“PLASMARE”, il corso sulla filiera del plasma per i dirigenti Fidas. Un’occasione perfetta per accrescere la consapevolezza su un settore strategico

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Formare sul ciclo del plasma e la plasmaferesi, al fine di migliorare sempre di più la raccolta e alimentare il metodo del conto-lavoro, peculiarità italiana nella produzione dei farmaci salva vita: venerdì 6 e sabato 7 dicembre la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) ha organizzato, in collaborazione con Farmindustria, il corso di formazione “PLASMARE” rivolto ai Presidenti regionali e ai componenti del Consiglio direttivo nazionale e del Coordinamento Giovani FIDAS.

Ma perché questo corso di formazione per dirigenti Fidas su tutti i dettagli della filiera del plasma è stato importante e porterà sicuramente arricchimento nel settore e poi al pubblico?

Ce lo spiega il comunicato Fidas.

“Il programma del corso presenta temi relativi alle tecniche di lavorazione del plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si affronteranno tematiche relative agli aspetti normativi ed etici con la presentazione di alcune buone pratiche presenti in Italia. A completamento del corso non mancherà un confronto con il sistema europeo ed Internazionale. Grazie alla partecipazione di Alessandro Segato, Presidente di AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) saranno presentate ai partecipanti testimonianze dei riceventi. Il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue, illustrerà il tema dell’autosufficienza in plasma e medicinali plasmaderivati”.

Un programma ricco dunque, che nel dettaglio è riportato in figura 1 e 2.

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Fig. 1

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Moltissimi i relatori autorevoli, da Giancarlo Liumbruno direttore del Cns a Simona Carli, responsabile del Centro regionale sangue Toscana, da Stefania vaglio del Centro regionale sangue del Lazio ad Aldo Ozino Caligaris presidente Fidas, che ha raccontato così l’iniziativa. “PLASMARE è il primo corso per Responsabili associativi sulla materia del plasma e della produzione dei medicinali plasmaderivati realizzato con un approfondimento della materia specifica. Attraverso il corso si intendono approfondire gli aspetti normativi e qualitativi relativi all’utilizzo del plasma proveniente da donazioni volontarie e non remunerate volto alla produzione di medicinali plasmaderivati. Il corso intende inoltre approfondire gli aspetti qualitativi relativi al conseguimento dell’autosufficienza per questi farmaci salvavita ottenibili soltanto dal frazionamento industriale e dalla lavorazione del plasma”.

Come sa chi segue Buonsangue e i suoi report mensili sulla raccolta plasma, secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Sangue, nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2019 si è registrato un incremento delle donazioni rispetto a quanto registrato nello stesso periodo nell’anno precedente (715.401 donazioni nel 2019 rispetto alle 698.236 donazioni raccolte nel 2018), ed è proprio per questo che non bisogna mollare la presa. Vuol dire che fare cultura della donazione di plasma serve e per avvicinarsi un’autosufficienza che ancora non è stata raggiunta.

Raccolta plasma, ottobre positivo. Confermato il trend positivo, ora continuità fine a fine anno per raggiungere gli obiettivi 2019

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Il rientro dalle vacanze estive, sul piano della raccolta plasma, è sempre un momento decisivo. Dopo il calo endemico di agosto parte l’ultimo terzo dell’anno, in cui è fondamentale il lavoro capillare per arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati dal Piano nazionale plasma. Così, dopo lo scorso settembre davvero positivo che aveva fatto registrare un crescita sullo stesso periodo del 2018 del 7,3%, un dato davvero molto importante, anche ottobre fa registrare un lusinghiero +4,9% sullo stesso mese di riferimento del 2018, come si vede in figura 1. Significa che il sistema funziona e che probabilmente si riuscirà a stare nei programmi.

Entrando nel dettaglio, positive le performance in alcune regioni del sud, come la Sicilia (+ 45,5%) e la Calabria (+34,3%), ma molto bene anche la raccolta in regioni importanti e molto popolari come Toscana (+11,6%), Piemonte (+17,2%) ed Emilia Romagna (+17%). In recupero la Lombardia che non aveva iniziato bene l’anno: a ottobre crescita dell’1,4% rispetto a ottobre 2018.

Purtroppo, invece, non buone le performance in alcune regioni storicamente poco solide nella raccolta, come Lazio (- 20%) e Campania (-16,4%). Stesso discorso per la Sardegna, che cala del – 41,6% pur avendo necessità interne particolari.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella 3, ecco i dati sulla raccolta complessiva in chilogrammi, gennaio – ottobre 2019 vs gennaio – ottobre 2018. Il dato complessivo, soddisfacente, vede circa 17 mila kg in più, con buone performance annuali complessive in Campania, nonostante l’ottobre negativo, in Sicilia, in Puglia e in Emilia Romagna. Buono il recupero della Lombardia, mentre nessuna regione è sotto la raccolta dello scorso anno in modo particolarmente significativo. Un buon segnale anche questo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Il trend, dunque, lascia ben sperare per il futuro, a patto di continuare su questa strada e di consolidare il lavoro di comunicazione e informazione sul dono del plasma e sulle virtù della plasmaferesi. Da quel che sappiamo, è proprio ciò che sta accadendo, come dimostra la campagna Avis 2019-20 di cui parleremo nei prossimi giorni.

Settembre molto positivo per la raccolta plasma, mentre a Roma arriva un convegno Fiods che mira a costruire il sistema sangue del terzo millennio

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Il trend  è confermato è i risultati sono positivi. A settembre, come possiamo vedere in figura 1, c’è stato l’agognato recupero, con un netto + 7,3% nel confronto settembre 2019 vs settembre 2018 che lascia ben sperare sul risultato di fine anno, che dovrà rispettare gli standard del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.  Nel mese più complicato dell’anno, agosto, causa ferie, partenze, e caldo estivo, si era registrato un calo corrispondente al – 5,9%, anche se molte regioni avevano migliorato la performance nel 2018. Il normale ripristino delle operazioni dopo la pausa estiva ha dunque generato ottimi risultati in molte regioni, come dimostrano i tantissimi triangoli gialli nell’infografica. Alcune regioni hanno veramente fatto bene se si pensa al + 106,9% della Puglia, al + 249% del Molise, e al + 37, 9% della Basilicata, regioni del sud Italia che hanno sempre bisogno di incrementare la raccolta. Molto positivo il 3,3% in crescita della Lombardia, che è la regione guida sul piano del volume di raccolta, mentre da notare il leggero calo dell’Emilia Romagna (-1,7%) e quello del Piemonte (-7,7%), regioni importanti, che si aggiungono a quelli di Sicilia (-13,1%) e Calabria (-52,6%) purtroppo quest’ultimo molto significativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – settembre 2019

Fig. 1

Se ci spostiamo invece sul parziale più ampio, gennaio – settembre 2018 vs gennaio – settembre 2019, la raccolta nazionale risulta superiore di circa 3000 kg, 558.542 del nuovo anno contro i 555.885 del 2018.

Nel complesso, le regioni che fanno registrare la maggiore crescita nei volumi sono l’Emilia Romagna, la Campania e la Puglia, mentre ancora in leggero ritardo ma in recupero c’è la Lombardia assieme alla Sicilia e alla Toscana, come possiamo vedere in figura 2, tabella 3.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 2

Oggi stesso, intanto, proprio per parlare di autosufficienza di plasma e sangue e per delineare in anticipo quali saranno le sfide principali del sistema sangue in questo terzo millennio, è in programma un convegno importante all’hotel Ergife a Roma, evento che vedrà protagonisti le principali personalità del settore a livello nazionale e internazionale. Il workshop si intitola “La donazione del sangue nel terzo millennio: etica, società, educazione, associazionismo”, ed è organizzato dalla Fiods, come scrive dettagliatamente il portale DonatoriH24, che pubblica anche il programma completo dell’evento a questo link.

Raccolta plasma sul parziale di agosto, calo evidente del 5,9% ma leggera crescita nei dati complessivi

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Era un mese temuto e in effetti  i risultati sono inferiori alle attese: agosto 2019 non è andato troppo bene sul piano della raccolta plasma. Dopo il +2,1% fatto registrare nella comparazione di luglio dunque, un’inversione di tendenza. Il segno meno nel mese più difficile dell’anno causa ferie, partenze, e caldo estivo, corrisponde al – 5,9%, anche se non sono poche le regioni che rispetto alla scorsa stagione hanno migliorato la performance.

In particolare, le cose sono andate bene in Basilicata, con un +49,6%, in Liguria, con un +21,4%, e in Umbria, con un aumento di addirittura +56,2%. Da sottolineare con soddisfazione anche il dato della Sardegna, +7,5%, in una regione notoriamente più bisognosa. Regioni in calo sono state invece il Molise (-55,45), la Puglia con un – 47,1% e la Valle d’Aosta con il – 41, 8%, come possiamo vedere in figura 1.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

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Trasferendo lo sguardo sul dato complessivo, ovvero sul confronto tra il periodo completo gennaio-agosto 2018 vs gennaio-agosto 2019 ci accorgiamo però che il dato 2019 continua a essere leggermente superiore. In tabella 3 figura 2, infatti, vediamo che nel 2019 sono stati raccolti 558.542 kg di plasma da inviare per la maggior parte alle industrie della plasmalavorazione e fabbricare plasmaderivati e farmaci salvavita, contro i 555.885 del 2018. Poche migliaia in più, in vista della rincorsa agli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020, che avverrà in questi ultimi 4 mesi.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

In dettaglio, le regioni con il maggior tasso di crescita sul dato totale sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, e Campania, quelle in leggero calo Puglia, Lazio e Toscana. In vista dell’ultimo quadrimestre, ecco i numeri da cui partire per centrare gli obiettivi.

 

 

 

 

Positiva la raccolta plasma di luglio: +2,1% rispetto a luglio 2018 e buone sensazioni per i prossimi mesi

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Era un mese temuto, ma è andato abbastanza bene. Luglio, per la raccolta plasma, poteva rappresentare un periodo davvero complesso a causa del calo endemico di donazioni nel periodo estivo, quando le ferie interessano la maggioranza dei donatori e raggiungere i centri trasfusionali e trovarli al massimo regime non sempre è scontato. Giugno aveva confermato un trend positivo (leggerissimo) che ha dunque trovato conferma.

In dettaglio, in figura 1 scopriamo che l’aumento della raccolta plasma di luglio 2019 vs luglio 2018 corrisponde infatti a un ottimo +2,1%, e inoltre vediamo che son molte le frecce gialle rivolte verso l’alto a indicare performance regionali positive nel raffronto parziale del periodo preso in considerazione.

Bene la Valle d’Aosta (+ 23,2%), la Puglia (+23%) e il Friuli Venezia Giulia (+25, 1%), addirittura super i risultati in Sardegna con una crescita del 58, 7%. Da migliorare, invece, il dato parziale in Sicilia (-25,8%), quello nelle province autonome di Trento e di Bolzano (- 25,4% e – 325) e quello in Calabria (-10%).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2 tabella 3, invece, è riportata la raccolta totale regione per regione in chilogrammi nello storico gennaio/luglio 2019 vs gennaio/luglio 2018: possiamo notare che nel dato complessivo la raccolta del 2019 è superiore di circa seimila chilogrammi in più. Tutte le regioni, in positivo o in negativo non si discostano troppo dalla produzione dell’anno precedente, ma fa piacere vedere che il dato della Lombardia, vera guida del paese in fatto di raccolta plasma, è in recupero dopo un inizio anno non troppo positivo. Molto bene invece l’Emilia Romagna, il Veneto e la Puglia, mentre in leggero ritardo rispetto al 2018 restano la Toscana e il Lazio.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Comincia dunque l’ultimo quadrimestre, sempre il più importante e decisivo in vista dei volumi finali. Sarà importante che tutte le parti in causa facciano del loro meglio per raggiungere senza patemi tutti gli obiettivi prefissati.

 

La raccolta plasma di giugno. Un leggerissimo aumento che lascia ben sperare per il resto dei mesi estivi

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Con una certa puntualità che ormai prosegue costantemente mese dopo mese, ecco che sono arrivati i dati della raccolta plasma in Italia relativi al mese di giugno, un mese importante perché vero e proprio preludio dell’estate, periodo intrinsecamente difficile per i ben noti problemi di raccolta, tra vacanze estive, ferie generalizzate per i lavoratori, giornate torride e influenza negativa delle zanzare che possono colpire i donatori.

A maggio, il quinto mese dell’anno che anticipa l’arrivo dei mesi estivi con le endemiche carenze e difficoltà nella raccolta, si era registrato un calo su scala nazionale del 4,7% che poteva destare non poche preoccupazioni, anche se il dato complessivo del 2019 faceva registrare comunque un lieve miglioramento.

A giugno, invece la situazione è migliorata, come possiamo vedere in figura 1.

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Fig. 1

Dal grafico emerge infatti che la raccolta nazionale relativa a giugno 2019 vs giugno 2018 è cresciuta dello 0,1% e che i segni più (triangolo giallo con la punta rivolta verso l’alto) nel dettaglio regione per regione sono molti. In particolare buone le performance di Sardegna (+12%), Umbria (+16,8%) e Provincia autonoma di Trento (+12,1%), mentre devono migliorare nei prossimi mesi la Valle d’Aosta (-22,4%), la Basilicata (- 38%) e la Toscana (-6,3%).

Se invece andiamo in figura 2 tabella 3, in cui è riportata la raccolta totale regione per regione in chilogrammi nello storico gennaio/giugno 2019 vs gennaio/giugno 2018, possiamo notare che nel dato complessivo la raccolta del 2019 è superiore di circa tremila chilogrammi in più. Tutte le regioni, in positivo o in negativo non si discostano troppo dalla produzione dell’anno precedente, ma in particolare Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sicilia possono vantare dei bilanci in crescita.

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Fig. 2

Buone notizie dunque, in vista di due mesi che si preannunciano più complicati.

Palla alle associazioni e ai media dunque, in modo che lo sforzo quotidiano di chi lavora sul campo e le campagne sui mezzi di comunicazione possano arginare il calo endemico dei mesi più caldi.

L’importanza dei pazienti nel sistema sangue: sono loro il vero obiettivo di chi lavora ogni giorno

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Su Buonsangue dedichiamo tantissimo spazio al dono, ai suoi valori fondamentali di anonimato, volontarietà, gratuità, periodicità e organizzazione, e cerchiamo di comprendere e mostrare in che modo le campagne e le tante iniziative che nascono grazie al durissimo e costante lavoro delle associazioni, siano in grado di coinvolgere e stimolare il grande pubblico.

Sottolineiamo con energia, quasi ogni giorno, quanto forte sia il livello di soddisfazione per i cittadini che si approcciano al dono, e che si recano ai centri trasfusionali per la prima volta per poi decidere di diventare donatori periodici; e che da un gesto semplice almeno quanto importante traggono enormi benefici psicologici sul piano della certezza della propria identità, sul piano del riconoscimento del proprio ruolo sociale e sul piano dell’autostima, grazie alla consapevolezza di poter salvare diverse vite umane semplicemente offrendo un po’ del proprio plasma o del proprio sangue.

Ma esiste un terzo livello implicito nel gesto del dono che non bisogna mai sottovalutare, né dimenticare di raccontare: ovvero il piano dei pazienti, i destinatari ultimi delle sacche di sangue o dei plasmaderivati prodotti in conto terzi dalle aziende convenzionate. Sono loro il focus reale. È il loro benessere l’obiettivo principe, il risultato etico per cui l’intera filiera e tutti i player del sistema sangue devono lavorare incessantemente, affinché il livello di cure e l’efficacia dei trattamenti riservati a chi ne ha bisogno possano raggiungere il massimo grado di qualità ed efficienza.

È per questo che abbiamo introdotto e ribadito più volte il concetto di appropriatezza. È per questo che documentiamo le missioni internazionali del sistema italiano che salvano vite nei paesi meno ricchi. È per salvaguardare tale obiettivo che in questi anni abbiamo documentato e messo in discussione i processi e gli esiti delle gare pubbliche per la plasmalavorazione, criticando aspramente le assegnazioni (come quella del bando del raggruppamento NAIP con il Veneto regione capofila) che ci sembravano mettere i pazienti in secondo piano rispetto alla ragione economica.

Specie sul piano dell’universo plasma e dei plasmaderivati infatti, i cosiddetti farmaci salvavita, mantenere il racconto informativo sulle esigenze di chi ha bisogno di curarsi e guarire, ci sembra quanto mai importante: ed è per questo che proveremo nei mesi futuri a dare ancora più spazio al racconto dei pazienti, delle loro esigenze, delle loro esperienze.

Sebbene l’universo plasma sia un mercato immenso e globale che supererà i 20 miliardi di dollari nei prossimi anni – un mercato che potenzialmente riguarda tutti noi per motivi geopolitici – tale universo è ancora sconosciuto al grande pubblico, che non trova alcun riflettore sui media mainstream intento a illuminare le criticità degli attuali disequilibri internazionali (con il 60% del plasma globale prodotto negli Stati Uniti in gran parte con la raccolta a pagamento),  e non di meno, a spiegare l’importanza dei farmaci salvavita per i pazienti.

Un grado maggiore di informazione sul dono del plasma, sulla plasmaferesi e sulle patologie che i plasmaderivati possono curare, aiuterebbe non poco la raccolta: ci preme dunque insistere proprio su questo punto.

Quali sono i farmaci plasmaderivati principali, e che categorie di pazienti aiutano? In rete, un ottimo livello di informazione su questi argomenti lo si può trovare sul portale Plasma Italia gestito dal Centro nazionale sangue, ed ecco una descrizione approfondita, tratta proprio da Plasma Italia, dei medicinali plasmaderivati e del loro uso clinico. Per ribadire l’importanza dei pazienti, ecco l’elenco da cui partire:

L’albumina è una proteina plasmatica prodotta dalle cellule epatiche e costituisce circa il 60% di tutte le proteine plasmatiche. La sua concentrazione nel sangue (albuminemia) varia fra 3,5 e 5,0 g/dL. Eventuali valori inferiori di albuminemia sono, nella maggior parte dei casi, da ricondursi a una ridotta produzione di albumina da parte del fegato. L’albumina trova indicazione appropriata nel trattamento di molte condizioni in epatologia, come dopo paracentesi per ascite, nella peritonite batterica spontanea, nella sindrome epatorenale, nelle condizioni di plasma exchange e occasionalmente in altre condizioni cliniche con riduzione del volume ematico.

Le immunoglobuline (IG) sono utilizzate nella terapia sostitutiva delle immunodeficienze e nel trattamento di patologie autoimmuni o di processi infiammatori sistemici. Rappresentano i c.d. prodotti driver per via del costante aumento della loro domanda a livello mondiale. Dal 2007 sono disponibili in Italia preparazioni di IG solubili per infusione sottocutanea/intramuscolare (SC/IM) oltre a quelle per uso endovenoso (IntraVenous, IV). Le IG, così come tutti gli altri MPD, sono preparate utilizzando pool di plasma umano; da questo deriva una significativa diversità idiotipica, che garantisce una più alta copertura anticorpale al ricevente. Le preparazioni contengono IG strutturalmente e funzionalmente intatte, con normale emivita e proporzione di sottoclassi: 95% di IGG monomeriche, piccole quantità di dimeri, quantità variabili di IGA e di IGM.

– L’antitrombina è una glicoproteina a sintesi epatica presente nel plasma ad una concentrazione di circa 150 μg/mL. È un inibitore delle proteasi, appartenente alla famiglia delle serpine o inibitori delle serin-proteasi. Si tratta del più potente inibitore naturale della coagulazione, che gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio della bilancia emostatica. L’antitrombina inibisce l’azione di tutti i fattori della coagulazione attivati, eccetto il fattore V e il fattore VIII; ha una particolare affinità per la trombina ed è detta anche “cofattore” dell’eparina, nel senso che l’azione anticoagulante dell’eparina è mediata dall’AT. Possiede inoltre proprietà anti-infiammatorie e anti-aggreganti mediate dalla liberazione di prostacicline da parte delle cellule endoteliali. L’antitrombina trova indicazione nelle carenze congenite di questa glicoproteina.

– Il fattore VIII (FVIII) della coagulazione è utilizzato nella terapia sostitutiva dell’emofilia A, una malattia rara, emorragica ereditaria, a trasmissione recessiva legata al sesso, causata da un deficit del FVIII. In base al livello di attività del FVIII circolante, si distinguono forme di emofilia A gravi (FVIII < 1%), moderate (tra 1 e 5%) e lievi (fra 30-40%).

– Il fattore IX (FIX) della coagulazione è utilizzato nella terapia sostitutiva dell’emofilia B, detta anche malattia di Christmas, una malattia rara, emorragica ereditaria, a trasmissione recessiva legata al sesso, con prevalenza stimata pari a 2-3/100.000 soggetti maschi, e causata da un deficit del FIX. In base al livello di attività del fattore circolante, si distinguono forme di emofilia B gravi (FIX< 1%), moderatamente gravi (tra 1 e 5%) e lievi (> 5%).

– Il fattore VII (FVII) della coagulazione è una glicoproteina vitamina K-dipendente che svolge un ruolo essenziale nell’innesco della cascata coagulativa del sangue. Il difetto congenito di fattore VII è un raro disturbo emorragico dovuto ad un’anomalia genetica del cromosoma, si trasmette con modalità autosomica recessiva. La terapia sostitutiva è essenziale nei pazienti con fenotipo severo.

– Il fattore XIII (FXIII) della coagulazione, denominato anche fattore stabilizzante la fibrina, è utilizzato nella terapia sostituiva del deficit congenito della stessa proteina, una malattia a trasmissione autosomica recessiva la cui prevalenza è stimata in circa 1/2.000.000. In base al livello di attività del FXIII, si distinguono forme gravi (FXIII <1%), moderate (tra 1 4%) e lievi (FXIII >5%).

– I concentrati di complesso protrombinico (CCP) sono utilizzati per la correzione acuta e temporanea della carenza dei fattori del complesso protrombinico. Attraverso apposite tecniche cromatografiche possono essere prodotti CCP a tre o a quattro fattori. I CCP3 contengono fattore II (FII), FIX e Fattore X (FX), e i CCP4 contengono FII, FVII, FIX, FX ad azione procoagulante, nonché inibitori naturali e fisiologici della coagulazione come la proteina C, la proteina S e tracce di AT, eparina e vitronectina.

– Il fibrinogeno è uno dei fattori della coagulazione più abbondanti nel plasma. È convertito in fibrina dalla trombina e costituisce il componente principale della fase coagulativa. La fibrina, pertanto, può essere considerata sia una proteina strutturale sia un fattore di coagulazione. Una carenza di fibrinogeno significa quindi una minore capacità del sangue di coagulare, con conseguente aumento della tendenza al sanguinamento. Il fibrinogeno trova in primo luogo applicazione nel trattamento e nella profilassi delle emorragie causate parzialmente o totalmente da grave deficit di fibrinogeno.

A Livorno Avis ha realizzato una campagna estiva in grande stile, tutta da scoprire

Logo Si Avis chi può!

Che in Toscana ci sia una grande mobilitazione collettiva per fronteggiare i mesi estivi lo abbiamo appreso lo scorso 14 giugno, a Livorno, durante la Giornata del donatore organizzata dalla Regione allo scopo di trarre un bilancio dei mesi trascorsi e parlare di quelli che verranno: e proprio da Avis Livorno arriva, a partire dal 14 e in evoluzione nei giorni successivi, una grande campagna estiva ricca di idee spunti e differenti applicazioni che mira a regalare al territorio un’estate tranquilla sotto il punto di vista della raccolta sangue, dal titolo “La felicità è contagiosa! Si Avis Chi può”.

Si parte subito con due video, che è possibile vedere sulla pagina Facebook di Avis Livorno a questi link:

  1. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/1172986156203193/, con a fare da testimonial il celebre bomber Igor Protti, capocannoniere storico del Livorno Calcio. Il messaggio dello spot, molto ben realizzato, è che non tutti gli aghi bucano e fanno male: alcuni, come per esempio quelli che servono per donare il sangue, portano effetti più che positivi.
  2. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/683414152101085/,con testimonial Leonardo Fiaschi giovanissimo imitatore, cabarettista e cantate, che con un taglio diverso, prettamente comico, mette in scena uno sketch in cui proporre l’imitazione dell’ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri che “allena” un giovane donatore avisino.

Non è tutto: la campagna ha anche già prodotto tre manifesti sia per utilizzo social, che per affissione in città. Eccoli qui, possiamo vederli in basso in figura 1, 2 e 3:

Alcuni aghi non bucano

Fig. 1

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Fig. 2

La felicità è contagiosa 1

Fig. 3

A Questi materiali seguiranno altri 3 video, utili, come spiega Avis Livorno “a completare un progetto pensato come una piccola web serie che racconta la storia di un ragazzo che esce di casa per andare a iscriversi all’Avis e diventare così un nuovo donatore, ma non è ancora del tutto convinto. Durante il tragitto da casa alla sede di Avis Livorno incontra una serie di situazioni fortuite che lo aiutano a riflettere e superare positivamente le sue paure e gli ostacoli che frenano molte persone dall’andare a donare, come la paura dell’ago, la mancanza di tempo e la scarsa consapevolezza del problema. Una volta raggiunta la sede Avis, il protagonista della serie ne esce convinto e consapevole, così diventa a sua volta testimonial ed è lui a convincere altre persone che incontra in giro per la città a seguirlo, come un contagio positivo”.

L’evoluzione e i nuovi step della campagna si potranno seguire sui canali social di Avis Livorno: su Facebook e Instagram.  Un grande impegno da parte della sezione cittadina guidata da Matteo Bagnoli che speriamo possa essere imitata in tante altre città italiane riscuotendo il massimo del successo e della visibilità.

La studentessa americana che vende plasma per lo shopping, case-history che spiega bene il valore del sistema italiano

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Proprio a pochissimi giorni dal World Blood Donor Day 2019, che come sappiamo sarà dedicato al tema della sicurezza trasfusionale di pari livello in ogni parte del mondo, e al gesto della donazione di sangue ed emoderivati utile per salvare vite umane (“By donating blood, you can save lives!”), ecco che fa il giro del mondo una notizia dal sapore opposto, in grado di spiegare bene le controindicazioni di una eventuale liberalizzazione della donazione come mera compravendita, e del sangue e del plasma come semplici beni di mercato, cosa che già avviene in alcuni paesi occidentali, ad esempio gli Stati Uniti.

Carisa Baker, studentessa americana di 20 anni, ha infatti raccontato alla testata Metro di New York la sua storia personale, che è una donazione di plasma a pagamento. Da ormai un anno, Carisa “dona” il plasma almeno due volte a settimana, a un prezzo di 20 dollari per la prima donazione e 50 per quella successiva. Lo scopo? A suo dire non esattamente quello indicato nella campagna mondiale del prossimo 14 giugno, bensì un obiettivo molto più materiale: comprare vestiti. Clarissa racconta a Metro di essere ossessionata dallo shopping, e i guadagni aggiuntivi ottenuti grazie al plasma vanno così a integrare come studentessa lo stipendio da baby-sitter.

Ma non si tratta solo di moda. Carisa, in altri passaggi dell’intervista, dice di essere assolutamente consapevole che il suo plasma aiuterà delle persone, e non ritiene affatto che le trasfusioni così frequenti potranno generare in lei effetti collaterali.

Fuori da ogni giudizio e ogni moralismo, la storia di Carisa ripresa in Italia da testate come Il Giornale e Il Mattino di Napoli, è un chiaro esempio di ciò che le associazioni di donatori e le istituzioni del sangue del nostro paese lavorano per evitare. In Italia, come sappiamo, il plasma si raccoglie in conto lavoro, ovvero viene trasferito alle aziende di plasma-lavorazione accreditate per essere trasformato in plasmaderivati e in farmaci salvavita, che poi vengono restituiti al sistema sanitario nazionale. Il plasma, in altre parole, resta pubblico, e ciò è un chiaro punto forte a favore della sicurezza.

Torna alla mente, dunque, l’inchiesta del New York Times dello scorso febbraio, che su Buonsangue abbiamo ampiamente riportato e commentato, e che metteva in luce tre importanti questioni etiche in un quadro economico fin troppo chiaro, con il mercato mondiale del plasma destinato a crescere e superare nei prossimi anni i 20 miliardi di dollari. Qual è il ruolo della povertà nella raccolta plasma a pagamento? Qual è l’impatto sulla salute per i donatori scriteriati? Come mai, proprio come nel caso della studentessa americana, nel linguaggio di chi “dona” plasma a pagamento è così forte il bisogno di controbilanciare il meccanismo commerciale con l’abito della solidarietà?

Temi complessi, che speriamo di poter raccontare soltanto come esempi da tenere in conto per capire qual è il valore del sistema italiano basato su donazione anonima, gratuita, volontaria, associata e organizzata, e mai come un dibattito d’attualità sulla minaccia di intraprendere la stessa strada.

 

Raccolta plasma di aprile: è un mese positivo con una tendenza da mantenere nei prossimi mesi

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Dopo i dati sulla raccolta plasma di marzo 2019 – mese in cui non erano arrivate di certo buone notizie con un calo sul termometro del 11,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 – ecco che qualche giorno fa sono arrivati i nuovi dati, quelli relativi ad Aprile, e questa volta il quadro è molto differente, e in un certo senso inaspettato così come lo era stato il calo netto di inizio primavera. Rispetto al terzo mese del 2019, altamente negativo, arriva infatti una nuova inversione di tendenza, che allieta in vista dell’estate a patto che non annulli la tensione positiva per mantenere cospicua la raccolta anche nei mesi estivi che ci aspettano, mesi in cui generalmente si registrano cali. Cosa è accaduto?

Semplice, ad aprile 2019 rispetto alla raccolta complessiva dell’identico periodo del 2018, è cresciuta del 7,9%.

 

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 1, ecco il dettaglio dei dati di raccolta di aprile 2019 a confronto con aprile 2018 regione per regione. Come si nota, molto importanti i dati di crescita in Puglia, con un + 48,9%, nella Provincia Autonoma di Trento, con un +31,9%, in Basilicata, con un +29,2% e in Sardegna con un +24,9%. Al contrario, i cali maggiori arrivano da regioni bassamente popolate, come Molise con un -36,1% e Valle d’Aosta con un -29,7%. Non benissimo anche la Toscana con un -16,1%.

In figura 2, e poi in tabella 3, invece è possibile fotografare l’andamento della raccolta regione per regione nel progressivo del 2019 a confronto con il progressivo 2018, nel periodo che va da gennaio ad aprile, con i valori espressi in chilogrammi.

Emerge allora che nel totale in chilogrammi da inizio anno a oggi la raccolta 2019 è superiore a quella dello scorso anno, con circa quattromila chilogrammi in più nell’anno in corso. Un dato positivo che dovrà essere confermato, insistiamo, nei mesi che verranno. Indagando le singole regioni, ancora una volta si fa notare secondo noi il dato dell’Emilia Romagna che è decisamente positivo con circa duemila chili in più. In aumento anche il Veneto con circa mille chili, così come la Campania e il Piemonte. Deve recuperare invece la Toscana, che di mille chili circa è indietro, proprio come la Lombardia, che in assoluto resta la regione guida nella raccolta italiana con un volume decisamente superiore a tutte le altre regioni, e in leggero miglioramento sul parziale di aprile.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Avanti così verso l’estate allora, quando l’impegno per ripetere questo risultato dovrà essere enorme. La regola è la solita anche per il plasma, “prima donare, poi partire”, e avanti verso il grande caldo che fa da nemico.