La raccolta plasma cresce nel 2018. Raggiunti i risultati sperati. I commenti di Liumbruno e Briola

news2-2y27ywwtpnn9nblfzihtz4

Dal Centro nazionale sangue arrivano finalmente i dati completi sulla raccolta plasma 2018, e c’è subito una bella notizia. È importante sottolineare infatti l’aumento di circa 4 mila chili di plasma sul totale complessivo rispetto al 2017, per una raccolta di 839.535 chilogrammi.

Un risultato che il CNS ha commentato con soddisfazione nel comunicato stampa pubblicato mercoledì 13 febbraio, e che si mantiene in linea con le previsioni 2018 contenute nel Piano nazionale plasma 2016-2020, al fine di raggiungere l’obiettivo principe dell’autosufficienza. L’effetto conseguente, è continuare con successo il percorso verso l’indipendenza del mercato nordamericano, che come abbiamo potuto approfondire su Buonsangue lo scorso lunedì 11 febbraio, è notoriamente il più grande del mondo e allo stesso tempo il più controverso.

Nella figura in basso, è possibile constatare come si sono comportate le regioni italiane rispetto agli obiettivi del PNP, e in particolare in che percentuale l’obiettivo contenuto nel piano è stato portato a compimento.

Come si vede, sono moltissime le regioni che hanno toccato quota 100%, e numerose quelle che lo hanno addirittura superato. In questo senso spiccano il Lazio, la Puglia e la Sicilia, anche se non mancano regioni rimaste lontane dal proprio punto di pareggio. Da migliorare, per la prossima stagione, le performance di Molise (74%), Basilicata (83%), Campania (835), e Umbria (89%).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 1

Se invece studiamo le regioni in base al risultato del 2017, i maggiori aumenti si verificano nel Lazio (+7,4%), Umbria (+5,8%), Valle d’Aosta (+5,4%) e in Sicilia (+4,5%). Tra le regioni più in difficoltà si segnalavano invece il Molise, con un calo del 24% rispetto al 2017, la Calabria (-6,4%) e la Sardegna (-2,6%).

In questi territori bisognerà spingere il pedale dell’acceleratore.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 2

“I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli, e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani “- ha commentato il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno, e a ruota, anche il presidente di Avis Nazionale Briola, nel ruolo di coordinatore protempore del CIVIS, ha illustrato i risultati, sottolineando il centralissimo ruolo delle associazioni nel processo di raccolta. Sia in chiave quantitativa “Lavoriamo insieme al CNS – ha spiegato Briola – e alle altre istituzioni sanitarie affinché i donatori percepiscano che ogni tipologia di donazione, a seconda delle necessità di programmazione e delle caratteristiche del donatore, è importante per i nostri malati. Per conseguire questi obiettivi, tuttavia, è fondamentale che il sistema trasfusionale sappia organizzarsi in modo efficace, incentivando le aperture pomeridiane e sopperendo a quelle situazioni di carenza di personale che esistono in alcune zone d’Italia”, sia in chiave qualitativa, ovvero garantendo che in Italia il sistema sangue si mantenga etico e solidale, giacché “i farmaci plasmaderivati sono una risorsa per il Paese e devono rimanere patrimonio pubblico”.

Ora sotto con il 2019, e con i nuovi obiettivi da inseguire.

I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. La seconda puntata

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Qualche giorno fa, giovedì 27 dicembre, allo scopo di tracciare un bilancio dei momenti più importanti del 2018 per il sistema sangue, abbiamo pubblicato la prima parte della nostra rassegna. I primi 10 accadimenti significativi da gennaio a giugno, attraverso carenze, convegni, premi internazionali al sistema italiano, le controversie sulla plasma-lavorazione. Un prima metà del 2018 intensissimo culminato nel WBDD del 14 giugno e nella successiva elezione di Gianpietro Briola al ruolo di presidente di Avis Nazionale.

Oggi sabato 29 dicembre, con il 2019 a pochi passi davanti a noi, è il momento di analizzare la seconda parte della stagione.

  1. Il libro

Esce un libro importante per il sistema sangue italiano, Sangue Infetto (Mimesis Edizioni) del giornalista Michele De Lucia. Un’analisi moto dettagliata ed equidistante sulla storia del sangue italiano. Un libro da noi ampiamente recensito che ha il merito di affrontare una materia complessa senza pregiudizi.

21 giugno

“Sangue infetto” di Michele De Lucia, opera dettagliata e attenta che rilegge la storia dei processi sul sangue con ampia documentazione ed equidistanza, senza giustizialismo e sensazionalismo

    12. Briola in esclusiva per Buonsangue

Pochissimi giorni dopo la sua elezione, Gianpietro Briola ha scelto proprio Buonsangue per rilasciare la sua prima intervista da presidente. Plasmalavorazione, sfruttamento ottimale della materia biologica e dono etico i temi clou sviscerati e analizzati.

7 luglio

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

 

 

  1. Qualità e quantità come obiettivi principali

A fine luglio, è arrivato il check sul Piano nazionale sangue 2018. Qualità e quantità del servizio gli obiettivi principali, con il rischio intrinseco della raccolta estiva negli ultimi anni sempre più difficile.

27 luglio

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

  1. Autosufficienza? Sì, ma…

Dopo le solite difficoltà estive sulla raccolta, ha sorpreso tutti una dichiarazione proveniente dal Cns: il concetto di autosufficienza, sempre considerato come centrale a livello delle istituzioni, viene improvvisamente riformulato secondo parametri più elastici.

12 settembre

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

  1. Il West Nile Virus e le vacanze

Pur con un monitoraggio estremamente preciso e puntuale, i virus tipici dell’estate come Il West Nile Virus hanno portato nel 2018 moltissimi problemi. Fondamentale dunque essere sempre informati.

17 settembre

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

  1. Vaccino antinfluenzale per tutti! (I donatori)

A metà ottobre è arrivata una notizia importantissima al fine di limitare le difficoltà della raccolta nei mesi autunnali e invernali: approvato il vaccino antinfluenzale gratuito per tutti i donatori.

15 ottobre

Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

  1. Il giallo è felicità

Migliorare la raccolta plasma sdoganando sempre di più plasmaferesi è stato riconosciuto un obiettivo condiviso per tutto il sistema. A tale scopo, è stata presentata la campagna pubblicitaria di Avis “Distinguiti, dona il plasma”, col tempo divenuta una campagna trasversale condivisa da tutte le associazioni.

7 novembre

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

  1. Il West Nile nel 2018

A conferma del crescente impatto annuale dei virus trasmessi dalle zanzare, soltanto a inizio dicembre è arrivata la sospensione delle misure speciali per contrastare la diffusione del West Nile Virus. Molto significativa l’analisi dettagliata dei numeri del 2018.

3 dicembre

Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

  1. Protocollo d’intesa tra volontariato e Miur

La strada degli obiettivi condivisi tra istituzioni e donatori si è ampliata a gran parte del volontariato italiano, con la firma del protocollo d’intesa tra associazioni e Miur. L’obiettivo? Portare il volontariato nelle scuole, per scuotere la passione dei ragazzi in età scolastica.

14 dicembre

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

  1. I 10 temi più importanti del sistema

Infine il tempo delle analisi. Sul portale DonatoriH24 esce un pezzo molto esaustivo sui dieci argomenti chiave del sistema sangue. Un approfondimento importante a cui ha seguito l’intervento di Buonsangue, in vista di un 2019 che si preannuncia un’annata ricca di sfide e criticità da affrontare, dibattere, risolvere.

21 dicembre

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato

 

 

I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. Ecco la prima puntata

Billiards_balls

Siamo ormai alla fine del 2018, e com’è d’abitudine nei giorni conclusivi dell’anno, è giusto tracciare dei bilanci, dedicarsi ai resoconti, ripensare ai momenti più significativi che ciascuno di noi ha vissuto. Pasolini diceva che un anno è un periodo di tempo così lungo che non passa mai senza lasciare almeno qualche traccia indelebile, e anche per il 2018 del sistema sangue è stato così: per questo su Buonsangue, attraverso gli articoli del blog, siamo andati a cercare i venti accadimenti (dieci a puntata) più importanti di una stagione ricca, intensa, piena di notizie e di fasi controverse, non priva di carenze risolte grazie ai meccanismi di compensazione, vivace per idee e progetti condivisi, per le campagne mediatiche, per la formazione e la diffusione dei valori del dono. Grande è stato l’impegno dei donatori, e sicuramente sono tanti gli aspetti di sistema da migliorare nel futuro, come abbiamo già detto qualche giorno fa, quando era il momento di chiedere i regali:

A Natale, insieme ai più sentiti auguri per i lettori, ecco i cinque doni migliori che il sistema sangue potrebbe fare ai cittadini

Adesso, però ecco la rassegna dei momenti a tema sangue più intensi del 2018.

  1. Le carenze invernali

La scorsa annata si era aperta nel modo più difficile, ovvero con carenze generalizzate in varie ragioni italiane da nord a sud, come Lombardia, Liguria e Puglia. La situazione difficile aveva chiamato in causa persino il medico più “social” del dibattito pubblico italiano, Roberto Burioni, non uno specialista del sangue, suscitando un certo allarme e preoccupazione generale su cui il Centro nazionale sangue ha subito risposto con ampie rassicurazioni.

11 gennaio

Carenze in Puglia, Liguria e Lombardia: l’appello social del virologo Burioni e le rassicurazioni del CNS

 

  1. Gli Stati Generali a Verona

Pochi giorni dopo, a Verona, un convegno molto importante sul plasma ha visto la partecipazione degli stati generali del sistema sangue. Molto sentite le discussioni sulla situazione dei ricorsi nel campo della plasma-lavorazione e sul mancato coinvolgimento delle associazioni di donatori nei processi decisionali in alcuni dei raggruppamenti regionali, come quelli guidati da Veneto e Lombardia.

22 gennaio

Il “Piano nazionale plasma 2016-2020” tra gare, ricorsi e squilibri: a Verona gli stati generali del Sistema sangue con il plasma al centro

  1. 830 mila chili di plasma nel 2017

A fine gennaio intanto, il Cns ha comunicato il risultato della raccolta plasma 2017: 830 mila chili, con l’obiettivo di migliorare nel 2018.

29 gennaio

Il Cns comunica i numeri della raccolta nel 2017: raggiunta la quota di 830 mila chilogrammi

  1. La carta del dono

Il mese successivo, a fine febbraio, si è concretizzata la creazione della Carta del Dono, un documento condiviso dall’allora ministro della Salute Lorenzin su come promuovere e fortificare i valori alla base del dono (in tutti i campi della medicina) sul territorio nazionale.

26 febbraio

Il dono è ricchezza e adesso verrà sancito da una “Carta del dono” per promuoverlo e valorizzarlo

  1. Il verdetto del Consiglio di Stato

Alle porte della primavera è arrivata poi una svolta importante per il mercato della plasma-lavorazione: il Consiglio di Stato si è espresso in via definitiva consentendo alla CSL Behring di restare vincitrice della gara del consorzio regionale NAIP (capofila Veneto) nonostante i laboratori in Svizzera non consentiti dalla legge.

5 Marzo

Plasmalavorazione in Veneto. Il Consiglio di Stato si esprime a favore di Azienda Zero e Csl Behring, ribaltata la sentenza del Tar Veneto di agosto

  1. L’Italia e il PBM

Aprile si è aperto invece con un gran bel riconoscimento per il sistema sangue italiano, premiato a Francoforte come il più attivo in Europa nell’applicazione dei parametri del Patient Blood Management. Un risultato di grande rilievo.

5 aprile

Il Sistema sangue italiano premiato a Francoforte per il PBM (Patient Blood Management): ottimo risultato ma si può migliorare

  1. Massaro ancora presidente Fiods

Proprio nell’ottica della stima di cui l’intero sistema sangue italiano gode su scala internazionale, è stata un’ottima notizia poter salutare la rielezione di Gianfranco Massaro nel ruolo di presidente della Fiods.

30 aprile

Congresso Fiods a Roma, una bella notizia per l’Italia: Gianfranco Massaro confermato presidente

  1. L’Economist straparla

Giugno entra nel vivo: di sicuro è stato il mese più intenso del 2018 per il sistema sangue. Come un fulmine a ciel sereno, un pezzo dell’Economist ha affermato che i soli paesi in grado di raggiungere l’autosufficienza ematica sono quelli con la raccolta sangue a pagamento; affermazione subito smentita da Giancarlo Liumbruno (direttore Cns) e Gianfranco Massaro (Presidente Fiods).

11 giugno

Un’analisi dell’Economist piuttosto imprecisa, e le risposte di Liumbruno e Massaro. “Il dono volontario italiano favorisce sicurezza e qualità”

  1. Il WBDD 2018

Solo pochi giorni dopo, come ogni anno, è arrivato il momento del World Blood Donor Day del 14 giugno, con un grande convegno a Roma presenziato da istituzioni, medici e donatori, da noi raccontato nei dettagli.

16 giugno

“Esserci per qualcun altro. Dona il plasma condividi a vita”. A Roma, per il WBDD 2018, un convegno sull’universo plasma che arriva al momento giusto

 

  1. Briola alla guida di Avis Nazionale

Infine, a metà giugno, è arrivata una notizia attesissima da circa due milioni di donatori italiani. Dopo le difficoltà interne legate al caso di Avis Campania denunciato dal programma tv “Le Iene”, e dopo il convegno di maggio a Lecce, Avis Nazionale ha cambiato presidente: Gianpietro Briola, lombardo, è diventato il massimo dirigente della più grande associazione di donatori italiana.

17 giugno

Gianpietro Briola, dalla Lombardia, è il nuovo presidente di Avis Nazionale

 

(Fine prima parte)

 

A Natale, insieme ai più sentiti auguri per i lettori, ecco i cinque doni migliori che il sistema sangue potrebbe fare ai cittadini

r281_0_4840_3377_w1200_h678_fmax

Il periodo è quello giusto, è Natale, e tra poco sarà per tutti tempo di bilanci, seppur parziali. Ecco perché, insieme agli auguri di “Buone Feste” a tutti i lettori di Buonsangue, abbiamo provato a ipotizzare i cinque doni più belli che il sistema sangue, a partire da questo Natale e per tutto il 2019, potrà e dovrà fare a tutti i cittadini: ai donatori periodici e occasionali, ai donatori futuri appena avranno compiuto i fatidici diciotto anni, ai donatori che non sanno ancora di esserlo, e anche a tutti coloro che per mancata volontà, caso o mancata informazione, donatori non lo saranno mai.

  1. Elasticità negli orari dei centri trasfusionali: se ne parla spessissimo in tutte le riunioni tra donatori. Tra le priorità del futuro in termini di organizzazione “pratica” del sistema, non si potrà non tenere conto delle difficoltà lavorative che complicano la vita a molti donatori in tutta Italia. Aperture nei week-end, donazioni speciali e garanzie istituzionali sulla questione delle indennità (che come è accaduto di recente in Veneto non sempre vengono riconosciute), potranno sicuramente rinsaldare ancora di più il rapporto tra cittadini vogliosi di donare e rete d’accoglienza.
  1. Informazione ancora più precisa e costante sulla plasmaferesi: c’è ancora molto da fare su questo punto. Molti miti da sfatare, come abbiamo appurato in diretta al recente convegno organizzato a Piacenza dai giovani Avis dell’Emilia Romagna, tra cui l’idea che la plasmaferesi sia una donazione di serie B o che non sia igienica.
  1. Una campagna mediatica nazionale in cui coinvolgere media e broadcaster: un tema che caldeggiamo da sempre. Si può fare tantissimo a livello di singola istituzione o associazione, ma probabilmente una campagna sul dono concertata tra tutti gli stakeholder che possa contare sulla partecipazione dei grandi media, come televisioni e giornali nazionali, potrebbe avere un peso specifico diverso nel lungo periodo.
  1. Regole chiare sulla plasma-lavorazione: fa specie che vi siano così tanti ricorsi e procedimenti legali nell’area dei bandi della plasma-lavorazione. Ed è strano che se la normativa accoglie la partecipazione ad aziende che hanno gli stabilimenti in territori governati dalle leggi UE, poi si accettino candidature di produttori con gli stabilimenti in Svizzera (dove le normative in materia di sangue si basa su principi differenti) o anche nella stessa Germania che pure nei recinti UE accetta la raccolta plasma a pagamento, in netto contrasto con i valori fondativi della raccolta italiana.
  1. L’investimento sui giovani: non si tratta solo di un investimento economico, ma soprattutto progettuale. Solo qualche settimana fa, a Roma, è stato firmato un protocollo d’intesa tra otto associazioni di volontariato e il Miur. È un passo importante cui dovranno seguire azioni adeguate: libri da leggere sull’esperienza di vita dei donatori e dei volontari, sensibilizzazione, workshop, campagne, incontri con testimonial. Tutto ciò che può smuovere la passione e la curiosità delle nuove generazioni.

Queste dunque le nostre idee per un 2019 di crescita, individuale e di sistema.

Intanto però, i donatori dovranno continuare a fare la loro parte, approfittando delle tante occasioni offerte dall’arrivo del Natale e delle festività. In figura 1 e 2, ecco il contributo dei social e in particolare di Facebook, strumento utilissimo per individuare, alla distanza più breve possibile da ciascuno di noi, la donazione speciale a cui si può partecipare. Basta inserire nel finder le parole chiave “donazione sangue” e specificare il campo di ricerca “Eventi” indicando la voce “settimana” come intervallo temporale.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 1

1 donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 2

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato

plasma

Nel nostro tempo votato alla teologia della velocità che investe tutti i campi, e troppo spesso vittima alla conseguente superficialità nell’affrontare temi di grande importanza per la vita collettiva, è sempre più importante segnalare approfondimenti seri, ampi ed esaurienti, in grado di dare notizie e sciogliere nodi oscuri: è questo il caso, per esempio, di un lungo articolo pubblicato mercoledì 19 dicembre sul portale DonatoriH24, dedicato alle “dieci cose” che qualsiasi cittadino dovrebbe conoscere a proposito del sistema sangue.

Naturalmente per i lettori assidui di Buonsangue molti dei punti affrontati da DonatoriH24 sono piuttosto familiari – nel pezzo si spazia dalla differenza tra la donazione di sangue intero e la plasmaferesi alla funzione e all’utilizzo farmaceutico dei plasmaderivati, dall’analisi del concetto di autosufficienza alle caratteristiche pressoché uniche del sistema sangue italiano – ma in particolare è secondo noi degna di nota l’analisi puntuale, e ricca di informazioni inedite nonché di primissima mano, su come di qui a pochi anni potranno cambiare gli scenari della plasma-lavorazione.

L’apertura al libero mercato, che dal 2014 ha cambiato letteralmente i connotati alla produzione italiana di plasmaderivati, non ha prodotto almeno per ora i vantaggi tanto attesi. Su Buonsangue, come i lettori sanno, abbiamo seguito molto da vicino tutte le fasi del primo bando per la plasma-lavorazione del nuovo corso, quello che ha coinvolto il raggruppamento regionale NAIP (Nuovo accordo interregionale plasma con il Veneto capofila più Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, Province di Trento e Bolzano), un case history che ha riguardato la gestione di circa 185mila kg di sangue e che ha mostrato sin dall’inizio tutti i rischi e le difficoltà di una liberalizzazione senza paletti rigidi, che è sembrata più legata alla volontà ideologica di seguire le politiche dominanti del mercato senza preoccuparsi troppo degli interessi comuni, che il frutto di una vera e propria valutazione seria, e ponderata, di ciò che l’apertura alle multinazionali (a patto che abbiano gli impianti di lavorazione nel territorio dell’UE), avrebbe potuto comportare in termini di qualità e sicurezza, e di conseguenza, in termini di uniformità del servizio. Criterio, quest’ultimo, che come è stato ribadito qualche settimana fa durante la celebrazione dei quarant’anni della legge 833 del 1978 fondativa del moderno Sistema Sanitario Nazionale, è da valutare basico e inalienabile.

Come giustificare, per esempio, un’assegnazione (quella alla CSL Behring) basata sulla netta sperequazione tra qualità 10% e costo 90%, offerta che non sarebbe nemmeno rientrata nel nuovo codice unico degli appalti che vieta espressamente di accettare l’offerta a maggior ribasso?

E come giustificare la necessità di tornare sul mercato a procurarsi i prodotti plasmaderivati mancanti rispetto ai tre (soltanto tre) inseriti nel bando come obbligatori? Già nel 2016, queste decisioni provocarono la reazione della comunità emofilica veneta, piuttosto scontenta della nuova situazione, quando ancora non si era a conoscenza del lungo ginepraio legale di ricorsi e controricorsi che hanno interessato praticamente tutti i bandi regionali già conclusi, innescando lunghi contenziosi legali a volte giustificati (si pensi ancora una volta alla Behring aggiudicataria del bando NAIP, che pur avendo i laboratori in Svizzera dove non sono vigenti le regole UE, ha vinto il ricorso al Tar), ma a volte puramente strategici.

In quanto al problema dell’uniformità del servizio su scala nazionale, va da sé che è molto difficile assicurarla in presenza di bandi molto diversi tra loro (per fortuna i raggruppamenti regionali guidati da Emilia Romagna e Toscana hanno impostato le loro gare su un bilanciamento diverso tra qualità e prezzo, assestandosi rispettivamente su un rapporto 60%/40% e 70%/30%), e basati su tempistiche molto discordanti, come dimostra il fatto che il bando dell’ultimo raggruppamento, quello guidato dalla Lombardia, non è ancora stato pubblicato. Diversità forti, secondo le testimonianze, sono inoltre intercorse su altri punti chiave, come il coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali: alto nel caso dei gruppi guidati da Toscana ed Emilia, praticamente inesistente nei gruppi con capofila Veneto e Lombardia. Insomma, una situazione piuttosto frammentata, complessa, con ampie zone di incertezza.

Infine l’allarme più grande: il mercato del plasma varrà 20.67 miliardi di dollari nel 2021, con una previsione di crescita quinquennale del 6,7% in media ogni anno: sono questi i numeri giganteschi su scala internazionale secondo gli studi più autorevoli, ed è chiaro che cifre come queste attireranno sempre più soggetti internazionali, enormi e diramati come per esempio Shire, macchine mondiali in grado, com’è ben spiegato su DonatoriH24, di nascondere la propria ombra in compagini produttive di difficile lettura, frutto di fusioni e acquisizioni, e potenzialmente in grado di operare produttivamente – una volta acquisite le fette di mercato desiderate – secondo una geografia interna che nessuna autorità o garante potrà mai controllare.

Più volte dal mondo dei donatori è emersa la paura che vi sia la forte ambizione, da parte delle multinazionali estere, a sfruttare ogni opportunità al fine di liberalizzare il sistema sangue in modo estremamente marcato, senza escludere, per intenderci, la possibilità di una raccolta plasma a pagamento come già avviene in America: e se per fortuna a oggi questo rischio appare ancora lontano, grazie alle zone di protezione esistenti e il presidio delle associazioni su una raccolta fortemente legata al dono etico di forte matrice valoriale  (e dunque anonimo, gratuito e volontario), è comunque fondamentale che a livello politico si tenga conto del contesto internazionale oggi in continuo divenire, e proteggere i fattori etici e l’assoluta peculiarità del sistema sangue italiano a vocazione pubblica attraverso qualsiasi decisione futura.

 

 

 

 

 

 

A novembre raccolta plasma leggermente inferiore a quella dello stesso mese nel 2017: nonostante le tantissime iniziative e le campagne bisogna fare meglio

2018_121_manifesti_tracciato_A4

Un mese di novembre sotto le aspettative per ciò che riguarda la raccolta plasma, secondo i dati che negli ultimi giorni sono stati pubblicati dal Centro nazionale sangue: rispetto al novembre 2017, infatti, la raccolta nell’undicesimo mese del 2018 si è ridotta, su scala nazionale, del 2,1%.

Nulla di drammatico, intendiamoci, ma era lecito aspettarsi un dato diverso dopo il grande impegno profuso dalle associazioni a partire dalla fine dell’estate, impegno che noi abbiamo seguito passo dopo passo e che si è concretizzato attraverso di numerosissime attività come:

– Scuole di formazione:

Da Avis Cernusco con il percorso formativo “Pietro Varasi” al FidasLab di Roma: la formazione sul sangue non si ferma verso un futuro ricco di sfide

– Convegni a tema plasma fortemente voluti dai giovani per i giovani:

Il mondo del plasma spiegato ai giovani: a Piacenza, con Avis e ospiti autorevoli, si affrontano temi decisivi e si formano i dirigenti del futuro

– Assemblee generali di livello internazionale con ospiti autorevoli:

Il convegno FIODS a Catanzaro Lido e l’ampia analisi dei gruppi di lavoro: uno sguardo completo sul sistema trasfusionale

– Campagne mediatiche tuttora molto attive sul territorio:

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

Ma entriamo nel dettaglio dei dati.

Se si guarda figura 1, quella con i dati relativi a novembre 2018 vs novembre 2017, si interpreta facilmente la diminuzione generale, con numerose regioni segnate dalle frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -68,6%, il Piemonte con l’abbassamento del -17,6%, e il Veneto con un calo relativo del 12,1%.
Sono queste le regioni della performance meno positiva nella rilevazione novembrina, anche se probabilmente a incidere sul dato nazionale interviene più di altro è il -4,3% ottenuto dalla Lombardia.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, se si fa caso alla tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.

Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a novembre – quindi ben undici mesi su dodici – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo aumento su scala nazionale con 771.724 kg raccolti nel 2018 contro i 769.029 kg ottenuti nel 2017, ovvero un aumento di circa 2000 che non deve certo accontentare, ma semmai spingere a una crescita decisamente più consistente nel futuro. Nel dettaglio delle regioni, performance senza dubbio rilevanti da parte di territori che avevano un forte bisogno di crescere secondo il Piano nazionale plasma 2016-2020, come Puglia (da 39.790 kg a 40.813 kg), Lazio (da 37.248 kg a 40.024 kg), e Marche (da 30.975 Kg a 33.418 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Ben vengano dunque, alla luce di questi risultati, e ai fini di un dicembre che si spera possa segnare una crescita concreta verso gli obiettivi del PNP 2016-2020, le attività svolte da Avis in queste prime settimane di dicembre, con i giovani volontari vestiti in giallo sguinzagliati nelle gallerie di grandi città come Roma e Napoli, alla ricerca di possibili donatori in zone altamente affollate per il proverbiale shopping natalizio. Oltre ai doni materiali, infatti, è sempre bello ricordare che esistono doni anonimi, gratuiti e volontari che non fanno felici solo chi li riceve, ma anche e soprattutto chi li fa.

I dati sulla raccolta plasma: una crescita leggera su ottobre 2018 e il grande impegno di tutti gli attori di sistema: ma si dovrà e potrà fare sempre meglio

image

Veniamo da due mesi, ottobre e novembre, in cui tutti gli attori del sistema sangue hanno dedicato al plasma e alla plasmaferesi molto impegno e molta attenzione. È accaduto sul piano mediatico, con l’innovativa e affascinante campagna di Avis “Distinguiti. Dona il plasma”, presentata in triennale a Milano con l’intento di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di proporsi per un tipo di donazione un po’ più lunga ma sicuramente molto più ottimizzabile; è accaduto sul piano del dialogo, con il convegno Fiods a Catanzaro Lido, un grande workshop in grado di indagare le principali criticità del presente a proposito dell’universo plasma, in cui era dedicata grande attenzione agli scenari futuri; ed è accaduto, infine, sul piano della formazione diretta dei giovani, con un week-end di grande interesse a Piacenza in cui il mondo plasma e tutte le sue sfaccettature hanno attirato le luci della ribalta e i contributi di ospiti autorevoli.

Com’è andata, alla luce di questi sforzi la raccolta plasma nel mese di ottobre? Da giorni sono disponibili i dati sul portale del Centro nazionale sangue, e dopo un settembre complicato, vi è stata l’auspicata ripresa.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio ottobre 2018 vs ottobre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti un +2,5% sul piano nazionale. Certo, sono ancora tante le frecce rosse rivolte verso il basso apposte sulle singole regioni, ma intanto l’aumento complessivo è sicuramente positivo. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo i casi virtuosi di Sardegna (ben il 66,5% in più) e Lazio (aumento del 35,6%), a far da contraltare ai cali vistosi di Molise (- 59,7%), Umbria (- 59,5%) e Basilicata (- 56,2%).

Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione d’ottobre sul dato relativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a ottobre – quindi dieci mesi – e in questa infografica il plasma raccolto è misurato in chilogrammi. Cosa si nota? Per cominciare il dato generale: vi è un saldo leggermente negativo su scala nazionale con 694.924 kg raccolti nel 2018 contro i 697.405 kg ottenuti nel 2017. Un calo inferiore ai 3000 kg che non deve certo portare allarmismi ma semmai invogliare a buttare il cuore oltre l’ostacolo nel periodo finale dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Entrando invece sul dato complessivo sulla raccolta dell’anno regione per regione, è molto positiva la crescita complessiva del Lazio, regione storicamente ostica, con più di 3000 kg in più del 2017, e i dati in trend positivo per regioni popolose come il Piemonte e la Puglia, mentre il calo forse più significativo è quello del Veneto. La strada verso l’autosufficienza è lunga, per cui è meglio restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

2018_121_manifesti_tracciato_A4

Il giallo come vitalità, il giallo intenso che si fa notare, sempre. Alla saletta Lab della Triennale di Milano, ieri martedì 6 novembre, Avis ha presentato la nuova campagna nazionale per promuovere la donazione di plasma.

Di quanto sia importante accrescere la raccolta di plasma in chiave dell’autosufficienza sui plasmaderivati, ne abbiamo parlato più volte, e di recente in occasione del convegno organizzato dai giovani avisini dell’Emilia Romagna a Piacenza, evento durante il quale – oltre alle stime e agli obiettivi macro-sistemici per i quali si sta combattendo, e che consistono nel restare in linea con i dettami del piano nazionale plasma 2016 -20 – si è specificato molto bene quanto sia importante lavorare sulla comunicazione, al fine di rendere sempre più chiaro e familiare il messaggio per il pubblico, superando allo stesso tempo una lunga serie di tare ed equivoci che ancora oggi tengono lontani i donatori dalla plasmaferesi.

Lo spot

Ecco perché la nuova campagna nazionale della più grande associazione di donatori italiana, che ricordiamo, vanta più di un milione e trecento mila soci, doveva essere particolarmente efficace, innovativa, e coinvolgente. Eccola qui, mentre a questo link è possibile, per chi è interessato, scaricare le campagne in alta risoluzione.


Come si è arrivati a questo concept?

La campagna è nata da un papillon e da un’idea che arriva qualche anno fa dall’Avis delle Marche, i primi che hanno voluto investire sulla promozione del plasma.

A noi di Buonsangue è piaciuta molto.

Molto buoni i contenuti visivi, decisamente incentrati alla sfera emotiva. L’approccio, come si può vedere, è piuttosto innovativo perché non rispetta i canoni classici dello spot sociale, che in una condizione di frastuono e di decodifica immediata dei messaggi innesca il riconoscimento dello spot come una richiesta economica o come un’immissione nel flusso informativo di ciascuno, d’informazioni tristi e disturbanti. È invece chiaramente propenso a coinvolgere lo spettatore in una volano di bellezza, realizzazione personale e positività. Il giallo è danza, è pittura, è pasticceria, e soprattutto si rivolge alla sfera identitaria. Distinguersi, farsi notare, emergere dal grigiore, diventa la cosiddetta call to action, la motivazione ad agire, proprio come il giallo esplode in ogni immagine che passa sullo schermo.

Basterà? No di certo, ed ecco perché la campagna si completa con molti materiali informativi sul dono del plasma e sulle differenze tra i tipi di donazione. Una buona campagna integrata non può che emozionare e informare insieme.

Gli interventi degli ospiti

Inoltre, coordinati da Claudia Firenze dell’ufficio di presidenza nazionale e delegata ai progetti di comunicazione, sono stati molti gli interventi di corredo allo spot, per la maggior parte incentrati sul concetto di sinergia tra i vari attori del sistema sangue, affinché si riesca a lavorare tutti insieme in una direzione comune, ovvero quella indicata da precisi punti cardinali: il plasma etico e il dono del plasma anonimo, gratuito e organizzato come chiave per avvicinarsi all’autosufficienza.

In questo senso si è espresso Pierluigi Berti, presidente SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia): “Vorrei testimoniare che il SIMTI, i professionisti che lavorano nelle strutture trasfusionali, sono consapevoli che il momento è fondamentale per la raccolta plasma, sempre più una risorsa strategica. Il plasma deve diventare per tutti, soprattutto per il pubblico, la risorsa primaria. Ma ci vogliono anche i mezzi, ovvero la partecipazione di tutti gli attori del sistema e una discussione profonda su ciò che serve davvero per riuscire a dare a tutti i pazienti ciò che serve”.

Consapevolezza, quella della necessità sinergica, che fa parte anche del bagaglio del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “Il tema è molto sentito come ci dice la grande partecipazione – ha detto il primo dirigente avisino – e possiamo dire di esser riusciti a raggiungere l’autosufficienza dei globuli rossi. Poiché noi vogliamo che la nostra donazione continui a essere etica, abbiamo deciso di puntare molto sul raggiungimento dell’autosufficienza sul plasma. Abbiamo la percezione che sia necessario fare passi molto veloci, anche alla luce della possibilità che si apra il mercato dei plasmaderivati in Cina e India, con il rischio che il 70% dei plasmaderivati prodotti dagli USA nel mondo si spostino su mercati più ricchi. Noi vogliamo che la donazione resti etica, con i farmaci prodotti da plasma pubblico donato gratuitamente e segnato dal pittogramma etico. La prima strategia da mettere in campo è quella di una maggiore flessibilità del sistema verso le esigenze dei donatori. Dare la possibilità di orari meno rigidi per i donatori può essere un primo passo verso il coinvolgimento dei donatori e verso la fidelizzazione”.

Testimone d’eccezione, con una grande propensione al dono, è stato il pluricampione paraolimpico di sci nautico Daniele Cassioli, avisino da tempo. Secondo Daniele “Avis funziona perché sta in mezzo alle persone e deve passare il messaggio che donare è bello, che è una cosa gioiosa. Deve arrivare il messaggio ai giovani che donare rende le persone migliori. Io dico sempre che le mie retine non funzionano ma il sangue è buono, e anche quando non sono al massimo e qualcosa va storto io dono. Parlando più egoisticamente poi, ricordo che il dono è anche un modo di essere controllati. Molti giovani non usano fare esami del sangue ed è un errore perché è sempre importante conoscere quello che abbiamo dentro. Tutto ciò che non viene donato è perso e le persone se stimolate e informate nel modo giusto sanno ancora essere generose”.

L’indagine Ipsos sulla conoscenza degli italiani sul plasma

Ma la campagna di comunicazione non è stato l’unico motivo d’interesse della serata.

Claudia Firenze ha infatti illustrato al pubblico i risultati del sondaggio Ipsos commissionato da Avis, al fine di conoscere l’effettiva percezione degli italiani sulle donazioni di plasma. Un test che ha dato risultati molto significativi, anche per stabilire le future strategie d’azione e d’intervento.

Grazie alle rilevazioni su un campione di 800 persone rappresentative della popolazione italiana, s’è scoperta subito una prima buona notizia: il 69% degli intervistati collega la parola plasma al sangue, specie tra gli adulti, e solo il 16%, per lo più tra i giovani, la collega invece al televisore, come vediamo in figura 1.

ipsos 4

Fig.1

E sulla donazione di plasma? Come si orientano gli italiani? In figura 2 vediamo come soltanto il 21% degli intervistati si sentono ben informati sulla differenza tra dono del sangue e dono del plasma, un dato che fa ben capire quanto si possa ancora incidere con una buona comunicazione integrata, in grado d’ informare dopo aver conquistato l’emotività e la curiosità dei cittadini.

ipsos 2

Fig.2

 

E se in figura 3 scopriamo che solo il 36% degli italiani è certo di donare plasma in futuro o crede che lo farà, in figura 4 sono espressi i dubbi che serpeggiano tra coloro i quali la donazione di plasma è quasi certamente qualcosa da escludere: problemi di salute e paura sono decisamente i maggiori freni alla partecipazione attiva.

ipsos 3

Fig. 3

ipsos 4

Fig. 4

Il lavoro sul campo

La campagna di Avis  “Distinguiti dona il Plasma” non si ferma naturalmente a Milano: anzi è proprio a partire da oggi che l’attività vera e propria entra nel vivo: tutti i materiali saranno girati alle sedi distribuite capillarmente per l’Italia: gli spot da 15 a 30 secondi, gli spot radio, i manifesti, gli scroll e i materiali per il web dovranno arrivare al grande pubblico, in modo che l’impatto della comunicazione sia il più significativo e virale possibile.

Proprio l’efficacia di questo lavoro quotidiano su tutto il territorio nazionale sarà infatti la molla decisiva per la realizzazione di molti degli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020.

Settembre mese negativo per la raccolta plasma, la volata verso fine anno parte a rilento. Molte le regioni in calo rispetto al 2017, serve recuperare

plasma

Un settembre non esaltante per ciò che riguarda la raccolta plasma, in base ai dati che puntualmente arrivano dal Centro nazionale sangue: rispetto al settembre 2017, infatti quest’anno si verifica un calo complessivo su scala nazionale del –9,4%.

Settembre non è un mese semplice, questo è certo, con il caldo che imperversa ancora e con una grossa quota di pubblico potenzialmente abile al dono ancora in vacanza. Ma il calo è di quelli che si fanno notare, sebbene il nostro augurio sia quella di una netta e forte ripresa quando arriveranno i dati di ottobre.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio settembre 2018 vs settembre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti la diminuzione generale, le tante frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -67,3%, la Puglia con l’abbassamento del -40,9%, e la Campania con un calo relativo del 30,9%. Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione settembrina.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a settembre – quindi nove mesi – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo saldo negativo su scala nazionale con 615.643 kg raccolti nel 2018 contro i 621.669 kg ottenuti nel 2017. Un calo di 6026 kg che non deve certo allarmare e semmai stimolare, e che trova spiegazione nelle performance leggermente inferiori alle attese di regioni importanti come Veneto (da 70.525 kg a 68.163 kg), Campania (da 23.641 kg a 21.858 kg) e Toscana (da 53.721 Kg a 52.739 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

L’importanza della raccolta plasma ai livelli richiesti dal Piano nazionale plasma 2016-2020 è ben nota a tutti gli stakeholder di sistema, come abbiamo potuto constatare a Piacenza, nel recente forum giovanile interamente dedicato al plasma organizzato da Avis, evento al quale hanno partecipato ospiti autorevoli.

Così come è ben chiaro che molti dei risultati futuri dipenderanno dalla capacità di analizzare gli scenari in divenire, di trovare soluzioni condivise secondo valori da trasmettere al pubblico con le più efficaci campagne e la giusta abilità comunicativa, a partire dall’imminente campagna Avis che sarà presentata il prossimo 6 novembre a Milano. Una campagna diretta a più di un milione e trecentomila soci e a tutti gli italiani potenzialmente donatori che promette molto bene.

 

Ottobre ricco di attività per il sistema sangue: convegni, attività speciali, sensibilizzazione. Il dono al centro della vita pubblica

blood-pressure-3312513_960_720

Ottobre sarà un mese molto importante per il sistema sangue, sia nell’ottica della raccolta di sangue e plasma, sia per ciò che riguarda tutte le attività di sensibilizzazione culturale, per l’elaborazione di una visione futura sugli scenari internazionali con la conseguente programmazione del futuro. Oltre all’evento Plasm-On, fissato a Piacenza nei prossimi 20 e 21 ottobre infatti, ricordiamo che a fine mese, 26 e 27 ottobre, ci sarà anche il convegno/workshop Plasma Italia: un percorso strategico voluto dalla Fiods e dal Centro nazionale sangue e previsto a Catanzaro Lido proprio allo scopo di studiare, comprendere e analizzare lo scenario mondiale del plasma per poi farsi trovare pronti.

Intanto però, c’è la gestione quotidiana che investe le tre gambe del sistema e in particolar modo le associazioni, attori che su tutto il territorio organizzano eventi e iniziative per assicurare la risorsa biologica.

A Cassino, nel Lazio, in provincia di Frosinone, la manifestazione Avis “Dal sangue versato al sangue donato”, ha riscosso grande successo di pubblico in termini di partecipazione fisica ed emotiva, a dimostrazione di un legame forte tra cittadinanza e cultura del dono. Sempre nel Lazio, a Roma, bellissima iniziativa che coinvolge l’università La Sapienza: su Policlinico News leggiamo infatti che un’autoemoteca di Ad Spem sarà parcheggiata negli spazi dell’ateneo ogni mercoledì e giovedì aggiungendosi agli altri punti di raccolta. Un ottimo metodo per coinvolgere i giovani.

In Campania, si mobilitano gli ordini professionali per rispondere alla carenza cronica che colpisce l’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande in città. Il prossimo 13 ottobre, dunque, giornata di donazione speciale per tutti gli ingegneri napoletani che vorranno aderire.

Grande fermento in Toscana: le complicate carenze che si trascinavano dall’estate sono finalmente risolte quasi definitivamente. Ce lo dice il Meteo del sangue, con livelli di stabilità generalizzata e una leggera emergenza per il gruppo 0-, come possiamo vedere in figura 1.

https web2 e toscana it crs meteoFig.1

Tante le attività associative in regione per mantenere questo standard, sarà Figline Valdarno, in provincia di Firenze, a ospitare, sabato 6 ottobre, l’annuale pellegrinaggio regionale dei Donatori di Sangue “Fratres” della Toscana, occasione per cementare spirito e capacità d’azione.

A Levane, invece, provincia di Arezzo, sabato 6 ottobre alle 16 tutti allo stadio a vedere “La partita del sorriso” tra Nazionale italiana comici e le forze di polizia: l’incasso andrà in parte alla Fratres di Bucine.

b7c21c4ef2e6386c32ff8361143011875ffcf1bd

A Pisa, parte la campagna “Il sangue è vita” inaugurata dal prefetto Angela Pagliuca e in grado di coinvolgere un buon numero di enti e tutte le associazioni di sangue, iniziativa di sensibilizzazione che ha anche risvolti pratici, come la collaborazione con l’Unità operativa di Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti di Cisanello che, per l’occasione, assicurerà le aperture festive ogni prima domenica del mese a partire da domenica 7 ottobre, dalle 8 alle 12, allo scopo di favorire la donazione del sangue.

A Taranto, in Puglia, si è appena celebrato il Giorno del Dono, evento voluto dal Centro Servizi Volontariato: è andato in scena ieri giovedì 4 ottobre, con tante iniziative in tutta la città che hanno coinvolto associazioni e istituzioni.

In Sardegna, a Tortolì in provincia di Nuoro, donazione speciale grazie all’Avis comunale di Tortoli-Arbatax, che organizza una raccolta sangue per venerdì 5 ottobre dalle 8.00 alle 11.30. Ad Alghero, invece, in provincia di Sassari, si dona sabato 6 ottobre e l’organizzazione di questa donazione speciale si deve al gruppo Fratres locale.

In Sicilia, invece, fermento a Siracusa, dove l’ASP locale lancia la nuova campagna per i donatori di sangue di gruppo sanguigno raro, per ovviare a qualsiasi necessità.

In Emilia Romagna il West Nile virus continua a creare problemi. A Mirandola in provincia di Modena si registra, purtroppo, una vittima anziana di 77 anni, ventesimo caso letale dell’anno in regione, un problema che investe soprattutto il nord-est, tanto che in Veneto si propone di creare un osservatorio con commissione permanente.

Situazione delicata In Friuli Venezia Giulia, dove invece bisogna ancora fare i conti con le carenze. Come si può vedere dal report del portale dei donatori di Udine in figura 2, infatti, sono diversi i gruppi in sofferenza: 0-, A+, B+ e B- hanno carenze gravi alle quali si deve assolutamente ovviare.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig.2

 

Spazio a ricerca e approfondimenti: se su Galileo possiamo scoprire come le cellule del sangue si rigenerano dalle staminali del midollo, su MeteoWeb si parla di un nuovo studio di alcuni ricercatori italiani che da un semplice test del sangue possono capire chi svilupperà il diabete di tipo 1. Per chi ha bisogno di sapere tutto su come muoversi per donare sangue e avere la giornata retribuita come da accordo Inps, inoltre, segnaliamo questo articolo di Termometro Politico:

Permessi lavoro INPS 2018: donazione sangue, come non perdere soldi

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 5 ottobre settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di FacebookFig.3