Carenze e donazioni speciali in tutto il week-end: l’attualità del sistema sangue

news

Il mondo dei media generalisti principali è spesso molto prevedibile, e funziona secondo prassi talvolta robotiche per non dire ottuse.

Di automatismi sordi che regolano la vita dei grandi apparati istituzionali (scuola, politica, sanità, media) parla diffusamente lo studioso canadese Alain Deneault, in un libro che merita di essere letto, La Mediocrazia (Neri Pozza, 2017): tornando al sangue, in questi giorni, si può ammirare un vero e proprio caso archetipico di tali meccanismi, e in particolare di Agenda Setting, ovvero di incremento di notiziabilità.

Ormai 6 mesi fa, ai primi di marzo, su Buonsangue avevamo segnalato l’esperimento Ambrosia http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/ il tentativo di una start-up in California di ritardare il naturale processo d’invecchiamento attraverso le trasfusioni di sangue degli adolescenti. A marzo, quando la notizia era d’attualità, il fatto è passato inosservato. Tra il 5 e il 6 settembre, dopo che ne ha parlato Paolo Mastrorilli, inviato de La Stampa http://www.lastampa.it/2017/09/05/scienza/i-vampiri-di-silicon-valley-sangue-giovane-contro-linvecchiamento-M326EvLWXWEnvEcRQT8NlN/pagina.html, la notizia di Ambrosia e dei suoi obiettivi è stata ripresa da moltissime testate, tra cui:

Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sangue-giovane-contro-linvecchiamento-lesperimento-fa-1437927.html;

la popolarissima Blasting News http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/lultima-folle-moda-dei-top-manager-trasfusioni-con-sangue-di-adolescenti-001984919.html:

e Business People http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Trasfusioni-anti-eta-i-manager-della-Silicon-Valley-diventano-vampiri-102218.

Un vero e proprio effetto eco, in clamoroso ritardo. Quando proprio non si riesce a essere sul pezzo, viene da pensare, sarebbe meglio che i grossi media nazionali si dedicassero a fornire informazioni utili sulle carenze e le donazioni speciali dell’attualità in tutta Italia.

Intanto come (quasi) ogni venerdì il giro delle news lo facciamo noi. Vediamo dove ci sono carenze e di conseguenza, raccolte speciali nel week-end.

Emergenze e molte raccolte nel week-end in Puglia: a Taranto si sfruttano addirittura i display luminosi ai bordi delle strade in città https://www.nuovosud.it/62455-altro-sud/emergenza-sangue-taranto-display-stradali-invitare-alla-donazione; a Mesagne, in provincia di Brindisi, donazione speciale domenica 10 settembre http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/a-mesagne-continua-la-raccolta-del-sangue-nuova-donazione.html, e infine a San Severo (Foggia), ottima campagna pro-dono: per chi va a donare in regalo un gradito buono pizza da utilizzare in pizzeria https://www.statoquotidiano.it/06/09/2017/emergenza-sangue-raccolta-avis-a-san-severo/570504/.

In Calabria, si muove il consigliere regionale del PD Antonio Scalzo, che auspica “un rilancio del sistema trasfusionale” per far fronte alle carenze estive http://www.lamezialive.it/donatori-sangue-scalzo-pd-calo-estivo-preoccupa-necessaria-nuova-strategia-rilancio-sistema-trasfusionale.html, mentre una storia bella e lontana da qualsiasi strumentalizzazione arriva da Benevento, in Campania, dove un gruppo di migranti bengalesi si è offerto di donare sangue e supportare la raccolta, per far fronte al proverbiale calo del periodo estivo http://www.ottopagine.it/bn/attualita/135038/migranti-voi-ci-ospitate-e-noi-vi-doniamo-il-sangue.shtml.

In Sicilia molte raccolte speciali nel week-end nella zona di Agrigento http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-del-sangue-raccolte-a-villaseta-e-a-naro.html, e di Ragusa https://www.radiortm.it/2017/09/01/donazione-del-sangue-nel-periodo-estivo-tanti-i-donatori-avisini-monterossani-che-hanno-contribuito/, mentre in Umbria sono molto positivi i risultati delle donazioni speciali organizzate nelle scorse settimane http://www.perugiatoday.it/cronaca/sangue-donatori-ospedale-perugia-todi.html.

In Toscana, quattro giorni intensi con la bella festa del dono a Castel Fiorentino http://www.gonews.it/2017/09/06/avis-castelfiorentino-festa-nella-festa/ per far fronte alla situazione scorte, che come sempre possiamo conoscere in tempo reale attraverso il consulto con il sito del Meteo del Sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/.

https web2.e.toscana.it crs meteo (1)

Ad Avezzano, in Abruzzo, testimonial dell’ultima campagna Avis è la splendida Giorgia Farina http://www.abruzzoweb.it/contenuti/donazione-sangue-campagna-avis-avezzano-con-miss-giorgia-farina/636505-4/ semifinalista a Miss Italia 2017, mentre nel Lazio, a Rieti, si cercano donatori per i gruppi 0+ e A+ https://rietinvetrina.it/emergenza-sangue-0-e-a-si-cercano-donatori/.

A Fermo, nelle Marche, caccia al tesoro organizzata dall’Avis locale allo scopo di promuovere il dono http://www.viverefermo.it/2017/09/07/fermo-caccia-alla-goccia/652180/, e più a nord, in Veneto, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso, la donazione si allarga al midollo osseo http://www.trevisotoday.it/cronaca/match-it-now-cellule-staminali-conegliano-5-settembre-2017.html con Match it Now, una campagna nazionale di assoluta importanza, patrocinata, tra gli altri, dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/match-it-now-000.

Infine il solito promemoria sull’uso costruttivo dei social network: consultiamoli anche e sopratutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, venerdì 8 del mese, e trovare, cliccando sulla voce “mostra tutti”, gli eventi-dono in programma per tutto settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, le occasioni per donare sono moltissime in tutta Italia.

donazione sangue Ricerca di Facebook (1)

Conto-lavorazione del Plasma: in Liguria qualcosa non va. A rischio il funzionamento della filiera produttiva?

centrifuga1

Lo abbiamo scritto molte volte: il tema della raccolta e del frazionamento industriale del plasma per la produzione di plasmaderivati è tra i più importanti per il corretto funzionamento e l’ottimizzazione dell’intero sistema sangue.

Per questo, abbiamo seguito molto da vicino le vicende riguardanti i bandi per il conto-lavorazione in Veneto prima, e poi in Emilia, e seguiremo con la stessa attenzione ogni step dei bandi che ancora mancano, nelle regioni guida Toscana e Lombardia.

Intanto però, notizie di un certo rilievo arrivano dalla Liguria, regione che appartiene al raggruppamento che ha come regione guida il Veneto assieme ad Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Cosa succede in Liguria? Succede che dopo i ricorsi, i dubbi sui requisiti di partecipazione alle gare, rapporto prezzo/qualità totalmente sbilanciato a favore del prezzo, la gara del Veneto non smette di far parlare di sé; ma quello che è emerso nelle ultime ore però è una problema del tutto nuovo: ciò che è in discussione è il funzionamento del processo standardizzato di frazionamento del plasma raccolto.

Noi, per saperne di più, abbiamo interpellato Alessandro Casale, Presidente Avis Liguria, che in pieno divenire (tutto si sta definendo meglio in questi giorni) ci ha un po’ chiarito il quadro.  Ecco le sue parole:

“Il sistema trasfusionale, come si sa bene, funziona con il sangue o il plasma che si raccolgono nei centri trasfusionali e che poi possono essere utilizzati sia per bisogni immediati nelle strutture ospedaliere, oppure essere inviati all’industria del frazionamento per ottenere i farmaci plasmaderivati. In questo senso, in Liguria siamo in un momento di transizione. Tra poco (il 1 maggio, n.d.r.) la nostra regione cambierà azienda per il servizio in conto-lavorazione, passando da Kedrion a CSL-Behring. La CSL-Behring è partita con una serie di audit per capire se tutti i vari step del processo sono conformi alla propria filiera di produzione. Non si tratta dell’accreditamento dei centri trasfusionali alla normativa europea, perché quel processo è già avvenuto, ma di standard GMP* non adeguati che potrebbero provocare dei restringimenti e rendere difficile la raccolta. In questo momento la situazione è in divenire, sono in corso gli audit e bisognerà verificare con il Centro Trasfusionale, ma a oggi non è da escludere la possibilità che si debba passare il plasma raccolto a qualche altra regione. Ripeto, ne sapremo di più nei prossimi giorni”.

Come sappiamo, la gara del Veneto, che risale al marzo 2016, ha lasciato non pochi strascichi polemici, da noi ampiamente documentati qui (http://www.buonsangue.net/uncategorized/la-gara-del-veneto-sarebbe-stata-possibile-con-il-nuovo-codice-unico-degli-appalti/), qui (http://www.buonsangue.net/eventi/festival-della-salute-a-montecatini-i-donatori-alzano-la-voce-non-ripetiamo-gli-errori-del-veneto/) e qui (http://www.buonsangue.net/plasma/bandi-per-il-frazionamento-del-plasma-in-conto-lavorazione-facciamo-un-confronto-diretto-tra-veneto-ed-emilia/).

Ora, sullo sfondo, c’è una nuova situazione poco chiara che merita di essere approfondita. Ciò che bisognerà evitare assolutamente è che qualsiasi tipo di disfunzione possa ostacolare il funzionamento di una filiera che negli ultimi anni ha ben funzionato in ogni sua componente, a tutela dei diritti dei cittadini e dello straordinario impegno quotidiano dei donatori, nel nome di uno dei principi etici che regolano il sistema sangue italiano, ovvero il principio di massima valorizzazione del dono e della materia biologica donata.

*GMP è un acronimo che indica le Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione. Le GMP sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità appropriati.

Le prime risposte alla ministra Lorenzin, Castellano: “Un pugno in faccia a 1 milione e 700mila donatori”

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante il convegno ''La Polizia di Stato con le donne'', Roma, 4 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Arrivano le prime reazioni critiche al messaggio shock inviato dalla ministra Beatrice Lorenzin per la Giornata Mondiale dell’Emofilia: http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/.

E del resto non poteva che essere così: dire che i ricombinanti “garantiscono un alto profilo di sicurezza in quanto ormai realizzati con metodica protein-free, evitando l’uso di plasmaderivati, e quindi delle complicanze infettive più temibili, come le epatiti o l’Aids”, significa mettere in discussione la sicurezza del sistema trasfusionale italiano e del metodo del conto/lavorazione del plasma, che tutto il mondo riconosce come il migliore.

A rispondere alla ministra Lorenzin interviene su Buonsangue Beppe Castellano, emofilico A grave, 58 anni, giornalista professionista.

Castellano segue da sempre, per motivi professionali, il mondo dell’associazionismo e dell’emofilia, dei donatori di sangue e del plasma. È un vero e proprio attivista, come esponente della Libera associazione genitori ed Emofilici Veneti, e nel seguire i vari processi in corso.

Ecco le sue parole.

“Spero che la “Ministra” Lorenzin ritratti immediatamente parte delle sue dichiarazioni che si riferiscono ai pericoli di infezioni (oggi?) tramite i fattori della coagulazione plasmaderivati.  Questa frase, ≪evitando l’uso di plasma derivati, quindi delle complicanze infettive più temibili, come l’Epatite e l’AIDS≫, è un vero e proprio pugno sul muso a un milione e 700mila donatori volontari, periodici, non remunerati e associati, e alle loro associazioni, che da almeno tre decenni si battono – insieme a pochissimi fra gli stessi emofilici, i loro medici e le loro associazioni – perché l’Italia giungesse ad avere finalmente il plasma più sicuro al mondo in conto/lavorazione. Ed è anche un pugno nello stomaco alla memoria di tanti nostri “compagni” emofilici che sono morti proprio per l’assoluto Far west dei famigerati anni ’80. Anni in cui le multinazionali del plasma (grazie a “pressioni” su medici e pazienti di cui si sta scrivendo finalmente la storia negli atti processuali), hanno sì infettato centinaia di emofilici per Aids invadendo il nostro mercato nazionale di plasmaderivati ricavati da plasma di carcerati e datori a pagamento delle periferie statunitensi, lungo il Rio Bravo e negli slums dell’America Latina. Ed è un calcio per quel 25% di emofilici, fra cui il sottoscritto, e dei loro medici curanti che secondo la ministra sono “rimasti all’età della pietra”, continuando ad usare i plasmaderivati dei nostri donatori. Vuol dire che siamo imbecilli e incoscienti e aspiranti suicidi. Posso capire la scarsa conoscenza in materia della ministra, e quindi la invito a studiarsi sia la storia, sia le più recenti pubblicazioni scientifiche. La invito anche a “interrogare” chi le ha stilato o suggerito la “lettera di saluto” per la giornata dell’Emofilia, poi opportunamente distribuita alla stampa. Spero tanto non sia di nuovo il solito “giochetto” di Big Pharma che se da una parte si appresta a lucrare ancora di più sulla nostra pelle, dall’altra tenti di impadronirsi del plasma italiano per ricavarne ancora lucro. Basta una frase ben inserita in una lettera ufficiale a far notizia e buttare nel water decenni di lavoro, sudore e… sangue per giungere ad un livello di sicurezza infettiva pari fra plasmaderivati e ricombinanti. Non sono certo affermazioni mie, queste ultime. Invito infatti la Ministra a studiarsi anche la recente (2016) ricerca Sippet sull’incidenza dei ricombinanti nell’insorgenza degli inibitori anti Fattore della coagulazione rispetto ai plasmaderivati. Perché è questo il vero pericolo per gli emofilici, soprattutto per i Pup’s (mai sottoposti a nessun tipo di terapia sostitutiva) oggi e nel prossimo futuro. Dovrebbe ricordarsi che ricordi che è lei la garante della sicurezza dei nostri plasmaderivati italiani (tutti, non solo i fattori per l’emofilia), che come lei stessa ha stabilito da mesi possano fregiarsi del pittogramma che ne certifica la provenienza nazionale e sicura. Ma allora, perché ora la ministra ci dice esattamente il contrario?

Castellano scrive da più di 20 anni per l’Avis (Associazione volontari italiani sangue) del Veneto e nazionale, questo, dice, è il suo “conflitto di interessi”, poi aggiunge: “Mi fido più di un milione e 300 mila volontari (senza contare le altre associazioni di donatori) che donano e “perdono” il loro tempo senza alcun tornaconto per gli ammalati.

Oltre a lui, anche il presidente di Fratres Toscana Luciano Verdiani è intervenuto sull’argomento, con parole caute ma ferme: “La sicurezza garantita dal sistema trasfusionale e dalle associazioni di donatori volontari sui plasmaderivati non è assolutamente in discussione – ha ribadito Verdiani – mentre per quanto riguarda le parole della Lorenzin, ci incontreremo nei prossimi giorni con gli altri rappresentanti associativi per decidere il da farsi”.

 

N.B.

 

“I plasmaderivati fonte di pericolo per i pazienti” Così la ministra Lorenzin seppellisce il mondo dei donatori

La ministra Beatrice Lorenzin con Vincenzo Saturni (Presidente Avis) e Aldo Ozino Caligaris (Presidente Fidas)

“I farmaci ottenuti con tecnologia del Dna ricombinante di ultima generazione garantiscono un alto profilo di sicurezza in quanto ormai realizzati con metodica protein-free, evitando l’uso di plasmaderivati, e quindi delle complicanze infettive più temibili, come le epatiti o l’Aids”.

Questa dichiarazione non è di un fiero avversario degli emoderivati né di un industriale arricchitosi con i ricombinanti, bensì della ministra della Salute, on. Beatrice Lorenzin, che per la XII Giornata mondiale dell’emofilia celebrata ieri a Roma, ha pensato bene di supplire alla sua assenza facendo leggere un suo comunicato nel quale – in poche righe – di fatto distrugge l’impianto di raccolta e di lavorazione del sangue e del plasma che in Italia conta oltre 1.700.000 donatori.

La dichiarazione della ministra piomba come un macigno su anni di ricerche, di sforzi per la sicurezza e di cure per migliaia e migliaia di pazienti che hanno avuto nei plasmaderivati (per esempio i cosiddetti medicinali salvavita) un aiuto fondamentale per la qualità della loro esistenza.

Il passaggio di cui abbiamo dato conto tra virgolette, è stato riportato fedelmente da alcune agenzie di stampa (es. Agi e Askanews) e non è stato né smentito né rettificato. Difficile valutare la portata di una tale presa di posizione della ministra sia tra i pazienti (e nell’intero settore medico-sanitario) e ovviamente tra i donatori. Certamente si tratta di un’affermazione che – nella Giornata mondiale dell’Emofilia – colpisce le fondamenta di un sistema che ha nel Centro nazionale sangue e nelle sue espressioni regionali (Crs) un punto di eccellenza del sistema sanitario nazionale. Per non parlare poi di Aifa, l’organismo che vigila sulla sicurezza e autorizza di conseguenza. Le parole della ministra farebbero pensare che vigilanza, controllo e tutela dei pazienti sono solo teoria.

Buonsangue cercherà adesso di capire quali reazioni e quali conseguenze questa dichiarazione della ministra Lorenzin ha suscitato nel mondo della donazione e della raccolta del sangue.

Ecco dov’è possibile leggere il messaggio integrale della ministra Beatrice Lorenzin: Messaggio Lorenzin Integrale

Il sangue artificiale: un filone di ricerca importante ma attenzione ai sensazionalismi

article-0-1D1C31D300000578-398_634x417

Foto: http://www.dailymail.co.uk

La notizia sulla produzione di sangue artificiale dalle cellule staminali lanciata dalla BBC http://www.bbc.com/news/health-39354627 e subito ripresa in anteprima italiana lo scorso venerdì da Buonsangue http://www.buonsangue.net/mondo/mondodono/, si è diffusa nelle ultime ore su larga scala su tutti i media italiani, dalla grande stampa tradizionale ai nuovi canali web.

Non tutti i media tuttavia hanno affrontano la questione con un approccio irreprensibile e non sono mancati i titoli eccessivamente ottimistici (per usare un eufemismo).

Molto sobria La Stampa di Torino, che riprende e spiega nei dettagli la situazione per com’è davvero, servendosi di una video news: http://www.lastampa.it/2017/03/27/multimedia/scienza/sangue-artificiale-per-la-prima-volta-prodotto-a-litri-dPCjub2TDyTfZteN7kRJlK/pagina.html. L’utilizzo delle staminali per la produzione di globuli rossi, infatti, non consente per ora, e probabilmente per molto altro tempo, la produzione di sangue artificiale di massa, grande obiettivo scientifico dei ricercatori impegnati sul sangue, ma orizzonte ancora molto lontano. Le staminali che producono artificialmente globuli rossi infatti vanno incontro alla morte, e ciò inibisce qualsiasi progetto di produzione su larga scala.

Approfondito l’intervento di Intelligonews, che citando la notizia originale BBC http://www.intelligonews.it/salute/articoli/27-marzo-2017/59195/sangue-artificiale-con-cellule-staminali-immortali-svolta-per-trasfusioni-rare/i ricercatori hanno sviluppato un processo che a partire da staminali adulte ottiene cellule eritroidi, quelle che fanno da precursore ai globuli rossi, capaci di replicarsi, e quindi ‘immortali’, ricorda anche che i test di sicurezza su questo tipo di sangue artificiale sono inizieranno soltanto entro l’anno in corso, per cui ci vorrà tempo per passare all’utilizzo medico vero e proprio.

Come specifica una videonews di Adnkronos inoltre http://www.adnkronos.com/salute/2017/03/27/cellule-staminali-immortali-litri-sangue-artificiale_firLi6R1zV97iuffrCJUOL.html, i costi produttivi del sangue artificiale risultano molto più alti di quelli di una semplice trasfusione, ragion per cui la ricerca sarà indirizzata soprattutto sullo sviluppo dei gruppi sanguigni più rari.

Un po’ presto dunque per titolare come alcune testate web http://www.dday.it/redazione/22867/il-sangue-artificiale-cambiera-in-meglio-il-mondo, che il sangue artificiale cambierà in meglio il mondo,  o che è in arrivo sangue artificiale “per tutti”: http://scienze.fanpage.it/sangue-artificiale-per-tutti-le-cellule-immortali-risolvono-il-problema-delle-trasfusioni/.

Iniziative speciali, dono, ricerca scientifica e passi avanti nell’emovigilanza. Dall’Italia all’India, notizie sul sangue da tutto il mondo

download

Con l’arrivo della primavera, s’intensificano in tutta Italia le iniziative legate alla promozione del dono: a Grosseto, per esempio, va in scena una kermesse podistica, la Corsa del donatore di sangue organizzata dall’Avis comunale, 7300 metri a passo rapido verso il dono: https://www.grossetonotizie.com/sport-e-solidarieta-con-corsa-del-donatore-di-sangue-uisp-centro-grosseto/.

Sempre in Toscana, a Livorno, 65 paracadutisti della Brigata Folgore sono stati chiamati a una donazione speciale il 23 marzo, come racconta La Nazione: http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/donazione-sangue-folgore-1.2987326, mentre a Brindisi, invece, sono i gruppi Fratres di tutto il territorio del brindisino a organizzare raccolte speciali all’ospedale Perrino domenica 26 marzo, dalle 8 alle 12: http://www.brindisireport.it/eventi/donazione-di-sangue-i-gruppi-fratres-danno-appuntamento-domenica-al-perrino.html.

Osservando il sistema sangue più a largo raggio, come sempre si arriva al lavoro di ricerca: in USA, due ricerche segnalate anche in Italia: la prima, da approfondire, sul ruolo che i polmoni potrebbero avere nella produzione di sangue: http://www.popsci.it/polmoni-scoperto-ruolo-nella-produzione-del-sangue.html; e la seconda, invece, sulla possibilità che si possa presto arrivare alle diagnosi precoci del cancro al seno dalle analisi del sangue: http://it.blastingnews.com/salute/2017/03/cancro-al-seno-ora-basta-un-esame-del-sangue-per-scoprirlo-001567457.html.

La BBC infine, riporta uno studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di produrre globuli rossi dalle cellule staminali: http://www.bbc.com/news/health-39354627.

Cambiando tema, la questione dell’emovigilanza, e della necessità di crescente sicurezza e qualità nelle trasfusioni, è ormai un tema che dai paesi occidentali si diffonde in tutto il mondo.

In india, dunque, il New Indian Express racconta l’arrivo di una nuova legislazione in tal senso:http://www.newindianexpress.com/cities/thiruvananthapuram/2017/mar/24/haemovigilance-in-india–a-vital-step-to-blood-safety-official-1585112.html.

Il sangue per curare il cuore, le articolazioni e perfino per rintracciare l’autismo: la ricerca scientifica sul sangue al centro dell’attenzione mediatica in tutto il mondo

images

Il sangue come elemento chiave per indagare alcune predisposizioni del nostro organismo, con la conseguente possibilità di prevenire accadimenti negativi come l’infarto: la buona notizia, molto interessante, è riportata nelle ultimissime ore da Adnkronos, e si rifà a uno studio portato avanti dal Intermountain Medical Center di Salt Lake City, che assieme ai ricercatori del LipoScience Laboratories hanno scoperto come il GlycA, un marcatore del sangue recentemente identificato, e la proteina C-reattiva (Crp), si comportano come vere e proprie spie per individuare prematuramente i problemi cardiovascolari: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2017/03/17/infarto-scoperte-spie-nel-sangue_gknk3IQ79PTpTR3BgDkBTI.html

La nostra frequente rassegna di notizie dall’universo sangue questa settimana si apre dunque con una buona notizia, anche se naturalmente servirà intensificare le ricerche e predisporre degli specifici trattamenti.

In Canada, nel frattempo, il quotidiano on-line Lethbridge Herald si occupa di un problema spesso affrontato su www.buonsangue.net, ovvero l’opportunità, per i cittadini, di donare il sangue anziché venderlo. Va ricordato infatti che in molti paesi del mondo (tra cui USA, Canada, Germania, Austria) la legge consente prelievi di sangue retribuiti, che inevitabilmente finiscono per coinvolgere categorie di persone non idonee propense al consumo di stupefacenti, o che hanno stili di vita poco compatibili con il dono: http://lethbridgeherald.com/commentary/opinions/2017/03/17/give-blood-dont-sell-it/.

Anche in Argentina, sul Network di Rosario https://www.rosario3.com/noticias/Detectan-autismo-con-un-simple-analisis-de-sangre-20170317-0023.html, grande spazio alla ricerca statunitense: in questo caso, il focus è su un equipe di scienziati nordamericani che ha trovato il modo di diagnosticare l’autismo da una semplice analisi de l sangue. Anche http://www.abc.es/salud/, rivista on-line spagnola, ha riportato i risultati di tale studio, pubblicati sulla rivista PLOS Computational Biology: http://journals.plos.org/ploscompbiol/, così come è accaduto in Francia su http://www.ladepeche.fr/article/2017/03/17/2538067-autisme-maladie-detectee-prise-sang-grace-algorithme.html

Il sangue è al centro del dibattito sul come migliorare la propria salute anche in Svizzera: il Berner Zeitung http://www.bernerzeitung.ch/wissen/medizin-und-psychologie/Therapie-mit-eigenem-Blut/story/26511358 racconta della medicina alternativa che prevede l’autoemoterapia (tecnica usata da molti sportivi), come metodo per guarire più in fretta e meglio da problemi alle articolazioni, ai muscoli o ai tendini.

Infine, la raccolta sangue gratuita e su chiamata diretta sbarca anche in India: http://www.hindustantimes.com/india-news/blood-on-call-free-of-charge-purnia-youth-show-way/story-hcqUeBSYUoKACBmZK95ArM.html. A Purnia, in Hindustan, una comunità che ha organizzato una raccolta efficace e ben organizzata, ha stimato di aver salvato più di 1000 vite in poco più di 10 anni grazie all’istituzione di un numero verde per organizzare le donazioni.

 

 

 

 

 

 

Il sangue nel mondo. Tra ricerca scientifica, politiche di governo e strategie di mercato

blood-in-the-water-copy

Ricerche per il miglioramento della salute collettiva, questioni legate alla spartizione del mercato dei prodotti emoderivati e politiche di controllo tra i temi principali delle notizie dal mondo a proposito dell’universo sangue.  Dagli Usa alla Tanzania, passando per l’Europa, ecco cosa racconta l’informazione internazionale.

Ricerca di altissimo profilo al Worcester Polytechnic Institute, in Massachusetts. Presto potrebbe bastare inserire un chip in una piccola quantità di sangue prelevato da un malato di cancro per catturare e identificare le cellule tumorali metastatiche. “L’attenzione sulla cattura cellule tumorali circolanti è del tutto nuovo”, Il capo del team di ingegneria meccanica che segue il progetto di ricerca, Balaji Panchapakesan, professore associato al WPI ha parlato di una sfida molto difficile,  dovuta al fatto che  il sangue è composto da miliardi di globuli rossi  e decine di migliaia di globuli bianchi, tra cui potrebbero aggirarsi solo di cellule tumorali loro, e che il loro obiettivo è riuscire a individuarli con strumenti alta precisione. (http://phys.org/news/2016-12-liquid-biopsy-chip-metastatic-cancer.html)

In New Mexico, sempre negli Stai Uniti, la United Blood Service, una società senza fini di lucro, svilupperà una serie di test per assicurarsi che le donazioni di individui adolescenti, tra i 16 e 18 anni di età non causino delle carenze di ferro. In Usa, la media delle donazioni in questa fascia di età corrisponde a 1 su 13 su scala nazionale, e il test riguarderà sia gli uomini che le donne, su qualità e composizione del ferro immagazzinato ed eventuali carenze dopo la donazione.

(http://www.ruidosonews.com/story/life/wellness/2016/12/15/united-blood-services-new-mexico-perform-additional-iron-test-teenage-donors/95467802/).

Dalla stampa malaysiana arriva la notizia che sotto osservazione, in Usa e nel sud-est asiatico, si trova la politica della CSL Behring, che persegue la politica della donazione a pagamento de plasma (50 euro per 1 litro di plasma in aferesi) per ottenere una posizione dominante nel mondo e distribuire i medicinali plasma derivati in tutto il mondo, e in particolar modo sul mercato asiatico in sviluppo.

(http://www.themalaymailonline.com/money/article/american-blood-gives-boost-to-asias-most-valuable-drugmaker).

A dimostrazione di come siano delicate le gare per l’assegnazione in conto-lavoro del plasma raccolto, arriva una notizia importante dal Portogallo. Un’indagine giornalistica infatti, getta qualche ombra sul bando vinto da Octapharma relativo agli accordi con l’ospedale di Oporto, per condizioni troppo “su misura”.  (http://www.tvi24.iol.pt/sociedade/octopharma/membro-do-governo-envolvido-em-negocios-do-plasma)

Anche la multinazionale spagnola Grifols viene raccontata sul sito spagnolo La Vanguardia, in un pezzo che racconta come l’industria farmaceutica iberica stia cercando di crescere negli Stati Uniti attraverso acquisizioni societarie. Il mercato di sangue e plasma è chiaramente percepito come strategico già nel futuro più immediato, e a dimostrazione di ciò viene citata una rivelazione Wikileaks di qualche anno fa secondo cui il governo statunitense considerava solo 3 luoghi con importanza strategici in Spagna, uno dei quali erano i laboratori Grifols a Parets del Vallès, nei pressi di Barcelona.

(http://www.lavanguardia.com/vida/20161215/412643112927/grifols-redobla-su-apuesta-por-eeuu-al-comprar-negocio-diagnostico-de-hologic.html)

In Africa, infine, preoccupa invece il problema della compravendita di sangue. Il governo della Tanzania ha lanciato un appello a tutto il personale sanitario nazionale affinché vengano denunciati i casi di malasanità in cui gli addetti ai lavori che chiedono soldi in cambio di sangue per i loro pazienti. Contestualmente, crescono le iniziative per la raccolta di sangue in tutto il Paese. (http://allafrica.com/stories/201612160389.html).