Il futuro della comunicazione sociale tra i temi clou dell’Assemblea generale di Avis Nazionale

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Come si comunicano il dono e i valori intrinseci alla donazione di sangue in una congiuntura storica in cui informazione, tecnologia e spettacolo devono convivere entro uno spazio aleatorio e in una fase in cui fake news e realtà si inseguono cercando di prevalere e di superarsi a vicenda? E come si utilizzano i media nel modo giusto affinché gli strumenti migliori per divulgare informazione e conoscenza siano utilizzati in modo efficace e corretto in base alle esigenze della comunità?

Sono queste le domande fondamentali che hanno animato la conferenza “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale”, apertura dell’Assemblea generale di Avis Nazionale a Riccione venerdì 17 maggio, in un week-end intenso e festoso, ricco di contenuti che è continuato sabato e domenica con un serrato dibattito associativo, e con il consueto avvicendarsi sul palco delle delegazioni regionali chiamate a esprimersi sulle criticità e sulle visioni future, e su come dovrà evolversi la più grande associazione di donatori italiana nell’immediato futuro.

Ed è proprio pensando a quanto sarà duro il lavoro dei volontari negli anni che verranno, al fine di evitare che il calo di donatori registrato nelle ultime stagioni possa continuare e rendere più difficile e contorta la strada verso l’autosufficienza ematica nazionale, che in Avis vi è l’assoluta consapevolezza di quanto serva affinare al meglio gli strumenti comunicativi, e adoperare i mezzi di comunicazione di massa in modo che il bello e l’utile del messaggio solidale non vada perduto.

 

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Fig. 1

Il problema della percezione collettiva

Primo nemico, le fake news e le distorsioni. Presentato da Filippo Cavazza, ufficio stampa di Avis Nazionale, Silvestro Ramunno dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna ha provato a mostrare quanto sia difficile per il pubblico divincolarsi in mezzo al frastuono informativo: trovare la verità fattuale spesso somiglia a svuotare il mare con un cucchiaino, impresa difficile che tuttavia bisogna provare a compiere, perché nell’epoca della verità post-fattuale è sempre più importante far emergere i fatti. In effetti oggi la quantità di informazione che circola nel mondo sottoforma di bit è enorme, e la confusione regna sovrana, nonostante l’esistenza di una carta di doveri per giornalisti secondo bisognerebbe seguire la verità sostanziale dei fatti secondo “il pubblico interesse” e non secondo “l’interesse del pubblico”. La colonna di destra dei giornali è un esempio tipico di distorsione.

Ma i giornalisti si comportano secondo etica e deontologia professionale? Non sempre.

In Italia, secondo Ramunno, la distorsione è molto forte soprattutto su temi caldi del dibattito pubblico, come per esempio la percentuale di anziani sulla popolazione completa, quella degli stranieri o quella dei disoccupati. È difficile dargli torto, e anzi, ciò che riscontriamo è che più un tema è parte integrante della cosiddetta agenda setting (ovvero i temi a cui i media offrono più spazio) più è rischio di manipolazione. L’Italia è un paese emotivo, la gente si lascia trasportare dalle emozioni, e le post verità dimostrano solo che le emozioni contano molto più dei fatti per forgiare le nostre credenze sulla realtà. Gli esempi che ha portato Ramunno sono tanti: l’Italia è percepito un paese violento, ma secondo i dati tutti i reati sono in calo, e un altro caso eclatante è l’incentivazione all’energia rinnovabile e fonti fossili, per cui ogni cittadino italiano paga circa cinquecentocinquanta euro l’anno senza che sia esploso alcun dibattito, quando invece, per una questione più marginale come il costo dei sacchetti biodegradabili a pagamento (spesa media a cittadino meno di due euro l’anno), il dibattito si fece aspro.

L’agenda setting commentata sui social genera dunque effetti di polarizzazione molto netti, ma come contrastarli? Secondo Ramunno ci sono due parole chiave, ovvero empatia e rispetto della complessità, due comportamenti corretti per rapportarsi alla conoscenza del mondo che secondo esperimenti psicologici conducono gli utenti a lasciare posizioni estreme e ad avvicinarsi al dibattito costruttivo.

Le fake news sul sangue

Verso questi punti cardinali, empatia e complessità, deve essere dunque orientata la strada per chi lavorerà nella comunicazione sociale, e lo ha ribadito anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, che ha raccontato quanto sia serrata la collaborazione tra Avis, Fidas, Fratres e Cns per evitare la circolazione delle fake news riguardanti il sistema sangue. Che tipo di impatto negativo possono avere, infatti, le fake news sul sistema sangue? Creano solo false percezioni o creano anche problemi fattuali, pratici, che poi vanno risolti con sprechi di risorse e lavoro? Entrambe le cose.

Liumbruno ha evidenziato alcuni case-history che vale la pena di riportare. “Secondo i dati 2017 sapevamo che i donatori erano in calo – ha spiegato – e fu deciso di dare la notizia proprio perché si pensava di ottenere la massima eco. Tuttavia non fu pensato che la notizia poteva essere strumentalizzata e generare rassegnazione. Con 1 milione e 700mila donatori il funzionamento del sistema è garantito su 1800 pazienti ogni giorno ma bisogna contrastare le fake news. Arrivano spesso su Whatsapp i messaggi di pazienti bisognosi che hanno necessità di terapia trasfusionali urgente, notizie che oltre a essere stupidaggini crea dei problemi reali, perché il pieno di donazioni può fare molti danni. È stato il caso di alcune maxi-emergenze come il disastro ferroviario in Puglia, momento in cui ci fu l’arrembaggio per donare su un errore comunicativo di una Avis territoriale che comportò la raccolta di più del triplo del sangue che si raccoglie di media in un giorno. Il sangue dura 42 giorni e poi è inutilizzabile, e nessuno sapeva che dal 7 luglio 2016 era stato varato un piano nazionale per le maxi emergenze, che prevedeva le compensazioni tra regioni. Chi è parte del sistema deve garantire la regolarità della donazione che è il migliore modo per garantire la salute dei pazienti e rifuggire l’emotività”. 

Altro tema notoriamente soggetto a fake news è quello del famigerato sangue infetto: da dieci anni non arriva nessuna segnalazione in merito in Italia, eppure le notizie legate al passato sono sempre molto suffragate, anche in casi in cui i contagi via trasfusione sono avvenuti quando non esistevano strumenti scientifici per evitarli. Oggi, ha sottolineato Liumbruno, i donatori si lamentano addirittura di controlli troppo stringenti sebbene necessari per garantire la sicurezza, eppure i media rilanciano con sensazionalismo le notizie sul tema, talvolta puntando su titoli fin troppo accomodati. Forte, secondo lo stesso direttore del Cns, è poi il rischio di manipolazione sul tema del sangue a pagamento, a causa della confusione sui cosiddetti rimborsi, che in realtà sono solo copertura delle spese e dei costi di produzione e di compensazione per le cure dei pazienti. Chi legge Buonsangue sa bene che esiste lucro né sul sangue donato né sul plasma o sui plasmaderivati: grazie all conto lavoro il plasma resta sempre di proprietà pubblica, mentre in altri paese europei il plasma è venduto alle aziende che poi ne fanno quello che vogliono e lo immettono nel mercato, dove si può guadagnare molto di più.

Le testimonianze di Aido e Admo  

Toccante l’intervento di Flavia Perrin, presidente nazionale Aido (Associazione italiana donatori di organi) che come esempio di fake news da contrastare ha introdotto il caso di un 17enne di Verona ferito a morte in un incidente, e purtroppo protagonista di un caso eclatante di cattiva informazione, giacché una testata nazionale ha informato della sua situazione di salute alludendo a una donazione di organi quando il giovane paziente era in coma, e dunque non ancora cerebralmente morto come prevede la legge. “Esiste una grossa responsabilità – ha ribadito la Perrin – ed ecco perché serve collaborazione. Bisogna evitare di leggere che una persona muore in attesa di un organo”.

Nella rassegna di interventi, stesso punto di vista è stato espresso dalla Presidentessa di ADMO nazionale (Associazione donatori midollo osseo) Rita Malavolta, che ha spiegato come le notizie dei giornali sulla donazione di midollo hanno portato effetti positivi e negativi, perché molti donatori nell’ultimo anno si sono iscritti solo sull’onda emozionale. “Le foto di un bambino bisognoso – ha detto la Malavolta – generano ondate emozionali e sensazioni ambivalenti, perché la donazione di midollo è differita e rischia di essere anche 30 anni dopo l’iscrizione. Ci vuole consapevolezza, comprensione del fatto che ci sono ogni giorno persone che lottano per la vita e che il proprio midollo può non servire subito. Informazione corretta e consapevolezza sono le ricette contro i sensazionalismi”.

Le conclusioni

E dunque? Come applicare empatia e rispetto della complessità ed essere efficaci nella comunicazione sociale? Come evitare gli effetti negativi e le decodifiche aberranti? Andrea Volterrani, università di Tor Vergata, non è stato particolarmente ottimista. Il problema secondo lui risiede nei difetti di percezione, perché le credenze comuni si formano nei contesti di condivisione, ma esistono anche mondi separati che non collimano mai. Ecco perché la strada è la chiarezza, ovvero utilizzare messaggi immediati: comunicazione molto raffinate non saranno comprese, e il primo problema che dovrà risolvere il comunicatore sociale sarà il passaggio dalla percezione all’informazione.

Ci vuole strategia: il fattore identitario è decisivo, perché quando non sappiamo qualcosa la tendenza più comune è andare a cercare conferme del nostro pensiero nel gruppo di persone che la pensa come noi. In questo tempo non si vuole più avere qualcuno che faccia da mediatore per aiutarci a comprendere le cose del mondo, ed è un errore: la cosa importante diventa recuperare intermediazione. Non è facile: la tecnologia aiuta queste pratiche e molti cercano visibilità per visibilità, mente invece bisognerebbe cercare di creare comunità. La risposta è trovare il modo di elaborare uno scambio che sia strategico, non basato sulla visibilità ma sulle relazioni puntuali. I social, del resto, altro non sono che relazioni puntuali che diventano riferimenti per persone che vivono tempi di paura, di incertezza e crisi, e quindi sono sempre in cerca di risposte.

E proprio una risposta forte, sul piano metodologico a proposito della comunicazione via social, arriva dal network Parole Ostili, presieduto a Riccione da uno dei suoi ideatori, ovvero la giornalista e filosofa albanese Anita Likmeta. Parole Ostili è un decalogo (fig.2) che intende regolare e definire le buone pratiche di comunicazione on-line, e che si fonda su un principio chiaro e netto: le parole sono quanto di più importante esista. “Bisogna tornare alle parole – ha ribadito la Likmeta – perché l’uomo un milione e mezzo di anni fa iniziò a organizzarsi in gruppo, e la parole sono state la prima forma di tecnologia che l’uomo ha inventato. Le parole possono emozionare, spaventare, uccidere. Il manifesto della comunicazione non ostile, con le nostre dieci regole, è un esigenza per dire che la vita offline e quella on-line non sono separate, e che ognuno di noi altro non è che le parole che pronuncia”. 

cambiostile il Manifesto della comunicazione non ostile in politica

Fig.2

Noi di Buonsangue non possiamo che essere in totale accordo, per un futuro in cui, come diciamo sempre, il gesto del dono possa essere considerato un gesto assolutamente naturale per tutti, e in cui ogni cittadino possa essere informato e consapevole, proprio come i quasi due milioni di avisini, di quanto sia importante avere un sistema sangue solido ed efficiente grazie al lavoro di tutti.

 

Da oggi 17 maggio fino a domenica, l’Avis si riunisce per preparare il futuro

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Da oggi venerdì 17 maggio, fino a domenica 19, andrà in scena la nuova Assemblea Generale di Avis. Lo scenario scelto per ospitare gli oltre 1.000 delegati in rappresentanza di 1.300.000 donatori di sangue e 3.400 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale è la riviera romagnola, e precisamente Riccione, con il suo bellissimo Palazzo dei congressi.

Il titolo dell’Assemblea Generale numero 84 sarà “Reti Solidali. Le nuove rotte del volontariato del dono”, un titolo che spiega bene il momento di grande importanza che vive il mondo del sistema sangue dal versante delle associazioni di donatori, una congiuntura che sancisce il bisogno di guardare con grande lucidità e visione programmatica alle sfide del presente e del futuro.

Il mondo del terzo millennio cambia e si modifica a una velocità infinitamente superiore rispetto a quanto è accaduto nel novecento, secolo in cui usi e costumi sociali, riconoscimento dei valori basici della vita e senso di comunità erano universalmente riconosciuti come fondamenti educativi da tramandare.

Interi immaginari, civici e culturali, erano trasferiti da generazione in generazione, e in questo quadro le tecniche di trasmissione dei valori del dono erano quelle tradizionali: famiglia, scuola, luoghi di identificazione nella comunità e nell’aggregazione. Oggi è molto diverso: le fonti che guidano alla conoscenza del mondo sono indirette, esterne e tecnologiche, e la comunicazione, e con essa i metodi per avvicinare al dono del sangue le nuove generazioni, devono necessariamente rinnovarsi.

È per questo che noi seguiremo con occhio particolare, in questa assemblea, il modulo formativo del venerdì dedicato alla comunicazione dl titolo “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale”, organizzato da Avis Nazionale in collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.

Molto ricco il resto del programma, che come in ogni altra edizione comprenderà dibattiti sulle linee guida associative, tavole rotonde, interventi delle delegazioni regionali e spettacoli. Ecco qui i tre giorni in dettaglio:

Si parte dal venerdì, con i saluti istituzionali e il focus sul bilancio:

84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue

Fig. 1

Per poi andare avanti il sabato con il giorno più ricco sul piano dello scambio prettamente associativo e uno spettacolo serale dedicato alla musica.

 84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue (1)

Fig.2

 Infine domenica, con un focus importante sul tema integrazione e disabilità e la chiusura dei lavori.

84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue (3)

Fig. 3

Ecco, infine, l’editoriale del presidente Gianpietro Briola dedicato a tutti i donatori avisini attesi a Riccione per un convegno che sarà un tappa davvero importante per il futuro dell’associazione più grande d’Italia.

“Carissimi, questa 84^Assemblea si apre nel ricordo commosso della figura dell’ex presidente Mario Zorzi. Ne parleremo con i delegati e giustamente abbiamo dedicato a lui la copertina di questo numero speciale della rivista. Sarà poi la rete il tema forte di queste 3 giornate. Ma che cos’è innanzitutto la rete solidale di cui parliamo nel titolo?

Siete voi!

Voi volontari e delegati arrivati da tutta Italia al Palazzo dei congressi di Riccione!

Voi amici e donatori che state seguendo e seguirete questo momento attraverso i racconti di chi sarà presente in Riviera o sulle nostre pagine web e social!

Voi, che nelle vostre sedi e nei vostri comuni, fate vivere l’AVIS nei mille incontri e nelle mille iniziative che organizzate e promuovete!

L’Assemblea generale – quest’anno come ogni anno – è il vostro momento. Non è solo un incontro per adempiere ad alcuni obblighi burocratici, ma è l’occasione per ricordarci che i protagonisti della storia dell’AVIS – da oltre 90 anni – siete voi.

In queste 3 giornate parleremo di tanti temi: trasfusionali, sanitari, sociali. Cercheremo di delineare le sfide attuali e future di AVIS, dal ruolo dei giovani al centro studi, dalla comunicazione alla formazione, in un contesto di generale contrazione delle risorse pubbliche. Ascolteremo le voci dei territori, attraverso gli interventi delle delegazioni regionali, e di tanti altri ospiti che interverranno a vario titolo (autorità locali e nazionali, esperti di terzo settore, testimonial del mondo del volontariato, etc…)

In un mondo che viaggia a velocità frenetica, ascoltare e ascoltarsi è sempre più importante e decisivo. Vorrei che da ciascuno di questi interventi potessimo trattenere qualcosa di utile per le nostre AVIS e per il nostro modo di essere avisini: orgogliosi della nostra storia ma aperti al futuro, sapendo rinnovare i nostri valori di solidarietà e di altruismo.

Vorrei anche che queste giornate fossero l’occasione per approfondire legami umani e sociali, con i delegati del proprio territorio e delle altre parti d’Italia, scoprendo nuove modalità per avvicinare i donatori e promuovere l’Associazione.

Vorrei salutarvi con la stessa citazione che ho messo nelle conclusioni della relazione assembleare”.

Alla prossima Assemblea Generale di Avis futuro e comunicazione saranno i temi principali: appuntamento a Riccione dal 17 al 19 maggio

Congresso Nazionale AVIS

Quest’anno l’assemblea generale di Avis si terrà a Riccione, nel bellissimo Palazzo dei Congressi, dal 17 al 19 maggio 2019. Si tratterà della 84esima edizione, e avrà come titolo “Reti Solidali. Le nuove rotte del volontariato del dono”, a dimostrazione che lo sguardo rivolto al futuro, allo scopo di anticipare le sfide del domani e arrivare al 2030 con un sistema trasfusionale allineato con i cambiamenti sociali che ci aspettano, è già una priorità programmatica dei vertici dirigenziali della più grande associazione di donatori di sangue del paese.

Ci sembra un bellissimo approccio, oltre che concreto. Già lo scorso martedì, il 23 aprile, abbiamo accennato a un tema chiave per il futuro della raccolta sangue, ovvero l’adeguamento degli orari dei centri trasfusionali alle esigenze dei lavoratori più giovani, accortezza già attivata in Trentino e da vagliare in qualsiasi altro contesto territoriale.

La strada è la stessa. Saranno dunque affrontati tutti i possibili scenari riguardanti l’evoluzione del sistema trasfusionale italiano, sarà tracciato il quadro di un futuro possibile per la crescita e lo sviluppo delle associazioni di volontariato, saranno discussi gli adempimenti statutari e si parlerà di ricambio generazionale.

Ma soprattutto – e per noi di Buonsangue è sempre uno degli argomenti principali al momento delle analisi -verrà affrontato il tema della comunicazione: come ottimizzare la comunicazione sociale, e far passare in maniera corretta per il pubblico i valori della donazione di sangue e del suo universo solidale?

Il 17 maggio, a tele scopo, nella mattinata che precederà l’inizio dei lavori, è in programma un corso di formazione organizzato proprio da Avis Nazionale in collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna. Il titolo dell’esperienza formativa sarà: “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale” e lo scopo del modulo sarà quello di formare i volontari avisini che vi parteciperanno a comunicare nel modo giusto con gli organi di stampa, a partire dallo strumento chiave della comunicazione, ovvero il linguaggio. Come porre il focus sulle giuste questioni e dialogare con i giornalisti allo scopo di far giungere al pubblico i giusti concetti sul dono?

Il futuro della raccolta sangue e del sistema passa in grande misura proprio dall’aspetto comunicativo, e a tal proposito, un esempio ottimo di linguaggio adatto al proprio target di riferimento nel racconto di un gesto semplice e decisivo come il dono lo abbiamo segnalato poche settimane fa, ovvero il lavoro della youtuber Stay Serena:

La donazione di sangue secondo una giovane Youtuber: un ottimo modo per far arrivare il giusto messaggio ai giovanissimi

Chissà che non vi sia occasione di invitarla per un intervento. Intanto però, il parterre dei relatori è già piuttosto ricco: ci saranno il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, la presidente Admo Rita Malavolta, il Direttore Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, il docente universitario di sociologia della comunicazione Andrea Volterrani, il giornalista bolognese Silvestro Ramunno e la giornalista Anita Likmeta, parte integrante di Parole o-stili, associazione no profit che si pone come obiettivo la responsabilizzazione e l’educazione gli utenti della Rete Internet ad accettare forme di comunicazione virtuose e non legate a meccanismi di rissosità o insulti gratuiti.

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