessità di stanziare per le maxi-emergenze quantità di materia biologica superiore. Altra causa possibile, le innegabili difficoltà logistiche e organizzative per i donatori romani, che rendono più macchinosa la donazione programmata. Tuttavia non basta. Su Buonsangue cercheremo di approfondire, ma di certo il Lazio è una di quelle regioni in cui sarà necessario lavorare duro a tutti i livelli, sia sul piano della comunicazione e della sensibilizzazione alla cultura del dono (compito delle istituzioni e delle associazioni volontarie), sia sul piano dell’organizzazione interna e della qualità del servizio.

Da allora la situazione non è molto cambiata, e proprio sul piano della diffusione della cultura del dono non sembra affatto che i media generalisti abbiano compiuto dei passi in avanti.

Nei prossimi giorni proveremo a portare qualche testimonianza diretta di addetti ai lavori rispetto alla situazione in Lazio, ma intanto aspettiamo con ansia, da parte di tutti i quotidiani nazionali, delle pagine informative su cos’è il dono di sangue e plasma e sul perché è importante donare periodicamente. Contributi che sarebbero realmente utili, specie se proposti in tempi lontani dall’agenda dettata dall’attualità e dai toni urlati delle inchieste tardive.

La traversata della solidarietà di Fidas e tutte le carenze (con le raccolte speciali) dell’Italia che dona

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Appuntamento clou del week-end per l’Italia che dona è senza ombra di dubbio la Traversata della Solidarietà organizzata storicamente da FIDAS, ormai giunta all’undicesima edizione e quest’anno in programma sabato 29 e domenica 30 luglio con finale a Cannitello, frazione di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria.

La traversata a nuoto dello stretto di Messina, fortifica il legame ideale già forte tra donazione di sangue e stili di vita sani legati allo sport proprio della filosofia di FIDAS, e serve a promuovere la cultura del dono in un momento particolare per il sistema sangue, caratterizzato da carenze e siccità in molte regioni e soprattutto al sud. Sensibilizzare e trascinare nuovi donatori, soprattutto d’estate, è di certo il compito più importante da portare a termine per le associazioni.

E ora la nostra solita ricognizione, regione per regione, da sud a nord e da est a ovest del Paese, per capire quali sono le urgenze di sangue più impellenti e le raccolte speciali dove poter recarsi a donare.

A Palermo, prende il via il 27 luglio l’accordo tra Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Avis, per una collaborazione utile a incentivare la cultura del dono e far fronte alle emergenze del periodo estivo e porre sempre di più i giovani al centro di progetti per il futuro http://www.palermotoday.it/cronaca/emergenza-sangue-accordo-avis-anci-sicilia.html.

A Cosenza, in Calabria appello dell’Avis locale che ricorda a tutti che purtroppo le malattie non vanno in ferie, e che la sede operativa per iscriversi e donare è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 12 e soprattutto quest’ultima domenica del mese, il 30 luglio https://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/168119-carenza-di-sangue-lavis-di-cosenza-lancia-lappello-i-malati-non-vanno-in-vacanza.

Sempre in Calabria, l’Avis di Mileto e la Fondazione Natuzza organizzano una raccolta speciale a Paravati, frazione di Mileto in provincia di Vibo Valentia http://www.zoom24.it/2017/07/27/avis-fondazione-natuzza-54039/.

Raccolta speciale in programma domenica 30 luglio a Ceglie Messapica, in Puglia, provincia di Brindisi http://www.valleditrianotizie.it/it/notizie/ceglie-messapica/2017/07/27/ceglie-messapica-giornata-del-donatore/, mentre a Caserta, in Campania,  la ricerca è specifica: serve urgentemente sangue del gruppo 0+, come possiamo leggere su https://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2017/07/27/caserta-si-cercano-urgentemente-donatori-di-sangue-salviamo-una-vita.html.

A Paganica, in Abruzzo, provincia dell’Aquila, va in scena la tradizionale festa del donatore dell’ultimo week-end di luglio https://www.ilcapoluogo.it/2017/07/27/paganica-torna-la-festa-del-donatore/.

Bella iniziativa a Rieti http://www.frontierarieti.com/wordpress/musica-ospedale-concerto-sacco-ovidi-ciotti, dove Avis ha organizzato per sabato 29 luglio, dalle ore 20 alle ore 24, al Centro Trasfusionale dell’Ospedale provinciale San Camillo de’ Lellis, La Notte Rossa, un concerto di musica classica con donazione speciale annessa.

In Toscana appelli congiunti dalle Avis provinciali http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/ospedali-toscani-scarseggiano-le-scorte-di-sangue-appello-ai-donatori a sottolineare la carenza di sangue negli ospedali Toscani, carenza come sempre rappresentata in dettaglio dall’operato prezioso del Meteo del Sangue. Ecco l’aggiornamento più recente https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, di giovedì 27 luglio alle 14.08. Come possiamo vedere in figura 1, urgenza per il gruppo 0+, emergenze per A+, A-, B+, 0-, e situazione positiva per AB+ e AB-.

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Ad Adria, in provincia di Rovigo, FIDAS organizza il 28 luglio “La notte dell’associazionismo e del volontariato http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/Adria/il-quarto-venerdi-d-estate-di-adria-e-per-associazioni-e-volontari con concerti e riconoscimenti per i donatori.

Preoccupazione lecita invece in Brianza dove, oltre alle strutturali carenze legate ai mesi estivi, a complicare la raccolta si aggiunge una decisione dell’ASST (Azienda socio sanitaria territoriale) di Vimercate di tagliare da tre a due le giornate settimanali dedicate alla donazione http://www.monzatoday.it/cronaca/donazioni-sangue-brianza.html. Ovviamente la situazione è figlia di tagli finanziari http://quibrianza.it/cronaca/carate-brianza/tagli-della-asst-piu-difficile-donare-il-sangue.html ma chi ci va di mezzo è la raccolta.

Infine, buona notizia in Ticino. A Legnano, provincia di Milano, il nutrito gruppo dell’Avis locale che conta più di 15 mila iscritti stringe un accordo di collaborazione di un anno con la gioielleria Sironi, allo scopo di promuovere la cultura del dono e la “casa del donatore”, con un omaggio alla fine dei 12 mesi https://www.ticinonotizie.it/avis-legnano-e-gioielleria-sironi-un-anno-insieme-per-promuovere-la-cultura-del-dono/.

Il bisogno di sangue non va in vacanza: raccolte speciali, carenze e notizie dall’Italia che dona

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Il bisogno di sangue non va in vacanza, dunque… prima donate, poi partite. Noi di Buonsangue non ci stancheremo mai di ripetere questo consiglio e di sensibilizzare su questo tema, e per questo ecco tutte le informazioni per il fine settimana da nord a sud, e da est a ovest, su carenze, raccolte di sangue e possibilità per aiutare con un piccolo contributo il sistema trasfusionale italiano a essere sempre più efficiente e affidabile.

Sono tantissime le raccolte speciali di sangue organizzate dalle associazioni nei prossimi giorni, proprio per prevenire e fronteggiare il calo strutturale di donazioni che è tipico del periodo estivo.

Mercoledì 5 Luglio c’è stato l’anniversario di Fratres Nazionale, 67 anni di donazioni dal 1950. Così si moltiplicano le iniziative sul territorio delle sedi locali: sul nuovo sito rimodernato da poco http://www.fratres.it/ è possibile controllare sempre il calendario eventi, e scoprire, per esempio di due belle iniziative in Puglia: l’8 Luglio, ad Aradeo, in provincia di Lecce, donazione speciale in autoemoteca per prevenire ogni bisogno, mentre ad Andria (Bari) http://www.andrialive.it/news/attualita/509663/giornata-pugliese-del-donatore-di-sangue-al-palasport-il-12-luglio-tra-le-proteste, come racconta Andria Live, andrà in scena la “Giornata pugliese del donatore”, per non dimenticare il terribile scontro tra i treni dello scorso anno che costò la vita a 23 persone. Non sarà l’unica manifestazione in Puglia: anche a Taranto https://www.ciaksocial.com/taranto-celebra-la-prima-giornata-pugliese-del-donatore-di-sangue-con-una-raccolta-straordinaria/, come in altre città in tutta la Puglia, la ricorrenza istituita dal Dipartimento della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti della Regione Puglia sarà occasione per raccolte speciali e reclutamento di donatori (si spera) periodici.

In Campania, sempre la Fratres è attiva a Dugenta (Benevento) con una raccolta speciale prevista per il 9 luglio http://www.ilquaderno.it/gruppo-fratres-a-dugenta-riparte-donanzione-sangue-121278.html: Il Quaderno, quotidiano locale, c’informa che si tratta di un risultato fortemente voluto per far fronte al bisogno dall’associazione locale, dopo mesi in cui una raccolta organizzata era mancata.  A Suggi (Salerno) si registra invece una carenza a cui rispondere presto. Ecco l’appello http://www.salernotoday.it/cronaca/ruggi-appello-ail-donazione-sangue-salerno-5-luglio-2017.html dell’AIL (Associazione Italiana contro la Leucemia) per spingere i cittadini a donare.

Carenze di sangue significative si registrano in Sicilia, a Palermo, dove Repubblica avvisa che potrebbero diventare a rischio alcune terapie salvavita, ma la situazione non è rosea nemmeno a Messina e Catania http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/07/05/news/emergenza_sangue_in_sicilia_-170042187/; stesso quadro della situazione anche a Reggio Calabria http://www.strettoweb.com/2017/07/e-emergenza-sangue-agli-ospedali-riuniti-di-reggio-calabria-appello-ai-donatori/575730/.

Tali carenze, così come quella in Sardegna, sono ovviamente monitorate dal Centro Nazionale Sangue, che il 3 luglio ha lanciato un appello http://www.centronazionalesangue.it/notizie/marche-raccolta-per-talassemici-sicilia-e-sardegna già raccolto dalla Regione Marche, secondo la logica della compensazione nazionale.

Proprio nelle Marche, a San Benedetto del Tronto, concerto in ricordo dei Queen organizzato dall’Avis locale per promuovere donazioni speciali il 12 e il 26 luglio e far fronte al bisogno https://www.lanuovariviera.it/category/eventi/la-musica-dei-queen-in-piazza-giorgini-per-la-festa-dellavis/.

In Toscana https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ situazione in miglioramento rispetto alle ultime settimane: urgenza per il B+, emergenza per lo 0-, e situazione sotto controllo per gli altri gruppi.

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Per contribuire a ripianare la situazione, raccolta speciale Fratres in Garfagnana e nella Mediavalle del Serchio (Lucca) http://www.luccaindiretta.it/mediavalle-e-garfagnana/item/97597-alla-misericordia-di-borgo-donatori-di-sangue-in-festa.html.

A Cuneo, invece, https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/associazione-sos-solidarieta-organizzata-del-sangue_8377.html numeri rilevanti per l’associazione S.O.S (Solidarietà organizzata sangue) che è attiva da 26 anni sul territorio con più di 400 donatori iscritti.

Ricordiamo, infine, che con la nuova riforma del terzo settore è confermata la possibilità per ciascun cittadino di devolvere il proprio 5×1000 alle associazioni di donatori per aiutare il sistema trasfusionale in modo più rapido, diretto e trasparente.

Ecco come saperne di più: per Avis https://www.avis.it/2016/05/24/dona-il-tuo-5×1000-ad-avis-nazionale/, per Fidas direttamente in homepage http://fidas.it/, per Fratres http://www.fratres.it/link-utili/5xmille#.WV4Dd4jyi00 e per la Croce Rossa Italiana https://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/30902.

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il codice Fiscale della Fidas Genova (80043430109) per la stessa iniziativa.

 

Alberto Argentoni, nuovo presidente di Avis Nazionale: “Che cosa faremo per migliorare la raccolta”.

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Un lungo percorso associativo che lo ha visto impegnato in tutte le dimensioni, dalla provinciale alla nazionale, e un impegno costante nella vita pubblica. Alberto Argentoni ha 58 anni, in passato è stato anche il sindaco di Eraclea (Venezia) ed è medico di medicina generale: è lui l’uomo scelto dal consiglio nazionale di Avis per traghettare l’associazione di donatori più grande d’Italia, che quest’anno festeggia i suoi 90 anni, verso il centenario. Per Avis tratta di una scelta in continuità con il lavoro svolto dal presidente uscente Vincenzo Saturni, giacché Argentoni nel vecchio esecutivo era stato vice presidente dal 2013. Saranno molte le sfide da affrontare nel prossimo mandato, e noi di Buonsangue abbiamo chiesto ad Argentoni il suo pensiero su temi chiave per il sistema sangue, come autosufficienza ematica, frazionamento del plasma e rapporti tra associazioni e istituzioni. Ecco che cosa ci ha detto.

Dottor Argentoni, per cominciare congratulazioni e un sincero “In bocca al lupo” per la sua nuova carica. Ho potuto seguire molto da vicino le attività di Avis negli ultimi mesi della gestione del dottor Saturni, e ho constatato quanto sia bella e difficile la missione di un’associazione di volontari così vasta. Lei viene da un lungo e proficuo percorso in Avis: mi può descrivere cosa significa per lei farne parte, e oggi, dirigerla?

Sono in Avis da moltissimo tempo grazie all’influenza di mio padre, con un legame molto forte, e dopo aver occupato tutti i ruoli, dalla presidenza provinciale a Venezia (dal 1999 al 2004 n.d.r.) a quella regionale in Veneto (dal 2005 al 2013 n.d.r.) passando per i quattro anni da vice presidente (dal 2013 al 2017 n.d.r.), ora sono arrivato al ruolo di presidente nazionale. Ci troviamo a lavorare con una realtà grandissima, basti pensare che circa il 70% della raccolta associata in Italia passa per Avis. Dopo così tanta esperienza e dopo essere passato per tutti i livelli delle sedi decisionali, diciamo che conosco i meccanismi, e speriamo di poter lavorare al meglio in vista dei principali obiettivi programmatici.

Entriamo nel vivo dei temi programmatici: l’autosufficienza ematica è un asset strategico importante per qualsiasi Paese. In Italia va mantenuta sul piano degli emoderivati e migliorata sul piano della raccolta del plasma: come si ottengono questi obiettivi?

Ci dobbiamo lavorare tutti i giorni. L’autosufficienza dei globuli rossi non va mai data per acquisita e va ottenuta attraverso molta attenzione per ciò che riguarda governabilità e programmazione, ma la situazione è sotto controllo e abbiamo la capacità di governarla anche nel futuro. Per quello che riguarda il plasma ci troviamo di fronte a un asset importantissimo e bisogna lavorare in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Plasma 2020 (http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/). Ad alcune regioni, sul piano della raccolta del plasma saranno chiesti dei miglioramenti cospicui e sforzi notevoli per raggiungere aumenti piuttosto ambiziosi (anche del 40% n.d.r.). In questo senso, per la raccolta, un’associazione come Avis deve dare molto, e lo sforzo comune dovrà essere quello di oliare alcuni meccanismi e di lavorare molto anche sul piano della promozione della cultura del dono.

Avis ha molto a cuore l’obiettivo di aiutare i donatori che lavorano, soprattutto giovani, a trovare spazi per il dono che non si sovrappongano con gli orari lavorativi. Quanto è importante migliorare l’organizzazione del sistema sotto tale aspetto?

 In quest’ottica ci sono alcuni aspetti da chiarire. Abbiamo purtroppo dei vincoli organizzativi per l’accesso ai centri di raccolta che impegnano il personale sanitario. Ci sono problemi di accessibilità ai centri per questioni di laboratorio e per la copertura dell’assistenza sanitaria alle trasfusioni. Anche il trasporto degli emoderivati è un fattore di organizzazione che presenta alcuni problemi logistici. Poi c’è anche un problema culturale che in una certa misura, facendo autocritica, è una nostra responsabilità: c’è una tendenza diffusa nel donare sempre al mattino, e quindi – nonostante le aperture pomeridiane nei centri trasfusionali – l’affluenza media è troppo bassa. Così, anche quando s’iniziano esperimenti di questo tipo con aperture allargate, finiscono per durare troppo poco perché non si può garantire una giusta affluenza.

Come si superano questi problemi?

Con un incremento della cultura del dono, dell’informazione, con una migliore organizzazione logistica e con l’applicazione delle regole di Patient Blood Management. All’estero, in alcuni Paesi, si dona dalla mattina alla sera e poi le persone si recano normalmente al lavoro. In Italia c’è invece, per fortuna, un’attenzione massimale alla sicurezza post-trasfusionale, tanto che la legge italiana prevede il riposo dalla giornata lavorativa dopo la donazione, che è un criterio di salvaguardia della salute pubblica come bene comune.

 Passiamo alla situazione dei cittadini migranti. Sono una risorsa importante per il sistema trasfusionale?

Per i cittadini migranti la possibilità di donare è anche un fatto simbolico, una dimostrazione di integrazione per famiglie che hanno scelto l’Italia come secondo paese e che cominciano a mettere al mondo figli italiani. È molto bello anche per noi, come associazione, contribuire al fattore integrazione attraverso la donazione del sangue. Poi naturalmente ci sono i fattori sanitari di cui bisogna tener conto. In primo luogo la capacità dei cittadini stranieri di comprendere ciò che chiediamo nei nostri questionari affinché siano mantenuti sempre altissimi gli standard di sicurezza, per esempio sul piano dell’anamnesi e dei criteri di autoesclusione; è importante anche che sappiano esprimere al meglio gli eventuali disagi e i comportamenti a rischio. Infine ci sono i criteri di idoneità, giacché molti dei cittadini migranti che arrivano vengono da situazioni delicate, e sempre per problemi di sicurezza, passa del tempo prima che possano donare.

Lei è veneto, quindi conoscerà bene la questione che si è sollevata nel sistema sangue italiano rispetto al bando NAIP del raggruppamento guidato dalla Regione Veneto per il frazionamento del plasma in conto-lavoro, con le polemiche legate soprattutto al rapporto abnorme tra prezzo e qualità della gara, addirittura 90% a 10%. Cosa pensa di quel bando così criticato dalla maggior parte dei donatori?

 Il 10% della qualità è relativo, non farei un collegamento così immediato. Sulla strategia che si è scelta nel raggruppamento regionale veneto non sta a me giudicare, ma quello che posso dire è che sono rimasti fuori alcuni prodotti che sicuramente erano importanti nell’ottica dell’autosufficienza regionale, e questo è sicuramente un dispiacere. L’ente pubblico deve garantire a tutti i pazienti i prodotti per le cure, e non è un bene mettere a rischio un’autosufficienza che negli anni era ormai consolidata, anche perché di certo l’autosufficienza potrà avere qualche problema se non ci sarà una totale armonia tra i quattro bandi diversi dei vari raggruppamenti regionali.

Il bando lanciato dal raggruppamento regionale con a capo l’Emilia Romagna ha principi totalmente differenti, più equilibrati, e comprende anche la valutazione del pittogramma. È quella la direzione in cui procedere, secondo lei, anche per i bandi dei raggruppamenti mancanti con a capo Lombardia e Toscana?

 È da vedere che tipo di risultati arriveranno. Delle due gare, una, quella veneta, è acquisita. L’atra è ancora in corso. In Veneto si è scelto di puntare soprattutto su tre prodotti e di privilegiare l’aspetto economico, in Emilia c’è stato più equilibrio nel considerare tutti i fattori. Da un lato sono tranquillo che in nessuna regione mancherà mai nulla ai pazienti, ma quello che bisognerà capire è quali sono i metodi e le strategie migliori per raggiungere determinati obiettivi, cioè valorizzare al meglio la risorsa nazionale.

Nulla di quanto viene donato deve essere sprecato, giusto?

Va capito quanto vale ciascuna strategia andando oltre la questione dei costi, perché la priorità è valorizzare la raccolta della risorsa sangue e la materia biologica donata al 100% e a 360 gradi. Va aggiunto che quello del frazionamento in conto-lavorazione con i nuovi bandi di gara è uno scenario abbastanza all’inizio, e ci vorrà tempo per valutare le scelte diverse.

Mancano ancora i bandi di due raggruppamenti…

Io sono abbastanza contento che i bandi regionali stiano arrivando progressivamente, con gradualità, a distanza di tempo, perché così le regioni che vengono dopo possono coordinarsi con i bandi precedenti per regolarsi sul lavoro fatto da altri.

Per un sistema trasfusionale che funzioni, il rapporto costruttivo tra le “tre gambe” (donatori, istituzioni, professionisti del settore) è importantissimo. Ogni tanto le dichiarazioni del ministro Lorenzin in questo senso lasciano sconcertati (come quando definì i plasmaderivati una fonte di pericolo per i donatori http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/), ma collaborare con settori come l’istruzione e lo sport può essere importante per incrementare la raccolta. Cosa farà Avis in questa direzione?

Abbiamo in atto da tempo dei protocolli con il ministero dell’Istruzione e collaboriamo attivamente con il mono dello sport. È un asset consolidato. Abbiamo avuto collaborazioni proficue con molte federazioni e con la Lega Calcio, e di certo faremo altre iniziative sul piano nazionale e anche su quello locale. Sicuramente sport e dono sono mondi in sinergia che possono contare sulla condivisione di valori comuni come solidarietà, generosità, altruismo e responsabilità nel lavoro di squadra che si ritrovano a pieno nell’atto del dono del sangue. Inoltre lo sport è un veicolo perfetto per la promozione di una cultura sui corretti stili di vita per l’idoneità a donare e per convogliare i giovani.

L’emergenza caldo complica la situazione sangue: carenze e raccolte speciali in molte regioni italiane

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L’emergenza caldo che si abbatte sull’Italia sta creando numerosi problemi anche alla raccolta sangue, e non sono pochi gli appelli che si registrano nel paese, da nord a sud, per fortuna compensati da iniziative a favore del dono e raccolte speciali.

Ma entriamo nel dettaglio.

In Veneto, regione del nuovo presidente Avis Alberto Argentoni, http://www.veneziatoday.it/cronaca/avis-carenza-donatori-sangue-venezia.html, è proprio l’Avis di Mestre Marghera a lanciare l’allarme, parlando di un’emergenza sangue che nella terraferma veneziana dura ormai 365 giorni all’anno e di un calo considerevole di donatori specie tra i giovani: “Manca il turnover, i giovani non donano e su una popolazione di oltre 100 mila abitanti nella fascia di età 18-65, meno del 30% è già donatore” spiega la presidente di sezione Lucia Delsole.

A Brescia, In Lombardia, al bisogno di sangue rispondono i carabinieri locali, e in cospicuo numero: saranno addirittura 40 i donatori speciali http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/donatori-sangue-1.3219976 pronti a rispondere alle crescenti esigenze delle strutture sanitarie di zona, mentre a Milano, curiosa iniziativa promozionale per ricordare a tutti che il bisogno di sangue non va in feri con l’estate: a diffondere il messaggio “dona sangue, dona presto, dona spesso” è una vela trainata da una carrozza, come testimonia Il Giorno nell’edizione in dialetto milanese http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/dialetto-milanese-1.3216483.

In Liguria, a Savona, i programmi di sensibilizzazione per educare i giovani alla cultura del dono sin dall’età scolastica sono già attivi http://www.ivg.it/2017/06/donazione-del-sangue-lavis-grazie-per-la-propaganda-svolta-nelle-scuole/ grazie alla sinergia tra l’Avis locale e gli istituti, moltissimi, che hanno aderito al programma pro volontariato.

In Campania, a Napoli, il Mattino segnala un momento di carenza piuttosto invasivo con la necessità, per alcune strutture ospedaliere, di rimandare gli interventi chirurgici meno urgenti http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/emergenza_sangue_in_campania_appello_zero_positivo_e_negativo-2521677.html.

In Toscana, come sempre, è il prezioso servizio offerto dal meteo del sangue a chiarire la situazione: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/

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La Fratres è particolarmente attiva ad Andria, in Puglia, dove per il 2 luglio è prevista una raccolta speciale che anticiperà la giornata speciale del donatore voluta in Puglia dal governatore Emiliano in memoria della collisione dei treni del 12 luglio scorso http://www.andrialive.it/news/contenuti-suggeriti/488665/richiesta-sangue-lemergenza-non-va-in-vacanza.

Il gemellaggio tra Cosenza e Tirana sarà invece occasione, in Calabria, per una donazione speciale prevista per domenica 25 giugno: su Cosenza Informa http://www.cosenzainforma.it/notizia5671/Donazione-sangue-Gemellaggio-tra-Cosenza-e-Tirana.html# è possibile leggere il programma giornaliero.

In Campania, a Pellezzano, in provincia di Salerno, già programmata un’intera giornata dedicata al dono per il 9 luglio, e a diffondere la notizia con le indicazioni logistiche è il giornale locale Salerno Today http://www.salernotoday.it/cronaca/donazione-sangue-avis-pellezzano-9-luglio-2017.html.

Infine una bella notizia proveniente da Genova: ottimi i dati per la raccolta prevista il 14 giugno per la giornata mondiale del donatore, con ben 432 unità di sangue raccolte in un solo giorno http://www.genova24.it/2017/06/sanita-oltre-432-unita-sangue-raccolte-nella-giornata-mondiale-del-donatore-182196/

 

World Blood Donor Day 2017: il sistema trasfusionale a raccolta a Roma, i momenti chiave

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14 giugno 2017, in tutto il mondo si celebra il World Blood Donor Day, la giornata mondiale dei donatori. In Italia l’evento centrale è a Roma: all’auditorium del ministero della Salute, tutti gli attori del sistema trasfusionale italiano si sono ritrovati per confrontarsi sul futuro di una macchina oliata e poderosa, che funziona bene e che, come abbiamo spesso scritto su Buonsangue, si appresta a vivere un futuro complesso e ricco di sfide, alla luce dei molti cambiamenti della società contemporanea (invecchiamento della popolazione), e della sempre crescente richiesta di emoderivati a livello globale.

L’importante, va sottolineato, è che giornate come queste, ovunque si celebrino, non si limitino a essere passerelle istituzionali, ma siano realmente fondative per la costruzione di politiche concrete, fattive, che coinvolgano tutte le parti interessate a collaborare verso obiettivi condivisi, che sono, va ribadito, autosufficienza ematica nazionale e raggiungimento dei massimi standard in fatto di sicurezza e qualità in tutti i passaggi della filiera, dalla raccolta di ciascuna unità di sangue alla produzione dei farmaci.

In questa chiave, le sensazioni odierne sono state positive: due i principali focus operativi: 1) il rapporto tra associazioni di volontariato e scuola, per diffondere la cultura del dono tra i giovani in età scolastica, in modo da assicurare il ricambio generazionale e preparare donatori a un percorso di consapevolezza e di continuità nella donazione gratuita, anonima, volontaria e organizzata; e 2) la congiuntura tra donazione e sport, in quanto universi propedeutici in fatto di stili di vita all’insegna di salute e longevità, con la possibilità di stringere un sempre più intenso sodalizio tra i valori del dono i e campioni più amati dai giovani, i migliori e più efficaci testimonial per invogliare le nuove generazioni a condividere il vissuto emozionale della donazione.

Molta attesa in sala, dunque, per l’intervento del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, non sempre lineare nel suo rapporto con gli attori del sistema trasfusionale, collaborativa per la maggior parte del tempo salvo poi lanciarsi in uscite discutibili (ma qui ci sarebbe rivedere lo staff spesso inadeguato anche sulle campagne pubblicitarie) come quella di aprile http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/ quando con una sola frase la Lorenzin ha rischiato seriamente di cancellare 14 anni di assoluta sicurezza delle trasfusioni. Incidenti di percorso. La ministra ovviamente non ci è più tornata sopra e non ha intenzione di farlo. Dopotutto nella giornata mondiale del donatore la Lorenzin è la padrona di casa, e quella tempesta è ormai alle spalle: “L’Italia è un paese di straordinaria generosità, che ha un patrimonio etico che va salvaguardato. Abbiamo mandato 800 mila kg di plasma alla lavorazione, sono moltissimi. Dobbiamo salvaguardare le peculiarità italiana: a volte ci vengono proposti modelli esteri che vogliono remunerare la donazione e ci fanno perdere di vista il fatto che il nostro corpo non è un bene generico ma il bene. In quest’ottica i donatori sono importantissimi perché sono i depositari di tale cultura. L’invecchiamento della popolazione comporta aumenti della necessità di sangue, mentre d’altra parte i donatori storici invecchiano e non possono più donare. Ma c’è una buona notizia. Anche se diminuisce il numero dei donatori non diminuisce il sangue, perché i donatori periodici donano di più. Bisogna però puntare sui giovani, per costruire un modello culturale basato sugli stili di vita e su un principio di regole di convivenza. Cos’è il vaccino se non uno strumento di convivenza pubblica nel nome della salute pubblica? Esistono però delle criticità, e riguardano le differenze che possono esistere a livello organizzativo e burocratico nei rapporti tra le regioni. Le differenze non aiutano il sistema che deve essere più omogeneo. Com’è possibile che si possa arrivare a buttare del sangue perché è scaduto? Bisogna lavorare su questo e avere maggiore attenzione per continuare a garantire le 8000 trasfusioni al giorno di sangue gratuito che vengono effettuate nel nostro paese. Il mio impegno nei prossimi mesi sarà quello di aiutare il sistema a migliorare sotto questo aspetto. Lo dobbiamo al milione e 700 mila donatori che ogni anno in Italia consentono al sistema di funzionare”.

Migliorie organizzative dunque, e abbattimento della burocrazia come esigenze immediate per un miglioramento sistematico. Un assist immediatamente raccolto da Giancarlo Maria Liumbruno (Presidente del Centro Nazionale Sangue), che in linea con la Lorenzin ha ribadito luci e ombre del sistema sangue dal suo punto di vista: “In Italia la medicina trasfusionale fa parte dei livelli essenziali di assistenza, e ciò è molto importante, così com’è molto importante ricordare che l’Italia è un paese autosufficiente che ha raggiunto ottimi livelli di appropriatezza e grandi risultati in termini di sicurezza del sistema, grazie a una rete capillare, istituzionale e associativa, che gestisce il sistema da vena a vena, cosa che in altri paesi non è garantita. Abbiamo quasi 1 milione e 700 mila donatori periodici con oltre 3 milioni di donazioni, di cui 459 mila in aferesi, per quasi 3 milioni di emocomponenti trasfusi all’anno, ovvero oltre 8200 al giorno. Numeri importanti. Dal 2012 abbiamo in atto il Patient blood management che accresce l’appropriatezza nell’uso della risorsa e nel trattamento dei pazienti, secondo la logica dell’only one, ovvero la monitorizzazione di ogni singola trasfusione. In Italia oggi servono soprattutto donazioni di plasma, e serve crescente collaborazione tra il livello politico e quello tecnico per evitare gli sprechi. Le donazioni devono essere pianificate e organizzate, perché ciò consente di superare le crisi e l’emotività. Una bella novità in tal senso sarà il servizio PlasmaItalia on-line, che sarà attivato prestissimo e in cui spiegheremo tutto ciò che riguarda la donazione del plasma. Altra iniziativa sarà GeoBlood, un servizio che servirà al cittadino per sapere sempre dove poter donare nel luogo più vicino a lui. Sul piano della sicurezza ancora c’è cattiva informazione, ma oggi i rischi di una trasfusione sono prossimi allo 0, e questo è stato possibile soprattutto grazie alla riduzione del periodo finestra (il periodo in cui il sangue può essere infetto senza che siano rintracciati i virus, n.d.r.). Sono ottimi risultati che andranno confermati”.

Assenti, un po’ a sorpresa, gli ospiti Vito de Filippo, sottosegretario di stato del MIUR, che da lontano ha ribadito la sua disponibilità a collaborare per portare la cultura del dono nelle scuole, e Giovanni Malagò, presidente del CONI: eppure, largo e importante è stato lo spazio dedicato allo sport, con le testimonianze di Beatrice Becattini, campionessa italiana di Ju-Jitsu brasiliano, molto legata alla sua attività di volontariato per motivi biografici (ha contributo con la terapia trasfusionale ad aiutare suo nonno malato) e arricchita dalla cultura del dono anche nel proprio percorso agonistico di successo: “Lo sportivo trova subito il senso della donazione perché è abituato a mettersi a disposizione per gli altri – ha detto – per i compagni di squadra, e perché sanno che bisogna assumersi delle responsabilità”.

Anche Jacopo Massari, campione nazionale della pallavolo, ha ribadito l’importanza della sinergia tra valori del dono e quelli dello sport: “Avevo molti problemi da ragazzo, che lo sport ha contributo a risolvere. Su questo aspetto bisogna investire, perché c’è bisogno di donare sangue senza tornaconto ma solo per amor proprio. Lo sport insegna a fare sacrifici e credo che dobbiamo insistere sull’unione tra sport, scuola e associazioni di volontariato, per far comprendere a tutti che fare del bene senza aspettarsi niente in cambio è la strada giusta”.

Nella seconda parte della mattinata spazio ai rappresentati delle associazioni, riuniti sotto l’egida della CIVIS Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue). Introdotto da Sergio Ballestracci (Presidente Fratres nazionale) che ha ringraziato simbolicamente la figura del donatore anonimo, Vincenzo Saturni (Presidente Avis Nazionale) ha spostato l’attenzione sulla relazione tra sangue e mondo del lavoro, e poi sulla questione degli sprechi e su alcuni aspetti sistematici: “I giovani spesso vogliono donare, ma esistono alcuni fattori come la precarietà che rendono difficoltosa la continuità del dono. Dobbiamo lavorare allora per fare in modo che sia facilitata la donazione. Fondamentale poi evitare gli sprechi di plasma. Infine due parole sul piano nazionale vaccini, in cui i donatori son stati trattati in modo anomalo finendo tra le categorie a rischio, e sulla legge di riordino del terzo settore, nel quale, l’ho detto in ogni sede e lo ripeto oggi, non ci dovrà essere l’apertura al profit per ciò che riguarda l’impresa sociale”.

Nella staffetta, spazio poi alle parole del vice-presidente della Croce Rossa Gabriele Bellocchi: “Sta cambiando la società e sta cambiando il lavoro, ma è anche vero che a fronte di questo noi dobbiamo reinventarci e riformulare le strategie di coinvolgimento. I giovani sono velocissimi, noi siamo in grado di andare alla loro velocità e di rispondere alle loro esigenze? Lavorare sulla cultura del dono è la chiave: la stiamo perdendo, io sono un insegnante e penso al bullismo, che si verifica perché manca la percezione dell’altro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Fidas nazionale Aldo Ozino Caligaris: “Solo condividendo la cultura del dono noi possiamo dare un messaggio forte sui valori peculiari del sistema italiano. Dobbiamo parlare la lingua del donatore e mettere in sintonia tutte le parti in causa, con messaggi di comunicazione nuovi che ci consentano di guardare il passato, per vivere con responsabilità il presente e pensare il futuro. C’è un grande fermento nella riforma del terzo settore che viene visto come una risorsa per il paese perché produce posti di lavoro. Noi vogliamo restare protagonisti e fare da guida, grazie alla collaborazione tra associazioni, professionisti e istituzioni per un altissimo standard in ciascuna trasfusione. Oggi è una giornata da vivere nell’ambito della sinergia, senza divisione e senza bandiera. Colgo allora l’occasione per ringraziare Vincenzo Saturni che tra soli 3 giorni conclude il suo mandato a presidente Avis, e che in questo tempo ci ha insegnato molto sul piano dello spirito e della capacità di diffondere tutto ciò che è dono, volontariato e organizzazione associata”.

Nel finale spazio alle testimonianze di chi ha beneficiato del dono del sangue, per una carrellata piuttosto emozionante che ha dato vita a momenti di commozione tangibile tra tutti i presenti, a testimonianza di una verità difficilmente contestabile: pulsa un enorme sostrato emotivo dietro il gesto del dono, dal valore impagabile. È emerso vivido il legame invisibile tra donatori e pazienti, che grazie al dono, ai volontari, ai trapianti e alla medicina trasfusionale hanno potuto curarsi da malattie come la talassemia.

Per tutti i presenti, un’occasione buona per toccare con mano quanto la capacità di mettersi a disposizione per gli altri e di praticare generosità vada oltre qualsiasi retorica per diffondere nella società benefici concreti in grado di cambiare le vite di molti. Un vissuto da tenere bene a mente a tutti i livelli della filiera sangue, dai centri decisionali fino alle strutture di raccolta, passando per chi fa informazione.

Il 14 giugno 2017 sarà il World Blood Donor Day: ecco tutti gli eventi in Italia

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Un grande evento a Roma il 14 giugno, organizzato dal ministero della Salute e arricchito dalla presenza di tutte le associazioni di volontariato che formano il sistema sangue: l’incontro “Il Sistema sangue nazionale: un’eccellenza italiana” sarà il momento clou in Italia per festeggiare il World Blood Donor Day 2017 http://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/.

All’Auditorium del ministero, in viale Ribotta 5, è previsto anche l’intervento d’apertura del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che avrà modo, così, di superare definitivamente l’incidente dello scorso 11 aprile, quando con una sola frase infelice rischiò di cancellare gli ultimi 14 anni di donazioni volontarie trascorsi in Italia senza infezioni contratte per via trasfusionale: http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/.

Il programma giornaliero proseguirà con grande ricchezza di temi con l’intervento di Giancarlo Maria Liumbruno, presidente del Centro nazionale sangue, che spiegherà quali sono le peculiarità del sistema sangue italiano, quali le eccellenze e verosimilmente quali dovranno e potranno essere gli obiettivi di sistema nel prossimo quinquennio, anche alla luce del calo dei donatori di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: http://www.buonsangue.net/dono/calo-delle-donazioni/.

Spazio poi alle commistioni con due universi vicini per natura all’universo sangue, giovani e sport: alle 11 è previsto l’intervento del sottosegretario di stato del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Vito De Filippo che parlerà di come portare la cultura del dono nella scuola e nell’università, per avvicinare le nuove generazioni ai centri trasfusionali e innescare il necessario ricambio; mentre a seguire ci sarà il presidente del Coni, Giovanni Malagò, per discutere di sport e donazione, giacché proprio i campioni dello sport nazionale, a partire dagli olimpionici fino al celebratissimo mondo del calcio, appaiono tra i testimonial più efficaci per diffondere il più possibile l’idea che il dono del sangue, perché il sangue è un bene che può servire a tutti in qualsiasi momento, importante come cibo, acqua e ossigeno.

Il finale di giornata sarà invece dedicato alle esperienze sul campo, prima con le parole di ciascun presidente associativo nazionale di Avis, Fidas e Fratres, poi con testimonianze dirette di donatori e pazienti.

E nel resto d’Italia? Il World Blood Donor Day non si celebrerà soltanto a Roma in modo istituzionale, e anzi, moltissime iniziative sono previste in tutta Italia, da nord a sud.

Ecco le principali: la Brianza sarà disseminata di gazebi e punti informazione utili per aumentare il livello di consapevolezza del pubblico sulla donazione del sangue https://www.mbnews.it/2017/06/giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue-dona-ora-e-dona-spesso-avis-coinvolgera-di-piu-giovani-monza-brianza-informazioni-nova-milanese-brugherio/; sempre in Lombardia, a Caronno, in provincia di Varese, spazio a una fiaccolata celebrativa http://www.varesenews.it/2017/06/accendi-la-fiamma-della-solidarieta/627752/, mentre a Magenta (Milano) e Costa Masnaga sarà la musica https://www.ticinonotizie.it/56662-2/ a nobilitare gli intenti celebrativi delle Avis locali http://www.lecconotizie.com/notizie-brevi/rock-n-blood-il-18-giugno-levento-dellavis-a-costa-masnaga-387580/.

In Piemonte, a Busca, in provincia di Cuneo, tutto anticipato a domenica 11 giugno, con iniziative per coinvolgere i giovani: http://www.targatocn.it/2017/05/31/leggi-notizia/argomenti/saluzzese/articolo/a-busca-la-festa-provinciale-del-donatore-di-sangue.html;

Passiamo all’Emilia Romagna: a Ferrara, il dono del sangue diventa il tema della serata del 14 giugno durante il Centro Street festival, nota rassegna cittadina dedicata all’arte e alla fotografia http://lanuovaferrara.gelocal.it/tempo-libero/arte-e-fotografia/evento/cento_street_festival_2017-165881.html, mentre a Piacenza grande concerto Gospel organizzato da Avis http://www.ilpiacenza.it/eventi/concerto-placentia-gospel-choir-avis-piazza-cavalli-16-giugno-2017.html.

In Puglia, a Lucera, triangolare calcistico per aggiudicarsi l’Avis Cup: http://www.foggiatoday.it/eventi/avis-cup-triangolare-calcio-lucera-giornata-mondiale-donatore-sangue.html, mentre a Foggia concerto della Musicomio Band a tema donazione, intitolato “Lasciatemi donare”, vero momento clou della festa del donatore che andrà in scena per l’intera giornata con altre attrazioni tra cui la clownterapia http://www.teleradioerre.it/foggia/106503/Lasciatemi-donare-Musicomio-band-testimonial-per-Avis-Foggia.

 Il World Blood Donor Day 2017 non sarà soltanto feste, promozione e concerti ma anche raccolte speciali: a Roma, sinergia inedita tra il quotidiano Il Messaggero e le forze di Polizia, con un’autoemoteca che sosterà dalle 8 alle 11 del mattino davanti la sede del giornale in via del Tritone, allo scopo di attutire la carenza sangue che attanaglia il Lazio e non solo nelle ultime settimane:  http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/emergenza_sangue_il_14_giugno_donazioni_messaggero_volontari_polizia-2488098.html; autoemoteca attiva per una raccolta speciale anche ad Andria (Bari) https://www.andriaviva.it/notizie/14-giugno-avis-giornata-mondiale-del-donatore/, con sconti speciali per chi donerà in molti esercizi commerciali cittadini. A Imperia, in Liguria, apertura speciale per tutto il giorno del centro trasfusionale locale http://www.imperiapost.it/254852/imperia-mercoledi-14-giugno-la-giornata-internazionale-della-donazione-di-sangue-la-fidas-in-festa-il-programma. Infine, la Toscana: a Nottola e Campostaggia, in provincia di Siena, aperture speciali per i centri trasfusionali locali http://www.sienafree.it/salute-e-benessere/257-salute/90619-nottola-e-campostaggia-in-prima-linea-per-le-donazioni-di-sangue: anche in Toscana, infatti, così come si può monitorare costantemente sul sito del Meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, non è ancora rientrata del tutto l’emergenza per il gruppo 0+ e 0-, così come per A+ B+ e AB-.

 

 

Calo delle donazioni ed equilibrio del sistema trasfusionale: gli scenari possibili mentre si avvicina il World Blood Donor Day

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L’appello forte proveniente da Bologna sul calo dei donatori in città, pubblicato sul sito di Repubblica locale http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/03/news/bologna_donazioni_di_sangue_diminuite_del_20_-167106745/, spinge ad alcune valutazioni necessarie sugli scenari futuri della donazione in tutto il Paese.

Il calo bolognese (-20% in 5 anni), non è infatti l’unico caso segnalato nell’ultimo mese. Il 7 maggio 2017 una certa preoccupazione si era diffusa a Milano http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_08/avis-allarme-sangue-calo-donatori-si-muove-policlinico-1b0f5a74-33ae-11e7-8367-3ab733a34736.shtml, il 9 maggio all’Aquila https://www.ilcapoluogo.it/2017/05/09/manca-il-sangue-appello-ai-donatori/ e a Terni http://tuttoggi.info/terni-appello-ospedale-avis-manca-sangue-zero-positivo/393918/, il 20 maggio a Lucca http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2017/05/20/news/dona-il-sangue-vinci-gli-stones-1.15365198, tanto che addirittura è nato un contest con in palio, per alcuni fortunati donatori, dei biglietti per il concerto dei Rolling Stones. Infine, il 26 maggio, del tema del calo delle donazioni se n’era parlato in Liguria, dove in occasione dell’accordo di convenzione tra Regione e associazioni di donatori http://www.regione.liguria.it/regione-liguria/ente/giunta/item/15826-accordo-avis-fidas.html, è stato già messo in conto la solita diminuzione del 10% medio che coincide con l’arrivo dell’estate.

Del resto, tale tendenza negativa in termini quantitativi è confermata in toto dall’Istituto Superiore di Sanità, che qualche giorno fa ha reso noto il bilancio numerico del sistema trasfusionale per il 2016.

Sono stati un milione e 688mila donatori complessivi, 40 mila unità rispetto al 2015, dato più basso dal 2011. In calo, sebbene in percentuale molto minore, anche le donazioni di plasma, con circa il 5% in meno, anche se in questo caso il calo numerico non coincide con una minore massa raccolta: nel 2016 la quantità di plasma inviata alle industrie di lavorazione per il frazionamento è anzi addirittura aumentata, giacché è cresciuto il volume raccolto per ogni singola donazione. Le cause dei numeri in peggioramento sono ben note: scarso ricambio generazionale, invecchiamento medio della popolazione, e difficoltà crescenti sul piano pratico nel far coincidere gli orari lavoratovi con quelli dei centri trasfusionali.

Reagire con forza a questo calo, cercando di risollevare i numeri già nel 2017 sarà un obiettivo doveroso per tutte le istituzioni del sangue: ma è bene sottolineare che almeno nel presente l’autosufficienza ematica non è a rischio.

Un certo ottimismo, infatti, è espresso dal direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, che, come si legge nel comunicato stampa diramato dall’Istituto Superiore di Sanità http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1775&tipo=1 ha dichiarato: “Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. La Sardegna ad esempio ha un’ottima raccolta, ma non è autosufficiente perché ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la Regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed è necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo è importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettività dei servizi trasfusionali”.

E in effetti, nonostante il calo delle donazioni, si è potuto registrare un numero crescente di pazienti che hanno beneficiato di trasfusioni, il 3,7% in più con circa 660mila nel 2016. Il merito, come abbiamo più volte sottolineato, è delle pratiche di Patient Blood Management, che se ben utilizzate possono e potranno aiutare a ottimizzare le risorse in modo che con lo stesso numero di donazioni sia possibile far fronte a tutte le necessità di sistema.

Intanto però, il lavoro quotidiano per reclutare donatori più giovani deve continuare. Il 14 giugno sarà il World Blood Donor Day (qui la campagna 2017 http://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/), e il sistema trasfusionale italiano al completo, con le principali associazioni e il ministro della Salute si riunirà a Roma, in un convegno che vedrà coinvolti anche il ministero dell’Istruzione e il CONI.  Parlare, confrontarsi, pianificare il futuro, celebrare una giornata importante per tutti i volontari, e unire sempre di più mondi assolutamente propedeutici come scuola pubblica, sport e volontariato, saranno i punti all’ordine del giorno.

Buonsangue ci sarà. Per raccontare contenuti, programmi e scenari in divenire sull’universo sangue che riguardano la nostra comunità.

Il 14 giugno Giornata Mondiale del donatore. Alla scoperta di una campagna mediatica che fa discutere

Si avvicina il World Blood Donor Day 2017, che cadrà il 14 giugno. Su Buonsangue, nei prossimi giorni, proveremo a raccontarvi le iniziative speciali che saranno organizzate in Italia e all’estero in occasione di una ricorrenza importantissima per tutto il mondo dei donatori e non solo.

Sul sito della World Health Organization http://www.who.int/campaigns/world-blood-donor-day/2017/en/ è già stata lanciata la campagna mediatica per l’anno in corso, eccola qui:

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La campagna WBDD 2017

Quattro immagini: nell’ordine, con un protagonista raffigurante l’area asiatica, poi quella africana, quella euroamericana e infine quella mediterranea. Tutti tengono in mano una goccia di sangue. Alle loro spalle, quattro sfondi diversi che rappresentano scenari disastrati e d’emergenza: il salvataggio di un bambino, una presunta esplosione con una ragazza ferita, un’evacuazione in città e un disastro ferroviario. In alto, prima bianco poi rosso sangue il claim, che dice: “Non aspettare fino a che i disastri colpiscono. Cosa puoi fare? Dona sangue. Dona ora. Dona spesso”.

 Sorprende un po’, in controtendenza con la campagna molto rassicurante dello scorso anno, la scelta dell’Organizzazione mondiale della Sanità di affidarsi a ciò che nel gergo pubblicitario si chiama shockvertising https://it.wikipedia.org/wiki/Shockvertising, ovvero un messaggio basato su immagini forti che puntano a suscitare nel pubblico emozioni pregnanti come ansia e paura, molle che poi dovrebbero ispirare e motivare l’azione riparatoria.

Una scelta che pagherà? Difficile dirlo.  È probabile che chi ha pensato la campagna abbia voluto sensibilizzare il pubblico servendosi di un sentimento condiviso che nasce dall’attualità, vista la ricorrenza e la rapidità con ormai gli episodi tragici entrano ed escono dalle nostre vite. Eppure, sebbene il claim sia secco e diretto e riesca a convogliare un messaggio necessario per la cultura del dono, proprio nell’interazione tra testo e immagini si trova il punto debole di questa campagna. Nell’immediatezza può sviare. Guardando le immagini con la velocità di fruizione a cui siamo abituati, senza la riflessione comparata tra testo e immagine, il messaggio che rischia di arrivare è proprio quello contrario: ovvero di essere pronti a donare quando l’emergenza lo richiede.

È ormai noto, inoltre, che la comunicazione odierna più efficace, soprattutto sui social media, e quella che offre la possibilità agli utenti di condividere messaggi positivi, e che in larga parte si serve dell’ironia. Una considerazione condivisa, come abbiamo testimoniato in occasione dell’assemblea generale Avis a Milano, anche da un grande esperto di pubblicità sociale come Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso http://www.buonsangue.net/eventi/assemblea-generale-avis-milano-presidente/. Nel suo intervento nella giornata d’apertura, Contri, proprio parlando di campagne delicate come quelle sui temi “pesanti” come dono del sangue o violenza delle donne, ha sottolineato con forza l’importanza di riuscire a innescare il meccanismo della viralità, l’unico che risulta davvero efficace.

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La campagna WBDD 2016

copriremo nei prossimi giorni se le associazioni di donatori italiane e straniere sceglieranno di assecondare la campana della WHO o se prepareranno iniziative mediatiche proprie; ma intanto è bene ricordare che il messaggio profondo di ogni campagna sul dono, qualunque essa sia, è sempre lo stesso: il sangue serve sempre, e un gesto semplice come il dono può essere d’importanza enorme per ciascuno di noi.