I dati sulla raccolta plasma: una crescita leggera su ottobre 2018 e il grande impegno di tutti gli attori di sistema: ma si dovrà e potrà fare sempre meglio

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Veniamo da due mesi, ottobre e novembre, in cui tutti gli attori del sistema sangue hanno dedicato al plasma e alla plasmaferesi molto impegno e molta attenzione. È accaduto sul piano mediatico, con l’innovativa e affascinante campagna di Avis “Distinguiti. Dona il plasma”, presentata in triennale a Milano con l’intento di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di proporsi per un tipo di donazione un po’ più lunga ma sicuramente molto più ottimizzabile; è accaduto sul piano del dialogo, con il convegno Fiods a Catanzaro Lido, un grande workshop in grado di indagare le principali criticità del presente a proposito dell’universo plasma, in cui era dedicata grande attenzione agli scenari futuri; ed è accaduto, infine, sul piano della formazione diretta dei giovani, con un week-end di grande interesse a Piacenza in cui il mondo plasma e tutte le sue sfaccettature hanno attirato le luci della ribalta e i contributi di ospiti autorevoli.

Com’è andata, alla luce di questi sforzi la raccolta plasma nel mese di ottobre? Da giorni sono disponibili i dati sul portale del Centro nazionale sangue, e dopo un settembre complicato, vi è stata l’auspicata ripresa.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio ottobre 2018 vs ottobre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti un +2,5% sul piano nazionale. Certo, sono ancora tante le frecce rosse rivolte verso il basso apposte sulle singole regioni, ma intanto l’aumento complessivo è sicuramente positivo. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo i casi virtuosi di Sardegna (ben il 66,5% in più) e Lazio (aumento del 35,6%), a far da contraltare ai cali vistosi di Molise (- 59,7%), Umbria (- 59,5%) e Basilicata (- 56,2%).

Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione d’ottobre sul dato relativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a ottobre – quindi dieci mesi – e in questa infografica il plasma raccolto è misurato in chilogrammi. Cosa si nota? Per cominciare il dato generale: vi è un saldo leggermente negativo su scala nazionale con 694.924 kg raccolti nel 2018 contro i 697.405 kg ottenuti nel 2017. Un calo inferiore ai 3000 kg che non deve certo portare allarmismi ma semmai invogliare a buttare il cuore oltre l’ostacolo nel periodo finale dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Entrando invece sul dato complessivo sulla raccolta dell’anno regione per regione, è molto positiva la crescita complessiva del Lazio, regione storicamente ostica, con più di 3000 kg in più del 2017, e i dati in trend positivo per regioni popolose come il Piemonte e la Puglia, mentre il calo forse più significativo è quello del Veneto. La strada verso l’autosufficienza è lunga, per cui è meglio restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

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Il giallo come vitalità, il giallo intenso che si fa notare, sempre. Alla saletta Lab della Triennale di Milano, ieri martedì 6 novembre, Avis ha presentato la nuova campagna nazionale per promuovere la donazione di plasma.

Di quanto sia importante accrescere la raccolta di plasma in chiave dell’autosufficienza sui plasmaderivati, ne abbiamo parlato più volte, e di recente in occasione del convegno organizzato dai giovani avisini dell’Emilia Romagna a Piacenza, evento durante il quale – oltre alle stime e agli obiettivi macro-sistemici per i quali si sta combattendo, e che consistono nel restare in linea con i dettami del piano nazionale plasma 2016 -20 – si è specificato molto bene quanto sia importante lavorare sulla comunicazione, al fine di rendere sempre più chiaro e familiare il messaggio per il pubblico, superando allo stesso tempo una lunga serie di tare ed equivoci che ancora oggi tengono lontani i donatori dalla plasmaferesi.

Lo spot

Ecco perché la nuova campagna nazionale della più grande associazione di donatori italiana, che ricordiamo, vanta più di un milione e trecento mila soci, doveva essere particolarmente efficace, innovativa, e coinvolgente. Eccola qui, mentre a questo link è possibile, per chi è interessato, scaricare le campagne in alta risoluzione.


Come si è arrivati a questo concept?

La campagna è nata da un papillon e da un’idea che arriva qualche anno fa dall’Avis delle Marche, i primi che hanno voluto investire sulla promozione del plasma.

A noi di Buonsangue è piaciuta molto.

Molto buoni i contenuti visivi, decisamente incentrati alla sfera emotiva. L’approccio, come si può vedere, è piuttosto innovativo perché non rispetta i canoni classici dello spot sociale, che in una condizione di frastuono e di decodifica immediata dei messaggi innesca il riconoscimento dello spot come una richiesta economica o come un’immissione nel flusso informativo di ciascuno, d’informazioni tristi e disturbanti. È invece chiaramente propenso a coinvolgere lo spettatore in una volano di bellezza, realizzazione personale e positività. Il giallo è danza, è pittura, è pasticceria, e soprattutto si rivolge alla sfera identitaria. Distinguersi, farsi notare, emergere dal grigiore, diventa la cosiddetta call to action, la motivazione ad agire, proprio come il giallo esplode in ogni immagine che passa sullo schermo.

Basterà? No di certo, ed ecco perché la campagna si completa con molti materiali informativi sul dono del plasma e sulle differenze tra i tipi di donazione. Una buona campagna integrata non può che emozionare e informare insieme.

Gli interventi degli ospiti

Inoltre, coordinati da Claudia Firenze dell’ufficio di presidenza nazionale e delegata ai progetti di comunicazione, sono stati molti gli interventi di corredo allo spot, per la maggior parte incentrati sul concetto di sinergia tra i vari attori del sistema sangue, affinché si riesca a lavorare tutti insieme in una direzione comune, ovvero quella indicata da precisi punti cardinali: il plasma etico e il dono del plasma anonimo, gratuito e organizzato come chiave per avvicinarsi all’autosufficienza.

In questo senso si è espresso Pierluigi Berti, presidente SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia): “Vorrei testimoniare che il SIMTI, i professionisti che lavorano nelle strutture trasfusionali, sono consapevoli che il momento è fondamentale per la raccolta plasma, sempre più una risorsa strategica. Il plasma deve diventare per tutti, soprattutto per il pubblico, la risorsa primaria. Ma ci vogliono anche i mezzi, ovvero la partecipazione di tutti gli attori del sistema e una discussione profonda su ciò che serve davvero per riuscire a dare a tutti i pazienti ciò che serve”.

Consapevolezza, quella della necessità sinergica, che fa parte anche del bagaglio del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “Il tema è molto sentito come ci dice la grande partecipazione – ha detto il primo dirigente avisino – e possiamo dire di esser riusciti a raggiungere l’autosufficienza dei globuli rossi. Poiché noi vogliamo che la nostra donazione continui a essere etica, abbiamo deciso di puntare molto sul raggiungimento dell’autosufficienza sul plasma. Abbiamo la percezione che sia necessario fare passi molto veloci, anche alla luce della possibilità che si apra il mercato dei plasmaderivati in Cina e India, con il rischio che il 70% dei plasmaderivati prodotti dagli USA nel mondo si spostino su mercati più ricchi. Noi vogliamo che la donazione resti etica, con i farmaci prodotti da plasma pubblico donato gratuitamente e segnato dal pittogramma etico. La prima strategia da mettere in campo è quella di una maggiore flessibilità del sistema verso le esigenze dei donatori. Dare la possibilità di orari meno rigidi per i donatori può essere un primo passo verso il coinvolgimento dei donatori e verso la fidelizzazione”.

Testimone d’eccezione, con una grande propensione al dono, è stato il pluricampione paraolimpico di sci nautico Daniele Cassioli, avisino da tempo. Secondo Daniele “Avis funziona perché sta in mezzo alle persone e deve passare il messaggio che donare è bello, che è una cosa gioiosa. Deve arrivare il messaggio ai giovani che donare rende le persone migliori. Io dico sempre che le mie retine non funzionano ma il sangue è buono, e anche quando non sono al massimo e qualcosa va storto io dono. Parlando più egoisticamente poi, ricordo che il dono è anche un modo di essere controllati. Molti giovani non usano fare esami del sangue ed è un errore perché è sempre importante conoscere quello che abbiamo dentro. Tutto ciò che non viene donato è perso e le persone se stimolate e informate nel modo giusto sanno ancora essere generose”.

L’indagine Ipsos sulla conoscenza degli italiani sul plasma

Ma la campagna di comunicazione non è stato l’unico motivo d’interesse della serata.

Claudia Firenze ha infatti illustrato al pubblico i risultati del sondaggio Ipsos commissionato da Avis, al fine di conoscere l’effettiva percezione degli italiani sulle donazioni di plasma. Un test che ha dato risultati molto significativi, anche per stabilire le future strategie d’azione e d’intervento.

Grazie alle rilevazioni su un campione di 800 persone rappresentative della popolazione italiana, s’è scoperta subito una prima buona notizia: il 69% degli intervistati collega la parola plasma al sangue, specie tra gli adulti, e solo il 16%, per lo più tra i giovani, la collega invece al televisore, come vediamo in figura 1.

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Fig.1

E sulla donazione di plasma? Come si orientano gli italiani? In figura 2 vediamo come soltanto il 21% degli intervistati si sentono ben informati sulla differenza tra dono del sangue e dono del plasma, un dato che fa ben capire quanto si possa ancora incidere con una buona comunicazione integrata, in grado d’ informare dopo aver conquistato l’emotività e la curiosità dei cittadini.

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Fig.2

 

E se in figura 3 scopriamo che solo il 36% degli italiani è certo di donare plasma in futuro o crede che lo farà, in figura 4 sono espressi i dubbi che serpeggiano tra coloro i quali la donazione di plasma è quasi certamente qualcosa da escludere: problemi di salute e paura sono decisamente i maggiori freni alla partecipazione attiva.

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Fig. 3

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Fig. 4

Il lavoro sul campo

La campagna di Avis  “Distinguiti dona il Plasma” non si ferma naturalmente a Milano: anzi è proprio a partire da oggi che l’attività vera e propria entra nel vivo: tutti i materiali saranno girati alle sedi distribuite capillarmente per l’Italia: gli spot da 15 a 30 secondi, gli spot radio, i manifesti, gli scroll e i materiali per il web dovranno arrivare al grande pubblico, in modo che l’impatto della comunicazione sia il più significativo e virale possibile.

Proprio l’efficacia di questo lavoro quotidiano su tutto il territorio nazionale sarà infatti la molla decisiva per la realizzazione di molti degli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020.

Settembre mese negativo per la raccolta plasma, la volata verso fine anno parte a rilento. Molte le regioni in calo rispetto al 2017, serve recuperare

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Un settembre non esaltante per ciò che riguarda la raccolta plasma, in base ai dati che puntualmente arrivano dal Centro nazionale sangue: rispetto al settembre 2017, infatti quest’anno si verifica un calo complessivo su scala nazionale del –9,4%.

Settembre non è un mese semplice, questo è certo, con il caldo che imperversa ancora e con una grossa quota di pubblico potenzialmente abile al dono ancora in vacanza. Ma il calo è di quelli che si fanno notare, sebbene il nostro augurio sia quella di una netta e forte ripresa quando arriveranno i dati di ottobre.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio settembre 2018 vs settembre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti la diminuzione generale, le tante frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -67,3%, la Puglia con l’abbassamento del -40,9%, e la Campania con un calo relativo del 30,9%. Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione settembrina.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a settembre – quindi nove mesi – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo saldo negativo su scala nazionale con 615.643 kg raccolti nel 2018 contro i 621.669 kg ottenuti nel 2017. Un calo di 6026 kg che non deve certo allarmare e semmai stimolare, e che trova spiegazione nelle performance leggermente inferiori alle attese di regioni importanti come Veneto (da 70.525 kg a 68.163 kg), Campania (da 23.641 kg a 21.858 kg) e Toscana (da 53.721 Kg a 52.739 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

L’importanza della raccolta plasma ai livelli richiesti dal Piano nazionale plasma 2016-2020 è ben nota a tutti gli stakeholder di sistema, come abbiamo potuto constatare a Piacenza, nel recente forum giovanile interamente dedicato al plasma organizzato da Avis, evento al quale hanno partecipato ospiti autorevoli.

Così come è ben chiaro che molti dei risultati futuri dipenderanno dalla capacità di analizzare gli scenari in divenire, di trovare soluzioni condivise secondo valori da trasmettere al pubblico con le più efficaci campagne e la giusta abilità comunicativa, a partire dall’imminente campagna Avis che sarà presentata il prossimo 6 novembre a Milano. Una campagna diretta a più di un milione e trecentomila soci e a tutti gli italiani potenzialmente donatori che promette molto bene.

 

Ottobre ricco di attività per il sistema sangue: convegni, attività speciali, sensibilizzazione. Il dono al centro della vita pubblica

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Ottobre sarà un mese molto importante per il sistema sangue, sia nell’ottica della raccolta di sangue e plasma, sia per ciò che riguarda tutte le attività di sensibilizzazione culturale, per l’elaborazione di una visione futura sugli scenari internazionali con la conseguente programmazione del futuro. Oltre all’evento Plasm-On, fissato a Piacenza nei prossimi 20 e 21 ottobre infatti, ricordiamo che a fine mese, 26 e 27 ottobre, ci sarà anche il convegno/workshop Plasma Italia: un percorso strategico voluto dalla Fiods e dal Centro nazionale sangue e previsto a Catanzaro Lido proprio allo scopo di studiare, comprendere e analizzare lo scenario mondiale del plasma per poi farsi trovare pronti.

Intanto però, c’è la gestione quotidiana che investe le tre gambe del sistema e in particolar modo le associazioni, attori che su tutto il territorio organizzano eventi e iniziative per assicurare la risorsa biologica.

A Cassino, nel Lazio, in provincia di Frosinone, la manifestazione Avis “Dal sangue versato al sangue donato”, ha riscosso grande successo di pubblico in termini di partecipazione fisica ed emotiva, a dimostrazione di un legame forte tra cittadinanza e cultura del dono. Sempre nel Lazio, a Roma, bellissima iniziativa che coinvolge l’università La Sapienza: su Policlinico News leggiamo infatti che un’autoemoteca di Ad Spem sarà parcheggiata negli spazi dell’ateneo ogni mercoledì e giovedì aggiungendosi agli altri punti di raccolta. Un ottimo metodo per coinvolgere i giovani.

In Campania, si mobilitano gli ordini professionali per rispondere alla carenza cronica che colpisce l’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande in città. Il prossimo 13 ottobre, dunque, giornata di donazione speciale per tutti gli ingegneri napoletani che vorranno aderire.

Grande fermento in Toscana: le complicate carenze che si trascinavano dall’estate sono finalmente risolte quasi definitivamente. Ce lo dice il Meteo del sangue, con livelli di stabilità generalizzata e una leggera emergenza per il gruppo 0-, come possiamo vedere in figura 1.

https web2 e toscana it crs meteoFig.1

Tante le attività associative in regione per mantenere questo standard, sarà Figline Valdarno, in provincia di Firenze, a ospitare, sabato 6 ottobre, l’annuale pellegrinaggio regionale dei Donatori di Sangue “Fratres” della Toscana, occasione per cementare spirito e capacità d’azione.

A Levane, invece, provincia di Arezzo, sabato 6 ottobre alle 16 tutti allo stadio a vedere “La partita del sorriso” tra Nazionale italiana comici e le forze di polizia: l’incasso andrà in parte alla Fratres di Bucine.

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A Pisa, parte la campagna “Il sangue è vita” inaugurata dal prefetto Angela Pagliuca e in grado di coinvolgere un buon numero di enti e tutte le associazioni di sangue, iniziativa di sensibilizzazione che ha anche risvolti pratici, come la collaborazione con l’Unità operativa di Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti di Cisanello che, per l’occasione, assicurerà le aperture festive ogni prima domenica del mese a partire da domenica 7 ottobre, dalle 8 alle 12, allo scopo di favorire la donazione del sangue.

A Taranto, in Puglia, si è appena celebrato il Giorno del Dono, evento voluto dal Centro Servizi Volontariato: è andato in scena ieri giovedì 4 ottobre, con tante iniziative in tutta la città che hanno coinvolto associazioni e istituzioni.

In Sardegna, a Tortolì in provincia di Nuoro, donazione speciale grazie all’Avis comunale di Tortoli-Arbatax, che organizza una raccolta sangue per venerdì 5 ottobre dalle 8.00 alle 11.30. Ad Alghero, invece, in provincia di Sassari, si dona sabato 6 ottobre e l’organizzazione di questa donazione speciale si deve al gruppo Fratres locale.

In Sicilia, invece, fermento a Siracusa, dove l’ASP locale lancia la nuova campagna per i donatori di sangue di gruppo sanguigno raro, per ovviare a qualsiasi necessità.

In Emilia Romagna il West Nile virus continua a creare problemi. A Mirandola in provincia di Modena si registra, purtroppo, una vittima anziana di 77 anni, ventesimo caso letale dell’anno in regione, un problema che investe soprattutto il nord-est, tanto che in Veneto si propone di creare un osservatorio con commissione permanente.

Situazione delicata In Friuli Venezia Giulia, dove invece bisogna ancora fare i conti con le carenze. Come si può vedere dal report del portale dei donatori di Udine in figura 2, infatti, sono diversi i gruppi in sofferenza: 0-, A+, B+ e B- hanno carenze gravi alle quali si deve assolutamente ovviare.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig.2

 

Spazio a ricerca e approfondimenti: se su Galileo possiamo scoprire come le cellule del sangue si rigenerano dalle staminali del midollo, su MeteoWeb si parla di un nuovo studio di alcuni ricercatori italiani che da un semplice test del sangue possono capire chi svilupperà il diabete di tipo 1. Per chi ha bisogno di sapere tutto su come muoversi per donare sangue e avere la giornata retribuita come da accordo Inps, inoltre, segnaliamo questo articolo di Termometro Politico:

Permessi lavoro INPS 2018: donazione sangue, come non perdere soldi

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 5 ottobre settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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A Piacenza andrà in scena Plasm-On, con i giovani Avis impegnati a promuovere la donazione di plasma

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Il plasma e la sua raccolta, che deve crescere in tutta Italia. Chi legge Buonsangue sa bene quanto il tema del plasma sia prioritario nel sistema sangue, sia per il presente, pensando al plasma come a una risorsa importante per un paese al pari di acqua, cibo o combustibile, sia nell’ottica degli scenari futuri dei prossimi anni, nei quali questa materia biologica così preziosa – dalla quale si producono farmaci salvavita che oggi in parte si reperiscono sul mercato internazionale – sarà fortemente richiesta da paesi in via di sviluppo altamente popolati.

Quanto il plasma sia importante le associazioni di donatori italiane lo sanno benissimo, così come le istituzioni sanitarie nazionali e regionali, per le quali il plasma è sempre un punto centrale dei piani di sviluppo pluriennali. Ed è per questo che stanno nascendo diverse campagne di comunicazione aventi come obiettivo primario quello di aumentare il numero dei donatori di plasma attraverso la plasmaferesi.

Nei prossimi mesi cresceranno pubblicità e informazione sui social network dunque, ma saranno intense anche le attività sul campo e i forum: e infatti, proprio nell’ottica di potenziare la sensibilizzazione sull’universo del plasma, Avis Emilia Romagna ha messo in agenda, nei prossimi 20 e 21 ottobre, il convegno Plasm-On: conoscere e comunicare la donazione di plasma, evento che si terrà a Piacenza, all’Hotel Best Western del capoluogo di provincia, e sarà dedicato soprattutto ai giovani.

Il forum nasce da esigenze constate sul campo: dalle testimonianze dei giovani avisini emerge infatti che la donazione di plasma sia spesso considerata un ripiego, e che in alcuni casi spaventi ancora per la sua durata e per i suoi effetti, giacché la quantità di materia biologica donata in plasmaferesi è maggiore rispetto alla donazione di sangue intero (600/700 ml contro 450ml). Ergo, il bisogno di chiarimenti e risposte.

Il programma di Plasm-On è già definito e si può consultare a questo link:

Plasm-On: conoscere e comunicare la donazione di plasma

Spiccano, tra le varie attività, gli interventi di Francesco Da Prato dell’azienda italiana Kedrion, che spiegherà la filiera che consente di trasformare il plasma in farmaco, e di Davide Carini, medico responsabile della raccolta di Avis Piacenza, che racconterà quali sono le applicazioni terapeutiche del plasma.

Naturalmente spazio anche alle attività sperimentali, con workshop su come creare una comunicazione pubblica efficace sul tema plasma. Le idee partorite dai giovani partecipanti saranno poi commentate e valutate nella mattinata di domenica 21 ottobre, grazie alla collaborazione di Maurizio Matrone, scrittore e storyteller.

L’evento Plasma-On è aperto a tutti i giovani avisini da tutta Italia, ma è necessario registrarsi entro il 5 ottobre 2018. Non resta che augurarsi che la partecipazione sia copiosa, energica e ad amplissimo raggio.

Raccolta plasma nel mese di agosto, ecco i dati. Un leggero calo da mettere in conto prima della fase finale

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Non era certamente il mese di agosto il periodo ideale per accrescere la raccolta di plasma nel Paese. Conosciamo bene le difficoltà intrinseche alla raccolta nei mesi estivi e in particolar modo nelle settimane in cui avviene il grande esodo delle ferie. Tuttavia, se il dato generale non può che risentire di queste valutazioni oggettive, non può essere accettato di buon grado il calo relativo, ovvero il meno 3,2% dell’agosto 2018 rispetto all’agosto 2017. Anche perché sul dato relativo luglio 2018 vs luglio 2017 si era registrata una crescita che lasciava ben sperare.

Ma entriamo nel dettaglio. Come si vede in figura 1, nel raffronto agosto 2018 vs agosto 2017, oltre al succitato meno 3,2% su base nazionale, vanno registrate le prestazioni positive di alcune regioni come la Calabria, che ha visto aumentare la propria raccolta relativa del 36,5%, come la Provincia autonoma di Trento, dove la raccolta è cresciuta del 24, 8%, e come il Lazio, dove si registra un vigoroso +23,5%. Situazione contraria in Sardegna, dove c’è stato un preoccupante calo del 49,5%, in Sicilia dove si registra un -27,4% e in Toscana, dove la raccolta è diminuita del 18,2%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 2, oltre alla traduzione in chilogrammi sui dati della raccolta di agosto 2018 vs agosto 2017 (tabella 2), è riportato il dato complessivo sul periodo gennaio-agosto 2018 vs gennaio-agosto 2017, sempre espresso in chilogrammi (tabella 3).

Possiamo così constatare come la raccolta complessiva del 2018 sia leggermente inferiore di quella 2017, con 551.556 kg a fronte dei 552.757 kg dell’anno precedente.

Un calo irrisorio che potrà essere colmato, e anzi migliorato, nei mesi che restano. Ragionando invece sulle realtà regionali, si fa apprezzare la crescita della Puglia (dai 27.963 kg ai 30.357 del 2018), del Lazio (dai 26.706 kg del 2017 ai 28.088 del 2018) e delle Marche (dai 21.980 kg lo scorso anno contro i 23.465 di quello in corso).

Meno positive, infine, le situazioni in Lombardia (leggero calo da 102.921 kg a 101.833 kg), in Toscana (da 48.202 kg nel 2017 ai 47.484 attuali) e soprattutto in Veneto (dai 63.270 kg della scorsa stagione ai 61.074 kg di questi primi 9 mesi).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Ora non resta che attendere gli ultimi quattro mesi. Settembre, ottobre, novembre e dicembre dovranno garantire la crescita prevista dal Piano Nazionale Plasma 2016-2020.

 

 

 

Il plasma al centro del dibattito. A Catanzaro Lido previsto per fine ottobre 2018 un grande workshop con gli stati generali del sistema sangue

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È previsto per fine ottobre un convegno interamente dedicato al tema del plasma, evento che vedrà impegnati tutti i principali stakeholder del sistema sangue. All’Hotel Palace di Catanzaro Lido, infatti, nei prossimi 26 e 27 ottobre, andrà in scena il workshop “Plasma Italia – Un percorso strategico”, voluto dal Centro nazionale sangue e da FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue) e finalizzato ad approfondire e sviscerare tutti gli aspetti principali di quello che nei prossimi anni è destinato a diventare tra gli argomenti principali in materia di sanità internazionale.

I motivi della centralità della questione plasma li abbiamo spesso spiegati, ma è bene ricordarli ancora una volta: riguardano sia la situazione internazionale del plasma, per ciò che concerne la gestione e la proprietà della risorsa biologica in ottica geopolitica, sia quella nazionale, con gli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020 che dovranno essere giocoforza rispettati.

Ecco, sintetizzate per punti, le principali criticità:

Situazione internazionale

Garantire il principio della gratuità della raccolta, principio che come ha ricordato Aldo Ozino Caligaris (presidente Fidas), lo scorso 15 giugno durante il workshop di Roma “Esserci per qualcun altro” organizzato per il WBDD 2018, non è affatto scontato.

– Diminuire la leadership degli Stati Uniti d’America nella raccolta totale di plasma nel mondo, una situazione vicina al monopolio che naturalmente non lascia tranquilli, come ha più volte ricordato Paul Strengers, direttore esecutivo dell’associazione no-profit IPFA (International Plasma and Fractionation Association): oggi gli USA forniscono più del 60% del plasma mondiale: è chiaro che se un giorno, per motivi legati al mercato o a crisi internazionali oggi imprevedibili, gli USA dovessero destinare la propria produzione all’utilizzo interno, il resto del pianeta subirebbe forti contraccolpi.

– Il diritto a un pari livello di cure in tutti i continenti. Oggi, sempre in base ai dati forniti da Paul Strengers, il 47% del plasma mondiale è usato dal 4,5% della popolazione. È evidente che non tutti i paesi hanno accesso ai farmaci salvavita e questo è sicuramente un dato da migliorare. L’enorme crescita economica del mercato del plasma prevista per i prossimi anni, passa anche per questo punto.

– Il principio del dono etico. Non in tutti i paesi del mondo la raccolta plasma è gratuita e coordinata dai valori etici che si sono affermati nel nostro paese e in altre realtà sensibili. Una maggiore coordinazione tra nazioni, sugli aspetti etici dell’utilizzo della risorsa plasma non può che far parte di un dialogo internazionale.

Situazione nazionale

L’autosufficienza. In base al Piano nazionale plasma 2016 – 2020 dovrà crescere molto la raccolta plasma interna nei prossimi anni, a fronte di un calo generalizzato delle donazioni e di difficoltà crescenti nel reclutare donatori di nuove generazioni.

– L’importanza della plasmaferesi.  Parte delle possibilità di riuscita sul piano dell’aumento della raccolta, passano per la sensibilizzazione del pubblico verso la plasmaferesi, una tecnica di raccolta che implica una donazione più lunga ma anche molto più performante sul piano medico, nonché ripetibile con maggior frequenza rispetto alla donazione di sangue intero.

– Le gare per la plasmalavorazione. A ottobre, si spera, anche l’ultimo raggruppamento regionale (quello guidato dalla Lombardia), dovrebbe avere pubblicato il suo bando di gara per il frazionamento industriale del plasma e la produzione di medicinali plasmaderivati. Sarebbe utile, con questo giro di boa, un primo bilancio per indagare discrepanze e criticità di questa prima esperienza di mercato “liberalizzato”, che sul piano teorico ha allargato le possibilità di una concorrenza tra più aziende, ma che, sul piano concreto, ha concesso estremi impensabili (rapporto qualità – prezzo 10/90 come nel bando capitanato dal Veneto) e escluso, (sempre nel raggruppamento guidato Veneto ma anche nella fase di creazione del bando in quello capitanato dalla Lombardia), le associazioni dei donatori dai processi decisionali.

I due giorni a Catanzaro

Per discutere di tutti questi argomenti e programmare le politiche e le contromisure da adottare al fine di migliorare e giungere a una risoluzione dei problemi, si ritroveranno a Catanzaro Lido alcuni dei principali esponenti del sistema sangue a livello nazionale, tra cui Giancarlo Maria Liumbruno, il direttore del Centro nazionale sangue (che sarà anche il responsabile scientifico del workshop),  Gianfranco Massaro (presidente FIODS), Pasquale Colamartino (Sub-area Servizio trasfusionale Commissione Salute), Giuliano Grazzini (FIODS), Claudio Velati (CNS) e Gianpietro Briola (presidente Avis nazionale).

Ecco il programma preliminare dei due giorni:

Venerdì 26 ottobre

PRIMA SESSIONE

9.00-9.30 Registrazione partecipanti

9.30-9.45 Saluti delle Autorità Ministero della salute Conferenza delle Regioni – Commissione salute Regione Calabria – CRS Calabria Coordinatore CIVIS – Inquadramento delle tematiche – Moderatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro

9.45-10.05 Plasma e plasmaderivati: scenario internazionale – Giuliano Grazzini

10.05-10.25 Plasma e plasmaderivati: scenario nazionale – Giancarlo Maria Liumbruno

10.25-10.40 Discussione

10.40-11.10 Coffee break

11.10-11.30 La donazione di plasma: promozione, programmazione, fidelizzazione – Gianpietro Briola (presidente Avis)

11.30-11.50 Plasma e plasmaderivati: autosufficienza nazionale e compensazione interregionale – Pasquale Colamartino

11.50-12.00 Discussione

12.00-12.30 Presentazioni Gruppi di lavoro: mission e output attesi – Giancarlo Maria Liumbruno, Claudio Velati

12.30-14.00 Lunch

SECONDA SESSIONE – Lavori di Gruppo

14.00-17.00 Gruppo di lavoro 1 – Scenario nazionale e internazionale: aspetti normativo-regolatori nazionali ed europei. Coordinatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Maria Rita Tamburrini; Gruppo di lavoro 2 – La donazione di plasma: promozione, programmazione, fidelizzazione, nuove sfide. Coordinatori: Claudio Velati, Gianpietro Briola; Gruppo di lavoro 3 – Sistema plasma e medicinali plasmaderivati: attualità, prospettive, coesione. Coordinatori: Pasquale Colamartino, Giuliano Grazzini (I Coordinatori individueranno un board ristretto per la gestione dei rispettivi Gruppi di lavoro. Tutti i partecipanti saranno pre-assegnati ad uno dei Gruppo di lavoro in modo da bilanciarne la composizione).

Sabato 27 ottobre

TERZA SESSIONE – Presentazione in plenaria dei risultati dei Gruppi di lavoro e conclusioni – Moderatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro

9.00-9.25 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 1

9.25-9.45 Discussione

9.45-10.10 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 2

10.10-10.30 Discussione

10.30-11.15 Coffe break

11.15-11.40 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 3

11.40-12.00 Discussione

12.00-12.30 Conclusioni e presentazione di uno schema di sintesi per un documento finale – Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro

 

 

 

 

 

 

 

Arrivano i dati della raccolta plasma di luglio. Segnali positivi sia nel raffronto 2017/2018, sia sui dati relativi ai primi 7 mesi

plasma

Nonostante agosto sia il periodo di pausa per eccellenza, la finestra temporale in cui la stragrande maggioranza delle attività del Paese subisce il fatidico (e a volte inopportuno) stop, è bello sottolineare come l’importantissima attività di rilevazione sulla raccolta plasma per l’uso congiunto tra necessità ospedaliere e invio all’industria di frazionamento sia stata regolarmente ottemperata. Sul sito del Centro nazionale sangue, infatti, sono stati pubblicati i numeri della raccolta plasma relativi a luglio 2018, e questa è senza dubbio una buona notizia.

Su Buonsangue, come sanno molto bene i nostri lettori, insistiamo moltissimo sui concetti di trasparenza e puntualità nella pubblicazione dei dati, perché il dato sul livello di raccolta è un indice numerico in grado di trasmettere segnali significativi sullo stato di salute ed efficienza di tutto il sistema sangue, un sistema che si appresta ad affrontare sfide future di assoluta rilevanza.

Il mercato del plasma è in espansione in tutto il mondo, e più volte, nei nostri articoli, abbiamo sottolineato le implicazioni geopolitiche siano strettamente collegate all’autosufficienza nazionale di questa risorsa, non meno importante, per ogni comunità, di acqua, cibo o energia. Anche perché, con il mercato libero dei plasmaderivati, i rapporti tra stakeholder di sistema diventano più delicati, ed è sempre meglio ribadire, anche riconoscendo i legittimi interessi economici in ballo, che la questione centrale per la comunità dei donatori resta sempre la stessa: il massimo utilizzo possibile del plasma raccolto per la produzione di tutti le tipologie di farmaci salvavita.

In virtù di queste ragioni, per tutto l’anno, abbiamo sempre sollecitato la pubblicazione dei dati, e contribuito alla loro diffusione con i nostri pezzi di commento e analisi: ecco allora i dati relativi al periodo gennaio/febbraio, al mese di marzo, ad aprile 2018, per finire con le rilevazioni di maggio (quando c’è stato un leggero ritardo) e giugno.

Ma veniamo ai dati più recenti. A luglio 2018, come vediamo in figura 1, rispetto al luglio 2017 vi è stata una crescita nella raccolta del plasma destinato alle aziende convenzionate per la produzione di medicinali plasmaderivati del 4.4%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – luglio 2018

Fig.1

Meritoria la crescita in alcuni territori come le province autonome di Bolzano (+50,5%), e di Trento (+32,5%) e in regioni come la Basilicata (+24%) e la Toscana (+23%). Risultati molto meno virtuosi in Valle d’Aosta (-22,4%), Sardegna (-13,2%) e Lazio, regione che soffre storicamente (-9,4%).

In figura 2, invece, possiamo osservare (tabella 3) le stime relative al periodo esteso a gennaio/luglio 2017 a confronto con l’identica finestra nel 2018. Nel dato allargato la raccolta complessiva in Italia è leggermente aumentata, in linea con le aspettative del piano nazionale plasma 2016-2020, recuperando leggermente la situazione che nei mesi precedenti aveva un saldo negativo.

A fronte dei 486.415 kg raccolti nel 2017, a oggi è cresciuta di circa 619 kg. Un sorpasso di certo contenuto che tuttavia lascia ben sperare per i mesi futuri. Rilevanti, in questo senso, le performance di Sicilia (da 34.331 kg a 36.287 kg) e delle Marche (da 19.447 kg a 21.030 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Luglio (2) 2018

Fig.2

Alla fine della stagione 2018, mancano ormai cinque mesi, i più importanti dell’anno.

L’obiettivo è che siano mesi di crescita costante nella raccolta e di ulteriore sensibilizzazione di tutti i donatori sull’importanza della plasmaferesi, un fattore decisivo per il rispetto degli obiettivi programmatici.

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

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Sean Breithaupt, Drop In The Ocean

Le difficoltà non mancano, ma quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. E i donatori, lo sappiamo bene, sono duri dal cuore d’oro. C’è molto fluido vitale da raccogliere alle porte del mese più complicato dell’anno, agosto, e alla luce delle carenze registrate in Toscana, come da noi puntualmente documentato nei giorni scorsi.

Intanto però, dalla conferenza Stato-Regioni arriva il Programma nazionale sangue 2018, disponibile come documento integrale a questo link attivato dal prezioso Quotidiano Sanità. Entrando nel merito, il programma si pone 8 macro obiettivi, 4 riguardanti il tema della quantità, ovvero dell’aumento della raccolta sangue nel nome dell’autosufficienza, e 4 incentrati sul tema della qualità del servizio, in linea con le certezze tecniche e filosofiche acquisite nel tempo.

Quali sono questi obiettivi? Eccoli.

Gli obiettivi quantitativi dell’anno in corso si identificano con: 1) il conferimento alle industrie di frazionamento delle quantità di plasma stabilite nel PNP (Piano nazionale plasma) 2016-2020, che per il 2018 corrispondono a 847.927 Kg di plasma. Come abbiamo visto nel post del 25 luglio, la raccolta gennaio-giugno 2018 è inferiore a quella dello stesso periodo 2017, e dunque ci sarà molto da lavorare; 2) la riduzione degli sprechi, fino all’azzeramento del numero di unità di plasma eliminate per iperdatazione, e la drastica riduzione di quelle quelle eliminate per motivi tecnici fino a restare sotto la quota del 4%; 3) il rafforzamento la raccolta attraverso l’aferesi raggiungendo l’obiettivo di almeno 250 procedure all’anno per singolo separatore cellulare, e con numero medio minimo di 400 procedure per Regione; 4) il miglioramento dell’appropriatezza, rafforzando su scala nazionale un utilizzo razionale del plasma e dei medicinali plasmaderivati.

Gli obiettivi qualitativi saranno invece: 1) favorire dei modelli organizzativi che possano garantire una buona concentrazione delle attività trasfusionali, specie per ciò che riguarda il plasma in aferesi; 2) facilitare l’accesso alla donazione attraverso esempi di sinergia gestionale con le associazioni di donatori di sangue, come nel caso del Centro trasfusionale di Brescia a noi spiegato dal neo presidente Avis Gianpietro Briola; 3) insistere sulla validità della donazione in aferesi attraverso il lavoro informativo delle associazioni di donatori; e infine 4) insistere con progetti  specifici a 360 gradi in collaborazione con le associazioni al fine di abituare  i nuovi donatori alla plasmaferesi.

Intanto però il sangue serve subito e regione per regione si lavora sulle raccolte speciali. Salvini ha dato il buon esempio (almeno sul dono) qualche giorno fa e speriamo che molti altri donatori periodici o alla prima esperienza vadano a compiere il gesto necessario.

In Sicilia si dona oggi 27 luglio a Campobello di Licata in provincia di Agrigento, sotto lo slogan: ‘Donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se”, mentre, come ci dice StrettoWeb, a Messina si muove il prefetto locale per sensibilizzare città e forze armate locali. Mobilitazione anche a Palermo, dove la questura promuove la donazione assieme all’associazione Thalassa, impegnata nella raccolta tramite autoemoteca.

In Puglia, a San Giovanni Rotondo (Foggia) si dona oggi 27 luglio per tutto il pomeriggio, e la stessa identica idea è nata a Brindisi, dove grazie a Avis e Fratres a lavoro in sinergia si potrà donare direttamente al lido oggi venerdì 27 luglio, guadagnandosi un ingresso gratuito per la festa serale.

In Abruzzo, forte appello dell’Avis Pescara, sempre in prima linea. Servono donatori e serve che siano periodici. Per iscriversi, aperture speciali alla sede dell’Avis Comunale Pescara in corso Vittorio Emanuele II, 10, nei seguenti giorni e orari: lunedì e martedì dalle ore 7:30 alle 15; mercoledì e venerdì dalle 7:30 alle 12 e dalle 16 alle 19:30; il sabato dalle 7:30 alle 12, e ogni ultima domenica del mese apertura straordinaria dalle 9 alle 12.

In Umbria, a Terni, si sono mobilitati gli ingegneri: come ci spiega Ansa, infatti, mercoledì 25 luglio l’ordine degli ingegneri locale ha fatto un appello (seguito dal gesto vero e proprio di molti associati) per far fronte alle carenze estive.

Anche nel Lazio si registrano alcune carenze: a Sora, in provincia di Frosinone, si rinnova un appello già diffuso nei giorni scorsi per invitare i cittadini al dono prima di partire per le vacanze. Zero negativo e positivo, A negativo e positivo, i gruppi per i quali c’è maggior urgenza, ma mancano anche B negativo e vanno aiutati tutti gli altri.

Situazione in Toscana: abbiamo già dato prova degli appelli giunti da Lucca e Firenze, e abbiamo testimoniato l’evoluzione della raccolta attraverso le stime del Meteo del sangue. Le ultime notizie, come si vede in figura 1, tardano ad arrivare: speriamo in una nuova rilevazione nelle giornata di oggi anche perché le notizie disponibili, le stesse già pubblicate da noi mercoledì scorso, raccontano di una situazione complicata.

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Fig.1

Buone notizie arrivano dall’Emilia Romagna: ben 9 mila donatori nel piacentino partecipano ogni anno alla raccolta in provincia di Piacenza, ben coordinata dal lavoro sinergico di istituzioni e associazioni. L’esigenza forte, dicono i dirigenti associativi e sanitari, è tuttavia quella di reclutare un numero sempre crescenti di giovani under 35.

Anche in Piemonte donano le forze armate, una risorsa sempre importante: ad Alessandria, infatti, tocca ai Carabinieri del Comando Provinciale raggiungere l’Unità Mobile della Croce Rossa di Cassine per una raccolta anti carenze estive.

In Friuli Venezia Giulia, il quadro lo offre il portale donatori di Udine. Come si vede in figura 2, situazione sotto controllo per quasi tutti i gruppi esclusi B+ e B-, per i quali si devono fronteggiare carenze gravi. Buona invece i riscontri per quel che riguarda la raccolta del plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 27 luglio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3

 

 

 

Giorni caldi per la raccolta. Dal Cns i dati di giugno sul plasma e l’evoluzione della carenza in Toscana

SaccheSangue

Sangue e plasma. Rosso e giallo. I donatori sanno bene che specie d’estate sono questi i colori della solidarietà e dei gesti che possono salvare tante vite. E se il periodo estivo non è certamente il più facile per la raccolta, diventa oltremodo importante che il quadro generale delle scorte nel Paese, e lo stato dei lavori sul piano del raggiungimento dell’autosufficienza, siano comunicati ai cittadini con estrema prontezza e puntualità. Sia che si tratti di eventuali carenze, come quella che ha colpito la Toscana negli ultimi giorni, sia per ciò che riguarda i flussi mensili del plasma da utilizzare nelle strutture ospedaliere e inviare alle aziende per la trasformazione in farmaci salvavita.

Cominciamo dal plasma. Sul sito del Centro nazionale sangue sono da poco a disposizione i dati sulla raccolta plasma di giugno. Li avevamo chiesti a inizio luglio, quando con un po’ di ritardo rispetto ai mesi precedenti erano stati diffusi quelli di maggio. Per fortuna non c’è stato troppo da attendere, ma sviscerandoli purtroppo si nota che la raccolta al sesto mese dell’anno non è in crescita, sia nella rilevazione comparata giugno 2017 vs giugno 2018, sia sul piano della raccolta generale gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Come si può vedere in figura 1, infatti, nel giugno 2017 era stato raccolto il 5,7% in più di plasma sul territorio nazionale. Sempre nell’ambito della comparazione sul mese di giugno, le regioni che si sono comportate meglio sono la Provincia Autonoma di Bolzano (+ 17,6%), le Marche (+7,6%) e la Puglia (+4,15), mentre è notevole l’apporto del Ministero della Difesa, cioè delle forze dell’ordine, con un rilevante +23%. In negativo si fanno invece notare il Molise (-36,4%), la Campania (-19,6%), e il Lazio (-12,9%), ma in generale sono molte le regioni in calo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (4)

Fig.1.

Passando al dato aggregato, invece, in figura 2 (Tab.3) con misurazione in chilogrammi, possiamo analizzare e confrontare la raccolta nel periodo che va da gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018. Emerge subito che sul piano della raccolta generale nell’anno in corso sono stati raccolti 4.633 kg in meno (416.546 kg contro 421.179). Entrando nel merito delle singole regioni invece, si riscontrano crescite rilevanti in Puglia, Marche, Lazio e Sicilia, e cali recuperabili in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Sempre in figura 2, ma tabella 2, è invece riportato il dato già commentato in alto giugno vs giugno (fig.1) ma con i valori espressi in chilogrammi. Interessante il dato complessivo Italia con il suddetto calo del -5,7% che corrisponde a un passaggio da 67.897 kg raccolti nel 2017 a 64.053 nel 2018. Ben 3884 kg in meno dei 4.633 persi in tutto il 2018, arrivano dunque dal primo mese “estivo”. In ogni caso però si dovrà assolutamente migliorare nella seconda metà dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (3)

Fig.2

E in Toscana?

Dopo i giorni di carenza sangue da noi segnalati nel post di lunedì 23 luglio, con tanto di informativa su tutte le attività di contorno per chiamare i donatori a raccolta, ecco gli aggiornamenti. In figura 3, vediamo che rispetto alla situazione da noi delineata venerdì scorso, con emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, le scorte attuali sono leggermente migliorate. Naturalmente non basta ancora, perché si registrano emergenze per i gruppo 0- e B+, e necessità urgenti per A- e B-. Continua la mobilitazione dunque, e speriamo che la situazione possa risolversi presto, attraverso la chiamata diretta dei donatori che proseguirà in questi giorni, o con le raccolte speciali che potranno essere organizzate nel prossimo fine settimana.

https web2 e toscana it crs meteo (3)

Fig.3