Ancora un frastornante silenzio sulla sentenza del Tar Veneto per la lavorazione del plasma: per ora si esprime solo Kedrion

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È ancora di grande attualità l’annullamento del contratto, decretato dal Tar Veneto, tra le regioni che compongono il raggruppamento NAIP e Csl Behring per la fornitura dei servizi di raccolta e lavorazione del plasma.

Il provvedimento riguarda i territori di Veneto (regione capofila), Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e Province autonome di Trento e Bolzano, e sebbene continui il frastornante silenzio di media e istituzioni che va avanti dal 23 agosto 2017, giorno della sentenza che ha decretato l’immediata riammissione dell’impresa italiana Kedrion, la notizia resta di grande rilevanza.

Buonsangue è con grande sorpresa l’unica fonte su cui si può leggere della vicenda: l’ultimo aggiornamento, di qualche giorno fa, riguarda la riunione tra tutti i membri del NAIP che è prevista per il prossimo 19 settembre http://www.buonsangue.net/news/19-settembre-vertice-membri-del-naip-sentenza-del-tar/.

Dopo questa data, è presumibile che la comunità e i cittadini potranno almeno conoscere qualche nuovo capitolo: per esempio, se per dirimere definitivamente la questione sarà necessario attendere un ulteriore grado di giudizio, il Consiglio di Stato, o se invece Kedrion potrà occuparsi definitivamente di ripristinare un servizio così importante per la produzione di farmaci plasmaderivati.

Restiamo dunque in attesa di notizie su un caso che probabilmente non sarebbe mai dovuto scoppiare. Un caso che ha comportato, fino a oggi, solo disguidi e rallentamenti, dopo che l’accordo era stato annunciato come un passo rivoluzionario dal punto di vista della libera concorrenza e del risparmio di soldi pubblici. Fa specie, infatti, che il motivo dell’annullamento dell’accordo riguardi il mancato rispetto del vincolo di territorialità indicato dal Decreto Ministeriale del 5 dicembre 2014, ovvero un criterio oggettivo.

Su Buonsangue, come annunciato, abbiamo provato in questi giorni concitati a contattare i principali attori coinvolti nella vicenda, ma senza troppa fortuna. Tra le ferie del periodo estivo che aleggiano ancora e una certa (e in alcuni casi comprensibile) tendenza a essere molto cauti nell’esporsi, quasi nessuno ha voluto esprimere una posizione ufficiale. Per essere precisi, soltanto l’italiana Kedrion, beneficiaria della sentenza, ci ha inviato un commento che siamo lieti di pubblicare. Eccolo qui:

SENTENZA DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL VENETO: LA POSIZIONE DI KEDRION BIOPHARMA

Castelvecchio Pascoli, 29 Agosto 2017.

Kedrion Biopharma ha sempre sostenuto l’apertura del mercato alla concorrenza ed ha quindi accolto con favore l’avvio delle gare per la raccolta e la lavorazione del plasma. Tuttavia l’azienda ha riscontrato nell’espletamento della prima gara coordinata dalla Regione Veneto alcune anomalie che ha ritenuto di dovere segnalare alle autorità competenti in quanto non venivano appunto completamente rispettati i principi del libero mercato e della concorrenza. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha recepito gran parte dei rilievi mossi da Kedrion e questo, se da un lato può essere considerato motivo di legittima soddisfazione, può anche essere fonte di altrettanto legittime preoccupazioni. Non va dimenticato infatti che il risultato ultimo e più importante di queste gare deve essere di garantire ai pazienti la fornitura di farmaci salvavita, quali sono i derivati del plasma. Si tratta di un flusso virtuoso (donazione – raccolta del sangue – conferimento alle aziende per la lavorazione – restituzione alle istituzioni regionali dei farmaci – distribuzione dei farmaci ai pazienti) che non può conoscere soste o interruzioni di sorta.

Per questi motivi, al fine di dare puntuale esecuzione al dispositivo della sentenza in oggetto, Kedrion ha richiesto alla Regione Veneto di sottoscrivere tempestivamente il contratto per consentire all’azienda di avviare sin da subito il servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione e trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali regionali afferenti al NAIP.

Infatti Kedrion, nonostante si renda necessaria una riprogrammazione dell’attività produttiva, conferma la propria capacità e disponibilità ad avviare immediatamente le attività di cui sopra per consentire ai pazienti di ricevere le cure di cui hanno bisogno.

Questa è dunque la posizione di Kedrion.

In attesa di aggiornamenti, Buonsangue resta a disposizione di chiunque altro, tra gli attori coinvolti nella vicenda più o meno direttamente, voglia replicare o esprimere le proprie considerazioni.

 

 

 

 

Il Tar, i dati sul plasma che non arrivano, le raccolte speciali. Che succede nel Sistema sangue

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Siamo a settembre, dopo un’estate contraddistinta da carenze e notizie di attualità di grande interesse, come le ultime vicende del raggruppamento regionale NAIP alle prese con una sentenza del Tar che ha cambiato completamente gli scenari per quel che riguarda la raccolta e la lavorazione del plasma http://www.buonsangue.net/news/plasma-tar-boccia-csl-behring-riammette-kedrion/.

Ma intanto si procede verso il grande rientro dalle vacanze. Per il sistema sangue e la raccolta standard di unità l’inizio di settembre potrebbe coincidere con un progressivo incremento delle donazioni, e con un controllo maggiore delle carenze e delle necessità che ancora, nelle ultime ore, sono presenti e diffuse sul territorio.

Affin ché questo incremento avvenga realmente però, è necessario che tutte gli attori del sistema lavorino al meglio verso la direzione comune dell’autosufficienza ematica, la cui importanza è stata ribadita diverse volte nelle ultime settimane, sia nel caso dell’attentato a Barcellona http://www.buonsangue.net/news/lautosufficienza-ematica-caso-barcellona-carenze-estive/, sia nel caso del recentissimo terremoto a Ischia (anche i terremoti rientrano a tutti gli effetti nella casistica delle maxi-emergenze http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/), evento per il quale, come leggiamo dal comunicato stampa pubblicato sul sito del Centro Nazionale Sangue, fortunatamente non è scattata alcuna necessità particolare http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-025.

Sul sito del Centro Nazionale Sangue, tuttavia, ci auguriamo di leggere presto anche i dati relativi alla raccolta plasma degli ultimi mesi, attualmente fermi ad aprile, cioè a ormai quattro mesi fa, http://www.centronazionalesangue.it/pagine/dati-monitoraggio-plasma.

Si tratta di dati dall’assoluto rilievo pubblico, giacché, come sappiamo, proprio frazionando il plasma sul territorio nazionale si producono i farmaci plasmaderivati necessari per la cura di moltissime patologie gravi come l’emofilia. Ci auguriamo inoltre di poter avere presto a disposizione la versione definitiva del portale informativo Plasma Italia, annunciato per i primi di agosto e non ancora licenziato nella sua piena operatività.

Ogni strumento informativo, ogni ulteriore supporto, è infatti assai utile per accrescere la cultura del dono in giorni ancora difficili come questi, in cui carenze e necessità impellenti non mancano.

In Basilicata, infatti, appello congiunto da parte di Avis e Fidas per far fronte a una carenza che perdura e aumentare le scorte ordinarie disponibili http://www.ondanews.it/emergenza-sangue-basilicata-laccorato-appello-ai-donatori-lucani-avis-fidas/.

Ad Avezzano, in Abruzzo, donazione speciale in autoemoteca questa domenica http://www.avezzanoinforma.it/notizia/2017-08-31/7925/sensibilizzare-alla-donazione-del-sangue-gli-appuntamenti-avis-di-inizio-settembre.html.

In Toscana, come si vede in figura 1, il Meteo del Sangue ci informa sulla situazione dei gruppi sanguigni: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/. Urgenze per il gruppo B+, 0+ e 0-, emergenza per i gruppi A+ e A-.

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In Veneto, oltre al caso del Tar, è importante poi ritornare su un caso di cronaca che su Buonsangue avevamo già trattato, ovvero il lavaggio del sangue attraverso la plasmaferesi per migliaia di adolescenti veneti alle prese con l’inquinamento da PFAS http://www.buonsangue.net/news/inquinamento-pfas-veneto-plasmaferesi/.

Sul Mattino di Padova leggiamo che i lavaggi continuano, con il giusto timore da parte delle moltissime famiglie coinvolte in apprensione per il futuro del proprio territorio e dei tantissimi giovani coinvolti.  http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/08/23/news/lavaggio-del-sangue-l-ansia-delle-famiglie-1.15764704.

Infine vi consigliamo di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più utile e costruttiva, e consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, sabato 2 del mese, e trovare eventi-dono in programma fino a metà settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, se ne trovano moltissimi in tutta Italia, a partire dal Lazio fino alla Sicilia o al nord Italia.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Il 19 settembre primo vertice tra i membri del NAIP. Tema: che succede dopo la sentenza del Tar Veneto?

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Per tutti i membri del NAIP, l’accordo interregionale sul plasma stretto dal Veneto (Regione capofila) con Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano, è previsto un incontro il prossimo 19 settembre, al fine di discutere le mosse da mettere in atto in seguito alla sentenza del Tar Veneto che, come abbiamo annunciato in esclusiva su Buonsangue, ha annullato il contratto in essere con l’australiana Csl Behring ordinando il rientro dell’italiana Kedrion per tutti i servizi di raccolta e frazionamento del plasma donato nei territori compresi nell’intesa.

Il tema all’ordine del giorno è di estrema delicatezza, perché bisognerà decidere – il più presto possibile – se accettare la decisione del Tar o se ricorrere ulteriormente al Consiglio di Stato, rischiando così di minare ulteriormente lo svolgimento di un servizio che necessiterebbe, invece, di continuità ed efficienza.

L’incontro del 19 settembre è dunque il primo effetto concreto del pronunciamento del Tar Veneto reso pubblico lo scorso 23 agosto e già disponibile on-line all’indirizzo https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SJC3KUQTYHRBSCBAI6V4FRSC3E&q, il nuovo capitolo di una vicenda che, nonostante la sua forte rilevanza per l’intera collettività, sembra ancora avvolta in un velo di torpore estivo che coinvolge media ed istituzioni.

Sorprende, ma forse nemmeno così tanto, che gli stessi organi di stampa locali attivissimi nel marzo 2016 nel magnificare i termini di un accordo che avrebbe dovuto consentire al Veneto di ottenere un enorme risparmio di fondi pubblici a fronte di un servizio di alto livello (ecco alcuni esempi di endorsement forse un po’ troppo frettolosi http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/03/31/news/il-veneto-spezza-il-monopolio-del-plasma-1.13216773  e http://www.ilnordestquotidiano.com/politica/11-politica-veneto/9334-sanita-aggiudicata-dal-veneto-capofila-la-gara-dell-accordo-interregionale-per-la-plasmaderivazione.html), in tutta la settimana non abbiano trovato uno spazio in cronaca per riportare la sentenza del Tar sull’annullamento del contratto e sulle sue motivazioni, né per analizzare gli scenari futuri o le implicazioni concrete di questa decisione del tribunale amministrativo o per intervistare i diretti interessati.

Disattenzione? Effetto ferie? O piuttosto una certa sorpresa nel constatare come – quello che era stato presentato alla stregua di un esempio di buona amministrazione pubblica – sia stato bocciato dal Tar con motivazioni piuttosto semplici e al tempo stesso severe: l’australiana Csl Behring non aveva semplicemente i requisiti per competere nella gara.

Vedremo se gli organi di stampa si muoveranno nei prossimi giorni, anche perché, allo stato attuale, è importante capire se il plasma raccolto dalla Csl Behring a partire dal maggio 2017 (con qualche problemino in Liguria http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/) potrà essere utilizzato dalla ditta subentrante, e comprendere quanto tempo dovrà passare prima che la Kedrion possa riprendere la propria raccolta nei Centri Trasfusionali del NAIP dopo gli obbligatori controlli per il Plasma Master File. Problemi concreti, che si sarebbero potuti evitare ammettendo al bando di gara solo le imprese che rispettavano chiaramente tutti i requisiti, senza forzature di sorta su fattori difficilmente opinabili come il vincolo di territorialità.

Anche dalle istituzioni coinvolte, tuttavia, arriva un fragoroso silenzio complice degli ultimi giorni di ferie. Speriamo presto di poter conoscere la posizione pubblica di Ministero, Regioni comprese nel NAIP e associazioni, anche perché, ci viene da dire, ogni giorno che passa è un giorno di mancata chiarezza su un tema che investe la fidelizzazione dei donatori, la loro fiducia nel sistema, la loro partecipazione attiva all’autosufficienza ematica di un intero Paese.

Raccolta e lavorazione del plasma in Veneto e in altre 6 Regioni. Il Tar boccia l’australiana Csl Behring e riammette l’italiana Kedrion

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La notizia è di quelle destinate a fare rumore e arriva nei caldi giorni di questo fine agosto, tra gente che torna dalle vacanze e qualcuno che magari deve ancora andarci. Quindi, in teoria, per molti addetti ai lavori del Sistema sangue italiano potrebbe anche passare inosservata, ma certamente non sarà sfuggita ad alcuni dei principali protagonisti della vicenda. Ci riferiamo, nell’ordine, a: Ministero della Salute, Regione Veneto, le altre Regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta) le Province autonome di Trento e Bolzano e – infine – alle due aziende che si occupano di raccolta e lavorazione del plasma coinvolte in questa vicenda: l’australiana Csl Behring e l’italiana Kedrion.

La notizia è la seguente: il Tar del Veneto ha decretato che Csl Behring non aveva diritto di partecipare alla procedura di affidamento dell’appalto riguardante la raccolta e la trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali delle Regioni sopra citate. Pertanto, con sentenza pubblicata il 23 agosto 2017, accogliendo il ricorso di Kedrion, “annulla l’aggiudicazione disposta in favore di Csl Behring e dichiara l’inefficacia del contratto stipulato con la Csl Behring, disponendo il subentro della Kedrion nel medesimo contratto”.

Come i lettori di Buonsangue ricorderanno, la vicenda è stata molto dibattuta all’interno del Sistema sangue italiano. E questo per varie ragioni. Intanto perché, si parla di un servizio che investe la solidità e la natura stessa del sistema di raccolta e trasformazione del plasma, ovvero quella capillare rete di produzione che in gran parte si appoggia sul volontariato e sull’incessante, meritorio lavoro delle associazioni dei donatori e delle strutture sparse sul territorio italiano. Altra ragione dell’importanza della vicenda: quando la compagine di Regioni guidata dal Veneto rese noto l’esito della gara, con il passaggio dell’appalto dall’italiana Kedrion (classificatasi seconda) all’australiana Csl Behring, il governatore Luca Zaia proclamò che la sua amministrazione stava finalmente rompendo un monopolio (italiano!) per una soluzione che avrebbe consentito maggiori risparmi ed economie. E a nulla valsero gli interventi e i commenti di molti addetti ai lavori, che da subito, e nei mesi successivi, fecero osservare – dati alla mano – che il risparmio era soprattutto di facciata e che il servizio, complessivamente, rischiava di perdere molto in termini di qualità e affidabilità.

Come spesso accade ai proclami di marca leghista, anche questo nel tempo si è rivelato leggermente sballato. Il Tar del Veneto, nelle motivazioni della sentenza, dice che Csl Behring non aveva i requisiti previsti dal D.M. 12 aprile 2012, che riguardano l’intero ciclo produttivo, ovvero “il ritiro e lo stoccaggio del plasma, i controlli fisici e documentali sul plasma e il trasferimento del plasma nell’impianto interessato”.

Nella sentenza si legge inoltre: “Con la conseguenza che le società e gli impianti, coinvolti nel ciclo produttivo, che non sono compresi nel perimetro autorizzativo del D.M. 5 dicembre 2014, in base all’art. 3 del disciplinare, come già osservato con la sentenza non definitiva, non possono essere inclusi nel progetto generale da presentare in sede di gara. Nella fattispecie, lo stabilimento di Schwalmstadt di proprietà della CSL Plasma GmbH, non è incluso nell’autorizzazione ministeriale ma è inserito nel progetto di gara. Per tale assorbente ragione – chiarisce il Tar del Veneto – la Csl Behring avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura di affidamento in esame”.

Adesso sarà interessante osservare e registrare le reazioni delle parti in causa, ma soprattutto sarà importante capire come il Sistema sangue si riorganizzerà, tenuto conto che in ballo ci sono questioni di non poco conto come l’autosufficienza ematica delle regioni coinvolte e più in generale del Paese, il rapporto con le associazioni di volontariato e dei donatori, oltre alla produzione e fornitura di farmaci fondamentali per le cure di migliaia di pazienti.

Per seguire tutta la vicenda su Buonsangue, ecco alcuni link utili:

Le difficoltà estive incombono sul sistema sangue: eppure mancano dati importanti sul plasma

Festival della Salute a Montecatini, le critiche di Toscano. Tutte le carenze dell’accordo Veneto-Csl Behring

Accordo Veneto-Csl Behring, i dubbi sull’efficacia e la sottovalutazione della comunità emofilica

I dubbi sulle motivazioni del Veneto

La Gara del Veneto sarebbe stata possibile con il nuovo codice unico degli appalti?

Dal Web le migliori vignette per l’estate a tema sangue

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Tempo di vignette. Su Buonsangue affrontiamo settimana dopo settimana tutte le questioni importanti che riguardano il sistema sangue italiano.

Cambiamenti, intoppi, problemi, notizie, ritardi, efficienze, attività delle associazioni dei donatori; analizziamo come si comportano i media e tutti gli operatori perché siamo consapevoli e convinti di quanto la risorsa sangue sia importante per gli assetti strategici di ogni nazione.

Sul sangue però, qualche volta si può anche scherzare e ridere, ed ecco perché abbiamo selezionato dal web di tutto il mondo, per questi giorni di vacanza, le tre vignette più divertenti a tema sangue.

Eccole qui.

Ma non dimentichiamo il principio basico. Prima donare, poi partire. Anche ad agosto.

vignetta 1

– Le sfere rosse sono i globuli rossi. Le sfere bianche sono i globuli bianchi. Le sfere marroni sono donuts.

Dobbiamo parlare.

vignetta 2

Mister Mulroney quest’uomo è qui per prelevare il suo sangue.

– Oh, salve dottore.

– Dottore?

vignetta 3

– Grazie mille per essere venuto a donare. Oh sì, proprio così.

– Di niente. È per una buona causa.

 

Inquinamento da PFAS in Veneto, plasmaferesi per monitorare e ripulire migliaia di ragazzi

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Sono ancora piuttosto sottovalutati gli effetti collaterali dell’inquinamento atmosferico dovuto all’immissione nell’ambiente di composti chimici di origine sintetica, chiamati PFAS.

Che osa sono gli PFAS esattamente ce lo spiega il sito dell’ARPAV Veneto (ovvero l’Azienda Regionale per la Prevenzione e Protezione ambientale) http://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/sostanze-perfluoro-alchiliche-pfas: si tratta di sostanze chimiche che si possono tranquillamente ritrovare in prodotti di uso comune, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

Proprio lo scopo per cui nascono, fortificare altri prodotti d’uso comune, rende complicato il loro smaltimento ambientale, tanto che gli PFAS sono considerati “inquinanti persistenti” che finiscono per accumularsi nell’ambiente, e soprattutto nelle falde acquifere e nelle acque destinate anche al consumo, con il rischio che entrino di soppiatto nella catena alimentare.

Ma perché questa premessa? Cosa c’entrano gli PFAS con il sangue e soprattutto con il Veneto?

Il Veneto è una delle terre considerate più a rischio per la sedimentazione di queste molecole nell’ambiente, così come testimonia proprio una ricerca dell’ARPAV http://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/allegati-pagine-generiche/pfas-relazioni-attivita-arpav/Contaminazione_da_PFAS_Azioni_ARPAV_Riassunto_attivita_giu2013_gen2017.pdf, con particolare attenzione per le province venete di Vicenza, Verona e Padova.

Una condizione difficile, di cui ha parlato ampiamente anche La Repubblica http://www.repubblica.it/ambiente/2017/05/15/news/pfas_veneto-165510344/, affrontata con decisione anche dalle istituzioni locali, come dimostra un appello addirittura rivolto al Papa Francesco Bergoglio da parte del sindaco di Lonigo in provincia di Vicenza Luca Restello http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/area-berica/pfas-il-sindaco-%C3%A8-un-disastro-ambientale-1.5530914?refresh_ce#scroll=732.

Restello, dunque, ha parlato di vero e proprio disastro ambientale.

Anche perché i soggetti più colpiti dall’effetto potenzialmente cancerogeno degli agenti inquinanti sono soprattutto i ragazzi, mentre i cittadini che complessivamente rischiano di essere colpiti sono più di 800 mila secondo una ricerca di Greenpeace.

Una condizione difficile e dalle conseguenze imprevedibili, che il sistema trasfusionale tuttavia non sta ignorando e che, anzi, può contribuire ad affrontare. E infatti, notizia di poche ora fa, a partire da metà settembre a metà settembre, negli ospedali di Vicenza e di Padova sarà intrapreso un filtraggio attraverso plasmaferesi per i giovani con alte concentrazioni di PFAS nel sangue, un’iniziativa che potrebbe riguardare migliaia di ragazzi.

Come leggiamo su Vvox http://www.vvox.it/2017/07/23/pfas-filtraggi-per-pulire-sangue/ il filtraggio per mezzo della plasmaferesi sarà ripetuto 6 volte a distanza di 15 giorni, e sarà un servizio gratuito, attraverso il quale il sangue potrà essere ripulito dalla componente liquida in cui sedimentano gli PFAS e infine re-iniettato insieme a una soluzione fisiologica. La speranza collettiva è che l’operazione, al primo caso nel mondo, dia buoni risultati.

Noi di Buonsangue, naturalmente, continueremo a monitorare l’evolversi della situazione.

Dati di monitoraggio sul plasma 2017: tutti gli aggiornamenti

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Arrivano aggiornamenti sull’assenza dei dati di monitoraggio plasma di cui, in mattinata, avevamo sottolineato il ritardo su Buonsangue http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/le-difficolta-estive-mancano-dati-importanti-plasma/.

Da Avis Nazionale, che ringraziamo per la collaborazione, ci arrivano i dati di monitoraggio sul plasma inviato alla lavorazione industriale relativi al periodo gennaio-maggio 2017.

Li pubblichiamo prontamente (Fig.1).

Sul piano dell’analisi, da sottolineare gli aumenti importanti rispetto allo stesso periodo di riferimento (gennaio-maggio 2016) gli aumenti notevoli di raccolta in Molise (+24%), in Campania (+20,5%) e Puglia (+19,7). Sono le regioni cresciute maggiormente.

Cali sostanziali invece si registrano in Basilicata e Valle d’Aosta, regioni facenti parti del raggruppamento regionale con regione guida il Veneto (NAIP) con cali rispettivi del -21,8% e del -16,7%, mentre in Calabria il alo si assesta al – 11,2%.

Fig.1

In dettaglio (Fig. 2), ecco tutte le variazioni di raccolta per invio al frazionamento industriale regione per regione.

Fig.2

Mancante, stando al grafico, il dato relativo al plasma di categoria C (le categorie si riferiscono agli standard di conservazione) per alcune regioni, e in particolare Province autonome di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria e Marche, Molise e Calabria.

Sul’’elaborazione del dato completo semestrale, invece, riceviamo un gradito aggiornamento dal Centro Nazionale Sangue: i dati più aggiornati del primo semestre del 2016 (gennaio – giugno 2017) sono attualmente in lavorazione, e le regioni avranno tempo fino al 30 luglio per fornirli. Contiamo di averli allora per la prima decade di agosto.

 

 

 

 

La nuova riforma del terzo settore e il sistema sangue

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È di pochissimi giorni fa una notizia accolta con molta soddisfazione da tutto il mondo del volontariato italiano, e di conseguenza dalle principali associazioni di donatori di sangue come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: la riforma del terzo settore è quasi completata, grazie all’approvazione definitiva, il 28 giugno 2017, dei decreti attuativi della legge delega, a proposito della possibilità di devolvere alle imprese sociali il 5 per mille, sulla conformazione dell’Impresa Sociale e sul codice del Terzo Settore.

Il fatto nuovo, dunque, è la regolamentazione di un settore che come ha ricordato il ministro Poletti ha numeri cospicui, poiché formato da 300 mila associazioni, un milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari.

Il fatto che un numero così alto di cittadini impegnati nel sociale ricevano un supporto politico e normativo per migliorare, almeno nel potenziale, il proprio livello di efficienza operativa e per abbattere quella frammentazione innescata dalla normativa precedente, è sicuramente un fattore di grande importanza per raccogliere la sfida al futuro e affrontarlo con ottime possibilità d’innovazione.

Dal punto di vista dell’universo sangue, sul terzo settore si è sempre espresso in modo molto deciso l’ex presidente Avis Vincenzo Saturni, augurandosi a gran voce (l’ultima volta nel suo intervento al World Blood Donor Day svoltosi a Roma http://www.buonsangue.net/eventi/world-blood-donor-day-2017-donatori/) che il terzo settore non fosse aperto al profit. Così è accaduto, giacché le imprese profit potranno partecipare solo in forma limitata e non di controllo.

Così, piuttosto soddisfatto della riforma si è detto il neo presidente Avis Alberto Argentoni, che, come recita il comunicato di presentazione della riforma https://www.avis.it/2017/06/28/riforma-terzo-settore-approvati-decreti-attuativi-su-5-per-mille-e-impresa-sociale-il-commento-di-avis/) sul sito ufficiale Avis ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’approvazione della riforma, che permetterà di consolidare e sviluppare l’apporto del Terzo Settore allo sviluppo sociale ed economico della nostra nazione. Siamo consapevoli che il percorso attuativo sarà lungo e richiederà impegno e responsabilità. Apprezziamo che alcune delle nostre osservazioni siano state recepite nel parere approvato dalla Commissione Lavoro del Senato”

Ecco invece, più in dettaglio, i 5 punti approvati attraverso i decreti attuativi:

1) Una nuova definizione di Terzo Settore che consente una più precisa individuazione di chi può farne parte e di chi no, indicando chiaramente, seconda una forma di regolazione generale, quali enti e soggetti possono partecipare alla sua composizione.

2) La predisposizione di un Registro Unico, utile a regolamentare le molte situazioni controverse, opache e poco trasparenti. Il registro sarà gestito su scala regionale pur facendo parte di un’unica piattaforma nazionale.

3) La presenza di una dotazione finanziaria di 190 milioni di euro, per il 60% corrispondenti a incentivi e detrazioni di carattere fiscale, e per il 40% volti a realizzare il Registro nazionale, e a sviluppare il Fondo per i progetti innovativi futuri e il potenziamento del servizio civile.

4) Il Decreto sull’impresa sociale, che regola alcuni aspetti chiave del sistema e amplia i settori di attività delle imprese sociali, allargandole ad ambiti come micro-credito, il commercio equo, l’alloggio sociale, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura. Sotto il profilo economico, inoltre, grazie al decreto sarà consentita una parziale e limitata distribuzione degli utili con una minima apertura del terzo settore alle imprese profit (sia pure in forma limitata e non di controllo) o le amministrazioni pubbliche. Per facilitare gli investimenti, si è invece scelta una strada già battuta per le start up innovative, con il 30% di detrazioni fiscali in più in chi decide di investire.

5) Infine il 5 per mille, che i contribuenti potranno devolvere al terzo settore no profit con un iter di erogazione più veloce, diretto e trasparente.

 

Conferenza Stato-Regioni del 25 maggio: stanziati investimenti per il sistema e ribadito lo schema tipo di convenzione tra strutture trasfusionali

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Decisioni importanti per il sistema trasfusionale sono arrivate dalla Conferenza Stato-Regioni del 25 maggio 2017, a Roma, che al punto 2 dell’ordine del giorno si proponeva di discutere “L’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sullo Schema tipo di convenzione tra le strutture pubbliche provviste di servizi trasfusionali e quelle pubbliche e private accreditate e non accreditate, prive di servizio trasfusionale, per la fornitura di sangue e suoi prodotti e di prestazioni di medicina trasfusionale”.

Lo schema di convenzione tipo stabilisce in toto i rapporti tra le strutture trasfusionali sul territorio italiano per quel che riguarda i movimenti del sangue e degli emocomponenti, e regola il funzionamento delle prestazioni in fatto di medicina trasfusionale.

Ma quali sono i punti salienti dell’accordo?

  1. In primo luogo, gli scambi interregionali continueranno a essere regolati in base alla tariffe unitarie stabilite nella Conferenza del 20 ottobre 2015, consultabili a questo link: https://www.avis.it/wp-content/uploads/userfiles/file/Accordo%20CSR%2020_10_2015_Prezzo%20unitario%20cessione%20emocomponenti%20plasmaderivati.pdf
  1. In nessun caso, il costo degli emoderivati e delle prestazioni in fatto di medicina trasfusionale potranno essere addebitate ai pazienti.
  1. Alle regioni è affidato il controllo nell’ambito “della preparazione e applicazione degli emocomponenti autologhi per uso non trasfusionale”.
  1. I costi del trasporto di sangue ed emoderivati sono a carico della struttura sanitaria ricevente.
  1. Tutte le convenzioni tra strutture trasfusionali dovranno essere stipulate entro e non oltre il 31 dicembre 2017.

La conferenza è servita anche per stanziare finanziamenti alla rete trasfusionale per un milione e cinquecentomila euro, utili a raggiungere tre obiettivi primari considerati strategici. In primo luogo gli investimenti serviranno a raggiungere l’autosufficienza (sia regionale che nazionale) in fatto di emocomponenti e plasmaderivati, ma obiettivi per niente secondari saranno la messa a norma delle strutture e dei sistemi operativi verso una sempre maggiore conformità con le norme europee, e il miglioramento dei sistemi di emovigilanza, nel nome della sicurezza e della qualità delle trasfusioni.

Lo schema base della convenzione, nella sua versione integrale, è consultabile a questo link: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato3454384.pdf

 

 

 

Frazionamento del plasma in Liguria: grave stallo nel passaggio di consegne. I momenti chiave che hanno determinato una situazione critica

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Il tema del momento per il sistema sangue in Italia è la nuova, critica situazione che si sta delineando in Liguria nel processo di frazionamento del plasma raccolto dai donatori.

Buonsangue sta seguendo la vicenda con molta attenzione, ma per chiarezza è meglio ricapitolare la serie di eventi che sta portato allo stallo nel processo di frazionamento del plasma in conto-lavorazione, in occasione della staffetta (ufficialmente effettiva dal primo maggio 2017) tra l’azienda produttrice uscente, Kedrion, e la nuova vincitrice dell’appalto, CSL Behring.

Il plasma raccolto, come vi abbiamo raccontato, rischia di non poter essere ritirato dalla CSL Behring a causa di incongruenze tra i centri trasfusionali liguri e i protocolli GMP aziendali. Le GMP (Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione) sono le regole che i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità interni. Un problema che bisognava risolvere per tempo.

Ricapitoliamo allora, attraverso alcuni momenti chiave, gli eventi che hanno generato questa situazione problematica, a noi ben spiegata dai presidenti delle associazioni dei donatori volontari: Alessandro Casale (Avis Liguria) http://www.buonsangue.net/news/conto-lavorazione-del-plasma-liguria-funzionamento-della-filiera/ ed Emanuele Russo (Fidas Liguria) http://www.buonsangue.net/news/conto-lavorazione-liguria-e-russo-la-situazione-critica-tutelare-donatori/:

  1. A marzo 2016 il raggruppamento regionale con regione guida il Veneto (con Liguria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano) firma il nuovo accodo NAIP per il servizio in conto-lavoro del frazionamento del plasma con la ditta australiana CSL Behring: http://www.buonsangue.net/senza-categoria/lautosufficienza-ematica-in-italia-passa-per-laustralia/
  1. L’accordo scatena presto polemiche per alcune sue caratteristiche, in primo luogo per la sproporzione nell’attenzione data al prezzo (90%) e alla qualità (10%) e per il numero di prodotti plasmaderivati obbligatori, solo 3, previsi dall’accordo, a discapito della comunità emofilica veneta http://www.buonsangue.net/politiche/accordo-veneto-csl-behring-i-dubbi-sullefficacia-e-la-sottovalutazione-della-comunita-emofilica/
  1. Al Festival della Salute a Montecatini, ottobre 2016, l’avvocato Toscano, spiega perché i ricorsi sull’infondatezza normativa del nuovo accordo, sono fondati: http://www.buonsangue.net/uncategorized/festival-della-salute-a-montecatini-le-critiche-di-toscano-tutte-le-carenze-dellaccordo-veneto-csl-behring/
  1. A fine novembre viene approvato il Piano Nazionale Plasma 2016-2020 che fissa obiettivi ambiziosi per accrescere l’autosufficienza nazionale in fatto di raccolta e frazionamento del plasma raccolto sul territorio nazionale: http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/
  1. A fine dicembre vengono fuori i termini della gara per l’assegnazione del frazionamento in conto-lavoro nel raggruppamento regionale che ha come regione guida l’Emilia Romagna. I termini di gara sono molto differenti rispetto a quelli del Veneto, giacché nel bando emiliano la qualità vale il 60% e il prezzo il 40%. http://www.buonsangue.net/plasma/bandi-per-il-frazionamento-del-plasma-in-conto-lavorazione-facciamo-un-confronto-diretto-tra-veneto-ed-emilia/

Pare quindi evidente che le polemiche sul Veneto non solo non erano infondate ma hanno anche “insegnato” qualcosa.

  1. Il 30 gennaio 2017 Gianfranco Massaro (Presidente Avis Molise e FIODS), ribadisce in un’intervista a Buonsangue come il fattore qualitativo debba essere considerato primario nella gare per il frazionamento in conto-lavorazione: http://www.buonsangue.net/interviste/gianfranco-massaro-nei-bandi-sul-frazionamento-del-plasma-il-fattore-qualitativo-e-il-piu-importante/
  1. A marzo 2017, la Toscana è la prima regione italiana a formalizzare l’utilizzo, sui propri plasmaderivati, del pittogramma etica, un simbolo che certifica che i farmaci che lo presentano sono stati prodotti con plasma raccolto in Italia: http://www.buonsangue.net/eventi/pittogramma-etico-sugli-emoderivati-la-toscana-la-regione-ad-applicarlo/

I problemi in Liguria nascono dunque da un bando di gara che, alla prova dei fatti, si sta rivelando abbastanza, forse troppo deficitario. In controtendenza, per altro, con i molti passi in avanti compiuti dal sistema sangue in questi ultimi 12 mesi, in direzione del principio di ottimizzazione di sistema, verso gli obiettivi collettivi, della comunità intera, di accrescere i livelli di autosufficienza ematica nazionale e di qualità e sicurezza di tutta la filiera del dono.

 

La speranza, allora, in attesa di saperne di più dalla Liguria, è che a tutti questi piccoli e faticosi passi in avanti, non corrisponda un grande passo indietro.