Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

Un protocollo ampio, con otto associazioni di volontariato legate insieme e pronte a collaborare con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, nel nome di una missione precisa: lavorare a idee e progetti in grado di portate le esperienze del volontariato nelle scuole e lasciare quell’imprinting magico nei ragazzi che in alcuni di loro potrà durare per la vita. Un’impresa difficile ma non impossibile se perseguita con le giuste idee, che ha vissuto il suo step iniziale mercoledì 12 dicembre a Roma alla Camera dei deputati, con la presenza di numerose personalità istituzionali e i rappresentanti di Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale), Admo (Associazione donatori midollo osseo), Adoces (Associazione donatori cellule staminali), Aido (Associazione italiana donatori organi, tessuti e cellule), Avis, Croce Tossa, Fidas e Fratres.

A fare gli onori di casa Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale, che ha subito sancito il principio basilare dell’incontro: “Preziosa è la collaborazione tra associazioni del dono e istituzioni, per ottenere dei risultati sul piano dell’eccellenza socio-sanitaria. Va detto grazie ai dirigenti delle otto associazioni rappresentate che svolgono un lavoro prezioso in tutte le aree geografiche del paese. Siamo qui per affrontare le criticità che potranno arrivare in futuro al seguito di un probabile calo di risorse. L’Italia ha una grande tradizione di volontariato, molte associazioni sono nate prima di questa legge, come Avis, ma negli ultimi quaranta anni il volontariato ha accresciuto la sua importanza. Il volontariato è diventato oggetto di ricerca e ne ha scritto molto Istat con il censimento permanente delle associazioni no profit. I volontari attivi sono diventati cinque milioni e 500 mila, con un aumento del 16%. L’Istat ha poi concluso che il volontariato aiuta lo sviluppo dei sentimenti positivi, e il fatto di poter far conto sugli altri migliora la vita collettiva. Chi fa volontario lo percepisce come momento piacevole della vita, mentre agli ultimi posti delle preferenze risultano lo studio e il lavoro. Il volontariato è il modo migliore di rinsaldare il rapporto tra cittadino e istituzioni, che a oggi non godono di grande stima. In questo senso è fondamentale la scuola con la sua attività. Ecco perché è necessario reclutare i giovani ed è importante essere presenti nella dimensione scolastica. Ai giovani bisogna dimostrare quanto sia bello essere volontari con la capacità di usare i mezzi di comunicazione moderni. Il passaparola è ancora la maggior fonte di reclutamento”.

Ma da dove nasce, qual è l’origine concreta di un mondo del volontariato che oggi in Italia ha la possibilità di essere parte integrante della vita pubblica? Lo ha spiegato bene Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas, parlando della legge 833 del 1978, giunta al quarantesimo anno di età. “A me il compito di presentare la storia di questa legge in assenza del senatore Dino Cravero. I principi chiave di una legge che ha vissuto un Iter lungo un decennio sono: unicità dei soggetti erogati e globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, superamento delle disparità territoriali per le cure sanitarie, sicurezza sul lavoro, tutela degli anziani e della salute nelle attività sportive, e infine prevenzione delle malattie mentali. Questi erano gli obiettivi, molto complessi per via della situazione di partenza che era ricca di disparità, nel quadro di un decennio difficile per il paese a causa di contestazioni studentesche, anni di piombo, crisi petrolifere, ed eventi traumatici come il delitto Moro. Oggi, sebbene serva un attualizzazione, questa legge è considerata una delle migliori mai promulgate in Italia”.

Ma come fa una legge a rivelarsi positiva e per niente superata dopo quasi mezzo secolo? Il motivo lo ha spiegato Maria Rita Tamburrini, direttrice generale della prevenzione sanitaria in tema di trapianti, sangue ed emocomponenti: “Le associazioni di volontariato sono essenziali per il sistema sanitario nazionale. Il nostro servizio, che è il migliore del mondo, è fondato su di loro. I regolamenti cambiano mani principi restano e devono essere tutelati. Tutte le leggi che sono nate sulla base della 833/78 proteggono e si ispirano ai principi di uguaglianza, un eredità che dobbiamo difendere. Il settore trasfusionale e i trapianti sono aree delicate e importantissimi e senza condivisione non si può raggiungere l’obiettivo finale principale che è quello di garantire la salute”.

Solo virtù? Naturalmente no. Esistono anche principi basici della legge che oggi, calati nel presente, richiamano a problematiche di sistema. Come ovviare, per esempio, alle discrepanze tra regioni a livello di servizio sanitario? Pasquale Colamartino del comitato direttivo del Cns, è stato chiamato in causa su questo tema da Aldo Ozino Caligaris, ed ecco le sue riflessioni in merito: “Le regioni rappresentano uno dei pilastri del SSN. Parlando dei principi fondamentali della legge 833/78 emerge il ruolo delle associazioni, perfettamente integrato con il lavoro dei vari stakeholder di sistema. Nella legge 219, che segue gli stessi principi, c’è un passaggio fondamentale che è il riconoscimento istituzionale del rullo delle associazioni. C’è l’intervento dello stato per garantire universalità ed equità, e quando le associazioni partecipano alla programmazione si sancisce un ruolo importante che si sono guadagnate sul campo. L’armonizzazione su base regionale è un tema su cui si sono fatti molti progressi, ma oggi c è una principale criticità, ovvero il progressivo de-finanziamento del sistema, giacché spesso i finanziamenti regionali vengono stornati per andare a coprire altre necessità. Questo elemento richiede un continuo miglioramento dell’organizzazione e dell’ottimizzazione”.

Ciò nonostante, il federalismo deve essere preservato, e così gli scambi tra regione e l’assistenza reciproca. Giancarlo Liumbruno, presidente del Centro nazionale sangue, sa bene quanto il principio di compensazione sia importante per gestire le situazioni delicate a livello di carenza sangue: “Le parole chiave e i principi fondanti della legge sul sistema sanitario nazionale sono: uniformità, solidarietà volontariato. Principi che oggi in una cornice di federalismo devono essere portati avanti e riaffermati. Il sangue è il bene pubblico di cui tutti devono poter usufruire con gli stessi livelli di sicurezza e qualità, e questa è una sfida con cui ci confrontiamo quotidianamente. Il mondo del volontariato è organizzato e consente di curare i cittadino: quello del sangue consente che ci sia una donazione ogni 10 secondi e che 1800 cittadini al giorno siamo curati. Il volontariato italiano consente di curare pazienti anche oltre confine, e dal 2013 al 2017 abbiamo esporta nei paesi in via di sviluppo grandi quantità di farmaci plasmaderivati, che consentono di curare malattie gravi e mettono l’Italia ai primi posti della graduatoria dei paesi generosi”.

Nella cornice istituzionale, è arrivato a sorpresa un finale fuori dalle righe. Merito di Sergio Balestracci, presidente Fratres nazionale, che si è espresso con molta passione contro l’assenza delle personalità politiche, prodighe di messaggi di buon lavoro, ma tutti impegnati altrove. “Ci parliamo tra addetti ai lavori ma i politici mancano sempre. Siamo dei volontari e dobbiamo alzare la voce – ha detto Balestracci – nei media si parla solo di politica e i loro nomi sono nel programma al posto dei nomi dei volontari, ma poi non vengono. Non dobbiamo avere paura di dirlo”.

Difficile non essere d’accordo, specie in una cornice in cui presenza o assenza possono essere interpretate come dei segnali molto precisi, e in un campo in cui, come il volontariato dove la differenza tra parole e fatti è la prima discriminante quotidiana. Solo fatti, infine, a Galleria Sordi, nel vero finale a sorpresa della giornata: presentazione della campagna nazionale #GialloPlasma in uno scenario affollato che ha visto ragazzi molto intraprendenti (Fig. 1 e Fig. 2) diffondere il messaggio del plasma tra i moltissimi passanti. Un’iniziativa sul campo che si ripeterà a Napoli sabato 15 dicembre.

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Fig. 2

Conferenza Avis al MIUR: la forza delle storie e della cultura nella formazione dei giovani

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Si è parlato di arte e creazione, di contenuti per i giovani e di futuro, di storia italiana e di tecnologia, di formazione e contenuti alla conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista oggi 25 ottobre alla Sala Comunicazione del Miur (Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in viale Trastevere 76.

In presentazione due i progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola: 1) il fumetto “Il colore della vita”, dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui nella guida dell’Associazione agli albori, e 2)Rosso Sorriso, il dono dei bambini” (http://www.rossosorriso.it/), un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo e all’attore Oreste Castagna.

Sui motivi che rendono progetti culturali di questo tipo così importanti nel panorama associativo e scolastico si è espresso Alberto Argentoni, presidente Avis Nazionale, in apertura dei lavori: “Abbiamo necessità di intervenire sui contenuti – ha spiegato – Abbiamo capito che entrare nel mondo dei più piccoli è importante, e abbiamo puntato sull’idea che bisogna promuovere stili di via corretti e concetti di solidarietà e di stare insieme sin dalla giovane età, per poi arrivare al principio della donazione di sangue. È stato un percorso lineare, con dei professionisti che ci hanno aiutato a presentare e introdurre argomenti anche non semplici ai ragazzi. Noi vediamo subito la differenza nelle classi nelle quali l’insegnate ha preparato la strada e ha sensibilizzato gli studenti e dove non accade, e siamo davvero lieti di poter offrire ai nostri ragazzi una possibilità di sensibilizzarsi e sentire qualcosa. Abbiamo collaborato con studiosi e artisti che affrontano il mondo dei ragazzi con esperienza e sanno indirizzarci sule cose da fare, abbiamo creato valore aggiunto che si risconta nelle opere. Si sta aprendo in questa fase una nuova strada molto impegnativa: creare percorsi e spazi per i ragazzi facendoli lavorare insieme con noi. Abbiamo aperto la strada della formazione con il servizio civile e stiamo andando sul legame scuola-lavoro. Ci vorrà un lavoro culturale da parte dei dirigenti associativi per fare l’attività di formazione: è importante perché non bisogna fallire, e disseminare la nostra esperienza nella società. L’ultimo aspetto da sottolineare è il grande apporto che danno i nostri dirigenti associativi: molti hanno lavorato nel mondo della scuola e ci regalano la loro esperienza, è davvero encomiabile quello che fanno. C’è un solo problema: questa formazione che noi facciamo poi si perde quando i ragazzi iniziano la specializzazione professionale di alto livello a causa di un’incompatibilità normativa, e non potevo perdere questa occasione per porre questa problematica”.

Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto ha spiegato invece perché ha voluto fortemente realizzare l’opera. “Sono emozionato ­– ha detto – racconto una storia lunga 50 anni che ha valore immenso per ciò che riguarda la donazione di sangue. Ho l’obiettivo di tradurre l’opera in inglese, francese e spagnolo per portare questa esperienza anche in paesi che hanno modalità diverse di donazione. Il percorso in Avis è un percorso di vita. Ringrazio una persona splendida come Pietro Varasi (veterano Avis n.d.r.) che mi ha consegnato il materiale associativo permettendomi di ricostruire uno spaccato di vita intensissimo, che poi è diventato il cuore del fumetto. Un ringraziamento importate va anche alla Scuola Internazionale del Fumetto per il supporto su un opera che spero davvero possa entrare nelle scuole. Concludo con una frase di Mark Twain che diceva “Ci sono due giorni importanti nella vita, quello in cui si nasce, e quello in cui si capisce perché”. Formentano lo sapeva molto bene”.

Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, ha raccontato aspetti significativi sul suo ruolo di co-sceneggiatore con Massimiliano Filadoro, per fornire il materiale al disegnatore de “Il colore della vita”, Gianpietro Wallnofer. “Questo fumetto è il frutto di due volontà ferree: quella di Mauri che l’ha fortemente voluta, e poi quella di Dino Caterini, titolare della scuola, che sempre pronto a concedere disponibilità per iniziative di carattere civile. Mi chiedevano se è stato difficile scrivere questa storia, ma con un soggetto così buono il compito era facilitato. Quando ho letto il materiale ho capito che questi personaggi sono veri e propri eroi, e gli autori di fumetti hanno da sempre a che fare con eroi, cioè coloro che hanno obiettivi nella vita e cercano di raggiungerli. Due uomini diversi: riflessivo Formentano e impetuoso Moscatelli, il Kit Carson della situazione”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, ha poi introdotto la seconda iniziativa in presentazione. Con Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, si è parlato di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, progetto in collaborazione tra Avis e Rai Yo Yo. “Si tratta d un progetto Avis giunto alla seconda edizione – ha spiegato Nisticò – che sarà distribuito nella nostra rete di distribuzione. Siamo un milione e 300 mila donatori con 3.400 strutture associative in tutta Italia. Abbiamo un protocollo che ci permette di portare progetti educativi nella scuole dalla primaria in poi, e con “Rosso Sorriso” abbiamo cerato un veicolo di solidarietà che ci fa entrare nelle scuole e nelle famiglie. Oreste Campagna è il papà di questo progetto, lo ha sposato subito. Il messaggio del dono si trasmette attraverso il gioco e la gioia, con una fiaba “La meraviglia del donare” un dvd molto ricco e una canzone. Si parte dai disegni dei bambini, e da una canzone che vede la partecipazione del coro voci bianche di Bergamo, un progetto completo che si trova anche nel sito nazionale. La parte multimediale permette uno sviluppo importante e ci saranno anche uno spettacolo dal vivo e un laboratorio creativo. Un grazie a Oreste Campagna perché ci ha messo l’anima”.

Proprio Oreste Castagna, ha spiegato le sue sensazioni per questo bel viaggio all’interno dei disegni dei bambini, con lo scopo di riportare al centro il valore dell’abbraccio. “Ringrazio Avis, stiamo ricevendo tantissimi disegni – ha detto – e ho pensato, come Kurosawa, di entrare nei disegni dei bambini e raccontare il messaggio del donare. La canzone provoca un senso di ricordo, attraverso i movimenti. Ora bisogna andare nelle famiglie e raccontare il gesto e il ricordo del donare”.

Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi ha parlato invece di investimenti, contenuti e futuro: “Sono in Rai dal 1981, ho vissuto la storia della televisione per ragazzi e conosco Castagna da 17 anni, la cosa che più mi lascia contenta è che grazie alle opere si può parlare d tutto, e il fumetto è stato perfetto per rendere così bene una storia complessa. Fumetto e cartoni hanno dalla loro il potere immaginativo di una persona e non bisogna mollare nessun tema da sviscerare attraverso il disegno, il racconto e l’arte, strumenti che permettono di giocare con l’immaginazione. Sugli investimenti per i prodotti per l’infanzia la sensibilità non si trova dappertutto, ma bisogna capire che l’infanzia è il futuro di questo paese. Bisogna pensare alla formazione, a prodotti che vadano sulle nuove tecnologie, e sempre di più occorre grande competenza per creare e inventare contenuti, ci sarà sempre più bisogno di altissima qualità. I bambini hanno ancora bisogno di immaginare”.

 

Il sangue al centro del dibattito: tra organizzazione del sistema oggi e i donatori di domani

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È sempre bello parlare di momenti di discussione e confronto tra gli attori determinanti di un settore ancora troppo poco raccontato come il sistema trasfusionale, specie quando i confronti servono a migliorare l’efficienza complessiva; ma è ancora più bello, per ragioni intrinseche ed emotive, raccontare di attività sul campo e di iniziative concrete che servono a portare la cultura del dono tra i giovanissimi attraverso il lavoro sui contenuti.

L’opportunità rara di confrontarsi con queste esperienze così significative, lo offre il calendario, grazie a due eventi in rapida successione: oggi martedì 24 ottobre, e domani mercoledì 25 ottobre 2017, sono infatti in programma convegni cruciali e molto diversi tra loro.

Vediamo quali sono, in rigoroso ordine temporale.

Martedì 24 ottobre a Roma, grazie all’organizzazione del Centro Nazionale Sangue, presso l’aula A dell’Istituto Maxillo-facciale dell’Università Sapienza in Via Caserta si svolgerà il convegno “Trasporto delle unità di sangue intero, degli emocomponenti e dei campioni biologici dalle sedi di raccolta ai poli di lavorazione e qualificazione biologica”.

Un evento che vedrà impegnati, come da comunicato, “medici, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico ed infermieri trasfusionisti impiegati presso enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca” su un tema cruciale per il sistema trasfusionale, come quello dei trasporti degli emocomponenti.

Un tema di natura sì molto tecnica ma che comprende anche la questione della sicurezza, e che è fondamentale anche come aggiornamento professionale per il personale medico. Normativa sui trasporti, impegno delle regioni, aspetti gestionali, la tracciabilità e trasporti a lunga distanza saranno le questioni di sistema all’ordine del giorno, da approfondire e sviscerare, a partire dall’apertura del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, prevista per le 10.30.

Ecco in figura 1 la brochure dei lavori.

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Sempre a Roma, capitale indiscussa del sangue in questi giorni di fine ottobre, si svolgerà al mattino di mercoledì 25 la conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista alla Sala Comunicazione del MIUR a viale Trastevere 76.

L’incontro sarà una bellissima occasione per conoscere i due prossimi progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola, ovvero il fumetto “Il colore della vita”, già presentato qualche giorno fa a Lucca Comics e dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui alla guida dell’Associazione, e “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo.

Presenti in sala: Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, Claudia Firenze Segretario Generale AVIS, e Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto per presentare “il colore della vita”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, per raccontare al pubblico i dettagli di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”.

In figura 2, ecco la brochure della conferenza, che su Buonsangue seguiremo dal vivo.

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Fig.2